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New York, conferenza ADAO 2025: prevenzione e ricerca contro l’amianto

New York
New York, foto da lontano

Vent’anni di impegno nella lotta all’amianto

Il 12 e 13 settembre 2025, la Asbestos Disease Awareness Organization (ADAO) terrà a New York la sua 20ª Conferenza Annuale su Amianto, Consapevolezza e Prevenzione. L’evento si svolgerà presso il Westin Grand Central Hotel. Rappresenta un appuntamento fondamentale per medici, ricercatori, avvocati, attivisti e tutti coloro che si occupano di malattie correlate all’amianto. Come il mesotelioma, l’asbestosi e tumori polmonari.

Secondo Linda Reinstein, cofondatrice e presidente di ADAO, la conferenza è “un’opportunità per condividere conoscenze, approfondire strategie di prevenzione e sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi della sostanza”.

Veglia commemorativa e tributo ai soccorritori del 9/11

L’evento inizierà il 12 settembre con una veglia al World Trade Center Memorial. In memoria dei soccorritori esposti all’amianto durante le operazioni di soccorso post-11 settembre. Molti di questi professionisti, tra cui vigili del fuoco e operatori di emergenza, hanno sviluppato malattie gravi anche a distanza di decenni dall’esposizione.

A seguire, si terrà una cerimonia di premiazione, in cui verranno riconosciuti leader della sanità pubblica e attivisti impegnati nella lotta contro l’amianto. La serata si concluderà con una performance musicale di Jordan Zevon, cantante e sostenitore della consapevolezza sui pericoli dell’amianto.

Sessioni accademiche: ricerca, prevenzione e diritto sull’amianto

Il 13 settembre, presso il Mount Sinai Hospital, si terranno sessioni accademiche dalle 9:00 alle 17:00, con interventi di esperti internazionali. I temi principali includono:

  • Diagnosi e trattamento delle malattie da amianto: innovazioni mediche per il mesotelioma e altre patologie correlate.
  • Prevenzione e riduzione dell’esposizione: strategie pratiche per scuole, luoghi di lavoro e comunità esposte.
  • Aspetti legali e advocacy: aggiornamenti sulla legislazione, responsabilità aziendale e campagne per il bando globale dell’amianto.
  • Eredità del Dr. Irving Selikoff: riconoscimento del lavoro pionieristico del medico newyorkese che negli anni ’50 e ’60 dimostrò i pericoli per i lavoratori, aprendo la strada alla consapevolezza globale sulle malattie asbesto-correlate.

Le sessioni prevedono anche approfondimenti storici su figure come Paul Brodeur. Giornalista investigativo che denunciò l’uso diffuso dell’amianto negli Stati Uniti, e presentazioni su studi scientifici recenti per aggiornare professionisti e pubblico sulle migliori pratiche di prevenzione.

L’importanza della conferenza per la salute pubblica

La conferenza ADAO  è un punto di incontro per la comunità globale, dove esperti, attivisti e famiglie colpite dall’amianto possono condividere esperienze e sviluppare strategie concrete per ridurre i rischi.

Ogni anno, la conferenza aiuta a:

  • Diffondere informazioni aggiornate su diagnosi, trattamento e prevenzione;
  • Promuovere l’adozione di leggi più severe e controlli più rigorosi contro l’amianto;
  • Onorare le vittime dell’esposizione e sensibilizzare la società sull’urgenza del problema.

Secondo Linda Reinstein, la conferenza è anche un momento per riflettere sull’eredità dei soccorritori del 9/11 e dei lavoratori esposti, riaffermando l’impegno globale per un mondo libero dall’asbesto.

Vulcano Laziale e gas radon: seminario sulla sicurezza ambientale

il_grande_vulcano_laziale_e_il_gas_radon
Locandina, il grande vulcano laziale e il_gas_radon

Un territorio di origine vulcanica

I Castelli Romani, situati a sud di Roma, sono caratterizzati da un paesaggio di origine vulcanica, risultato dell’attività del Grande Vulcano Laziale. Questo vasto distretto vulcanico, che include i Colli Albani, ha plasmato la geografia della zona con la formazione di crateri, laghi e una ricca biodiversità. Oggi, sebbene il vulcano sia in stato di quiescenza, le sue caratteristiche geologiche continuano a influenzare l’ambiente locale.

Il rischio del gas radon

Una delle implicazioni geochimiche più significative di questa attività vulcanica è la presenza del gas Radon, un gas radioattivo naturale inodore, incolore e insapore. Il Radon si forma dalla disintegrazione dell’uranio presente nel sottosuolo e può accumularsi in ambienti chiusi, come abitazioni e scuole, rappresentando un rischio per la salute umana. L’esposizione prolungata al radon è stata associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori polmonari, tanto da essere indicata come la seconda causa di caro al polmone dopo il fumo di sigaretta.

Il seminario informativo

Per sensibilizzare la comunità sui rischi legati al Radon e fornire informazioni su come monitorare e ridurre la sua concentrazione negli ambienti domestici, l’Organizzazione di Volontariato della Protezione Civile ‘Corbium 23 odv’ ha organizzato un seminario gratuito dal titolo “Il Grande Vulcano Laziale e il Gas Radon”. L’evento si terrà sabato 20 settembre 2025, dalle ore 9:00 alle 12:30, presso la sede della Protezione Civile a Rocca Priora, in via Tuscolana Km 28,200.

Contenuti del seminario

Durante il seminario, esperti geologi e rappresentanti delle istituzioni locali approfondiranno:

  • Geologia del territorio: analisi delle caratteristiche geologiche dei Castelli Romani e del Grande Vulcano Laziale.
  • Radon e salute: informazioni sui rischi associati all’esposizione al Radon e sulle modalità di monitoraggio.
  • Prevenzione: strategie per ridurre la concentrazione di Radon negli ambienti domestici e scolastici.

L’incontro rappresenta un’opportunità per i cittadini di acquisire conoscenze utili per la tutela della salute e dell’ambiente.

Partecipazione e informazioni

La partecipazione al seminario è gratuita, ma è richiesta la prenotazione. Per iscriversi, è possibile contattare la Protezione Civile Corbium 23 al numero WhatsApp 348 6903968 o compilare il modulo online.

Per ulteriori dettagli sull’evento, è possibile consultare la locandina ufficiale disponibile su Parchilazio.

“Conoscere le caratteristiche geologiche del territorio e i seri pericoli associati al gas radon è importantissimo per la tutela della salute e garantire ambienti più sicuri per tutti.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre impegnata anche nella tutela legale contro i cancerogeni.

 

Sorveglianza sanitaria gratuita ASL per ex-esposti amianto

cuneo
Foto di Hamilton Viana

La provincia di Cuneo ha attivato un programma regionale di sorveglianza sanitaria dedicato a chi in passato ha lavorato in ambienti con esposizione ad amianto. L’iniziativa, completamente gratuita, mira a prevenire e monitorare eventuali patologie correlate all’amianto e sarà attiva fino alla fine del 2026.

Monitoraggio sanitario: come funziona

Il percorso, avviato nelle ASL CN1 (Savigliano) e CN2 tra marzo e maggio 2025, include:

  • Colloquio individuale per ricostruire l’esposizione professionale.
  • Spirometria per valutare la funzionalità polmonare.
  • Radiografie o TAC a basso dosaggio, se necessario, per identificare eventuali problemi respiratori.

In caso di riscontri clinici, i partecipanti saranno indirizzati a ulteriori accertamenti specialistici. Tutti i servizi sono offerti senza costi e senza ticket sanitario.

Provincia di Cuneo: come aderire

La partecipazione è su base volontaria e richiede l’iscrizione tramite la piattaforma regionale dedicata: Pre-adesione amianto.

  • Chi ha più di 80 anni deve completare la registrazione tramite il medico di famiglia.
  • Il programma resterà attivo fino alla fine del 2026, ma è riservato ai cittadini che completano l’iscrizione.

Amianto e salute pubblica: contesto attuale

Il tema dell’amianto resta di grande attualità anche sul fronte ambientale. In Piemonte è in fase di apertura una nuova discarica a Salussola (Biella), seconda dopo quella di Casale Monferrato.
“Ogni iniziativa che volge lo sguardo verso la lotta all’amianto è estremamente positiva. – Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. – Soprattutto se parliamo di ex esposti. E’ importante tutelare la salute dei cittadini attraverso programmi solidi delle istituzioni”. 

Nonostante la messa al bando dell’amianto nel 1992, sul territorio italiano si stima la presenza di milioni di tonnellate di materiali contaminati. Secondo i dati più recenti, in Italia si registrano oltre 7.000 decessi l’anno riconducibili a patologie asbesto-correlate.

Questa condizione rappresenta una delle principali emergenze ambientali e sanitarie, con sfide che riguardano la bonifica dei siti contaminati, la sicurezza degli edifici pubblici e privati e la tutela dei lavoratori che in passato sono stati esposti.

Da nord a sud Italia bonifiche, iniziative e lotta all’amianto

sagoma dell'Italia
sagoma dell'Italia

Parlare di amianto consente di mantenere l’attenzione sempre alta su un tema che attraversa la storia del lavoro, il diritto alla salute, l’importanza della tutela dell’ambiente. L’Osservatorio Nazionale Amianto guarda verso questa direzione: negli anni ha costruito la sua solidità non solo vincendo cause nelle aule dei tribunali, ma lavorando anche sulla diffusione di informazioni sul tema. Anche oggi quindi riportiamo notizie da fonti nazionali.

Campagna per lo smaltimento dei rifiuti domestici contenenti amianto

Il Comune di Cortona, in provincia di Arezzo, grazie alla collaborazione di Sei Toscana, ha attivato il progetto “Stop-Amianto”. L’iniziativa invita i cittadini alla rimozione e allo smaltimento di piccoli quantitativi di materiale in cemento amianto. Il servizio è disponibile solo al ritiro di rifiuti prodotti da privati cittadini nel settore domestico che sono in regola con la posizione Tari. Devono essere inoltre residenti o proprietari di immobili nel Comune di Cortona.
Di conseguenza non sono incluse le imprese e le società.
Dettagli ulteriori su modalit e condizioni sono indicati nell’avviso del Comune di Cortona.

Pordenone, piccole quantità di amianto in una piscina

Secondo quanto segnalato da PordenoneToday, piccole quantità di amianto sarebbero state ritrovate in una piscina durante i lavori di manutenzione.
Già in piano la bonifica dell‘asbesto che sarebbe presente nei residui della colla della guaina originaria, sostituita già negli anni ’90.
La riapertura al pubblico è prevista a metà ottobre.

Mazara, un cittadino segnala una discarica a cielo aperto

In un servizio di Tele8TV, un cittadino ha lamentato la presenza di rifiuti abbandonati in zona Santa Maria del Gesù a Mazara del Vallo. La presenza di amianto è da confermare. Le segnalazioni dei cittadini, a cui seguono concrete iniziative di risoluzione, costituiscono un esempio importante per la lotta alla pericolosa fibra.

Bonifiche, segnalazioni dei cittadini e l’intervento attivo delle istituzioni sono importanti strumenti per la lotta all’asbesto.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

Nuova Zelanda, rilevato amianto in porte antincendio

Porta antincendio (Foto free di Phat Huynh da Pixabay)
Porta antincendio, uscita di emergenza indicata

La recente scoperta di tracce di amianto in alcune porte antincendio ha acceso l’attenzione delle autorità sanitarie e di sicurezza in Nuova Zelanda. Il caso ha portato alla sospensione temporanea di impianti produttivi e all’avvio di controlli estesi su scala nazionale.

Cosa è stato scoperto

Durante test di verifica su materiali ignifughi utilizzati per la realizzazione di porte tagliafuoco, sono emerse contaminazioni di amianto in un nucleo isolante di importazione. Questo materiale, conosciuto come “nucleo FRB”, era impiegato da diversi produttori, tra cui uno dei principali fornitori neozelandesi.

Sebbene il prodotto fosse progettato per essere privo di amianto, alcune forniture provenienti da fornitori esteri avrebbero mostrato contaminazioni non conformi. In Nuova Zelanda l’importazione di amianto è vietata dal 2016, proprio per i gravi rischi legati alla salute.

Perché l’amianto è pericoloso

L’amianto è stato per decenni utilizzato nell’edilizia per le sue proprietà isolanti e resistenti al fuoco. Tuttavia, l’esposizione prolungata alle sue fibre è associata a gravi patologie, tra cui:

Si stima che ogni anno circa 220 persone in Nuova Zelanda muoiano per malattie correlate all’amianto.

La risposta delle autorità

Dopo la segnalazione ricevuta, l’ente nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro (WorkSafe) ha avviato controlli urgenti presso gli stabilimenti coinvolti. Due siti produttivi sono stati temporaneamente chiusi per consentire la rimozione in sicurezza dei materiali contaminati e sono stati riaperti solo dopo la certificazione da parte di esperti indipendenti.

Parallelamente, il ministero delle Imprese, dell’Innovazione e dell’Occupazione avrebbe confermato la presenza di amianto in alcune partite di materiale importato e ha avviato un’indagine in collaborazione con diversi fornitori.

Impatto sui clienti e sugli edifici

Il principale produttore nazionale ha comunicato pubblicamente l’accaduto, contattando direttamente i clienti interessati. L’azienda ha chiarito che:

  • le porte installate e in buone condizioni non presentano rischi immediati,
  • è comunque raccomandata la massima cautela in caso di interventi di manutenzione o ristrutturazione,
  • sono in corso ulteriori test su lotti precedenti e materiali in magazzino.

Cosa significa per i cittadini

Le porte antincendio o tagliafuoco sono elementi fondamentali nella sicurezza degli edifici, in quanto rallentano la propagazione delle fiamme. La scoperta dell’amianto ha introdotto una variabile di rischio legata alla salute se i materiali contaminati vengono danneggiati o lavorati senza le dovute precauzioni.

Per questo motivo, le autorità invitano chi possiede porte potenzialmente interessate a:

  • consultare gli elenchi ufficiali dei modelli coinvolti,
  • evitare interventi fai-da-te,
  • rivolgersi esclusivamente a ditte certificate nella gestione dell’amianto.