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venerdì, Settembre 25, 2026

Mesotelioma e servizio nella Marina, il TAR riconosce i danni al figlio di un maresciallo

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Amianto, una lunga carriera nella Marina Militare, poi una diagnosi arrivata quando aveva 63 anni e, appena 26 giorni più tardi, la morte.

È la storia di Domenico Giovanniello, militare che aveva prestato servizio per quasi trent’anni, iniziando come sottocapo motorista navale e raggiungendo successivamente il grado di maresciallo.

Il 18 febbraio 2013 gli venne diagnosticato un mesotelioma pleurico. Giovanniello morì il 16 marzo dello stesso anno, pochi giorni prima del suo sessantaquattresimo compleanno.

La vicenda è arrivata davanti al TAR Sicilia – sezione di Catania, che ha riconosciuto il rapporto tra la patologia e l’attività di servizio. La pronuncia è divenuta definitiva.

Il riconoscimento della causa di servizio

Nel procedimento è stata ricostruita la storia lavorativa del militare e l’esposizione avvenuta durante il servizio.

Gli ambienti nei quali Giovanniello aveva operato erano caratterizzati, secondo quanto emerso nel giudizio, dalla presenza di amianto.

Un elemento già acquisito prima della decisione del TAR riguardava il riconoscimento da parte del Ministero della Difesa della dipendenza della patologia da causa di servizio. A Giovanniello era stato inoltre riconosciuto lo status di equiparato alle Vittime del Dovere.

Il giudice amministrativo ha ritenuto sussistente anche una responsabilità connessa alla mancata predisposizione di adeguate misure di tutela e prevenzione rispetto ai rischi presenti negli ambienti di lavoro.

Il risarcimento riguarda anche il periodo precedente alla morte

La particolarità della decisione riguarda la natura dei danni riconosciuti.

Il procedimento non si è limitato a considerare le conseguenze della morte sulla famiglia. Il TAR ha preso in esame anche ciò che Domenico Giovanniello aveva subito personalmente tra la diagnosi e il decesso.

In particolare, sono stati riconosciuti il danno biologico terminale e il danno morale terminale, anche definito catastrofale.

Il primo riguarda il pregiudizio alla salute maturato nel periodo precedente alla morte. Il secondo è collegato alla sofferenza derivante dalla consapevolezza della propria condizione e dell’avvicinarsi della morte.

Nel caso di Giovanniello, il periodo considerato è stato di soli 26 giorni.

Al figlio oltre 70mila euro

Il TAR Sicilia ha riconosciuto a Giovanni Giovanniello, figlio del militare e residente ad Augusta, 70.192,50 euro, ai quali devono aggiungersi rivalutazione e interessi.

Il risarcimento riguarda i danni maturati direttamente dal padre e trasmessi al figlio in qualità di erede.

La cifra è distinta dai 235.360 euro che Giovanni Giovanniello aveva già ottenuto in sede civile per il proprio danno non patrimoniale conseguente alla perdita del padre.

Si tratta quindi di due differenti posizioni risarcitorie: una relativa ai danni subiti direttamente da Domenico Giovanniello prima della morte e trasmessi all’erede, l’altra relativa al pregiudizio personale del figlio per la perdita del genitore.

Bonanni: «La sentenza considera la sofferenza della vittima»

Per l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il valore della decisione risiede anche nell’attenzione riservata alla fase terminale della malattia.

«La sentenza riconosce una dimensione che rischia di rimanere nascosta dietro le categorie del diritto: quella della sofferenza vissuta personalmente dalla vittima», afferma Bonanni.

Il presidente dell’ONA richiama in particolare la brevissima distanza temporale tra la diagnosi e il decesso.

«Domenico Giovanniello ha avuto soltanto 26 giorni tra la diagnosi di mesotelioma e la morte. In questo periodo ha dovuto affrontare la consapevolezza della gravità della malattia e dell’approssimarsi della fine».

Secondo Bonanni, il riconoscimento dei danni terminali «restituisce rilevanza giuridica a una sofferenza che appartiene direttamente alla persona malata e che, nel caso riconosciuto dal giudice, è stata trasmessa all’erede».

Amianto nelle Forze Armate, una questione ancora rilevante

Per il mesotelioma esiste iuna distanza temporale molto lunga tra l’esposizione e la comparsa della patologia. La ricostruzione delle mansioni, degli ambienti di lavoro e delle condizioni di sicurezza può quindi assumere un ruolo centrale nei procedimenti di tutela.

Nel caso della Marina Militare, la presenza storica dell’amianto in numerose strutture e materiali utilizzati in passato ha portato negli anni a diversi procedimenti riguardanti il personale esposto.

La vicenda di Giovanniello presenta però una caratteristica particolare: oltre al riconoscimento del rapporto tra servizio e malattia, la decisione considera anche il danno maturato nel brevissimo periodo compreso tra la diagnosi e la morte.

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