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Guardia nazionale mappatura amianto per la prevenzione

Progetto A(z)zero Amianto
Progetto A(z)zero Amianto

Guardia nazionale mappatura amianto. Costituire un’associazione di volontari che batta a tappeto tutto il territorio nazionale, per mappare tutti i siti contaminati.

In sostanza una guardia nazionale di ambientalisti per combattere il pericolo dell’amianto. In collaborazione con le Amministrazioni locali nella pianificazione delle bonifiche.

Guardia Nazionale Amianto: il nuovo progetto ONA

Il progetto è dell’ONA che, sabato 12 dicembre 2015 è stato presentato nel corso del convegno “A(z)ZERO Amianto” a Montereale (AQ).

Una soluzione, quella della guardia nazionale mappatura amianto, che prevede anche anche una rete di rilevazione delle patologie asbesto-correlate come nel resto d’Italia. Alla portata di budget dei Comuni e a costo zero per i cittadini, che in Abruzzo – dove i dati già rilevati sono drammatici – è già operativa.

L’incontro, alla Proloco é stato moderato dalla giornalista Valentina Renzopaoli.

Sono intervenuti l’avvocato Ezio Bonanni, presidente nazionale dell’ONA, l’architetto Giampiero Cardillo, il professor Isidoro Giorgio Lesci e il dottor Massimo Lombardo.

Ogni anno ci sono oltre 6mila morti causate dall’esposizione all’amianto. I dati che riguardano l’Abruzzo sono allo stesso modo drammatici come chiarito dalla avvocato Ezio Bonanni nel corso della conferenza.

L’avvocato Bonanni e la Guardia Nazionale mappatura amianto

“Questo stato di cose – ha detto il legale e presidente dell’associazionerende necessario finire la mappatura. Per questo i volontari ambientalisti hanno costituito la Guardia Nazionale mappatura amianto. Questa struttura permette la mappatura, che l’ONA ha già iniziato a costo zero per le istituzioni. In questo modo si crea una sinergia con l’associazione, per la bonifica e nell’istituzione di sportelli regionali, provinciali e comunali. I volontari del Ona potranno collaborare con i comuni e con le istituzioni territoriali. Questo in Abruzzo come nel resto d’Italia i volontari della Guardia Nazionale mappatura amianto svolgeranno un ruolo fondamentale.  Le esperienze dei tecnici Ona  si stanno rivelando fondamentali per le segnalazioni, la mappatura e la bonifica”.

Guardia nazionale

L’assistenza legale per le vittime di amianto

L’ONA, inoltre, provvede anche all’assistenza legale in favore di quei cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto.

Avviando procedure amministrative e azioni legali per l’accredito delle maggiorazioni contributive ai fini del prepensionamento.

Ovviamente nei confronti dell’INPS e le prestazioni previdenziali INAIL per chi ha già contratto la patologia.

E assicura il sostegno nelle azioni di risarcimento dei danni nei confronti dei responsabili delle esposizioni ad amianto e ad altri cancerogeni.

Sono già operativi, fa sapere Bonanni, diversi dipartimenti dell’ONA, che costituiscono lo strumento di indirizzo e sostegno anche medico.

Anche nel caso di patologie quali il mesotelioma pleurico, il tumore polmonare, le asbestosi, gli ispessimenti pleurici, tutti gli altri tumori delle vie aeree e gastrointestinali, che sono riconducibili all’esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni.

In modo assolutamente gratuito, i cittadini in tutto il Paese potranno accedere all’attività di assistenza dei medici volontari dell’Osservatorio.

«È necessario che la bonifica sia considerata uno degli obbiettivi di un complesso di iniziative per lo sviluppo territorialeaggiunge il presidente dell’ONAal fine di far convergere più iniziative, più finanziamenti, su un territorio del quale si posseggano dati sufficienti».

L’ONA si fa promotore attivo di questa sinergia di forze positive del mondo politico, accademico, delle professioni, delle imprese, delle aggregazioni civili «necessaria per avviare processi virtuosi di raccolta di idee e di disponibilità per un impegno vivo e volenteroso», conclude Bonanni.

Schmidheiny blocca la vendita del libro “The big trial”

Stephan Schmidheiny
Stephan Schmidheiny

“Il grande processo” sull’amianto bloccato dal principale imputato. L’amministratore delegato di Eternit, Stephan Schmidheiny, è riuscito a bloccare la vendita in Inghilterra del libro-dossier sulla sua vicenda.

Bloccato in Inghilterra il dossier sulla vicenda Eternit

Il testo sul magnate svizzero ha come autore la psicologa Rosalba Altopiedi ricercatrice universitaria e consulente per la Procura di Torino nell’inchiesta Eternit. È scritto in collaborazione con Sarah Panelli, uno dei pubblici ministeri del maxi processo di Torino, Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace

L’Ingegnere chimico e ambientale Barry Castleman, ritenuto uno dei massimi esperti al mondo di materiali di amianto, ha annunciato la strana notizia del testo bloccato in Inghilterra. Laureato alla Johns Hopkins University negli Stati Uniti, nei giorni scorsi è stato ospite dell’Afeva (Associazione Familiari Vittime Amianto), a Casale Monferrato.

The Big Trial su Schmidheiny: i dettagli della pubblicazione

La prima edizione dell’elaborato entra a far parte di uno dei “Quaderni di Storia Contemporanea” a novembre 2012, dopo la condanna in primo grado di Schmidheiny, per la morte di migliaia di persone causata dall’amianto.

Quindi si mise in vendita in versione ebook, a dicembre 2014 in lingua italiana e a gennaio 2015 in inglese. La scorsa primavera, però, Amazon, uno dei maggiori negozi online di libri e dischi ne blocca la distribuzione.

I legali del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny ingiungono ad Amazon di sospendere la vendita di The big trial”, titolo in inglese del libro-inchiesta, pena azioni legali, perché il testo è “lesivo dell’immagine”, del proprio cliente.

Schmidheiny: il libro in inglese non è più su Amazon

Nei primi due gradi di giudizio il processo si è concluso con la condanna a 16 anni in primo grado e a 18 anni in appello.

A novembre 2014, però, la Corte di Cassazione deve rilasciare l’imputato perché è intervenuta la prescrizione. E gli avvocati elvetici lasciano intendere che “Schmidheiny was realesed from charges”, dove il termine “realesed” (rilasciato) significa, per loro, assolto.

Una postfazione di Rosalba Altopiedi all’ebook integra la sentenza della Corte Suprema che, invece, evita la galera all’imputato ma non ne cancella il delitto. Tuttavia la versione in lingua inglese non è più nell’elenco di Amazon.

Ma la visita di Barry Castleman, in Piemonte, ha anche un altro scopo: coinvolgere i cittadini di Casale Monferrato per ritirare la laurea honoris causa all’impegno ambientale di Stephan Schmidheiny. Fu l’Università di Yale negli Stati Uniti a rilasciarla a metà degli anni ’90. L’associazione di ex allievi di Yale conosciuta la vicenda italiana ha chiesto che il titolo onorario all’ex patron di Eternit sia revocato.

Consulenza gratuita vittima di eternit

Numero ONA Schmidheiny
Whatsapp ONA Schmidheiny

    Protesi difettose: il servizio de Le Iene

    Protesi difettose
    Le Iene

    L’Associazione ARMI – Associazione Responsabilità Medica Italiana, aderente all’ONA, ieri, 15.10.2013, ha ottenuto voce dalla trasmissione “Le Iene”, per la questione delle protesi difettose.

    Cliccando quì puoi visionare il video de “Le Iene”

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    Servizio di assistenza gratuita per malasanità

    L‘Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito anche un dipartimento di malasanità che tutela le vittime di errore medico.

    Così possono rivolgersi all’ONA per ricevere assistenza vittime di malasanità che hanno ricevuto per esempio una diagnosi tardiva delle patologie amianto correlate.

    Oppure, si assistono coloro che hanno contratto invalidità in seguito a un errato trattamento chirurgico o sanitario.

    Errore medico e tutela legale

    Ad ogni modo, i medici dovrebbero esercitare la loro professione attenendosi a linee guida ben definite, ossia le c.d. buone pratiche mediche.

    Perciò quando non vengono rispettate queste linee guida, i sanitari commettono dei gravi errori, determinando alcuni incidenti e così la comparsa della c.d. responsabilità medica.

    Difatti, l’ONA nel corso degli anni ha trattato tanti casi di errori medici, tra i quali:

    • infezioni nosocomiali,
    • carenza o difetto organizzativo della struttura sanitaria,
    • responsabilità medica d’equipe,
    • danni da parto,
    • consenso informato,
    • danno da morte,
    • malasanità oculistica,
    • lesioni permanenti,
    • perdita di chances di sopravvivenza e di guarigione.

    Legge Gelli e responsabilità medica

    Avete mai sentito parlare della Legge Gelli? Questa legge cambia la responsabilità del medico. Essa da responsabilità medica contrattuale diviene infine responsabilità medica extracontrattuale.

    In precedenza era il medico a dimostrare di aver adempiuto in modo corretto tutte le sue obbligazioni. Con l’avvento della Legge Gelli, invece, è il paziente a dover dimostrare il danno e la colpa del medico.

    Mentre per struttura ospedaliera,  permane la responsabilità civile di tipo contrattuale e sussiste l’obbligo di dimostrare l’esatto adempimento.

    RICHIEDI ASSISTENZA GRATUITA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto per questa ragione ha costituito uno speciale dipartimento per tutelare tutte le vittime di malasanità e quindi anche coloro a cui hanno impiantato protesi difettose.

    Al fine di accedere ai servizi gratuiti del dipartimento vi invitiamo a cliccare sul sito ufficiale “Dipartimento ONA Responsabilità Medica”. 

     

    Batuffolo di cotone lasciato nel cranio

    Malsanità
    Malsanità

    Donna muore per batuffolo lasciato nel cranio, sono 6 gli indagati

    All’istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano era arrivata per essere sottoposta ad un intervento per la rimozione di un tumore. Ma lei, una donna di 40 anni, dopo un mese è morta: durante l’intervento l’équipe ha dimenticato “un cotonino chirurgico”. E quando dopo due mesi è stata ricoverata al reparto di neurochirurgia del Policlinico di Bari, i medici non hanno capito che sottoponendola ad una seconda operazione per rimuovere il cotone lasciato nel cranio avrebbero potuto salvarla. Il pm Ettore Cardinali ha chiesto il processo per sei medici, tre in servizio all’istituto di Milano e tre a Bari. L’udienza preliminare è stata fissata dinanzi al gip Alessandra Piliego.

    Un caso del 2008

    Il caso risale al 2008 ed è stato al centro di indagini complesse, in un primo momento avviate dalla procura di Milano e poi passate a quella di Bari. La storia della vittima, una madre di famiglia originaria di Monopoli, comincia quando le viene diagnosticato un tumore di piccole dimensioni al cervello. Il 3 aprile nell’istituto “Carlo Besta” viene sottoposta ad una operazione per l’asportazione del melanoma. Operazione al termine della quale i tre chirurghi dimenticano “un cotonino chirurgico” o specifica il pm “una sua parte”, nel cranio. La donna comincia a stare male, ha mal di testa, vomito, i disturbi peggiorano con il passare dei giorni.

    Il 31 maggio viene ricoverata nuovamente, questa volta nel reparto di neurochirurgia del Policlinico dove per quattro giorni viene tenuta sotto osservazione. Sono tre i medici di guardia che la visitano, ma nessuno diagnostica la patologia causata dalla presenza del pezzo di cotone e cioè una forte ipertensione attorno al cervello. Nessuno, quindi, pensa ad una operazione che, forse, avrebbe potuta salvarla. Quattro giorni dopo, la paziente muore. E solo dopo il suo decesso viene fatta luce sulla causa dei disturbi, sulla presenza del pezzo di cotone.

    E’ stata la famiglia della vittima (rappresentata dall’avvocato Michele Laforgia) a chiedere di fare chiarezza sul caso.

    Fonte.