L’amianto continua a rappresentare un tema di grande attualità sul fronte della tutela della salute del personale militare che in taluni casi si è trovato a contatto con questo materiale. Se il dibattito pubblico si concentra spesso sui motoristi navali, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) anche altre categorie avrebbero affrontato, nel corso degli anni, condizioni di lavoro caratterizzate dalla presenza del minerale.
Tra queste figurano alcuni addetti alle trasmissioni, i telegrafisti e i radiotelegrafisti impiegati in vari settori.
È questo il tema affrontato nel corso di un’intervista del giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Bonanni: “L’attenzione non può fermarsi”
Nel corso dell’intervista, Bonanni invita ad ampliare lo sguardo sulle categorie professionali interessate dalle esposizioni.
“Son diversi i soggetti, gli operatori colpiti da amianto, con particolare riferimento anche ad alcune categorie delle Forze Armate lato senso intese.”
Secondo il presidente dell’ONA, gli addetti alle trasmissioni rappresentano una categoria che merita particolare attenzione.
I precedenti giudiziari richiamati dall’ONA
Nel suo intervento Bonanni richiama anche alcuni procedimenti giudiziari che, secondo quanto riferisce, hanno riguardato il personale addetto alle trasmissioni.
“Ci sono già dei precedenti giudiziari. Ripenso al caso celeberrimo dell’addetto alle trasmissioni per il quale il Tribunale di Trani ha riconoscimento lo status si Vittima del Dovere per il suo impegno in Marina e ad altre pronunce.”
Perché gli addetti alle trasmissioni sarebbero stati esposti
Secondo quanto illustrato dal presidente dell’ONA, la presenza di amianto sarebbe stata legata sia agli apparati tecnici sia agli ambienti destinati alle attività di trasmissione.
“La loro esposizione è dovuta principalmente al fatto che alcuni apparati di trasmissione, compresi i quadri elettrici che vi accedevano, potevano avere componentistiche d’amianto e poi perché i luoghi dove lavoravano dovevano essere insonorizzati e lo sono stati in questi casi con l’uso dell’amianto.”
Bonanni aggiunge che questa situazione avrebbe determinato molteplici occasioni di esposizione.
“Questo ha determinato una duplice, triplice fonte di esposizione e dunque una incidenza molteplice.”
L’impegno dell’ONA per la tutela delle vittime del dovere
Nel finale dell’intervista il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce l’attività svolta dall’associazione a sostegno dei militari e dei loro familiari.
“Per questi motivi l’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Osservatorio Vittime del Dovere proseguono l’impegno per la loro tutela, la tutela dei loro familiari e quindi fanno valere anche le pronunce giudiziarie molteplici che sono già agli atti dell’archivio ONA.”



