17.9 C
Rome
giovedì, Aprile 30, 2026
Home Blog Page 44

Flash News: da Nord a sud Italia notizie d’amianto

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

In molte realtà italiane, dalle grandi città alle zone più periferiche, continuano le segnalazioni e le operazioni di bonifica dell’amianto. È fondamentale che la cittadinanza venga informata correttamente, senza allarmismi ma con trasparenza, e che le autorità proseguano nel monitoraggio e nell’attuazione dei piani di smaltimento, nel rispetto della salute e dell’ambiente.

Ancona, tre involucri sospetti

Ad Ancona, in via della Ferrovia, sono stati segnalati tre voluminosi involucri contenenti materiale con sospetto amianto. A notare la presenza degli oggetti, avvolti in plastica e contrassegnati da scritte che ne indicano la pericolosità, sarebbero stati alcuni residenti della zona.

L’avvistamento ha destato una certa preoccupazione nella comunità locale, sebbene al momento non risultino criticità immediate legate alla sicurezza dell’imballaggio.

I materiali avvolti nella plastica potrebbero essere vecchie condotte.
L’intera area, secondo la fonte, è stata recintata con transenne e reti di sicurezza arancioni.

Amianto: un materiale tossico da maneggiare con attenzione

L’amianto, un tempo largamente utilizzato in edilizia, è oggi riconosciuto come altamente pericoloso per la salute umana, soprattutto se le sue fibre vengono inalate. È associato a gravi patologie dell’apparato respiratorio come asbestosi e vari tipi di cancro.

La normativa italiana prevede procedure rigide per l’imballaggio, il trasporto e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, proprio per evitare rischi ambientali e sanitari.

La situazione sembra essere sotto controllo, ma resta alta l’attenzione da parte della cittadinanza e delle autorità.

Narni Scalo (Umbria): una segnalazione possibile amianto in Italia

Una delle segnalazioni più recenti arriva da Narni Scalo, in Umbria, dove si è tornato a parlare della possibile presenza di eternit.

Va ricordato che il Comune di Narni ha già intrapreso azioni di bonifica negli anni passati, rimuovendo circa 57.000 kg di materiali contenenti amianto, e annunciando una seconda fase di interventi.

Casale Monferrato (Piemonte): dall’industria alla bonifica

Tra i casi più noti a livello nazionale c’è quello Casale Monferrato rappresenta un punto di riferimento. Qui operava uno dei più grandi stabilimenti italiani dell’allora Eternit, che ha operato per decenni nella produzione di manufatti in amianto-cemento.

Dopo la chiusura dello stabilimento e numerose battaglie giudiziarie, l’area è oggi in fase avanzata di riqualificazione.

Sicilia: monitoraggio e bonifica in aree costiere e industriali

La Sicilia è una delle regioni dove la questione amianto è ancora molto sentita.
Le operazioni di mappatura, bonifica e messa in sicurezza sono ancora in corso, e riguardano sia aree industriali dismesse, sia strutture pubbliche.

Quanti sono i siti ancora da bonificare dall’ amianto in Italia?

Secondo l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in Italia si contano:

  • oltre 34.000 siti censiti con presenza di amianto
  • più di 32 milioni di tonnellate di materiali da smaltire
  • diverse migliaia di edifici pubblici ancora da bonificare, tra cui scuole, ospedali e strutture comunali

“Questi numeri dimostrano quanto sia ancora lungo il percorso verso una completa rimozione dell’amianto dal territorio nazionale.” Ha affermato lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.

Crescita denunce malattie professionali, +36% tumori, molti da amianto

Guanti da lavoro e cacciaviti su un pavimento
attrezzi da lavoro

Incremento tumori, soprattutto da amianto

Incrementato in modo virtigionoso il numero di denunce per malattie professionali in Italia.
Particolarmente allarmante è la crescita dovuta a tumori correlati al lavoro, aumentati del 36% nell’ultimo quinquennio. Molti di questi casi risultano collegati all’esposizione ad amianto, sostanza ancora responsabile di circa 480 decessi all’anno in Italia, nonostante il divieto ormai storico del suo utilizzo.

Malattie professionali, cresce il numero di denunce

Apparato muscolo-scheletrico e sistema nervoso i più colpiti

Le malattie professionali rappresentano un fronte in crescita. Le denunce legate a patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e del sistema neurologico sono in aumento, probabilmente legate anche al carico fisico e allo stress cronico in ambito lavorativo.

Infortuni e vittime sul lavoro: i dati aggiornati

Secondo i dati resi pubblici da ANMIL e INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), nei primi otto mesi dell’anno si sono registrate 681 morti sul lavoro in Italia. Un numero stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che equivale a una media tragica: tre morti ogni giorno.

Emilia-Romagna tra le regioni più colpite

In Emilia-Romagna sono state segnalate 53 vittime sul lavoro nei primi otto mesi dell’anno. La regione conferma così la criticità della situazione in determinati comparti produttivi.

Lavoratori irregolari esclusi dalle statistiche

È importante sottolineare che queste cifre non includono i lavoratori non coperti da INAIL, tra cui circa 3 milioni di lavoratori irregolari. Questo suggerisce che l’entità reale del fenomeno potrebbe essere ancora più grave.

I settori più a rischio: costruzioni, agricoltura e trasporti

Le attività lavorative con il maggior rischio di infortuni gravi o mortali continuano a essere:

  • Costruzioni
  • Agricoltura
  • Trasporti

Questi comparti, caratterizzati spesso da condizioni di lavoro complesse e sicurezza variabile, concentrano la percentuale più alta di incidenti gravi. In particolare, quasi il 30% degli infortuni mortali avviene in itinere, ovvero durante gli spostamenti da e verso il luogo di lavoro o durante l’attività lavorativa su strada.

Crescono le segnalazioni femminili e over 60

Nel complesso, le denunce di infortunio all’INAIL sono state 384.000, con un lieve calo dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questo dato complessivo nasconde alcune tendenze interessanti:

  • Diminuzione degli infortuni tra gli uomini
  • Aumento tra le lavoratrici
  • Crescita degli infortuni tra i lavoratori over 60

Questi numeri evidenziano l’evoluzione del mondo del lavoro e delle fasce occupazionali più esposte ai rischi.

L’evento a Parma

A Parma si è svolta la 75ª Giornata per le Vittime degli Infortuni sul Lavoro, un momento di riflessione e memoria promosso da ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). L’evento ha visto la partecipazione delle istituzioni locali e nazionali, con una cerimonia religiosa e civile per ricordare le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dopo la deposizione della corona commemorativa in piazza Matteotti, un corteo ha attraversato il centro cittadino, concludendosi con una celebrazione al Palazzo del Governatore.

Le testimonianze: l’importanza della prevenzione

Durante l’evento, sono intervenuti rappresentanti ANMIL come David Mosseri, vicedirettore nazionale, e Giani Baga, presidente ANMIL Parma e lui stesso vittima di un grave infortunio sul lavoro. Le loro parole hanno ricordato quanto sia cruciale investire nella prevenzione, nella formazione e nel rispetto delle norme di sicurezza, affinché il lavoro non rappresenti mai un pericolo per la vita.

Fonte: Rai, Anmil, INAIL

Kenya cerca fondi da Banca Mondiale e UE per bonifica tetti in amianto

elefanti in Kenya foto AI
foto ai raffigura elefanti in kenya che atttraversano un acquitrino

Il governo keniota ha avviato una campagna urgente per rimuovere i tetti in amianto, noti per essere collegati a gravi rischi per la salute, come il cancro ed altre malattie asbesto-correlate. Per finanziare questa importante iniziativa, l’esecutivo sta negoziando con la Banca Mondiale e l’Unione Europea per ottenere fondi che sostengano la sostituzione di queste coperture con materiali moderni ed ecocompatibili.

Amianto: sarebbero opportuni fondi per tutti

L’amianto è un materiale usato per decenni nell’edilizia residenziale, ma la sua pericolosità è ormai riconosciuta a livello globale. In Kenya, migliaia di abitazioni sono ancora dotate di tetti in amianto datati e deteriorati, esponendo la popolazione a rischi sanitari significativi.

Per tutelare la salute pubblica e preservare l’ambiente, il Segretario di Gabinetto per l’Ambiente Deborah Barasa a giugno aveva emanato una direttiva che impone la rimozione immediata di tutte le coperture in amianto presenti sugli edifici di tutto il Kenya.

Un impegno nazionale per la salute pubblica

Charles Hinga, segretario principale del dipartimento di Stato per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano in Kenya, ha dichiarato che il governo locale ha già ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri per l’avvio della rimozione. Tuttavia, l’intervento è complesso e costoso, richiedendo la collaborazione di esperti specializzati per garantire la sicurezza delle operazioni.

“Non è come rimuovere una lastra di ferro; l’amianto può essere rimosso solo da personale esperto e NEMA (National Environment Management Authority) sta guidando il processo”, ha spiegato Hinga.

Finanziamenti internazionali indispensabili

Vista la portata e l’alto costo dell’operazione, il governo keniota sta dialogando con istituzioni finanziarie internazionali. L’obiettivo è assicurare risorse sufficienti per completare la bonifica su scala nazionale senza gravare eccessivamente sul bilancio pubblico.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia

Da anni in Italia l’Avv. Ezio Bonanni porta avanti iniziative volte a promuovere la lotta all’amianto.
Il legale ha più volte effettuato diverse proposte pubbliche concrete come, ad esempio, la defiscalizzazione l’IVA sulla bonifica dell’amianto. Ciò  per rendere gli interventi più accessibili a cittadini, imprese e amministrazioni.
“Lo Stato avrebbe meno entrate, ma in compenso ci sarebbero  meno spese sanitarie. Ogni euro investito in bonifica equivale a decine di euro risparmiati in cure e risarcimenti.” Dichiara da anni Bonanni durante i suoi convegni.

Fonte: Citizen

Giornata nazionale vittime del lavoro: l’ONA e la lotta all’amianto

Eternit, Statua della giustizia, con lavoratore davanti
Giornata nazionale vittime del lavoro, foto di un lavoratore davanti alla statua della giustizia

Si è appena svolta una ricorrenza significativa.
Il 12 ottobre è infatti una data importante a livello internazionale perché è stata istituita come Giornata nazionale delle vittime del lavoro. Viene osservata ogni anno per commemorare le persone che hanno perso la vita o sono rimaste ferite sul posto di lavoro a causa di incidenti o malattie professionali.
Un ruolo decisivo è costituito quindi dalle vittime del dovere.

Origini della giornata

La ricorrenza è promossa dall’Anmil, Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, con diverse cerimonie di commemorazione anche sul nostro territorio.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare governi, datori di lavoro e società civile sull’importanza di adottare misure efficaci per prevenire infortuni e malattie professionali.

Perché il 12 ottobre

La scelta di questa data vuole ricordare le vittime di tutte le tipologie di incidenti e malattie correlate al lavoro, senza distinzione di Paese o settore. Ogni anno, eventi, manifestazioni e campagne di sensibilizzazione si svolgono in questo giorno, per tenere vivo il ricordo delle vittime e promuovere una cultura della sicurezza e prevenzione.

Il legame con la salute e sicurezza sul lavoro

La giornata assume oggi un significato ancora più forte, considerando che oltre ai rischi immediati legati agli incidenti, esistono pericoli meno visibili ma ugualmente letali, come l’esposizione a sostanze tossiche – tra cui l’amianto – che causano malattie gravi spesso diagnosticabili solo anni dopo l’esposizione.

Amianto e sicurezza sul lavoro: il dramma sempre attuale  

Nonostante siano passati decenni dalle prime restrizioni e proibizioni, l’amianto continua a rappresentare un problema urgente per la salute pubblica e la sicurezza sul lavoro in molte aree del mondo.

“Secondo recenti rapporti internazionali, ogni anno si registrano ancora centinaia di migliaia di morti causate dall’esposizione a questo materiale altamente tossico.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’amianto: un killer ancora presente

L’amianto, una fibra minerale usata ampiamente fino agli anni ’80 in edilizia, industria navale, produzione di automobili e altri settori, è noto per la sua capacità di causare gravi patologie respiratorie, tra cui l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e diversi tipi di tumori polmonari.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 125 milioni di persone nel mondo sono esposte professionalmente all’amianto, con una stima di circa 200.000 morti annuali attribuibili a malattie legate all’esposizione.

Le sfide della bonifica e prevenzione: una questione ancora aperta

Secondo la International Labour Organization (ILO) e l’ONA, la rimozione sicura dell’amianto è un processo complesso e costoso, che richiede norme rigorose, personale specializzato e monitoraggio continuo per evitare contaminazioni ambientali e rischi per la popolazione.

“Molte strutture pubbliche e private, tra cui scuole, ospedali e impianti industriali, sono ancora parzialmente contaminate o sottoposte a bonifiche incompiute.” Continua Bonanni.

L’impatto sociale ed economico delle malattie da amianto

“Oltre alla tragedia umana, le malattie da amianto rappresentano un grave onere economico per i sistemi sanitari. Lo studio “Global Asbestos Disease Burden” pubblicato nel 2024 stima che i costi diretti e indiretti associati a queste malattie superano i 2 miliardi di dollari l’anno solo nei Paesi ad alto reddito.” Puntualizza Bonanni.

Limitate politiche efficaci e non sufficienti investimenti nella prevenzione può aumentare ulteriormente i costi futuri, aggravando disuguaglianze sociali e sanitarie.

Giornata nazionale delle vittime del lavoro: un appello alla responsabilità globale

Il 12 ottobre, con eventi in tutto il mondo, l’ONA quindi rinnova l’appello a governi, imprese e organizzazioni sindacali affinché si impegnino concretamente:

  • Per l’abolizione totale dell’amianto in tutte le sue forme
  • Per il rafforzamento delle norme di sicurezza e il controllo degli ambienti di lavoro
  • Per il sostegno alle vittime e alle loro famiglie, attraverso programmi di assistenza e risarcimento
  • Per una politica di bonifica rapida e trasparente degli edifici e delle aree contaminate

Solo con un’azione coordinata e decisa si potrà davvero ridurre il triste bilancio delle vittime dell’amianto e garantire un futuro più sicuro ai lavoratori di tutto il mondo.

Il lavoro sicuro è un diritto fondamentale

La lotta contro l’amianto rimane una delle più grandi sfide per la salute pubblica globale. La giornata di oggi è un invito a mantenere alta l’attenzione, investire in prevenzione e mettere al centro la tutela della vita dei lavoratori.

“La sicurezza sul lavoro non può essere un optional, né una battaglia solo locale: è un diritto umano imprescindibile che deve essere garantito ovunque, senza compromessi.” Conclude Bonanni.

Lotta all’amianto: l’avv. Ezio Bonanni ospite di ‘Monitor’ su Lazio TV

Avv. Ezio Bonanni parla di amianto alla trasmissione Monitor - Lazio TV
Avv. Ezio Bonanni parla di amianto alla trasmissione Monitor - Lazio TV

L’amianto, sebbene bandito da anni, continua a fare paura. Da anni l’Osservatorio Nazionale Amianto si batte per rendere noti i suoi effetti devastanti sulla salute.
Numerose testimonianze, indagini e interrogazioni parlamentari portano alla luce una realtà complessa, fatta di esposizioni involontarie, bonifiche parziali e controlli a volte tardivi.

L’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) nasce raccogliendo il grido di dolore delle vittime dell’amianto e dei loro famigliari. Abbiamo trasformato questo dolore in azioni concrete, tra cui la richiesta di bonifiche dei siti contaminati, la promozione di ricerche scientifiche, il sostegno medico e legale alle vittime, e la richiesta di giustizia attraverso risarcimenti e tutele previdenziali.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni citando il caso della Good Year di Cisterna di Latina.

Amianto nelle scuole: non se ne parla mai abbastanza

In tutto il Lazio, e in particolare a Roma, l’ONA ha censito oltre 100 scuole pubbliche con materiali contenenti amianto. Il sindaco Gualtieri ha avviato interventi di bonifica, ma secondo Bonanni, nella Capitale le famiglie sono più pronte a segnalare le scuole e fare pressione. Nelle province, invece, prevalerebbe a suo parere un atteggiamento più attendista.

La battaglia dell’ONA per la bonifica delle scuole va avanti da oltre vent’anni.
L’ex ministro Sergio Costa costituì una Commissione Amianto della quale Bonanni faceva parte come commissario. Fu in quell’occasione che Bonanni segnalò come urgenza primaria la presenza dell’amianto nelle scuole.
385 milioni di euro è il finanziamento stanziato nel 2020 dal ministero dell’Ambiente per la bonifica dell’amianto da edifici pubblici, in particolare scuole e ospedali, da ripartire alle Regioni per gli interventi necessari. Questo finanziamento, previsto dal “Piano di bonifica da amianto”, aveva l’obiettivo di avviare la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici italiani entro il 31 dicembre 2025.

Il caso della scuola di Latina

Recentemente nella scuola elementare Tasso a Latina è stata al centro di una vicenda legata all’amianto.
Il sindaco ne aveva disposto inizialmente una chiusura temporanea. Dal comunicato del 13 settembre 2025 del Comune di Latina si legge: “Il provvedimento si è reso necessario, a seguito dell’accertamento di tracce di amianto contenute nel pavimento, risalente all’epoca della costruzione, ovvero primi anni ‘70.”

Successivamente il 7 ottobre 2025, in un nuovo comunicato sempre del Comune di Latina: “Hanno avuto esito negativo le ultime analisi effettuate all’interno dell’istituto scolastico di via Tasso: non è stata riscontrata alcuna traccia di amianto né nell’aria né sulle superfici.”

L’Avv. Ezio Bonanni, durante la trasmissione, ha dichiarato di aver richiesto l’accesso agli atti.

La bonifica: optare per la rimozione

Bonanni ha ricordato una recente delibera del Consiglio dei Ministri, che raccomanda esplicitamente di preferire la rimozione dell’amianto alle misure temporanee come l’incapsulamento o il confinamento.
Ha quindi consigliato che per la messa in sicurezza degli edifici scolastici bisognerebbe prendere in considerazione l’usura quotidiana a cui sono sottoposti, dove centinaia di bambini e operatori calpestano ogni giorno superfici potenzialmente pericolose.

Lotta all'amianto, l'Avv. Bonanni alla trasmissione Monitor di Lazio TV
Avv. Bonanni alla trasmissione Monitor di Lazio TV

Giurisprudenza: amianto e lotta nelle aule dei tribunali

 Bonanni ha citato il caso di una scuola di Bologna, un’insegnante ha contratto una malattia riconducibile all’esposizione a vecchie piastrelle contenenti amianto. “Il tribunale ha condannato le istituzioni scolastiche, confermando la responsabilità in primo e secondo grado.” Ha appuntato Bonanni.

L’avvocato ha parlato anche di un altro caso di Trieste, dove un tecnico scolastico si è ammalato dopo anni di esposizione. “In primo grado lo Stato era stato assolto, ma in appello – racconta Bonanni – la sentenza è stata ribaltata. Non si tratta solo di mesotelioma: come sottolinea Bonanni, le patologie legate all’amianto comprendono anche tumori al polmone, laringe, ovaie e altre forme di malattia, spesso sottovalutate.”

Gli elicotteri militari e l’amianto invisibile

Il tema dell’amianto non riguarda solo l’edilizia scolastica. “Una pagina ancora poco esplorata è quella legata al settore militare, in particolare alla manutenzione degli elicotteri.” Ha raccontato Bonanni.

In trasmissione due ex tecnici aeronautici hanno raccontato di aver lavorato per anni a stretto contatto con componenti contenenti asbesto.

Vincenzo Chiocca, oggi pensionato, ha prestato servizio per decenni nel settore elicotteri.
Non ci si pensa finché non succede qualcosa” — racconta. A lui sono stati diagnosticati ispessimenti pleurici, e ha visto diversi colleghi ammalarsi. “Si rientrava a casa con la divisa contaminata, e i vestiti li lavava mia moglie. Era un’esposizione passiva anche per lei”.

Stessa storia per Pio Mengozzi, che lavorava al reparto motori: “Smontavo guarnizioni a mani nude, le grattavo con la spazzola e poi ci soffiavo sopra”. Diagnosi: asbestosi. Ora convive con una tosse cronica e un’incertezza costante sul proprio futuro.

Serve trasparenza

Le fibre, una volta inalate, possono rimanere silenti per decenni, fino a manifestarsi sotto forma di malattie gravi, spesso irreversibili.

Per questo, Bonanni chiede maggiore trasparenza, informazione puntuale per cittadini e famiglie, bonifiche integrali e un confronto aperto tra istituzioni e comunità. Solo così si può evitare che l’amianto, già responsabile di oltre 7.000 morti l’anno in Italia, continui a mietere vittime nel silenzio.