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venerdì, Luglio 31, 2026
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Amianto rimosso a Cascina Moretti (MI): demolita struttura pericolante

cartina di cassina de pecchi
Cassina de' Pecchi (Wikipedia Commons)

Sta per concludersi l’intervento di bonifica ambientale presso Cascina Moretti, situata nelle campagne tra Sant’Agata, nel comune di Cassina de’ Pecchi e Vignate. L’operazione ha portato alla completa rimozione dell’amianto presente in loco e all’abbattimento della costruzione.

Bonifica dall’amianto in più fasi 

Secondo la fonte, l’intervento è stato affidato a una ditta specializzata, incaricata dalla proprietà di gestire l’intera bonifica in due fasi: la rimozione del materiale contenente amianto, in particolare dai tetti, e la successiva demolizione dell’edificio.

Il sindaco Balconi: “un lavoro complesso, ma un risultato condiviso”

Soddisfazione da parte del sindaco Elisa Balconi, che ha seguito da vicino tutte le fasi del progetto e ha effettuato un sopralluogo per verificarne lo stato di avanzamento.
Una procedura che ha visto il coinvolgimento di molti enti diversi fra cui Città metropolitana, Parco Sud, il Comune e la proprietà.

La bonifica dall’amianto è una risposta concreta per la sicurezza ambientale

Anche l’assessore all’Ecologia Fabio Varisco ha sottolineato l’importanza dell’intervento per la comunità locale.

Bonifica a Cascina Moretti: un esempio di cooperazione istituzionale

“Sogniamo un mondo libero dall’amianto ed ogni bonifica rappresenta un piccolo passo verso quella direzione. Solo in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto, la strada è lunga, vorticosa, complessa. Tuttavia è importante la sinergia tra istituzioni pubbliche e private”. Ha commentato l‘Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La messa in sicurezza dell’area, con la completa rimozione della pericolosa sostanza, restituisce al territorio uno spazio finalmente scevro da rischi.

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Bonifica all’ex lavanderia del Tribunale di Nocera Inferiore

Ex lavanderia, nocera inferiore
Nocera Inferiore

Secondo quanto dichiarato da SalernoToday, a Nocera Inferiore è stato concluso l’intervento di bonifica dall’amianto presso l’ex lavanderia del Tribunale.  L’intervento è stato finanziato dalla Regione Campania con uno stanziamento di 18.298,04 euro.

Rimozione dell’amianto: pianificata in sicurezza

L’operazione di rimozione è stata pianificata con l’obiettivo di evitare interferenze con le attività del Tribunale. Le aree interessate sono state accuratamente confinate e messe in sicurezza.

Una volta conclusa la bonifica, sono stati effettuati i campionamenti ambientali finali statici. A seguito dei risultati conformi, l’area è stata regolarmente restituita all’uso del pubblico.

Il sindaco: “un passo avanti, ora attendiamo la riqualificazione”

Il sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, ha commentato positivamente l’intervento, fiera della bonifica ed in attesa dell’esisto della candidatura a finanziamento del progetto di riqualificazione complessiva della struttura bandito dal governo”.

Ezio Bonanni (ONA): “Serve un programma organico sul territorio nazionale”

Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avv. Ezio Bonanni, ha espresso soddisfazione per l’intervento, ma ha anche lanciato un monito alle istituzioni:

“È sempre un segnale incoraggiante quando si procede alla bonifica di siti contaminati da amianto, specie in edifici pubblici dove il rischio di esposizione è maggiore. Tuttavia, non possiamo accontentarci di interventi episodici. Serve un programma organico, su scala nazionale, per la completa rimozione dell’amianto ancora presente sul territorio”.

L’auspicio è che possa essere il primo di una serie di interventi mirati alla rimozione dell’amianto negli edifici pubblici ancora contaminati, non solo in Campania, ma su tutto il territorio nazionale.

Marche, incentivi per smaltire amianto in piccole quantità

marche
Marche (ph Wikipedia Commons)

La Regione Marche compie un nuovo passo avanti nella lotta all’amianto. A comunicarlo è AnconaToday. Ha infatti approvato in Commissione un aggiornamento alla normativa regionale del 2020 che prevede incentivi per lo smaltimento di piccole quantità di questo pericoloso materiale. La Commissione “Governo del territorio”, presieduta da Monica Acciarri della Lega, ha dato il via libera al provvedimento con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dei gruppi di opposizione.

Promotori dell’iniziativa

Giovanni Dallasta di Forza Italia è stato il primo firmatario. Micaela Vitri (Partito Democratico) ha deciso di collaborare nella stesura finale del testo.

L’obiettivo dell’intervento è quello di facilitare cittadini e piccole imprese nel processo di smaltimento sicuro dell’amianto, prevedendo contributi economici per le spese relative al trasporto e alla discarica dei materiali contenenti fibre di asbesto.

Il commento di Ezio Bonanni, presidente ONA

L‘Avv. Ezio Bonanni ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando però la necessità di andare oltre gli incentivi economici:
“Ogni passo avanti è positivo, ma non basta. Serve un piano nazionale organico di bonifica e mappatura, con tempi certi e controlli severi. La salute dei cittadini non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli territori”.

Bonanni ha poi ricordato come l’amianto, anche in quantità minime, rappresenti un pericolo concreto: “Bastano poche fibre inalate per causare malattie gravissime. È indispensabile intervenire subito e con forza, senza esitazioni”.

Verso una bonifica più capillare

In un momento storico in cui l’attenzione per la salute pubblica e la tutela dell’ambiente è sempre più alta, il sostegno a chi decide di rimuovere anche modeste quantità di amianto può rivelarsi decisivo per ridurre l’esposizione collettiva al rischio.

La proposta passerà ora all’esame dell’Aula, dove si prevede un ulteriore confronto tra le forze politiche per giungere all’approvazione definitiva.

Amianto, un confronto internazionale tra Italia e Stati Uniti

Bandiera_italiana
Bandiera_italiana (wikipedia commons)

“L’amianto è una delle più gravi tragedie sanitarie del nostro tempo, aggravata da decenni di silenzi, disinformazione e interessi industriali. Se la giustizia legale offre alle vittime un riconoscimento tardivo ma fondamentale, è la prevenzione il vero fronte su cui il mondo deve ancora dimostrare di aver imparato la lezione.Avv. Ezio Bonanni – presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. 

Ogni causa vinta in tribunale è una vittoria simbolica e riparativa


L’obiettivo deve essere impedire nuove esposizioni, bonificare i siti contaminati e costruire una cultura globale della trasparenza e della responsabilità. Le vittorie ottenute sono importanti, ma non possono restituire il tempo, la salute o la vita di chi è stato esposto.

Il 21 maggio 2025, la Corte Suprema della Carolina del Sud ha condannato la Atlas, storica produttrice di materiali contenenti amianto. L’azienda è stata ritenuta colpevole per non aver rispettato le ordinanze di un tribunale statunitense. Lo apprendiamo da una news di Travis Rodgers del sito asbestos.com.

La causa, intentata da Donna Welch per la morte del marito Melvin, colpito da mesotelioma dopo anni di lavoro in ambienti contaminati. Ciò ha messo a nudo le strategie difensive delle multinazionali che cercano di sfuggire alla giurisdizione americana appellandosi a vincoli normativi esteri. Ma in questo caso, la Corte ha tracciato un confine chiaro: le aziende che traggono profitto dal mercato statunitense non possono eludere le proprie responsabilità.

“La sentenza invia un messaggio potente: non esiste impunità per chi ha messo in commercio prodotti letali ” ha dichiarato Trey Branham, uno dei legali della famiglia Welch.

Italia: un fronte sempre attivo nella lotta contro l’amianto

In Italia uno dei punti di riferimento nella battaglia per la giustizia legata all’amianto è l’avvocato Ezio Bonanni. Da decenni si batte per i diritti delle vittime italiane dell’amianto, sia in ambito giudiziario che legislativo. Bonanni ha portato alla luce numerosi casi in cui lavoratori civili e militari sono stati esposti inconsapevolmente alla fibra killer, e ha denunciato l’insufficienza degli interventi pubblici in termini di bonifica e prevenzione.

“Il caso americano dimostra che l’amianto costituisce un dramma internazionale,” ha affermato Bonanni. “In Italia abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti in tribunale, ma resta ancora molto da fare sul fronte della giustizia preventiva e del censimento completo dei siti contaminati.”

L’ONA ha spesso sollecitato l’intervento delle istituzioni italiane ed europee per accelerare la messa in sicurezza di scuole, caserme, ospedali e siti industriali contaminati.

Un cambiamento possibile, se globale

E’ fondamentale che vengano rafforzati i legami tra le organizzazioni che in tutto il mondo che lottano contro l’amianto. Avvocati come Ezio Bonanni in Italia e attivisti negli Stati Uniti pretendono giustizia non solo per le vittime, ma anche per le generazioni future.

Oggi, la sfida è certamente legale, ma soprattutto politica e morale: trasformare il dolore individuale in un’azione collettiva.

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Emergenza amianto: più risorse, competenze, ricerca e chiarezza

fibre di amianto
fibre di amianto

Nel panorama della lotta all’amianto, ogni passo avanti rappresenta una conquista di civiltà e responsabilità. Ogni giorno pubblichiamo notizie riguardanti questa pericolosa sostanza per tenervi aggiornati su un tema cruciale per la salute pubblica.

Fondo amianto: per Bullian le risorse per le vittime o per la ricerca

Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Friuli Venezia Giulia, ha posto l’attenzione sul Fondo per le vittime, istituito dal Governo italiano con 20 milioni di euro all’anno per il periodo 2023-2026 (totale 80 milioni). La sua proposta sarebbe quella di destinare le risorse al Fondo storico per le vittime dell’amianto o alla ricerca su malattie asbesto-correlate.

Amianto e prevenzione: un centro regionale nel cuore del Piemonte

Presso L’Azienda Sanitaria Locale di Alessandria opera il Centro Regionale per la Ricerca, Sorveglianza e Prevenzione dei Rischi da Amianto. Questo centro è a capo del progetto Sintesi, finanziato dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari legato al PNRR. L’iniziativa coinvolge il Sito di Interesse Nazionale di Casale Monferrato, area storicamente colpita dall’inquinamento da amianto. Il progetto nasce da una rete sinergica che coinvolge enti sanitari, ambientali e accademici, tra cui ARPA Piemonte, le Università di Torino e del Piemonte Orientale, l’AOU e l’Asl di Alessandria.

Laboratorio ambientale di Amiat e Iren, Torino 

Torino, nella storica sede Amiat di via Germagnano è stato inaugurato il nuovo laboratorio ambientale del Gruppo Iren. Nasce per affrontare meglio l’emergenza amianto, frutto di un importante intervento di ampliamento e rinnovamento tecnologico, il progetto, avviato nel 2023, ha richiesto un investimento di 3,5 milioni di euro. Iniziativa che ha portato al raddoppio di superficie e numero di impiegati. Infatti ora l’area raggiunge quasi 800 metri quadrati. I tecnici specializzati impiegati passano da 10 a 20 unità. Nel centro sarà sempre più centrale l’analisi dei rifiuti e la rilevazione di sostanze pericolose, in particolare dell’amianto. Fondamentale è infatti il ruolo del laboratorio nell’identificazione della presenza di amianto nei materiali raccolti. Un’attività poco conosciuta ma cruciale per la sicurezza ambientale e sanitaria. Solo infatti dopo accurate verifiche si autorizza l’uscita dei rifiuti dall’impianto.

Il commento di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“Accogliamo con favore qualsiasi iniziativa volta al contrasto dell’amianto. Tuttavia, il compito non può dirsi concluso con investimenti o strutture: serve un impegno costante, legislazioni più incisiva e una bonifica reale e immediata dei siti contaminati. La salute dei cittadini non può aspettare. Gli strumenti ora ci sono, ma devono essere messi a sistema e guidati da una volontà precisa: quella di dire basta all’amianto, davvero.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.