33.7 C
Rome
giovedì, Settembre 10, 2026
Home Blog Page 12

Kosovo, Uranio Impoverito: ex ufficiale Aeronautica riconosciuto vittima del dovere

Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa
Avv. Ezio Bonanni

Il Tribunale di Velletri ha riconosciuto in via definitiva lo status di vittima del dovere a Nunzio Santucci, ex tenente colonnello dell’Aeronautica Militare originario di Albano Laziale esposto a nanoparticelle di metalli pesanti, amianto ed uranio impoverito.

La sentenza, divenuta definitiva il 15 luglio, ha accertato il collegamento tra il carcinoma gastrico che ha colpito l’ex ufficiale e le particolari condizioni ambientali e operative affrontate durante le missioni internazionali svolte in Kosovo nell’ambito dell’operazione Joint Guardian.

Oltre trent’anni di servizio nell’Aeronautica Militare

Nel corso della sua carriera, Nunzio Santucci ha prestato servizio per oltre trent’anni nell’Aeronautica Militare, ricoprendo incarichi operativi e di comando.

Tra gli incarichi svolti figura quello di comandante di compagnia presso il Ministero della Difesa a Roma. Successivamente ha assunto il comando del Gruppo Difesa dell’aeroporto di Djakovica, in Kosovo, con il compito di garantire la sicurezza del contingente italiano impegnato nella missione internazionale.

Il Tribunale: la malattia è collegata alle missioni nei Balcani

Secondo quanto stabilito nella sentenza, il carcinoma gastrico è riconducibile alle particolari condizioni ambientali incontrate durante il servizio nei Balcani.

Il provvedimento richiama la presenza, nelle aree operative, di contaminazione da amianto, nanoparticelle di metalli pesanti e residui di munizionamento contenente uranio impoverito.

La diagnosi e gli interventi chirurgici

Nel 2013 all’ex ufficiale è stato diagnosticato il tumore.

La malattia ha reso necessario un primo intervento di gastrectomia subtotale, con l’asportazione di una parte dello stomaco. Negli anni successivi Santucci ha affrontato altri due interventi chirurgici per trattare le complicanze legate alla patologia.

Attualmente convive con gli esiti della malattia e continua a sottoporsi ai controlli previsti dal percorso di cura.

Le condizioni operative ricostruite nel processo

Tra gli elementi valutati dal Tribunale vi sono anche le testimonianze raccolte durante il procedimento.

Secondo quanto emerso, il personale militare operava in un aeroporto ancora segnato dai bombardamenti del 1999, con la presenza di mezzi distrutti, residuati bellici, polveri e terreni interessati dalle esplosioni.

La consulenza tecnica d’ufficio ha definito quel contesto “particolarmente provante ed eccezionale rispetto alle ordinarie condizioni di servizio”, evidenziando inoltre che il territorio risultava diffusamente contaminato da nanoparticelle generate dalle esplosioni di materiale bellico contenente uranio impoverito.

Riconosciuto lo status di vittima del dovere – amianto, metalli pesanti e uranio impoverito

La sentenza ha riconosciuto a Nunzio Santucci lo status di vittima del dovere e un’invalidità permanente complessiva pari al 65%.

Il provvedimento prevede il diritto alla speciale elargizione, agli arretrati maturati, agli assegni vitalizi e all’inserimento nella graduatoria nazionale delle vittime del dovere.

Secondo quanto riportato nella decisione, il valore economico complessivo dei benefici riconosciuti potrebbe essere pari a circa 300 mila euro.

Il principio affermato dalla sentenza

La decisione ribadisce che, nei casi riguardanti patologie tumorali insorte in militari impiegati in aree caratterizzate da particolari condizioni ambientali e operative, è necessario accertare l’effettivo svolgimento del servizio in tali contesti e la successiva insorgenza della malattia.

Una volta dimostrati questi elementi, la sentenza richiama il principio della presunzione del collegamento tra esposizione e patologia, salvo prova contraria da parte dell’amministrazione.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dell’ex ufficiale, ha commentato così la decisione del Tribunale:

“Dietro questa sentenza non c’è soltanto un importante principio giuridico. C’è la storia di un ufficiale che ha dedicato oltre trent’anni della propria vita allo Stato e che oggi porta sul proprio corpo le conseguenze di quelle missioni. Il tribunale ha riconosciuto una verità che per troppo tempo è rimasta senza risposta: Nunzio Santucci si è ammalato servendo il proprio Paese. Questa decisione restituisce dignità a lui e rappresenta un precedente importante per tutti i militari che hanno operato nei Balcani e attendono ancora giustizia”.

Lodi, censimento amianto con droni: mappate coperture in fibrocemento

Amianto a Lodi il monitoraggio con droni (Foto free di This_is_Engineering da Pixabay)
Amianto a Lodi il monitoraggio con droni (Foto free di This_is_Engineering da Pixabay)

Il Comune di Lodi ha avviato un progetto di monitoraggio ambientale che prevede l’impiego di droni per individuare le coperture in fibrocemento potenzialmente contenenti amianto ancora presenti sul territorio comunale.

Le attività sono iniziate il 14 luglio e hanno l’obiettivo di aggiornare la mappatura dei manufatti, fornendo agli uffici competenti dati utili per pianificare controlli e futuri interventi di bonifica.

Droni e tecnologie digitali per monitorare il territorio

L’iniziativa si basa sull’utilizzo di droni equipaggiati con sistemi di rilevamento in grado di sorvolare il territorio comunale e acquisire informazioni sulle coperture degli edifici.

I dati raccolti saranno inseriti in una piattaforma digitale dedicata, che consentirà di realizzare una banca dati aggiornata e consultabile dagli uffici comunali.

La mappatura permetterà non solo di individuare la presenza di coperture in fibrocemento, ma anche di evidenziare le situazioni che potrebbero richiedere ulteriori verifiche tecniche in base allo stato di conservazione dei materiali.

Una mappa per programmare le bonifiche

Le informazioni ottenute attraverso il monitoraggio serviranno a definire le priorità degli interventi e a pianificare in modo più efficace le future attività di controllo e bonifica.

L’utilizzo dei droni consente inoltre di effettuare rilievi senza accedere direttamente ai tetti degli edifici, riducendo i tempi delle operazioni e limitando i rischi per il personale incaricato.

Perché è importante monitorare l’amianto

“L’amianto è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia fino agli anni Novanta grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al calore. Con il deterioramento dei manufatti, però, il materiale può rilasciare fibre microscopiche che, se inalate, rappresentano un rischio per la salute. L’esposizione prolungata alle fibre di amianto è associata a diverse patologie, tra cui asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma. Per questo motivo il monitoraggio delle coperture esistenti rappresenta uno strumento importante di prevenzione e tutela della salute pubblica.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

Un supporto alle politiche ambientali del Comune

Il censimento rientra nelle attività promosse dall’amministrazione comunale per rafforzare il monitoraggio ambientale e migliorare la gestione del territorio.

L’impiego dei droni dimostra come le nuove tecnologie possano supportare gli enti locali nelle attività di controllo ambientale.

L’integrazione tra rilievi aerei e strumenti digitali permetterà di disporre di un quadro più aggiornato della presenza di amianto sul territorio comunale, facilitando la programmazione degli interventi e migliorando l’efficacia delle attività di prevenzione.

Fonte: Drone Blog News

Amianto, la vicenda del Luogotenente Legnosecco, Vittima del Dovere (VIDEO)

Abbate e Bonanni, la vicenda Legnosecco
Abbate e Bonanni, la vicenda Legnosecco

La vicenda giudiziaria del Luogotenente della Marina Militare Salvatore Legnosecco, di categoria elettricista, riconosciuto Vittima del Dovere. In un’intervista all’Avv. Ezio Bonanni, il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ripercorre la sua storia per il riconoscimento dei suoi diritti.

Battaglia ancora aperta: sentenza di primo grado

La sentenza non è definitiva e potrà essere oggetto degli eventuali successivi gradi di giudizio. L’Avvocato Ezio Bonanni ha assistito nel procedimento la moglie Assunta Restivo e i figli Vanessa e Antonino.

Salvatore Legnosecco era entrato nella Marina Militare nel 1975, concludendo la propria carriera nel 2017.

Nel corso del servizio ha trascorso circa 29 anni a bordo di diverse unità navali, ricoprendo inizialmente il ruolo di elettricista e successivamente quello di capo elettricista.

L’uomo, originario di Augusta, è deceduto nel 2020 a causa di un tumore al polmone.

Secondo quanto comunicato dall’ONA, il Tribunale ha accolto il ricorso presentato dai familiari del militare, riconoscendo i benefici previsti dalla normativa per le vittime del dovere.

Tra le misure indicate figurano, al momento:

  •  la speciale elargizione;
  • i vitalizi arretrati;
  • gli ulteriori benefici economici previsti dalla legge.

La consulenza tecnica richiamata nella sentenza

Nel provvedimento viene richiamata anche la consulenza tecnica disposta dal Tribunale di Siracusa.

Secondo quanto riferito da Bonanni, i consulenti hanno individuato un possibile collegamento tra la prolungata esposizione professionale a materiali contenenti amianto presenti negli ambienti di lavoro e la patologia che ha causato il decesso del sottufficiale.

L’intervento durante un incendio a bordo

La sentenza ricostruisce inoltre un episodio avvenuto durante il servizio su un’unità navale.

In quell’occasione Salvatore Legnosecco partecipò alle operazioni di spegnimento di un incendio sviluppatosi a bordo, contribuendo al contenimento delle fiamme. Per quell’intervento gli fu conferito un encomio.

La posizione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Il procedimento si è concluso, in primo grado, con l’accoglimento del ricorso presentato dalla famiglia del militare.

L’avvocato Ezio Bonanni, ha espresso quindi soddisfazione per la decisione adottata dal Tribunale di Siracusa.

L’Osservatorio Nazionale Amianto fornisce assistenza legale e medica gratuita alle persone esposte all’amianto e ai loro familiari.

Lo staff dell’associazione è composto dagli avvocati Veronica Scigliano, Lidiana Belfiore e Giorgia Cicconi, dalla signora Francesca Piredda e dalla dottoressa Federica Pacca, che affiancano cittadini e famiglie nelle attività di tutela dei diritti connesse all’esposizione all’amianto.

Gallipoli, ordinata bonifica possibile amianto dell’ex trattoria di Rivabella

Immagine da Gallipoli (Foto free di Gianni Crestani da Pixabay)
Immagine da Gallipoli (Foto free di Gianni Crestani da Pixabay)

Il Comune di Gallipoli ha disposto un intervento urgente per la messa in sicurezza dell’ex trattoria-pizzeria “Mamma Chiara”, situata nella marina di Rivabella: il provvedimento riguarda la rimozione e lo smaltimento delle lastre in possibile cemento-amianto presenti sulla copertura dell’edificio, oltre alla bonifica dell’area.

“Solo sul territorio italiano ci sono circa 40 milioni di tonnellate di amianto. Le notizie di individuazione e bonifica sono all’ordine del giorno. Auspichiamo interventi serrati quotidiani”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la news.

Sopralluogo della Polizia Locale e verifica dello stato dell’immobile

L’ordinanza è stata firmata dal sindaco Flavio Fasano dopo un recente sopralluogo della Polizia Locale. L’ispezione ha confermato lo stato di abbandono dell’immobile e la presenza, all’interno dell’area privata, di lastre riconducibili a una matrice cementizia-fibrosa.

Secondo quanto riportato nella relazione tecnica, l’edificio verserebbe in condizioni igienico-sanitarie critiche. Inoltre, alcuni elementi della copertura, visibili dalla pubblica via, risulterebbero deteriorati, lesionati e in parte frantumati.

L’Ufficio Ambiente: possibile presenza di amianto

Successivamente è intervenuto anche l’Ufficio Ambiente del Comune, che ha effettuato ulteriori verifiche. In base alla tipologia delle lastre ondulate e all’età della struttura, stimata in almeno 40 anni, il materiale potrebbe contenere amianto.

Le condizioni di conservazione della copertura, giudicate precarie, hanno reso necessario predisporre un intervento definitivo di rimozione e smaltimento attraverso una ditta specializzata e autorizzata.

L’immobile è chiuso da anni

L’ex trattoria di Rivabella non è più in attività da diversi anni. Secondo quanto ricostruito dall’amministrazione comunale, la proprietà dell’immobile dovrebbe essere tornata alla Direzione Generale del Demanio.

Nel corso di un sopralluogo effettuato nel 2022 era stato rilevato che la struttura sembrava essere stata utilizzata in tempi recenti. Successivamente non sono emersi ulteriori sviluppi.

Delimitazione dell’area e ricerca dei soggetti interessati

L’ordinanza dispone anche la delimitazione dell’area da parte della Polizia Locale e l’affissione del provvedimento sull’immobile.

L’obiettivo è tutelare la sicurezza pubblica e consentire l’eventuale individuazione di soggetti che possano vantare diritti sui beni mobili presenti all’interno della struttura. Gli eventuali interessati potranno rivolgersi all’Ufficio Patrimonio del Comune di Gallipoli.

Intervento affidato a una ditta specializzata

Il provvedimento stabilisce che l’Ufficio Tecnico comunale proceda con la massima urgenza all’affidamento dei lavori a un’impresa autorizzata.

L’intervento comprenderà:

  • la rimozione delle lastre in cemento-amianto;
  • il confinamento dell’area interessata;
  • il trasporto e lo smaltimento del materiale secondo la normativa vigente;
  • la messa in sicurezza dell’immobile.

I costi saranno anticipati dal Comune

Le spese necessarie per la bonifica e lo smaltimento saranno inizialmente sostenute dall’Amministrazione comunale. Il Comune di Gallipoli potrà successivamente rivalersi, nei casi previsti dalla legge, nei confronti degli eventuali soggetti responsabili che dovessero essere individuati.

L’ordinanza precisa inoltre che gli eventuali costi legati allo sgombero di occupanti senza titolo rientreranno tra le spese dell’intervento.

Fonte: Lecce Prima

UK, spiaggia chiusa dopo ritrovamento amianto nella sabbia

In una spiaggia del Regno Unito è stato ritrovato amianto (Foto free esclusivamente decorativa di nwatson12 da Pixabay)
In una spiaggia del Regno Unito è stato ritrovato amianto (Foto free esclusivamente decorativa di nwatson12 da Pixabay)

Una spiaggia nel Regno Unito è stata nuovamente chiusa dopo il ritrovamento di fibre di amianto nella sabbia. Si tratta della spiaggia di Mount Batten, a Plymouth, dove le autorità locali hanno deciso di vietare l’accesso fino a nuovo avviso per motivi di sicurezza.

Secondo quanto comunicato recenti campionamenti avrebbero rilevato livelli elevati di fibre di amianto che potrebbero rappresentare un rischio per la salute delle persone.

La zona è stata delimitata con segnaletica e barriere per impedire l’accesso ai visitatori mentre proseguono le verifiche.

Non si conosce ancora con certezza il motivo per cui su questa spiaggia si trovi l’amianto. Neanche spedizioni di terra e subacquee hanno permesso di individuare la fonte della pericolosa sostanza.

Amianto trovato in 14 campioni su 16 analizzati

Le nuove analisi effettuate sulla sabbia hanno evidenziato la presenza di fibre di amianto in 14 dei 16 campioni raccolti.

Secondo le autorità, nei campioni sarebbero stati individuati due diversi tipi di amianto e i livelli riscontrati sarebbero stati classificati come rifiuto pericoloso secondo le valutazioni tecniche effettuate.

Le fibre di amianto possono rappresentare un pericolo soprattutto quando vengono disperse nell’aria e inalate. Per questo motivo il Comune ha deciso di mantenere la spiaggia chiusa mentre vengono completate le indagini e valutato il livello effettivo di rischio.

Il precedente del 2019: già trovato materiale contenente amianto

Non è la prima volta che l’amianto viene individuato nella zona. Un primo ritrovamento risale ad aprile 2019, quando una piccola quantità di materiale contenente amianto era stata trovata in uno dei 16 campioni analizzati.

In quell’occasione, le autorità avevano raccolto circa 500 chilogrammi di materiale contenente amianto, composto anche da piccoli frammenti e pietre presenti sulla spiaggia.

Dopo quell’intervento erano iniziati controlli periodici, con raccolte di materiale effettuate circa ogni due mesi.

La situazione attuale ha fatto cambiare la valutazione del rischio

Dopo il ritrovamento iniziale del 2019, la spiaggia era rimasta accessibile con alcune precauzioni, tra cui la presenza di cartelli informativi rivolti ai frequentatori.

Il livello di contaminazione rilevato all’epoca era stato considerato compatibile con l’apertura dell’area, a condizione che fossero mantenute le indicazioni di sicurezza.

Tuttavia, una recente revisione della valutazione del rischio ha evidenziato un elemento preoccupante: secondo il Comune, la quantità di materiale contenente amianto recuperato dalla spiaggia negli anni successivi non sarebbe diminuita.

Questo dato ha portato alla decisione di procedere con ulteriori controlli e con la chiusura temporanea dell’area.

 Le autorità invitano a evitare la zona

Il responsabile della sanità pubblica di Plymouth, professor Steve Maddern, ha sottolineato che la priorità deve essere la tutela della salute dei cittadini.

Le autorità stanno valutando il possibile rischio legato alla dispersione delle fibre nell’aria e invitano le persone a non avvicinarsi alle aree delimitate dalla segnaletica e dalle barriere.

Perché l’amianto è pericoloso?

L’amianto è stato utilizzato per molti anni nel settore edilizio grazie alla sua resistenza e alle sue proprietà isolanti.

Il materiale diventa però pericoloso quando si deteriora e libera fibre microscopiche che possono essere respirate.

Secondo l’UK Health Security Agency e anche lOsservatorio Nazionale Amianto dall’Italia presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni pensa lo stesso, tutte le forme di fibre di amianto sono considerate pericolose. Infatti l’esposizione tramite inalazione può aumentare il rischio di sviluppare gravi patologie, compresi alcuni tipi di tumore.

Indagini in corso sulla spiaggia di Plymouth

La chiusura di Mount Batten beach resterà in vigore fino alla conclusione delle verifiche tecniche.

Le autorità locali continueranno i campionamenti e le valutazioni necessarie per stabilire quali interventi saranno richiesti per garantire la sicurezza dell’area e consentire, eventualmente, una futura riapertura.

Fonte: BBC