22 C
Rome
sabato, Settembre 12, 2026
Home Blog Page 539

Caserta: tracce di amianto nelle discariche sequestrate

Bonifica amianto
Divieto abbandono rifiuti

Ancora discariche abusive e ancora rischio amianto

Una situazione drammatica quella che stanno vivendo i cittadini di Mondragone, dopo la scoperta e il sequestro di tre aree adibite a discariche abusive di rifiuti speciali e pericolosi.

Oltre ad elettrodomestici e pezzi di carrozzeria, nei terreni sequestrati ci sono anche tracce di amianto derivanti sia dalla frantumazione che dalla combustione di natura dolosa di fibrille che disperse nell’ambiente, per azione degli agenti atmosferici, possono causare gravi danni alla salute.

“Se così fosse i cittadini sono a rischio, così come le fiamme gialle e le forze dell’ordine che sono stati sul posto. L’ONA chiede che venga predisposto un protocollo di sorveglianza sanitaria per tutti coloro esposti all’amianto e che le istituzioni si attivino affinché la zona e tutti le persone siano al sicuro”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Evitare possibili rischi alla salute

Si consiglia, inoltre, in forma precauzionale, di prendere atto di una serie di suggerimenti per evitare possibili rischi per la salute, come l’uso di mascherine ed evitare di recarsi nelle vicinanze delle discariche in questione.

Intanto, si resta in attesa d conoscere l’esatta quantificazione e catalogazione dei rifiuti sottoposti a sequestro e presenti nell’area oggetto dell’indagine, nonché al fine di individuare i responsabili di un siffatto scempio ambientale.

Per ulteriori informazioni visita l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, oppure, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto: ONA Sicilia soddisfatta per bonifica a Siracusa

Baracca pericolante Siracusa, bonifica
Baracca pericolante Siracusa

Bonifica amianto: soddisfazione dell’ONA Sicilia

L’amianto, infatti, è dannoso e pericoloso per la salute umana. Non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla. L’unico strumento di tutela della salute è quello della prevenzione primaria. In questo modo si evita l’esposizione e, quindi, il danno da amianto. Queste tesi, originariamente sostenute solo dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’ONA, hanno trovato autorevole sostegno anche nel Consensus di Helsinki, nella sua revisione del 2014.

Già nel 2012, nell’ultima monografia IARC, si è concluso che: esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo”.

Anche poche fibre possono determinare l’insorgenza del mesotelioma. Questo cancro che colpisce le sierose ha un esito infausto. E’ una malattia asbesto-correlata, monofattoriale e dose-dipendente e, quindi, il rischio è in proporzione all’entità dell’esposizione per l’intensità e durata.

In alcuni casi, però, anche esposizioni molto basse a fibre di asbesto, possono provocare questa neoplasia. Per questo motivo, è preferibile evitare qualsiasi esposizione anche quelle di c.d. bassa dose.

Un obiettivo importante per l’ONA e il suo Presidente

Si tratta dell’obiettivo che l’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente, l’avv. Ezio Bonanni, persegue ormai da anni e che rappresenta la base dell’impegno costante e giornaliero dei tanti suoi associati e coordinatori.

“E’ solo una goccia nel mare. Occorre bonificare, bonificare e bonificare per sconfiggere mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari. Occorrono anche gli incentivi per la bonifica attraverso bonus, detrazioni fiscali e prepensionamenti per i lavoratori esposti ad amianto”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni

Soddisfazione per la bonifica dell’amianto a Siracusa

Esprimiamo soddisfazione per la notizia, appresa stamattina, dell’avvenuta rimozione e bonifica della tettoia in eternit collocata su di una baracca pericolante, situata a Siracusa, in pieno centro città. Dopo varie segnalazioni e denunce, fatte dall’Osservatorio Nazionale Amianto, nonché da privati cittadini, sia sui social che sui mezzi di informazione, locali e non, finalmente oggi si è provveduto all’eliminazione di quello che rappresentava comunque un problema per la salute dei cittadini.

“L’Amministrazione comunale si è mossa nella direzione del rispetto e dell’applicazione di leggi non solo regionali e locali, ma anche sovranazionali, che vietano la produzione e l’utilizzo di amianto e ne impongono la completa eliminazione”, dichiara Carmen Perricone, Corrispondente ONA Sicilia.

Tutela legale rischio amianto ambientale

Anche in caso di esposizione ambientale, l’ONA interviene con la tutela legale. Il pool di legali, guidato dall’Avv. Ezio Bonanni, assicura un elevato standard di assistenza legale vittime amianto. In ogni caso è attivo lo sportello online e il numero verde.

In Sicilia sono operativi diversi sportelli. Ci si può rivolgere al coordinatore regionale, Calogero Vicario, presso la sede di Priolo Gargallo (sportello amianto ONA Priolo Gargallo).

Cremona: amianto in via San Sebastiano

Cremona
Cremona

Secondo quanto riportato dalla testata CremonaOggi, è stata confermata la presenza di amianto sui tetti del caseggiato di via San Sebastiano, a due passi dall’Ats e dall’oratorio.

Parola ad Ivano Bonoldi, coordinatore ONA Cremona

A dirlo è il vice coordinatore di Ona Cremona, Ivano Bonoldi, che tre mesi fa aveva fatto una richiesta di accesso agli atti per conoscere l’esito dell’esposto presentato il 21 dicembre 2016.

“In via San Sebastiano è stata riconosciuta una presenza di amianto con indice di degrado pari a 44 (e quindi molto alto)” evidenzia Bonoldi. “Peraltro quest’area era già stata oggetto di altri esposti, tanto che il responsabile dovrà procedere alla bonifica amianto entro l’8 giugno del 2018 e nel mentre dovrà essere continuamente monitorato lo stato di degrado”.

Sempre nella risposta alla richiesta di accesso agli atti, il Comune di Cremona cita anche altri due siti: uno in via Mantova (la copertura di un’azienda agricola), e l’altro in via Bissolati (ex Caserma Manfredini). In quest’ultimi due “si sta procedendo gradualmente perché lo stato di degrado non è così avanzato” evidenzia Bonoldi, “seppure anche la situazione di via Mantova era già stata oggetto di altri esposti tanto che vi è un procedimento aperto da parte dell’ufficio ecologia”.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione al link.

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Per ulteriori informazioni consulta l’apposita sezione, dedicata allo Sportello Nazionale Amianto. Oppure, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

In Friuli Venezia Giulia contributi per la rimozione amianto

Amianto
Amianto

Contributi per lo smaltimento amianto, come richiederli

Pubblicato il Regolamento regionale che disciplina termini e modalità per richiedere contributi alla rimozione e smaltimento dell’amianto.

Il suddetto regolamento coinvolge la bonifica degli edifici di proprietà di imprese di ogni dimensione.

Friuli Venezia Giulia
NEWS ONA GUARDIA NAZIONALE

L’amianto, conosciuto anche come ‘fibra-killer’, in virtù della sua caratteristica di rilasciare nell’aria fibre altamente pericolose per la salute.

Si comprende dunque l’importanza di tempestivi interventi volti a rimuovere tale sostanza dal territorio, visto il largo utilizzo che di essa è stato fatto in vari campi, tra cui anche quello edilizio.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha recentemente approvato il Regolamento per la concessione dei contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà di imprese, con l’obiettivo di estirpare la presenza dell’amianto da ogni insediamento d’impresa, dalla più piccola alla più grande, sito nel territorio regionale.

A chi si rivolgono i contributi rimozione dell’amianto?

Possono richiedere i contributi per la rimozione dell’amianto:

Non possono beneficiare dei contributi le imprese in stato di scioglimento o liquidazione, le imprese destinatarie di sanzioni interdittive, aziende che gestiscono servizi pubblici locali e le imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza del lavoro.

Di cosa trattano i contributi per la rimozione dell’amianto?

I contributi previsti dal Regolamento qui delineato mirano a finanziare gli interventi, da realizzare successivamente alla presentazione della domanda, relativi alla rimozione e smaltimento dell’amianto da edifici, sede legale o unità operative, situati sul territorio regionale, di proprietà dell’impresa beneficiaria.

In particolare, sono ammissibili a contributo le seguenti spese:

  • rimozione, trasporto e smaltimento dei materiali contenenti amianto, comprese quelle inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza;
  • analisi di laboratorio;
  • redazione del piano di lavoro previsto dalla legge;
  • attività di certificazione per l’importo massimo di 500 euro.

Le spese relative alla sostituzione del materiale rimosso, ad interventi di incapsulamento o confinamento dei materiali con presenza di amianto rimarranno a carico dell’impresa beneficiaria.

Qual è l’entità del contributo erogabile?

L’intensità del contributo erogabile ammonta alle seguenti percentuali calcolate sulla spesa riconosciuta ammissibile:

  1. per le micro-imprese, 50% (contributo massimo 15 mila euro);
  2. piccole e medie imprese, 40% (contributo massimo 30 mila euro);
  3. per le grandi imprese, 30% (contributo massimo 40 mila euro).

La graduatoria prevede che sia data priorità alle domande che hanno per oggetto la rimozione e lo smaltimento di amianto friabile.

Il beneficiario, a pena di decadenza dal contributo, entro 2 anni dalla concessione del contributo, sarà tenuto a presentare la documentazione di rendicontazione (dettagliatamente indicata nel Regolamento).

Il contributo verrà infatti erogato entro 90 giorni dall’invio della documentazione stessa.

Come ottenere i contributi per la rimozione dell’amianto?

La domanda di contributo deve essere presentata a mezzo posta elettronica certificata (ambiente@certregione.fvg.it) al Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia entro il 2 ottobre 2017, utilizzando esclusivamente il modello di cui all’allegato A al presente regolamento e disponibile sul sito internet della Regione.

A regime, dai prossimi anni, le domande andranno inoltrate dal 1 al 28 febbraio.

Prevenire le conseguenze dell’esposizione all’amianto è ancor oggi un impegno fondamentale per la salute dei cittadini e richiede azioni tempestive e definitive del problema.

È certamente un costo, che tuttavia la Regione Friuli ti aiuta a sopportare; consulta un professionista ed inoltra la tua domanda di contributi.

Approfondisci il Regolamento per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto dalle imprese e per ulteriori informazioni visita il link della seguente pagina oppure, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto a Lecco: interviene l’ONA

Amianto
Amianto

Lecco: Quasi 3 milioni di metri quadrati di amianto da eliminare

Continua l’allarme amianto a Lecco, secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato su Lecco Today. E’ passato più di un mese da quando parte del tetto in amianto dell’ex Vellutificio Radaelli sono crollate, spaventando i residenti della zona. Da allora, non si è mossa una foglia: nessun intervento di messa in sicurezza, ne di bonifica dell’area. E i pericoli per la salute sono elevatissimi. Per questo gli abitanti del quartiere Rancio hanno raccolto 95 firme per consegnarle al Comune e all’Ats (ex Asl) perchè “preoccupati per la situazione di mancata sicurezza e di rischio per la salute che si è venuta a creare”. In attesa di bonifica anche la ex-Leuci.

A lanciare l’allarme non sono soltanto i cittadini, ma anche l’Osservatorio Nazionale Amianto. “La città di Lecco, zona fortemente industriale, vanta il triste primato di un tasso di mortalità per mesotelioma particolarmente elevato: 26,6 ammalati per milione di abitanti, si registrano 130 casi di cancro imputabili alle fibre di amianto negli ultimi 13 anni. Nella provincia lombarda, sono ancora 71.749 i metri cubi di coperture di eternit da rimuovere; un equivalente di 2 milioni e 600 mila metri quadrati”, scrive in una nota l’Ona. Dati che non fanno promettere bene, considerando che secondo l’osservatorio “il picco di decessi per patologie asbesto correlate è previsto entro il 2020”.

Nella regione Lombardia, invece, i casi sospetti di mesotelioma, dal 200 al 2013, sono stati 8415, di cui 4225 accertati dal RENAM regionale.

Anche i dati nazionali e mondiali continuano ad aumentare. Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

“Tra gli obiettivi principali dell’Osservatorio Nazionale Amianto vi è, infatti, quello della prevenzioneche si distingue in: primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione), che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Per ulteriori informazioni visita l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.