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Lotta amianto, anche la Toscana mobilitata con due eventi

Smaltimento amianto Toscana
Amianto in Toscana

L’ONA organizza due giorni di workshop tra Massa e Piombino

Due giorni di dibattiti, convegni, tavoli tecnici per discutere dell’emergenza amianto nella regione Toscana. Una maratona dell’Osservatorio Nazionale Amianto che tocca da Firenze, con le scuole con presenza di materiali in amianto, le centrali termoelettriche, con le loro emissioni e con l’amianto un tempo massicciamente presente, fino ai porti, da quello di Livorno e quello di Marina di Carrara, fino all’amianto nell’Isola d’Elba. Tutte le principali città della Toscana stanno pagando a caro prezzo, in termini di inquinamento e salute, politiche ambientali e produttive sbagliate.

Da sabato 04.03.2017 fino alla sera della domenica 05.03.2017, esperti, studiosi, medici, avvocati, rappresentanti istituzionali si confronteranno sul tema dell’ambiente e, in particolare, sulla questione amianto.
L’Avv. Ezio Bonanni renderà pubblici i dati raccolti dai volontari dell’ONA che testimoniano di una vera e propria emergenza sanitaria per un aumentato numero di casi di queste patologie.

I dati epidemiologici delle zone più “calde” della Toscana indicano il rischio di una futura pandemia. Qual è il nesso tra esposizione all’amianto e patologie asbesto correlate? Quali sono i rischi per la popolazione? Come attuare politiche per uno sviluppo più sostenibile del territorio? E quali sono le modalità per ottenere i benefici previdenziali e il risarcimento dei danni?

Durante gli incontri verranno resi noti gli ultimi dati epidemiologici a disposizione e si farà il punto sulle principali inchiesta giudiziarie in corso nelle Procure toscane: dai numerosi esposti per amianto presente nelle scuole e nelle condutture anche dell’acqua potabile, fino ai porti (a Livorno come a Marina di Carrara), anche nelle centrali geotermoelettriche (a Larderello come sul Monte Amiata). Tutta la Toscana è contaminata, fino all’Isola d’Elba.

Sarà presente l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA

Durante il convegno in programma a Massa verrà presentato il neonato Comitato Ona di Massa, che abbraccerà lo sguardo anche al territorio di Viareggio e in particolare con riferimento agli addetti del Porto.

L’ONA ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale.

Massa è al terzo posto in Toscana per numero di morti per mesotelioma, il secondo se si tiene conto della densità abitativa. Infatti, nei 12 anni che vanno dal 1988 al 2010, si sono registrati 133 casi di mesotelioma. 300 quelli registrati nella provincia di Livorno e 242 nella provincia di Firenze (che però conta un milione di abitanti, rispetto ai 200.000 della provincia apuana).

Quindi in proporzione, siccome la provincia di Firenze è 5 volte più popolosa della provincia apuana ed è almeno 13 volte più popolosa della città di Massa, è evidente che avere circa il 60% dei casi di Firenze costituisce la prova di una vera e propria emergenza ambientale (e quindi l’incidenza di casi di mesotelioma è del 500% rispetto alla provincia di Firenze).

Tali dati sono peraltro confermati nello studio ISPO del 2011 e quindi Massa è al secondo posto in questa macabra contabilità che vede invece al primo posto la provincia di Livorno.

La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto. Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sui Quaderni della Salute del Ministero nel 2012.

Dati fermi a otto anni fa. Nel periodo successivo è andata ancora peggio: secondo uno studio della Asl di Cecina, condotto dal dottor Claudio Marabotti, tra il 2001 e il 2010, nell’area livornese si sono ammalati di mesotelioma pleurico 7 abitanti (di sesso maschile) ogni 100mila abitanti, tre volte e mezzo la media della Toscana che è di 2,11 casi ogni 100mila.

La situazione a Rosignano Marittimo

Molto più che inquietante anche la situazione nella zona di Rosignano Marittimo: 25 i casi riscontrati di mesotelioma dal 1993 al 2008 su una popolazione di circa 30mila abitanti. Anche i questo caso la media è molto più alta di quella nazionale e di quella regionale, con 5 casi ogni 100mila abitanti.

“La zona di Livorno sta soffrendo una vera e propria epidemia a causa di un territorio devastato dall’inquinamento prodotto da diverse industrie chimiche, di produzione di energia e di trasformazione di rifiuti. Dagli stabilimenti della Solvay di Rosignano Marittimo al porto di Livorno: un angolo di Toscana che sta pagando gravi conseguenze in termini di salute”, ha spiegato il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, intervenuto all’assemblea pubblica che si è svolta a Rosignano Marittimo.

“L’insorgenza del mesotelioma è solo la punta dell’iceberg: l’amianto infatti è in grado di determinare patologie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, e diverse patologie neoplastiche. Renderemo pubblici questi numeri nel corso della conferenza stampa che terremo a Massa il giorno 05.02.2017 alle ore 09.30”, spiega il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni.

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Quali sono i luoghi della strage Fibronit

La nuova Pignone, la Fibronit, la Ferrloghe, Sanac e cantieri navali, porto di Marina di Carrara e tanti altri per quanto riguarda la provincia di Massa Carrara. Centrali termoelettriche, elettriche, porti, acciaierie, miniere, per quanto riguarda la provincia di Livorno.

In occasione dell’assemblea pubblica, ci sarà, in particolare, domenica 05.03.2017 alle ore 09.30, una conferenza stampa durante la quale l’Avv. Ezio Bonanni renderà pubblici ulteriori dati relativamente a questa Shoah silenziosa, fornendo inoltre l’aggiornamento sulle altre patologie.

Le ultime riforme della normativa amianto: prepensionamento per le vittime riconosciute e accesso al fondo per le vittime nei porti.

  • i lavoratori che hanno contratto mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi riconosciuti possono accedere al pensionamento anticipato, senza limiti di età e anzianità contributiva, per effetto dell’art. 1, comma 250, L. 232/16;

Questa misura è particolarmente importante perché permette ai lavoratori malati di essere collocati immediatamente in pensione a prescindere dall’età e dall’anzianità contributiva e quindi di svincolarsi dalle Forche Gaudine della L. Fornero.

  • gli eredi dei lavoratori portuali possono ottenere l’accesso al fondo istituito in favore delle vittime con la Legge di stabilità del 2016 (art. 1, comma 278, Legge 04.12.2015, n. 208), con le modalità stabilite dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 27.10.2016.

Innanzitutto, il nuovo Fondo per i portuali è stato istituito dalla legge di stabilità 2016 (208/2015); a tal proposito, la dotazione prevista ammonta a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 – in particolare, il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2017.

Successivamente, l’importo della prestazione attribuito a ciascuno degli eredi aventi diritto sarà stabilito ogni anno dall’INAIL, tenendo conto di una quota percentuale uguale per tutti i beneficiari, sulla base delle domande pervenute e dell’ammontare dei risarcimenti stabiliti in sentenza.

Per quanto riguarda le scadenze, queste sono le seguenti: il 18 marzo 2017 per le domande relative al 2016; il 28 febbraio 2017 per le prestazioni del 2017; e il 28 febbraio 2018 per le prestazioni del 2018. Infine, per ulteriori dettagli è possibile rivolgersi allo sportello ONA.

L’ONA ha costituito lo sportello di assistenza online, per tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e famigliari.

Il programma delle giornate di convegni sull’amianto Toscana

Sabato 4 marzo 2017, ore 19.00

Riunione organizzativa no stop presso la sede ONA di Rosignano Solvay.

Tutti i cittadini possono chiedere di essere singolarmente ricevuti dall’Avv. Ezio Bonanni, che renderà loro qualsiasi chiarimenti richiesto ed eventuali consulenze che si rendessero necessarie.

Per eventuali appuntamenti può essere contattata la Sig.ra Antonella Franchi al numero 328-4648451.

Domenica 5 marzo 2017, ore 09.30

Massa – Teatro Guglielmi – Piazza del Teatro, 1.

 Conferenza stampa per rendere pubblici gli ultimi dati di questa Shoah silenziosa.

A proseguire:

Convegno “Nuove norme in materia di amianto: prepensionamento per i lavoratori riconosciuti e risarcimento per i portuali”.

Interventi istituzionali:

  • Sindaco del Comune di Massa – Prof. Alessandro Volpi
  • Rappresentanti dei vari gruppi consiliari

Relatori

  • Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto
  • Prof. Alessandro Volpi – Sindaco di Massa
  • Dott. Gianluca Festa – medico della USL Nordovest
  • Rappresentanti di tutte le forze politiche ed istituzionali.
  • Interventi dei cittadini, delle vittime e dei loro famigliari.

Domenica, 05.03.2017, ore 16.30 in Piombino presso la Sala Ciasa, Via Anne Frank, località San Rocco, 5

Convegno: “Risarcimento dei danni, prepensionamento per gli esposti e nuove norme per il prepensionamento delle vittime e fondo in favore delle vittime portuali

Verranno affrontati anche i temi legati al rischio amianto presso l’Isola d’Elba e alla necessità di un indennizzo anche a loro favore.

Relatori:

  • Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto
  • Antonella Franchi – coordinamento nazionale ONA Onlus
  • Tommaso Confortini – ufficio legale ONA Onlus
  • Interventi dei cittadini, delle vittime e dei loro famigliari

L’associazione ha già istituito lo sportello amianto online:

L’assistenza può essere richiesta in modo gratuito inoltrando una email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com

Amianto a Napoli: serve un sistema pubblico di smaltimento

Vicesindaco Napoli
Amianto a Napoli

Conferenza amianto a Napoli: il cuore di amianto in Campania

Napoli, 27 febbraio 2017 – Si allunga la lista dei morti e malati per amianto (oggi le insegne dell’associazione sono listate a lutto per la morte di Luciano Muscetti, a causa di un mesotelioma). 6000 decessi l’anno, di cui 600 in Campania, questi i numeri di una strage, non solo annunciata (perché i tempi di latenza arrivano fino a 30/40 anni), ma soprattutto evitabile (semplicemente evitando l’uso dell’amianto, ovvero dotando i lavoratori delle misure di sicurezza).

La conferenza (‘Il cuore di amianto della Campania’) che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha tenuto sabato 25.02.2017 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli e che ha visto la partecipazione di scienziati, professionisti, cittadini, vittime dell’amianto e loro familiari, ha confermato quello che il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, ha denunciato: 600 decessi e migliaia di malati, ogni anno, nell’intero territorio regionale a causa dell’amianto e questa macabra contabilità aumenta se si tiene conto degli altri cancerogeni.

cuore di amianto a Napoli in Campania

oratore amianto a NapoliAlla conferenza ha partecipato attivamente l’Assessore all’ambiente e Vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice.

La Sala era affollata di persone «per il 90% vittime dell’amianto e loro familiari», come ha denunciato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto che ha 15 mila iscritti in tutta Italia e una sede anche in città, oltre ad altre sedi in tutta la regione Campania.

Sono state confermate una serie di criticità, che vanno dall’Isochimica di Avellino fino al Porto di Napoli, dalla Sacelit di Volla a Bagnoli, dal Porto di Salerno fino ai Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, passando per il sito B-Ticino, l’ex SOFER, e ancora nelle scuole e negli edifici pubblici, nelle Forze Armate (Marina, Esercito, Aviazione e Carabinieri) e nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Polizia, fino ai Vigili del Fuoco).

numero amianto a Napoli

Chi è intervenuto alla conferenza

All’incontro ha partecipato anche Costantino Saporito, portavoce dell’Usb nazionale dei vigili del fuoco che ha puntato l’attenzione sull’assenza totale del monitoraggio. «Operiamo laddove tutti fuggono, ha detto, e non sappiamo mai a cosa
andiamo incontro. Abbiamo  respirato la diossina della terra dei fuochi, i veleni delle discariche abusive, spesso senza dispositivi di protezione, quasi sempre senza neanche sapere cosa stiamo respirando».

il cuore di amianto a napoli

Significativo e lungamente applaudito è stato l’intervento dell’Assessore all’Ambiente e Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, il quale ha lanciato una serie di proposte, oltre all’interlocuzione su quelle già poste sul tappeto dall’associazione:

· Costituzione di parte civile del Comune in tutti i procedimenti penali per disastro ambientale e per i morti per amianto;

· Una interlocuzione con l’Autorità Regionale e il Governo Nazionale per la creazione di un Fondo nazamianto cuore della campaniaionale per il risarcimento delle vittime dell’amianto (ben oltre quello già costituito dall’INAIL che si traduce in poche decine di euro di più al mese);

· Legge di iniziativa popolare per la bonifica, la ricerca, le migliori terapie alle vittime, l’assistenza psicologica estesa anche ai familiari, e la punizione effettiva dei responsabili.

Il problema della bonifica dei siti contaminati

Rispetto a queste iniziative programmatiche, Raffaele Del Giudice, parlando anche a nome del Sindaco De Magistris, non solo ha dichiarato la vicinanza dell’Amministrazione comunale alle vittime e ai loro familiari, ma si è fatto portatore di una serie di proposte:

· Un’agenzia pubblica per la bonifica, per provvedere alla decontaminazione dei luoghi pubblici con presenza di amianto (scuole, ospedali, etc.), ma anche per la rimozione e lo smaltimento di quell’amianto presente nelle civili abitazioni. Il tutto affidato al pubblico.

Non solo, Del Giudice ha sottolineato che oggi le uniche ditte ad avere la liquidità necessaria per poter affrontare smaltimento sistematico dell’amianto sono quelle private e colluse con la camorra: «Bisogna assolutamente creare un sistema pubblico di smaltimento. Altrimenti accadrà che affideremo i lavori ad aziende colluse che faranno quello che hanno fatto negli anni passati con i rifiuti tossici provenienti dal nord sotterrandoli sotto quella che conosciamo come terra dei fuochi”. L’avvocato Ezio Bonanni ha condiviso tale proposta programmatica e ha proposto il vicesindaco come socio onorario dell’Ona Napoli auspicando una «collaborazione con l’istituzione che tanto può per le bonifiche e per il monitoraggio sanitario e del patrimonio edilizio che contiene amianto».

Toccanti le testimonianze della coordinatrice Ona Campania, Dott.ssa Carla Zorzetti, vedova di un vigile del fuoco e di altre vittime presenti in sala, tra lavoratori delle Poste e parenti di personale di ditte di manutenzione degli aerei Alitalia, ora deceduti.

Il programma dell’Osservatorio in Campania:

· Presentazione della legge di iniziativa popolare per la tutela (preventiva, sanitaria e previdenziale/risarcitoria) delle popolazioni e dei lavoratori dai cancerogeni e agenti tossico-nocivi.

· Organizzazione capillare degli ambulatori con medici volontari per gli screening sanitari e l’assistenza medica;

· Intensificazione della interlocuzione con la Magistratura inquirente per la prevenzione e la repressione dei reati, la punizione dei colpevoli e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime;

· Organizzazione di una Conferenza Euromediterranea per la risoluzione del problema amianto con il coinvolgimento delle vittime e delle associazioni di tutti i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, che faccia da ponte con tutte le emergenze, non solo di quelle ambientali.

I lavori sono stati chiusi dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha preannunciato che ci saranno altre iniziative a Napoli e nell’intera Regione.

amianto a Napoli tavola rotonda

Un arrivederci, dunque, e un impegno che continua anche nel resto d’Italia.

Sullo stesso argomento è possibile consultare il seguente articolo.

Bomba amianto al Trullo, l’ONA propone una class action

Ex Caserma di San Donato
Amianto a Trullo

Roma: bomba amianto, ormai sbriciolato

Ora finalmente una svolta: l’inizio delle bonifiche della bomba amianto. È stato comunicato dall’Assessorato all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici di Roma Capitale lo svolgimento delle formalità necessarie per iniziare i lavori.

L’ONA ringrazia prima di tutto il Consigliere Regionale On.le Fabrizio Santori, impegnato in prima linea già dal 2008 quale Presidente della Commissione Sicurezza Urbana di Roma Capitale, per la salute pubblica, con impegno specifico per la problematica amianto, al fianco dei cittadini e dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA ha dunque sollecitato il nuovo Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, che con atto del 21.02.2017, ha risposto all’interrogazione dell’On.le Figliomeni, Consigliere di Roma Capitale, segnalando che finalmente “sono stati programmati i relativi lavori di bonifica a partire dal mese di marzo 2017”.

Una vittoria dei cittadini e per i cittadini. La svolta è giunta dopo che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sollecitato il Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, sul cui tavolo è giunto il voluminoso dossier sul rischio amianto al Trullo, sempre ignorato dal precedente Sindaco On.le Dott. Prof. Ignazio Marino: “Intendiamo ringraziare quanti, a partire dal nuovo Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, fino al Consigliere Regionale e componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA, On.le Fabrizio Santori, gli attivisti e iscritti ONA di Roma, Sede Trullo, che con il loro impegno hanno finalmente sbloccato la situazione della bonifica dell’ex Caserma Donato. Chiediamo che i lavoratori e cittadini danneggiati dall’amianto siano risarciti. Il Sindaco Virginia Raggi intervenga ancora per evitare il contenzioso in sede civile”.

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Osservatorio Nazionale Amianto ha esposto i fatti su bomba amianto

Fu il Sig. Ceccarelli Massimiliano a denunciare i fatti all’Autorità Giudiziaria, con l’assistenza dell’Avv. Ezio Bonanni, in quanto egli, ormai da anni, vive in una abitazione attigua alle lastre di amianto sfaldate. Le indagini sono ancora in corso, il fascicolo rubricato al n. 34228/2012 è affidato al PM Dott. Santucci, che non ha ancora formulato alcuna ipotesi di reato. L’ONA continua a chiedere una verifica circa l’impatto che le fibre di amianto hanno avuto sui cittadini del quartiere Trullo e sui lavoratori.

La questione è finita anche sul tavolo del Ministro della Difesa, del Presidente del Consiglio dei Ministri, della Direzione dei lavori e del Demanio e del Sindaco del Comune di Roma, Avv. Virginia Raggi, che ha preso a cuore la questione e ha dato impulso alle istanze dei cittadini, tanto che è giunta la notizia, da parte dell’Assessorato Urbanistica e Lavori Pubblici, che si stanno predisponendo tutte le azioni necessarie al fine di rimuovere questi materiali, iniziando quindi quel percorso di riqualificazione dell’area che dovrà portare in un secondo momento alla creazione di spazi pubblici da destinare alle realtà territoriali”. Tale iniziativa è stata già salutata con favore dal Consigliere Regionale On.le Fabrizio Santori, il quale, ormai da più di 5 anni, ha affiancato le azioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dei cittadini per la bonifica.

L’Osservatorio Nazionale Amianto preannuncia una serie di azioni civili di risarcimento dei danni, anche da semplice esposizione, che proporrà nell’interesse degli ex lavoratori e cittadini, esposti e vittime dell’amianto. Si profila una vera e propria class-action ONA a carico del Ministero della Difesa.

Si costituisce il Comitato ONA risarcimento dei danni subiti dai cittadini del quartiere Trullo di Roma, per permettere a tutti i cittadini di poter chiedere il risarcimento dei danni.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è già stato intervistato da Jimmy Ghione, inviato di “Striscia la Notizia”, e il video è consultabile al link: http://mdst.it/03v62489

Articolo dell’Agenzia AgenPress sull’argomento.

Per ulteriori informazioni e contatti

Il coordinatore del Comitato è il Sig. Ceccarelli Massimiliano, che può essere contattato al n. 333/3101421 e all’e-mail: osservatorioamianto@gmail.com e sarà coadiuvato dal Sig. Antonio Dal Cin, del Coordinamento nazionale ONA, raggiungibile al n. 349/5293847 e all’e-mail: ona.gdf@gmail.com

Il cuore di amianto della Campania: incontro ONA

Napoli ONA
Napoli

La conferenza ONA “Il cuore di amianto della Campania”, che si terrà il prossimo 25.02.2017, a partire dalle ore 15:30, in Napoli – Castelnuovo, Maschio Angioino, Anti Sala dei Baroni (Via Vittorio Emanuele III – Piazza Municipio – Napoli), organizzata in collaborazione con USB (per affrontare anche le problematiche legate ai rischi che corrono giornalmente i Vigili del Fuoco), e che permetterà, quindi, di affrontare tutte le diverse problematiche legate all’esposizione ad amianto e altri cancerogeni nell’ambiente lavorativo e di vita, nella città di Napoli, come nel resto della Campania.

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I dettagli dell’evento al Maschio Angioino

I lavori verranno trasmessi in diretta streaming e facebook. L’evento sarà moderato dalla Dott.ssa Stefania Divertito, e vedrà la partecipazione dell’Avv. Ezio Bonanni, e interverranno i seguenti relatori:

  • Sen. Paola Nugnes (XIII Commissione Permanente e Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali)
  • Dott. Costantino Saporito (Coordinatore Nazionale del Sindacato USB Vigili del Fuoco)
  • Prof. Renato Sinno (già professore di Mineralogia all’Università Federico II di Napoli e comitato tecnico-scientifico nazionale ONA)
  • Prof. Franco M. Buonaguro (Istituto Pascale di Napoli)
  • Dott.ssa Sabrina Melpignano (Psicologa)
  • Dott. Gabriele Miele (Responsabile per la sicurezza del Sindacato USB)
  • Dott.ssa Carla Zorzetti (Coordinatore ONA Campania)
  • Sig. Giacomo Buonpane (Coordinatore ONA Napoli)
  • Dott. Raffaele Cozzolino (Vigile del Fuoco di Napoli)
  • Dott.ssa Renata Tiraferri Roffeni (Coordinamento Nazionale ONA Vittime Marina Militare e del Comitato ONA Malasanità)
  • Dott. Angelo Guadagno (già Sindaco di Volla, e Coordinatore ONA Volla)

I presenti potranno intervenire e chiedere anche di poter parlare, riservatamente, con l’Avv. Ezio Bonanni e con gli altri rappresentanti, previa richiesta con l’inoltro di una email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com

L’ONA e le istituzioni

Parlamento, ona e istituzioni
Parlamento

L’ONA richiama con forza la responsabilità delle istituzioni di fronte a un’emergenza che non può più essere ignorata. L’amianto continua a uccidere e, senza interventi immediati e coordinati, le sue conseguenze segneranno ancora i prossimi decenni. Nonostante il divieto imposto dalla legge, il lungo periodo di latenza delle patologie asbesto-correlate impone oggi scelte rapide, bonifiche urgenti e una reale assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali.

Di amianto si muore ancora e si continuerà a morire nei prossimi decenni. A causa del lungo periodo di latenza dell’agente killer, (la cui produzione è stata vietata con la legge n. 257 del 12 marzo 1992). Si prevede infatti che gli effetti a lungo termine delle esposizioni alle fibre di amianto degli anni ’60-’70 raggiungeranno il picco massimo nei prossimi 5/10 anni.

Visto l’elevato tasso di mortalità per patologie asbesto-correlate, si rende necessario un intervento tempestivo ed efficace da parte di tutte le Istituzioni politiche, affinché vengano varati dei provvedimenti di urgenza ed attuate le bonifiche nei siti contaminati.

Qualche dato

In Italia i dati sulla mortalità sono inquietanti e sottostimati

Nel nostro Paese l’amianto è stato utilizzato in maniera indiscriminata ed è entrato nella composizione di oltre 3.000 prodotti di uso molto comune e a diretto impatto con la popolazione, come: cartoni, mastici, sigillanti, corde e tessuti, ma anche per la costruzione di tramezzi, tetti, tubi, condutture e serbatoi di acqua potabile, pannelli e lastre per coperture, compound (masse) per la protezione antincendio e l’isolamento termico, intercapedini e stucchi per abitazioni e strutture pubbliche, quali asili, scuole, uffici, ospedali, caserme. Ma ha trovato impiego anche nella cantieristica navale, in campo aeronautico, in ambito ferroviario, come nell’industria automobilistica, dove è stato utilizzato nelle vernici, nelle pastiglie dei freni, nelle frizioni e nelle guarnizioni, in virtù della sua elevata resistenza termica e chimica.

L’amianto, sì è dimostrato essere un materiale estremamente versatile, a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, poiché migliorava la resistenza degli elementi strutturali, assicurava l’isolamento termico ed acustico e proteggeva contro i rischi di incendio. E che dire del famigerato “eternit”, un impasto di amianto-cemento, venduto a prezzo concorrenziale, presente ovunque, nei centri abitati, nelle campagne e sui tetti dei capannoni delle zone industriali. Appare del tutto evidente che in nome del progresso e del profitto, ovvero, di quel “dio denaro” che offusca le menti degli uomini, sono stati anteposti interessi pubblici e privati alla Sacralità della Vita.

I signori dell’amianto hanno prodotto ricchezza a basso costo, senza porsi alcuno scrupolo su quelle che sarebbero state le conseguenze per la salute delle persone e le gravi ripercussioni sull’ambiente in cui esse vivono. Nulla è stato fatto per impedire una strage di innocenti che agli occhi del mondo è tuttora in corso. Ma torniamo alla legge 257/92 che emanata senza tener conto di quanto già dichiarato dalla scienza si presenta lacunosa, perché di fatto non impone le bonifiche e fissa un limite soglia di 100 f./l. per uno dei cancerogeni più letali del pianeta, nonostante è indubbio che l’unica fibra di amianto non pericolosa per la salute dell’uomo è quella che non respiriamo.

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La situazione oggi in Italia

I dati parlano chiaro, per cui è evidente che la situazione è a dir poco drammatica. Lo Stato italiano, ben 25 anni fa ha messo al bando l’amianto, con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 (pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510), che disciplina la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto.

Pur avendo stabilito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il cancerogeno, salvo che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione. Peraltro, “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione” (vedi anche sentenza n. 6722/2010 T.A.R. Toscana, e sentenza T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 7 giugno 2006, n. 6786).

Amianto in Italia: scuole a rischio e migliaia di morti

Nel nostro Paese vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto e purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate, con un costante aumento dei casi di mesotelioma, mentre in tutto il resto delle nazioni civilizzate risultano in diminuzione. Ma la cosa più sconcertante è che in Italia sono 2.400 le scuole, stima per difetto, dove è stata riscontrata la presenza di amianto e risultano quotidianamente esposti al cancerogeno circa 350.000 tra studenti, docenti e personale scolastico.

Sulla base delle conoscenze scientifiche, non possiamo non manifestare la legittima preoccupazione che quanto evidenziato, possa in realtà generare i nuovi “zombi”. I bambini sono indifesi e spetta a noi tutelarli ed anche in questa drammatica realtà sono in assoluto i soggetti più fragili e se esposti al cancerogeno nella fase dell’accrescimento, svilupperanno le malattie da amianto in giovane età. Lo Stato, non può non tener conto di una realtà dei fatti, tanto comprovata, quanto inoppugnabile, per cui occorre agire senza ulteriore ritardo, attuando tutto quanto è necessario a garantire una scuola sicura, senza amianto, senza cancro.

L’ istruzione obbligatoria, impartita per almeno 10 anni, si realizza secondo le disposizioni indicate all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per cui è evidente che la scuola, a partire da quella della prima infanzia, ha il compito di costruire il futuro dei nostri figli, che debbono adempiere all’obbligo scolastico, quale “diritto-dovere”, in un contesto di assoluta sicurezza e serenità, dove sia garantito ogni altro diritto, compreso quello alla Salute (art. 32 Cost.).

Cosa dice l’art. 32?

L’art. 32 primo comma della Costituzione della Repubblica Italiana (prima fonte del diritto) demanda alla Repubblica la tutela della salute, quale “Fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La nostra Costituzione è stata la prima fra quelle Europee a dedicare espressa protezione al diritto alla salute che come gli altri diritti umani, non ha bisogno di essere positivamente fondato dall’ordinamento, ma deve essere solamente “riconosciuto”, tanto più se si considera che il godimento di una condizione di salute è la precondizione per realizzare molti degli altri diritti costituzionalmente garantiti.

È necessario scongiurare il rischio morbigeno per esposizione all’amianto nelle scuole, attraverso la mappatura e le verifiche interne ed esterne degli edifici, così da escluderne la presenza, e qualora presente, in qualsiasi matrice, forma e quantità, è fondamentale attuare con urgenza le bonifiche, in modo da garantire la tutela della salute di alunni e docenti, oltre ad assicurare la salubrità dell’ambiente in cui si svolgono le lezioni e le attività quotidiane.

La Suprema Corte di Cassazione IV Sezione Penale, con Sentenza n° 42128 del 12/11/2008 afferma che “l’amianto ha un ruolo altamente privilegiato nell’innesco del processo cancerogenetico tali fibre hanno un privilegiato ruolo causale, sulla base di affidabili acquisizioni scientifiche, perché particolarmente sottili e quindi dotate di elevata capacità di penetrazione nei tessuti, la quantità e la durata dell’esposizione sono irrilevanti”.

Ona e istituzioni: proposte e strategie

1) Prevenzione primaria: bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da amianto, al fine di evitare ulteriori contaminazioni.

2) Prevenzione secondaria: Istituzione di un centro ricerca ed elaborazione dati e creazione di uno sportello per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate. Istituzione di un registro delle vittime e monitoraggio delle condizioni di salute degli esposti. I malati dovranno ottenere visite e cure gratuite! Rilevazione di tutte le patologie asbesto correlate e relativa loro sinergia con gli altri agenti cancerogeni.

3) Prevenzione terziaria: Prepensionamento dei lavoratori ammalati di patologie asbesto correlate. Costituzione di una rendita di prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che si sono ammalati a causa dell’agente patogeno. Risarcimento danni per le vittime, riconoscimento vittime del dovere. Apertura di ulteriori sportelli ONA di assistenza per ottenere il prepensionamento e l’accredito delle prestazioni INPS e INAIL.

4) Formazione e informazione: Si rende necessario sensibilizzare Enti, Istituzioni e cittadini circa il rischio amianto, attraverso la costituzione di comitati e corsi che intensifichino i temi relativi all’educazione ambientale. La materia dovrà essere dibattuta in maniera capillare anche e soprattutto nelle scuole.

Per evitare che il tema amianto passi in secondo piano, ONA si propone di intensificare il rapporto con le istituzioni politiche. Attraverso periodici confronti in cui verranno forniti dati aggiornati e dibattute le questioni di più spinosa impellenza.

Il nuovo portavoce del presidente per i rapporti con le istituzioni

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha conferito l’incarico di portavoce del presidente per i rapporti con le istituzioni alla Dott.ssa Simona Mazza.

Breve Presentazione

Simona Mazza è nata il 30-04-1971 a Noto (Sr).

Indirizzo mail: simonamazzacertelli@gmail.com

cell: 388/3271234

Studi e formazione professionale

1990- Consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Classico A.Manzoni di Avola (Sr)

1990-1993  Diploma di Laurea presso l’Accademia Internazionale di Moda e Storia del Costume Koefia, Roma.

Per 3 anni ha collaborato con la storica giornalista di moda Mary Giacchino, come ufficio stampa per l’Alta Moda romana.

1993 Grazie ad un concorso di moda si trasferisce a Los Angeles. Dove consegue un Master in “ownership & control” presso l’Fidm (Fashion Institute of design & Merchandising).

Esperienze lavorative

1994 Fonda l’atelier di alto pret-a-porter “Ballbek”, occupandosi dell’ufficio stampa e pubbliche relazioni.

1998 A seguito della chiusura di tale attività, continuerà a lavorare come stilista presso la casa di moda Valentino e poi come store manager presso le boutique Fendi e Max Mara.

Dal 2003 lavora come Capo Settore presso l’ipermercato Panorama.

Attività giornalistica

Dal 2010 scrive di inchieste su diversi quotidiani online.

I temi trattati sono: mafia, politica, massoneria e amianto, oltre a casi di persone scomparse tra cui Emanuela Orlandi e Angela Celentano.

E’ autrice di 3 libri: un romanzo storico “Carta Carbone” e due libri di inchiesta.

Invitata a partecipare fuori concorso al Premio Bancarella per il libro “Dai Memoriali di Vincenzo Calcara: le 5 Entità rivelate a Paolo Borsellino”. Libro scritto con l’aiuto e la supervisione del figlio e del fratello di Paolo Borsellino. Dall’allora sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, ha proseguito con una libro-inchiesta titolato “La Mafioneria è uno Stato perfetto”.

Per aver svelato storie legate alla Massoneria e Mafia e relative dinamiche, l’autrice ha subito minacce di morte. È stata costretta a rimuovere un capitolo.

Per le reiterate minacce le è stato proposto un programma di protezione, da lei rifiutato.

Politica e rapporti con le Istituzioni

Ha collaborato fino al 2015 con il Municipio XIII portando avanti temi sociali. Quali: il contrasto al gioco d’azzardo e ludopatia; bullismo; stalking; difesa delle donne vittime di violenza e altre tematiche legate alla legalità.

Dal 2016 collabora con il Senatore Lello Ciampolillo (M5s). Con il quale sta realizzando un canale legato all’alimentazione Vegan e alla legalizzazione della Cannabis, soprattutto in ambito medico.

Hobbies ed interessi

La Dottoressa canta e scrive testi musicali, pratica diversi sport ed è appassionata di lingue. Parla correttamente inglese, francese e spagnolo e studia portoghese, tedesco, russo e giapponese.