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Discarica abusiva, Bagno di Romagna (FC) area sequestrata dopo indagine Carabinieri Forestali

Rifiuti amianto
Rifiuti amianto, Credits: Pixabay

Un’operazione dei Carabinieri Forestali ha portato all’individuazione di una discarica abusiva in un’area periferica del comune di Bagno di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena. Il sito, nascosto dalla vegetazione e difficilmente individuabile da terra, è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’indagine in materia ambientale.

L’attività investigativa si è conclusa con la denuncia di un uomo, nei cui confronti vengono contestate ipotesi di reato ambientale.

Decisivo il monitoraggio aereo del territorio

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagine è partita durante un’attività di controllo del territorio svolta con il supporto del 13° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Forlì.

Il sorvolo dell’area ha consentito di individuare un consistente accumulo di rifiuti in una zona particolarmente isolata della località Capanno-Fontechiara, nel comune di Bagno di Romagna. Dall’alto sono state inoltre rilevate le piste di accesso al sito, elemento che ha contribuito all’avvio degli approfondimenti investigativi.

La particolare conformazione del terreno e la presenza di una fitta vegetazione avrebbero reso difficile l’individuazione dell’area attraverso i normali controlli effettuati da terra.

Sequestrata un’area di circa 330 metri quadrati

A seguito degli accertamenti, i militari hanno disposto il sequestro preventivo d’urgenza dell’area interessata, estesa per circa 330 metri quadrati.

Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, nel sito sarebbero stati accumulati nel tempo diversi tipi di rifiuti speciali. Tra i materiali rinvenuti figurano veicoli fuori uso, pneumatici dismessi e apparecchiature elettriche ed elettroniche da smaltire (RAEE).

Oltre a grandi elettrodomestici, materiali ferrosi e plastici e manufatti e materiali ingombranti in legno.

Il volume complessivo dei rifiuti sequestrati è stato stimato in circa 450 metri cubi.

Indagini ambientali durate diversi mesi

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri Forestali, si è sviluppata nell’arco di diversi mesi. Gli approfondimenti avrebbero consentito di ricostruire le modalità di utilizzo dell’area e di individuare il soggetto ritenuto responsabile del presunto conferimento illecito dei rifiuti.

Le verifiche proseguiranno per accertare ogni aspetto della vicenda e per valutare gli interventi necessari al ripristino ambientale del sito.

Discariche abusive: un rischio per ambiente e territorio

L’abbandono incontrollato di rifiuti costituisce una delle principali problematiche ambientali per molte aree rurali e periferiche. La presenza di materiali speciali, veicoli fuori uso e apparecchiature elettroniche può determinare conseguenze significative per il suolo, le acque e gli ecosistemi circostanti.

Per questo motivo le attività di monitoraggio svolte dalle forze dell’ordine e dagli enti competenti rivestono un ruolo fondamentale nell’individuazione tempestiva dei siti irregolari e nella tutela del territorio.

Controlli ambientali sempre più supportati dalla tecnologia

Il caso di Bagno di Romagna evidenzia l’importanza delle tecnologie di monitoraggio aereo nelle attività di contrasto ai reati ambientali. L’utilizzo di elicotteri e altri strumenti di osservazione consente infatti di individuare aree difficilmente accessibili o nascoste alla vista, favorendo interventi più rapidi ed efficaci da parte delle autorità.

Le indagini proseguiranno per definire nel dettaglio eventuali responsabilità e le successive operazioni di bonifica dell’area sequestrata.
In foto: immagine esclusivamente decorativa non tratta direttamente dal loco

Largo ai giovani! L’augurio dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA e vicepresidente Fair Play

Avv. Ezio Bonanni su TikTok
Avv. Ezio Bonanni su TikTok

L’ Avv. Ezio Bonanni ha condiviso sulla piattaforma TikTok un importante messaggio di auguri rivolto ai cittadini, ai professionisti e a tutti coloro che credono nei valori della correttezza e della solidarietà. Un intervento fresco su una piattaforma notoriamente utilizzata dai più giovani.
Da sempre impegnato nella tutela dei diritti e della salute pubblica, l’Avv. Bonanni ha voluto trasmettere un messaggio positivo, richiamando l’importanza delle nuove generazioni.

Non solo amianto: Fair Play e valori

L’Avv. Ezio Bonanni è conosciuto a livello nazionale per il suo ruolo di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), associazione impegnata nella difesa delle vittime dell’amianto e nella promozione della prevenzione ambientale e sanitaria.

Tuttavia, il suo impegno non si limita alla tutela della salute. Bonanni ricopre infatti anche il prestigioso incarico di Vicepresidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, organismo che promuove i valori etici nello sport, nella società e nelle istituzioni.

 Largo ai giovani e fiducia nelle nuove generazioni

Nel suo messaggio, l’Avv. Bonanni ha richiamato l’attenzione sull’importanza di rivolgersi alle nuove leve: “Largo ai giovani, fiducia nelle nuove generazioni per tutelare i valori fondamentali della nostra Costituzione. Abbiamo grandi campioni nello sport come nel tennis e nella Formula Uno.  Viva l’Italia, Viva l’Europa, Viva il Mondo!”

In questo contesto i valori del Fair Play portati avanti da Ruggero Alcanterini e dall’Avv. Ezio Bonanni assumono oggi un significato ancora più importante in una società che necessita di dialogo, inclusione e collaborazione con i cittadini di tutte le età.

Un messaggio di speranza e responsabilità

Gli auguri pubblicati su TikTok si inseriscono in un percorso di comunicazione volto a sensibilizzare sui temi della solidarietà e della tutela dei diritti fondamentali.

Attraverso i social network, l’Avv. Ezio Bonanni continua a raggiungere un pubblico sempre più ampio, diffondendo messaggi che uniscono impegno sociale, cultura della legalità e promozione dei valori etici.

Guardare al futuro

L’augurio dell’Avv. Ezio Bonanni rappresenta un invito a guardare al futuro con fiducia, responsabilità e spirito di collaborazione. Il suo duplice ruolo di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e  di Vicepresidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play testimonia un impegno costante a favore della tutela della persona e della diffusione dei valori della correttezza.

Collegati su TikTok e vedi il video a questo link.

 

 

Amianto potenziale abbandonato a Barriera (CT), l’importanza delle segnalazioni

Amianto abbandonato, Pomezia, Messina
copertura amianto eternit (foto free esclusivamente descrittiva)

Nel quartiere Barriera in provincia di Catania è stata segnalata la presenza di una lastra di potenziale cemento-amianto abbandonata lungo via Pietro De Locu.

Secondo la fonte, il materiale si troverebbe appoggiato al muro di recinzione di un edificio. Qualora la presenza del manufatto fosse confermata, sarebbe auspicabile un rapido intervento  per accertarne la natura e procedere alla sua rimozione nel rispetto delle norme di sicurezza.

Perché l’amianto abbandonato rappresenta un problema

La segnalazione ci restituisce l’occasione per ribadire che l’abbandono di materiali contenenti amianto continua a rappresentare una criticità in molte aree urbane. La normativa italiana vieta dal 1992  l’utilizzo e la commercializzazione dell’asbesto, imponendo procedure specifiche per la gestione, il trasporto e lo smaltimento dei manufatti che lo contengono.

Quando vengono rinvenuti materiali sospetti, è fondamentale evitare qualsiasi manipolazione e affidare ogni verifica agli enti competenti e alle ditte specializzate autorizzate alle operazioni di bonifica.

Eternit e amianto: qual è la differenza?

Nel dibattito pubblico capita spesso di utilizzare i termini “eternit” e “amianto” come sinonimi.

L’amianto è un minerale naturale fibroso utilizzato per decenni in numerosi settori industriali e edilizi. L’Eternit, invece, era un marchio commerciale con cui venivano identificati manufatti in fibrocemento che, per lungo tempo, contenevano anche fibre di amianto.

Per questo motivo molte coperture, lastre e pannelli comunemente definiti “eternit” possono essere costituiti da cemento-amianto e richiedere specifiche procedure di gestione e smaltimento.

L’importanza delle segnalazioni dei cittadini

La collaborazione tra cittadini e istituzioni svolge un ruolo fondamentale nell’individuazione di situazioni potenzialmente a rischio ambientale. Segnalare la presenza di materiali sospetti consente agli enti preposti di intervenire tempestivamente e di effettuare gli accertamenti necessari.

In casi come questo, la prudenza resta l’approccio più corretto: solo le verifiche tecniche possono stabilire con certezza la natura del materiale rinvenuto e le eventuali misure da adottare.

USA: a Flint oltre 160 mila dollari per bonifica amianto caserme vigili del fuoco

Foto di automatic6517 da Pixabay
(Foto free di automatic6517 da Pixabay)

La città di Flint, nel Michigan, ha approvato un investimento di quasi 164 mila dollari per la ristrutturazione delle cucine di due caserme dei vigili del fuoco con bonifica di amianto. L’intervento  punta a migliorare gli spazi utilizzati quotidianamente dal personale operativo.

Interventi programmati nelle due caserme

Il progetto prevede il rifacimento di soffitti e pareti in cartongesso. Oltre alla tinteggiatura degli ambienti e l’installazione di nuovi piani di lavoro e superfici per le cucine.

Secondo la documentazione tecnica esaminata dall’amministrazione cittadina, i lavori sono stati programmati anche per affrontare problematiche rilevate negli edifici. Tra cui la presenza di muffe e materiali contenenti amianto. I quali richiedono interventi di bonifica e messa in sicurezza.

Le opere interesseranno la Fire Station 6 e la Fire Station 8.

Le cucine considerate un elemento centrale della vita in caserma

Nella valutazione interna predisposta dal dipartimento dei vigili del fuoco, viene evidenziato come la cucina rappresenti uno degli spazi più importanti all’interno di una caserma.

Questi ambienti, infatti, favoriscono la socializzazione tra i membri delle squadre operative. Inoltre contribuiscono al benessere psicofisico del personale. Oltre a supportare l’efficienza organizzativa durante i turni di servizio.

Affidamento dei lavori bonifica amianto e tempistiche

L’appalto è stato assegnato ad una società  con sede nella Mundy Township. L’azienda è risultata l’unica impresa ad aver presentato un’offerta conforme ai requisiti richiesti dalla procedura.

L’avvio dei lavori è previsto dopo l’inizio del nuovo anno fiscale cittadino, fissato al 1° luglio.

La necessità di procedere con la ristrutturazione era stata evidenziata nel corso di incontri con i rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Il ruolo dei vigili del fuoco a Flint

La città di Flint gestisce l’unico dipartimento dei vigili del fuoco a tempo pieno dell’intera contea di Genesee. Garantendo servizi di soccorso antincendio e assistenza medica d’emergenza.

Attualmente il servizio opera attraverso quattro caserme.

Nei mesi scorsi il comandante Wiggins aveva inoltre annunciato l’intenzione di riaprire la Station 3. Struttura attualmente non operativa, non appena saranno disponibili personale aggiuntivo e nuove attrezzature.

Altri interventi sugli edifici pubblici

La città di Flint ha recentemente realizzato anche lavori all’interno del complesso municipale City Hall North.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, i livelli riscontrati non sono stati classificati come particolarmente rilevanti, ma si è comunque deciso di procedere con attività di manutenzione e risanamento.

La stessa impresa incaricata delle opere nelle caserme aveva già collaborato con la città in precedenti progetti di riqualificazione, tra cui lavori eseguiti presso l’Oak Business Center.

Sicurezza e qualità degli ambienti di lavoro

L’investimento approvato dal Consiglio Comunale è parte di un più ampio percorso di manutenzione degli edifici pubblici e di miglioramento delle condizioni di lavoro del personale di emergenza.

L’obiettivo dell’amministrazione è garantire ambienti più sicuri, funzionali e adeguati alle esigenze operative dei vigili del fuoco, che svolgono un ruolo essenziale nella tutela della comunità locale.

Fonte: Firescue1

Amianto, riconosciuto risarcimento a figlia di ex militare deceduto

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Oltre 400 mila euro alla figlia di un ex lagunare esposto all’amianto. Secondo la sentenza, la malattia che ha causato il decesso sarebbe collegata all’esposizione professionale durante il servizio militare.

Il Tribunale di Milano ha riconosciuto un risarcimento superiore a 400 mila euro alla figlia di un ex militare dellEsercito Italiano deceduto a causa di un mesotelioma pleurico. La decisione arriva al termine di un procedimento civile che ha esaminato le condizioni di servizio dell’uomo e il possibile legame tra la patologia e l’esposizione all’amianto.

Secondo quanto riferito dallOsservatorio Nazionale Amianto (ONA), la sentenza ha individuato un nesso causale tra l’attività svolta dal militare e l’insorgenza della malattia che ne ha provocato il decesso nel 2017.

L’esposizione all’amianto durante il servizio

Dalla ricostruzione contenuta nel provvedimento emerge che l’ex lagunare avrebbe prestato servizio negli anni Sessanta in contesti dove materiali contenenti amianto risultavano ampiamente presenti. In particolare, la fibra sarebbe stata utilizzata in strutture, mezzi e dotazioni militari impiegate all’epoca.

Nel corso della sua attività, l’uomo avrebbe inoltre partecipato a operazioni di manutenzione e movimentazione di componenti che, secondo quanto accertato nel giudizio, avrebbero comportato un’esposizione alle fibre senza adeguati sistemi di protezione individuale.

La malattia e il percorso giudiziario

Negli anni successivi al servizio, l’ex militare ha sviluppato gravi problemi respiratori fino alla diagnosi di mesotelioma pleurico, una patologia oncologica frequentemente associata all’inalazione di fibre di amianto.

La malattia ha progressivamente compromesso le sue condizioni di salute fino al decesso, avvenuto il 31 luglio 2017. Dopo la sua morte, la figlia ha avviato un’azione legale per ottenere il riconoscimento delle responsabilità connesse all’esposizione professionale subita dal padre durante il periodo di servizio.

Le motivazioni della sentenza

Nelle motivazioni, il Tribunale avrebbe evidenziato come non siano state adottate misure di prevenzione e tutela ritenute adeguate rispetto ai rischi derivanti dall’utilizzo dell’amianto. I giudici hanno inoltre valutato che la pericolosità della sostanza fosse già conosciuta o conoscibile sulla base delle informazioni disponibili nel periodo considerato.

Oltre al danno subito direttamente dal militare durante il decorso della malattia, il giudice ha riconosciuto anche il danno parentale sofferto dalla figlia.

Riconosciuto il danno parentale

La decisione valorizza il rapporto particolarmente stretto che legava padre e figlia. Secondo quanto riportato negli atti, la relazione era caratterizzata da una presenza costante e da un forte sostegno reciproco.

Il Tribunale ha ritenuto che la perdita del genitore abbia avuto un impatto significativo sulla vita della donna, riconoscendo il profondo disagio emotivo vissuto sia durante la malattia sia dopo il decesso.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Commentando la pronuncia, lavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore della figlia dell’ex militare, ha sottolineato l’importanza della decisione sotto il profilo della tutela del personale esposto a sostanze pericolose durante il servizio.

Secondo il legale, la sentenza rappresenta un ulteriore precedente in materia di riconoscimento delle conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto nelle Forze Armate e richiama l’attenzione sull’obbligo delle istituzioni di garantire adeguate condizioni di sicurezza per il personale impiegato.