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Training Camp Jackals Ass. Naz. del Fante: il 28 giugno l’inaugurazione

Training Camp Jackals Ass. Naz. Fante

Il 28 giugno dalle ore 9:00 a Ciampino in via Enzo Ferrari 37 è prevista l’inaugurazione del Training Camp Jackals dell’Associazione Nazionale del Fante.
L’evento rappresenterà un nuovo momento per tutti coloro che desiderano avvicinarsi alle attività dell’associazione e ai valori della fanteria italiana.

Le attività previste

L’evento prevede diverse attività:

  • Un mercatino di scambio di articoli militari & Airsoft;
  • Un interessante stage di difesa femminile;
  • Un torneo 3 contro 3;
  • Oltre al ritiro di alimentari per beneficienza.

Pasquale Trabucco: l’ONA al mio fianco per questa iniziativa

Tra i promotori il capitano Pasquale Trabucco, vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale del Fante.

Il vicepresidente nazionale è noto anche per la traversata di circa 2.300 chilometri a piedi da Roma fino al Vallo di Adriano, in Scozia, compiuta con sul petto lo scudo dell’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni.

“L’Osservatorio Nazionale Amianto ha deciso di essere al mio fianco anche in questa nuova avventura.
Per me rappresenta la naturale prosecuzione del percorso iniziato con il viaggio attraverso l’Italia nel 2018, il raggiungimento della nuova legge del 1 marzo n. 27 per il 4 novembre e proseguito nel 2025 fino al Vallo di Adriano, sempre con l’obiettivo di promuovere la memoria, il senso civico e l’attenzione verso le vittime del dovere, cercando oggi di coinvolgere anche le nuove generazioni.”  Ha affermato Trabucco.

Pasquale Trabucco
Pasquale Trabucco

Valori e aggregazione

Il Training Camp Jackals punta così a essere, oltre che un luogo dedicato all’addestramento e alle attività sportive,  anche uno spazio di incontro, memoria e condivisione dei valori che accomunano le Forze Armate e il volontariato civile.

L’evento nasce con l’obiettivo di creare un momento di incontro tra militari in servizio, personale in congedo, giovani, famiglie e cittadini interessati alle attività associative promosse dall’Associazione Nazionale del Fante.

 

Direttiva europea 2023/2668 sull’amianto: Inail pubblica la nuova fact sheet

Amianto, nuova Fact sheet INAIL
Amianto, nuova Fact sheet INAIL

L’Inail ha pubblicato il 26 giugno una nuova fact sheet dedicata alla direttiva europea 2023/2668 sull’amianto e alla tutela dei lavoratori esposti alle fibre cancerogene nei luoghi di lavoro.

La direttiva europea 2023/2668 è stata pubblicata il 30 novembre 2023 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Il provvedimento modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro.

Cosa cambia con la direttiva europea 2023/2668 sull’amianto

La nuova normativa europea introduce modifiche e integrazioni alle misure già previste per la tutela della salute dei lavoratori.

L’obiettivo della direttiva è rafforzare la prevenzione del rischio amianto e migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro in cui sono presenti materiali contenenti asbesto.

Tra gli aspetti più importanti della direttiva rientrano il rafforzamento delle misure di prevenzione,  l’aggiornamento delle procedure di controllo dell’esposizione e una maggiore tutela sanitaria per i lavoratori esposti. Oltre al miglioramento delle attività di monitoraggio e gestione del rischio.

I contenuti della fact sheet in sintesi

Amianto, milioni di lavoratori ancora esposti in Europa

Nonostante il bando dell’amianto nell’Unione Europea sia entrato in vigore nel 2005, il rischio di esposizione continua a interessare milioni di lavoratori.

Secondo le stime della Commissione europea, nei Paesi membri sono ancora esposti all’amianto tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori. La maggior parte di questi è soggetta a esposizioni sporadiche e a bassa intensità, spesso durante attività di manutenzione o ristrutturazione di edifici realizzati prima del divieto della sostanza cancerogena.

I settori maggiormente esposti al rischio amianto

La nuova direttiva evidenzia che l’esposizione all’amianto non riguarda esclusivamente le imprese specializzate nelle bonifiche.

Tra i settori considerati a rischio figurano:

  • l’edilizia e le ristrutturazioni;
  • la demolizione di edifici;
  • la gestione dei rifiuti contenenti amianto;
  • il settore estrattivo e le cave di Pietre Verdi;
  • la realizzazione di gallerie ferroviarie e autostradali;
  • le attività di manutenzione industriale;
  • la lotta antincendio e la gestione delle emergenze;
  • lo smantellamento di navi, piattaforme petrolifere e mezzi di trasporto.
    L’ampliamento del campo di applicazione rappresenta una delle principali innovazioni introdotte dalla direttiva europea 2023/2668.

Amianto, il 78% dei tumori professionali nell’Unione Europea

La direttiva europea richiama un dato particolarmente significativo: le fibre di amianto rappresentano la principale causa di tumori professionali nell’Unione Europea.

Secondo il documento, il 78% delle neoplasie riconosciute come malattie professionali nei Paesi membri è infatti legato all’esposizione all’amianto. I costi diretti per assistenza sanitaria e perdita di produttività sono stimati tra i 4 e i 7 miliardi di euro ogni anno, mentre i costi indiretti potrebbero raggiungere i 334 miliardi di euro annui.

Le tre forme di esposizione all’amianto

La direttiva europea 2023/2668 distingue tre diverse modalità di esposizione alle fibre di amianto.

La prima è l’esposizione attiva, che riguarda i lavoratori impegnati direttamente nelle attività di bonifica e rimozione dei materiali contenenti amianto.

La seconda è l’esposizione passiva, che interessa chi opera nelle vicinanze di lavorazioni che generano polvere di amianto oppure lavora in edifici dove sono presenti materiali degradati.

Infine vi è l’esposizione secondaria, che coinvolge i familiari dei lavoratori esposti attraverso le fibre trasportate sugli abiti o sui capelli dopo il turno di lavoro.

Nuovi obblighi per i datori di lavoro

La direttiva introduce nuovi adempimenti per i datori di lavoro.

Prima dell’avvio di lavori di demolizione, manutenzione o ristrutturazione sarà obbligatorio verificare la presenza di amianto negli edifici, nelle navi, negli aeromobili e negli impianti costruiti prima del divieto dell’utilizzo della sostanza.

Qualora durante i lavori vengano rinvenuti materiali contenenti amianto non individuati in precedenza, le attività dovranno essere immediatamente sospese fino all’adozione delle necessarie misure di sicurezza.

Inoltre, prima dell’inizio delle attività a rischio, il datore di lavoro dovrà trasmettere una specifica notifica agli organi di vigilanza territorialmente competenti indicando tipologia di intervento, numero dei lavoratori coinvolti, quantità di amianto presente e misure adottate per ridurre il rischio di esposizione.

Limite di esposizione ridotto di dieci volte

Tra le novità più importanti introdotte dalla direttiva europea vi è la drastica riduzione del limite di esposizione professionale all’amianto.

Il valore massimo consentito passa infatti da 0,1 a 0,01 fibre per centimetro cubo, con un limite dieci volte inferiore rispetto a quello precedentemente previsto dalla normativa europea.

Dal 21 dicembre 2029 diventerà inoltre obbligatorio utilizzare tecniche di analisi più avanzate, come la microscopia elettronica SEM e TEM, capaci di rilevare anche le fibre ultrasottili che non possono essere individuate con i metodi tradizionali.

Formazione obbligatoria e dispositivi di protezione

La direttiva prevede l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati in tutte le attività che comportano un rischio di esposizione all’amianto.

Viene inoltre rafforzata la formazione obbligatoria dei lavoratori, che dovrà essere calibrata sulle specifiche mansioni svolte e comprendere anche l’addestramento all’uso dei DPI di terza categoria.

Per gli addetti alle demolizioni e alle bonifiche sarà inoltre necessario acquisire competenze specifiche sull’utilizzo delle tecnologie e delle attrezzature finalizzate a limitare la dispersione delle fibre durante le lavorazioni.

Sorveglianza sanitaria e registro degli esposti

Una delle novità più rilevanti riguarda la sorveglianza sanitaria.

La direttiva stabilisce infatti che tutti i lavoratori esposti all’amianto, anche in caso di esposizioni sporadiche e di bassa intensità, debbano essere sottoposti a controlli medici periodici e iscritti nel Registro degli esposti.

La misura consentirà di migliorare la ricostruzione delle esposizioni professionali e di agevolare il riconoscimento delle malattie asbesto correlate.

Registro di tutte le malattie asbesto correlate

La nuova normativa introduce inoltre l’obbligo per gli Stati membri di istituire registri che comprendano tutte le patologie correlate all’amianto e non soltanto i casi di mesotelioma.

Nel registro confluiranno quindi tutte le malattie asbesto correlate riconosciute dalla normativa europea, migliorando il monitoraggio epidemiologico e le attività di prevenzione sanitaria.

Le nuove regole già recepite in Italia

Le disposizioni della direttiva europea 2023/2668 sono già state recepite in Italia attraverso il decreto legislativo 213/2025, che ha modificato il Titolo IX del decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Le nuove misure puntano ad aumentare la tracciabilità delle esposizioni professionali e a rafforzare la tutela della salute dei lavoratori che operano nei settori maggiormente esposti al rischio amianto.

Dove consultare la fact sheet Inail

La fact sheet “La direttiva europea 2023/2668: la protezione dei lavoratori contro i rischi dall’esposizione all’amianto” è stata pubblicata dall’Inail nel 2026 ed è disponibile esclusivamente online attraverso il portale ufficiale dell’Istituto.

Per informazioni è possibile contattare l’Inail all’indirizzo dedicato alla comunicazione istituzionale.

L’Osservatorio Nazionale Amianto da sempre si batte per la tutela delle vittime dell’amianto e i loro famigliari.

Storie d’amianto: il ricordo di Fabio Bergamo per il padre Alfonso

Alfonso Bergamo con la moglie Elisa Manzione
Alfonso Bergamo con la moglie Elisa Manzione

Quando si parla d’amianto si incontrano storie fatte di sofferenza, lavoro, memoria famigliare. In questo percorso di dolore, Fabio, figlio di Alfonso Bergamo, ha deciso di portare avanti una battaglia legale insieme all’Avv. Ezio Bonanni per restituire giustizia a suo padre.

Una vita di sacrifici prima dell’amianto

Alfonso Bergamo è venuto a mancare all’età di 86 anni ad Eboli, in provincia di Salerno.
Un nome che richiama alla mente il capolavoro di Carlo Levi, riscrivendo però stavolta un racconto fatto di abnegazione operaia. Alfonso infatti lavorava come saldatore di fabbrica, era a contatto con le marmitte ferroviarie ed il giorno 21 giugno è venuto a mancare per un adenocarcinoma polmonare.
Secondo l’Avv. Ezio Bonanni la malattia potrebbe essere una patologia asbesto correlata, ma il viaggio per il riconoscimento è appena iniziato.

Memento Vivere

“Vorrei che mio padre non venisse dimenticato.” – ci confida suo figlio Fabio con la voce rotta. “Per questo faremo mettere in Chiesa, in suo ricordo, un bambinello realizzato dall’artista Martino Landi.”

Parliamo di un uomo buono che fino a un mese e mezzo fa riusciva ancora ad interagire. Purtroppo peggiorò presto fino a non potersi più muovere, mangiare, bere e parlare.
In un breve video mostrato privatamente saluta con amore la sorella dopo aver fatto un controllo. Quella mattina aveva fatto la toracentesi, ossia la estrazione del liquido al polmone con un ago per riuscire a respirare un po’ di più. Negli occhi la profonda tristezza e la paura di non riuscire a guarire.

“Al 100% non era fatto per questo mondo”

Scorgiamo nei suoi occhi l’eterno, la bellezza di chi aveva dedicato la vita al lavoro. Suo figlio Fabio, ora come Enea, prenderà simbolicamente in braccio il suo vecchio padre Anchise, paralizzato nelle gambe e con la schiena ricurva.
In questo caso non si tratta di una fuga, ma di un percorso verso la giustizia, dove i figli delle vittime dell’amianto vestono il ruolo di una pietas fatta d’amore verso la propria famiglia.
“Al 100% non era fatto per questo mondo” mi risponde Fabio alla frase che ho pronunciato dopo aver visionato il video: “suo padre deve essere stato un uomo dolcissimo”.

E ONA – Osservatorio Nazionale Amianto sarà al suo fianco.

 

 

Catalogna, Parlamento approva legge eliminazione amianto

Foto esclusivamente decorativa, fibra amianto
Foto esclusivamente decorativa, amianto rovinato

Il Parlamento della Catalogna ha approvato all’unanimità la prima legge catalana per l’eliminazione dell’amianto, che prevede sanzioni, aiuti e un calendario per la rimozione.

una nuova normativa finalizzata all’eliminazione progressiva dell’amianto ancora presente in edifici, strutture e infrastrutture della regione.

Nel corso di una cerimonia dedicata alle vittime e ai loro familiari, le istituzioni regionali hanno espresso pubblicamente il proprio rammarico per i ritardi e le insufficienze che, negli anni, hanno caratterizzato la gestione di una delle emergenze sanitarie e ambientali più complesse della storia.

Si stima che in territorio catalano siano ancora presenti quasi 4 milioni di tonnellate di cemento-amianto, gran parte del quale installato tra gli anni ’60 e ’80 del XX secolo, la cui vendita è stata vietata nel 2001 a causa delle gravi conseguenze per la salute.

Le associazioni: “Servono fondi e tempi certi”

Le organizzazioni che rappresentano i cittadini colpiti dalle patologie correlate all’asbesto hanno accolto positivamente il segnale politico proveniente dal Parlamento, ma hanno sottolineato che il vero banco di prova sarà l’applicazione concreta della legge.

Secondo i rappresentanti delle associazioni, il consenso istituzionale dovrà tradursi in programmi operativi, finanziamenti adeguati e interventi di bonifica capaci di incidere realmente sul territorio. Senza risorse economiche e una pianificazione efficace, il rischio è che gli obiettivi fissati dal legislatore rimangano sulla carta.

Il riconoscimento delle istituzioni

Durante la cerimonia commemorativa, il presidente del Parlamento catalano, Josep Rull, ha evidenziato come la presenza dell’amianto continui a rappresentare una questione rilevante sia dal punto di vista sanitario sia da quello ambientale.

Nel suo intervento ha riconosciuto le carenze che hanno caratterizzato l’azione pubblica nel corso degli anni e ha sottolineato la necessità di accelerare il percorso di rimozione dei materiali contenenti amianto ancora diffusi in numerose strutture.

L’evento è stato accompagnato da un momento di raccoglimento dedicato alle persone decedute o colpite da malattie correlate all’esposizione alle fibre di amianto, con un omaggio rivolto anche alle famiglie che hanno affrontato le conseguenze di questa emergenza.

Il commento dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto dall’Italia

“Nonostante il divieto introdotto in molti Paesi europei da diversi anni, l’amianto continua a rappresentare un problema irrisolto. Numerosi edifici costruiti nel secolo scorso contengono ancora materiali che, con il deterioramento, possono rilasciare fibre potenzialmente pericolose per la salute. L’esposizione prolungata è stata associata a patologie gravi, tra cui asbestosi, tumore polmonare e mesotelioma. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni commentando la notizia.

Gli esperti: “Non abbassare la guardia”

Tra gli interventi che hanno caratterizzato la giornata vi è stato anche quello di specialisti impegnati da anni nello studio delle malattie correlate all’amianto. Gli esperti locali hanno ricordato che gli effetti dell’esposizione possono manifestarsi anche decenni dopo il contatto con il materiale, rendendo indispensabile una strategia di lungo periodo.

La nuova normativa viene considerata un passo avanti significativo, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle istituzioni di trasformare gli impegni assunti in azioni rapide e verificabili.

Le autorità sanitarie e gli esperti del settore insistono sulla necessità di accelerare le operazioni di censimento, monitoraggio e bonifica.

Verso una Catalogna libera dall’amianto

Dal 2019 il Governo locale ha stanziato fondi per un valore di 100 milioni di euro per la rimozione di questo materiale. L’obiettivo sarà quello di aumentare lo stanziamento a 20 milioni di euro all’anno nei prossimi bandi.

Per le associazioni delle vittime, tuttavia, il percorso è appena iniziato. Dopo anni di battaglie e richieste di riconoscimento, l’attenzione è ora concentrata sull’attuazione delle misure previste e sulla capacità delle istituzioni di garantire risultati concreti.

Fonte: https://www.democrata.es/

Amianto aree esterne due scuole a Bologna: programmata bonifica

banchi di scuola, amianto
Scuola, (Foto free di Jorge Kavicki Jkavicki da Pixabay)

Il Comune di Bologna ha annunciato l’avvio di ulteriori verifiche e delle successive attività di bonifica in alcune aree esterne collegate alla scuola primaria Monterumici e al nido comunale Marameo dopo il rinvenimento di limitati frammenti di materiale contenente amianto. La scoperta è avvenuta durante operazioni di risanamento ambientale legate alle acque profonde nell’area dell’ex stabilimento industriale presente nelle vicinanze.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, le segnalazioni sono emerse in momenti differenti tra il 2025 e il 2026. In entrambi i casi sono state attivate le procedure previste dalla normativa vigente, con il coinvolgimento degli enti competenti per le valutazioni tecniche e sanitarie.

“L’amianto nelle scuole è un problema che non riguarda ovviamente questi due istituti di Bologna, ma la problematica si evince in diverse strutture in ambito nazionale e internazionale. Come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo recentemente anche organizzato un convegno al Campidoglio sull’amianto in alcune scuole di Roma.” Ha affermato lAvv. Ezio Bonanni commentando la notizia.

Interventi previsti alla scuola Monterumici

Per quanto riguarda la scuola primaria Monterumici, il Comune ha programmato specifiche attività di scavo e approfondimento che saranno svolte durante il periodo di chiusura estiva dell’istituto.

L’obiettivo è definire con precisione l’estensione dell’area interessata e individuare le modalità più appropriate per gli eventuali interventi successivi. Qualora le verifiche dovessero evidenziare la presenza di ulteriori materiali contenenti amianto, potranno essere adottate misure di messa in sicurezza, comprese eventuali delimitazioni delle zone coinvolte.

L’amministrazione ha precisato che non risultano criticità relative all’utilizzo degli spazi interni della struttura scolastica. Restano inoltre disponibili alcune aree esterne pavimentate.

Situazione del nido comunale Marameo

Per il nido Marameo, le indicazioni ricevute dagli organismi competenti prevedono limitazioni temporanee nell’utilizzo della porzione verde esterna fino al completamento degli accertamenti programmati.

I prossimi controlli serviranno a raccogliere ulteriori elementi utili per definire gli interventi necessari.

Bonifica durante la sospensione delle attività didattiche

Al termine delle verifiche tecniche, sarà definito il piano operativo per la bonifica ambientale delle eventuali aree interessate. Le lavorazioni saranno organizzate nei periodi di sospensione dell’attività educativa e scolastica, così da ridurre al minimo l’impatto sulle famiglie e sul personale.

L’intero percorso sarà svolto nel rispetto delle procedure previste dalla normativa e sotto il controllo degli enti competenti, con l’obiettivo di garantire condizioni di sicurezza e tutela della salute negli spazi destinati ai bambini e agli operatori scolastici.

Fonte: Il Resto del Carlino