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Terra dei Fuochi, confronto su bonifiche e tutela ambientale

terra dei fuochi
terra dei fuochi, (Foto free di ken lecoq da Pixabay)

Un momento di confronto concreto per valutare lo stato degli interventi di risanamento ambientale nella Terra dei Fuochi. A Casal di Principe, presso la Casa don Diana, simbolo della lotta alla criminalità organizzata e ambientale, si è svolto un incontro tra le principali istituzioni impegnate nella tutela del territorio.  

Durante l’iniziativa, tenutasi il 16 dicembre, il direttore generale di Arpa Campania, Stefano Sorvino, ha illustrato le attività portate avanti dall’Agenzia regionale. Al centro del dibattito: l’avanzamento delle bonifiche, la mappatura del rischio dei suoli agricoli e il supporto tecnico fornito a magistratura e Forze dell’ordine nelle indagini ambientali.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per fare il punto sulle azioni già avviate e sulle strategie future per superare le criticità ambientali che da anni interessano l’area.

Presenze istituzionali di alto profilo

Numerosi gli esponenti istituzionali intervenuti. Tra questi il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, la procuratrice di Napoli Nord Anna Maria Lucchetta e il generale Giuseppe Vadalà, commissario di Governo per la Terra dei Fuochi.

Presenti anche la direttrice generale di ISPRA Maria Siclari, il comandante regionale dei Carabinieri Forestali, generale Ciro Lungo, insieme ai vertici provinciali delle Forze dell’ordine, e il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo.

Hanno partecipato inoltre Ciro Silvestro, incaricato del Governo per il contrasto ai roghi in Campania, Giuseppe Bortone, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, e il sindaco di Casal di Principe, Ottavio Corvino.

L’iniziativa conferma l’impegno congiunto di istituzioni locali e nazionali per il recupero ambientale, la sicurezza sanitaria e la legalità in uno dei territori più colpiti dall’inquinamento illegale.

Fonte: Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale

Pomezia: rimozione enorme tetto amianto, 615.000€ circa

Amianto abbandonato, Pomezia, Messina
copertura amianto eternit (foto free esclusivamente descrittiva)

A Pomezia il Comune ha completato l’ultimo passaggio amministrativo necessario per avviare i lavori di rimozione della copertura in cemento-amianto di un ex stabilimento. Si tratta del tetto in amianto più esteso presente sul territorio comunale, con una superficie di circa 3.000 metri quadrati.

L’operazione rappresenta il primo passo concreto di un più ampio progetto di ripristino ambientale dell’area.

Pomezia tetto di 3.000 m²: caratteristiche dell’intervento

La rimozione del tetto è considerata prioritaria per garantire condizioni di sicurezza adeguate e consentire l’accesso all’edificio per le successive fasi di intervento.

Con la Determinazione dirigenziale n. 1527 del 10 dicembre 2025, l’amministrazione comunale ha formalizzato l’avvio della procedura per la rimozione del tetto e per la realizzazione di una nuova copertura sostitutiva, mettendo così in sicurezza l’intera struttura.

Il costo complessivo dell’operazione è pari a circa 615 mila euro e l’intervento è finanziato attraverso fondi regionali destinati alle opere di risanamento ambientale.

Bonifica interna: un percorso graduale e programmato

La rimozione del tetto rappresenta solo la prima fase di un intervento più articolato. All’interno del capannone sono presenti materiali che richiedono ulteriori operazioni di bonifica, da avviare una volta garantito un accesso sicuro.

Secondo le valutazioni tecniche, nel sito sarebbero presenti anche rifiuti speciali.

Una gara strutturata secondo il nuovo Codice degli Appalti

La procedura di gara è stata impostata nel rispetto delle disposizioni del nuovo Codice degli Appalti, con l’obiettivo di garantire tempi certi, trasparenza e adeguati livelli di sicurezza. Il bando prevede criteri dettagliati e requisiti stringenti per la partecipazione delle imprese.

L’appalto sarà assegnato sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutando non solo l’aspetto economico, ma anche la qualità organizzativa del cantiere, la gestione della sicurezza nella rimozione dell’amianto, i materiali utilizzati e l’attenzione all’impatto ambientale complessivo.

Sicurezza e tutela della salute: controlli rafforzati

Uno degli elementi centrali dell’intervento riguarda la protezione della salute pubblica e dei lavoratori coinvolti. Il progetto prevede un rafforzamento delle attività di monitoraggio delle fibre di amianto aerodisperse prima, durante e dopo le lavorazioni.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla gestione del subappalto, che nelle fasi più sensibili sarà limitato per evitare una frammentazione eccessiva delle attività. È inoltre prevista l’applicazione della clausola sociale, con un’attenzione specifica ai temi dell’inclusione e delle pari opportunità.

Obiettivo: accelerare il recupero ambientale dell’area

Una volta completata la sostituzione del tetto, secondo il cronoprogramma, entro il 2026 potranno partire le operazioni di bonifica interna dell’ex stabilimento. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di recupero delle aree industriali dismesse, con l’obiettivo di ridurre i rischi ambientali e migliorare la sicurezza del territorio.

Fonte: Il giornale del Lazio, il Caffè

Ex Ilva: ritrovato amianto, avviata immediata bonifica

ciminiere di di fabbriche, ex ilva bonifica, Francesco Fumarola
Francesco Fumarola, ciminiera

Ritrovato manufatto di amianto e disposta procedura per immediata bonifica all’interno dello stabilimento siderurgico Ex Ilva. La zona non risulterebbe attualmente in attività produttive né di transito di personale.

Area interessata e prime verifiche tecniche

Il ritrovamento riguarderebbe un settore circoscritto della cosiddetta campata 1 dell’Acciaieria 1. Il manufatto, di dimensioni limitate, è stato immediatamente segnalato e isolato, nel rispetto delle procedure interne previste dalla normativa sulla sicurezza ambientale e sui luoghi di lavoro.

Le analisi successive hanno confermato la presenza di amianto nel materiale individuato, consentendo così l’attivazione delle procedure previste in casi analoghi.

Avviato l’iter per la bonifica secondo la normativa vigente

Una volta acquisiti gli esiti degli accertamenti, l’azienda ha dato avvio al percorso amministrativo necessario per la bonifica dell’area. È prevista la predisposizione di un apposito piano di lavoro, che sarà sottoposto alla valutazione e alla validazione delle autorità competenti prima dell’avvio degli interventi definitivi.

Messa in sicurezza amianto temporanea affidata a ditta specializzata

In attesa dell’autorizzazione agli interventi di bonifica, il manufatto è stato messo in sicurezza attraverso l’intervento di un’impresa specializzata e regolarmente autorizzata alla gestione di materiali contenenti amianto, in conformità alle disposizioni di legge.

Coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori

Prima dell’inizio delle attività operative, Acciaierie d’Italia ha comunicato che verranno informati i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Durante l’incontro saranno illustrate nel dettaglio le modalità di intervento e le misure di prevenzione previste.

Segnalazione amianto dal sindacato lavoratori

A segnalare il rinvenimento di amianto il sindacato dei lavoratori Uilm. In un comunicato inviato alla direzione aziendale, il sindacato ha riferito il «ritrovamento di amianto friabile su una tubazione situata sulle vie di corsa, in prossimità della Campata Colata 2 di Acciaieria 1, di fronte al convertitore n.2».

Fonte: TarantoToday

Amianto, Flash News dall’Italia e dall’estero

Flash News
lavoratore con tuta e maschera protettiva

Pagani (SA): terreno contaminato da amianto

Circa 120.000 euro (tetto massimo di spesa) per lo smaltimento di ben 358 tonnellate di terreno contaminato da amianto in una zona di Pagani, in provincia di Salerno. A dichiararlo MediaNews24.it
La situazione sembrerebbe piuttosto complessa con cemento amianto sia di grandi dimensioni che frammentato (da confermare).

Studenti di Valenza (AL) premiati in Senato

Il 9 dicembre sono stati premiati in Senato gli studenti e le studentesse dell’IIS Benvenuto Cellini di Valenza con una menzione speciale per il loro approfondimento scritto sulla vicenda dell’amianto tra Valenza e Casale Monferrato.

Inizia la bonifica dei villaggi “temporanei” dopo 57 anni dal sisma di Belice del 1968

A Montevago sono cominciati i lavori per smantellare i tetti di eternit dei villaggi che offrirono rifugio dopo il terremoto. All’epoca non erano ancora diffusi i rischi correlati all’asbesto.
Gli operai sono già al lavoro per lo smantellamento dei tetti, la messa in sicurezza e gli abitanti spostati temporaneamente. La bonifica sarà finanziato con più di un milione di euro con risorse del Fondo per lo sviluppo.
Bonificate anche la chiesa e l’ex poliambulatorio aventi amianto.

Arpa, buoni risultati

Arpa FVG ha ottenuto risultati pienamente positivi nel circuito di interconfronto previsto dal programma 2024-2025 di qualificazione del Ministero della Salute dedicato ai laboratori che eseguono analisi sull’amianto aerodisperso mediante microscopia elettronica a scansione (SEM).

Johnson & Johnson presenterà ricorso

Una giuria californiana ha ordinato a Johnson & Johnson di risarcire con 40 milioni di dollari  due donne che hanno dichiarato che il borotalco della J&J fosse correlato al cancro alle ovaie di cui soffrono. Il borotalco infatti in alcuni casi, in passato, conteneva amianto.

 La nota azienda ha dichiarato in una nota di “presentare immediatamente ricorso contro questa sentenza e di aspettarsi di prevalere”.