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Amianto, aggiornamenti dall’Italia e dal mondo

Fibre di amianto, Ex Mirtex
Fibre di amianto ( ph wikipedia commons)

Italia, fibre sostitutive all’amianto potrebbero avere effetti avversi

Il Dimeila (Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale) dell’INAIL ha reso nota una scheda informativa sugli effetti tossici delle fibre artificiali vetrose di nuova generazione e delle fibre policristalline.  Le stesse sono utilizzate come alternative all’amianto.
Secondo la fonte, risultati suggeriscono che, sebbene considerate finora più sicure, alcune possono comunque indurre effetti avversi sulle cellule polmonari umane. Si rende quindi necessario effettuare altre ricerche e raccogliere ulteriori dati.

Regno Unito, tributi per l’infermiera che dava sollievo ai malati

Numerosi i tributi dedicati a Mavis Robinson, un’infermiera che ha dedicato la sua carriera umana e professionale ai pazienti affetti da mesotelioma nel Regno Unito. La donna, che per i suoi meriti fu elogiata anche dalla Regina d’Inghilterra, è venuta a mancare a marzo. Da allora fiori, lettere, messaggi sono dedicati in ricordo della sua persona.

Italia, sentenza per la realizzazione della discarica a Salussola (BI)

Il Consiglio di Stato ha emesso la sentenza definitiva per la realizzazione della discarica di Amianto nella frazione di Brianco, a Salussola, in provincia di Biella.
Come segnalato da Legambiente e dichiarato spesso dall’ONA non sono sufficienti gli impianti di smaltimento presenti e previsti in Italia. Con circa 18 impianti sul nostro territorio, è assolutamente necessario ricorrere ai ripari.

Africa, rimandato al 2026 il processo per gare d’appalto sull’amianto

Il processo contro l’ex segretario generale dell’ANC African National Congress Ace Magashule e altri imputati accusati di presunta corruzione in relazione a gare d’appalto per la rimozione dell’amianto è rinviato al 2026.

“Le notizie riportate si basano su fonti ufficiali e comunicazioni pubbliche. Eventuali criticità o presunti illeciti sono riportati come tali, senza attribuire colpe accertate a persone o enti.”

Ansia e amianto, la diagnosi non arriva ma la paura consuma

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

Si parla spesso, giustamente, dell’importanza della psicoterapia per chi è affetto da una malattia amianto correlata.
Oggi focalizziamo l’attenzione verso coloro che non hanno sviluppato una patologia ma che potrebbero, potenzialmente, esserne affetti in futuro.
Chi ha avuto contatti con materiali contaminati, pur senza una diagnosi, vive spesso in uno stato di costante tensione psicologica.

Esposizione ad amianto e salute mentale: incertezza e stress cronico

Non serve una diagnosi per sentirsi malati. Per molte persone che in passato hanno lavorato a contatto con l’amianto, o vissuto in ambienti contaminati, il solo sospetto di essere a rischio basta a generare una condizione di terribile stress continuo. La paura che una patologia possa manifestarsi da un momento all’altro pesa come una condanna invisibile.

“È come vivere in attesa di una sentenza che non arriva mai, ma che temi da tempo”, raccontano in tanti.
È un disagio profondo: insonnia, difficoltà a concentrarsi, allarme costante per ogni piccolo sintomo. La mente reagisce come se la malattia fosse già presente.

Bonanni (ONA): “Venga garantita sorveglianza e supporto psicologico”

Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da anni evidenzia  le carenze nel sistema di prevenzione e assistenza ai soggetti esposti: “Il solo fatto di essere stati esposti all’amianto è causa di preoccupazione e sofferenza. Sarebbe opportuno garantire sostegno psicologico a tutti, non solo a chi ha già ricevuto una diagnosi”.

Bonanni insiste sulla necessità di un’azione più decisa da parte delle istituzioni: “E’ necessario porre l’attenzione non solo sul riconoscimento delle malattie, ma anche nella tutela preventiva, inclusa quella psicologica. Non possiamo abbandonare chi vive con questa angoscia: il diritto alla salute comprende anche la salute psichica”.

Una lunga attesa fatta di controlli e terrore

Le patologie asbesto-correlate come il mesotelioma, possono emergere anche a distanza di 20, 30 o 40 anni dall’esposizione. Questo dato scientifico, ormai noto, non fa che aumentare il senso di precarietà tra gli ex esposti. Ogni visita di controllo può trasformarsi in un momento di panico, ogni referto in una possibile condanna.

La sensazione di essere “malati in potenza” finisce per trasformarsi in disagio reale, che incide su vita lavorativa, relazioni personali, e salutee mentale.

L’urgenza di un riconoscimento anche per la sofferenza impalpabile

“Serve una presa in carico completa”, conclude Bonanni. “Non solo diagnosi e risarcimenti, ma prevenzione vera: informazione, monitoraggi continui, supporto psicologico. Perché anche chi non è ancora malato ha diritto a vivere senza essere schiacciato dalla paura”.

Copparo (FE), incendio distrugge capannone: rischio amianto.

incendio
incendio

Un violento incendio ha colpito un’area rurale di via Alta, nel comune di Copparo in provincia di Ferrara. Ciò ha causato il crollo di un capannone con il tetto che potrebbe contenere amianto, oltre a danni ad un’abitazione adiacente. Il fumo scuro, spesso e acre, ha sovrastato l’orizzonte per ore ed è stato notato anche a grande distanza, destando preoccupazione nella cittadinanza.

Interventi tempestivi per l’incendio e prossimi rilievi per l’amianto

L’intervento dei vigili del fuoco, accorsi da Codigoro e coadiuvati dai volontari locali, ha permesso di domare le fiamme prima che si propagassero ad altri edifici. Presenti anche carabinieri, agenti della polizia locale e volontari della protezione civile. Nessuna persona risulta coinvolta, poiché l’edificio era da tempo in disuso.

Secondo la fonte a preoccupare sarebbe la possibile presenza, di cemento-amianto nel tetto del capannone. La dispersione di questo materiale pericoloso, se inalato, può causare patologie polmonari gravi e spesso letali, come l’asbestosi e il meesotelioma.

Nei prossimi giorni l’Arpa Emilia-Romagna effettuerà rilievi ambientali per determinare l’eventuale contaminazione del suolo e dell’aria. La popolazione resta in allerta, mentre le istituzioni valutano se adottare misure straordinarie di bonifica.

La necessità di una strategia nazionale

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA ha commentato con parole ferme quanto accaduto:
“Qualora fosse confermato che si tratti di amianto, non possiamo dimenticare che questa sostanza, se brucia è ancora più pericolosa. Non si può più attendere: è indispensabile un piano di messa in sicurezza reale, che individui ogni sito contaminato e ne preveda la rimozione integrale, prima che sia troppo tardi. Non è solo una questione ambientale, è un’emergenza sanitaria. Senza allarmismi, serve contro l’amianto una strategia nazionale seria e definitiva”.

Amianto in Piemonte e Lombardia: “Potenziale minaccia per la salute”

amianto, Grammichele
amianto, immagine esclusivamente descrittiva presa da Wikipedia commons

In Italia sono presenti 40 milioni di tonnellate di amianto. Con queste cifre le news riguardanti la pericolosa sostanza sono all’ordine del giorno. Da onanotiziarioamianto.it continuiamo a mantenere alta l’attenzione sul tema.

Ivrea (TO) amianto abbandonato nei campi e presenza in un ospedale

Secondo la fonte, sono state trovate canne fumarie e tubi pieni di amianto abbandonati vicino ai campi di granturco. I residenti hanno provveduto ad effettuare la segnalazione alla Forestale.
In un ospedale dello stesso Comune, è stata rilevata la presenza di finestre con amianto. Secondo la fonte la direzione dell’Asl/To4 avrebbe dichiarato che le finestre sono monitorate costantemente senza rilascio di fibre.

Casale, residui di amianto lungo il percorso della nuova tangenziale

Durante le operazioni preliminari per l’ampliamento della viabilità sulla direttrice della nuova Emilia, nel territorio di Casale, è emersa la presenza di materiale contenente amianto su un’area di circa 6mila metri quadrati.
Il Comune di Casale avrebbe convocato una Conferenza dei Servizi, su sollecitazione del committente. L’incontro coinvolgerà il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Lombardia, la Provincia di Lodi, Ats Milano – Città Metropolitana, Arpa Lombardia e Anas. L’appuntamento è fissato per giovedì 5 giugno alle ore 10 presso la sala consiliare del Comune.
I detriti rinvenuti sono riconducibili a precedenti attività edilizie e contengono frammenti pericolosi da trattare con massima cautela.

Condominio a Torino: la denuncia di un residente 

Barriere architettoniche e la sospetta presenza di amianto coinvolgono un condominio a Torino.

Una denuncia formale inoltrata alle forze dell’ordine da parte di un cittadino torinese, residente in un edificio. Secondo il cittadino vi sarebbero ostacoli all’accessibilità per persone con disabilità e la presenza sospetta di materiale contenente asbesto, da accertare.
La richiesta è che siano le istituzioni a effettuare i controlli, e non solo i tecnici privati incaricati dall’amministrazione condominiale.

Il commento di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

A commentare le notizie l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA :“È fondamentale che ogni intervento sull’amianto avvenga nel pieno rispetto delle normative ambientali e sanitarie. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di tutela della salute pubblica. Ogni barriera architettonica o fibra non bonificata è una minaccia potenziale”. Ha affermato il legale.

Amianto: l’ultima zona grigia dell’Occidente e Oriente industriale

amianto
amianto, foto di Koen Sweers su Unsplash

Mentre l’intero pianeta discute di transizione ecologica, materiali sostenibili e rigenerazione urbana, l’amianto continua ad intessere incubi annidata nei solai delle scuole, nelle tubazioni idriche delle periferie e perfino nei prodotti cosmetici industriali esportati su scala globale.

Questa fibra assassina, nonostante le proibizioni normative, si cela nei muri e nel corpo di chi ci ha lavorato.

Il mondo contaminato

Nel 2023 il governo australiano avviò la definitiva cancellazione di Wittenoom. Si tratta dell’ex città mineraria oggi fantasma, da decenni contaminata da oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti d’amianto. Lo citiamo come monumento tragico all’avidità industriale.

In Spagna, nella Catalogna, la Generalitat ha annunciato un nuovo censimento integrale con l’obiettivo di bonificare l’intero territorio entro il 2032.

L’Italia e il rimosso collettivo

Nel nostro Paese, sebbene la legge 257 del 1992 abbia vietato l’amianto, la realtà si mostra ben più resistente del dettato normativo. Numerose, infatti, sono le malattie asbesto correlate.
In Italia è l’Avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto a portare avanti un lavoro instancabile per il riconoscimento delle vittime di questo pericoloso materiale.

In una recente intervista, Bonanni ha spiegato: “Parliamo di malattie che si manifestano anche 40 anni dopo l’esposizione. L’Italia ha una delle più alte incidenze di mesoteliomi al mondo, ma la sorveglianza medica è ancora disomogenea. Noi all’ONA lavoriamo per creare una banca dati unica, uno strumento epidemiologico e legale che serva a prevenire, curare e ottenere giustizia.”

L’informazione capillare di ONA 

L’ONA ha avviato una campagna digitale per informare i più giovani, anche tramite piattaforme come TikTok e Instagram, sfruttando linguaggi nuovi per raccontare una verità dimenticata.

Il nodo geopolitico e la bonifica globale che non arriva

Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno oltre 200.000 persone muoiono per patologie legate all’amianto. Eppure, molti Paesi, tra cui Russia, Cina, India e Brasile, continuano a estrarlo e a esportarlo.
L’Italia, dal canto suo, è ancora lontana da una bonifica integrale. Le stime parlano di oltre 370.000 siti contaminati e 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare.

I fondi del PNRR, in parte destinati alla riqualificazione energetica, potrebbero rappresentare un’occasione storica per rimuovere definitivamente l’amianto dagli edifici pubblici.

“Ma l’amianto” – afferma Bonanni – “è un nervo scoperto del nostro sviluppo industriale, della responsabilità collettiva e delle disuguaglianze territoriali.”

Le fibre che un tempo rivestivano le centrali elettriche, oggi rivestono i faldoni dei tribunali e i polmoni degli operai. Finché queste storie non saranno parte integrante del dibattito pubblico e politico, ogni sentenza, per quanto giusta, rischierà di suonare come un tardivo epitaffio.

Le informazioni e le opinioni riportate in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e divulgative. I riferimenti a persone, istituzioni o Paesi sono basati su dati pubblici e dichiarazioni ufficiali, e non intendono attribuire responsabilità legali o giudiziarie.