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Bonifica amianto all’ex manicomio di Granzette (RO)

amianto
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Sono partiti nei giorni scorsi i lavori per la bonifica delle coperture in fibrocemento contenente probabile amianto all’interno dell’ex struttura psichiatrica in provincia di Rovigo.

La struttura danneggiata dalla tromba d’aria

L’intervento si sta svolgendo nella vasta area verde situata tra i fabbricati dell’ex ospedale. Le attività in corso sono coordinate dall’azienda sanitaria Ulss 5, che detiene la proprietà del sito, comunemente noto come “ex manicomio”.

Si tratta di un complesso di oltre 220mila metri quadrati, di cui circa 50mila destinati a parco. Le coperture degli edifici, da tempo compromesse, sono risultate ulteriormente danneggiate in occasione della violenta tromba d’aria che si è abbattuta sulla zona il 25 giugno 2024. Proprio a seguito di quell’evento atmosferico estremo, diverse lastre che secondo la fonte potrebbero contenere amianto, sarebbero state spostate o sollevate dal vento.
Ora, con l’avvio ufficiale delle operazioni di messa in sicurezza, l’area dovrebbe essere gradualmente riportata a condizioni più controllate, in attesa di eventuali decisioni future sul recupero o la destinazione d’uso dell’ex ospedale psichiatrico.

L’augurio di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“L’amianto è un materiale altamente cancerogeno e ci auguriamo che le bonifiche siano frequenti, quotidiane e senza sosta. Le bonifiche non sono soltanto un dovere tecnico, ma un atto d’amore verso la vita delle persone. Perché dietro ogni fibra d’amianto c’è una esistenza interrotta, una voce spezzata, un diritto negato. Bonificare è riconsegnare i luoghi alla dignità, è restituire respiro a chi verrà dopo di noi. È trasformare l’abbandono in responsabilità, il rischio in protezione, la paura in fiducia. Che si proceda con rigore, con trasparenza, e con la consapevolezza che ogni azione compiuta oggi costruisce un domani più giusto, più sano, più umano.” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte: Polisine24

Amianto nel mondo: le notizie internazionali di oggi

foto AI della sfera terrestre poggiata su una spiaggia
The Earth disaster. Global warming conceptual (ph Freepik)

Riportiamo notizie dal mondo riguardanti l’amianto, per ricordare che si tratta di un fenomeno globale. Una strage silenziosa dove le persone muoiono in continuazione. “L’amianto, in grado di provocare tumori e altre gravi patologie, è responsabile d oltredi 200.000 decessi annuali nel mondo come attesta l’OMS nella sua relazione ‘Asbestos’  del 27 settembre 2024.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Montana (USA), chiude una clinica per i malati a causa di abesto

Una clinica che si occupava di screening e cure per i malati affetti da patologie asbesto correlate a Libby, nel Montana, ha chiuso. Un’ordinanza del tribunale ha disposto il sequestro della struttura. La chiusura Center for Asbestos Related Disease (CARD) colpisce migliaia di pazienti deboli, devastati dall’amianto proveniente da una miniera vicina.“CARD rimane impegnata nei confronti dei suoi pazienti e della comunità di Libby e lotterà per riaprire il prima possibile.” ha affermato Tracy McNew, direttore esecutivo del Centro.
Per decenni, gli abitanti di Libby, nel Montana, hanno inalato fibre di amianto. L’esposizione ha causato numerosissimi casi di cancro ai polmoni, asbestosi e mesotelioma, e centinaia di morti. Il centro rappresentava un punto di riferimento fondamentale.

Ungheria, cemento-amianto inquina l’acqua, l’impatto sulle piante

Una ricerca effettuata da due Università in Ungheria ha indagato la risposta delle piante allo stress causato dalla presenza di prodotti in cemento-amianto nell’acqua di irrigazione.
E’ da sottolineare che il divieto di produzione ed esportazione in Ungheria è dal 1988, mentre l’Italia impose la messa al bando ben 4 anni dopo.
La ricerca è stata motivata dalle preoccupazioni relative alla contaminazione dell’ambiente e per indagare il ruolo della sostanza rispetto l’inquinamento del suolo.

Regno Unito, interrotti lavori di demolizione di un orfanotrofio 

I lavori di demolizione dell’orfanotrofio St Joseph, a pochi kilometri da Liverpool, nel Regno Unito, sono stati sospesi per presenza di amianto nell’edificio.
Del resto, se durante qualsiasi lavoro si rinviene accidentalmente del materiale che si sospetta contenere amianto, le disposizioni nei Paesi dove è vietato, prevedono l’immediata sospensione delle attività.

Londra, cerca testimoni la vedova di ex operaio esposto ad amianto

La moglie di un ex operaio edile londinese, morto dopo che gli era stato diagnosticato un cancro correlato all’amianto, sta cercando di raccogliere informazioni. La ricerca è rivolta a chiunque abbia lavorato al suo fianco e possa essere a conoscenza delle condizioni di lavoro a cui era esposto.

L’uomo, 65 anni, originario di Kings Cross e trasferitosi nel Galles morì a causa di un mesotelioma nel 2022.

Francesco Fumarola: “la legge è uguale per tutti anche nell’ex Ilva?”

ex ilva
EX ILVA

Uno studente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari si interroga sulla gestio del colosso ex Ilva.  Vi invitiamo a leggere l’articolo di Francesco Fumarola  su uno dei nodi più complessi del rapporto tra industria, ambiente e società in Italia.

“L’acciaio si produce a Taranto da settant’anni. L’attività produttiva inquina dallo stesso tempo.” E’ così che Fumarola apre il suo testo.
Considerazioni che sono la fotografia di una città che ha pagato un conto salatissimo fatto di tumori e polveri sottili. E dove gli operai sono intrappolati tra il diritto al salario e quello alla salute.

La fabbrica Ex Ilva che plasma le sue comunità

In un passaggio Fumarola dichiara: “Non è possibile prevedere gli sviluppi di una vicenda che, in modo evidente, sembra essere soltanto destinata a constatare le sofferenze di lavoratori e cittadini.”  E non possiamo fare a meno di pensare che a parlare è un ragazzo che sta costruendo il proprio futuro, che descrive “un quadro confusionale” che non è solo normativo.
Nel testo segnala gli incidenti che continuano in acciaieria descrivendoli come “deterrente per qualsiasi investitore e drammatica testimonianza della mancanza di sicurezza”.

Del resto la fabbrica plasma i corpi, le geografie e la storia. Nel caso dell’ex Ilva gli abitanti di Taranto sembrano richiamare quella che lo scrittore e antropologo Vito Teti definisce “restanza”: ossia rimanere in un luogo insano, perché partire significherebbe perdere anche l’identità.

L’assurdo paradosso 

“Sembra assurdo continuare ad autorizzare operazioni che comportano una perdurante emissione di sostanze nocive ovvero un’offesa ai beni costituzionalmente tutelati. Ed è proprio su queste valutazioni che deve essere attuato il prossimo accordo con i nuovi investitori: un accordo che possa assicurare una garanzia occupazionale, all’esito di un – veramente utile – procedimento di decarbonizzazione e ambientalizzazione che, ivi sì, consoliderebbe le fondamentali tutele costituzionali del lavoro sicuro e scevro da malattie professionali, ma soprattutto restituirebbe la salubrità della città ad una popolazione che ha osservato soltanto da terzo spettatore le dinamiche esclusivamente economiche che hanno veicolato le scelte gestionali.” afferma Fumarola in un prezioso passaggio chiave.

Per districarsi dalla fabbrica inquinante come unica possibilità di reddito  diviene quindi quanto mai urgente per i futuri investitori dell’ex Ilva valutare diverse strategie, come la diversificazione della produzione oppure la concentrazione su prodotti con maggiore valore aggiunto. Valutare prospettive “green” assumerebbe i connotati di una rivoluzione sulle macerie dell’industria tradizionalmente intesa.

Il diritto al lavoro non è lo stesso per tutti?

Fumarola afferma che “la violazione del principio d’uguaglianza è in netto contrasto con il comune vivere costituzionale che dovrebbe essere garantito ad ogni cittadino.” (…) “E questo non è solo riconosciuto dalla Costituzione della nostra Repubblica, ma, abbastanza recentemente,  precettato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la quale ha riconosciuto alla tutela del vivere in un ambiente sano l’identità di diritto umano”.

Al seguente link l’ articolo di Francesco Fumarola

Storie d’amianto: le news di oggi 28.05.25 dall’Italia

Rilevazione dell’amianto: il NIST potenzia la tecnologia SEM
Amianto e bonifiche

Prosegue la rubrica delle notizie flash che riguardano l’amianto sul territorio nazionale.

Rimini: dubbi su un impianto gestione rifiuti tra cui amianto

Secondo Rimini Today il Comune di Misano Adriatico avrebbe sollevato dubbi sulla proposta della realizzazione di un impianto per la gestione rifiuti, tra cui amianto.

Secondo il progetto, la struttura dovrebbe occuparsi del trattamento sia di rifiuti non pericolosi derivanti da demolizioni, rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) e dello stoccaggio temporaneo di materiali contenenti amianto in matrice solida.

Il Comune avrebbe espresso con decisione la propria contrarietà.

Ravenna: al via la bonifica dell’area sportiva

Al via i lavori per un costo superiore di circa 158mila euro per la messa in sicurezza dell’area sportiva di Voltana dai frammenti di amianto, derivanti dal tornado del 2023.

Si tratta del terzo intervento di bonifica con rimozione integrale di alcuni centimetri di suolo. Spesa sostenuta dal Comune di Lugo. L’intervento durerà 8 giorni lavorativi.

Genova: proiezione del documentario su lotta operaia e amianto

Giovedì 5 giugno alle ore 18 presso il Teatro Verdi in piazza Oriani 1 a Sestri Ponente si verrà proiettato il docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”.

Prodotto dalla Camera del Lavoro di Genova, dallo Spi Cgil Genova e Liguria e dalla Fiom Cgil Genova racconta la lotta operaia genovese di 1400 lavoratori colpiti dall’esposizione all’amianto.

Una lotta sofferta perché mentre nel resto d’Italia venivano giustamente riconosciuti i diritti degli esposti, a Genova i dipendenti venivano messi sotto inchiesta ed accusati di truffa. Il documentario (30’) è nato da un’idea di Marcello Zinola e della Camera del lavoro di Genova con la regia di Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli. Una storia che si sviluppa mediante il racconto di alcuni protagonisti di quella lotta.

ONA in Radio – appuntamento con la trasmissione “Riflettori Accesi”

Dal 9 giugno, ogni lunedì, la trasmissione radiofonica “Riflettori Accesi” su Radio Lazio Sud dedicherà una sezione fissa dedicata alle notizie che meritano voce e quindi anche all’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’ Avv. Ezio Bonanni.

“Le informazioni riportate rappresentano le notizie pubbliche e le opinioni delle fonti citate, e non implicano responsabilità diretta di persone o enti”.

Rifiuti ed amianto su terreno ad Alliste (LE): sequestro e denunce

Alliste
il bellissimo Comune di Alliste

Due persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per aver trasformato un’area rurale in una discarica abusiva. Depositati rifiuti di ogni tipo, compreso materiale pericoloso come probabile amianto.
L’intervento è avvenuto grazie a un’operazione del Gruppo Carabinieri Forestale di Lecce, condotta in sinergia con i Nuclei di Gallipoli, Maglie, Otranto, Tricase e il capoluogo, nell’ambito delle attività coordinate dalla Prefettura contro i reati ambientali nel Salento.

Camionista sorpreso mentre abbandonava scarti e amianto in un terreno

I rifiuti sono stati riversati nella contrada “Monacelle”, nel territorio di Alliste, in provincia di Lecce.
I militari hanno sorpreso un camionista stava scaricando diversi materiali di risulta senza alcuna autorizzazione. Tra questi vi erano scarti edilizi, vecchi mobili, ferro, plastica, vetro, rifiuti urbani e persino lastre di possibile eternit.

I Carabinieri Forestali hanno quindi posto sotto sequestro il camion. Denunciati il conducente del veicolo ed il conduttore del fondo agricolo alla Procura della Repubblica di Lecce.

Rifiuti: il traffico illegale è una delle piaghe ambientali più gravi 

Le accuse nei loro confronti riguardano la gestione non autorizzata e l’abbandono incontrollato di rifiuti speciali, come previsto dall’articolo 256, commi 1 e 2 del Decreto Legislativo 152/2006, noto come Testo Unico Ambientale.

Le pratiche abusive di smaltimento non riguardano solo il Salento, ma tutto il territorio nazionale. Sono quanto mai necessari programmi di intensificazione dei controlli e programmi di bonifica.
Come spesso ricorda l’Osserrvatorio Nazionale Amianto e l’avv. Ezio Bonanni, nel territorio italiano ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto. Viene da sé che il pericolo è una realtà costante, tutt’altro che invisibile, da combattere.

Fonte: Lecce News 24.

“Le persone indicate sono oggetto di indagine e le informazioni riportate si basano su fonti ufficiali. L’esito del procedimento sarà determinato dall’autorità giudiziaria.”