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Amianto e ordigno bellico nel Volturno: allarme salute!

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

E’ stato segnalato amianto lungo il corso del fiume Volturno, nel tratto compreso tra Capua e Castel Morrone, dove durante un’attività di controllo sono stati individuati rifiuti altamente pericolosi e un residuato bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. La scoperta rilancia l’attenzione sulle criticità ambientali che da anni interessano l’area e sui rischi per la salute pubblica.

Rifiuti pericolosi e presenza di amianto lungo il fiume

Nel corso di un sopralluogo di vigilanza ambientale, le guardie del Coordinamento ANTA Caserta hanno individuato un’area gravemente compromessa dalla presenza di rifiuti speciali abbandonati. Tra i materiali rinvenuti figurano lastre di asbesto, frammenti di eternit, pneumatici di grandi dimensioni e altri scarti industriali, distribuiti lungo l’alveo del fiume e sulle sue sponde.

La presenza di amianto rappresenta un rischio  per l’ambiente e per la salute umana, soprattutto in caso di deterioramento dei materiali e dispersione delle fibre nell’aria o nell’acqua. Una situazione che, secondo gli operatori, configura un autentico scenario di degrado ambientale e richiede interventi urgenti di bonifica.

Rinvenuto anche un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale

Durante le operazioni di monitoraggio, gli operatori hanno inoltre individuato un ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale, probabilmente un proiettile di artiglieria. A seguito del ritrovamento, è scattato immediatamente il protocollo di sicurezza con la segnalazione alle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Ruviano, che hanno delimitato l’area in attesa dell’arrivo degli artificieri militari, successivamente giunti da Castel Morrone per la messa in sicurezza dell’ordigno. L’area è stata temporaneamente interdetta per garantire l’incolumità dei cittadini.

L’allarme delle associazioni ambientaliste

Il Coordinamento ANTA Caserta ha espresso forte preoccupazione per l’ennesimo episodio di inquinamento lungo il fiume Volturno. Secondo i responsabili dell’associazione, la presenza simultanea di rifiuti pericolosi e residuati bellici dimostra una situazione di abbandono che si protrae da troppo tempo.

L’associazione ha inoltre espresso apprezzamento per il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e degli artificieri, sottolineando l’importanza di una collaborazione costante tra istituzioni, enti di controllo e cittadini per contrastare l’abbandono illecito di rifiuti.

Un’emergenza ambientale che richiede interventi strutturali

L’episodio riporta l’attenzione sulla necessità di rafforzare le attività di sorveglianza ambientale e di accelerare le operazioni di bonifica nelle aree più vulnerabili del territorio casertano. La presenza simultanea di amianto, rifiuti speciali e ordigni bellici rappresenta un rischio che non può essere sottovalutato e che richiede interventi coordinati e continui.

Il caso del Volturno si aggiunge a una lunga lista di criticità ambientali che rendono urgente una strategia di prevenzione, controllo e ripristino ambientale, capace di tutelare la salute pubblica e il patrimonio naturale del territorio.

ONA: protocollo Montilla modello di prevenzione oncologica

dott. Pasquale Montilla e l'Avv. Ezio Bonanni, prevenzione oncologica
Dott. Pasquale Montilla e l'Avv. Ezio Bonanni

ONA Calabria. Dalla ricerca dell’oncologo Pasquale Montilla e l’impegno dell’avvocato Ezio Bonanni è presentato un nuovo protocollo per la prevenzione oncologica che porebbe essere applicata a livello nazionale ed internazionale.

Il territorio di Crotone, per anni associato a emergenze ambientali e criticità sanitarie, potrebbe oggi diventare il punto di partenza di una nuova strategia nazionale per la prevenzione delle patologie oncologiche legate all’inquinamento. Al centro di questa prospettiva si colloca un progetto che punta a trasformare l’esperienza maturata nei Siti di Interesse Nazionale in un modello scientifico capace di incidere concretamente sulle politiche pubbliche.

L’obiettivo non è soltanto fotografare i danni prodotti dall’esposizione ambientale. Ma comprendere in modo scientificamente fondato come e perché tali danni si generano, così da intervenire prima che la malattia si manifesti.

Oltre la semplice osservazione dei dati sanitari

Per anni la sorveglianza epidemiologica ha permesso di rilevare un aumento di patologie oncologiche in determinate aree del Paese. Tuttavia, la mancanza di strumenti capaci di dimostrare il nesso biologico diretto tra inquinamento e malattia ha spesso limitato l’efficacia delle politiche di prevenzione.

Il nuovo approccio proposto per il SIN di Crotone si fonda su un cambio di paradigma. Ossia integrare i dati epidemiologici con analisi biologiche avanzate, in grado di individuare marcatori di esposizione, alterazioni molecolari e processi patogenetici precoci. In questo modo, la prevenzione non resta teorica, ma diventa operativa e misurabile.

Il contributo scientifico del modello Montilla

Alla base di questa impostazione vi è il lavoro del dottor Pasquale Montilla, oncologo che ha sviluppato un protocollo orientato alla comprensione causale delle patologie ambientali. Il modello proposto si distingue per l’uso integrato di strumenti come l’analisi del bioaccumulo di contaminanti e lo studio delle correlazioni tra esposizione ambientale e danno tissutale.

Questo approccio, già valutato positivamente in ambito accademico internazionale è stato riconosciuto per la sua solidità metodologica e per la possibilità di essere applicato in altri contesti territoriali. La sua forza risiede nella capacità di superare la semplice descrizione del fenomeno, offrendo basi scientifiche utili alle decisioni pubbliche.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Un ruolo centrale in questo percorso è svolto dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni promuove un approccio orientato alla prevenzione primaria e alla tutela dei diritti delle persone esposte a rischi ambientali.

Secondo Bonanni “la difesa della salute collettiva richiede strumenti scientifici avanzati e una visione istituzionale capace di superare logiche emergenziali.”
>L’ONA, in questo contesto, si propone come soggetto di raccordo tra ricerca, istituzioni e cittadini, contribuendo a costruire un modello di governance fondato su evidenze scientifiche e responsabilità pubblica.

Un’opportunità per il sistema sanitario nazionale

L’esperienza del SIN di Crotone potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’intero Paese. L’adozione di un approccio integrato, che unisca ricerca scientifica, prevenzione e politiche sanitarie, consentirebbe di affrontare in modo più efficace le conseguenze dell’inquinamento ambientale sulla salute.

La richiesta di sostegno

La Presidenza del Consiglio dei Ministri è quindi chiamata, su proposta ONA, a valutare l’opportunità di accompagnare un processo scientifico già strutturato e coerente con gli obiettivi di tutela della salute pubblica. La richiesta avanzata riguarda riconoscimento istituzionale di un modello capace di rafforzare le politiche nazionali di prevenzione ambientale.
Tramite Atto di indirizzo o presa d’atto ministeriale prevede il mantenimento del coordinamento scientifico in capo all’Oncologo Medico Dr. Pasquale Montilla  e con il supporto dell’ONA.

In questo quadro ideale, lo Stato assumerebbe un ruolo di garanzia e accompagnamento

Un eventuale riconoscimento da parte della Presidenza del Consiglio costituirebbe un segnale di attenzione verso un modello che privilegia l’anticipazione del rischio, la tutela della salute collettiva e la costruzione di strategie fondate su evidenze scientifiche, senza logiche emergenziali o contrapposizioni istituzionali.

In questa prospettiva, l’Italia avrebbe l’occasione di porsi come riferimento europeo nella prevenzione oncologica ambientale. Trasformando territori segnati da criticità storiche in modelli di innovazione, responsabilità e tutela della vita.

Auguri di Natale e impegno contro emergenza amianto

ona auguri
ona auguri

È con spirito natalizio che l’Osservatorio Nazionale Amianto rivolge i suoi auguri, rinnovando al contempo l’impegno nella tutela della salute e dei diritti delle vittime dell’amianto, una emergenza che continua a produrre effetti anche oggi.

Nonostante il divieto formale dellamianto, in Italia restano ancora migliaia di siti contaminati e numerosi procedimenti giudiziari legati a esposizioni professionali avvenute in passato, in particolare in ambito industriale e militare.

Amianto e nuove battaglie legali

Negli ultimi anni, diversi pronunciamenti della magistratura hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni di servizio vissute da appartenenti alle Forze Armate in epoche in cui l’amianto era ampiamente utilizzato su navi e infrastrutture.

Una recente decisione del Tribunale Civile di Lecce, che ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei familiari di un sottufficiale della Marina Militare, deceduto per carcinoma polmonare.

La sentenza ha previsto un indennizzo complessivo di circa 500.000 euro a favore della vedova e dei figli, comprensivo di rivalutazione e altre spese, configurandosi come un ulteriore passaggio nel percorso di riconoscimento dei diritti dei militari esposti.

La consulenza medico-legale disposta dal Tribunale ha stabilito che la malattia è riconducibile all’attività lavorativa svolta dal militare, evidenziando come amianto e fumo di sigaretta siano entrambi agenti cancerogeni certi e come la loro compresenza produca un effetto sinergico. La presenza di una pregressa patologia amianto-correlata, le placche pleuriche, ha ulteriormente rafforzato il nesso tra esposizione professionale e malattia.

Secondo l’ONA e l’avv. Ezio Bonanni, il Tribunale avrebbe applicato una riduzione del risarcimento per il concorso del fumo di sigaretta. Una scelta per la quale ONA ha annunciato appello, richiamando orientamenti giurisprudenziali e scientifici secondo cui, nei casi di esposizione professionale ad amianto, il fumo non interrompe il nesso causale ma agisce come concausa sinergica.

L’ONA sottolinea da anni come la prevenzione primaria, l’informazione sui rischi e la sorveglianza sanitaria siano strumenti essenziali per evitare che tragedie simili si ripetano.

Il messaggio dell’avv. Ezio Bonanni

“Il Natale deve essere anche un momento di memoria e di impegno civile”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
“Le decisioni giudiziarie che riconoscono il legame tra esposizione professionale e malattia ci ricorda che l’amianto è una realtà terribile con cui molte famiglie continuano a fare i conti.”

Bonanni aggiunge:
“l nostro augurio è che il nuovo anno porti un’accelerazione concreta delle bonifiche, una maggiore attenzione alla prevenzione e una tutela sempre più effettiva per chi ha servito lo Stato e per tutti i lavoratori esposti. La salute non può essere sacrificata, né dimenticata con il passare del tempo.”

Auguri di Natale nel segno della responsabilità

Nel rivolgere i suoi auguri, l’ONA rinnova la vicinanza a tutte le vittime dell’amianto, ai loro familiari e a chi continua a lottare per il riconoscimento dei propri diritti. Un Natale che guarda alla solidarietà, ma anche alla necessità di azioni concrete.

L’auspicio è che il nuovo anno rafforzi la cultura della prevenzione, della legalità e della giustizia sociale, affinché tragedie evitabili non si ripetano mai più.

Avvocato Ezio Bonanni
Avvocato Ezio Bonanni

Vedova ottiene indennizzo famigliari e pensione in appello

Amianto, Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA nel suo studio legale, vedova
Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA nel suo studio legale

La Corte d’Appello di Cagliari sezione distaccata di Sassari, con la sentenza n. 146/2025, ha definito il giudizio di secondo grado promosso dagli eredi e la vedova di un militare esposto all’amianto, accogliendo parzialmente l’impugnazione e riformando in parte la decisione del Tribunale di Tempio Pausania.

Giudizio di appello per la vedova vittima amianto

I giudici hanno confermato alcuni benefici già riconosciuti in primo grado e ne hanno ampliato la portata sotto il profilo previdenziale e assistenziale.

Restano separati e tuttora in corso ulteriori giudizi civili, finalizzati alla valutazione delle domande risarcitorie complessive, che non rientrano nell’oggetto della sentenza di appello, che è esecutiva, salvo eventuale ricorso per Cassazione.

Pensione di reversibilità e benefici riconosciuti

Arretrati per circa 50mila euro alla vittima esposto amianto

Nel dettaglio, la Corte ha riconosciuto il diritto della vedova a due annualità di pensione di reversibilità per un importo complessivo stimato in circa 50mila euro.

È stata inoltre confermata la maggiorazione degli assegni vitalizi, già portati a circa 500 euro mensili in primo grado, ed è stata disposta l’estensione dell’esenzione dalla spesa farmaceutica anche in favore del figlio.

La vicenda è stata seguita dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

La carriera del militare e il riconoscimento come vittima del dovere

Il militare aveva prestato servizio per oltre trent’anni come meccanico e motorista navale, operando su unità di vecchia generazione. Durante l’attività lavorativa avrebbe svolto mansioni in ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti asbesto.

È deceduto all’età di 56 anni, il 29 agosto 2008, a causa di un carcinoma gastrico. Nel corso della carriera aveva ricevuto diverse onorificenze, tra cui la Croce d’Argento, la Croce d’Oro, la Medaglia d’Onore e riconoscimenti per la lunga navigazione. In seguito, hanno riconosciuto come vittima del dovere.

La dichiarazione dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“Questa sentenza è innovativa – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni – perché è un ulteriore passo avanti verso il pieno riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere che devono essere equiparate a quelle del terrorismo, e restituisce dignità a una storia segnata da dolore e sacrificio”

Prossimi sviluppi giudiziari

Attesa per l’esito delle cause risarcitorie

Secondo quanto riferito, il percorso giudiziario non si esaurisce con la decisione di appello. Rimangono infatti aperti procedimenti civili distinti, volti a una valutazione complessiva delle richieste risarcitorie, che saranno oggetto di autonome decisioni.

Indennizzo famigliari: tutele per esposizione ad amianto

amianto e giustizia (Foto free di Sang Hyun Cho da Pixabay)
amianto e giustizia (Foto free di Sang Hyun Cho da Pixabay)

Un passaggio di natura tecnica all’interno dell’iter parlamentare ha riportato al centro del dibattito il tema dell’indennizzo per i familiari dei militari esposti all’amianto. Era stato presentato un emendamento all’articolo 9 del Disegno di legge n. 1706, per poi ritirarlo e trasformarlo in un Ordine del Giorno, accolto dal Senato. Un passaggio procedurale che, pur non modificando direttamente la norma, assume un valore politico e istituzionale rilevante.

Emendamento bipartisan presentato al Senato della Repubblica da diversi parlamentari: Susanna Camusso, Sandra Zampa, Ylenia Zambito, Magni, De Cristoforo, Ilaria Cucchi, Daniela Ternullo e Francesco Silvestro.

Un passaggio significativo

A seguito dell’accoglimento dell’Ordine del Giorno, il Servizio per il Controllo Parlamentare provvederà a segnalarlo formalmente al Governo e al ministero competente.
Un passaggio che interessa non solo il comparto militare, ma l’intero mondo del lavoro, soprattutto in relazione ai rischi sanitari connessi all’amianto e ad altri agenti cancerogeni.

Ordine del Giorno n. G/1706/31/10 al DDL n. 1706

G/1706/31/10 (già em. 9.0.3): Accolto

Il Senato, in sede di discussione del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.

Premesso che:

L’articolo 9 reca misure per l’adeguamento dei limiti di età per l’assegno di incollocabilità erogata dall’INAIL;

occorre considerare che la disciplina vigente tutela le vittime del dovere e i loro familiari nel caso in cui il danno alla salute derivi da eventi traumatici o da esposizione diretta a fattori patogeni connessi al servizio.

Tuttavia, non contempla espressamente i casi in cui la patologia insorga nei familiari conviventi, per esposizione para-professionale, avvenuta tramite indumenti, equipaggiamento o materiali contaminati riportati in ambito domestico dal militare;

l’assenza di una specifica previsione normativa determina oggi una disparità di trattamento e costringe i familiari ad azioni giudiziarie lunghe e onerose.

Impegna il Governo:

A valutare la possibilità di adottare norme volte a estendere le tutele previste per le vittime del dovere anche ai familiari del personale militare che abbiano sviluppato patologie oncologiche a causa dell’esposizione indiretta ad agenti nocivi, come l’amianto, trasferiti nell’ambiente domestico dal soggetto esposto durante il servizio.

Dettagli

Il riferimento è alla legge 31 ottobre 2025, n. 159, che introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e prevede interventi anche in materia di protezione civile. In particolare, l’articolo 9 della legge riguarda l’adeguamento dei limiti di età per l’assegno di incollocabilità erogato dall’INAIL, ma il documento parlamentare evidenzia una criticità.

La normativa vigente riconosce infatti specifiche garanzie alle vittime del dovere e ai loro familiari quando il danno alla salute deriva da eventi traumatici o da un’esposizione diretta a fattori patogeni connessi al servizio. Tuttavia, non viene espressamente contemplata l’ipotesi in cui la patologia si manifesti nei familiari conviventi a causa di una esposizione indiretta, definita para-professionale, avvenuta all’interno dell’ambiente domestico.

Il riferimento è ai casi in cui agenti nocivi, come l’amianto, vengano trasferiti in casa attraverso indumenti da lavoro, equipaggiamenti o materiali contaminati riportati dal militare al termine del servizio. L’assenza di una previsione normativa specifica genera una evidente disparità di trattamento e costringe i familiari colpiti da gravi patologie, spesso di natura oncologica, ad affrontare lunghi e onerosi percorsi giudiziari per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

Estensione delle tutele anche ai famigliari delle vittime

E’ fondamentale introdurre norme che estendono le tutele previste per le vittime del dovere anche ai familiari del personale militare che hanno sviluppato malattie a causa dell’esposizione indiretta ad agenti nocivi, tra cui l’amianto, trasferiti dall’ambiente di lavoro a quello domestico.

Paola Santo Spirito , malata di asbestosi, è da anni impegnata nella difesa di questo diritto. Infatti la donna, moglie di un militare contaminata dall’uranio impoverito, amianto, radiazioni ionizzanti, nano particelle di metalli pesanti.
Esponente determinante dell’ONA di Taranto, è promotrice di iniziative di sensibilizzazione. Tra cui una raccolta firme finalizzata alla presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

“La prevenzione deve tutelare non solo chi lavora, ma anche chi vive accanto ai lavoratori esposti. Serve il pieno riconoscimento dei diritti dei familiari colpiti. A partire dall’accesso alle cure, ai risarcimenti,  alla tutela previdenziale ed al sostegno sociale.
L’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà a battersi affinché nessuna malattia professionale resti senza giustizia e affinché la sicurezza sul lavoro sia finalmente una tutela reale, capace di fermare anche le esposizioni indirette che per anni sono state ignorate.” Ha affermato l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonti: Il Senato, corrierepl.it