19.8 C
Rome
giovedì, Aprile 2, 2026
Home Blog Page 6

Vittime del dovere da amianto: vitalizio da 500€ agli eredi

Risarcimento amianto - Avvocato Ezio Bonanni, vittime del dovere
Avvocato Ezio Bonanni

Una recente decisione del Tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna, potrebbe aprire un nuovo scenario per il riconoscimento dei diritti economici delle vittime del dovere e dei loro familiari. La sentenza nella fase di primo grado ha infatti stabilito l’adeguamento dell’assegno vitalizio mensile fino a 500 euro, equiparandolo a quello previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Il provvedimento riguarda gli eredi di un militare della Marina Militare
La sentenza potrebbe essere impugnata in appello, ma se confermata in secondo grado potrebbe avere un impatto anche su altre situazioni analoghe.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale di Tempio Pausania, in funzione di giudice del lavoro, con la sentenza n. 35/2026 ha riconosciuto il diritto dei familiari di una vittima del dovere all’adeguamento dell’assegno vitalizio mensile.

In particolare, il giudice ha accolto il ricorso presentato dagli eredi del militare della Marina Militare Laudati Enrico Alberto Maria, già equiparato alle vittime del dovere.Riconosciuto quindi il pagamento delle somme arretrate maturate a partire dal 1° settembre 2011, oltre agli interessi e agli adeguamenti previsti dalla normativa.

L’importo dell’assegno vitalizio

La sentenza stabilisce che l’assegno vitalizio non reversibile previsto dall’articolo 4 del DPR 243/2006 deve essere corrisposto nella misura di 500 euro mensili.

In precedenza, l’importo riconosciuto era pari a 258,23 euro. La differenza mensile risulta quindi di circa 241,77 euro.

Considerando gli arretrati maturati dal 2011, le perequazioni e gli interessi, l’importo complessivo potrebbe raggiungere circa 60.000 euro, somma destinata alla vedova e all’orfano del militare.

Il principio di equiparazione

Il provvedimento del Tribunale si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.

Le più recenti pronunce della Corte di Cassazione a Sezioni Unite hanno infatti affermato il principio di equiparazione tra vittime del dovere e vittime del terrorismo anche sotto il profilo delle prestazioni economiche.

Il ricorso è stato seguito dal team legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Secondo l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, “una differenza nell’importo dell’assegno vitalizio non sarebbe coerente con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.”

“In modo particolare per le prestazioni previdenziali, per le quali non può sussistere discriminazione”, mette in evidenza l’Avv. Veronica Sciliano, del pool legale dell’ONA.

Il ruolo del team legale

Il gruppo di difesa è composto dagli avvocati Ezio Bonanni, Veronica Sciliano, Giorgia Cicconi e Lidiana Belfiore.

Parallelamente al riconoscimento dei benefici previdenziali, sono in corso anche ulteriori iniziative giudiziarie finalizzate al risarcimento dei danni.

Nel caso dei militari, le questioni legate alla responsabilità amministrativa vengono generalmente esaminate dal TAR, mentre i danni da perdita del rapporto parentale vengono valutati dal Tribunale civile.

Le dichiarazioni

L’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore dei ricorrenti, dichiara:

“Si tratta di un’altra importante sentenza che si unisce alle ultime più recenti decisioni di riconoscimento in favore dei superstiti delle vittime del dovere. Il Tribunale ha fatto piena applicazione del principio di uguaglianza, riconoscendo l’adeguamento dell’assegno vitalizio all’importo di 500 euro, lo stesso previsto per le vittime del terrorismo. Questo maggiore importo si applica anche alle vittime stesse, se rimaste in vita”.

La storia del militare

Il caso riguarda il Capo di 3ª Classe della Marina Militare Laudati Enrico Alberto Maria, che ha prestato servizio per oltre trent’anni.

La sua carriera si è svolta dal 1954 al 1985 con l’incarico di radiotelegrafista.

Nel corso del servizio il militare è stato imbarcato su diverse unità navali e ha lavorato anche in varie basi della Marina.

In quegli anni molte navi militari erano isolate con materiali contenenti amianto, utilizzati per l’isolamento termico di impianti, tubazioni e altre componenti tecniche.

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, l’esposizione alle fibre di amianto sarebbe avvenuta durante lunghi periodi di servizio a bordo e negli ambienti di lavoro delle unità navali.

La patologia collegata a questa esposizione si è manifestata molti anni dopo il congedo.

Il militare è deceduto il 1° settembre 2011. Successivamente è stato riconosciuto il nesso tra la malattia e l’attività svolta durante il servizio, con il conseguente riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Ex Ilva, incidente sul lavoro: commento dell’avvocato Ezio Bonanni

Avv. Ezio Bonanni, Ex Ilva
Avv. Ezio Bonanni

Il tema della sicurezza sul lavoro è tornato al centro dell’attenzione dopo il tragico incidente avvenuto nello stabilimento ex Ilva, dove un giovane operaio di 26 anni ha perso la vita durante l’attività lavorativa. La vicenda e ha riaperto il dibattito pubblico sulle condizioni di sicurezza negli impianti industriali.

Tra gli interventi sul tema c’è anche quello dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), associazione impegnata nella tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente.

L’incidente all’ex Ilva

Secondo quanto riportato dalle prime notizie diffuse dagli organi di informazione, tra cui Ansa, un operaio di 26 anni, impegnato in attività per conto di una ditta esterna all’interno dello stabilimento, sarebbe rimasto coinvolto in un incidente mentre si trovava su una struttura collegata a un nastro trasportatore.

Per cause ancora in fase di accertamento, il lavoratore sarebbe caduto riportando ferite che si sono rivelate fatali. Le autorità competenti hanno avviato le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

A seguito dell’episodio, alcune organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il commento dell’avvocato Ezio Bonanni

Nel commentare la vicenda, l’avvocato Ezio Bonanni ha espresso cordoglio per la scomparsa del giovane lavoratore e vicinanza ai suoi familiari.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, “episodi di questo tipo richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione e sulla necessità di mantenere elevati standard di sicurezza negli ambienti di lavoro.”

Bonanni ha inoltre sottolineato come la tutela dei lavoratori riguardi diversi aspetti, tra cui la sicurezza delle strutture, la manutenzione degli impianti e il rispetto delle normative in materia di prevenzione degli infortuni.

Sicurezza sul lavoro e prevenzione

Il tema della sicurezza negli ambienti industriali è oggetto di attenzione da parte di istituzioni, enti di controllo e organizzazioni sindacali. In contesti produttivi complessi la prevenzione degli incidenti richiede controlli periodici, manutenzione delle infrastrutture e formazione continua del personale.

Per questo motivo, le associazioni sottolineano l’importanza di rafforzare le politiche di prevenzione e di monitoraggio.

Il dibattito sul futuro degli impianti

La vicenda ha riacceso anche il confronto sul futuro degli impianti industriali e sulle strategie di modernizzazione del settore siderurgico. Negli ultimi anni, infatti, in diversi paesi europei sono stati avviati progetti di innovazione tecnologica. Finalizzati a rendere la produzione di acciaio più sostenibile dal punto di vista ambientale e più sicura per i lavoratori.

Si tratta di un tema che coinvolge istituzioni, imprese e organizzazioni del lavoro e che continua a essere oggetto di confronto nel dibattito pubblico.

Il cordoglio per la vittima

In attesa che le autorità competenti completino gli accertamenti sull’accaduto, il mondo del lavoro ha espresso dolore per la giovane vittima.

L’auspicio condiviso da molte realtà è che la massima attenzione alla sicurezza possa contribuire a prevenire incidenti e a garantire condizioni di lavoro sempre più sicure.

“Proteggere chi protegge”: anche ONA alla tavola rotonda

locandina proteggere chi protegge salute e sicurezza vigli del fuoco impianti sportivi
locandina proteggere chi protegge salute e sicurezza vigli del fuoco impianti sportivi

La tutela della salute e della sicurezza dei Vigili del Fuoco che operano in prima linea per la protezione della collettività sarà al centro della tavola rotonda “Salute e Sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”, in programma il 17 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle 13.00 presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni, in Viale Tiziano 74 a Roma.

L’iniziativa è promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, Osservatorio Nazionale Amianto e Comitato Nazionale Italiano Fair Play.
L’obiettivo è approfondire i rischi professionali legati alle attività operative dei Vigili del Fuoco e il tema della sicurezza negli impianti sportivi, con particolare attenzione alla tutela della salute degli operatori impegnati negli interventi di emergenza.

Salute e sicurezza nelle professioni ad alto rischio

I Vigili del Fuoco svolgono un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze e nella protezione dei cittadini. Tuttavia, il loro lavoro comporta spesso l’esposizione a situazioni operative complesse e potenzialmente pericolose, tra cui incendi, crolli strutturali e contatto con materiali nocivi presenti negli edifici.

Tra i temi al centro del confronto vi saranno anche i rischi legati all’esposizione a sostanze pericolose, come l’amianto, ancora presente in molte strutture costruite prima della sua messa al bando. Su questi aspetti interverrà anche l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da anni impegnato nella tutela delle vittime di esposizioni professionali.

I relatori della tavola rotonda

A moderare l’incontro sarà il giornalista Massimo Maria Amorosini.

I saluti istituzionali saranno affidati a:

  • Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri

  • Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play

Tra i relatori previsti:

  • Cesare Damiano, già ministro del Lavoro

  • Cinzia Pellegrino, senatrice

  • Marco Piergallini, segretario generale CONAPO

  • Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto

  • Gaetano Settimo, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità

  • Francesco Riva, consigliere del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

  • Lamberto Cignitti, vicepresidente Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse

  • Daniele Laureti, presidente GESIS e responsabile impiantistica sportiva del Comitato Fair Play

  • Giampiero Cardillo, membro del Comitato Tecnico Scientifico di ONA

    Al sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco, Emanuele Prisco saranno affidate le conclusioni.

La testimonianza sulle malattie professionali dai Vigli del Fuoco

Nel corso dell’evento è prevista anche la testimonianza di un familiare di un Vigile del Fuoco deceduto a causa di malattia professionale. L’intervento vuole richiamare l’attenzione sulle difficoltà legate al riconoscimento delle patologie correlate al servizio e sull’importanza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela.

Un confronto tra istituzioni ed esperti

La tavola rotonda intende favorire un confronto tra istituzioni, esperti e operatori del settore per migliorare le politiche di prevenzione e sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è rafforzare la tutela della salute per tutte le professioni esposte a rischi elevati, a partire dai Vigili del Fuoco impegnati quotidianamente nella protezione della collettività.

Tutti i bonus amianto attivi in questo momento

bonus amianto (Foto free di fancycrave1 da Pixabay)
bonus amianto (Foto free di fancycrave1 da Pixabay)

Nel 2026 rimuovere l’amianto diventa più conveniente grazie a tre diverse agevolazioni fiscali.

In Italia l’amianto o asbesto è ancora presente in molti edifici, soprattutto su tetti, capannoni industriali e vecchie strutture agricole. La bonifica è obbligatoria quando il materiale è deteriorato e può rappresentare un rischio per la salute. Per questo motivo lo Stato mette a disposizione strumenti fiscali utili sia per i privati sia per le imprese.

Vediamo quali sono gli incentivi disponibili e quali requisiti bisogna rispettare.

Bonus ristrutturazioni per la rimozione dell’amianto

Il primo strumento utilizzabile per il bonus amianto 2026 è il bonus ristrutturazioni. Questa agevolazione consente di portare in detrazione le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria e risanamento conservativo.

La rimozione dell’amianto rientra tra gli interventi ammessi quando riguarda tetti, coperture, canne fumarie o manufatti simili. La detrazione è pari al 50% delle spese sostenute per l’abitazione principale. Per seconde case o immobili non residenziali la percentuale scende al 36%.

Il limite massimo di spesa è fissato a 96.000 euro per ogni unità immobiliare. Questo significa che una parte consistente dell’investimento può essere recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi.

Vedi le agevolazioni dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Ecobonus 2026: quando si può applicare alla bonifica

Il bonus amianto 2026 può essere richiesto anche tramite Ecobonus, ma solo in presenza di un miglioramento energetico dell’edificio.

La semplice rimozione del materiale non basta. L’intervento deve essere collegato a lavori che aumentano l’efficienza termica, come la realizzazione di un tetto coibentato o l’installazione di un sistema di isolamento.

Fonte: Sky TG 24 

Quali sono le detrazioni previste

Anche in questo caso la detrazione è del 50% per la prima casa e del 36% per gli altri immobili. Il tetto massimo varia in base alla tipologia di intervento e può arrivare fino a 60.000 o 100.000 euro.

L’Ecobonus rappresenta una soluzione interessante quando si decide di unire la bonifica dell’amianto a una riqualificazione energetica completa.

Bando INAIL 2026 per aziende e capannoni

Il terzo strumento previsto dal bonus amianto 2026 è il bando INAIL. Questa misura è riservata alle imprese che devono bonificare ambienti di lavoro come capannoni industriali, laboratori o locali commerciali.

Si tratta di un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 65% delle spese ammissibili. Il finanziamento minimo è di 5.000 euro, mentre l’importo massimo può raggiungere 130.000 euro.

Contributi maggiorati con fotovoltaico

Se il progetto di bonifica prevede anche l’installazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo, la copertura può salire fino all’80% della spesa, entro un limite aggiuntivo stabilito dal bando.

Per le aziende, questa misura rappresenta spesso l’opzione più vantaggiosa.

Requisiti obbligatori

Indipendentemente dall’incentivo scelto, esistono regole precise da rispettare. I lavori devono essere affidati a imprese specializzate iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Questo requisito è fondamentale per garantire uno smaltimento corretto e sicuro.

Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, con indicazione dei dati fiscali del beneficiario e dell’impresa esecutrice. Inoltre, è obbligatorio presentare all’ASL competente un piano operativo almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori.

La mancata osservanza di queste condizioni comporta la perdita del diritto alle agevolazioni.

Perché conviene intervenire nel 2026

Tutti questi incentivi rappresentano un’occasione concreta per mettere in sicurezza gli edifici e ridurre i rischi per la salute.
L’amianto, se deteriorato, può rilasciare fibre pericolose nell’aria. Intervenire tempestivamente significa tutelare le persone e aumentare il valore dell’immobile.

Grazie alle detrazioni fiscali e ai contributi disponibili, la bonifica diventa più sostenibile dal punto di vista economico. Valutare ora l’intervento può essere una scelta strategica sia per i privati sia per le imprese.

UK, amianto al mercato di Ashfield: rimozione immediata

mercato, amianto e UK
amianto e UK (Foto esclusivamente narrativa di AndreasAux da Pixabay)

Scoperto amianto in un mercato coperto di Ashfield, in Inghilterra. La rivelazione è avvenuta durante controlli di routine effettuati dal Ashfield District Council.

Quest’ultima è un’autorità locale non metropolitana situata nel Nottinghamshire, in Inghilterra. Ed è responsabile dei servizi governativi locali per tre città principali e le aree rurali circostanti. Gestisce questioni come alloggi, rifiuti, pianificazione e parchi, operando in collaborazione con il Nottinghamshire County Council.

E per sicurezza, è stato deciso di rimuoverlo quanto prima.

Perché rimuovere l’amianto è importante

Anche se l’asbesto trovato al mercato non comporterebbe pericolo immediato perché non sarebbe al momento deteriorato, tuttavia si è deciso di intervenire tempestivamente. In quanto le fibre possono essere molto pericolose se inalate. Procedere in maniera preventiva è quindi la scelta più sicura per tutelare i lavoratori, i commercianti e i visitatori del mercato.
E’ stato inoltre assicurato che il lavoro sarà eseguito con il minimo disagio possibile per gli operatori del mercato e per il pubblico.

Il bonus sicurezza e prevenzione inglese messo in pratica dal council locale permette quindi di tutelare commercianti, visitatori e lavoratori, evitando qualsiasi rischio di esposizione alle fibre pericolose.

Dove si trova l’amianto

L’amianto individuato in cinque bancarelle del mercato coperto ed in ufficio all’interno della struttura.
Durante le verifiche, l’aria è monitorata e testata per confermare che le fibre fossero completamente contenute, senza rischio immediato.

Come sarà gestita la rimozione

L’Ashfield District Council ha già ingaggiato un’impresa specializzata per eseguire i lavori. La rimozione sarà pianificata in modo da ridurre al minimo i disagi.
I commercianti interessati saranno spostati temporaneamente altrove e l’operazione di rimozione e bonifica avverrà di notte, quando il mercato è chiuso.

Il consiglio comunale sta inoltre programmando la ristrutturazione dei servizi igienici all’interno del mercato.

Sicurezza e prevenzione

Questo intervento dimostra l’importanza dei controlli periodici degli edifici pubblici e privati, soprattutto quando si tratta di strutture costruite decenni fa, dove l’amianto era comunemente usato.

La gestione corretta dell’amianto prevede isolamento completo del materiale fino alla rimozione. Inoltre i lavori dovranno essere eseguiti da operatori qualificati. Con obbligo di monitoraggio costante della qualità dell’aria.

Grazie a queste misure, il rischio per la salute è ridotto al minimo durante l’intera operazione.

Fonte: westbridgfordwire