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venerdì, Luglio 24, 2026

Amianto, Marina Militare: condanna definitiva, risarcimento morte militare

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Il Tribunale di Torino ha riconosciuto il diritto al risarcimento per i familiari di un militare della Marina Militare deceduto a causa di un mesotelioma pleurico, patologia correlata all’esposizione all’amianto. La sentenza, divenuta definitiva dopo il passaggio in giudicato, riguarda una vicenda iniziata oltre quindici anni fa e rappresenta un importante riconoscimento per la famiglia coinvolta.

La storia del militare e della sua famiglia

Secondo quanto reso noto dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni il protagonista della vicenda era un militare, identificato con le iniziali S.C., che aveva prestato servizio dal 7 luglio al 10 novembre 1972 anche a bordo della nave Amerigo Vespucci durante il periodo di leva. Il veliero della scuola della marina era considerato “il più bello del mondo”.

Al momento della scomparsa aveva circa quarant’anni e lasciò la moglie e una figlia di dieci anni.

“Questa sentenza restituisce dignità a un uomo che aveva servito il proprio paese e che ha pagato quel servizio con la vita – dichiara Ezio Bonanni– Nessun risarcimento potrà colmare il vuoto lasciato a una moglie e a una figlia così giovani, ma il riconoscimento delle responsabilità rappresenta un atto di giustizia che arriva dopo un’attesa troppo lunga”. 

La sentenza del Tribunale di Torino

In base alla sentenza, il Ministero della Difesa è stato condannato a risarcire la moglie e la figlia del militare con un importo stimato secondo ONA complessivo di 187.745 euro, oltre agli interessi maturati.

Amianto e tutela dei militari

Il tema dell’esposizione all’amianto nelle Forze Armate è stato al centro di numerosi procedimenti giudiziari e iniziative di sensibilizzazione negli ultimi anni. L’Osservatorio Nazionale Amianto, continua a seguire casi relativi a patologie asbesto-correlate e alle richieste di riconoscimento dei diritti delle vittime e dei loro familiari.

La vicenda esaminata dal Tribunale di Torino evidenzia l’importanza della prevenzione e della tutela della salute nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai contesti in cui vi sia stata una possibile esposizione a materiali contenenti asbesto.

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