22.6 C
Rome
sabato, Settembre 12, 2026
Home Blog Page 535

Amianto navi Marina Militare: 600 morti

Navi Amianto Vittorio Veneto
Navi Amianto

Sono 600 i morti imbarcati: spaccavamo i tubi di asbesto

Libro Navi Amianto
Libro Navi Amianto

Come raccontano nel libro “Navi di amiantoLino Lava e Giuseppe Pietrobelli, secondo l’ultimo report del Registro Nazionale dei Mesoteliomi «L’Italia è attualmente uno dei Paesi al mondo maggiormente colpiti dall’epidemia di malattie amianto correlate. Tale condizione è la conseguenza di utilizzi che sono quantificabili a partire dal dato di 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo prodotto nazionalmente nel periodo dal 1945 al 1992 e 1.900.885 tonnellate di amianto grezzo importato nella stessa finestra temporale». Totale: oltre cinque milioni e mezzo di tonnellate prodotte, importate e piazzate anche sulle navi militari.

La battaglia persa della Marina Militare Italiana non si è combattuta in mare. Protagonisti sono stati le sale macchine, i dormitori e le sale mensa delle navi, i sommergibili, gli Arsenali di La Spezia, Taranto e Augusta. La battaglia persa, che dura da decenni, non è ancora conclusa. Non ha avuto come avversaria una flotta pronta a invadere le nostre coste, ma un nemico invisibile, l’amianto, che ha causato centinaia di morti.

La presenza di amianto nelle navi militari

È dal 1992 che il minerale è stato messo al bando da una legge dello Stato. Eppure le navi hanno continuato a restare in servizio, a navigare con i loro equipaggi e con il loro carico letale. E ancora oggi, un quarto di secolo dopo, i marinai e gli ufficiali continuano ad ammalarsi. Sono vittime del mesotelioma o di altre forme di tumore causate dall’inalazione delle terribili fibre che possono restare latenti anche per decenni. E le bonifiche a bordo si pianificarono solo dal 2008. Per questo non si sono ancora concluse, nonostante il Ministero della Difesa assicuri che non c’è pericolo. L’amianto è tutto rimosso o è stato messo in sicurezza dalla metà degli anni Novanta.

“Mai saputo niente?” “Mai”, è stata la risposta corale delle massime autorità in divisa. «Sono certo di non avere mai ricevuto alcuna direttiva in merito ai pericoli relativi alla presenza dell’amianto», mette a verbale in Procura a Padova l’ammiraglio Mario Host.

Amianto navi: un libro rivela l’accaduto

Lino Lava e Giuseppe Pietrobelli sono da una vita giornalisti a “Il Gazzettino”: il primo cronista giudiziario di lungo corso, il secondo inviato speciale. Il loro libro non è solo la ricostruzione di un’istruttoria che ha messo sotto accusa i vertici della Marina Militare. È anche un viaggio nel ventre delle navi con l’amianto. Ed è il racconto di tante storie di bravi ragazzi che hanno dato i loro anni migliori e la loro vita professionale alla Marina.

Sono stati colpiti da un male che non perdona. Ma non riescono a ottenere giustizia perché gli ammiragli sono finora usciti indenni dalle aule giudiziarie. Inoltre lo Stato non riconosce risarcimenti e pensioni privilegiate.

Amianto navi Marina Militare: ultimi aggiornamenti

Recentemente, grazie all’impegno dell’ONA e del suo presidente, l’Avvocato Bonanni, molte sono state le condanne per aver messo a rischio la salute degli appartenenti alla Marina Militare.

Per esempio il Tribunale di Grosseto ha condannato i ministeri della Difesa e dell’Interno a risarcire la vedova del nocchiere Antonio Ballini. È deceduto per mesotelioma per l’esposizione alla fibra killer nelle unità navali della Marina Militare Italiana.

Il 22 giugno, invece, è la Corte di Appello di Venezia a ribaltare la sentenza di assoluzione del Tribunale di Padova nel processo Marina bis. In questa occasione sono quattro i responsabili della Marina militare condannati per 6 marinai morti a causa dell’amianto.

Infine il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso presentato dall’Avvocato Ezio Bonanni per gli eredi di Luciano Calaci. L’uomo, furiere e segretario della Marina tra il 1964 e il 1966, ha prestato servizio su due navi ed è stato a contatto con l’asbesto presente in ogni locale delle imbarcazioni. Nel 2015 purtroppo è morto per un mesotelioma.

Richiedi la consulenza gratuita dell’ONA

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’Osservatorio Nazionale Amianto e richiedere l’assistenza gratuita. Si può chiamare il numero verde 800 034 294 o compilare il form.

Numero ONA Amianto navi
Whatsapp ONA Amianto navi

    Bonifiche amianto e credito d’imposta

    Bonifiche Amianto
    Bonifiche Amianto

    Bonifiche amianto: via libera al credito d’imposta

    È «6877» il codice tributo per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta del 50% per i costi sostenuti dai titolari di reddito d’impresa, nel corso del 2016, per interventi e bonifiche dall’amianto su beni e strutture produttive situati in Italia. A istituirlo è stata la risoluzione 109/E/2017.

    L’agevolazione è fruibile in tre rate annuali (a partire da quest’anno) ed è stata prevista dalla legge sulla green economy (legge 221/2015, articolo 56).

    Mentre le modalità attuative sono state fissate dal decreto interministeriale dell’Ambiente di concerto dell’Economia del 15 giugno 2016.

    Nella compilazione del modello F24 (da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia), il codice tributo «6877» deve essere riportato nella sezione «Erario», in corrispondenza delle somme indicate nella colonna «importi a credito compensati», oppure, nel caso in cui si debba procedere alla restituzione dell’agevolazione, nella colonna «importi a debito versati».

    Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

    Le attività del comitato ONA in difesa del mare

    Boom di Mesoteliomi
    Boom di Mesoteliomi

    Rosignano, una delle principali città con più mesoteliomi

    Nella città di Rosignano risulta certificata una maggiore incidenza di casi di mesoteliomi (anche dalla ASL) e di patologie asbesto correlate (dall’ONA) e, dopo la moria di pesci che si è verificata il 29 agosto u.s., sono tutti d’accordo che occorre un comitato civico per la difesa del mare per evitare continui sversamenti di agenti tossico-nocivi che poi entrano anche nella catena alimentare.

    Questo è il rischio che è stato sollevato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che chiede che il Sindaco di Rosignano e la ASL competente si attivino per evitare che continuino, ovvero si verifichino nuovi casi di sversamenti di sostanze tossiche e nocive nel mare, con pregiudizio della flora e della fauna e che si applichi il principio di precauzione.

    Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

    • verifica dei livelli di inquinamento di agenti tossico-nocivi e cancerogeni nell’aria della città di Rosignano, con numerose centraline che tengano conto dei venti prevalenti;
    • verifica dei livelli epidemiologici di tutti i cancri tra gli abitanti di Rosignano Solvay, con particolare attenzione per i casi di mesotelioma e altre patologie asbesto correlate;
    • verifica epidemiologica circa i casi di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno lavorato nello stabilimento Solvay di Rosignano, in particolare nel reparto calderai;
    • verifica di eventuali agenti inquinanti presenti nelle c.d. spiagge bianche e nel tratto di mare antistante;

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha organizzato per sabato 7 ottobre, alle ore 16, una assemblea pubblica che si svolgerà nella città di Rosignano Solvay nella sede ONA (presso il Centro Rodari, in Via della Costituzione), alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

    Sarà presente l’Avv. Ezio Bonanni, il quale osserverà le ragioni per le quali l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che il sindaco del Comune di Rosignano e della ASL competente si attivino per le rilevazioni epidemiologiche e per ogni altro profilo e richiesta così come formulata.

    Sversamento in mare di sostanze inquinanti

    Inoltre, l’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile nel procedimento penale qualora il Sig. Procuratore della Repubblica di Livorno ritenga che nello sversamento in mare delle sostanze inquinanti che ha determinato la moria di pesci siano configurabili ipotesi di reato per le quali egli, in sua equità e giustizia, ritenga di attivare l’azione penale.

    «Ci chiediamo che senso ha inquinare, inquinare ed inquinare, distruggere il mare, la flora, la fauna, contaminare i territori, gli alimenti, uccidere con le fibre di amianto. Ci auguriamo che le vittime delle patologie asbesto correlate abbiano giustizia e che vengano individuate eventuali responsabilità penali a fronte delle quali l’associazione possa costituirsi parte civile a sostegno della pubblica accusa» dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    La sede dell’Osservatorio Nazionale Amianto è operativa nella città di Rosignano fin dal 2009 e ha permesso di portare alla luce una vera e propria epidemia di casi di mesotelioma nella città tirrenica e con essi anche di altre patologie asbesto correlate.

    Ora anche la ASL ha riconosciuto che c’è una più alta incidenza di queste patologie e ha attivato la sorveglianza sanitaria, misura vista con favore dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

    Boom di casi di mesotelioma a Rosignano

    Secondo quanto riportato nel Quaderno del Ministero della Salute (n.15 maggio-giugno 2012) sono 25 i casi di mesoteliomi registrati a Rosignano, dal 1993 al 2008.

    Secondo le segnalazioni pervenute all’Osservatorio sono 7 i nuovi casi di mesotelioma negli ultimi 2 anni, nella sola città di Rosignano.

    Dati che poi sono stati confermati dalla ASL competente. L’incidenza del mesotelioma su base nazionale è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti: quindi, avendo Rosignano 15.850 abitanti, ne discende che si dovrebbe avere un’incidenza di un caso ogni 7 anni, e invece abbiamo 7 casi in 2 anni: una media superiore a 30 volte quella nazionale.

    Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294. L’ONA assiste tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni. Grazie all’assistenza dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni è possibile ottenere la tutela dei diritti. Le vittime hanno diritto al risarcimento del danno, oltre che alle prestazioni di vittima del dovere. 

    Piombino, l’ONA propone il suo programma per i lavoratori

    Fibra Amianto, Latina, Bonifica
    Fibra Amianto

    L’Osservatorio Nazionale Amianto rende pubblici i dati sul mesotelioma, riferiti alla Provincia di Livorno, che comprendono anche i dati relativi al mesotelioma di Piombino, oltre che di Rosignano, e tali dati sono risultati allarmanti: 441, pari al 23,8% del numero complessivo dei casi della Toscana a fronte di una popolazione di circa 160.000 abitanti, che rappresenta circa il 4%.

    E’ stato evidenziato come la città di Piombino figuri tra i primi posti per numeri di mesoteliomi nel quaderno del Ministero della Salute n. 15 (maggio/giugno 2012), che riporta n. 22 casi di mesotelioma, che è soltanto la punta dell’iceberg, perché debbono essere considerate anche le seguenti ulteriori patologie asbesto correlate: mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

    Censimento delle patologie asbesto correlate

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha in corso il censimento delle diverse patologie asbesto-correlate attraverso la piattaforma digitale ONA REPAC, strumento che permette di avere un quadro complessivo completo riferito a tutte le patologie asbesto correlate e non già circoscritto ai soli casi di mesotelioma, che sono gli unici censiti dal sistema pubblico.

    «L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già chiesto, chiede e chiederà, che tutti i lavoratori esposti ad amianto ottengano il riconoscimento dei benefici contributivi. Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

     Le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto

    – necessità di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti e vittime dell’amianto;

    – prepensionamento di tutti i lavoratori esposti ad amianto;

    – risarcimento dei danni.

    Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

    Argentario, tutele per gli esposti e le vittime dell’amianto

    Amianto Argentario
    Amianto Argentario

    L’Argentario di amianto. Strage di lavoratori e nuovi casi di patologie asbesto correlate in provincia di Grosseto e nell’Argentario. Recenti diagnosi di nuovi casi di mesotelioma e cancri polmonari.

    Sembra un bollettino di guerra, eppure non ci sono siti industriali con amianto presso l’Argentario, però l’epidemia è dovuta alle attività che questi lavoratori hanno svolto nelle centrali del campo geotermoelettrico di Larderello e del Monte Amiata, nelle attività di servizio nella Marina Militare e nell’Aeronautica Militare e nella Lucchini di Piombino.

    Lavoratori che quindi tornavano in provincia di Grosseto dopo aver svolto la loro attività nei siti in altre province limitrofe e comunque città limitrofe a quella di Porto Santo Stefano.

    “Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo. La presenza di numerose vittime e familiari ci responsabilizza a dover proseguire e rende più efficace la nostra azione”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    Per questi motivi verranno create due nuove sedi dell’Osservatorio Nazionale Amianto, una a Grosseto e una proprio a Porto Santo Stefano.

    La strage di mesoteliomi in Toscana

    La Regione Toscana, rispetto al numero di mesoteliomi censiti in Italia dal 1993 al 2012 (21.463), ha fatto registrare all’INAIL / ReNaM, n. 1.311 (6,1%), pari quindi alla media nazionale, e tenendo conto che in alcune province della Toscana (come per esempio Siena, etc.) l’incidenza è più bassa di quella nazionale. Si deve concludere che l’incidenza della provincia di Arezzo, superiore alla media nazionale, è comunque eccessiva, se si tiene conto dell’assenza di siti di una certa importanza in cui si è manipolato amianto. I dati aggiornati sono nel VII Rapporto ReNaM.

    Eppure esiste anche in provincia Grosseto l’emergenza di amianto perché anche riferito alla media nazionale il trend è in salita.

    Il trend in salita è dovuto alle esposizioni in Marina Militare, nel comparto Sicurezza (Guardia di Finanza, attività delle dogane, etc.) e nelle centrali geotermoelettriche, da quelle di Larderello a quelle del Monte Amiata.

    Le proposte di assistenza dell’ONA:

    – necessità di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti e vittime dell’amianto;

    – prepensionamento di tutti i lavoratori esposti ad amianto;

    – risarcimento dei danni.

    Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.