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martedì, Agosto 11, 2026

Amianto e FS: depositata denuncia per la morte di Vincenzo Faggiani

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Un uomo, una malattia, una storia che si ripete. Vincenzo Faggiani aveva 39 anni di servizio alle Ferrovie dello Stato quando, nell’autunno del 2025, è morto di mesotelioma pleurico maligno — il tumore che l’amianto uccide decenni dopo l’esposizione. Il figlio Aldo Faggiani, assistito dall’Avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma, nonché presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha depositato una formale denuncia-querela innanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, chiedendo di avere giustizia, essendo inaccettabile un’altra morte per amianto.

La diagnosi, il riconoscimento, la morte

Il 3 settembre 2025 arriva la diagnosi che non lascia scampo: mesotelioma pleurico maligno di tipo epitelioide. L’8 ottobre 2025, Vincenzo Faggiani è deceduto. Il certificato ISTAT indica come causa di decesso proprio il mesotelioma pleurico.

Poi arrivano i riconoscimenti istituzionali, che parlano chiaro: l’INAIL, con provvedimento del 14 febbraio 2026, ha riconosciuto la malattia professionale al 100% e ha liquidato la rendita di reversibilità agli eredi con accesso al Fondo Vittime Amianto. Il COR Piemonte, il 15 giugno 2026, avrebbe certificato l’«ORIGINE OCCUPAZIONALE CERTA — LIVELLO 1 ReNaM»: il massimo grado di certezza causale previsto dal Registro Nazionale dei Mesoteliomi.

La giustizia già c’è stata. Ma il caso non è chiuso

Torino non è nuova a questi processi. Nel 1995 il Pretore condannò per la prima volta i vertici FS per le morti alle OGR. Nel 2001, la Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, con sentenza n. 5037, confermò la condanna in via definitiva. Nel 2025, il Tribunale di Torino, I Sezione Penale, con sentenza n. 1291 ha confermato la persistenza del rischio.

La voce della famiglia e della difesa

«Mio padre ha lavorato per trentanove anni alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato ed ora è morto per mesotelioma da amianto. Le Ferrovie dello Stato erano ben a conoscenza che con l’uso dell’amianto, e soprattutto senza adeguate protezioni, ci sarebbero stati dei danni alla salute. Purtroppo ciò si è verificato anche per mio padre, ed ora chiediamo giustizia, non solo per lui ma anche per tutti gli altri lavoratori che hanno condiviso la sua stessa sorte. Insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue l’impegno per ottenere giustizia” così Aldo Faggiani, denunciate ed orfano del Sig. Vincenzo Faggiani.

L’istanza di giustizia, promossa e supportata dall’ONA – APS, Osservatorio Nazionale Amianto, è finalizzata ad ottenere giustizia per tutte le vittime dell’amianto in Ferrovie dello Stato, e per la tutela dei loro diritti, e le azioni e le domande risarcitorie verranno promosse anche innanzi la competente sede civile.

L’azione dell’ONA

Prosegue, dunque, l’impegno di prevenzione primaria, secondaria e terziaria per la tutela di tutte le vittime per l’amianto, anche di coloro che sono venuti a mancare in forza dell’uso dell’amianto in Ferrovie dello Stato. Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

 

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