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Amianto nel Vescovato (CR), area messa in sicurezza dopo segnalazione

amianto abbandonato, immagine free esclusivamente decorativa di accompagnamento alla notizia
amianto abbandonato, immagine free esclusivamente decorativa di accompagnamento alla notizia

E’ stato rimosso materiale contenente amianto in una zona rurale nel Vescovato in provincia di Cremona. Il Comune rinnova l’appello contro l’abbandono illecito dei rifiuti.

L’importanza delle segnalazioni per gli interventi

Un intervento rapido di bonifica ha consentito di eliminare alcune lastre contenenti amianto rinvenute nei giorni scorsi in un’area agricola del territorio comunale. La presenza del materiale pericoloso era stata segnalata da un cittadino che, transitando lungo una strada di campagna, ha notato alcuni rifiuti sospetti nascosti tra la vegetazione.

Dopo la comunicazione agli uffici comunali, l’amministrazione si è immediatamente attivata per verificare la situazione e predisporre le operazioni necessarie alla rimozione e allo smaltimento in sicurezza del materiale.

Una pratica che continua a rappresentare un problema ambientale e sanitario

La notizia, riportata da La Provincia di Cremona, riaccende l’attenzione sul fenomeno dell’abbandono abusivo dei rifiuti nelle aree periferiche e nelle campagne.

Secondo quanto ricostruito, il ritrovamento è avvenuto lungo un canale situato fuori dal centro abitato. Le lastre erano state occultate sotto un piccolo accumulo di erba e materiale vegetale, probabilmente nel tentativo di renderle meno visibili.

“Nonostante l’impiego dell’amianto sia vietato in Italia da oltre trent’anni, questo materiale è ancora presente in numerose strutture realizzate prima del bando del 1992. Per questo motivo, i casi di smaltimento illecito continuano a verificarsi in diverse zone del Paese.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

L’amministrazione comunale ha espresso apprezzamento nei confronti del cittadino che ha effettuato la segnalazione

Chiunque individui rifiuti abbandonati o materiali potenzialmente pericolosi può infatti informare il Comune, anche in forma anonima, consentendo così interventi tempestivi per la tutela dell’ambiente e della salute collettiva.

L’abbandono dei rifiuti oltre ad essere un comportamento incivile, può trasformarsi in una concreta minaccia per il territorio, soprattutto quando coinvolge sostanze altamente nocive come l’amianto.

E’ quindi prezioso l’intervento attivo da parte della popolazione: una comunicazione tempestiva può fare la differenza. Intervenire rapidamente consente infatti agli enti competenti di mettere in sicurezza l’area, avviare le procedure di bonifica e ridurre i possibili rischi per la salute pubblica e per l’ambiente.

Le segnalazioni contribuiscono inoltre a contrastare comportamenti illegali e incivili che danneggiano il territorio. Grazie alla collaborazione tra cittadini e istituzioni è possibile monitorare in modo più efficace aree rurali, parchi e zone periferiche, spesso più esposte al fenomeno dell’abbandono abusivo dei rifiuti.

Come spesso invitato da ONA e dalle amministrazioni è fondamentale che la popolazione comunichi eventuali anomalie o situazioni sospette. La partecipazione attiva della comunità rappresenta infatti un elemento essenziale per mantenere il territorio più sicuro, pulito e vivibile.

Discarica abusiva a Bassano Romano (VT): sequestrato possibile amianto in area agricola

Amianto abbandonato, Pomezia, Messina
copertura amianto eternit (foto free esclusivamente descrittiva)

In una vasta area agricola sono stati trovati rifiuti pericolosi, tra cui amianto. La zona è inoltre interessata a uno scarico illecito di reflui industriali. È quanto emerso a Bassano Romano, in località Fonte del Grillo, durante un’operazione condotta dai Carabinieri Forestali.

Gli accertamenti hanno permesso di individuare un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi distribuiti su una superficie di circa 455 metri quadrati, per un volume complessivo stimato in circa 455 metri cubi.

Tra i rifiuti anche materiale contenente amianto

Nel terreno ispezionato dai militari erano presenti numerose tipologie di rifiuti abbandonati. Tra questi pneumatici fuori uso, materiali ferrosi, legname, plastica, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche come frigoriferi, forni a microonde e scaldabagni, oltre a materiali ingombranti e residui provenienti da attività di demolizione.

Particolare attenzione è stata riservata ai resti di una copertura ondulata che, secondo i primi accertamenti, potrebbe essere riconducibile a materiale contenente amianto. Si tratta di una circostanza che richiederà ulteriori verifiche tecniche per stabilire l’effettiva composizione del materiale rinvenuto.

Individuato anche uno scarico industriale non autorizzato

Nel corso delle verifiche è stato inoltre accertato un presunto scarico diretto sul terreno di reflui industriali non autorizzati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli scarichi proverrebbero da un’azienda zootecnica specializzata nell’allevamento ovino presente nella stessa proprietà.

La presenza di reflui industriali dispersi direttamente sul suolo rappresenta una potenziale fonte di contaminazione ambientale, con possibili conseguenze per il terreno e per le risorse idriche sotterranee.

Denunciato il presunto responsabile

Le attività investigative si sono concluse con l’identificazione del presunto autore dell’abbandono dei rifiuti e dello scarico illecito. Nei suoi confronti è scattata una denuncia a piede libero.

Le ipotesi di reato contestate riguardano l’abbandono di rifiuti pericolosi e lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali. La posizione dell’indagato dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Avviate le procedure di bonifica dell’area

Parallelamente all’attività investigativa sono state attivate le procedure previste dalla normativa ambientale per la messa in sicurezza e il ripristino del sito.

Gli interventi riguarderanno la rimozione dei rifiuti, il loro corretto recupero o smaltimento e il ripristino dello stato originario dei luoghi. Tutte le comunicazioni necessarie sono state trasmesse agli enti e alle autorità competenti.

Operazione coordinata da Carabinieri Forestali, Asl e Arpa Lazio

L’attività è stata eseguita dai Carabinieri del Gruppo Forestale di Viterbo, attraverso il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale e il Nucleo Forestale di Vejano.

Alle operazioni hanno collaborato anche la sezione veterinaria della Asl e i tecnici di Arpa Lazio. L’intervento rientra nei controlli finalizzati alla tutela del territorio e alla prevenzione degli illeciti ambientali.

I rischi ambientali e sanitari legati ai rifiuti abbandonati

I Carabinieri Forestali evidenziano come l’abbandono incontrollato di rifiuti e lo scarico illecito di reflui industriali costituiscano una grave violazione delle norme ambientali e una minaccia concreta per l’ecosistema e la salute pubblica.

Queste condotte possono provocare l’inquinamento del suolo e del sottosuolo e favorire la contaminazione delle falde acquifere attraverso il fenomeno della percolazione, compromettendo la qualità delle risorse naturali.

“Tra gli aspetti più preoccupanti vi è la possibile presenza di amianto. Quando materiali contenenti questa sostanza si deteriorano o si frammentano, possono liberare fibre microscopiche nell’ambiente. L’esposizione a tali fibre è riconosciuta dalla comunità scientifica come un fattore di rischio per gravi patologie” – Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte: Viterbo Today

 

Discarica rifiuti tra cui amianto di Caluri (VR): sospeso iter autorizzativo

discarica, immagine generica
discarica, immagine generica (Pixabay)

Si registra una nuova sospensione nell’iter amministrativo relativo al progetto per la realizzazione di un impianto destinato allo smaltimento permanente di rifiuti pericolosi tra cui amianto, nell’area di Caluri, nel territorio di Villafranca.

Il procedimento era già stato temporaneamente interrotto nei mesi scorsi per consentire al proponente di integrare la documentazione richiesta nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Ora arriva un ulteriore stop in seguito all’entrata in vigore di una nuova normativa regionale.

Dalla fonte è visibile una immagine fotografico con uno striscione con su scritto: “abbiamo già dato, no amianto, basta discariche”. Nel 2024 infatti i cittadini avevano firmato una petizione che aveva raccolto 6 mila firme.

La nuova legge regionale incide sui procedimenti in corso

La Legge Regionale n. 7 del 13 maggio 2026 ha introdotto alcune modifiche in materia di gestione dei rifiuti. Tra le novità previste dalla normativa figura la sospensione dei procedimenti autorizzativi riguardanti nuovi impianti di smaltimento soggetti a VIA e situati entro 10 chilometri dal confine regionale.

Secondo quanto indicato nella comunicazione ufficiale della Regione, il progetto presentato per l’area di Caluri rientra tra quelli interessati dalla nuova disposizione, poiché localizzato all’interno della fascia territoriale individuata dalla legge.

Quando terminerà la sospensione

La normativa stabilisce che la sospensione rimarrà in vigore fino alla definizione di una specifica intesa tra le Regioni coinvolte. Inoltre, entro il 31 dicembre 2026, la Giunta regionale dovrà definire le modalità applicative dei criteri ambientali previsti dalla legge, dopo aver acquisito il parere delle commissioni competenti.

L’evoluzione del procedimento dipenderà quindi sia dagli accordi istituzionali tra i territori interessati sia dai successivi provvedimenti attuativi regionali.

La posizione dell’Amministrazione comunale

L’Amministrazione comunale di Villafranca ha accolto con favore la decisione di sospendere temporaneamente il procedimento. In particolare, il vicesindaco e assessore all’Ecologia Riccardo Maraia ha evidenziato il lavoro svolto dagli uffici comunali nel monitoraggio della pratica e nel confronto con gli enti coinvolti.

Secondo quanto riferito dal Comune, l’attenzione istituzionale sul progetto è stata mantenuta costante fin dalle prime fasi dell’iter amministrativo, con l’obiettivo di seguire gli sviluppi della procedura e rappresentare le osservazioni provenienti dal territorio.

Discarica di Caluri: cosa succede ora

Per il momento il procedimento resta sospeso e non sono previsti ulteriori passaggi autorizzativi fino a quando non saranno definite le condizioni previste dalla nuova legge regionale.

La vicenda della discarica amianto di Caluri continua quindi a essere seguita con attenzione dalle istituzioni e dai cittadini, in attesa dei prossimi sviluppi normativi e amministrativi che determineranno il futuro del progetto

Fonte: L’Adige

Amianto, morte per mesotelioma: confermato risarcimento famigliari

Avv. Ezio Bonanni, amianto risarcimento
ONA, Presidente Avv. Ezio Bonanni

Si è conclusa con una sentenza definitiva della Corte di Cassazione la lunga vicenda giudiziaria legata alla morte per amianto di un ex lavoratore di Foggia. I giudici hanno confermato il riconoscimento del risarcimento in favore dei familiari dell’uomo, deceduto nel 2009 dopo una diagnosi di mesotelioma, patologia asbesto-correlata.

La decisione arriva a distanza di diciassette anni dall’avvio della vicenda e dopo un articolato percorso processuale durato oltre un decennio.

La storia del lavoratore

Secondo quanto emerso nel corso dei procedimenti giudiziari, il ferroviere, originario di Orta Nova e residente a Foggia, aveva svolto attività lavorativa tra il 1969 e il 1971 occupandosi della manutenzione di rotabili ferroviari.

Le mansioni comprendevano interventi su motori, impianti e componenti tecnici che, all’epoca, potevano contenere materiali a base di amianto. Gli accertamenti effettuati nei diversi gradi di giudizio hanno esaminato le condizioni di lavoro e l’esposizione professionale del dipendente durante quel periodo.

I primi sintomi della malattia sarebbero comparsi nel 2006. Dopo la diagnosi di mesotelioma, il quadro clinico si è progressivamente aggravato fino al decesso, avvenuto il 28 marzo 2009 all’età di 68 anni.

Risarcimento ai familiari dopo anni di contenzioso

Dopo la scomparsa del lavoratore, i familiari hanno intrapreso un’azione giudiziaria per ottenere il riconoscimento dei danni subiti.

Nel corso degli anni, le varie pronunce hanno riconosciuto sia il danno riferibile alla vittima sia il danno subito dai congiunti a seguito della perdita del familiare.

Nel frattempo, la moglie del ferroviere è venuta a mancare senza poter assistere alla conclusione definitiva della vicenda processuale. Sono stati i figli a proseguire l’azione legale fino alla pronuncia definitiva della Corte di Cassazione.

Amianto e tutela dei lavoratori: il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Sulla decisione è intervenuto l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore dei familiari.

Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che ha atteso troppo tempo per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilità legate all’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro.

La vicenda si inserisce nel più ampio contesto dei procedimenti giudiziari riguardanti l’esposizione professionale all’amianto in diversi comparti produttivi italiani dove negli anni sono state avviate numerose azioni per l’accertamento delle responsabilità e il riconoscimento dei danni subiti dai lavoratori e dalle loro famiglie.

Campania, a Pagani bonifica amianto al cimitero comunale

cartina d'Italia evidenziata sud campania
Regione Marche (Foto free di Gustavo La Pizza da Wikimedia Commons)

Nella città di Pagani, in Campania, arriva il via libera agli interventi per la rimozione dell’amianto individuato in Vicoletto Tronato e all’interno del cimitero comunale. Con la determina n. 196 del 15 giugno 2026, il Comune ha ufficializzato l’affidamento delle operazioni di bonifica, trasporto e smaltimento dei materiali contenenti fibre di amianto, considerati potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

“La bonifica rappresenta la vera arma contro l’amianto, noto per provocare patologie asbesto correlate come mesotelioma, asbestosi e vari tipi di cancro.” Ha commentato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’evento che ha reso inevitabile la decisione

Il provvedimento giunge a seguito dell’episodio verificatosi nelle scorse settimane in Vicoletto Tronato, dove una vecchia tubazione in cemento-amianto si è staccata dalla facciata di un’abitazione, finendo sulla carreggiata e rompendosi in diversi frammenti. L’accaduto aveva immediatamente destato preoccupazione tra i residenti della zona, soprattutto per la possibile dispersione di fibre nell’ambiente.

Nonostante la rimozione dei detriti effettuata nelle ore successive all’evento, i cittadini hanno continuato a segnalare la presenza di ulteriori parti della condotta ancora fissate all’edificio. Una situazione che, secondo quanto evidenziato dagli abitanti, potrebbe rappresentare un rischio sia dal punto di vista strutturale sia sotto il profilo ambientale.

L’avvio amministrativo e tecnico

L’atto è stato firmato dal responsabile del Settore Lavori Pubblici e Tutela Ambientale, l’ingegnere Gerardo Califano, e prende origine dalle comunicazioni trasmesse dalla Polizia Locale il 18 e il 20 maggio scorso. Le verifiche effettuate avevano infatti accertato la presenza di manufatti in Eternit non solo nell’area di Vicoletto Tronato, ma anche in alcune zone del cimitero cittadino.

Considerata la natura del materiale e la necessità di intervenire rapidamente, l’amministrazione comunale ha disposto l’esecuzione urgente dei lavori, affidando il servizio ad una società specializzata.

Il piano di intervento

Previste una serie di operazioni tecniche finalizzate alla messa in sicurezza delle aree interessate.

Tra queste figurano la predisposizione del piano di lavoro, l’analisi dei materiali per la corretta classificazione dei rifiuti e il monitoraggio delle fibre aerodisperse durante tutte le fasi della bonifica.

Le procedure includeranno inoltre il trattamento dei manufatti con prodotti specifici per l’incapsulamento dell’amianto, il successivo confezionamento secondo le norme previste per i rifiuti pericolosi e il trasporto presso impianti autorizzati allo smaltimento. Al termine delle operazioni saranno effettuati ulteriori controlli ambientali per verificare il ripristino delle condizioni di sicurezza e la salubrità delle aree interessate.

L’intervento rappresenta un passo concreto verso la risoluzione di una criticità segnalata da tempo e punta a garantire maggiori tutele per residenti e visitatori delle zone coinvolte.

Fonte: MediaNews24