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Amianto e Libby (USA), proseguono verifiche su effetti alluvioni

miniera
Miniera, immagine generica (Foto free di marcindrews da Pixabay)

Una delle storie più controverse sull’amianto riguarda la miniera di Libby negli Stati Uniti.

Proprio qui, infatti, l’amianto veniva estratto nel Montana. Un luogo noto, fino agli anni ’90, per produrre vermiculite contaminata da tre diverse varietà di amianto (tra cui tremolite e actinolite).

Si tratta di una storia che non appartiene affatto solo al passato. Sia perché come spesso ricordato dall’Osservatorio Nazionale Amianto  e dall’Avv. Ezio Bonanni in Italia, le patologie asbesto correlate si manifestano a distanza di decenni, sia perché le recenti alluvioni nel territorio potrebbero avere ancora oggi possibili effetti sui materiali residui legati alle vecchie attività minerarie.

Le autorità ambientali statali e federali stanno quindi continuando le attività di monitoraggio nell’area. L’attenzione è concentrata in particolare sulle zone dove sono in corso da anni interventi di bonifica ambientale.

Per aggiornare la popolazione, è stato organizzato un incontro pubblico informativo questo 23 aprile presso il Municipio locale.

Eventi meteorologici e controlli ambientali nell’area di Libby

Le intense piogge e lo scioglimento delle nevi registrati a dicembre 2025 hanno causato inondazioni significative nella contea di Lincoln. L’evento ha provocato danni a infrastrutture locali, tra cui ponti e tratti stradali, con conseguenti interruzioni della viabilità e disagi anche per i servizi scolastici.

In questo contesto, le autorità ambientali stanno conducendo verifiche per comprendere se i fenomeni naturali possano aver contribuito allo spostamento di materiali presenti nelle aree interessate dalle attività minerarie del passato.

L’obiettivo delle analisi è esclusivamente cautelativo e riguarda la valutazione di eventuali cambiamenti nelle condizioni del territorio dopo gli eventi climatici estremi.

Attività di monitoraggio e attenzione alla salute pubblica

Secondo le comunicazioni istituzionali, sono già stati effettuati campionamenti in alcune proprietà private considerate prioritarie, che non hanno evidenze critiche nei controlli iniziali. Le attività di monitoraggio, tuttavia, proseguono in modo precauzionale.

Tra le zone monitorate rientrano alcuni corsi d’acqua e infrastrutture locali che hanno subito danni. In particolare, l’attenzione è rivolta a strutture di contenimento e aree di terreno che potrebbero aver subito modifiche a causa del passaggio delle acque.

Le autorità competenti stanno valutando interventi tecnici di stabilizzazione e messa in sicurezza, con l’obiettivo di prevenire eventuali ulteriori criticità ambientali.

Il sistema di monitoraggio, inoltre, viene aggiornato costantemente, anche alla luce dei cambiamenti climatici che aumentano la frequenza di eventi meteorologici intensi.

Incontro pubblico e coinvolgimento della comunità

Durante l’evento del 23 aprile, i tecnici ambientali saranno disponibili per fornire aggiornamenti sullo stato delle attività di monitoraggio e rispondere alle domande dei residenti.

L’iniziativa ha l’obiettivo di favorire la partecipazione della comunità e migliorare la comunicazione tra cittadini e istituzioni durante le fasi di gestione ambientale del territorio.

Le autorità locali puntano a garantire la massima attenzione alla sicurezza ambientale e alla tutela della salute pubblica, mantenendo al centro la trasparenza e il dialogo con i cittadini.

Fonte: https://flatheadbeacon.com/

Registro mesoteliomi RENAM: perché è fondamentale e qual è il ruolo dell’ONA

Mesoteliomi, Bonanni e Cicconi
Mesoteliomi, Bonanni e Cicconi

Il mesotelioma è una delle malattie più gravi legate all’esposizione all’amianto. In Italia, il monitoraggio dei casi rappresenta uno strumento essenziale per comprendere l’impatto reale di questa patologia e prevenire ulteriori rischi. In questo contesto, il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) e l’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) svolgono un ruolo cruciale.

Cos’è il Registro dei mesoteliomi

Il Registro dei mesoteliomi è un sistema di sorveglianza epidemiologica che raccoglie e analizza tutti i casi diagnosticati sul territorio nazionale. Il processo parte dai Centri Operativi Regionali (COR), che hanno il compito di censire i casi a livello locale.

Questi dati vengono poi trasmessi al ReNaM, gestito dall’INAIL, che pubblica periodicamente rapporti epidemiologici. Tuttavia, nonostante i progressi, il sistema presenta ancora alcune criticità.

Secondo l’Avv. Giorgia Cicconi uno dei principali problemi riguarda la possibile sottostima dei casi. Non tutte le diagnosi, infatti, vengono segnalate immediatamente ai COR.

Il mesotelioma come “termometro” del rischio amianto

Il mesotelioma è considerato un indicatore chiave dell’esposizione all’amianto. Non è però l’unica patologia correlata. Esistono altre malattie asbesto-correlate, tra cui asbestosi, ispessimenti pleurici ed altre patologie.

Secondo gli esperti, il mesotelioma rappresenta solo la punta dell’iceberg. Per questo motivo, un monitoraggio efficace dovrebbe includere tutte le patologie correlate all’amianto, offrendo una visione più completa del rischio sanitario.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA)

L’ONA interviene in modo concreto. Attraverso il lavoro dei suoi legali e consulenti, l’organizzazione supporta la raccolta e la trasmissione dei dati ai COR.

In particolare, l’attività si articola in diverse fasi:

  • acquisizione della documentazione medica (TAC, esami istologici, referti)
  • redazione di istanze formali per la segnalazione dei casi
  • invio della documentazione ai centri regionali
  • attività di sollecito per garantire la registrazione dei dati

Questo lavoro è fondamentale perché consente di integrare i dati mancanti e migliorare l’accuratezza del registro.

Una registrazione completa dei casi di mesotelioma e delle altre patologie correlate all’amianto permette di valutare con precisione il rischio sanitario, individuare le aree più colpite e pianificare interventi di prevenzione. in questo modo si possono tutelare i diritti delle vittime.

Vedi la videointervista di Luigi Abbate all’Avv. Cicconi e all’Avv. Bonanni

 

Previsione del rischio d’impresa e prospettiva bonifica amianto

Il Prof. Antonio Caiafa
Il Prof. Antonio Caiafa

Il fattore del rischio nella valutazione della crisi di impresa

Il contesto del Convegno del 30.03.26, tenutosi presso la Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio in Campidoglio a Roma, ha permesso molti spunti di riflessione. Nel tavolo dei relatori della giornata, l’intervento del Prof. Antonio Caiafa ha permesso di conoscere in dettaglio tecnico-giuridico, un altro fattore di possibile valutazione a favore delle risorse da stabilire per la prevenzione dell’amianto.

Il contesto del tema spiegato, si inserisce all’interno della crisi di impresa, nella sua interpretazione più ampia. Anche resa, in qualità di componente dell’Organo delle procedure concorsuali.

Una lettura approfondita del codice civile e le attuali riforme, consentono sul punto di fare chiarezza. Individuando un terreno fertile, dove far crescere le prospettive della bonifica di rimozione amianto.

Non rimanendo indifferenti, dove è l’impianto normativo e delle procedure concorsuali stesse, a poter tendere indirettamente una mano alle iniziative della prevenzione connesse ai potenziali rischi in impresa.

Vedi il video

Il Prof. Antonio Caiafa
Il Prof. Antonio Caiafa

Il punto in dettaglio tecnico giuridico, del Prof. Antonio Caiafa

Avv. Antonio Caiafa:

“Il mio contributo come Organo di procedure concorsuali non è affatto estraneo alla tematica.

Infatti, nell’ambito delle procedure concorsuali l’amianto si inserisce attraverso una casistica ampia e riferita a conseguenze derivanti da attività lavorativa in ambienti interessati dalla sostanza.

Da tanti anni la battaglia per l’amianto, è portata avanti non avendone a priori conosciuto gli effetti devastanti sulla salute.

Oggi, ho pensato di riflettere assieme ai presenti su un’ipotesi sulla base di nutrita giurisprudenza.

Su questo punto, è possibile pensare nell’ambito di un’impresa in crisi, la strumentazione della crisi secondo il codice e il piano di risanamento.

E concepire all’interno della stessa, un’individuazione del rischio possibile ad un evento futuro.”

La gestione etica dell’impresa alla luce dell’art.2423 bis c.c.

Il Prof. Antonio Caiafa prosegue nell’analizzare l’apertura della norma specifica, in tema di bilancio consuntivo:

Gli oneri che derivano da un intervento di bonifica sono significativi. Per evitare la diffusione del rischio.

La Riforma Vietti nel 2023, all’art. 2423 bis c.c., nel bilancio consuntivo contempla la prevedibilità del rischio rispetto alla realizzabilità di un determinato evento futuro.

Il contesto è quello a favore della sostenibilità delle imprese e la funzione delle stesse nell’equilibrio tra ricavi e profitti.

Ma, sulla gestione etica dell’impresa si è già parlato in precedenza. La gestione di impresa deve essere antitetica. Il tema della sicurezza del lavoro, ora è altresì importantissimo. A mio avviso, considero elemento fondante tale tema.

Oltretutto, si è assistito ad una continua sussistenza del contenzioso implicante anche la possibilità delle aziende nel concordato consuntivo, con individuazione del rischio. Alternando la possibile distribuzione tra i creditori.

Oggi, ciò è una delle reali considerazioni da accogliere nei piani di risanamento. La Suprema Corte di Cassazione sulla competenza, e quindi la deontologia, ha portato in luce un orientamento in formazione.

Quando viene suggerito l’accesso allo strumento della regolazione della crisi ma non a quello strumento proprio “essenziale”; il professionista, non avrebbe diritto sia alla deduzione che al compenso stabilito.

L’importanza delle competenze e le responsabilità connesse

Il Prof. Antonio Caiafa:

“Se ha poi determinato anche un danno per accesso ad uno strumento che non aveva possibilità di risultati positivi, allora risponderà del danno conseguito.

Quindi, sono convinto che la competenza è fondamentale. Se ci fosse sempre stata, sarebbero stati altri i risultati.

Le responsabilità nella stessa costruzione degli edifici con ripartizione dei ruoli, non può essere ignorata.

Quando parliamo di morti atroci, è impossibile rimanere indifferenti ad aspetti che devono essere presi in considerazione.

Quindi, il mio invito è quello di coinvolgere nell’ambito dei bilanci presentati dalle imprese proprio tali aspetti. La previsione della norma dell’art. 2423 bis cc deve essere rispettata, e il fondo accantonamento rischi non può essere omesso. Deve essere frutto di una possibilità di addendi della copertura dei rischi.

Il Collegio sindacale, deve essere attento a queste valutazioni e non soltanto uno strumento di sostegno”.

In conclusione

Sull’intervento tecnico-giuridico, vorrei sottolineare l’importanza di un aspetto sollevato e messo in luce proprio analizzando in profondità la tematica della prevenzione amianto. Concependo secondo un’ottica ad ampio raggio di riflessione aggiornamento, un sistema di riconoscimento connesso alle concrete soluzioni.

In vista di un sistema collegato e possibile, capace di rendere un piano accessibile sia da un punto di vista normativo sia procedurale. L’impianto normativo e le dinamiche in cui si instaurano i meccanismi della bonifica per l’amianto in Italia, necessitano di una costante analisi coordinata su più fronti.

La rilevanza e l’urgenza dello scopo sotteso, rileva come tali presupposti rappresentino le coordinate. L’apertura per una strada favorevole di avanzamento di una bonifica integrale, mossa nelle migliori condizioni preventive, curando ogni aspetto nella stessa valutazione iniziale.

 

Liceo a Broni e amianto: decisione su riapertura, Comune pronto a offrire aule

banchi di scuola, amianto
Scuola, (Foto free di Jorge Kavicki Jkavicki da Pixabay)

Amianto, la situazione del liceo “Golgi” di Broni entra in una fase decisiva. Nei prossimi giorni si capirà se gli studenti potranno tornare in classe oppure se sarà necessario prolungare le soluzioni alternative.

Al centro della vicenda c’è il tema della sicurezza legata alla presenza di asbesto e alla conseguente verifica delle condizioni dell’edificio scolastico.

Ricordiamo inoltre che il tema dell’amianto nelle scuole è stato al centro del recente convegno al Campidoglio organizzato dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni. In questo caso però il focus si è incentrao sulla situazione a Roma, ben consapevoli che il problema riguarda diversi edifici scolastici in Italia e nel mondo.

Verifiche sull’amianto: incontro decisivo

Martedì è previsto un incontro tecnico. L’obiettivo è aggiornare il censimento dell’amianto all’interno della scuola e stabilire se sussistono le condizioni per riaprire.

I controlli più recenti, effettuati dopo gli interventi di pulizia, hanno evidenziato livelli di amianto inferiori ai limiti previsti. Tuttavia, sarà il tavolo tecnico a valutare ufficialmente la possibilità di riprendere le lezioni in presenza.

Nel frattempo, le attività scolastiche continuano a distanza. Fanno eccezione le classi quinte, che stanno seguendo le lezioni in presenza presso un altro istituto.

Possibili alternative: il Comune mette a disposizione spazi

Se i tempi dovessero allungarsi, il Comune di Broni ha già manifestato la disponibilità a intervenire. L’amministrazione sta valutando la possibilità di offrire spazi pubblici da utilizzare temporaneamente come aule.

Il sindaco ha sottolineato l’importanza di affrontare la situazione con responsabilità e senza creare allarmismi. Allo stesso tempo, ha confermato che il dialogo con le istituzioni coinvolte è stato costante.

Nel corso di un incontro previsto con Provincia e dirigenza scolastica, verranno analizzate soluzioni concrete per garantire il ritorno alle lezioni in presenza.

L’utilizzo degli spazi comunali resta comunque subordinato a verifiche tecniche e autorizzazioni ufficiali, necessarie per garantire sicurezza e idoneità degli ambienti.

Riapertura scuola: priorità alla sicurezza

Secondo quanto emerso, la riapertura dell’istituto dovrà avvenire solo in presenza di condizioni pienamente sicure. L’eliminazione di ogni potenziale rischio legato all’amianto è considerata un requisito imprescindibile.

Nel frattempo, studenti, famiglie e personale scolastico restano in attesa di una decisione definitiva. I prossimi giorni saranno fondamentali per chiarire tempi e modalità del rientro.

La vicenda ribadisce nuovamente quanto sia delicato il tema della sicurezza nelle scuole e quanto sia necessario intervenire con rapidità e senza compromessi sulla tutela della salute.

Bonifiche amianto e nuove opportunità per i territori agricoli

Foto di The_Northern_Photographer da Pixabay
Foto di The_Northern_Photographer da Pixabay

Accanto alla bellezza del paesaggio delle campagne e alla produzione agricola di qualità, emergono problemi concreti come edifici inutilizzati, difformità urbanistiche e necessità di interventi ambientali, tra cui bonifica amianto.

Oggi l’obiettivo non è solo conservare, ma ripensare questi spazi in chiave moderna e sostenibile, creando nuove opportunità economiche.

Edilizia rurale irregolare: una realtà diffusa

Gran parte del patrimonio edilizio agricolo risale alla seconda metà del Novecento. In quel periodo sono stati costruiti numerosi fabbricati funzionali all’attività agricola, come stalle e magazzini.

Con il passare degli anni, però, molte di queste strutture hanno perso la loro funzione originaria. Alcune risultano inutilizzate, altre non rispettano più le normative vigenti. Questo ha generato una diffusione capillare di situazioni irregolari nelle aree rurali.

Le regole urbanistiche, nate per proteggere il territorio, spesso non riescono a rispondere alle esigenze attuali, creando un blocco tra tutela e possibilità di intervento.

Bonifiche ambientali: il nodo dell’amianto e delle aree degradate

Uno dei problemi più rilevanti riguarda la presenza di materiali pericolosi, in particolare l’amianto o asbesto. Utilizzato in passato per coperture e strutture, oggi rappresenta un rischio per la salute pubblica.

La sua rimozione è fondamentale per avviare qualsiasi processo di riqualificazione. Allo stesso tempo, esistono aree agricole compromesse da inquinamento o abbandono, che richiedono interventi tecnici complessi.

Le normative attuali stabiliscono procedure precise per la messa in sicurezza e il ripristino ambientale, ma i costi elevati e la frammentazione degli interventi rappresentano ancora un ostacolo.

Riuso intelligente: meno consumo di suolo, più valore

Una delle strategie più efficaci è il riutilizzo degli edifici esistenti. Invece di costruire nuovi volumi, si punta a recuperare quelli già presenti.

Questo approccio consente di ridurre l’impatto ambientale e allo stesso tempo di valorizzare il patrimonio rurale. Gli immobili possono essere destinati a nuove funzioni, come strutture ricettive, abitazioni oppure spazi per attività sociali o culturali.

In questo modo le campagne tornano a essere vissute, evitando fenomeni di abbandono.

Regole più semplici per favorire gli interventi

Un elemento chiave per la rigenerazione è la semplificazione burocratica. In molti territori, norme troppo rigide hanno reso difficile intervenire sugli edifici esistenti.

Per questo motivo, alcune amministrazioni locali stanno aggiornando i regolamenti edilizi. L’obiettivo è rendere più rapide le autorizzazioni e più flessibili le soluzioni tecniche, senza compromettere la qualità paesaggistica.

Questi cambiamenti permettono di sbloccare investimenti e incentivare il recupero del patrimonio rurale.

Energie rinnovabili e agricoltura: un binomio strategico

La riqualificazione delle campagne è sempre più legata alla sostenibilità energetica. Un esempio concreto è l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici agricoli, spesso in abbinamento alla rimozione dell’amianto.

A questo si affiancano altri interventi innovativi. Come sistemi per la gestione efficiente delle risorse idriche, piccoli bacini per la raccolta dell’acqua. Parallelamente allo sviluppo dell’agriturismo e del turismo lento, oltre alla valorizzazione dei prodotti locali

Queste soluzioni contribuiscono a creare un’economia diversificata e resistente.

Nuovi modelli di sviluppo per i territori rurali

La rigenerazione rurale richiede una visione ampia e coordinata. Non basta intervenire sui singoli edifici. E’ infatti necessario un approccio integrato che coinvolga urbanistica, ambiente ed economia.

Servono politiche pubbliche efficaci, incentivi mirati e strumenti operativi semplici. Solo così sarà possibile rendere sostenibili gli interventi e attrarre nuovi investimenti.

Il recupero delle aree rurali può diventare un motore di crescita, capace di generare occupazione e migliorare la qualità della vita.

Le campagne, da luoghi marginali, possono trasformarsi in spazi dinamici, dove tradizione e innovazione convivono in equilibrio.

Fonte: Sienapost.it , FAO.