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EcoX di Pomezia: risultati dei campionamenti del rogo

ONA
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L’ONA è accanto ai cittadini di Pomezia

Ad oltre un mese dall’incendio, l’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue la sua azione per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Secondo quanto richiesto anche dai cittadini della città di Pomezia e dell’intero hinterland.

Prima di procedere ad esami tecnico strumentali, anche nella sede dell’incendio, e quindi per un’interlocuzione franca con l’Autorità Giudiziaria. Oggi, 06.06.2017, una delegazione dell’ONA si è incontrata con il Sostituto Procuratore della Repubblica di Velletri, Dott. Luigi Paoletti, titolare delle indagini, che ha già nominato il perito per una dettagliata ricostruzione dei fatti e per perseguire penalmente i responsabili.

L’Osservatorio Nazionale Amianto nel ribadire la fiducia nell’azione dell’Autorità Giudiziaria e di quella inquirente in particolare, ha chiesto l’autorizzazione a poter attingere dei campioni di acqua, aria e suolo, anche nel cratere dell’incendio. Per poter poi elaborare tecnicamente un ulteriore decalogo per preservare la salute dei cittadini rispetto alla possibilità di presenza di diversi contaminanti, tra i quali l’amianto.

La dichiarazione dell’Avvocato Bonanni

Il Sostituto Procuratore della Repubblica ha anticipato che autorizzerà tale richiesta, che permetterà l’esecuzione delle verifiche tecniche da parte dei dipartimenti ONA, che costituiranno la base attraverso la quale l’associazione assisterà i cittadini vittime, che si costituiranno parte civile nel procedimento (n. 3482/2017 RG NR).

“Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’incontro. Lo stesso PM ci ha garantito che già dai primi giorni del mese di luglio si terrà un nuovo incontro per fare un punto della situazione. Siamo stati autorizzati, inoltre, a procedere per effettuare autonomamente rilievi e campionamenti. Il tutto dopo l’incontro di luglio per evitare di intralciare le forze dell’ordine che attualmente stanno procedendo ad effettuare le analisi per loro conto. Come ONA sarà nostra premura continuare a tenere aggiornati tutti i cittadini e a fare chiarezza sulla vicenda, in modo da assumere le iniziative necessarie a tutela della salute”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA tutela la salute dei cittadini

“L’ONA intende tutelare prima di tutto la salute dei cittadini. Poi si penserà al risarcimento dei danni cui dovrà provvedere prima di tutto lo Stato, oppure gli Enti che, deputati per la tutela della salute, hanno omesso ogni intervento preventivo pur nell’avvenuta segnalazione del rischio. Per questo, superata la fase di emergenza, continueremo a collaborare con il PM per l’accertamento della verità e con tutte le istituzioni, ma al tempo stesso daremo supporto ai cittadini per avere il risarcimento dei danni. Ora occorre bonificare sia il residuo, sia gli altri siti contaminati, per evitare altri rischi e altre esposizioni, e poi fare uno screening per coloro che siano ritenuti esposti a contaminanti, e per le imprese, specialmente quelle agricole, ottenere una detassazione, ovvero il sostegno necessario per evitare lo stato di crisi”, conclude l’Avv. Ezio Bonanni.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, hanno delegato l’Avv. Riccardo Brigazzi alla interlocuzione diretta con il PM, e oggi, era presente anche una delegazione di cittadini, organizzata nel Comitato ONA Pomezia.

Il Sig. Silviano Sanguigni, del Comitato ONA Pomezia, presente all’incontro con il PM, ha dichiarato “Come cittadino di Pomezia e come aderente ad ONA, sono molto confortato dalle dichiarazioni rilasciate durante l’incontro e dall’interesse manifestato. Come cittadino e padre mi sento rincuorato. Un ringraziamento mi sento di doverlo rivolgere all’Osservatorio Nazionale Amianto in quanto è l’unico ente che si è reso disponibile sin dal primo momento e che non ci ha mai lasciato da soli. Anche oggi, grazie a loro, noi cittadini siamo stati nuovamente coinvolti in questa importante e trasparente mediazione”, dichiara Silviano Sanguigni, presente oggi a Velletri.

EcoX di Pomezia: l’ONA al fianco dei cittadini dopo il rogo

Rogo Pomezia
Rogo Pomezia

I cittadini, che nel frattempo si sono riuniti in un comitato ancora aperto a nuove adesioni, incontrano il Pubblico Ministero. Incaricato di condurre le indagini (Dott. Paoletti Luigi), nel frattempo delegato dal Procuratore Capo, comunque titolare delle medesime indagini.

L’Osservatorio Nazionale Amianto intende sostenere, consigliare, aiutare ed assistere i cittadini. In relazione ad eventuali condizioni di rischio che dovessero emergere ulteriormente, in seguito al tremendo rogo dell’Eco X.

Le richieste dell’ONA per i cittadini di Pomezia

Già lo scorso 20.05.2017, nel corso di un’affollata assemblea alla quale hanno partecipato più di 500 cittadini, sono state fatte delle precise richieste all’Osservatorio Nazionale Amianto. Il quale, per poter rispondere ai cittadini, necessita di avere prima di tutto un’interlocuzione con la Procura della Repubblica.

Sono molti i cittadini preoccupati per l’aria che respirano, l’acqua che bevono e il cibo che mangiano. È necessario comprendere, proprio attraverso un confronto costruttivo con l’autorità procedente, l’effettivo livello di contaminazione con dati che solo l’autorità inquirente può conoscere.

L’Osservatorio Nazionale Amianto si rende disponibile a collaborare con la Procura della Repubblica di Velletri ed in ogni caso anche a tranquillizzare i cittadini e ad evitare altri rischi di contaminazione in relazione ad altri siti con presenza di amianto e altri agenti patogeni e cancerogeni.

Per tali motivi, l’Osservatorio Nazionale Amianto, la cui delegazione sarà guidata dall’Avv. Ezio Bonanni e sarà composta anche dall’Avv. Riccardo Brigazzi, che ha già ricevuto incarico per formalizzare la costituzione quale parte offesa per conto dell’associazione, domani, martedì 6 giugno, alle ore 10.30, chiederà al Procuratore della Repubblica di Velletri l’autorizzazione ad attingere a campionamenti di aria, acqua e terreno, all’interno dell’area dell’EcoX, per verificare se sussistono altri contaminanti e soprattutto eventuali fibre di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiederà anche di specificare se e quali iniziative sono già intraprese. Per verificare la presenza di amianto e/o altre sostanze nell’aria, acqua e terreno.

Delegazione aperta a tutti i cittadini che vorranno prendervi parte

L’Avv. Ezio Bonanni chiedere al sostituto procuratore della Repubblica di ammettere la partecipazione di una delegazione con presenza di cittadini. In ogni caso, l’Avv. Ezio Bonanni chiederà alla Procura della Repubblica che il sito venga confiscato e avviata l’immediata bonifica, utilizzando il liquido incapsulante (da gettare sui materiali contenenti amianto), il confinamento dinamico dell’intera area e procedere all’immediata rimozione dei residui della combustione.

In questo modo, si eviterà il rischio di dispersione di fibre di amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile nel caso in cui la Procura della Repubblica avviasse l’azione penale.

«Intendiamo assistere i cittadini, formalizzando anche una richiesta di autorizzazione alla citazione quali responsabili civili ai fini del risarcimento dei danni al Comune di Pomezia, della ASL Roma 6, della Regione Lazio e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Studieremo anche la possibilità di un’azione collettiva risarcitoria a carico del Comune di Pomezia e degli altri enti pubblici che non sono intervenuti tempestivamente quando i cittadini lo hanno segnalato, ben 6 mesi prima del tragico rogo» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Nel frattempo sul territorio vigilerà il Comitato ONA di Pomezia che sta preparando una mappa dei siti contaminati nella città di Pomezia, in modo tale da insistere per la loro bonifica ed evitare così per il futuro altre situazioni di rischio come un rogo o incendi, e preservare la salute dei cittadini.

Motivazione shock della Corte di Appello di Roma

Corte di Appello
Corte di Appello

La Corte di Appello di Roma, a distanza di due giorni, motiva la condanna dell’INAIL. Ribalta il giudizio di primo grado, con una motivazione shock. L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA e legale dei familiari della vittima, dimostra che “dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”.

L’INAIL ha negato a C.L., operaio di Priolo Gargallo, poi trasferito a Roma, il riconoscimento della rendita per malattia professionale, e, difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva fatto causa all’INAIL, che resisteva, e nel frattempo è deceduto il 15.07.2015, mentre il giudizio di primo grado era ancora in corso. Il Tribunale aveva accolto le tesi dell’INAIL e rigettato anche la domanda giudiziale.

Corte di Appello di Roma ribalta la sentenza

«La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado. Condanna l’INAIL, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo. Afferma il rischio amianto anche per gli abitanti della zona. Questa sentenza quindi impone l’applicazione della Legge Regionale Siciliana in materia di amianto, ragione per la quale, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, rinnovo l’appello al Presidente On.le Crocetta. Gli ricordo ancora che è urgentissima l’istituzione della sorveglianza sanitaria su tutta la Sicilia e la creazione del polo di riferimento medico presso l’Ospedale di Augusta così come previsto dalla legge regionale» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale dei familiari della vittima e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La Corte di Appello di Roma, con la sentenza n. 3000 depositata il 01.06.2017, ha motivato la sua decisione. Afferma dei principi innovatori: “La Suprema Corte, ha ritenuto la natura monofattoriale e il nesso di causalità con l’esposizione all’amianto del mesotelioma pleurico. Si tratta d’altra parte di malattia tabellata in rapporto all’esposizione amianto e quindi sussiste la presunzione propria del regime tabellare. Quanto alle mansioni svolte va rilevato che dalla documentazione prodotta emerge come l’esposizione all’amianto riguardasse tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona.

L’esposizione è quindi dimostrata indipendentemente dalle mansioni svolte, come d’altra parte ritenuto dal CTU di primo grado, immotivatamente disattesi dal primo Giudice. Pertanto è accertata l’origine professionale del mesotelioma con condanna dell’INAIL di corrispondere agli eredi pro quota i ratei arretrati dall’01.12.2014 al 15.07.2015”.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Sicilia

Il Sig. Calogero Vicario, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Sicilia, ribadisce che l’associazione è operativa in tutto il territorio della Regione Sicilia. Fin dal 2008 presta assistenza tecnica, medica e legale, in modo assolutamente gratuito. Tutti i cittadini possono richiedere l’assistenza medica e l’assistenza legale si può chiamare il numero verde o compilare il form.

«L’associazione provvederà immediatamente a soddisfare, per quanto possibile, ogni esigenza che fosse manifestata. Continueremo a dare battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori siciliani e siracusani. Il Presidente della Regione, nonostante abbia il potere per emettere atti equipollenti equivalenti agli atti di indirizzo ministeriale, non provvede ad emanare alcun provvedimento. Di conseguenza i lavoratori sono obbligati ad intraprendere atti legali.

Ci chiediamo le ragioni di tanto ostracismo nei nostri confronti. Siamo forse i figli di un dio minore? Siamo carne da macello delle imprese del nord Italia che fanno business nel nostro territorio e che portano via il profitto e ci lasciano i cancri e il territorio contaminato? Chiediamo una risposta dalle istituzioni, primo fra tutti il Presidente della Regione On.le Crocetta, che fa parte di diritto delle riunioni del Consiglio dei Ministri. Che fa? Cosa ha fatto? Mentre i nostri lavoratori continuano a morire, la legge rimane inattuata.

Sento di dire: mentre a Roma i politici discutono, Sagunto brucia! Solo che qui non c’è un generale cartaginese come Annibale, ma le nostre istituzioni che hanno tradito la Costituzione, che hanno permesso l’utilizzo di amianto, che porta morte e distruzione e quando ognuno di noi cade, nel senso che si ammala e muore, ci pensa l’INAIL a negare l’origine professionale della patologia. Denunceremo questo ancora alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e in sede internazionale. Non possiamo tollerare che questa strage continui» dichiara il Sig. Calogero Vicario.

Guardia Nazionale Amianto, ne parla Ezio Bonanni

Ezio Bonanni, Guardia Nazionale Amianto
Ezio Bonanni

Benefici vittime amianto: ne discute l’avv. Ezio Bonanni

A 25 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92, che in Italia ha stabilito il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dei materiali di amianto e/o contenenti amianto, ci sono ancora circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, in circa 50 mila siti, e un milione di micrositi.

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le esposizioni professionali a polveri e fibre di amianto provocano ogni anno 107.000 decessi per asbestosi, mesotelioma e tumore polmonare di origine professionale, e un milione e mezzo di malati. Una stima per difetto che non tiene conto di tutte le altre patologie di diversa origine. Chi è affetto da queste patologie può richiedere una speciale rendita.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, assieme alla Guardia Nazionale Amianto si è reso disponibile a rendere qualsiasi attività di consulenza richiesta, anche per valutare il rischio concreto in caso di esposizione professionale a polveri e fibre di amianto e altri cancerogeni, ovvero per acquisire tutti gli elementi probatori utili da utilizzare nei procedimenti amministrativi e giudiziari per il riconoscimento dell’origine professionale delle patologie, che presuppone sempre e comunque la prova dell’esposizione.

Di seguito l’intervista rilasciata dall’Avv. Ezio Bonanni relativa alla rendita e ai benefici contributivi per il prepensionamento da esposizione da amianto.

Quali gli interventi assicurativi e previdenziali in materia amianto?

In Italia, sono riconosciute nella lista I le seguenti patologie: asbestosi polmonare, placche e/o ispessimenti della pleura, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore dell’ovaio, che sono assistite dalla presunzione legale di origine per cui è sufficiente dimostrare la presenza dell’amianto nell’ambiente lavorativo per ottenerne l’indennizzo.

Solo che, in molte occasioni, l’INAIL nega ugualmente l’origine professionali di tali patologie ed occorre quindi imbarcarsi in lunghe controversie giudiziarie, ed allora, a questo punto, è fondamentale poter dimostrare la sussistenza dell’esposizione e cioè della condizione di rischio, per cui è necessario acquisire la prova della presenza di amianto.

Tale dimostrazione è anche fondamentale per la prevenzione primaria (perché potrà far emergere la necessità della bonifica) e/o secondaria (in tema di sorveglianza sanitaria, tanto da permettere la diagnosi precoce e quindi le migliori terapie e cure).

Il ruolo della Guardia Nazionale Amianto

Il ruolo della Guardia Nazionale Amianto è altresì decisivo anche in sede di riconoscimento dell’origine professionale delle patologie e del risarcimento dei danni, per il fatto che la prova della condizione di rischio impone l’applicazione della presunzione legale di origine, e quindi l’obbligo dell’INAIL dell’indennizzo e la base di prova per il risarcimento dei danni in sede civilistica, tanto più se coniugata al dato epidemiologico, che potrà essere acquisito attraverso l’attività del Dipartimento Epidemiologia dell’ONA, con l’applicativo digitale ONA REPAC.

Inoltre, altre patologie sono contemplate nella lista II (di limitata probabilità) e sono il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto, di cui invece l’Osservatorio Nazionale Amianto ha un’evidenza epidemiologica granitica, ragione per la quale abbiamo insistito con l’INAIL affinché siano contemplate nella lista I piuttosto che nella lista II, in modo tale che ne sia facilitato il riconoscimento.

Anche per quanto riguarda la lista III (per cui l’origine lavorativa è possibile) e che contempla il solo tumore dell’esofago, abbiamo acquisito elementi che ne confermano la riconducibilità all’esposizione ad amianto, e sulla base della disintegrazione del sistema tabellare, siamo convinti che tali patologie debbano essere tutte riconosciute ed indennizzate, e tuttavia riteniamo che i dati sugli elementi di esposizione acquisiti attraverso la Guardia Nazionale Amianto e quelli epidemiologici debbano essere coniugati con quelli dei dipartimenti, per permettere tutte le tutele di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Come si può ottenere l’indennizzo INAIL o la causa di servizio?

Ai sensi dell’art. 139 dpr 1124/65, tutti i medici che riconoscano l’esistenza di un sospetto dell’origine professionale di qualsivoglia patologia hanno l’obbligo di denunciarla, tanto più se è contemplata nell’elenco INAIL (ecco il motivo per il quale, come Osservatorio Nazionale Amianto, abbiamo insistito per integrare le tabelle delle malattie professionali).

Il medico, dunque, deve redigere il primo certificato di malattia professionale, che deve consegnare al lavoratore, il quale ha un termine di 15 giorni per consegnare il certificato al datore di lavoro che a sua volta ha l’obbligo di inviarlo all’INAIL entro i successivi 5 giorni.

Nel caso di patologie asbesto correlate, nella maggior parte dei casi la denuncia avviene successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, e quindi l’unico strumento è quello dell’inoltro da parte del medico con lo strumento telematico, oppure può essere sempre consegnato al paziente, che lo inoltrerà all’INAIL.

Si avvia così la procedura per il riconoscimento della malattia professionale.

Si devono quindi esprimere prima di tutto gli uffici CONTARP (Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione centrale), che nella stragrande maggioranza dei casi negano il rischio amianto: ecco perché è importante il ruolo della Guardia Nazionale Amianto, come strumento di prova dell’esposizione. Poi si esprimeranno gli uffici medico-legali e quindi si arriverà alla formulazione di un primo giudizio che, se fosse di rigetto o sottovalutazione dell’entità della lesione, potrà essere oggetto di ricorso, sulla base dell’art. 104 dpr 1124/65.

Dopodiché, sarà esperita la collegiale, alla quale potrà partecipare il medico di fiducia dell’assicurato, in questo caso uno dei medici volontari del Dipartimento di Medicina Legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, cui seguirà il giudizio definitivo che, se fosse negativo, potrà essere impugnato in sede giudiziaria.

Avv. Ezio Bonanni: quali prestazioni vengono erogate dall’INAIL?

L’INAIL indennizza il danno biologico, purché raggiunga il 6%, e poi, a partire dal 16%, eroga una rendita mensile sulla base del grado invalidante e dell’entità della retribuzione. Poi il lavoratore oltre alla rendita ha diritto al risarcimento dei danni differenziali e complementari a carico del datore di lavoro.

Per sapere di più sulla rendita e il risarcimento, è sufficiente consultare la sezione Danni da amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi del sito dell’Avv. Ezio Bonanni.

Cosa comporta il riconoscimento origine professionale della malattia?

In caso di riconoscimento di patologia asbesto correlata, anche all’1%, il lavoratore avrà diritto ad ottenere la certificazione di esposizione ad amianto, ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, utile per il prepensionamento e per la rendita.

Per saperne di più, si può consultare la pagina I benefici contributivi esposizione amianto -Come accedere al prepensionamento del sito ONA.

Potrà in ogni caso essere consultato uno dei legali dell’associazione o direttamente lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni, per cui è sufficiente farne richiesta inoltrando un’email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com oppure avveziobonanni@gmail.com.

Ne consegue che il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto da parte dell’INAIL obbliga l’INPS ad accreditare le maggiorazioni utili per il prepensionamento.

Nel caso in cui gli accrediti non fossero sufficienti per ottenere il prepensionamento, grazie alla nuova normativa inserita nella finanziaria del 2017 (art. 1, comma 250, L. 232/2016), sarà possibile ottenere, in caso di riconoscimento del mesotelioma, del cancro polmonare e dell’asbestosi, l’immediato accesso alla pensione di inabilità senza limiti di anzianità ed età, con le modalità meglio spiegate nella sezione del sito dello studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni.

Avv. Ezio Bonanni: e per i dipendenti pubblici?

I dipendenti pubblici che hanno contratto patologie asbesto correlate hanno diritto ad ottenere una rendita per il riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere, con parificazione alle vittime del terrorismo.

È sufficiente quindi consultare la relativa sezione del sito (Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate, e riconoscimento delle relative prestazioni previdenziali e indennitario risarcitorie) per acquisire ogni ulteriore elemento utile.

Altri chiarimenti per chi si è rivolto alla Guardia Nazionale Amianto?

Aggiungo che l’amianto è un cancerogeno completo e che provoca danno anche nel caso di sola e semplice esposizione. Tutte le esposizioni vanno vietate, qualsiasi sia la loro entità, poiché non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla.

I lavoratori esposti hanno diritto al prepensionamento. Se lo sono stati per oltre 10 anni a concentrazioni superiori alle 100ff/ll oppure se riescono a dimostrare un danno biologico, tutt’altro che improbabile, quantomeno per quanto riguarda le patologie fibrotiche.

La sorveglianza sanitaria è quindi indispensabile, oltre che per la diagnosi precoce e quindi per la tutela della salute, anche per il dato epidemiologico. Soprattutto per ottenere, con il riconoscimento di qualsiasi patologia anche con un grado invalidante minimo, il rilascio della certificazione da parte dell’INAIL. Utile per l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto e quindi per il prepensionamento.

Per maggiori chiarimenti e per ottenere il riconoscimento delle prestazioni di rendita per malattia professionale e/o riconoscimento di causa di servizio e qualità di vittima del dovere, oppure per ottenere l’assistenza legale ai fini del prepensionamento per esposizione ad amianto, l’Osservatorio Nazionale Amianto si rende disponibile all’assistenza tecnica e legale.Per poter consultare l’associazione è sufficiente farne richiesta per email che può essere inoltrata all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com. L’ONA ti supporta chiedi la tua consulenza gratuita!

Lavoratori esposti: benefici riconosciuti, accolte tesi ONA

Sicilia
Sicilia

Tra i lavoratori esposti, il Sig. C.L., siracusano, dopo aver lavorato per anni nella natia Sicilia, nella ditta Celene di Priolo Gargallo, e in altri siti contaminati da fibre di amianto, si è poi trasferito a Roma, ed è qui che ha lavorato come impiegato, eppure, anche qui c’era amianto: l’esito era scontato, una condanna a morte per mesotelioma, nel braccio della morte da innocente, vittima incolpevole e inconsapevole.

È soltanto l’ultimo dei lavoratori esposti caduti di una guerra non dichiarata, che coinvolge la Regione Sicilia, troppe volte inadempiente anche dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale 10/2014, e ancora priva di attuazione nonostante le continue sollecitazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il Sig. C.L., ricevuta la diagnosi di mesotelioma, si è rivolto all’Avv. Ezio Bonanni, e all’Osservatorio Nazionale Amianto (Dipartimento tutela e cura del mesotelioma), affrontando con dignità e coraggio la malattia e, con la guida del Prof. Luciano Mutti era riuscito ad avere un discreto periodo di sopravvivenza (05.09.2014), fino a quando, poi, in data 15.07.2015 è deceduto.

Nel corso della sua malattia il Sig. C.L. aveva presentato la domanda all’INAIL, che però aveva rigettato la richiesta.

Ma come è possibile, si chiedeva il Sig. C.L., se il mesotelioma è una patologia da amianto, negare da parte dell’INAIL, il riconoscimento della rendita?

Il Tribunale di Roma, con una consulenza medico legale, svolta in contraddittorio anche con i medici dell’INAIL, e con i medici nominati dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva accertato che il Sig. C.L. è deceduto per amianto (mesotelioma) e che tale patologia era riconducibile all’esposizione lavorativa alle polveri e fibre nello stabilimento Celene di Priolo Gargallo.

L’INAIL si è opposta ancora al riconoscimento della rendita, chiedendo al Giudice del lavoro del Tribunale di Roma di rigettare la domanda di accredito della rendita che, nel frattempo, era stata proseguita dagli eredi perché il Sig. C.L. è deceduto per via del mesotelioma.

Il Tribunale di Roma ha accolto le tesi dell’INAIL. Niente rendita per il lavoratore deceduto, uno dei tanti lavoratori esposti.

Ha ragione l’INAIL: il mesotelioma non è provocato dall’amianto e comunque sia non ci sarebbe la prova che l’amianto abbia provocato il mesotelioma del Sig. C.L..

Lavoratori esposti: sentenza del Tribunale di Roma

La Corte di Appello, con decisione del 30.05.2017, ribalta l’incredibile sentenza del Tribunale di Roma e accoglie le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni e pertanto “in riforma dell’impugnata sentenza, accertata l’origine professionale del mesotelioma di cui era affetto il de cuius dichiara il diritto di L.C. … alla costituzione della rendita per malattia professionale con il grado invalidante del 100%”.

Giustizia è fatta. Abbiamo dimostrato che l’INAIL ha sbagliato e continua a sbagliare nel negare il riconoscimento del diritto alla rendita dei lavoratori vittima di mesotelioma. Non comprendo le ragioni per le quali l’INAIL si ostina a negare la riconducibilità del mesotelioma all’amianto, e a negare anche l’evidenza.

Per questo motivo, come Presidente dell’ONA, preannuncio che l’associazione chiederà un intervento del Presidente della Repubblica e di tutte le Autorità competenti affinché si chiariscano le ragioni per le quali sussistono tutte queste difficoltà per le vittime dell’amianto per ottenere il riconoscimento dei loro diritti, una particolare ostinazione nei confronti di coloro che hanno il mesotelioma’ – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Intervento del coordinatore ONA Sicilia

Interviene anche il Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, il quale preannuncia una istanza alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati e al Ministro del lavoro, affinché verifichi le ragioni per le quali per i casi di mesotelioma per coloro che hanno lavorato a Priolo Gargallo (una delle città che fa parte del triangolo della morte in Sicilia) vi è questo negazionismo da parte dell’INAIL.

Si tende sempre a negare, negare, negare e negare, questo è il fil rouge dell’attività della Regione Sicilia e dell’INAIL  e INPS, far sparire la strage, negare che l’amianto, che anche io ho respirato, possa aver provocato dei danni alla salute e quindi negare che sia rilevante il comportamento della Regione Sicilia, che viola la sua stessa legge (10/2014). La storia di C.L., che io ricordo bene, anche perché lui ha lavorato nello stabilimento Celene di Priolo Gargallo, pieno di amianto (basti pensare alle sole coibentazioni che dovevano essere sempre rimosse e quindi scatenavano la c.d. ‘nube da amianto’) e che poi anche a Roma è stato esposto ad amianto, e l’INAIL ha negato che il suo mesotelioma potesse essere stato causato dall’amianto. Ma come è possibile? E poi anche il Tribunale di Roma dà ragione all’INAIL, ma come è possibile?

Per fortuna la tenacia dell’Avv. Ezio Bonanni è risultata decisiva sia per incoraggiare i parenti della vittima a continuare la loro battaglia, sia per vincere e sfondare la resistenza dell’INAIL, in Corte di Appello a Roma. Rivolgo un appello alle vittime: non vi arrendete quando l’INAIL nega i vostri diritti, ricorrete al Tribunale, entrate a far parte dell’ONA per combattere insieme. Riteniamo che la Magistratura sia l’unico baluardo che ci rimane per poter conseguire i nostri diritti. Oltre al Dipartimento cura del mesotelioma, diretto dall’ottimo Prof. Mutti, coadiuvato dall’On.le Dott. Pippo Gianni, politico e medico e già Sindaco di Priolo Gargallo, abbiamo un agguerrito numero di legali che l’Avv. Ezio Bonanni riesce a coordinare nel modo migliore e a rendere un’assistenza che, nella quasi totalità dei casi è assolutamente gratuita. Dobbiamo lottare per rispristinare la legalità. Bene la Corte di Appello di Roma a condannare l’INAIL ” – dichiara il Sig Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, che promette di continuare la sua battaglia nell’isola.