Scuola, immagine generica (Foto free di StockSnap da Pixabay)
Il decreto firmato da Giuseppe Valditara assegna le risorse dell’otto per mille statale a interventi urgenti nelle scuole: tra le opere finanziabili anche la bonifica degli elementi contenenti amianto, insieme alla messa in sicurezza sismica, ai solai e al ripristino degli edifici non agibili.
La sicurezza degli edifici scolastici torna al centro degli interventi finanziati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il ministro Giuseppe Valditara ha firmato il decreto del 21 agosto 2026 che disciplina l’utilizzo delle risorse dell’otto per mille dell’IRPEF destinate alla gestione statale.
Il provvedimento riguarda complessivamente 114.498.620,84 euro, riferiti alle annualità 2023 e 2024. Le risorse sono destinate a interventi urgenti e indifferibili necessari per garantire il diritto allo studio in edifici scolastici sicuri e adeguati.
Amianto nelle scuole, la bonifica tra gli interventi finanziabili
Il decreto inserisce espressamente la bonifica di elementi contenenti asbesto tra gli interventi di manutenzione straordinaria finanziabili.
La misura comprende anche il successivo ripristino funzionale delle parti bonificate. Quindi sia la rimozione del materiale e sia la possibilità intervenire sull’edificio dopo la bonifica per restituire funzionalità agli spazi interessati.
Il tema dell’amianto rimane particolarmente rilevante per il patrimonio edilizio più datato. Il livello di rischio dipende dallo stato di conservazione del materiale e dalle condizioni che possono determinarne il deterioramento.
Per questo gli interventi devono essere preceduti dalle necessarie valutazioni tecniche e realizzati secondo le procedure previste dalla normativa.
Non solo amianto: le altre priorità del decreto
La bonifica dell’amianto rappresenta una delle categorie previste dal provvedimento, ma non costituisce l’unica destinazione delle risorse.
Il decreto stabilisce infatti una graduatoria di priorità per gli interventi urgenti. Si parte dalle opere necessarie dopo eventi sismici, calamitosi o eccezionali, per arrivare agli interventi di miglioramento e adeguamento sismico.
Sono inoltre previsti finanziamenti per il ripristino degli edifici dopo il crollo di solai e controsoffitti e il recupero delle condizioni di agibilità dopo la chiusura disposta dall’autorità competente. Oltre la messa in sicurezza di solai e controsoffittiie gli interventi indispensabili per garantire la continuità delle attività didattiche.
Oltre 114 milioni dall’otto per mille
Un elemento importante riguarda l’origine delle risorse.
Il decreto utilizza fondi provenienti dalla quota dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale. Per le annualità 2023 e 2024, la disponibilità complessiva indicata nel provvedimento ammonta a 114.498.620,84 euro.
La somma viene suddivisa in tre grandi aree territoriali, ossia nord sud e grandi isole.
La normativa prevede infatti una distribuzione in parti di pari importo tra le tre aree geografiche individuate dal decreto.
Quanto può ricevere un singolo intervento
Il provvedimento stabilisce anche un limite per ciascuna opera.
Il contributo massimo riconoscibile per ogni intervento è di 1 milione di euro. L’individuazione dei progetti avverrà attraverso uno o più avvisi pubblici gestiti dalla Direzione generale competente del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
La selezione terrà conto di alcuni criteri. Tra questi figurano la popolazione scolastica coinvolta, l’età dell’edificio, l’eventuale assenza di alternative per garantire la continuità didattica e la mancanza di altri finanziamenti pubblici destinati alla stessa tipologia di intervento.
Edilizia scolastica, il ruolo degli enti locali
Gli interventi riguardano edifici scolastici di proprietà pubblica e saranno attuati nell’ambito delle competenze degli enti locali.
Il decreto nasce infatti dalla necessità di sostenere interventi urgenti sull’edilizia scolastica, utilizzando risorse che la normativa destina alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza, all’adeguamento antisismico e all’efficientamento degli immobili destinati all’istruzione.
La procedura prevede una fase di selezione dei progetti. Non tutti gli edifici scolastici interessati da criticità riceveranno quindi automaticamente un finanziamento.
Sicurezza nelle scuole, dalla prevenzione alla bonifica
La sicurezza degli edifici scolastici comprende diversi livelli di intervento.
Il decreto considera, infatti, sia le emergenze legate a eventi eccezionali sia le condizioni strutturali degli immobili. La prevenzione del rischio di cedimento di solai e controsoffitti, l’adeguamento antisismico e la bonifica dei materiali contenenti amianto rientrano in una strategia più ampia di manutenzione del patrimonio scolastico.
Nel caso dell’amianto, l’obiettivo degli interventi finanziabili è la bonifica degli elementi che lo contengono e il successivo ripristino delle parti interessate.
Amianto nelle scuole, perché la manutenzione resta centrale
Il monitoraggio dello stato degli edifici, la corretta manutenzione e l’individuazione dei materiali eventualmente presenti sono elementi fondamentali per stabilire quando sia necessario intervenire.
“La bonifica dell’amianto nelle scuole, quando tecnicamente necessaria, deve essere eseguita da soggetti qualificati e secondo le procedure previste dalla normativa. La gestione corretta del materiale durante rimozione, trasporto e smaltimento è infatti parte integrante dell’intervento.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni commentando la notizia.
Amianto, una lunga carriera nella Marina Militare, poi una diagnosi arrivata quando aveva 63 anni e, appena 26 giorni più tardi, la morte.
È la storia di Domenico Giovanniello, militare che aveva prestato servizio per quasi trent’anni, iniziando come sottocapo motorista navale e raggiungendo successivamente il grado di maresciallo.
Il 18 febbraio 2013 gli venne diagnosticato un mesotelioma pleurico. Giovanniello morì il 16 marzo dello stesso anno, pochi giorni prima del suo sessantaquattresimo compleanno.
La vicenda è arrivata davanti al TAR Sicilia – sezione di Catania, che ha riconosciuto il rapporto tra la patologia e l’attività di servizio. La pronuncia è divenuta definitiva.
Il riconoscimento della causa di servizio
Nel procedimento è stata ricostruita la storia lavorativa del militare e l’esposizione avvenuta durante il servizio.
Gli ambienti nei quali Giovanniello aveva operato erano caratterizzati, secondo quanto emerso nel giudizio, dalla presenza di amianto.
Un elemento già acquisito prima della decisione del TAR riguardava il riconoscimento da parte del Ministero della Difesadella dipendenza della patologia da causa di servizio. A Giovanniello era stato inoltre riconosciuto lo status di equiparato alle Vittime del Dovere.
Il giudice amministrativo ha ritenuto sussistente anche una responsabilità connessa alla mancata predisposizione di adeguate misure di tutela e prevenzione rispetto ai rischi presenti negli ambienti di lavoro.
Il risarcimento riguarda anche il periodo precedente alla morte
La particolarità della decisione riguarda la natura dei danni riconosciuti.
Il procedimento non si è limitato a considerare le conseguenze della morte sulla famiglia. Il TAR ha preso in esame anche ciò che Domenico Giovanniello aveva subito personalmente tra la diagnosi e il decesso.
In particolare, sono stati riconosciuti il danno biologico terminale e il danno morale terminale, anche definito catastrofale.
Il primo riguarda il pregiudizio alla salute maturato nel periodo precedente alla morte. Il secondo è collegato alla sofferenza derivante dalla consapevolezza della propria condizione e dell’avvicinarsi della morte.
Nel caso di Giovanniello, il periodo considerato è stato di soli 26 giorni.
Al figlio oltre 70mila euro
Il TAR Sicilia ha riconosciuto a Giovanni Giovanniello, figlio del militare e residente ad Augusta, 70.192,50 euro, ai quali devono aggiungersi rivalutazione e interessi.
Il risarcimento riguarda i danni maturati direttamente dal padre e trasmessi al figlio in qualità di erede.
La cifra è distinta dai 235.360 euro che Giovanni Giovanniello aveva già ottenuto in sede civile per il proprio danno non patrimoniale conseguente alla perdita del padre.
Si tratta quindi di due differenti posizioni risarcitorie: una relativa ai danni subiti direttamente da Domenico Giovanniello prima della morte e trasmessi all’erede, l’altra relativa al pregiudizio personale del figlio per la perdita del genitore.
Bonanni: «La sentenza considera la sofferenza della vittima»
«La sentenza riconosce una dimensione che rischia di rimanere nascosta dietro le categorie del diritto: quella della sofferenza vissuta personalmente dalla vittima», afferma Bonanni.
Il presidente dell’ONA richiama in particolare la brevissima distanza temporale tra la diagnosi e il decesso.
«Domenico Giovanniello ha avuto soltanto 26 giorni tra la diagnosi di mesotelioma e la morte. In questo periodo ha dovuto affrontare la consapevolezza della gravità della malattia e dell’approssimarsi della fine».
Secondo Bonanni, il riconoscimento dei danni terminali «restituisce rilevanza giuridica a una sofferenza che appartiene direttamente alla persona malata e che, nel caso riconosciuto dal giudice, è stata trasmessa all’erede».
Amianto nelle Forze Armate, una questione ancora rilevante
Per il mesotelioma esiste iuna distanza temporale molto lunga tra l’esposizione e la comparsa della patologia. La ricostruzione delle mansioni, degli ambienti di lavoro e delle condizioni di sicurezza può quindi assumere un ruolo centrale nei procedimenti di tutela.
Nel caso della Marina Militare, la presenza storica dell’amianto in numerose strutture e materiali utilizzati in passato ha portato negli anni a diversi procedimenti riguardanti il personale esposto.
La vicenda di Giovanniello presenta però una caratteristica particolare: oltre al riconoscimento del rapporto tra servizio e malattia, la decisione considera anche il danno maturato nel brevissimo periodo compreso tra la diagnosi e la morte.
Amianto, tutela della salute, ambiente e diritti delle persone esposte: sono questi i temi al centro delle interviste effettuate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e a Fabio Massimo Gallo, già presidente f. f. della Corte d’Appello di Roma, presenti a Roccagorga, in occasione della Festa Avanti! 2026 del PSI.
Nel corso dell’incontro, Bonanni ha richiamato l’attività dell’associazione e ha posto l’attenzione sui rischi legati alla presenza di amianto, sia nei luoghi di lavoro sia nell’ambiente.
L’Osservatorio Nazionale Amianto e la tutela delle persone
Interpellato sui prossimi passi, l’avvocato Ezio Bonanni ha indicato nell’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto la direzione del lavoro futuro. «I prossimi passaggi riguardano essenzialmente la vita associativa di ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, che proseguirà il suo impegno per la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e naturalmente individuale e dei diritti di coloro che hanno subito danni o malattie professionali e altri pregiudizi in generale».
Le parole del presidente ONA individuano quindi tre ambiti strettamente collegati: salute, ambiente e tutela dei lavoratori e delle persone che hanno subito conseguenze legate all’esposizione professionale.
L’attività dell’Osservatorio viene presentata come un impegno rivolto non soltanto alle patologie professionali, ma anche alla protezione dell’ambiente e della salute della collettività.
Sicurezza sul lavoro e tutela dei lavoratori
Nel corso di un’altra dichiarazione, Bonanni ha richiamato la necessità di affrontare i problemi concreti del territorio e del mondo del lavoro. «Mettiamo in fila una serie di questioni concrete, perché se la politica diventa solo una chiacchiera annoia e non convince».
Il presidente dell’ONA ha quindi posto l’accento sulle questioni legate alla sicurezza e alla tutela dei lavoratori, insieme alle prospettive di investimento e di rigenerazione dei comparti produttivi. «Problemi concreti, diciamo, sia del territorio che naturalmente quelli legati al mondo del lavoro».
E ancora: «Sia, come oggi pomeriggio abbiamo discusso, sulle questioni di sicurezza e di tutela dei lavoratori e sia di prospettiva in un nuovo investimento industriale».
Il tema della sicurezza viene così collegato alla necessità di affrontare le condizioni dei comparti produttivi e delle aziende.
Amianto e rischio ambientale: il caso dell’ex Ilva di Taranto secondo Gallo
Particolarmente rilevanti le dichiarazioni di Fabio Massimo Gallo, già presidente f. f. della Corte d’Appello di Roma, dedicata alla recente decisione della Corte d’Appello di Milano sull’ex Ilva di Taranto
Gallo richiama il provvedimento e il rapporto tra tutela della salute, attività industriale e ambiente. «La recente decisione della Corte d’Appello di Milano che ha confermato la chiusura dei forni delle acciaierie Ilva di Taranto ha ribadito l’importanza del diritto alla salute che prevale sul diritto dell’economia, il diritto all’esercizio dell’impresa».
Nel suo intervento, Gallo ha sottolineato i la presenza dell’amianto tra gli elementi indicati nella decisione giudiziaria in relazione ai rischi ambientali. «Quella decisione ha anche affermato che tra le ragioni che espongono a rischio l’ambiente, non soltanto i lavoratori, ma tutto l’ambiente della città di Taranto circostante all’Ilva è proprio la presenza dell’amianto».
L’impegno dell’ONA tra salute, ambiente e diritti
Bonanni e Gallo confermano quindi che l’amianto ancora una volta si rivela uno degli aspetti più pericolosi e più specifici dell’attività lavorativa e in genere dei rischi per l’ambiente.
Le dichiarazioni delineano quindi un percorso centrato sull’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto, con particolare attenzione alla prevenzione dell’esposizione, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla tutela della salute pubblica e alla protezione delle persone che hanno subito danni o malattie professionali.
L’azione dell’ONA prosegue dunque lungo una direttrice che mette insieme tutela ambientale, salute pubblica, prevenzione e diritti delle persone esposte.
vittime terrorismo e criminalità organizzata - foto free da pixabay
Pensioni delle vittime del terrorismoe dellacriminalità organizzata: il passaggio al sistema contributivo rende più complessa l’applicazione delle maggiorazioni previste dalla normativa. Un invito a confrontare con attenzione i dati e individuare eventuali anomalie nei conteggi previdenziali.
Pensioni vittime del terrorismo e criminalità organizzata: il quadro normativo
La disciplina di riferimento comprende, tra le altre disposizioni, la Legge 206 del 2004, che ha introdotto e regolamentato specifiche misure in favore delle vittime del terrorismo e dei loro familiari.
Tra i benefici previsti rientrano anche particolari forme di maggiorazione dell’anzianità contributiva.
Il problema nasce quando queste disposizioni devono essere applicate a una carriera previdenziale caratterizzata dalla presenza di quote calcolate con sistemi differenti.
Il passaggio dal metodo retributivo a quello contributivo ha infatti modificato il modo in cui viene determinato l’importo della pensione.
Il sistema contributivo rende più complesso il calcolo
Nel sistema contributivo la pensione dipende principalmente dal montante contributivo individuale e dal coefficiente di trasformazione applicato in relazione all’età del pensionamento.
L’applicazione dei benefici previdenziali previsti per le vittime del terrorismo richiede quindi particolare attenzione.
Non è sufficiente applicare automaticamente le regole del sistema contributivo ordinario.
Occorre verificare come le maggiorazioni figurative previste dalla normativa speciale incidano sulle diverse componenti del trattamento pensionistico.
Il confronto tra calcolo teorico e pensione liquidata
E’ fondamentale quindi prendere in considerazione sia la quota calcolata con il sistema retributivo che la quota soggetta al sistema contributivo. Oltre alle maggiorazioni dell’anzianità previste dalla normativa, il montante contributivo, i coefficienti utilizzati nel calcolo e l’importo risultante dalla liquidazione.
Questo tipo di verifica permette di individuare eventuali scostamenti o anomalie che possono poi essere sottoposti all’attenzione di un professionistao dell’ente previdenziale competente.
Maggiorazione contributiva: perché è importante verificarla
Nel caso in cui il beneficio non venga considerato correttamente, oppure venga applicato secondo criteri non coerenti con la disciplina di riferimento, il risultato finale può essere differente rispetto alla ricostruzione effettuata sulla base della normativa speciale.
La verifica deve quindi tenere conto dell’intera storia contributiva del pensionato.
Non esiste, infatti, un calcolo identico per tutti.
Ogni posizione deve essere esaminata considerando anzianità, retribuzioni, periodi contributivi, sistema di calcolo e benefici riconosciuti.
Una seconda giornata dell’insegna dell’innovazione quella organizzata a Roccagorga, in provincia di Latina, dal Partito Socialista Italiano per la Festa Avanti! 2026. Nel corso dell’incontro del 20 settembre, sono intervenuti esponenti del mondo politico e istituzionale, con un confronto dedicato anche al rapporto tra sviluppo economico e salvaguardia del territorio.
L’iniziativa si inserisce nel percorso politico del PSI sul territorio pontino. Tra i temi affrontati anche la dignità del lavoro, la tutela dei cittadini e la necessità di costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme crescita economica e sostenibilità ambientale.
L’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni si è concentrato su aspetti ambientali, considerato il suo impegno storico giurisprudenziale contro l‘amianto, l’uranio impoverito ed altri cancerogeni.
Ha ricordato le sue origini, essendo nato proprio a Roccagorga ed ha effettuato parallelismi tra la vicenda dell’amianto e la storia dell’eccidio nella cittadina del 6 gennaio 1913, oltre a ricordare la storia millenaria della sua famiglia sul territorio.
Gian Franco Schietroma
Gian Franco Schietroma: «Economia ed ecologia devono trovare un punto di equilibrio»
Ad aprire il confronto sul tema ambientale è stato Gian franco Schietroma, figura storica del PSI. Secondo l’esponente socialista, il Lazio meridionale, con circa un milione di abitanti, può rappresentare una realtà economica e sociale capace di contribuire alla crescita dell’intera regione.
Il tema centrale del suo intervento è stato il rapporto tra economia ed ecologia.
«Un partito socialista non può nel corso di una festa così importante tralasciare un argomento che è vitale per la società del terzo millennio», ha affermato Schietroma, indicando nel rapporto tra economia ed ecologia una delle questioni decisive del presente.
L’obiettivo indicato è quello di evitare una contrapposizione rigida tra sviluppo economico e tutela ambientale.
«Noi riteniamo che entrambe queste impostazioni siano delle impostazioni poco corrette e poco funzionali alla crescita o allo sviluppo di una società adeguata ai nostri tempi», ha spiegato.
Da qui la proposta di un nuovo modello di sviluppo definito “ecosocialismo”, basato sulla possibilità di coniugare progresso economico, occupazione e tutela dell’ambiente.
Ecosocialismo, tre direttrici: Europa, Italia e territori
Nel suo intervento Schietroma ha individuato tre livelli di intervento: europeo, nazionale e locale.
Sul piano europeo, il ragionamento parte dalla necessità di rafforzare l’integrazione politica dell’Unione europea. L’obiettivo indicato è quello di accompagnare l’integrazione economica con una maggiore capacità politica comune, anche per sostenere politiche sociali e ambientali.
Schietroma ha richiamato, in questo passaggio, le figure storiche di Filippo Turati e Giacomo Matteotti, collegando alcune loro riflessioni sull’Europa alle questioni ancora aperte nel presente.
Un piano nazionale per la manutenzione del territorio
La seconda direttrice indicata da Schietroma riguarda l’Italia.
L’esponente socialista ha proposto un grande piano di investimenti pubblici destinato alla manutenzione del territorio, alla sicurezza e alla creazione di nuova occupazione.
«A livello nazionale noi socialisti riteniamo che ci sia la necessità di lanciare un nuovo keynesismo», ha dichiarato.
Secondo la proposta illustrata, gli investimenti dovrebbero riguardare infrastrutture e territorio, con interventi preventivi su ponti, strade, edifici pubblici, corsi d’acqua e alberature.
Il tema è quello della prevenzione. L’idea espressa durante il dibattito è che una politica di manutenzione programmata possa contribuire sia alla sicurezza del territorio sia alla creazione di posti di lavoro.
Schietroma ha collegato questa prospettiva anche alla crescente attenzione verso gli effetti degli eventi climatici estremi, sostenendo la necessità di intervenire prima che si verifichino situazioni di emergenza.
Il riferimento alla Laudato si’ di Papa Francesco
Nella parte conclusiva del suo intervento, Schietroma ha richiamato l’enciclica Laudato si’di Papa Francesco, con particolare riferimento al concetto di ecologia integrale.
Un punto di vista coerente con quanto portato avanti dall’Avv. Ezio Bonanni , che ha spesso in passato citato l’enciclica come un punto di riferimento per una riflessione nella quale questioni ambientali e sociali vengono considerate strettamente collegate.
Le politiche ambientali non possono infatti essere separate dalle condizioni economiche e sociali delle persone.
Jampier Pellorca – Festa Avanti! 2026
Intelligenza artificiale e futuro del lavoro
Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni che l’innovazione tecnologica può produrre nel mercato del lavoro.
Importante quindi la presenza del dott. Jampier Pellorca, esperto sul tema.
Si è quindi parlato di possibilità e pericoli sul mercato del lavoro dell’AI e della necessità di governarne gli effetti attraverso le istituzioni.
Il tema è stato quindi sviluppato all’interno di una riflessione più ampia sulla necessità di accompagnare l’innovazione con strumenti politici, sociali e formativi.
La sindaca di Roccagorga Carla Amici – Festa Avanti! 2026
Carla Amici, sindaca di Roccagorga. Memoria, donne, ambiente e futuro della comunità
Uno dei passaggi centrali dell’intervento della sindaca di Roccagorga ha riguardato la storia di Roccagorga e, in particolare, il ruolo delle donne nella vicenda del 6 gennaio 1913.
Il sindaco ha ricordato che, durante la manifestazione pacifica contro l’aumento della tassa sul focatico, fu una donna a portare la bandiera verso il municipio. La protesta degenerò poi nella sparatoria che provocò vittime e feriti.
Quella vicenda, ricordata all’epoca anche dal quotidiano socialista Avanti!, è diventata una parte significativa dell’identità storica della comunità.
Il sindaco ha quindi posto l’accento sulla presenza femminile nella storia del paese, ricordando il contributo delle donne anche alla costruzione materiale delle abitazioni e della comunità.
Da qui nasce l’idea dell’amministrazione comunale di dedicare alle donne di Roccagorga un monumento, come riconoscimento del loro ruolo nella storia locale.
È stata inoltre annunciata l’intenzione di istituire, nel quadro delle celebrazioni legate al 6 gennaio, un premio dedicato alle eccellenze impegnate sui temi della libertà e dei diritti, con una particolare attenzione alle persone originarie di Roccagorga che si sono distinte anche a livello internazionale.
L’archivio storico come memoria viva
Un altro tema affrontato durante la Festa Avanti! è stato quello dell’archivio storico comunale, visto non soltanto come luogo di conservazione dei documenti, ma come strumento per mantenere viva la memoria della comunità.
Il progetto dell’amministrazione è quello di trasformarlo in un vero e proprio “archivio vivente”, capace di raccontare la storia di Roccagorga attraverso documenti, testimonianze e vicende legate alla vita quotidiana del paese.
Tra gli esempi citati dal sindaco c’è anche la storia dell’acqua e dell’approvvigionamento idrico.
Durante gli anni Settanta e Ottanta, Roccagorga avrebbe attraversato periodi di forte siccità, arrivando a rimanere per più di quindici giorni senza acqua nelle abitazioni.
La soluzione sarebbe arrivata dall’intuizione di un operaio comunale addetto all’acquedotto, che riuscì a intervenire attraverso una soluzione di carattere meccanico e idraulico.
Una vicenda locale che, secondo il sindaco, dimostra come *competenza, conoscenza del territorio e capacità di trovare soluzioni* possano incidere concretamente sulla vita di una comunità.
Socialismo, riformismo e diritti
Nel corso del suo intervento, il sindaco ha collegato la storia di Roccagorga ai valori del socialismo e del riformismo.
Ha richiamato in particolare i principi dell’uguaglianza e della riduzione delle disuguaglianze.
Su questo terreno il discorso ha assunto anche un carattere politico, con una critica alle posizioni che, secondo il sindaco, metterebbero in discussione diritti civili e sociali.
È stato inoltre ribadito che la politica dovrebbe essere orientata al bene comune, alla qualità dei servizi e al miglioramento delle condizioni di vita delle persone.
Il sindaco ha poi affrontato il tema della partecipazione politica e del ruolo dei partiti, sostenendo l’importanza della preparazione, del confronto tra idee e della costruzione di programmi condivisi.
Roccagorga e la transizione energetica
Una parte significativa dell’intervento ha riguardato le politiche ambientali adottate dal Comune.
Il sindaco ha ricordato l’ingresso di Roccagorga nella Green Community del Lazio, sottolineando il risultato ottenuto nell’ambito dei finanziamenti PNRR e citando un finanziamento di 2,4 milioni di euro destinato al territorio.
Tra gli interventi realizzati sono stati indicati gli impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici, con l’obiettivo di aumentare l’autosufficienza energetica dell’amministrazione.
Il percorso, secondo quanto illustrato, è proseguito con ulteriori interventi di efficientamento energetico, compresi quelli sugli edifici scolastici.
Cambiamento climatico e rischio idrogeologico
Il tema ambientale è stato affrontato anche dal punto di vista della sicurezza del territorio.
Roccagorga, ha ricordato il sindaco, è un comune inserito nell’area interna e nel perimetro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI).
In questo contesto, il cambiamento climatico rappresenta una questione che richiede interventi concreti.
Tra le criticità indicate ci sono il rischio idrogeologico e gli incendi boschivi, che hanno interessato il territorio negli ultimi anni.
Il sindaco ha sottolineato in particolare la necessità di intervenire sulle aree percorse dal fuoco e di favorire il ripristino della vegetazione.
Nel suo intervento ha inoltre richiamato la necessità di modifiche normative che consentano di utilizzare più efficacemente le risorse pubbliche per gli interventi di *rimboschimento* delle aree distrutte dagli incendi.
Servizi ecosistemici e tutela dell’acqua
La riflessione ambientale è stata collegata anche al tema dei servizi ecosistemici.
Il sindaco ha ricordato che l’acqua utilizzata dalla comunità proviene dalle montagne e che la tutela degli ecosistemi montani ha quindi conseguenze dirette sulla vita quotidiana del paese.
La protezione del territorio viene dunque considerata non soltanto come una questione ambientale, ma come un elemento essenziale per garantire *acqua, sicurezza e qualità della vita.
Cultura, studio e riscatto sociale
Nella parte conclusiva, il sindaco ha richiamato anche il rapporto tra cultura, istruzione e mobilità sociale.
Roccagorga, secondo la lettura proposta, ha costruito nel tempo una tradizione di riscatto attraverso lo studio.
Il riferimento è alla scelta di molte famiglie di investire sull’istruzione dei figli come strumento per migliorare le loro condizioni di vita e consentire loro di raggiungere percorsi professionali di eccellenza.
Un principio che il sindaco ha indicato come ancora attuale: conoscenza e cultura come strumenti di libertà e crescita sociale.
Nel passaggio finale ha richiamato anche Piero Calamandrei, associando alla cultura e alla conoscenza il valore della libertà.
Il ringraziamento a Ezio Bonanni
Nel corso dell’intervento, il sindaco ha rivolto un ringraziamento anche all’avvocato Ezio Bonanni.
Ne ha sottolineato la competenza professionale in una materia definita particolarmente complessa, evidenziando anche la dimensione sociale dell’attività legale svolta in questo campo.
Il riferimento riguarda in particolare la tutela delle persone danneggiate dall’amianto e il tema del riconoscimento del danno.
Il sindaco ha quindi collegato questa attività al più ampio principio del riscatto sociale, sottolineando il valore della tutela dei diritti attraverso gli strumenti della giustizia.
Il dialogo al centro
La presenza di esponenti da diverse fazioni politiche è la prova di una intenzione progressista volta verso il dialogo. Sono infatti intervenuti anche Lubiana Restaini (Forza Italia) e Onorato Nardacci (PD).
Lubiana Restaini – Festa Avanti! 2026
Enzo Maraio: «Diritti sociali e diritti civili devono camminare insieme»
Enzo Maraio (PSI) ha ripercorso il valore storico dell’Avanti!, sottolineando il ruolo avuto dal giornale nel dibattito politico e culturale italiano. Il riferimento è ai 130 anni dalla prima edizione del giornale, un anniversario che il Partito Socialista intende celebrare nel corso dell’anno.
Maraio ha ricordato come l’Avanti! abbia attraversato alcuni dei passaggi più importanti della storia italiana, offrendo uno spazio di confronto e dando voce anche a chi non ne aveva.
Secondo Maraio, questa tradizione si è intrecciata con le battaglie per la modernizzazione democratica del Paese, dai diritti civili al divorzio e all’aborto.
Il segretario socialista ha richiamato anche il principio della libertà individuale e della tutela della dignità della persona, indicando nello Stato di diritto e nello Stato laico il quadro nel quale garantire il rispetto delle scelte individuali.
Enzo Maraio – Festa Avanti! 2026
Diritti civili e diritti sociali
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il rapporto tra *diritti civili e diritti sociali.
Maraio ha sostenuto che le due dimensioni non possano essere considerate separatamente: secondo la sua impostazione, devono procedere insieme e avere pari dignità nell’azione politica.
Il tema viene collegato alla tradizione socialista e alle nuove sfide sociali che riguardano il lavoro, la salute, la scuola e le persone più fragili.
Scuola pubblica, sanità e diritto alla salute
Nel suo intervento Maraio ha richiamato anche la difesa dei servizi pubblici, con particolare attenzione a scuola e sanità.
Ha ricordato alcune conquiste della tradizione socialista, tra cui l’idea di un servizio sanitario pubblico accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche.
Il diritto alla salute viene quindi indicato come uno dei temi sui quali, secondo Maraio, occorre mantenere alta l’attenzione.
Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale.
Per Maraio, la trasformazione digitale è un processo ormai irreversibile. La questione, quindi, non sarebbe quella di fermarla, ma di governarla attraverso formazione, regole e consapevolezza.
Lavoro, imprese e nuove politiche economiche
Nel corso dell’intervento Maraio ha illustrato alcune proposte discusse dal Partito Socialista: un piano per la casa, un fondo nazionale per i giovani e interventi sulla fiscalità.
Ha posto inoltre l’accento sul rapporto tra tutela del lavoro e competitività delle imprese, sostenendo che le due esigenze debbano essere affrontate insieme.
Un altro tema ha riguarda le partite IVA, i professionisti e le piccole imprese, per i quali Maraio ha richiamato il problema dell’anticipazione fiscale rispetto alla produzione effettiva del reddito.
Ambiente, agricoltura e amianto
Maraio ha collegato la salvaguardia dell’ambiente anche alla salute dei cittadini e all’economia dei territori. Particolare attenzione è stata dedicata all’amianto. Maraio ha richiamato la necessità di intervenire sulla presenza di eternit e sulla gestione delle situazioni ancora irrisolte.
Nel rivolgersi all’avvocato Ezio Bonanni, ha inoltre proposto di elaborare una proposta sul tema dell’amianto da portare al confronto politico nazionale.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.OkNoLeggi di più