L’allarme ambientale lanciato da BBC News NI
In Irlanda del Nord, le autorità ambientali si trovano a fronteggiare una crescente preoccupazione: dal 2019 a oggi si conterebbero ben 281 episodi di abbandono illegale di rifiuti contenenti amianto. A renderlo noto è stata un’inchiesta di BBC News NI.
Amianto: un materiale pericoloso solo se disturbato
L’amianto è oggi riconosciuto come materiale ad alto rischio per l’apparato respiratorio, specialmente quando le sue fibre diventano aerodisperse. Vietato in quasi tutto il mondo, la normativa in Irlanda del Nord prevede che la sua rimozione avvenga solo tramite operatori autorizzati e lo smaltimento in apposite discariche certificate per rifiuti pericolosi.
Il quadro tracciato dall’Agenzia per l’ambiente locale
La Northern Ireland Environment Agency (NIEA) ha ribadito che i crimini ambientali legati alla gestione dei rifiuti, in particolare quelli contenenti amianto, rappresentano ancora un grave pericolo per la salute collettiva e gli ecosistemi locali. Insieme agli episodi di abbandono abusivo, dal 2014 si contano in irlanda del Nord quasi 700 decessi correlati all’esposizione all’amianto. Inoltre il sistema sanitario ha già riconosciuto risarcimenti per oltre 40 milioni di sterline a favore di chi ha sviluppato patologie asbesto correlate.
I rischi della rimozione non professionale
La pericolosità dell’amianto aumenta notevolmente quando viene manomesso. E’ quindi essenziale che ogni operazione di bonifica sia condotta da personale formato, con strumenti adeguati e secondo rigidi protocolli di sicurezza. Qualsiasi intervento improvvisato può causare contaminazione e danni irreversibili, sia per le persone coinvolte che per l’ambiente circostante.
Il caso di Belfast e le polemiche sulla gestione
Nel luglio 2025, la questione in irlanda è tornata sotto i riflettori dopo che residui di amianto sarebbero stati scoperti all’interno di un falò non autorizzato nella zona sud di Belfast, tra Donegall Road e Westlink. La successiva bonifica ha comportato la rimozione di circa 20 chilogrammi di materiale sospetto da parte degli operatori ambientali.
L’accaduto ha suscitato forte indignazione tra i residenti, molti dei quali si sono chiesti come mai la presenza di amianto non sia stata rilevata e gestita preventivamente, prima dell’accensione del rogo.
Le parole del ministro Andrew Muir
Il ministro dell’Ambiente dell’Irlanda del Nord, Andrew Muir, avrebbe preso posizione in merito, difendendo l’operato dell’Agenzia ambientale. In risposta alle critiche sollevate da alcune forze politiche, Muir ha sottolineato che è in corso un’indagine penale sulla vicenda e ha accusato i detrattori di utilizzare il caso per fini polemici.
Il commento dell’ONA: “Serve un’azione internazionale coordinata”
Anche dall’Italia arrivano parole di preoccupazione. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da anni in prima linea per la difesa delle vittime dell’amianto in Italia, ha commentato così l’accaduto:
“Lemergenza amianto non conosce confini. L’abbandono illegale, se confermato, specie in aree densamente abitate, rappresenta un pericolo immediato per la salute pubblica. Serve un’azione coordinata a livello internazionale per garantire bonifiche sicure, trasparenza nella gestione e piena tutela delle persone esposte. La prevenzione – ha aggiunto – passa anche dalla responsabilità istituzionale e dalla sensibilizzazione dei cittadini.”
Conclude poi sottolineando l’urgenza di interventi strutturali: “Troppo spesso si interviene solo dopo che il danno è stato fatto. Occorre invece agire prima, con controlli efficaci, sanzioni reali e bonifiche mirate. La lezione dell’amianto non è finita, e ogni ritardo può costare vite umane.”
Le informazioni riportate si basano su fonti pubbliche; non si intende attribuire responsabilità specifiche.



