25.1 C
Rome
mercoledì, Luglio 29, 2026

Amianto, Ezio Bonanni: intervista su Telelombardia (VIDEO)

Letto: 6 volte

Ultimi articoli

Amianto nelle Forze Armate e tutela delle vittime del dovere sono stati al centro dell’intervento dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) nel corso di una trasmissione televisiva di Tele Lombardia. Durante l’intervista  Bonanni ha richiamato l’attenzione sulle possibili conseguenze legate all’esposizione all’asbesto. Secondo quanto dichiarato da Bonanni avrebbe interessato nel tempo anche personale impegnato nelle attività di radiotelegrafia e trasmissione del comparto Sicurezza e Difesa.

Il tema si inserisce in una più ampia riflessione che riguarda salute, sicurezza sul lavoro, prevenzione e diritti previdenziali. L’amianto è stato infatti utilizzato per decenni in diversi settori produttivi e in varie infrastrutture e apparecchiature. In tale contesto, la sua possibile presenza è stata riscontrata anche in alcuni ambienti militari. Con particolare riferimento a unità navali e contesti operativi storici.

Secondo quanto evidenziato da Bonanni, l’eventuale esposizione professionale deve essere affrontata non solo sotto il profilo sanitario. Ma anche attraverso strumenti di tutela adeguati per le persone che abbiano sviluppato patologie riconducibili a contatti con materiali contenenti amianto.

Amianto e radiotelegrafisti delle Forze Armate

Uno dei passaggi dell’intervento ha riguardato la condizione dei radiotelegrafisti e degli addetti alle trasmissioni. Si tratta di personale che, in determinati periodi storici, ha operato in ambienti e con strumentazioni nei quali non si esclude la possibile presenza di materiali contenenti amianto.

Il tema non riguarda soltanto la presenza della fibra in edifici o strutture, ma anche le modalità con cui determinati materiali venivano impiegati. Il tutto in apparecchiature, impianti e ambienti di servizio.

L’esposizione all’amianto è considerata un tema di particolare attenzione in ambito sanitario. Infatti gli effetti sulla salute possono manifestarsi anche a distanza di molti anni. Tra le patologie associate all’esposizione alle fibre di asbesto rientrano il mesotelioma, alcune forme di tumore polmonare e altre malattie asbesto-correlate.

Le istituzioni scientifiche riconoscono la cancerogenicità dell’amianto. Per questo motivo, la prevenzione dell’esposizione e la corretta gestione dei materiali eventualmente ancora presenti restano elementi centrali delle politiche di sicurezza.

Patologie asbesto-correlate e personale militare

Nel suo intervento, Bonanni ha richiamato l’attenzione anche sulle possibili conseguenze sanitarie che possono aver interessato personale delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

La questione dell’amianto negli ambienti militari è stata nel tempo oggetto di approfondimenti, segnalazioni e procedimenti giudiziari. In alcuni casi, il riconoscimento dell’esposizione professionale è stato valutato anche ai fini del riconoscimento di benefici previsti dall’ordinamento, inclusi quelli legati allo status di vittima del dovere.

In una vicenda riportata da fonti giornalistiche, ad esempio, il Tribunale di Roma ha esaminato il caso di un militare della Marina deceduto per mesotelioma, riconoscendo in quella specifica situazione il nesso con l’attività di servizio e i relativi effetti giuridici.

È comunque importante distinguere tra le diverse situazioni individuali: il riconoscimento della causa di servizio, della patologia professionale o di eventuali benefici richiede sempre una valutazione caso per caso, basata sulla documentazione disponibile e sugli accertamenti tecnici previsti.

Vittime del dovere, quali tutele

Un ulteriore aspetto evidenziato riguarda il riconoscimento dei diritti delle persone che abbiano riportato infermità o decesso in relazione al servizio svolto.

La categoria delle vittime del dovere comprende specifiche situazioni previste dalla normativa. Nelle quali il personale del comparto pubblico, delle Forze Armate o delle Forze di Polizia abbia subito conseguenze invalidanti o mortali in connessione con l’attività di servizio.

In questo contesto, l’eventuale esposizione a sostanze nocive, tra cui l’amianto, può assumere rilievo ai fini delle valutazioni amministrative e previdenziali.

Tra le possibili forme di tutela, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti, possono rientrare benefici assistenziali e previdenziali, equo indennizzo e, in determinate circostanze, risarcimenti, oltre alle prestazioni previste per i familiari in caso di decesso.

L’Osservatorio Vittime del Dovere, collegato alle attività di tutela promosse da Bonanni, richiama tra i possibili fattori di rischio anche amianto, radon e uranio impoverito.

Il nodo dei riconoscimenti e dei tempi

Nel corso dell’intervento è stata richiamata anche la complessità dei tempi e delle procedure per il riconoscimento dei diritti.

Per le persone che sviluppano patologie dopo anni di servizio, il percorso può richiedere una ricostruzione accurata della storia lavorativa, l’individuazione delle possibili fonti di esposizione e la documentazione del nesso tra attività svolta e condizioni di salute.

A ciò si aggiungono le procedure amministrative e, nei casi previsti, gli eventuali passaggi giudiziari.

Su questo fronte, l’ONA e l’avvocato Ezio Bonanni hanno sviluppato nel tempo attività di supporto e informazione rivolte ai soggetti potenzialmente interessati, con particolare attenzione ai casi di esposizione professionale.

Bonanni: attenzione alla prevenzione e alla sicurezza

Il tema dell’amianto si inserisce in una riflessione più ampia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla necessità di prevenire i rischi prima che possano produrre conseguenze sulla salute.

Bonanni infatti spesso sottolinea la necessità di rafforzare l’attenzione su questi aspetti, evidenziando l’importanza della bonifica e della prevenzione nei contesti ancora interessati dalla presenza di materiali contenenti amianto.

La prevenzione resta centrale

In Italia l’uso dell’amianto è vietato dal 1992, ma il divieto non coincide con la completa eliminazione dei materiali già installati. Per questo motivo, in diversi contesti è ancora necessario procedere con mappatura, valutazione del rischio, manutenzione, messa in sicurezza e bonifica, secondo le disposizioni vigenti.

Nel caso delle Forze Armate, la ricostruzione delle eventuali esposizioni può riguardare anche periodi di servizio risalenti a molti anni fa, rendendo particolarmente importante la conservazione della documentazione relativa alle mansioni svolte e agli ambienti di lavoro.

Amianto nelle Forze Armate, un tema di attenzione continua

L’obiettivo, secondo la prospettiva espressa da Bonanni, è garantire che eventuali esposizioni professionali possano essere adeguatamente valutate. Oltre al fatto che le persone interessate, così come i loro familiari, possano accedere agli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

Vedi la trasmissione

Clicca questo link per visionare l’intervento dell’avvocato Ezio Bonanni (dal minuto -52)

 

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita