Amianto a Napoli: Necessario un sistema pubblico di smaltimento

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Conferenza amianto a Napoli: il cuore di amianto della Campania

Napoli, 27 febbraio 2017 – Si allunga la lista dei morti e malati per amianto (oggi le insegne dell’associazione sono listate a lutto per la morte di Luciano Muscetti, a causa di un mesotelioma). 6000 decessi l’anno, di cui 600 in Campania, questi i numeri di una strage, non solo annunciata (perché i tempi di latenza arrivano fino a 30/40 anni), ma soprattutto evitabile (semplicemente evitando l’uso dell’amianto, ovvero dotando i lavoratori delle misure di sicurezza).

La conferenza (‘Il cuore di amianto della Campania’) che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha tenuto sabato 25.02.2017 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli e che ha visto la partecipazione di scienziati, professionisti, cittadini, vittime dell’amianto e loro familiari, ha confermato quello che il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, ha denunciato: 600 decessi e migliaia di malati, ogni anno, nell’intero territorio regionale a causa dell’amianto e questa macabra contabilità aumenta se si tiene conto degli altri cancerogeni.

Alla conferenza ha partecipato attivamente l’Assessore all’ambiente e Vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice.

La Sala era affollata di persone «per il 90% vittime dell’amianto e loro familiari», come ha denunciato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto che ha 15 mila iscritti in tutta Italia e una sede anche in città, oltre ad altre sedi in tutta la regione Campania.

Sono state confermate una serie di criticità, che vanno dall’Isochimica di Avellino fino al Porto di Napoli, dalla Sacelit di Volla a Bagnoli, dal Porto di Salerno fino ai Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, passando per il sito B-Ticino, l’ex SOFER, e ancora nelle scuole e negli edifici pubblici, nelle Forze Armate (Marina, Esercito, Aviazione e Carabinieri) e nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Polizia, fino ai Vigili del Fuoco).

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All’incontro ha partecipato anche Costantino Saporito, portavoce dell’Usb nazionale dei vigili del fuoco che ha puntato l’attenzione sull’assenza totale del monitoraggio. «Operiamo laddove tutti fuggono, ha detto, e non sappiamo mai a cosa
andiamo incontro. Abbiamo  respirato la diossina della terra dei fuochi, i veleni delle discariche abusive, spesso senza dispositivi di protezione, quasi sempre senza neanche sapere cosa stiamo respirando».

Significativo e lungamente applaudito è stato l’intervento dell’Assessore all’Ambiente e Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, il quale ha lanciato una serie di proposte, oltre all’interlocuzione su quelle già poste sul tappeto dall’associazione:

· Costituzione di parte civile del Comune in tutti i procedimenti penali per disastro ambientale e per i morti per amianto;

· Una interlocuzione con l’Autorità Regionale e il Governo Nazionale per la creazione di un Fondo nazionale per il risarcimento delle vittime dell’amianto (ben oltre quello già costituito dall’INAIL che si traduce in poche decine di euro di più al mese);

· Legge di iniziativa popolare per la bonifica, la ricerca, le migliori terapie alle vittime, l’assistenza psicologica estesa anche ai familiari, e la punizione effettiva dei responsabili.

Rispetto a queste iniziative programmatiche, Raffaele Del Giudice, parlando anche a nome del Sindaco De Magistris, non solo ha dichiarato la vicinanza dell’Amministrazione comunale alle vittime e ai loro familiari, ma si è fatto portatore di una serie di proposte:

· Un’agenzia pubblica per la bonifica, per provvedere alla decontaminazione dei luoghi pubblici con presenza di amianto (scuole, ospedali, etc.), ma anche per la rimozione e lo smaltimento di quell’amianto presente nelle civili abitazioni. Il tutto affidato al pubblico.

Non solo, Del Giudice ha sottolineato che oggi le uniche ditte ad avere la liquidità necessaria per poter affrontare smaltimento sistematico dell’amianto sono quelle private e colluse con la camorra: «Bisogna assolutamente creare un sistema pubblico di smaltimento. Altrimenti accadrà che affideremo i lavori ad aziende colluse che faranno quello che hanno fatto negli anni passati con i rifiuti tossici provenienti dal nord sotterrandoli sotto quella che conosciamo come terra dei fuochi”. L’avvocato Ezio Bonanni ha condiviso tale proposta programmatica e ha proposto il vicesindaco come socio onorario dell’Ona Napoli auspicando una «collaborazione con l’istituzione che tanto può per le bonifiche e per il monitoraggio sanitario e del patrimonio edilizio che contiene amianto».

Toccanti le testimonianze della coordinatrice Ona Campania, Dott.ssa Carla Zorzetti, vedova di un vigile del fuoco e di altre vittime presenti in sala, tra lavoratori delle Poste e parenti di personale di ditte di manutenzione degli aerei Alitalia, ora deceduti.

Programma dell’ONA in Campania:

· Presentazione della legge di iniziativa popolare per la tutela (preventiva, sanitaria e previdenziale/risarcitoria) delle popolazioni e dei lavoratori dai cancerogeni e agenti tossico-nocivi.

· Organizzazione capillare degli ambulatori con medici volontari per gli screening sanitari e l’assistenza medica;

· Intensificazione della interlocuzione con la Magistratura inquirente per la prevenzione e la repressione dei reati, la punizione dei colpevoli e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime;

· Organizzazione di una Conferenza Euromediterranea per la risoluzione del problema amianto con il coinvolgimento delle vittime e delle associazioni di tutti i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, che faccia da ponte con tutte le emergenze, non solo di quelle ambientali.

I lavori sono stati chiusi dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha preannunciato che ci saranno altre iniziative a Napoli e nell’intera Regione.

Un arrivederci, dunque, e un impegno che continua anche nel resto d’Italia.

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