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In Friuli Venezia Giulia contributi per la rimozione amianto

Amianto
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Contributi per lo smaltimento amianto, come richiederli

Pubblicato il Regolamento regionale che disciplina termini e modalità per richiedere contributi alla rimozione e smaltimento dell’amianto.

Il suddetto regolamento coinvolge la bonifica degli edifici di proprietà di imprese di ogni dimensione.

Friuli Venezia Giulia
NEWS ONA GUARDIA NAZIONALE

L’amianto, conosciuto anche come ‘fibra-killer’, in virtù della sua caratteristica di rilasciare nell’aria fibre altamente pericolose per la salute.

Si comprende dunque l’importanza di tempestivi interventi volti a rimuovere tale sostanza dal territorio, visto il largo utilizzo che di essa è stato fatto in vari campi, tra cui anche quello edilizio.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha recentemente approvato il Regolamento per la concessione dei contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà di imprese, con l’obiettivo di estirpare la presenza dell’amianto da ogni insediamento d’impresa, dalla più piccola alla più grande, sito nel territorio regionale.

A chi si rivolgono i contributi rimozione dell’amianto?

Possono richiedere i contributi per la rimozione dell’amianto:

Non possono beneficiare dei contributi le imprese in stato di scioglimento o liquidazione, le imprese destinatarie di sanzioni interdittive, aziende che gestiscono servizi pubblici locali e le imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza del lavoro.

Di cosa trattano i contributi per la rimozione dell’amianto?

I contributi previsti dal Regolamento qui delineato mirano a finanziare gli interventi, da realizzare successivamente alla presentazione della domanda, relativi alla rimozione e smaltimento dell’amianto da edifici, sede legale o unità operative, situati sul territorio regionale, di proprietà dell’impresa beneficiaria.

In particolare, sono ammissibili a contributo le seguenti spese:

  • rimozione, trasporto e smaltimento dei materiali contenenti amianto, comprese quelle inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza;
  • analisi di laboratorio;
  • redazione del piano di lavoro previsto dalla legge;
  • attività di certificazione per l’importo massimo di 500 euro.

Le spese relative alla sostituzione del materiale rimosso, ad interventi di incapsulamento o confinamento dei materiali con presenza di amianto rimarranno a carico dell’impresa beneficiaria.

Qual è l’entità del contributo erogabile?

L’intensità del contributo erogabile ammonta alle seguenti percentuali calcolate sulla spesa riconosciuta ammissibile:

  1. per le micro-imprese, 50% (contributo massimo 15 mila euro);
  2. piccole e medie imprese, 40% (contributo massimo 30 mila euro);
  3. per le grandi imprese, 30% (contributo massimo 40 mila euro).

La graduatoria prevede che sia data priorità alle domande che hanno per oggetto la rimozione e lo smaltimento di amianto friabile.

Il beneficiario, a pena di decadenza dal contributo, entro 2 anni dalla concessione del contributo, sarà tenuto a presentare la documentazione di rendicontazione (dettagliatamente indicata nel Regolamento).

Il contributo verrà infatti erogato entro 90 giorni dall’invio della documentazione stessa.

Come ottenere i contributi per la rimozione dell’amianto?

La domanda di contributo deve essere presentata a mezzo posta elettronica certificata (ambiente@certregione.fvg.it) al Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia entro il 2 ottobre 2017, utilizzando esclusivamente il modello di cui all’allegato A al presente regolamento e disponibile sul sito internet della Regione.

A regime, dai prossimi anni, le domande andranno inoltrate dal 1 al 28 febbraio.

Prevenire le conseguenze dell’esposizione all’amianto è ancor oggi un impegno fondamentale per la salute dei cittadini e richiede azioni tempestive e definitive del problema.

È certamente un costo, che tuttavia la Regione Friuli ti aiuta a sopportare; consulta un professionista ed inoltra la tua domanda di contributi.

Approfondisci il Regolamento per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto dalle imprese e per ulteriori informazioni visita il link della seguente pagina oppure, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto a Lecco: interviene l’ONA

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Lecco: Quasi 3 milioni di metri quadrati di amianto da eliminare

Continua l’allarme amianto a Lecco, secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato su Lecco Today. E’ passato più di un mese da quando parte del tetto in amianto dell’ex Vellutificio Radaelli sono crollate, spaventando i residenti della zona. Da allora, non si è mossa una foglia: nessun intervento di messa in sicurezza, ne di bonifica dell’area. E i pericoli per la salute sono elevatissimi. Per questo gli abitanti del quartiere Rancio hanno raccolto 95 firme per consegnarle al Comune e all’Ats (ex Asl) perchè “preoccupati per la situazione di mancata sicurezza e di rischio per la salute che si è venuta a creare”. In attesa di bonifica anche la ex-Leuci.

A lanciare l’allarme non sono soltanto i cittadini, ma anche l’Osservatorio Nazionale Amianto. “La città di Lecco, zona fortemente industriale, vanta il triste primato di un tasso di mortalità per mesotelioma particolarmente elevato: 26,6 ammalati per milione di abitanti, si registrano 130 casi di cancro imputabili alle fibre di amianto negli ultimi 13 anni. Nella provincia lombarda, sono ancora 71.749 i metri cubi di coperture di eternit da rimuovere; un equivalente di 2 milioni e 600 mila metri quadrati”, scrive in una nota l’Ona. Dati che non fanno promettere bene, considerando che secondo l’osservatorio “il picco di decessi per patologie asbesto correlate è previsto entro il 2020”.

Nella regione Lombardia, invece, i casi sospetti di mesotelioma, dal 200 al 2013, sono stati 8415, di cui 4225 accertati dal RENAM regionale.

Anche i dati nazionali e mondiali continuano ad aumentare. Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

“Tra gli obiettivi principali dell’Osservatorio Nazionale Amianto vi è, infatti, quello della prevenzioneche si distingue in: primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione), che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Per ulteriori informazioni visita l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Italia: Repubblica dei Vaccini

Vaccini
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 L’ONA affronta gli interrogativi del secolo

Convegno/assemblea pubblica alla quale sono intervenuti diversi relatori (Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto; Dott. Alessandro Gambugiati, Coord. Comitato Vaccini ONA Toscana; Dott.ssa Antonella Franchi, Coord. Nazionale ONA; Dott. Andrea Quartini, Consigliere Regionale M5S Toscana;Senatore Dott. Maurizio Romani; Avv. Saverio Rossi, ONA Firenze; Avv. Barbara Costa; On. Avv. Alfonso Bonafede, Vicepresidente Comm. Giust.; Dott.ssa Laura Agea, Europarlamentare).

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso i suoi rappresentanti, ci tiene subito a mettere in chiaro che lo scopo di questo convegno non vuol essere uno “schieramento”. Né a favore e né contro le vaccinazioni, ma bensì vuole che tutti i genitori abbiano la possibilità di scegliere. Senza rimettersi passivamente al decreto Lorenzin: l’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione a scuola è legge.

L’ONA ricorre alla Corte costituzionale perché ritiene la Legge 73 del 2017 illegittima (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale).

“L’ONA chiede il rispetto della Costituzione per la tutela dei diritti all’istruzione e alla libera scelta in campo terapeutico”, dichiara il Dott. Alessandro Gambugiati, Coordinatore Comitato Vaccini ONA Toscana.

L’Avv Ezio Bonanni ha rimarcato la sussistenza di plurime fonti di rischio che riguardano la scuola. Dalla vetustà degli immobili, che fa il paio con la sismicità dei territori, all’utilizzo di amianto nel passato e la sua ancora attuale presenza. E, infine, le vaccinazioni, pena l’esclusione dalla scuola, ovvero il diritto d’accesso.

Appare singolare che in assenza di qualsiasi epidemia, e quindi dei presupposti di necessità e urgenza (art 77 Costituzione), si sia dato corso ad un decreto legge, di esecutività immediata già mesi prima dell’inizio del nuovo anno scolastico e non si siano affrontate altre emergenze che hanno provocato nel passato, stanno provocando e provocheranno, più danni e decessi. Ci riferiamo all’amianto, ma anche al deficit di staticità e alle condizioni dei plessi scolastici.

Perché tutta questa fretta solo sui vaccini?

Se lo è chiesto l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, “Non si comprendono le ragioni che hanno ispirato questa decretazione d’urgenza con misure così dragoniane, in assenza di qualsiasi fenomeno epidemico che le potesse giustificare e comprimere il diritto alla libera istruzione (art 33-34 Costituzione). Poi c’è il problema dei danni che i vaccini possono comunque provocare. Per chi è ipersensibile, ovvero nel caso di reazioni per gli adiuvanti e conservanti. Tanto è vero che c’è un dato legislativo inoppugnabile. Costituito dalla legge 210/92, che fa esplicito riferimento. Ha il titolo: “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni”.

La posizione della Dott.ssa Laura Agea

L’Europarlamentare, la Dott.ssa Laura Agea, presente all’incontro di oggi, rilascia una dichiarazione sulla problematica amianto “La situazione dell’amianto in Italia resta grave. Più del 90% degli edifici pubblici hanno ancora strutture che contengono amianto, le vittime da esposizione all’amianto sono molte e il numero destinato a salire nei prossimi anni. In 20 anni sono circa 23.000 le vittime, se ci riferiamo a mesotelioma pleurico, più di 30.000, negli ultimi 5 anni, se consideriamo le altre patologie asbesto correlate accertate.

Il Movimento 5 Stelle in Europa ha portato avanti la sua battaglia sull’amianto nell’accordo di partenariato Italia-Ue per la programmazione dei fondi 2014-2020 si prevede la possibilità di smaltire l’amianto e ristrutturare il patrimonio edilizio, anche con finalità di risparmio energetico.  Tutti gli enti locali e regionali devono attivarsi per sfruttare questa possibilità che finora era stata esplorata solo in minima parte. Il Parlamento europeo, il 25 novembre 2015, grazie a due emendamenti presentati dai portavoce del Movimento 5 Stelle – Laura Agea, Tiziana Beghin, Rosa D’Amato e Piernicola Pedicini – ha bacchettato l’Italia che dell’amianto se ne frega. Nel primo, si chiede alla Commissione europea di finanziare con fondi adeguati i piani d’azione nazionale e la rimozione dell’amianto.

Nel secondo, si chiede che tutti gli Stati membri facciano un censimento vero, conformemente alla direttiva europea approvata nel 2009, e risarciscano i lavoratori vittime dell’esposizione all’amianto. Serve, inoltre, nel nostro paese  una politica industriale oculata che abbia una visione proiettata al futuro che tenga conto della salute dei cittadini prima di tutto, della tutela dell’ambiente e che permetta uno sviluppo sostenibile inclusivo e onnicomprensivo, dovere di un governo lungimirante è quello di garantire tutto questo”.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto: continua l’epidemia a Bari

Avv. Ezio Bonanni - bari
Avv. Ezio Bonanni

Continua la strage di lavoratori e cittadini nella città di Bari, provocata è dall’amianto, il killer silenzioso.

Domani, venerdì 15 settembre, alle ore 10.30, presso la sede ONA Bari, in via del Municipio 22/A a Ceglie del Campo, l’Avv. Ezio Bonanni renderà noti i dati, nel corso di un’assemblea pubblica in materia di amianto: “Un killer da sconfiggere”.

Oltre alla divulgazione dei dati epidemiologici di amianto Bari si parlerà di prepensionamento, risarcimento danni e assistenza medica e legale.

Alle 16.00, l’avvocato Bonanni sarà presente come relatore alla Fiera del Levante, Centro Congressi, Sala 2.

Rischio amianto: prevenzione primaria, secondaria e risarcimento danni

“Siamo costretti giorno dopo giorno a registrare decine di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Si ha un’elevata incidenza nella città di Bari e nella regione Puglia – afferma Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -. Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso, a causa dei lunghi tempi di latenza, che possono arrivare fino a 40-50 anni. L’unico sistema per evitare nuove malattie e quindi nuovi decessi – continua l’avvocato – è quello di evitare ogni forma di esposizione alle fibre killer. Solo con la bonifica sarà possibile vincere l’epidemia, perché, ricordiamo, che non sussistono limiti di soglia al di sotto del quale il rischio si annulla. Tutte le esposizioni di amianto sono dannose per la salute umana.

Trattandosi di un cancerogeno – conclude Bonanni -, come per tutti i cancerogeni il limite è zero, al di là di quello che molto spesso si legge sui giornali”.

Tra gli obiettivi principali dell’Osservatorio Nazionale Amianto c’è, infatti, quello della prevenzione. Si distingue in: primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione). Si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, un killer silenzioso che non lascia scampo; secondaria (diagnosi precoce, assistenza medica, ricerca scientifica, etc.) e terziaria (epidemiologia, riconoscimento delle prestazioni previdenziali e del risarcimento dei danni e punizione dei responsabili).

I casi di mesotelioma a causa dell’amianto

Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che colpisce il mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza). Rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto-correlate, molto meno rare.

Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati, (il Renam – Registro nazionale dei mesoteliomi – ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni di età.

Ma il “big killer” si fa spazio in silenzio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg. Infatti, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e complicazioni cardiocircolatorie).

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Oppure, è possibile consultare l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Vaccini e danni alla salute: la tutela legale

Danni alla salute dovuti ai vaccini
Danni alla salute dovuti ai vaccini

I vaccini sono stati molto importanti per debellare malattie endemiche e pandemiche, ma, al tempo stesso, nascondono i rischi legati agli additivi e alla contaminazione con metalli pesanti nei vaccini, tra i quali alluminio piombo.

Coloro che hanno subito per vaccini danni, sia che siano militari sia pazienti sottoposti a vaccinazione obbligatoria, hanno diritto al risarcimento del danno. Il risarcimento deve essere integrale e comprendere sia i danni patrimoniali sia non patrimoniali.

Un pool di legali guidati dall’Avv. Ezio Bonanni garantisce il più elevato standard di assistenza legale. Infatti l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto mette a disposizione un servizio di consulenza gratuita legale e medica

Consulenza Vaccini

Indice

Tempo di lettura: 7 minuti

Somministrazione dei vaccini e i danni alla salute

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha da tempo denunciato i rischi legati a vaccinazioni multiple e pluridose per i nostri militari impiegati in missione.

Nel corso dell’audizione del 06.12.2017, presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati sull’uranio impoverito e i vaccini, l’Avv. Ezio Bonanni ha denunciato l’elevata incidenza di casi. Quello più emblematico riguarda Lorenzo Motta, per il quale sono ancora in corso le azioni giudiziarie.

Il Prof. Giancarlo Ugazio e l’interrogativo del secolo

Giancarlo Ugazio, tra le massime autorità in materia, è intervistato dal Giornale Dell’Amianto. Il Prof. Giancarlo Ugazio, professore di Patologia Generale presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, nel 2010 ha aderito all’ONA.

In qualità di componente del comitato tecnico scientifico nazionale dell’ONA e socio onorario, ha rimarcato e diffuso i profili di rischio per la presenza degli additivi e contaminanti dei vaccini.

La somministrazione di un vaccino può costituire un utile atto medico eseguito nel tentativo di stimolare la risposta delle difese immunitarie specifiche dell’organismo contro gli agenti patogeni microrganismici (virus e batteri). Sul vaccino si basa l’immunizzazione attiva, cioè l’organismo provvede da sé a difendersi producendo gli anticorpi specifici.

Il Rapporto Flexner e la medicina allopatica

Nel corso del tempo, la medicina allopatica, varata in seguito al Rapporto Flexner (1910), ha affinato sempre più radicalmente le sue tecnologie, raggiungendo, da un lato, risultati terapeutici sempre più efficaci per i pazienti ma, dall’altro, senza mai perdere d’occhio il suo profitto.

Su questo fronte “produttivo” nel campo sanitario, due momenti principali sono stati, e sono tuttora, il teatro della prassi “vaccinazione”. Uno è l’impiego dell’adiuvante, l’altro è l’introduzione del conservante.

È previsto che l’adiuvante esalti la risposta immunitaria dell’organismo vaccinato. Però, in tempi recenziori, sono usati differenti livelli di composti d’alluminio per raggiungere tale fine. Questo metallo può essere nocivo per il sistema nervoso e per il rene, con diversi gradi di suscettibilità individuale, anche in dipendenza da condizioni di sinergismo e di potenziamento tossicologico.

Ad aggiungersi al problema dei vaccini metalli pesanti, c’è la presenza del conservante. Questo serve per proteggere il preparato del vaccino da somministrare dallo sviluppo di eventuali spore fungine o da batteri veicolate dall’ago della siringa d’iniezione quando si eroga il vaccino da una confezione multi-dose.

I vaccini e i conservanti: danni alla salute

La convenienza dell’introduzione dei conservanti è dimostrata e i danni che tali sostanze provocano alla salute. I conservanti dei vaccini sono stati utilizzati per ridurre gli sprechi delle preparazioni e i costi di produzione.

Il rovescio della medaglia è che i conservanti, frequentemente, se non regolarmente, sono derivati organici del mercurio. Il metilmercurio e l’etil-mercurio, neurotossici sono liposolubili e possono varcare la barriera emato-encefalica, ed in questo modo, raggiungono direttamente il tessuto cerebrale.

Questo potrebbe essere in questo momento il bilancio, economico finanziario e sanitario, dell’impresa “vaccinazione”, considerata razionalmente con un minimo di competenza e senza soggiacere a malcelati o scoperti conflitti d’interesse.

Cosa accade nell’organismo durante la vaccinazione?

L’immunogeno è introdotto nell’organismo per stimolare la produzione di anticorpi specifici da cui si spetta che si leghino ed inattivino gli agenti patogeni, come i virus e gli altri microrganismi dannosi.

L’organismo vaccinato non sempre risponde al meglio, ottenendo la massima protezione possibile attesa dalla coppia sanitario-paziente. Negli anni, la medicina ufficiale ha escogitato e messo a punto uno strumento adatto a incrementare il rendimento della risposta immunitaria al vaccino. Ricordo che, negli anni 1950, studente nella facoltà medica, i miei docenti mi parlarono dell’adiuvante di Freund.

Esistono due tipi di adiuvanti di Freund: quello completo e quello incompleto. Il primo è un’emulsione di acqua e oli minerali (essenzialmente paraffina) nella quale viene miscelato l’antigene. Invece il secondo è dato dalla stessa emulsione in cui però, oltre all’antigene espressamente utilizzato per immunizzare, è miscelato anche il Mycobacterium tuberculosis morto.

L’infiammazione provocata dagli adiuvanti nei vaccini

Lo scopo e il meccanismo d’azione sono uguali: in ogni caso si stimola la produzione di anticorpi inducendo una reazione infiammatoria, così da attirare le cellule interessate dall’antigene.

In anni recenti, è stato usato come adiuvante l’idrossido di alluminio. In questo caso l’adiuvante, oltre a richiamare le cellule competenti, induce la formazione di un piccolo granuloma, cosicché l’antigene sia liberato poco alla volta. L’immunizzazione lenta determinerà una maggiore quantità di anticorpi prodotti poiché l’antigene sarà eliminato più lentamente.

Vaccini e metalli pesanti: il rovescio della medaglia

Il rovescio della medaglia sta nel fatto che parte del composto d’alluminio può andare in circolo e raggiungere il sistema nervoso centrale, su cui è capace di attuare la sua intrinseca neurotossicità.

In aggiunta, al rischio dell’adiuvante, potrebbe associarsi quello legato a un altro tipo di additivi nei vaccini: i conservanti. Essi hanno la funzione di bloccare la proliferazione delle spore fungine che fossero entrate casualmente nella confezione farmaceutica in corso d’opera. Il guaio sta nel fatto che tali conservanti contengano, di regola, metilmercurio, un potente agente neurotossico. Talora, il bilancio tra costi e benefici della vaccinazione (neurotossicità / protezione immunitaria) potrebbe dipendere anche solo dalla buona sorte.

Ci sono esempi che può indicare?

La letteratura scientifica internazionale è in grado di darci un’informazione adeguata – in tre dimensioni – su questo importante problema di bilancio biomedico.

Osservando i dati, ne vien fuori una specie di ring che implica sia aspetti sanitari sia problemi di profitti e d’immagine di uomini pubblici e d’istituzioni. In sostanza, esso tratta la correlazione tra vaccino e autismo, sulla base delle gesta di due marioli:

  • Andrew Wakefield, che ha avanzato l‘ipotesi sulla presunta causa vaccinale dell’eziologia dell’autismo, fondata sulla scorretta manipolazione di dati sperimentali perpetrata per finalità truffaldine;
  • William Thompson, funzionario dei CDC degli USA.

I due truffaldini fecero scomparire la documentazione cartacea sulla ricerca di controllo che era stata eseguita in risposta allo studio Wakefield-Lawnet, che aveva suggerito un’associazione col vaccino MMR e uno studio riguardante sintomi simili all’autismo. La testimonianza del senatore Bill Posey alla Camera degli USA descrive in dettaglio il secondo round del match tra il vaccino e l’autismo.

Esistono dei vaccini considerati “sicuri”?

Per ottenere vaccini efficaci e sicuri per la prevenzione delle malattie infettive ri-emergenti o non ancora controllate, uno degli aspetti più importanti è avere adiuvanti immunologici che permettono di indurre una risposta immunitaria protettiva con un adeguato profilo di sicurezza.

Le vaccinazioni dei militari in missione

I militari impiegati in missione, sia in Italia che fuori dai confini nazionali, sono stati sottoposti ad un programma vaccinale errato:

  • più vaccini con un unica somministrazione;
  • eccessiva quantità del principio;
  • somministrazione nell’immediatezza della partenza in missione;
  • somministrazione di più vaccini, fino a 12, 14, 16 e pluridose.

Tra i nostri militari impiegati nelle missioni in Bosnia nel 1995, Kosovo nel 1998 e, ancora, Iraq nel 1991, sono stati diagnosticati circa 8.000 casi di malattia, e più di 400 decessi. La Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, nella relazione finale, ha confermato tutto quanto già denunciato dall’ONA.

Commissione d’Inchiesta: danni dei vaccini e Forze Armate

Nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta vi è la prova e la conferma di quanto già denunciato dal Prof. Giancarlo Ugazio nella sua intervista. Infatti sono riportati i profili investigati dalla Commissione:

  • sulle componenti dei vaccini somministrati al personale militare, indipendentemente dal successivo impiego del medesimo personale;
  • sulle modalità della somministrazione dei vaccini al personale militare, nonché sul
    monitoraggio delle condizioni immunitarie dei soggetti osservati, tenendo conto in particolare dei risultati del progetto denominato “Studio sull’impatto genotossico nelle unità militari – SIGNUM”;
  • sui rischi associati alla presenza di gas radon e di materiali contenenti amianto negli
    ambienti in cui il personale militare è chiamato a prestare servizio.

Illegittimità dell’obbligo vaccinale per i militari

Recentemente la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla problematica della prassi vaccinale dei militari.

Nella sentenza 25 del 2023 dichiara costituzionalmente illegittimo l’articolo 206-bis del codice dell’ordinamento militare, nella parte in cui autorizza la sanità militare a imporre al personale “profilassi vaccinali”.

Fino a quando il legislatore non avrà provveduto al compito di fornire determinatezza al trattamento sanitario imposto nei termini qui indicati, resta dunque inteso che, all’esito della presente pronuncia, il comma 1 dell’art. 206-bis cod. ordinamento militare non può fondare un obbligo vaccinale per il militare”.

Questo significa che, come esige l’articolo 32 della Costituzione, per imporre un obbligo vaccinale la legge non può limitarsi a indicazioni generiche. Si devono invece specificare anche le patologie che si intendano contrastare attraverso la profilassi vaccinale.

Forze Armate: diritti delle vittime dei vaccini

Il personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza che ha ricevuto le somministrazioni multiple dei vaccini contaminati, ha diritto agli indennizzi previdenziali e al risarcimento dei danni.

Inoltre possono chiedere il riconoscimento della causa di servizio, grazie al quale si ottiene equo indennizzo e la pensione privilegiata. Inoltre si può richiedere lo status di vittima del dovere.

L’art.1 della Legge 210/92 stabilisce che i danni da vaccinazione obbligatoria debbono essere indennizzati con delle prestazioni previdenziali.

Consulenza gratuita ONA per le vittime vaccini

L’ONA ha creato un servizio di assistenza medica e tutela legale che salvaguardia anche coloro che hanno subito danni per vaccinazioni obbligatorie.

Per ottenere la consulenza legale e medica gratuita è sufficiente contattare l’ONA, chiamando il numero verde o compilando il form.

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