Un nuovo docufilm porta sul grande schermo una delle pagine più intense e drammatiche della storia del lavoro a Genova. Si tratta del racconto di una lotta durata oltre dieci anni, che ha coinvolto 1400 operai accusati di aver ottenuto in modo irregolare i benefici pensionistici previsti per chi aveva lavorato a contatto con l’amianto. Quella che a molti appariva come una semplice vertenza sindacale si è trasformata in un caso di giustizia sociale, reso ancora più complesso dal peso delle accuse e dall’indifferenza di gran parte dell’opinione pubblica.
Autori e produzione
Il progetto nasce dalla collaborazione tra FIOM, SPI e Camera del Lavoro di Genova, tre realtà da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori. Alla base c’è l’idea di Marcello Zinola e Giovanna Cereseto, concretizzata grazie alla regia di Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli. La pellicola non si limita a riportare fatti e date: attraverso interviste, filmati d’archivio e testimonianze dirette, restituisce la dimensione umana di chi ha lottato per vedersi riconosciuta una verità.
Dalla diffidenza pubblica al riconoscimento dei diritti
Il contesto in cui si svolge la vicenda è segnato da un forte pregiudizio mediatico e da un clima di sospetto. Il lavoro in acciaierie, officine meccaniche e cantieri navali aveva esposto quelle persone a un rischio mortale. Il sindacato ha portato avanti un’azione determinata, ottenendo infine la restituzione dei diritti negati.
L’amianto, nemico ancora presente
Come spesso ricordato da ONA – Osservatorio Nazionale Amianto sebbene vietato dal 1992, il materiale ha continuato a essere presente per anni nei luoghi di lavoro, causando malattie gravi e morti premature. In Liguria si contano oltre 3600 vittime dagli anni Novanta a oggi, una cifra che racconta la portata della tragedia e l’urgenza di non abbassare la guardia.
Un film come strumento di memoria e denuncia
“Amianto. Genova: storia di una lotta operaia” è un canale significativo per mantenere viva l’attenzione. La sua selezione in vari festival dimostra l’interesse che il tema suscita anche oltre i confini locali.
Le proiezioni pubbliche sono fissate per il 12 settembre al Club Amici del Cinema di Sampierdarena (GE) e il 25 settembre al Nuovofilmstudio di Savona. Il messaggio che emerge è chiaro: raccontare queste storie significa difendere i diritti conquistati e impedire che simili ingiustizie si ripetano.



