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“Io sono Franco”, la serata per celebrare la memoria di Franco Di Mare

"Io sono Franco", evento in memoria di Franco Di Mare
"Io sono Franco", evento in memoria di Franco Di Mare

Sabato 17 maggio, alle ore 20, la Sala Fellini presso Roma Eventi – Piazza di Spagna ospiterà un incontro commemorativo dal titolo “Io sono Franco”, dedicato al ricordo del giornalista e scrittore Franco Di Mare, ad un anno dalla sua scomparsa.

L’iniziativa, ideata da Jean Pierre el Kozeh e condotta da Federico Ruffo, si propone di raccontare l’uomo e il professionista attraverso le voci di amici, colleghi e compagni di viaggio, che ne hanno condiviso percorsi umani e lavorativi, dai territori di guerra alle redazioni televisive, passando per esperienze letterarie e teatrali.

La motivazione della sua scomparsa

“Mi sono preso il mesotelioma, un tumore molto cattivo. La malattia è legata alla presenza di amianto nell’aria e si prende tramite la respirazione di particelle di amianto, senza rendersene conto”  Ha affermato nel 202 Franco Di Mare, ospite di una delle puntate della trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio.

Il giornalista è stato uno degli inviati mandato a raccontare le missioni nei Balcani.
Secondo Di Mare vi era stato l’impiego di proiettili all’uranio impoverito che liberavano nell’aria con la loro esplosione infinite particelle di amianto.

Personaggi in suo ricordo

La serata vedrà la presenza della figlia Stella Di Mare e della moglie Giulia Berdini, testimoni di un’eredità personale e professionale che continua a ispirare.

A prendere parte all’evento, salendo sul palco, saranno Everardo Bolletta, Fabio Chiucconi, Francesca Fialdini, Marco Garavaglia, Paola Miletich, Pietro Raschillà e Benedetta Rinaldi. Non mancheranno i contributi video e scritti di personalità come Giovanna Botteri, Fabio Fazio, Beppe Fiorello, Alberto Matano e Sigfrido Ranucci, che renderanno omaggio al collega e amico.

La serata sarà arricchita dalle note della chitarra del maestro Francesco Buzzurro, artista raffinato e molto apprezzato da Di Mare.

La nascita di una Fondazione ed un premio per i giovani reporter

L’evento sarà anche occasione per riflettere sul ruolo del giornalismo oggi, sulla libertà d’informazione e sul valore del racconto dal fronte, fisico o sociale che sia. Durante l’evento sarà annunciata la creazione di un Comitato promotore con l’obiettivo di costituire una Fondazione in onore di Franco Di Mare. Inoltre, a partire dal prossimo anno, verrà istituito un Premio giornalistico internazionale dedicato ai giovani reporter che si distinguono per il coraggio nel narrare storie di confine, non solo geopolitico ma anche umano.

Il ricordo dell’avvocato Ezio Bonanni che lo difese

L’Avv. Ezio Bonanni, legale del giornalista, ha raccontato spesso in tv e in un libro la sua battaglia contro il mesotelioma, malattia causata dall’amianto.

Franco Di Mare non è stato solo un giornalista straordinario, ma un uomo di rara integrità e coraggio. Posso dire con certezza che ha affrontato la sua battaglia con dignità e profondo senso etico. Manca una voce come la sua all’informazione italiana, come uomo e come testimone del suo tempo” ha affermato Ezio Bonanni.

Il presidente ONA, l’avv. Ezio Bonanni (nella foto con il giornalista RAI Franco di Mare) «Ricordo che i tempi di latenza delle malattie collegate all’esposizione all’amianto possono arrivare anche a 60 anni»

 

 

“Attenzione all’amianto” campagna di sensibilizzazione a Trapani

Attenzione all'Amianto Trapani
locandina della campagna di Trapani "Attenzione all'Amianto"

E’ iniziata una nuova campagna informativa a Trapani per combattere la fibra killer.
Ad avviare il progetto dal titolo “Attenzione all’Amianto”, è l’Azienda Sanitaria Provinciale informativa (ASP). Promossa mediante o il Dipartimento di Prevenzione. L’iniziativa rientra nel Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025 dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana.

L’amianto è una minaccia costante

Sebbene l’amianto sia stato bandito in Italia nel 1992 con la legge 257, è ancora diffuso in molte strutture. “Ci sono almeno 40 milioni di tonnellate di amianto in Italia” ha spesso ribadito l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.
Possiamo infatti trovarlo dentro numerose strutture soprattutto se costruiti dagli anni 60 a 90.
“Esistono tante malattie asbesto correlate come il mesotelioma  e vari tipi di cancro. Oltre a quello del polmone, esistono evidenze che collegano la pericolosa sostanza anche al tumore della laringe e faringe, del colon retto, le ovaie. Connesse altre patologie come l’asbestosi e gli inspessimenti polmonari” ha continuato Bonanni.

Rivolgersi solo agli esperti

Mediante locandine, banner e materiali informativi la campagna invita le persone ad astenersi ad entrare in contatto con il materiale in caso di sospetta presenza di amianto e di rivolgersi soltanto ad esperti.

Per ricevere ulteriori informazioni o segnalare situazioni a rischio, è possibile contattare l’U.O.C. Tutela della Salute e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) dell’ASP Trapani, ai seguenti recapiti: Telefono: 0923.543022; Email: spresal@asptrapani.it.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e la Guardia Nazionale

Oltre all’iniziativa di Trapani, segnaliamo che attraverso la Guardia Nazionale Amianto è possibile segnalare i luoghi in cui c’è presenza di asbesto e inviarla alle autorità competenti.

L’ONA fornisce assistenza tecnica ai proprietari di immobili con tetti in amianto e tetti in eternit o, comunque, in prossimità di siti contaminati, per la bonifica, assistenza medica e legale per esposizione ambientale. La segnalazione avviene attraverso la pagina Segnalazioni. Quindi, è possibile fare una denuncia anonima. In conclusione, la segnalazione sarà presa in carico dagli amministratori della piattaforma per iniziare la procedura di analisi ed eventualmente di bonifica e inertizzazione.

È possibile avere maggiori informazioni chiamando il numero verde 800.034.294

 

Amianto, screening a Trieste: controlli gratis per gli ex esposti

screening polmone

A dieci anni dalla sua istituzione, la Conferenza regionale sull’amianto del Friuli Venezia Giulia ha fatto il punto sui risultati ottenuti e sulle criticità ancora da affrontare.
Secondo quanto emerso durante la conferenza, tra gli uomini si registra una modesta diminuzione dei casi (-2,2%), ma preoccupa l’aumento tra le donne, che supera il 3%. Un dato che suggerisce la necessità di rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria. Soprattutto nei confronti delle lavoratrici che, pur con esposizioni meno evidenti, risultano comunque vulnerabili.

Parte il progetto pilota per la diagnosi precoce a Trieste

Nel corso dell’evento è stato illustrato un nuovo programma promosso dal Ministero della Salute, che coinvolge anche il Friuli Venezia Giulia. Iniziativa che punta alla diagnosi tempestiva del tumore polmonare nei soggetti a rischio. E’ rivolta a ex esposti all’amianto e fumatori, considerati le categorie più a rischio per lo sviluppo di neoplasie respiratorie.

A partire da luglio, sarà possibile aderire a uno screening gratuito mediante TAC toracica a bassa dose. Il programma si rivolge a persone residenti a Trieste. Oppure che abbiano lavorato nel capoluogo giuliano per almeno cinque anni a contatto con l’amianto.  L’età deve essere compresa tra i 55 e i 79 anni, con una storia attiva o passata di fumo.

Una risposta in una regione ad alta esposizione

Il Friuli Venezia Giulia è storicamente una delle aree italiane più esposte. In particolare per la presenza di cantieri navali e industrie pesanti concentrate lungo la fascia costiera. Trieste, in questo contesto, rappresenta uno dei principali epicentri di rischio.

L’avvio dello screening rappresenta un passo importante nella strategia di sanità pubblica, orientata non solo alla cura ma anche alla prevenzione secondaria, attraverso l’identificazione precoce delle lesioni polmonari potenzialmente maligne.

“Tutto ciò che è orientato verso la tutela della salute per gli ex esposti ad amianto è sempre positivo”, ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Un centro europeo transfrontaliero dedicato al monitoraggio sanitario degli esposti all’amianto

Sempre durante la conferenza il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Diego Moretti, ha ribadito la necessità della creazione di un centro europeo transfrontaliero per il monitoraggio sanitario dell’ex esposti.
Ha inoltre evidenziato che l’iniziativa GO!2025, che vede Gorizia e Nova Gorica protagoniste come Capitale europea della Cultura, rappresenta un’opportunità significativa per realizzare progetti di cooperazione transfrontaliera anche in ambito sanitario e ambientale.

 

Amianto, il problema in Friuli Venezia Giulia

Friuli-Venezia_Giulia
Friuli Venezia Giulia (ph Wikipedia)

Circa cinquanta vittime ogni anno per patologie legate all’esposizione all’amianto in Friuli Venezia Giulia.
Il problema resta e il numero di decessi annuali legati a malattie asbesto-correlate continuano. Circa una cinquantina di persone, ogni anno, perdono la vita a causa dell’esposizione a questa sostanza.

Criticità emerse durante la Conferenza Regionale sull’Amianto

La situazione è stata al centro della Conferenza Regionale sull’Amianto tenutosi all’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia, dove si è discusso del tema insieme a specialisti provenienti sia dal nostro Paese che dalla Slovenia.
Sembrerebbe che il Basso Isontino, una zona ben definita del Friuli Venezia Giulia, si registrerebbe la maggiore incidenza di casi. Ciò configura l’area come il territorio più colpito, confermando le preoccupazioni degli esperti.

Le malattie asbesto correlate possono colpire anche dopo decenni

Le malattie collegate all’amianto, come il mesotelioma pleurico, vari tipi di cancro e l’asbestosi, continuano a mietere vittime anche molti anni dopo l’esposizione, a causa della lunga latenza di queste patologie.
Queste patologie possono manifestarsi anche dopo 40/50 anni dall’esposizione all’amianto” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, durante la tramissione “Siamo Noi”, trasmessa su TV2000.

E’ fondamentale una cooperazione nazionale ed internazionale per monitorare, prevenire e affrontare in modo efficace un problema che tocca la salute pubblica su larga scala.

 

Amianto, operaio esposto ottiene giustizia, muore prima della sentenza

martello giudice
martello giudice foto Pixabay

Aveva lottato a lungo in tribunale per vedersi riconosciuti i diritti previdenziali a causa delle malattie causate dall’amianto. Solo di recente aveva ottenuto una storica sentenza favorevole, ma non ha fatto in tempo a goderne: è scomparso pochi giorni fa, a 64 anni. A dare notizia della tragedia è l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). L’Avv. Ezio Bonanni che definisce il caso come un esempio drammatico di “giustizia postuma: troppo tempo perso in processi”.

Una lunga esposizione all’amianto e una causa vinta troppo tardi

L’uomo, originario di Nettuno, aveva lavorato per decenni in uno stabilimento industriale di Anzio, ricoprendo ruoli operativi come carrellista e, negli ultimi anni, manutentore in vari reparti. La sua esposizione alla fibra killer è durata dal 1988 al 2002, durante la quale è entrato costantemente in contatto con materiali contenenti amianto, come guarnizioni, tubazioni, presse e rivestimenti isolanti. La sentenza ha evidenziao che il lavoratore era coinvolto direttamente nella manipolazione di questi materiali, venendo a contatto con l’asbesto in maniera costante. Nel 2019, l’uomo ha iniziato ad accusare pesanti problemi respiratori.

Un quadro di malattie asbesto correlate

Gli accertamenti clinici successivi hanno confermato una situazione grave: fibrosi polmonare, micro-noduli, torace contratto, tosse secca, enfisema e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Nonostante tutto ciò, sia Inail che Inps avevano inizialmente negato il riconoscimento della malattia professionale e della rivalutazione dei contributi pensionistici.

La svolta in appello: Inps condannata

In primo grado, il tribunale di Velletri aveva rigettato la richiesta del lavoratore, nonostante una consulenza tecnica che confermava il nesso causale tra la patologia e il lavoro. Solo in secondo grado, presso la Corte d’Appello di Roma, è arrivato il verdetto favorevole, purtroppo postumo. Il giudice ha stabilito che l’Inps è tenuta a rimborsare le spese processuali, pari a 5.000 euro più accessori per il primo grado e 3.500 euro per il secondo. Inoltre, viene riconosciuta la rivalutazione contributiva per tutto il periodo compreso tra febbraio 1988 e dicembre 2002.

Secondo l’ONA, “Ora, con questa nuova pronuncia, l’Inps è stata condannata a riconoscere i 14 anni di esposizione certificata con il conseguente accredito delle maggiorazioni contributive. Una decisione che avrebbe consentito finalmente al lavoratore di accedere al pensionamento anticipato, con rivalutazione economica della prestazione”.

La vedova prosegue la battaglia legale

A seguire tutto l’iter giudiziario è stato l’Avvocato Ezio Bonanni, che ha espresso il proprio rammarico per la tragica conclusione: “Una sentenza di grande rilievo giuridico, purtroppo offuscata dalla scomparsa del lavoratore che ne avrebbe dovuto beneficiare. Il lungo iter processuale e la resistenza di Inps e Inail hanno ritardato un riconoscimento che arriva solo dopo la sua morte”. Secondo l’ONA, la morte dell’operaio sarebbe “con ogni probabilità, a causa delle gravi conseguenze dell’esposizione all’amianto. Ora l’azione giudiziaria continuerà in nome della vedova, che potrebbe ottenere un aumento della pensione da 500 a 800 euro al mese, una rendita di reversibilità INAIL, oltre a un risarcimento economico per i danni subiti.

Un appello alle istituzioni

Bonanni ha rilanciato un grido : “Chiediamo, ancora una volta, la bonifica completa dei siti contaminati. Non possiamo più tollerare che si continui a morire o ad ammalarsi per colpa dell’inerzia. Ogni fibra inalata è un rischio per la vita”.