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USA: a Flint oltre 160 mila dollari per bonifica amianto caserme vigili del fuoco

Foto di automatic6517 da Pixabay
(Foto free di automatic6517 da Pixabay)

La città di Flint, nel Michigan, ha approvato un investimento di quasi 164 mila dollari per la ristrutturazione delle cucine di due caserme dei vigili del fuoco con bonifica di amianto. L’intervento  punta a migliorare gli spazi utilizzati quotidianamente dal personale operativo.

Interventi programmati nelle due caserme

Il progetto prevede il rifacimento di soffitti e pareti in cartongesso. Oltre alla tinteggiatura degli ambienti e l’installazione di nuovi piani di lavoro e superfici per le cucine.

Secondo la documentazione tecnica esaminata dall’amministrazione cittadina, i lavori sono stati programmati anche per affrontare problematiche rilevate negli edifici. Tra cui la presenza di muffe e materiali contenenti amianto. I quali richiedono interventi di bonifica e messa in sicurezza.

Le opere interesseranno la Fire Station 6 e la Fire Station 8.

Le cucine considerate un elemento centrale della vita in caserma

Nella valutazione interna predisposta dal dipartimento dei vigili del fuoco, viene evidenziato come la cucina rappresenti uno degli spazi più importanti all’interno di una caserma.

Questi ambienti, infatti, favoriscono la socializzazione tra i membri delle squadre operative. Inoltre contribuiscono al benessere psicofisico del personale. Oltre a supportare l’efficienza organizzativa durante i turni di servizio.

Affidamento dei lavori bonifica amianto e tempistiche

L’appalto è stato assegnato ad una società  con sede nella Mundy Township. L’azienda è risultata l’unica impresa ad aver presentato un’offerta conforme ai requisiti richiesti dalla procedura.

L’avvio dei lavori è previsto dopo l’inizio del nuovo anno fiscale cittadino, fissato al 1° luglio.

La necessità di procedere con la ristrutturazione era stata evidenziata nel corso di incontri con i rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Il ruolo dei vigili del fuoco a Flint

La città di Flint gestisce l’unico dipartimento dei vigili del fuoco a tempo pieno dell’intera contea di Genesee. Garantendo servizi di soccorso antincendio e assistenza medica d’emergenza.

Attualmente il servizio opera attraverso quattro caserme.

Nei mesi scorsi il comandante Wiggins aveva inoltre annunciato l’intenzione di riaprire la Station 3. Struttura attualmente non operativa, non appena saranno disponibili personale aggiuntivo e nuove attrezzature.

Altri interventi sugli edifici pubblici

La città di Flint ha recentemente realizzato anche lavori all’interno del complesso municipale City Hall North.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, i livelli riscontrati non sono stati classificati come particolarmente rilevanti, ma si è comunque deciso di procedere con attività di manutenzione e risanamento.

La stessa impresa incaricata delle opere nelle caserme aveva già collaborato con la città in precedenti progetti di riqualificazione, tra cui lavori eseguiti presso l’Oak Business Center.

Sicurezza e qualità degli ambienti di lavoro

L’investimento approvato dal Consiglio Comunale è parte di un più ampio percorso di manutenzione degli edifici pubblici e di miglioramento delle condizioni di lavoro del personale di emergenza.

L’obiettivo dell’amministrazione è garantire ambienti più sicuri, funzionali e adeguati alle esigenze operative dei vigili del fuoco, che svolgono un ruolo essenziale nella tutela della comunità locale.

Fonte: Firescue1

Amianto, riconosciuto risarcimento a figlia di ex militare deceduto

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Oltre 400 mila euro alla figlia di un ex lagunare esposto all’amianto. Secondo la sentenza, la malattia che ha causato il decesso sarebbe collegata all’esposizione professionale durante il servizio militare.

Il Tribunale di Milano ha riconosciuto un risarcimento superiore a 400 mila euro alla figlia di un ex militare dellEsercito Italiano deceduto a causa di un mesotelioma pleurico. La decisione arriva al termine di un procedimento civile che ha esaminato le condizioni di servizio dell’uomo e il possibile legame tra la patologia e l’esposizione all’amianto.

Secondo quanto riferito dallOsservatorio Nazionale Amianto (ONA), la sentenza ha individuato un nesso causale tra l’attività svolta dal militare e l’insorgenza della malattia che ne ha provocato il decesso nel 2017.

L’esposizione all’amianto durante il servizio

Dalla ricostruzione contenuta nel provvedimento emerge che l’ex lagunare avrebbe prestato servizio negli anni Sessanta in contesti dove materiali contenenti amianto risultavano ampiamente presenti. In particolare, la fibra sarebbe stata utilizzata in strutture, mezzi e dotazioni militari impiegate all’epoca.

Nel corso della sua attività, l’uomo avrebbe inoltre partecipato a operazioni di manutenzione e movimentazione di componenti che, secondo quanto accertato nel giudizio, avrebbero comportato un’esposizione alle fibre senza adeguati sistemi di protezione individuale.

La malattia e il percorso giudiziario

Negli anni successivi al servizio, l’ex militare ha sviluppato gravi problemi respiratori fino alla diagnosi di mesotelioma pleurico, una patologia oncologica frequentemente associata all’inalazione di fibre di amianto.

La malattia ha progressivamente compromesso le sue condizioni di salute fino al decesso, avvenuto il 31 luglio 2017. Dopo la sua morte, la figlia ha avviato un’azione legale per ottenere il riconoscimento delle responsabilità connesse all’esposizione professionale subita dal padre durante il periodo di servizio.

Le motivazioni della sentenza

Nelle motivazioni, il Tribunale avrebbe evidenziato come non siano state adottate misure di prevenzione e tutela ritenute adeguate rispetto ai rischi derivanti dall’utilizzo dell’amianto. I giudici hanno inoltre valutato che la pericolosità della sostanza fosse già conosciuta o conoscibile sulla base delle informazioni disponibili nel periodo considerato.

Oltre al danno subito direttamente dal militare durante il decorso della malattia, il giudice ha riconosciuto anche il danno parentale sofferto dalla figlia.

Riconosciuto il danno parentale

La decisione valorizza il rapporto particolarmente stretto che legava padre e figlia. Secondo quanto riportato negli atti, la relazione era caratterizzata da una presenza costante e da un forte sostegno reciproco.

Il Tribunale ha ritenuto che la perdita del genitore abbia avuto un impatto significativo sulla vita della donna, riconoscendo il profondo disagio emotivo vissuto sia durante la malattia sia dopo il decesso.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Commentando la pronuncia, lavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore della figlia dell’ex militare, ha sottolineato l’importanza della decisione sotto il profilo della tutela del personale esposto a sostanze pericolose durante il servizio.

Secondo il legale, la sentenza rappresenta un ulteriore precedente in materia di riconoscimento delle conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto nelle Forze Armate e richiama l’attenzione sull’obbligo delle istituzioni di garantire adeguate condizioni di sicurezza per il personale impiegato.

Bollettino amianto, storie odierne di bonifica da Nord a Sud Italia

amianto - bolltino
sweetlouise-newspapers-4565916 (Foto free di Luisella Planeta LOVE PEACE 💛💙 da Pixabay)

Oggi, 4 giugno 2026, riportiamo alcune delle notizie nazionali sull’amianto la cui lotta è definita dall‘Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, “metafora della contrapposizione del bene contro il male.”

Abruzzo: predisposta bonifica a Punta Penna

Partita una ordinanza sindacale per la bonifica e la messa in sicurezza di una fabbrica a Punta Penna, in Abruzzo.
Secondo la fonte, si tratterebbe di un secondo provvedimento dopo un anno dalla segnalazione della ASL.

Tempistiche e condizioni dell’ordinanza del Sindaco

Il sindaco Francesco Menna ha firmato un’ordinanza con una deadline di 45 giorni per la bonifica e messa in sicurezza dall’amianto. Infatti, secondo quanto dichiarato, la struttura risulterebbe in alcune parti danneggiata.
Concessi inoltre altri 90 giorni per una nuova verifica sulla condizione.

Sardegna: inizia la bonifica amianto dell’ex Ferriera Sarda

Al via la bonifica dell’ex stabilimento con rimozione coperture eternit e la messa in sicurezza. Una manovra che comporterà un costo di 600 mila euro. A occuparsene sà l’azienda E’Ambiente e la deadline prevista è di circa tre mesi.

La comunicazione dal Cipss

A renderlo noto è il Cipss (Consorzio industriale provinciale di Sassari). La struttura si presenterebbe in condizioni precarie e la decisione è stata presa per eliminare qualsiasi potenziale rischio di dispersione di fibre di asbesto. Terminata la bonifica, l’intero edificio verrà demolito e la zona potrà tornare ad essere libera per nuove attività.

Parte del programma del waterfront di Porto Torres

Si tratta quindi di un piano di recupero dell’area volte al rilancio produttivo. Una iniziativa che guarda al futuro per un modo libero dall’amianto.

Fonte: Sardinia Post

Lazio: Borgorose, completata la bonifica di numerose discariche abusive contenenti materiali in amianto

Nel territorio comunale di Borgorose si sono concluse le operazioni di bonifica e rimozione di diverse discariche abusive contenenti materiali riconducibili all’eternit. Gli interventi hanno interessato più aree del comune e hanno permesso la rimozione di rifiuti considerati potenzialmente pericolosi per l’ambiente e la salute pubblica.

L’intervento e le risorse impiegate

Le attività sono state realizzate grazie a un finanziamento superiore ai 70.000 euro, ottenuto dal Comune attraverso la partecipazione a un bando regionale dedicato alla rimozione di rifiuti pericolosi.

Le operazioni hanno riguardato il recupero e lo smaltimento di materiale abbandonato in diversi punti del territorio, individuati nel tempo attraverso segnalazioni dei cittadini e attività di ricognizione ambientale.

Il ruolo delle segnalazioni e dei controlli

Collaborazione tra enti e forze dell’ordine

Mappate le aree di intervento anche grazie al supporto operativo dei Carabinieri Forestali, impegnati nelle attività di controllo e verifica sul territorio.

La collaborazione tra amministrazione comunale e forze dell’ordine ha consentito di definire un quadro più preciso delle situazioni di abbandono di rifiuti e di programmare le attività di bonifica in modo mirato.

Quantità di amianto rimosso

Nel corso degli interventi sono stati rimossi e avviati allo smaltimento oltre 50 quintali di materiali contenenti eternit, secondo le procedure previste dalla normativa vigente in materia di rifiuti pericolosi.

Le operazioni hanno riguardato materiali abbandonati da tempo in diverse aree del territorio comunale.

Bonifiche ambientali dall’amianto e attività future

Proseguimento degli interventi sul territorio

L’amministrazione comunale ha fatto sapere che le attività di controllo e bonifica proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di individuare ulteriori situazioni di abbandono irregolare di rifiuti.

L’attenzione resta focalizzata sulla tutela ambientale e sulla prevenzione di nuovi episodi di deposito illecito di materiali pericolosi.

Il ruolo della collaborazione dei cittadini

Le segnalazioni da parte della popolazione hanno rappresentato un elemento utile per l’individuazione delle aree interessate dagli interventi.

Le autorità locali invitano a continuare a segnalare eventuali situazioni sospette agli uffici competenti, al fine di facilitare le attività di controllo e migliorare la gestione del territorio.

Bando ISI INAIL 2026: dati bonifica amianto tra le opportunità per le imprese

bonifica amianto (Foto free di Firmbee da Pixabay)
bonifica amianto (Foto free di Firmbee da Pixabay)

L’INAIL ha reso disponibili alcuni dati relativi al Bando ISI 2025-2026, uno degli strumenti più importanti a sostegno degli investimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tra le linee di finanziamento previste, particolare attenzione continua a essere riservata agli interventi di rimozione e bonifica dell’amianto.

Bonifica amianto: fondi ancora disponibili per molte imprese

I dati diffusi nell’ambito delle graduatorie mostrano che l’Asse 3, dedicato alla bonifica dei materiali contenenti amianto, ha registrato un livello di richiesta significativo ma inferiore rispetto ad altri comparti particolarmente competitivi.

Secondo le elaborazioni sui dati pubblicati, le domande presentate per la bonifica amianto hanno impegnato circa l’89% delle risorse disponibili, evidenziando un interesse elevato da parte delle aziende ma senza raggiungere i livelli di saturazione registrati in altre misure del bando.

Questo elemento conferma come gli interventi di rimozione dell’amianto rappresentino ancora un’importante opportunità per le imprese intenzionate a migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso contributi a fondo perduto.

Come funziona la procedura per i progetti di bonifica amianto

Nessun Click Day per l’Asse 3

Per i progetti relativi alla bonifica dell’amianto non è prevista la procedura del Click Day.

Le imprese collocate utilmente nelle graduatorie accedono direttamente alla fase successiva, dedicata alla presentazione della documentazione richiesta dall’Istituto.

Si tratta di una modalità che consente di evitare la competizione basata sulla rapidità di invio delle domande e che concentra l’attenzione sulla qualità tecnica e amministrativa dei progetti presentati.

Documentazione da presentare

Le aziende ammesse dovranno completare l’iter trasmettendo entro i termini stabiliti tutta la documentazione prevista. Tra questi rientrano elaborati tecnici, preventivi di spesa e relazioni progettuali. Oltra alla documentazione amministrativa richiesta dal bando.

Il rispetto delle scadenze e la completezza degli atti rappresentano elementi essenziali per il buon esito della procedura.

Perché la bonifica dell’amianto continua a essere una priorità

“Nonostante il divieto di utilizzo dell’amianto in Italia risalga a diversi decenni fa, numerose strutture produttive conservano ancora coperture, pannelli, tubazioni o altri manufatti contenenti questo materiale.  Con il passare del tempo, il deterioramento dei manufatti può aumentare il rischio di rilascio di fibre nell’ambiente, rendendo necessarie attività di monitoraggio e interventi di bonifica secondo le procedure previste dalla normativa vigente.” – Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Incentivi per accelerare la rimozione

I contributi INAIL sono stati introdotti proprio per favorire la sostituzione dei materiali contenenti amianto e promuovere ambienti di lavoro più sicuri.

Attraverso questi finanziamenti le imprese possono ridurre il peso economico degli interventi, spesso caratterizzati da costi elevati legati alle operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento in impianti autorizzati.

Le prospettive per i prossimi bandi

L’andamento delle graduatorie conferma che il tema della bonifica amianto continua a occupare un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

Le imprese interessate a partecipare alle future edizioni del Bando ISI possono trarre indicazioni utili dall’esperienza maturata negli ultimi anni, programmando con anticipo gli interventi e predisponendo tutta la documentazione necessaria per accedere ai contributi.

Una pianificazione preventiva, associata a una corretta valutazione tecnica dello stato dei manufatti contenenti amianto, può infatti aumentare le possibilità di ottenere il finanziamento e realizzare più rapidamente le opere di bonifica.

Fonti: INAIL, Rete Agevolazioni

Amianto e Calabria, ONA Cosenza: accelerare le bonifiche

Locandina ONA Cosenza
Locandina ONA Cosenza

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) di Cosenza promuove un confronto pubblico dedicato alla gestione del rischio amianto in Calabria. L’iniziativa, in programma il 5 giugno presso la Sala Nova del Palazzo della Provincia di Cosenza, riunirà rappresentanti delle istituzioni regionali, degli enti sanitari, dei Comuni e degli organismi tecnici impegnati nella tutela ambientale.

Al centro dell’incontro vi sarà il tema della collaborazione tra Regione Calabria, Aziende sanitarie provinciali, ArpaCal e amministrazioni comunali per l’applicazione della normativa regionale in materia e per l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione dedicati alla gestione dell’amianto.

Il coinvolgimento delle istituzioni

L’evento prevede la partecipazione di amministratori pubblici, tecnici, professionisti del settore e rappresentanti dell’associazione promotrice. L’obiettivo dichiarato è favorire un confronto operativo sulle azioni ritenute necessarie per affrontare una problematica che continua a interessare numerosi territori della regione.

Secondo l’Ona, uno degli aspetti prioritari riguarda il rafforzamento delle attività di bonifica e la definizione di strumenti di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti. L’associazione sostiene inoltre la necessità di aggiornare alcuni strumenti programmatori previsti dalla normativa regionale e di individuare risorse economiche destinate agli interventi considerati più urgenti.

Iniziative e proposte

Nel corso del convegno saranno presentate anche alcune proposte operative elaborate dall’associazione sulla base delle attività svolte sul territorio. Tra i temi annunciati figurano il sostegno ai Comuni che hanno adottato specifici piani dedicati all’amianto, la formazione delle figure tecniche coinvolte nelle attività di censimento e gestione del rischio e l’adozione di procedure condivise per la gestione delle segnalazioni.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alle novità introdotte dalla recente normativa nazionale che recepisce le disposizioni europee in materia di tutela dei lavoratori esposti all’amianto.

L’Unità Speciale Amianto

Tra gli argomenti in discussione vi sarà inoltre la possibile ricostituzione dell’Unità Speciale Amianto prevista dalla legislazione regionale. Secondo ONA Cosenza, tale organismo potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento tra enti e istituzioni nella definizione delle priorità di intervento e nella valutazione delle proposte da sottoporre agli organi regionali competenti.

Sistema digitale

Durante l’incontro sarà infine illustrato un modello digitale per la gestione dei Piani Comunali Amianto sviluppato dall’Ona. Il sistema, basato su tecnologie Gis e Web-Gis, consentirebbe di raccogliere e aggiornare informazioni relative al censimento dei materiali contenenti amianto, alla mappatura delle aree interessate e alla programmazione degli interventi di bonifica.

“L’appuntamento è parte delle iniziative dedicate alla sensibilizzazione sui temi ambientali e punta a favorire un confronto tra istituzioni, tecnici e associazioni sulle possibili strategie di prevenzione e gestione del rischio amianto in Calabria.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando l’iniziativa.

Ricordiamo a tal proposito l’evento “Amianto e altri cancerogeni” svoltasi sempre in Calabria a Catanzaro a gennaio.

Per contenuti, dettagli e relatori, visionare la locandina.