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Mortara: incendio di rifiuti, a rischio ambiente e salute

Rifiuti Mortara
Rifiuti Mortara

Un incendio di rifiuti travolge la città di Pavia

In una terra già martoriata dall’amianto, una colonna di fumo nero causato dal rogo di rifiuti ha stravolto il panorama di questa operosa provincia italiana: una terra di vini pregiati e prodotti agricoli di ogni genere, seppur con un’incidenza altissima di casi di patologie asbesto correlate.

La città di Mortara è avvolta da questa colonna di fumo sprigionata dall’incendio di un deposito di rifiuti e non si bene di quali rifiuti.

Le parole del responsabile dello sportello amianto Fabretti

“Ancora un incendio dopo quelli della raffineria di Sannazzaro De Burgondi, il cui rischio è stato denunciata dall’ONA, anche in riferimento alla discarica di amianto che si vuole realizzare a Ferrera Erbognone (proprio attaccata alla raffineria).

In questo contesto caratterizzato già da un’alta incidenza di patologie asbesto correlate, ritengo che ci debba essere una maggiore attenzione per la salute e per l’ambiente, specialmente quando si ragiona in termini di discariche e specialmente quando si parla di amianto, come già richiesto più volte dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

È necessario un programma di green economy, che fondi la produzione e la produttività industriale sul rispetto dell’ambiente e della salute, coniugando così sviluppo e progresso”, dichiara Davide Fabretti, responsabile dello sportello amianto di Sannazzaro De Burgondi.

I sindaci di Mortara, di tutti i comuni confinanti e anche di Vigevano stanno emettendo in queste ore delle ordinanze.

La popolazione, a scopo precauzionale, è stata invitata a restare a casa, a tenere le finestre chiuse e a non raccogliere e consumare i prodotti dell’orto, almeno per il momento e in attesa di conoscere i risultati delle analisi eseguite dall’Arpa.

Analoghe disposizioni saranno dettate agli agricoltori.

Lo stesso prefetto di Pavia, Attilio Visconti, giunto sul posto dichiara “Le notizie che sto raccogliendo non sono troppo confortanti.

Lì sta bruciando di tutto, comprese gomma e plastica, e c’è il rischio che si sviluppi diossina”.

Anche il comandante dei vigili del fuoco di Pavia, Danilo Pilotti, ha spiegato: “Non si può escludere con certezza, dal momento che sta bruciando plastica, anche se non in grossi quantitativi“.

Le azioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Di fronte ad un tale possibile rischio, anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa delle vittime e dei familiari esposti ad amianto, è scesa in campo con medici, tecnici ed esperti per supportare qualsiasi richiesta che giungesse dalle popolazioni interessate.

Tutti i cittadini potranno contattare l’associazione all’indirizzo e-mail osservatorioamianto@gmail.com e la coordinatrice nazionale Sig.ra Antonella Franchi al n. 328/4648451 e il Sig. Antonio Dal Cin al n. 0773/511463.

Intanto è operativo anche l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti per fronteggiare l’emergenza rifiuti e arginare la contaminazione dei luoghi di vita e di lavoro e i danni all’ambiente e alla salute che ne conseguono.

“Montagne di scarti di ogni tipo, alte almeno dieci metri e contenenti anche gomma e plastica, sono in fiamme.

Riteniamo che i danni ambientali provocati possano essere di ampie proporzioni.

Per tali motivi si chiede una più stringente applicazione del criterio di precauzione, e quindi interventi preventivi che rimuovano alla radice il rischio di incendio”, dichiara l’Avv Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Non si muore solo di amianto, ci sono le diossine

La combustione di materiale plastico (PVC) provoca la formazione di diossine, che sono cancerogene, e provocano diversi cancri (tanto è vero che è inserita dallo IARC nel Gruppo I dei cancerogeni), come Seveso insegna.

Quindi l’Osservatorio Nazionale Amianto lancia l’allarme anche per quanto riguarda le diossine e gli effetti sulla salute umana che si sommano a quelli dell’asbesto e degli altri agenti patogeni e cancerogeni che si sono diffusi nell’ambiente in seguito all’enorme incendio.

Le diossine hanno un effetto cancerogeno ritenuto causa di linfomi e tumori ai tessuti molli data la tendenza ad accumularsi nelle cellule adipose e determinano alterazioni epatiche, neurologiche e polmonari.

Molto diffusi sono anche i rischio cutanei, determinano interferenze con il funzionamento cellulare provocando l’alterazione delle ghiandole endocrine, soprattutto tiroide, timo e ipofisi, con un’azione pre-cancerogena, con squilibrio ormonale, rischio di malformazioni genetiche fetali.

Possono causare disturbi della crescita e dello sviluppo psicomotorio e determinare sterilità e scarso sviluppo dell’apparato riproduttivo.

I rifiuti provocano il rilascio di diossine

Le diossine sono “molecole pesanti” biopersistenti e anch’esse trasportabili che però, a differenza dell’amianto, una volta depositate si legano con sostanze grasse.

I cittadini devono seguire le raccomandazioni indicate in quanto non è possibile determinare una distanza oltre la quale il rischio si annulla.

Purtroppo, non è semplice monitorare con precisione la diffusione di queste sostanze cancerogene, a causa delle turbolenze atmosferiche che progressivamente possono aver trasportato e veicolato gli inquinanti a diverse distanza dalla sorgente.

Il tenore aerodisperso di questi inquinanti andrebbe, comunque, monitorato a medio e lungo periodo.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294. L’ONA assiste i cittadini e lavoratori esposti all’amianto e ad altri cancerogeni. Chiamaci per avere la tua consulenza gratuita!

Moria di pesci: l’ONA chiede lo stato di calamità

Pesci
Pesci

Uno strano fenomeno a Rosignano, l’improvvisa moria dei pesci

Il mare è ormai malato a cusa delle sostanze tossico nocive e le conseguenze ricadono sull’intero ecosistema.

I contaminati entrati nella catena alimentare, sono poi ingeriti dall’uomo. Provocando, oltre ad una serie di malattie degenerative e neuro degenerative, anche il cancro. In sinergia con l’amianto, abbondantemente presente in quel territorio, per l’uso in modo indiscriminato. Poi ci sono i pescatori: chi mangerà più il pesce di Rosignano dopo che tuta Italia è venuta a conoscenza del fatto che i pochi esemplari rimasti in vita, una volta pescati, sono tossici?

“Non si può risolvere soltanto con il divieto di balneazione… Non c’è solo un intero settore, quello del turismo che andrà in rovina, ma anche il comparto, quello della pesca, e quindi dell’indotto della pesca e dei ristoranti che non potranno più cucinare il pescato del luogo.

Per questo motivo l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che venga dichiarato lo stato di calamità e i pescatori di Rosignano, pesantemente colpiti da questa contaminazione, siano indennizzati con la sospensione del pagamento delle tasse e con sovvenzioni.

Aspettiamo che la procura faccia piena luce sui fatti”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

Rosignano e il problema dell’inquinamento

Antonio Dal Cin e Antonella Franchi continuano a chiedere al sindaco di Rosignano di agire affinché si blocchi l’inquinamento per preservare la salute dei cittadini.

“Che fa il Sindaco di Rosignano? Vuole estendere il divieto di balneazione.

Ma piuttosto, compia il suo ruolo! Tuteli la salute con la prevenzione primaria, che presuppone di non contaminare l’ambiente. Questo io chiedo per salvare vite umane e non solo i pesci del mare”, dichiara Massimiliano Posarelli.

“Basta giocare con la salute delle persone. Non è giusto che a rimetterci siano sempre i cittadini inconsapevoli. In questo caso i pescatori; famiglie intere che vivono grazie al pescato e che adesso rischiano di non poter più continuare a lavorare”, dichiara Antonio Dal Cin, coordinatore Nazionale ONA.

Rosignano è tra le città che ha il record di patologie asbesto correlate, in particolare mesoteliomi. Noi dell’ONA preannunciamo un’istanza di giustizia alla Procura della Repubblica di Livorno. Inoltreremo anche alla Procura Generale di Firenze perché vengano identificati coloro responsabili dello sversamento”, dichiara Antonella Franchi, Coordinatore Nazionale ONA.

I numeri della strage:

Sono stati registrati dall’Osservatorio Nazionale Amianto e in ultimo confermati anche dall’Azienda Sanitaria Locale n. 25 casi di mesotelioma nel periodo dal 1993 al 2008, (e quindi un caso l’anno, già al di sopra della media nazionale tenendo conto che la città ha 15.850 abitanti, e quindi ci dovrebbe essere un caso ogni 7 anni, e tale incidenza, già 7 volte superiore alla media è divenuta ora 25 volte superiore alle media nazionale, poiché per il 2015 e il 2016 si sono verificati, come confermato anche da ASL – i casi sono ora 52 dal 1982 a tutt’oggi, e quindi si sono avuti 27 casi dal 2008 ad oggi, in media 3 casi ogni anno), e in ultimo n. 7 casi di mesotelioma per il 2015 e il 2016 (cui si aggiungono poi tutte le altre patologie asbesto correlate), e un’aumentata incidenza di cancri e di altre malattie degenerative.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Conferenza Stampa tutela previdenziale

Lotta all’amianto, il terribile killer che provoca più di 107 mila morti ogni anno, di cui almeno 6000 in Italia.

Il mesotelioma, la classica malattia causata dall’amianto (tumore sentinella), considerata la punta dell’iceberg di questa strage, era fino ad ora un cancro incurabile, una sentenza di morte.

Per questo l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno istituito il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma per assistere gratuitamente i lavoratori esposti e vittime dell’amianto, sia dal punto di vista sanitario che giuridico.

L’ONA e il suo team di professionisti

L’Associazione, da circa 10 anni, assiste tutte le vittime dell’amianto, anche grazie alla collaborazione dell’Avv Ezio Bonanni e di altri scie tra i quali il Prof. Marcello Migliore, il Prof Giancarlo Ugazio, etc etc. 

L’Avv. Ezio Bonanni, durante la conferenza stampa dal titolo “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni”, renderà note le ultime rilevazioni ONA.

L’associazione mette in evidenza un aumento dei casi di mesotelioma, che colpiscono ormai anche professori delle scuole con amianto, militari, appartenenti alle forze dell’ordine e comparto sicurezza. Sono aperte le questioni legate alla bonifica e ai risarcimenti.

Inoltre, Il 16 settembre scade il termine per le domanda di prepensionamento delle vittime malate di amianto.

Ma a tutt’oggi, nonostante si avvicini il termine, pur essendo stato emanato il decreto e il messaggio INPS ancora non è possibile presentare le domande di pensione. Anche se poi ci sarà la possibilità di andare in pensione il prossimo anno.

L’ONA ha protestato e renderà pubblico un modulo alternativo e anche un modulo per chiedere il risarcimento danni.

L’Avv. Ezio Bonanni farà il punto sulle questioni giudiziarie sul tappeto

Durante la conferenza verranno presentate le linee guida per la terapia e cura del mesotelioma e note esplicative per la tutela dei diritti (rendite e risarcimento danni).

Queste linee guida rientrano nella pubblicazione dei ‘Quaderni tematici dell’ONA’, ISBN 978-88-99182-27-4.  Nello specifico, il manuale, vuol rappresentare uno strumento di divulgazione semplice e lineare dei presidi medici, clinici e sanitari e di tutela legale e giuridica per le vittime e i familiari e per coloro che sono stati esposti ad amianto.

Nel corso della Conferenza, l’Avv. Ezio Bonanni farà il punto della situazione, e renderà pubblici  i risultati di studi scientifici internazionali.

Studi e dati che lasciano ben sperare sulla possibilità di attuare, oltre ad una prevenzione tecnica e protezione individuale, anche una prevenzione sanitaria, ben oltre la semplice sorveglianza, secondo le ultime esperienze internazionali.

Tra queste vi sono gli studi del Prof. Satoshi Ōmura, scienziato giapponese con nazionalità americana, e in Italia del Prof. Giancarlo Ugazio.

Il Dipartimento Terapia e Cura del mesotelioma si apre dunque ad esperienze internazionali, intercontinentali, oltre alla preziosa esperienza del Prof. Luciano Mutti.

Tutti possono partecipare alla Conferenza, indetta dall’Osservatorio Nazionale Amianto, avente ad oggetto: “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni”.

L’incontro, si terrà giovedì 07.09.2017, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, in Roma, presso la Sala ANIENE, Regione Lazio, via Cristoforo Colombo 212.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA e autore della pubblicazione, spiegherà come poter accedere ai servizi gratuiti dell’associazione. Inoltre, il Presidente ONA renderà pubblici gli ultimi dati epidemiologici e le ultime risultanze giurisprudenziali in materia di amianto.

Parteciperanno alla Conferenza Stampa:

  • Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
    • On. le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio;
    • On. le Francesco Figliomeni, Consigliere Comunale di Roma.
    • Modera l’incontro la Dott.ssa Fabrizia Nardecchia, ufficio stampa ONA.

Diretta streaming su https://www.facebook.com/Osservatorio-Nazionale-Amianto-TV-391812947849908/

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Presentazione del quaderno tematico ONA

Quaderno tematico
Quaderno tematico
L’Osservatorio Nazionale Amianto ha il piacere di invitarLa alla presentazione “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni”, che si terrà giovedì 07.09.2017, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, in Roma, presso la Sala ANIENE, Regione Lazio, via Cristoforo Colombo 212.

L’autore, Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, ha fortemente voluto la pubblicazione di questo quaderno tematico con l’intenzione di predisporre uno strumento con il quale le vittime ed i loro familiari possano districarsi in quella vera e propria giungla sanitaria e giudiziaria all’interno della quale si vengono a trovare coloro che sono colpiti da mesotelioma.

 Parteciperanno all’incontro:

  • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
    • On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio;
    • On.le Francesco Figliomeni, Consigliere Comunale di Roma.
  • Modera l’incontro la Dott.ssa Fabrizia Nardecchia, ufficio stampa ONA.

Per ulteriori informazioni puoi consultare anche l’apposita sezione sulle pubblicazioni ona, in cui oltre al quaderno tematico è possibile trovare tutte le pubblicazioni.

Per informazioni invece sui servizi ONA è possibile chiamare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Lavoratori esposti amianto: si ammalano anche i figli

Lavoratori esposti
Lavoratori esposti

L’Osservatorio Nazionale Amianto mette in guardia anche i familiari dei lavoratori esposti e chiede anche per loro una sorveglianza sanitaria:

Anche i familiari delle vittime dell’amianto che non hanno mai subito un’esposizione diretta con questo minerale killer possono contrarre patologie asbesto correlate”, lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto in seguito ad un’attenta e scrupolosa analisi delle segnalazioni pervenute.

L’amianto uccide da padre in figlio

Purtroppo gli stessi padri, rientrati a casa stanchi da lavoro, avevano lo stesso la forza di abbracciare e baciare le loro mogli e i loro figli, totalmente inconsapevoli del fatto che le loro tute da lavoro erano impregnate da fibre di amianto che sono state, quindi, riportate anche negli ambienti famigliari”.

Queste le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA Onlus).

Sarebbe necessario attivare anche per loro un protocollo di sorveglianza sanitaria, per cercare di prevenire quello che purtroppo per i loro padri non è stato possibile fare. Non si può sempre aspettare che il danno venga compiuto, bisogna prevenire”.

L’ONA ha riscontrato molti casi di mogli e figli di lavoratori esposti o ex lavoratori esposti. Questo anche se le vittime non hanno mai avuto alcun tipo di contatto diretto con l’amianto. Si sono ugualmente ammalati e, alcuni di loro, purtroppo sono deceduti.

I riferimenti alla letteratura scientifica

L’Avv. Ezio Bonanni fa riferimento alla letteratura scientifica.

Così la monografia IARC:

At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur”, che corrisponde alla traduzione:

Al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro”.

Inoltre, il Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978, in ordine all’esposizione a basse dosi, ha precisato: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” (Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162).

Quindi, egli afferma che una dose “straordinariamente piccola” di fibre di amianto, può costituire la scintilla che porta al mesotelioma, ovvero la c.d. trigger dose. Proprio per questo è necessario che le istituzioni intervengano per fermare questa carneficina.

Amianto in Italia e nel mondo: una minaccia ancora presente

Ricordiamo che l’amianto è ovunque. Dagli edifici pubblici a quelli privati, dagli ospedali alle tubature degli acquedotti. Ma, soprattutto, ad oggi, sono ancora 2.400 le scuole che pongono a rischio circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non docenti.

In Italia sono oltre 6.000, e 107.000 nel mondo, i decessi per via delle diverse patologie che l’amianto provoca. Neoplasie come mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio. Patologie infiammatorie come asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici ed, infine, anche complicazioni cardio-vascolari.

Il grido di Antonio Dal Cin, Coordinatore nazionale ONA

E’ arrivato il momento di fermare questa strage”, grida a gran voce Antonio Dal Cin, Coordinatore Nazionale ONA, “Basta giocare con la vita delle persone. È arrivato il momento che anche le vittime dell’amianto, equiparate alle vittime del terrorismo, ricevano la giusta attenzione e assistenza.

Io, malato di asbestosi, da anni mi faccio portavoce di tutti coloro che, a causa dell’esposizione all’amianto, sono costretti a vivere una vita sapendo che la loro aspettativa sarà nettamente inferiore rispetto alla norma e, al tempo stesso, limitante. Chi si trova nella nostra condizione comincia a morire giorno per giorno, una volta scoperta l’infausta diagnosi”.