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Amianto e Marina, ONA: risarcimento di 200mila euro e riconoscimento vittima del dovere

amianto, avv. Ezio Bonanni
amianto, avv. Ezio Bonanni

Un ex dipendente della Marina Militare, originario de La Maddalena morto a 69 anni per un adenocarcinoma polmonare con metastasi cerebrali dopo decenni di esposizione all’amianto, è stato riconosciuto dal tribunale di Tempio Pausania come “vittima del dovere”. Con la sentenza emessa il 7 maggio, il giudice del lavoro ha stabilito il legame tra la malattia che ha causato il decesso e l’attività svolta dall’uomo a bordo delle navi.

Cosa è emerso nel procedimento

Il militare avrebe lavorato per circa vent’anni in ambienti contaminati da fibre di amianto. Operando tra sale macchine, tubazioni e aree tecniche delle unità navali. Una esposizione professionale che, secondo il tribunale, ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo del tumore ai polmoni.

La famiglia del militare è stata assistita dall’Osservatorio Nazionale Amianto e aveva chiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere. «Il tribunale ha accertato il nesso tra la morte dell’ex dipendente della Marina Militare e l’esposizione all’amianto durante il servizio», ha dichiarato Bonanni, sottolineando come la decisione rappresenti «un importante riconoscimento umano oltre che giudiziario».

Il risarcimento

Il Ministero della Difesa dovrà effettuare quindi il pagamento di un risarcimento di 200mila euro in favore dei familiari. Oltre agli assegni vitalizi previsti dalla normativa vigente per le vittime del dovere. Il giudice ha inoltre disposto l’inserimento del nominativo dell’ex militare nella graduatoria nazionale dedicata alle vittime del dovere.

Le testimonianze

Nel corso del processo sono state inoltre raccolte diverse testimonianze. Le quali hanno ricostruito le condizioni di lavoro presenti sulle navi della Marina e negli ambienti dell’Arsenale di La Maddalena negli anni in cui il militare prestava servizio come nocchiere e meccanico specializzato.

Uno dei testimoni ha riferito che all’epoca era pratica comune applicare amianto su ampie superfici.

Il tribunale ha ritenuto che proprio quella esposizione continuativa abbia contribuito in maniera decisiva all’insorgenza della patologia mortale.

«Questa sentenza restituisce dignità e giustizia alla famiglia», ha aggiunto l’avvocato Bonanni, evidenziando il lungo percorso affrontato dai parenti del militare per ottenere il riconoscimento delle responsabilità.

Il supporto giudiziario della Corte

Alla vicenda si aggiunge anche un ulteriore sviluppo giudiziario davanti alla Corte di Cassazione, che ha disposto la riapertura del procedimento relativo alla posizione di una delle figlie del militare. La Suprema Corte dovrà riesaminare il diritto dei figli economicamente autonomi ad accedere ai benefici previsti per le vittime del dovere.

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Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche ed è basato su atti giudiziari, dichiarazioni rese dalle parti coinvolte e informazioni disponibili al momento della pubblicazione nel rispetto delle fasi processuali. Eventuali responsabilità saranno accertate esclusivamente nelle sedi competenti. Gli interessati possono richiedere rettifiche o aggiornamenti ai sensi della normativa vigente.

Amianto, prevenzione e tutela delle vittime: le conclusioni del convegno ONA

Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni
Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Il 28 aprile 2026 si è svolto presso la Camera dei Deputati il convegno dedicato alla Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto. L’evento, promosso dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha acceso ancora una volta i riflettori sulla necessità di accelerare le bonifiche, rafforzare la prevenzione e garantire giustizia alle vittime dell’amianto e ai loro familiari.

Nel corso dell’intervista rilasciata all’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, sono emersi temi fondamentali come la ricerca scientifica sul mesotelioma, il censimento delle patologie asbesto correlate e gli investimenti per la bonifica di scuole e ospedali.

Il ruolo dell’ONA e il convegno alla Camera dei Deputati

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha sottolineato l’importanza dell’evento come momento di confronto istituzionale e di rilancio delle future battaglie a tutela delle vittime del dovere e delle persone esposte all’amianto.

Uno dei punti centrali dell’intervista riguarda la tutela dei diritti delle vittime e dei familiari superstiti.

L’Avv. Bonanni ribadisce la necessità di non arrendersi mai nella ricerca della verità e della giustizia. Secondo il presidente ONA, è fondamentale continuare a perseguire il riconoscimento dei diritti,la tutela sanitaria, il risarcimento dei danni e la sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

L’obiettivo resta quello di garantire protezione concreta a chi ha subito danni da esposizione all’amianto.

L’intervento dell’ex ministro Costa e la Commissione Amianto

Bonanni ha ricordato che durante il convegno è intervenuto anche l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa e attuale Vicepresidente della Camera.

L’Avv. Bonanni ricorda che proprio durante il mandato ministeriale di Costa furono conferite deleghe operative all’ONA e al generale Cardillo nell’ambito della Commissione Amianto istituita per riformare la normativa sul rischio amianto in Italia.

Tra i risultati più importanti ottenuti dalla Commissione emerge lo stanziamento di 385 milioni di euro destinati alla progettazione della bonifica di scuole e ospedali.

Secondo Bonanni, questo rappresenta un passaggio fondamentale per la prevenzione primaria e per la riduzione del rischio sanitario.

Le priorità future: sorveglianza sanitaria e ricerca sul mesotelioma

Nel corso dell’intervista, il presidente ONA spiega che il futuro passa anche attraverso interventi specifici e immediatamente applicabili.

Tra le priorità indicate ci sono la sorveglianza sanitaria degli esposti e il finanziamento della ricerca scientifica per  il miglioramento e la prevenzione delle patologie asbesto correlate.

L’Avv. Bonanni evidenzia come il numero relativamente limitato di casi di mesotelioma in Italia, circa 2.000 all’anno, renda forse meno appetibile la ricerca per le grandi aziende farmaceutiche.

Per questo motivo, secondo l’ONA, è necessario un maggiore intervento pubblico per sostenere la ricerca e garantire cure efficaci ai pazienti.

Bonifica amianto e prevenzione primaria

La prevenzione primaria resta uno degli strumenti più importanti nella lotta contro l’amianto. L’Avv. Bonanni ribadisce che la bonifica dei siti contaminati è indispensabile per evitare nuove esposizioni e nuovi casi di malattia.

Particolare attenzione viene posta sulle scuole, sugli ospedali e sugli edifici pubblici ancora contaminati.

Secondo il presidente ONA, senza un’adeguata mappatura dei casi e dei rischi non sarebbe stato possibile ottenere risultati concreti sul fronte delle bonifiche.

Il censimento delle patologie asbesto correlate

Un altro tema centrale affrontato nell’intervista riguarda il censimento dei casi di malattie asbesto correlate.

L’ONA chiede un monitoraggio completo non solo del mesotelioma, ma anche di tutte le altre patologie causate dall’esposizione all’amianto.

Per Bonanni, il censimento permette di comprendere la reale diffusione del rischio e individuare i settori maggiormente esposti. Oltre a pianificare gli interventi di bonifica e
rafforzare la prevenzione sanitaria.

L’Avv. Bonanni ricorda inoltre che circa 200 casi di mesotelioma tra personale docente e non docente hanno contribuito ad accendere l’attenzione sul problema amianto nelle scuole italiane.

La battaglia legale e civile dell’ONA

Nella parte finale dell’intervista, il presidente dell’ONA conferma la volontà di proseguire la battaglia civile e legale contro il rischio amianto.

“L’associazione continua ad agire in modo pacifico e non violento, rivolgendosi alle autorità competenti e alla magistratura per ottenere bonifiche, messa in sicurezza dei siti contaminati, tutela sanitaria e risarcimenti per vittime e familiari.” Ha dichiarato Bonanni.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore sicurezza, prevenzione e giustizia sociale.

Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni, restano aperte molte criticità. La “battaglia contro l’amianto, conclude Bonanni, deve proseguire senza fermarsi mai”.

Vedi l’intervista completa all’Avv. Ezio Bonanni

UK, oltre 7.000 richieste risarcimento per il talco

borotalco, in passato conteneva in alcuni casi amianto (foto free da Pexels)
borotalco, in passato conteneva in alcuni casi amianto (foto free da Pexels)

Il procedimento legale contro Johnson & Johnson nel Regno Unito continua ad ampliarsi : i partecipanti sostengono che il talco commercializzato dall’azienda fosse contaminato da amianto. Le persone coinvolte nella causa sul talco sono salite a più di 7.000, rendendo questa azione collettiva una delle più rilevanti nel Paese in materia di responsabilità da prodotto.

Un contenzioso in forte crescita

La causa, avviata presso l’Alta Corte britannica, ha registrato un aumento significativo dei ricorrenti: inizialmente erano circa 3.000, ma oggi superano quota 7.100.

Se confermato, l’amianto avrebbe contribuito allo sviluppo di gravi patologie, tra cui figurano tumori ovarici e mesotelioma.

Dal canto suo, Johnson & Johnson respinge tutte le accuse, affermando che i propri prodotti rispettavano gli standard normativi e non contenevano sostanze cancerogene.

Il nodo della gestione della causa

In questa fase, il tribunale sta valutando come organizzare il procedimento. Le parti concordano sulla necessità di una gestione collettiva, ma restano divergenze su alcuni aspetti pratici.

I legali dei ricorrenti ritengono eccessive alcune richieste di documentazione avanzate dalla difesa, sostenendo che potrebbero rallentare il processo. Gli avvocati dell’azienda, invece, considerano tali richieste legittime e necessarie per una valutazione equa di ogni singolo caso.

Le storie dietro i numeri

Dietro le cifre ci sono storie personali molto dure. Tra queste, quella di una donna, entrata in causa nel 2024 e scomparsa l’anno successivo a causa di un tumore ovarico.

Secondo la sua testimonianza, avrebbe utilizzato il talco per tutta la vita, fin dall’infanzia. Il suo caso rappresenta una delle numerose vicende simili emerse nel corso del procedimento.

I legali dei ricorrenti sottolineano l’urgenza di accelerare i tempi, evidenziando come molti pazienti si trovino in condizioni critiche.

Stop al talco nel Regno Unito

Un elemento importante riguarda il mercato: la vendita di talco a base di minerali è stata interrotta nel Regno Unito nel 2023. Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso la sicurezza dei prodotti per la cura personale.

Una causa destinata a durare anni

L’udienza attuale rappresenta solo una fase preliminare. Il verdetto su come proseguirà il procedimento arriverà in seguito, mentre la conclusione definitiva della causa potrebbe richiedere diversi anni.

Nel frattempo, il caso continua a sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza dei prodotti e sulla responsabilità delle aziende nei confronti dei consumatori.
In Italia l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall‘Avv. Ezio Bonanni è da sempre in prima fila per difendere le vittime dell’amianto e i suoi famigliari.

Secondo l’Istituto oncologico romagnolo “l’International Agency for Research on Cancer (IARC) classifica come carcerogeno per gli esseri umani il talco contenente amianto (non più in commercio per legge), mentre come “non classificabile tra i carcinogeni umani” il talco non contenente amianto, ovvero quello in commercio e ha inserito invece l’uso di talco a livello perineale, cioè genitale e vaginale come “possibile cancerogeno” per il tumore ovarico.”

In pratica gli studi scientifici non  indicato il talco odierno tra i possibili fattori di rischio per il tumore dell’ovaio ma per ragioni di precauzione gli esperti consigliano di evitarne l’uso a livello inguinale o genitale, non rilevando rischi legati al contatto cutaneo per altre parti del corpo.

Guida INAIL 2026: gestione del rischio amianto negli edifici

Guida 2026 Amianto INAIL
Guida 2026 Amianto INAIL

La Guida INAIL 2026 sulla gestione del rischio amianto negli edifici affronta il tema della prevenzione e della sicurezza, indicando le procedure necessarie per individuare, controllare e gestire i materiali contenenti amianto.

“L’amianto o asbesto continua a essere una delle principali emergenze ambientali e sanitarie presenti sul territorio italiano. Nonostante il divieto imposto dalla legge nel 1992, molti edifici pubblici e privati contengono ancora materiali realizzati con questa sostanza altamente pericolosa.” Afferma da sempre l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il legale accompagna le vittime di malattia nell’iter per il riconoscimento di malattia professionale e nell’ottenimento di tutti i benefici previdenziali previsti dalla legge.

Il documento rappresenta uno strumento importante per amministratori di condominio, enti pubblici, tecnici e proprietari di immobili che devono affrontare il problema della presenza di amianto negli edifici costruiti prima degli anni Novanta.

La prefazione del testo è del presidente INAIL Fabrizio D’Ascenzo

Dove si trova l’amianto negli immobili

Per molti decenni l’amianto è stato utilizzato nell’edilizia grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al fuoco.

Secondo la guida INAIL, i materiali contenenti amianto possono essere presenti in numerosi elementi strutturali degli edifici.

Le coperture in eternit rappresentano uno dei casi più comuni, ma la sostanza può trovarsi anche in pannelli isolanti, pavimenti vinilici, canne fumarie, serbatoi, tubazioni e controsoffitti. La presenza di amianto interessa ancora scuole, ospedali, condomini, fabbriche e uffici pubblici costruiti prima del bando definitivo del materiale.

La guida sottolinea come sia fondamentale effettuare verifiche accurate per identificare i manufatti contenenti amianto e valutare il loro stato di conservazione.

Quando l’amianto diventa pericoloso

Uno degli aspetti centrali del documento riguarda il rischio legato alla dispersione delle fibre di amianto nell’aria. Secondo le linee guida generali l’amianto non è sempre immediatamente pericoloso quando si trova in buone condizioni. Il problema nasce quando il materiale si deteriora oppure viene danneggiato durante lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione.

Le fibre rilasciate possono essere inalate e provocare gravi patologie respiratorie e oncologiche. Tra le malattie correlate all’esposizione all’amianto ci sono il mesotelioma, l’asbestosi e il tumore del polmone.

Per questo motivo la prevenzione e il monitoraggio costante sono considerati strumenti fondamentali per la tutela della salute pubblica.

La valutazione del rischio amianto negli edifici

La Guida INAIL 2026 dedica ampio spazio alla valutazione del rischio. Secondo il documento, ogni edificio con possibile presenza di amianto dovrebbe essere sottoposto a controlli specifici per verificare le condizioni dei materiali e il livello di pericolo.

Le verifiche vengono effettuate da personale qualificato attraverso sopralluoghi, campionamenti e analisi tecniche. L’obiettivo è capire se il materiale sia stabile oppure deteriorato e se possa rilasciare fibre nocive nell’ambiente.

La guida evidenzia inoltre l’importanza della mappatura dei materiali contenenti amianto presenti negli immobili. Disporre di un censimento aggiornato permette di programmare interventi di controllo e bonifica in modo efficace.

Materiali Contenenti Amianto

Per approfondire le classificazioni invitiamo pertanto a scaricare la guida dal sito dell’INAIL. Per praticità l’abbiamo allegata anche in fondo al presente articolo.

Controllo e monitoraggio dei materiali contenenti amianto

Secondo l’INAIL, la presenza di amianto non comporta automaticamente la necessità di rimuovere il materiale. Quando i manufatti sono integri e non danneggiati, è possibile adottare misure di controllo e monitoraggio periodico.

Il documento raccomanda di effettuare ispezioni regolari per verificare eventuali segni di deterioramento. Inoltre, è necessario registrare gli interventi eseguiti e monitorare costantemente le aree a rischio.

La corretta gestione dei materiali contenenti amianto consente di ridurre il rischio di esposizione e di prevenire situazioni di emergenza sanitaria.

L’ONA auspica interventi di bonifica immediati in ogni caso per evitare qualsiasi possibilità, anche remota, di potenziale esposizione.

Quadro Normativo

Ampio spazio viene dato alla guida al quadro normativo europeo, nazionale e regionale.

Bonifica amianto: le soluzioni previste dalla normativa

La guida INAIL illustra le principali tecniche utilizzate per mettere in sicurezza gli edifici contaminati.

La rimozione consiste nell’eliminazione definitiva del materiale contenente amianto ed è considerata la soluzione più efficace. Tuttavia, richiede procedure rigorose e l’intervento di aziende specializzate autorizzate.

Un’altra possibilità è rappresentata dall’incapsulamento, che prevede il trattamento del materiale con prodotti specifici in grado di impedire il rilascio delle fibre. In alcuni casi viene adottato anche il confinamento, cioè l’isolamento dell’area contaminata attraverso barriere protettive.

Ogni intervento deve essere eseguito nel rispetto delle norme di sicurezza ambientale e sanitaria.

Sicurezza durante i lavori di bonifica

La gestione del rischio amianto richiede particolare attenzione durante le operazioni di bonifica. Gli operatori devono utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati e seguire procedure precise per evitare la dispersione delle fibre nell’aria.

La guida INAIL ricorda che anche lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto deve avvenire secondo protocolli specifici previsti dalla normativa ambientale.

La sicurezza dei lavoratori e dei cittadini rappresenta uno degli elementi centrali delle attività di bonifica e prevenzione.

Gli obblighi dei proprietari degli edifici

La normativa italiana attribuisce precise responsabilità ai proprietari degli immobili e ai responsabili delle strutture. Chi gestisce un edificio deve verificare la presenza della sostanza, controllarne lo stato di conservazione e programmare eventuali interventi di manutenzione o bonifica.

È inoltre necessario informare occupanti e lavoratori sui possibili rischi presenti negli ambienti contaminati.

La mancata gestione del rischio amianto può comportare conseguenze sia sul piano sanitario sia su quello legale.

Prevenzione e tutela della salute pubblica

La Guida INAIL 2026 evidenzia quanto sia importante investire nella prevenzione e nella sicurezza ambientale.

La corretta gestione dei materiali contenenti amianto, il monitoraggio costante e gli interventi di bonifica rappresentano strumenti essenziali per ridurre il numero delle malattie asbesto correlate.

La diffusione di una maggiore cultura della prevenzione rimane fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e garantire ambienti più sicuri nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli edifici pubblici.
Tutte le informazioni sono state nel tempo ribadite negli anni dall‘Osservatorio Nazionale Amianto che da sempre è asl fianco delle vittime dell’amianto e dei suoi famigliari.
L’Avv. Ezio Bonanni offre assistenza legale per l’ottenimento del riconoscimento di malattia professionale e quindi della rendita INAIL o causa di servizio e di tutte le prestazioni socio-economiche previste dalla legge. Offre assistenza legale anche ai superstiti delle vittime di malattie professionali causate dall’amianto e da altri cancerogeni a cui spetta la rendita di reversibilità e altri benefici previsti dalla legge in qualità di eredi legittimi.

Leggi la guida completa qui di seguito

ONA alla Camera, Ilaria Fontana: più bonifiche e tutela vittime amianto

Ilaria Fontana, convegno alla Camera dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Ilaria Fontana, convegno alla Camera dell'Osservatorio Nazionale Amianto

La bonifica dei territori contaminati deve diventare una priorità politica nazionale. È questo il messaggio lanciato dall’On. Ilaria Fontana (Movimento 5 Stelle) nel corso dell’evento organizzato dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto alla Camera dei Deputati dedicato alla tutela delle vittime dell’amianto e alle emergenze ambientali.

Nel suo intervento, la deputata ha affrontato il tema delle bonifiche ambientali, del ruolo della politica e della necessità di ascoltare cittadini, tecnici e famiglie colpite dalle conseguenze dell’esposizione all’amianto e ad altri agenti contaminanti.

“La bonifica è un dovere istituzionale”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda il tema della bonifica ambientale. Fontana ha sottolineato come non debba più esistere alcun dubbio sulla necessità di intervenire nei territori contaminati. “La bonifica si deve fare. Non dobbiamo neanche porci il problema se farla o meno: è un dovere istituzionale”.

La deputata ha ricordato che l’Italia continua a convivere con numerose emergenze ambientali spesso poco visibili, dai PFAS ai siti contaminati da amianto, fino ai siti di interesse nazionale che attendono ancora interventi concreti di risanamento.

Secondo Fontana, il Paese ha un enorme bisogno di bonifiche e di una strategia chiara per affrontare i problemi ambientali accumulati negli anni.

Amianto e territori contaminati: la sfida del post bonifica

Nel corso del convegno promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto, Ilaria Fontana ha spiegato che la bonifica rappresenta soltanto il primo passo di un percorso molto più ampio.

La vera sfida, infatti, riguarda il “post bonifica”, cioè la capacità delle istituzioni di restituire sicurezza, salute e prospettive di sviluppo ai territori colpiti dall’inquinamento ambientale.

La deputata ha ricordato anche il proprio legame personale con la Valle del Sacco, uno dei territori simbolo delle problematiche ambientali italiane, spiegando come il suo impegno civico sia poi diventato un percorso politico.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’ONA

Durante l’intervento, Fontana ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto dall’avvocato Ezio Bonanni e dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto nella difesa delle vittime dell’amianto.

Secondo la deputata, il contributo dell’ONA rappresenta un punto di riferimento fondamentale anche per chi opera nelle istituzioni. “L’opera dell’avvocato Bonanni diventa indispensabile per chi fa politica”. Ha affermato.

La parlamentare ha evidenziato la necessità di trasformare le testimonianze delle famiglie colpite in azioni concrete, evitando che il dibattito politico rimanga soltanto teorico o retorico.

“La politica deve ascoltare cittadini e scienza”

Uno dei temi più forti emersi nel discorso riguarda il rapporto tra politica, scienza e cittadini.

Secondo Fontana, chi ricopre incarichi istituzionali deve partire dalle storie reali delle famiglie colpite da malattie professionali e contaminazioni ambientali. “La politica deve ascoltare la scienza e deve ascoltare i cittadini”.

Ha inoltre ribadito che l’obiettivo deve essere quello di trovare soluzioni condivise senza divisioni ideologiche o politiche.

Bonifiche ambientali e programmazione a lungo termine

Nel suo approfondimento, Ilaria Fontana ha evidenziato la necessità di costruire una programmazione seria e duratura sulle bonifiche ambientali.

Secondo la parlamentare, il problema principale non è soltanto l’assenza di norme, ma soprattutto la mancanza di pianificazione nel medio e lungo periodo.

La deputata ha spiegato che negli ultimi anni sono state presentate proposte di legge ed emendamenti sul tema dell’amianto e delle bonifiche, ma che serve una volontà politica più forte per trasformare queste iniziative in interventi concreti.

Fondo per le bonifiche e nuove proposte parlamentari

A margine dell’evento Ilaria Fontana ha rilasciato una videointervista nella quale ha illustrato i prossimi passi sul piano parlamentare.

La deputata ha annunciato l’intenzione di lavorare, in occasione della prossima legge di bilancio, alla creazione di un fondo dedicato. “Sicuramente lavoreremo su un fondo”.

Fontana ha inoltre ricordato di aver già depositato un progetto di legge dedicato alle vittime dell’amianto, insieme ad altri atti parlamentari presentati anche dal collega On. Sergio Costa, vicepresidente della Camera e già Ministro dell’Ambiente.

L’obiettivo dichiarato è continuare a portare avanti interrogazioni, proposte legislative e iniziative concrete per sostenere le famiglie colpite e accelerare gli interventi di bonifica.

Censimento amianto e norme più chiare

La deputata ha inoltre posto l’attenzione anche sulla necessità di migliorare il censimento dei siti contaminati.

Secondo Fontana servono norme più chiare, maggiore coordinamento, pianificazione, volontà politica e una mappatura precisa delle aree da bonificare.

La parlamentare ha sottolineato come sia indispensabile sapere con precisione dove intervenire e quali siano le priorità ambientali del Paese.

“Chi inquina paga”: il richiamo alla Costituzione

Un altro tema centrale dell’intervento riguarda il principio europeo “chi inquina paga”.

Fontana ha denunciato il fatto che questo principio venga spesso disatteso, con conseguenze dirette sui diritti fondamentali dei cittadini.

Secondo quanto emerso durante l’evento, la prevenzione, il censimento dei siti contaminati e gli interventi di bonifica restano strumenti indispensabili per proteggere la salute pubblica e garantire giustizia alle famiglie colpite dall’amianto.