23.4 C
Rome
martedì, Settembre 15, 2026
Home Blog Page 389

Talco: la storia di un cancerogeno

Talco cancerogeno Johnson & Johnson
Johnson & Johnson a gennaio 2025 il verdetto finale

Il talco cancerogeno è quello per uso industriale, e anche il borotalco con residui di amianto. Nel 2018, la c’è stata la condanna della multinazionale Johnson & Johnson. (approfondisci sul verdetto).

S.O.S. difesa vittime talco contaminato amianto

Chiama il numero verde gratuito per l’assistenza legale gratuita, oppure chiedi la consulenza legale gratuita online con un parere scritto attraverso il form nella pagina.

Talco cancerogeno: consulenza legale gratuita

L’Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto sentenze di condanna al risarcimento dei danni talco, ovvero prodotti di talco contaminati di amianto.

Inoltre, la stessa associazione ONA ha raccomandato di evitare di utilizzare talco se c’è rischio di contaminazione. (tutela legale vittime talco amianto).

La condanna per il talco cancerogeno

La Giustizia americana ha emesso delle condanne molto salate per le morti di tumori asbesto correlati per esposizione a talco contaminato (talco cancerogeno).

In questo caso, la condanna è stata molto salata: $ 4,69 miliardi di dollari ($ 6,32 miliardi) a 22 donne (6 decedute) che si sono ammalate di cancro ovarico

In sintesi, la contaminazione di minerali di asbesto (talco cancerogeno), si è verificata nella Baby Powder.

Nel 2021, la Corte Suprema ha respinto il ricorso della Johnson & Johnson costringendola a risarcire alcune donne per tumore alle ovaie con 2,1 miliardi. Per evitare nuove condanne e lunghi procedimenti giudiziari la società ha proposto, nel 2023, un maxi risarcimento per circa 70mila persone di 8,9 miliardi di dollari.

Il talco: che cos’è

Il talco è un fillosilicato di magnesio, un minerale molto diffuso il cui nome deriva dall’arabo talq, che viene abbreviato con la sigla TLC.

La sua struttura cristallina è paragonabile a quella della pirofillite ma, a differenza di quest’ultima, il talco è un fillosilicato triottaedrico e i suoi siti ottaedrici sono costituiti dal magnesio piuttosto che dall’alluminio.

Il borotalco e le parti intime

L’ONA raccomanda di evitare l’uso del talco nelle parti intime (zona perianale, vagina, vulva, etc.), perché è comunque dannoso.

Mentre, invece, in altre parti del corpo, non c’è questo rischio.

Borotalco e cosmetici: danni alla salute e cancro

Il talco, quando si definisce pericoloso, è perché ci sono delle impurezze oppure un uso improprio.

Infatti, un conto è il talco, un conto è il borotalco, sono due prodotti diversi. Però, in alcuni casi, il danno si è verificato anche con il borotalco.

Se da una parte le industrie italiane del borotalco sono state sempre attente perché hanno utilizzato solo polveri di talco di alta qualità e purezza, non così altre società.

Infatti, le industrie italiane sono sottoposte a severissimi controlli, non così negli USA o magari in Cina. Quindi, l’ONA raccomanda di fare molta attenzione ai tipi di prodotti, e di evitare quelli di dubbia provenienza.

Nel passato, anche per il borotalco ci sono stati casi di contaminazione e pericolosità.

Il talco cancerogeno: borotalco amianto

Il talco, specialmente se contaminato da fibre di asbesto, oppure da altri materiali cancerogeni e lesivi, provoca danni alla salute. In particolare, ci riferiamo non solo al talco uso industriale, ma anche a quello in cosmesi (borotalco).

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA raccomanda la prevenzione primaria. Infatti, occorre evitare qualsiasi esposizione che possa provocare danni alla salute.

In sintesi, il rischio più elevato è quello per il cancro alle ovaie. Il giornale dell’amianto, ONA notiziario, proprio per la delicatezza del tema, ha intervistato il Prof. Giancarlo Ugazio.

Infatti, il Prof. Giancarlo Ugazio, già professore ordinario di patologia generale presso l’Università di Torino, ha studiato e scoperto tutti i danni del talco amianto.

Quindi l’amianto nel borotalco è stato scoperto proprio dal Prof. Giancarlo Ugazio presso l’Università di Torino (borotalco e tumori).

In conclusione, se la ditta produttrice è rigorosa, il talco e il borotalco sono privi di fibre asbestiformi.

ONA news, con il notiziario amianto, ti informa sui danni del talco amianto:

Talco cancerogeno: il verdetto di condanna

La giuria del Missouri alla quale si erano rivolte le vittime del borotalco cancerogeno, nel 2018, hanno condannato la multinazionale Johnson & Johnson è stata condannata da una giuria del Missouri.

Si tratta del più grande verdetto giudiziario prodotto nella storia degli Stati Uniti, come sopra abbiamo dimostrato.

Infatti, il caso conferma quanto già sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Osservatorio Nazionale Amianto da lui presieduto.

Infatti, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA, ha dimostrato che il talco era utilizzato anche dall’industria della gomma. Inoltre, il talco è stato utilizzato anche in molte altre applicazioni.

Per questi motivi, è necessaria la tutela legale, ovvero la consulenza legale gratuita.

Il cancro delle ovaie e l’esposizione al talco amianto

Il cancro delle ovaie è la conseguenza della proliferazione incontrollata delle cellule. In molti casi, si tratta di cellule epiteliali, che prodocono gli ovuli.

In altri casi, sono le cellule germinali, quelle dalle quali ha origine il cancro.

In seguito alle mutazioni genetiche del DNA delle cellule delle ovaie, ha origine il cancro. Infatti, si ha un processito di divisione e crescita cellulare come qualsiasi altra neoplasia.

Il talco e il borotalco cancerogeno tutela legale

L’ONA ha istituito il servizio di assistenza legale. Si tratta del servizio online di assistenza legale. Oltre alle informazioni con questo notiziario amianto (amianto news), è possibile ottenere anche le ultime notizie talco amianto news.

Infatti, le informazioni sono molto importanti per la tutela legale delle vittime. Inoltre, è possibile chiedere per iscritto una consulenza legale.

Cancro delle ovaie per borotalco cancerogeno

In molti casi, è proprio il borotalco, quello usato nella cosmesi, ad essere cancerogeno.

Infatti, provoca danni ai polmoni e anche alle ovaie, ed è per questi motivi che occorre fare molta attenzione.

Il notiziario amianto ti informa sui rischi del borotalco contaminato e del talco amianto. (borotalco news).

Indennizzo INAIL cancro delle ovaie per talco cancerogeno

Il cancro delle ovaie è inserito nella lista I dell’INAIL, proprio con riferimento all’asbesto. Quindi se le fibre contaminano il talco è evidente che il tumore ovarico deve essere considerato professionale. Si applica la presunzione legale di origine.

Al fine di acquisire tutte le informazioni utili, puoi consultare:

Se l’esposizione si verifica in ambiente lavorativo, si ha diritto all’indennizzo INAIL tumore delle ovaie.

Talco cancerogeno e prepensionamento

Nel caso in cui si ha la diagnosi di tumore delle ovaie ed esposizione professionale a talco cancerogeno, si ha diritto anche ai c.d. benefici amianto.

Infatti, se il talco è contaminato da queste fibre, la malattia deve considerarsi asbesto correlata, di origine professionale.

In questo caso, la vittima del tumore ovarico ha diritto alla c.d. pensione amianto talco cancerogeno cancro ovaie.

La pensione amianto talco cancerogeno si ottiene con le maggiorazioni contributive, ex art. 13, co. 7, L. 257/92.

Infatti, con queste maggiorazioni si acquisisce il prepensionamento con il coefficiente 1,5. Inoltre, chi è già in pensione, ha diritto a rivalutare i ratei pensionistici in godimento.

Nel caso in cui, pur con la rivalutazione, non si acquisisce il diritto a pensione, può essere comunque depositata la domanda INPS entro il prossimo 31.03.2021.

Infatti, con le nuove modifiche della normativa, e cioè con l’introduzione dei commi 250 bis e ter, in aggiunta all’art. art. 1, co. 250, L. 232/2016, sono stati rimossi tutti i paletti.

Quindi la pensione amianto spetta a tutti coloro che hanno subito un danno biologico per esposizione professionale ad asbesto.

Talco cancerogeno e risarcimento danni

Coloro che hanno subito danni per uso di talco cancerogeno nei prodotti e nelle aziende, hanno diritto al risarcimento danni. Infatti, si invoca la tutela del consumatore (talco tutela dei consumatori per rischio amianto).

In particolare, l’ONA tutela coloro che hanno subito danni anche tra i consumatori. In definitiva, rispetto al rischio amianto, ed in particolare, del talco amianto, rileva anche la tutela legale consumatori.

Per queste ragioni è stato istituito il servizio di risarcimento danni consumatori talco amianto.

Talco cancerogeno e giustizia USA: condanna al risarcimento

La questione del borotalco cancerogeno è molto rilevante per la giustizia USA. Infatti, in questa giurisprudenza oltreoceano, si afferma il c.d. danno punitivo.

In questo modo, la mannaia della giustizia USA, ha sanzionato il borotalco Johnson (talco johnson).

Il risarcimento danni di $ 4,14 miliardi di dollari, danno punitivo amianto, ovvero danni punitivi che compensano ognuna delle 22 donne e le loro famiglie per i danni subiti, ha determinato anche un terremoto finanziario, per la perdita in borsa della società fino all’1,4 per cento.

Il verdetto espresso negli USA la scorsa settimana dai giurati del tribunale di St. Louis ha dato seguito alle oltre 9.000 segnalazioni attestanti che i prodotti di talco di J & J causano il cancro.

L’azienda si difende

Carol Goodrich, portavoce dell’azienda, ha detto che Johnson & Johnson farà ricorso: “Il verdetto è stato il risultato di un processo fondamentalmente ingiusto, che ha permesso ai querelanti di presentare un gruppo di 22 donne, la maggior parte delle quali non aveva alcun collegamento con il Missouri, che hanno accusato tutte quante di aver sviluppato un cancro ovarico”.

Che ogni querelante e i suoi familiari abbiano ricevuto $ 25 milioni di dollari per le loro perdite, indipendentemente dai loro singoli fatti e dalle differenze nella legge applicabile, riflette che le prove nel caso sono state semplicemente sopraffatte dal pregiudizio di questo tipo di procedimento” ha altresì aggiunto Goodrich, che ha poi parlato di “Errori multipli”: “I prodotti dell’azienda non contengono amianto e non causano il cancro alle ovaie”.

Infine Goodrich ha predetto che il verdetto sarà invertito. “Gli errori multipli presenti in questo studio erano peggiori di quelli dei precedenti studi che sono stati annullati”.

Le donne hanno anche citato in giudizio un’unità di Imerys SA, che ha fornito il talco a J & J.

Imerys Talc America ha accettato di pagare almeno $ 5 milioni di dollari per liquidare le richieste.

Preoccupazioni dell’azienda sono fondate

Il borotalco Johnson fa parte dei prodotti Johnson cancerogeni e del borotalco tumore, perché talco cancerogeno (talco johnson cancro).

Il talco cosmetico, purtroppo, ha subito le contaminazioni di asbesto, perché le rocce, dalle quali è stato estratto, avevano presenza di minerali di asbesto. Così nella Val Chisone, piuttosto che nel Montana.

Talco cancerogeno nelle miniere della Val Chisone

La Val Chisone è una valle delle Alpi, situata nella Città metropolitana di Torino. Si trova a confine con la Val di Susa e poi con la val Sangone,  la Val Pellice, e con la pianura padana. Questa valle si diramazione nella valle Germanasca.

Il talco, chimicamente è un fillosilicato di magnesio contenente talora tracce di alluminio, ferro o asbesto, e nelle miniere della Val Chisone l’asbesto fu sempre presente.

Le tracce erano quelle di crisotilo, e in alcuni casi limitati, anche di amosite e crocidolite.

Anche nelle miniere del Montana, il talco era contaminato, e quindi i prodotti cosmetici si sono rivelati dannosi per la salute.

Il talco cosmetico cancerogeno

Le Corti USA hanno confermato le tesi dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni circa il talco cancerogeno.

Infatti, il talco, e gli altri cosmetici, prodotti con il talco estratto nelle miniere della Val Chisone e del Montana.

Talco cancerogeno nella Olivetti di Ivrea

Nella Olivetti, il cui stabilimento principale nella città di Ivrea, e fondata da Camillo Olivetti, era utilizzato il talco cancerogeno.

Ciò è emerso in seguito alla morte per mesotelioma, e di altre malattie asbesto correlate, tra i dipendenti dello stabilimento.

Tanto è vero che in primo grado ci fu la condanna per Carlo e Franco De Benedetti e Corrado Passera, poiché, come si legge nella sentenza, è  “ampiamente dimostrato l’utilizzo di talco contaminato da tremolite sino al 1981”.

Secondo il Tribunale vi era l’obbligo di sostituire il talco cancerogeno e gli altri materiali di asbesto.

Poiché il talco cancerogeno “non è stato immediatamente sostituito ma è rimasto in uso quanto meno sino alla primavera del 1986”, c’è stata la condanna.

Però il verdetto è stato poi ribaltato nella fase di appello. Tuttavia rimane la prova del fatto che il talco è comunque cancerogeno, se contaminato.

Talco cosmetico e fibre di asbesto

Il talco cosmetico conteneva quindi presenza di fibre di asbesto, che hanno provocato diversi tumori delle ovaie, per cui è stato accertato che si tratta di una malattia asbesto correlata, ovvero di un cancro amianto, asbesto correlato. 

L’azienda si difende, e tuttavia ci sono preoccupazioni per l’epidemia di tumori delle ovaie e di altre patologie amianto correlate, per coloro che hanno usato il talco cosmetico.

Accorato l’allarme del professore Jean Eggen, docente di Legge presso la Widener University, che insegna casi di tortura di massa.

Potrebbe essere un presagio di cose a venire e ci sono molti più casi di cancro ovarico rispetto ai casi di amianto legati alla polvere”.

Johnson & Johnson sapeva o non sapeva?

Recentemente, documenti non sigillati da una causa contro i beni di consumo e il colosso farmaceutico Johnson & Johnson, hanno rivelato che la società sapeva per decenni che i suoi prodotti di talco cancerogeno potevano contenere micidiali fibre di asbesto.

I file mostrano che Johnson & Johnson era stata avvisata dei rischi di contaminazione di residui di asbesto nei primi anni 1970.

Inoltre, aveva chiesto ai dipendenti di rassicurare il consumatori sul fatto che i prodotti non  fossero contaminati dal minerale cancerogeno.

La multinazionale sapeva che i suoi prodotti di talco erano contaminati dall’amianto e impediva che queste informazioni raggiungessero il pubblico” ha dichiarato in conclusione ai giurati Lanier, l’avvocato dei querelanti. “J & J ha cercato di proteggere l’immagine di Baby Powder come la loro vacca sacra”, ha chiosato.

La società ha truccato i test per evitare di mostrare la presenza di asbesto”, ha altresì affermato Lanier: “se un test mostrava la presenza di asbesto, J & J lo inviava a un laboratorio che la società sapeva avrebbe prodotto risultati diversi”, ha svelato Lanier ai giurati.

Nel processo USA la Johnson & Johnson nega

Neanche a dirlo, J & J ha negato qualsiasi contaminazione con fibre asbestiformi o qualsiasi prova truccata.

Le accuse di sopprimere o ignorare le prove non avevano senso”, ha tuonato Peter A. Bicks, il legale della società nella chiusura di mercoledì.

Infatti, secondo il legale dell’azienda produttrice di borotalco, ci sarebbe stata la verifica nei migliori laboratori del paese anno dopo anno” per testare la presenza o meno di fibre di questi minerali cancerogeni.

Il legale ha aggiunto: “Perché qualcuno in J & J dovrebbe decidere di esporre i bambini all’asbesto? Perché tutti i test?”.

Infatti, le tracce di minerali nel talco cancerogeno non sono la prova della contaminazione da asbesto”.

Infatti, ha, altresì, aggiunto Bicks, per poi concludere “queste fibre non sono asbesto ma frammenti minerali innocui”.

Nella causa, J & J ha pure fornito documenti che mostravano test del suo talco risalenti al 1972, senza trovare tracce di minerali asbestiformi.

Una dichiarazione sul sito web della società recita persino: “Dal 1970, il talco utilizzato nei prodotti è privo di asbesto, quindi i prodotti talco di Johnson non contengono fibre asbestiformi, una sostanza classificata come cancerogena”.

“I prodotti Jonshon’s Baby Powder contengono solo talco di qualità US Pharmacopeia (USP), che soddisfa i più elevati standard di qualità, purezza e conformità”.

Il borotalco: assenza dei regolamenti USA

A dire il vero, i regolamenti federali di talco cancerogeno cosmetico non esistono. La FDA può monitorare potenziali problemi di sicurezza, ma può intervenire solo se prove scientifiche attendibili mostrano che un prodotto è dannoso per l’uso previsto.

C’è chi dice no ai minerali cancerogeni

Non è dello stesso parere la querelante Toni Roberts, 61 anni, alla quale era stato diagnosticato un cancro alle ovaie nel 2014.

Dopo il verdetto la donna ha detto “Nessuno dei trattamenti sta funzionando per me. Sono terminale. Il talco non era innocuo”.

Altre cause giudiziarie sul talco amianto

Johnson & Johnson sta anche combattendo una battaglia separata con i querelanti che incolpano i prodotti di talco cancerogeno dell’azienda di aver causato loro il mesotelioma, una forma di cancro generalmente presente nei polmoni, legata all’esposizione alle fibre killer.

Sviluppi USA sulla tutela delle vittime talco amianto

Il verdetto di St. Louis potrebbe essere particolarmente vulnerabile alle sfide o agli appelli post-processuali.

I premi per danni punitivi sono infatti progettati per scoraggiare le società e gli altri imputati dall’impegnarsi in una condotta che è considerata oltraggiosa, sfrenata o eccessivamente spericolata.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato che tali premi di punizione devono essere proporzionali ai verdetti di risarcimento danni che ne sono alla base.

Tutela medica e legale vittime talco e borotalco

L’ONA assiste tutti i lavoratori e cittadini esposti e vittime di asbesto compresi quelli del borotalco cancerogeno, e cioè del talco Johnson cancerogeno.

Coloro che temono di poter rimanere vittima di tumore delle ovaie e di altre malattie asbesto correlate per l’utilizzo del borotalco cancerogeno, possono chiedere assistenza medica e tutela legale all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni.

Borotalco news: amianto talco news

Per tenerti informato sul rischio del borotalco contaminato e sulla tutela legale, consulta questo notiziario amianto. Infatti, nel giornale dell’amianto, ci sono diversi articoli di approfondimenti:

Tabù, di Ruggero Alcanterini

Tabù

Tabù: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Tabù, film da Oscar e status culturale

Non è soltanto il titolo del film americano, che nel 1931 vinse l’Oscar per la migliore fotografia e fece scalpore per il primitivo esotico polinesiano, appena velato da ghirlande di fiori. Ma è sinonimo di uno status culturale e sociale che collide con l’antico, come col moderno, di una società che dovrebbe essere inclusiva ed invece manifesta la sua inadeguatezza e la sua asprezza ad ogni piè sospinto.

Non abbiamo finito di piangere per Willy, che già abbiamo un’altra vittima sacrificale sull’ara della cieca e bieca violenza.

Purtroppo, quel che per Publio Ovidio Nasone era il mitico frutto dell’amore tra Ermes ed Afrofite, trasmutato in androgino dal connubio con la ninfa Salmace, dopo millenni di abbrutimento culturale, per buona parte della nostra “moderna” collettività è ancora un tabù.

La tragica morte di Paola Gaglione, in circostanze da vera tragedia greca, ci danno ulteriore motivo per chiedere a chi governa di affrontare concretamente temi e problemi che possono apparire decisamente scomodi e impopolari, secondo la massima che “non basta governare, ma bisogna averne il coraggio”.

Servizi di assistenza ONA 

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto.

numero verde ONA

CON WILLY PER I GIOVANI, IERI, OGGI E DOMANI

Willy

CON WILLY PER I GIOVANI, IERI, OGGI E DOMANI: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Eccomi, appena sessant’anni fa, con Giulio Onesti nella fase post olimpica. Ero felice e carico di positiva energia, come tutti i giovani forgiati da quella straordinaria, unica e purtroppo irripetibile esperienza del 1960.

La FIDAL con il Presidente Giosuè Poli premiava ed io rappresentavo il CUS Roma… Si aprivano le porte del sociale e del lavoro, giusto negli anni dello sviluppo.

Prendo spunto da questo ed altri ricordi di quegli anni, per riflettere sulla situazione attuale e a proposito dei giovani in particolare. Desolatamente, giungo alla conclusione che purtroppo, oltre l’effimera distribuzione di bonus a vario titolo, oggi non disponiamo di una adeguata attenzione per le giovani generazioni.

Con Willy: Attenzione per le nuove generazioni

In via prioritaria, occorrono opportunità educative, esperienziali, vocazionali, formative e quindi di crescita in un contesto in cui la cultura e lo sport si possano coniugare con la salute fisica e mentale, in cui la società civile si possa articolare sul merito, piuttosto che sui bisogni.

Ecco, il merito. La mia convinzione è quella che questo debba costituire la vera chiave d’accesso, il passepartout unico, con cui affrontare l’universo mondo. Come ci capita ogni giorno, osserviamo al contrario un panorama di eventi, l’emergere di fattori comportamentali davvero sconcertanti.

Per questo, credo che se ancora siamo capaci di reagire, se abbiamo un barlume di energia positiva, un soprassalto di coscienza, dobbiamo dare un taglio netto alle furbate, alle scorciatoie e al non rispetto delle regole. Occorre restituire credibilità al sistema.

Peraltro consolarsi con lo sballo, in nome di una presunta libertà, equivale a mettere la testa su di un ceppo e consegnare ai carnefici in proprio futuro.

Consentire che questo avvenga – senza contrastarlo preventivamente – ci relega al ruolo di campioni del soccorso con la prospettiva di franare agli ultimi posti nella classifica dell’assistenza.

Dobbiamo nutrire fiducia e speranza nei “millennials”, di cui il povero Willy Monteiro era esemplare esponente, ma dobbiamo anche evitare di tradirli con l’inadeguatezza.

Il progetto futuro del Bel Paese che riguarda i ragazzi è nelle nostre mani e si decide adesso. A buoni intenditori, poche parole.

Willy

ONA: l’importanza della prevenzione nelle scuole

Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto.

La prima puntata di ONA TV – ONA News è stata dedicata alla presenza di amianto negli istituti scolastici: Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente

Per l’ONA è infatti fondamentale tutelare la salute delle nuove generazioni, a partire dalla salubrità delle scuole.

Pleurite: cos’è, cause e sintomi

Pleurite da amianto

Tra le patologie respiratorie maggiormente rare, rispetto a polmonite e bronchite, si classifica la pleurite. Con questo termine si indica l’infiammazione della pleura. Per comprendere meglio la sintomatologia, oltre alle cause scatenanti di questa infermità occorre però prima fare alcune precisazioni. 

Spesso questa malattia insorge a seguito di durature – e spesso inconsapevoli – esposizioni all’amianto. L’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA ASP), si occupa della tutela delle vittime di questo killer silenzioso. In questo modo, il legale, insieme ai suoi collaboratori, mettono a disposizione un servizio di consulenza gratuita legale e medica. 

Consulenza pleurite infiammazione della pleura

Indice

Tempo di lettura: 4 minuti

Che cos’è la pleurite?

Quando si parla di pleurite si intende un’infiammazione della pleura, membrana del sistema respiratorio. La pleura non è altro che la sottile membrana a due strati, che riveste i polmoni, localizzata, quindi, all’interno della cavità toracica. Le infammazioni della pleura possono differenziarsi in crochiche o acute, e possono essere anche un segno evidente di una patologia respiratoria più grave. 

Quali sono i sintomi dell’infiammazione da pleurite 

La pleurite colpisce il sistema respiratorio, pertanto spesso i sintomi spesso potrebbero essere confusi con quelli riconducibili a differenti patologie. La sintomatologia che si manifesta nei pazienti affetti da pleurite, in ogni modo, è la seguente: dolore al petto, lancinante e acuto, tosse, affanno e, in caso di grave stato infiammatorio, anche febbre.

Tuttavia, nei casi di lievi infiammazioni i sintomi potrebbero manifestarsi con mal di gola, brividi, diarrea, inappetenza e perdita di peso. Nella maggior parte dei casi, la pleurite non provoca danni permanenti, se diagnosticata in tempi brevi. Qualora non venga trattata tempestivamente, potrebbe causare delle infezioni polmonari, o in generale nella cavità toracica. 

Tra le complicanze più rare si classifica la formazione di lesioni cicatriziali o aderenze che possono ostacolare la respirazione. Tuttavia, queste conseguenze non sono direttamente riconducibili alla pleurite, ma alle causa che potrebbero provocare l’insorgere della patologia stessa.

Alcune volte, infatti, la diagnosi potrebbe arrivare in uno stato avanzato della malattia, poiché la prima comparsa si rivela asintomatica. E’ comunque consigliabile rivolgersi la proprio medico di fiducia se si presentano sintomi equivoci, per evitare che la patologia si aggravi, non ricevendo il necessario trattamento.

Le possibili conseguenze della pleurite

La pleura è la membrana che riveste l’apparato respiratorio, localizzata quindi nella cavità toracica. Il foglietto sieroso che riveste i polmoni viene appunto detto pleura viscerale. Invece, la pleura che riveste la superficie interna del torace viene denominata pleura parietale.

Il dolore toracico che si manifesta con un’infiammazione in corso, quindi, è causato dallo strofinamento della duplice membrana polmonare durante l’inspirazione. Essendo infiammata, infatti, la membrana diventa più sensibile e aumenta il suo volume, creando attrito tra un polmone e l’altro, e di conseguenza dolore. 

Tra i due foglietti pleurici è anche presente un sottilissimo rivestimento di una sostanza lubrificante, comunemente conosciuto come “liquido pleurico“. Il suo scopo è quello di facilitare lo scorrimento dei polmoni nel torace durante la respirazione. Eppure, in casi di infiammazione della pleura, e quindi comparsa di pleurite, si crea una sovrapproduzione di questo liquido, che si deposita nel cavo pleurico, provocando l’insorgenza del c.d. versamento pleurico.

Le cause dell’infiammazione della pleura

Le cause riconducibili a un’infiammazione della pleura e, quindi, all’insorgenza di pleurite sono molteplici. Generalmente, tra le più comuni risiede in un’infezione virale (come l’influenza) o batterica (come la polmonite). 

Tuttavia, l’infezione non è l’unica tra le possibili cause della pleurite. Questa patologia respiratore potrebbe essere, ad esempio, provocata dall’artrite reumatoide; oppure, ancora dall’embolia polmonare. La pleurite, inoltre, compare tra la sintomatologia riconducibile alle malattie legate all’amianto, tra i quali la peggiore è la neoplasia della pleura, detto mesotelioma pleurico.

Cura e possibili trattamenti terapeutici per la pleurite

La pleurite non è una patologia grave, ma necessita di cure e trattamenti terapeutici nella maggior parte dei casi. In determinate circostanze, tuttavia, quando l’infiammazione è di tipo virale, può essere curata senza l’assunzione di farmaci, attendendo quindi la guarigione spontanea

A causa dei sintomi che però provoca la malattia stessa è sempre consigliabile eseguire una terapia a base di antidolorifici, per sopperire al dolore causato dalla sintomatologia. In questi casi, è indicato l’utilizzo di paracetamolo e farmaci antinfiammatori non-cortisonici (FANS). Nel caso, invece, si è affetti da tosse persistente i farmaci antitussivi possono contrastare questi sintomi.

Quando, invece, la pleurite è di tipo batterico i medici prescrivono un trattamento tramite antibiotici per annientare i batteri responsabili e accelerare i tempi di guarigione. Solo nei casi più gravi, si passa alla somministrazione dei cortisonici, in grado di alleviare l’infiammazione causata dalla pleurite.

Qualora la pleurite provochi un versamento pleurico è consigliato procedere con la toracentesi. Oltre ad essere un autorevole esame diagnostico, infatti, si è rivelato essere anche un efficace intervento terapico per garantire la guarigione in tempi brevi. Attraverso questa pratica, invasiva rispetto alle cure e i trattamenti di cui abbiamo parlato in precendenza, si libera la cavità pleurica dal liquido in eccesso per eliminarne l’infiammazione.

Pleurite da amianto: diritti e consulenza legale

Come abbiamo accennato nei paragrafi precedenti, spesso la pleurite potrebbe essere il segnale dell’insorgenza di una patologia asbesto correlata. In questi casi, l’infiammazione è provocata dall’inalazione di polveri e fibre di amianto, a seguito dell’aerodispersione delle stesse. Questo è possibile a causa del largo utilizzo che si è fatto in edilizia, e non solo, di questa fibra killer, ignorandose le proprietà cancerogene all’epoca della sua scoperta. Spesso gli ambienti lavorativi ne sono addirittura contaminati.

Nei casi in cui si accerta che la pleurite è di origine professionale le vittime interessate hanno diversi diritti ai quali possono appellarsi. E’ possibile, infatti, ottenere le prestazioni INAIL (indennizzo e rendita) e quella aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, da oltre vent’anni, si occupano della tutela delle vittime di questo killer silenzioso.

Chiunque sia stato esposto all’amianto negli ambienti di lavoro ha diritto ai benefici contributivi. In questo modo, si può accedere al prepensionamento o ottenere una rivalutazione pensionistica. In alternativa, qualora non si maturi questo diritto, si può comunque fare domanda per la pensione d’inabilità amianto.

I dipendenti delle Forze Armate e Comparto Sicurezza hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittime del dovere. In questo modo si ha accesso a prestazioni aggiuntive.

Vittime e familiari, in caso di decesso, possono inoltre richiedere un integrale risarcimento del danno al datore di lavoro, responsabile di fronte la legge dell’esposizione causata. I danni risarcibili sono di natura patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniale (biologicomorale ed esistenziale).

L’ONA continua a tutelare sotto ogni aspetto le vittime dell’amianto e i loro familiari. Per questo motivo, ha messo a disposizione un numero verde e la compilazione di un form online per chiunque voglia richiedere assistenza medica e assistenza legale.

Numero ONA pleurite infiammazione della pleura
Whatsapp ONA

Italia, libri, cuore: da violento Bianchi a generoso Montero

cuore- Willy

Italia, libri, cuore: da violento Bianchi a generoso Montero: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Sicuramente il De Amicis avrebbe inserito la vicenda di Colleferro tra quelle che fecero di “Cuore” uno dei maggiori successi letterari del novecento, con milioni e milioni di copie vendute nel mondo, ma soprattutto con una valenza pedagogica straordinaria, capace di suscitare i sentimenti più giusti per unire gli italiani intorno al tricolore.

Dal libro cuore alla tragedia di Willy

Edmondo, antesignano del socialismo turatiano, con una carriera di giornalista e scrittore top, si pose il problema dell’educazione da dare ai ragazzi. Contrappose la figura del violento Franti a quella del generoso Garrone, piuttosto che del Derossi, socievole borghese, primo della classe.

Adesso, dopo oltre un secolo, si avverte drammaticamente la carenza educativa e il degradare di una società, che ha via via assunto la figura del violento Franti come modello di riferimento.

Umberto Eco, rileggendo Cuore, aveva elaborato proprio un Elogio di Franti nel suo Diario minimo (1961), interpretandone il ruolo come quello di un ribelle anticonvenzionale.

Nel frattempo è passata sufficiente acqua sotto i ponti per capire che la deriva in essere è totalmente sbagliata. Oltre che ripartire occorre riflettere, la scuola deve recuperare in pieno il suo essenziale ruolo formativo.

Nella Prefazione di Cuore, De Amicis non a caso scrisse: “Questo libro è particolarmente dedicato ai ragazzi delle scuole elementari, i quali sono tra i 9 e i 13 anni, e si potrebbe intitolare: Storia d’un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d’una scuola municipale d’Italia. – Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio dire che l’abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata.

Egli notava man mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato, nella scuola e fuori; e suo padre, in fin d’anno, scrisse queste pagine su quelle note, studiandosi di non alterare il pensiero, e di conservare, quanto fosse possibile, le parole del figliuolo.

Il quale poi, 4 anni dopo, essendo già nel Ginnasio, rilesse il manoscritto e v’aggiunse qualcosa di suo, valendosi della memoria ancor fresca delle persone e delle cose. Ora leggete questo libro, ragazzi: io spero che ne sarete contenti e che vi farà del bene”.

Servizi e assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA assiste le vittime dell’amianto. La prevenzione, la cura e la tutela dei diritti, costituiscono la missione dell’ONA.

Numero Verde Assistenza ONA