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Amianto nell’acqua potabile in Umbria e in Italia

Acqua Amianto
Acqua Amianto

Mesoteliomi e colangiocarcinoma per amianto nell’acqua

L’Osservatorio Nazionale Amianto già dal 2014 ha ricevuto diverse segnalazioni di mesotelioma e di colangiocarcinoma amianto e di tumori del colon e dello stomaco in casi di amianto negli acquedotti. Per  questo motivo l’ONA ha chiesto la bonifica dell’amianto presente negli acquedotti di distribuzione dell’acqua potabile.

Solo in questo modo può essere tutelata la salute e l’integrità psico-fisica dei cittadini.

Le richieste dell’ONA

È necessario quindi sostituire tutte le tubature che ancora sono in amianto ovvero in materiali contenenti amianto, tanto più nelle zone sismiche del paese, come per esempio l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, la Calabria, ma penso anche ad altre zone e territori, per evitare che ci sia ingestione di fibre capaci di causare l’insorgenza di mesoteliomi peritoneali e altre patologie.

Tra l’altro, rinnovare il sistema della tubazione togliendo le vecchie tubature in amianto farebbe risparmiare anche molta acqua, che è un bene prezioso. Infatti, in media circa il 50% dell’acqua si perde per vetustà delle tubature e poi si deve tener conto anche del fatto che con i cambiamenti climatici ci sarà sempre meno acqua con un prolungamento delle aspettative di vita che renderanno ancora più probabile l’aumento di casi di patologie asbesto correlate per via dell’ingestione delle fibre.

Tutela legale vittime amianto nell’acqua potabile

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per voce del presidente, Avv. Ezio Bonanni, e del Dott. Niccolò Francesconi, esperto in criminologia clinica e coordinatore ONA Umbria, chiede anche l’istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare in relazione alla recente segnalazione del WWF su tale condizione di rischio che conferma l’allarme già lanciato dall’ONA e poi nel 2015.

In ogni caso, l’associazione, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni e il Dott. Nicolò Francesconi, invita gli organi competenti a verificare se all’interno dei tubi realmente c’è una condizione di presenza di amianto nei termini segnalati dal WWF. L’ONA su questo invita gli organi del governo a chiedere una verifica generale su tutte le regioni d’Italia, oltre a quanto già segnalato dall’ONA.

Dati epidemiologici patologie asbesto correlate

I dati epidemiologici raccolti dall’ONA, anche grazie all’infaticabile attività di tutti gli associati e responsabili territoriali, fanno emergere una più alta incidenza di patologie gastrointestinali e delle vie biliari tra i lavoratori esposti ad amianto e tra i cittadini che hanno ingerito amianto disciolto nell’acqua.

In particolare, si sospetta un certo numero di casi patologie asbesto correlate in Umbria e si teme che ci sia una ripercussione dovuta al fatto che con i recenti terremoti molte delle tubature in amianto e contenenti amianto hanno contaminato le acque.

La conferma delle tesi dello IARC

Sono in corso le rilevazioni dei dati epidemiologici in Umbria come nel resto d’Italia e valga innanzitutto quanto già confermato dallo IARC e dall’OMS circa il fatto che nell’ultima monografia sull’amianto ribadisce che esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo: l’amianto provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto. Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogene per l’uomo (gruppo 1), e precisa che l’ingestione di amianto è considerata esposizione primaria al pari dell’inalazione (consulta l’ultima monografia IARC):  “esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo”.

Amianto acquedotti in Toscana:

Anche la regione Toscana, attraverso le parole della sig.ra Antonella Franchi, coordinatrice ONA, sostiene “C’è ben poco da aggiungere, anche la Toscana è nella stessa situazione. La sede ONA di Rosignano ha raccolto diverse segnalazioni di genitori preoccupati perché le tubazioni in amianto arrivano come acqua per la pulizia delle scuole. Fino a che si passa lo straccio bagnato per terra ok ma poi quando si asciuga la fibra vola e ce la troviamo dispersa in aria. Stesso discorso per l’acqua che mettiamo nel contenitore per bollire l’acqua, se contiene fibre di amianto queste non muoiono, anzi rimangono nel contenitore e le ingeriamo. Senza dimenticare che con la stessa acqua ci laviamo i denti e ci facciamo la doccia”.

I dati epidemiologici dell’ONA: conferma del rischio cancerogeno per amianto nell’acqua

L’ONA ha riscontrato una più alta incidenza anche di tumori delle vie biliari tra coloro che sono stati esposti, ovvero hanno ingerito amianto e pertanto il convegno di Modena permetterà all’associazione di iniziare a rendere pubblici dei dati che saranno poi presentati su base nazionale e riferiti a tutte le patologie asbesto correlate, oltre che insistere affinché vi sia la rimozione dei materiali contenenti amianto oltre che da tutti gli edifici pubblici ed i luoghi di lavoro anche dalle tubature degli acquedotti. Questi risultati rappresenterebbero il coronamento dell’impegno dell’Ona e porrebbero fine ad una vera e propria epidemia.

Colangiocarcinoma amianto

Nel caso del colangiocarcinoma amianto sono stati segnalati diversi casi giunti all’attenzione dell’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha già avviato le azioni legali di tutela. Poiché questa patologia, purtroppo, è quasi sempre mortale, la tutela è stata avviata per i famigliari.

ONA REPAC: come effettuare la tua segnalazione

L’ONA ha costituito l’applicativo internet attraverso il quale invita tutti coloro che hanno cognizione di casi di cancro gastrointestinale e/o mesotelioma per i quali sospettano un ruolo della presenza di tubature in amianto a darne segnalazione, anche anonima.

E’ sufficiente inoltrare la segnalazione all’applicativo ONA REPAC al link.

Aggiornamento 06.06.2020: intervista dell’Avv. Ezio Bonanni

Il nostro notiziario, il giornale dell’amianto, si è rivolto all’Avv. Ezio Bonanni per ottenere dei chiarimenti circa la effettiva pericolosità delle fibre amianto disciolte nell’acqua. Al di là delle diverse contrapposte tesi, è risultato che l’amianto nell’acqua è comunque dannoso per la salute.

Gela: uccisa dall’amianto

Petrolchimico
Petrolchimico

Depositata una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Gela

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il Sig. Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale, e il Sig. Calogero Vicario, coordinatore regionale ONA Sicilia, sollecita ancora una volta il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. le Gentiloni, il Ministro della Sanità, On.le Lorenzin e il Presidente della Regione, On.le Rosario Crocetta, a rendere applicabile la Legge Regionale Amianto in Sicilia.

Infatti, denuncia Antonio Dal Cin: “Com’è possibile che i lavoratori e cittadini di Gela siano stati sedotti ed abbandonati? Infatti, l’impresa di Stato, dopo aver costruito un grosso petrolchimico a Gela che ha disseminato il territorio di lutti e tragedie, ora ha quasi dismesso le attività in quel lembo dell’isola, la bellissima città illuminata dalle opere di Eschilo e da meravigliose vestigia di un’epoca storia che affonda le sue radici addirittura nel 689 a.C. e che l’8 luglio del 1943 vide protagonisti eroici resistenti allo sbarco anglo-americano, ora invece assiste impotente al quasi abbandono dell’attività imprenditoriale pubblica senza che il Presidente della Regione sia stato capace di sollevare quantomeno il problema della bonifica, dell’ammodernamento delle strutture industriali e la necessità di risolvere la crisi occupazionale e, per quanto riguarda l’amianto e gli agenti tossico-nocivi, quella sociale e sanitaria”.

Gli fanno eco i famigliari di S. D., i quali hanno perso il loro congiunto per mesotelioma provocato dall’esposizione ad amianto all’interno del gigantesco petrolchimico di Gela ed è per questo che hanno denunciato i fatti all’autorità giudiziaria. Per altre malattie e altri morti sono già in corso altri procedimenti, tra cui un procedimento penale. L’ONA è protagonista nell’isola dal 2008 e a Gela dal 2010, riuscendo ad attivare, attraverso il coordinatore Sig. Salvatore Granvillano, la sorveglianza sanitaria e la tutela legale, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, coadiuvato dall’Avv. Lucio Greco.

Gela: interviene Calogero Vicario, Coordinatore regionale ONA SICILIA

In Sicilia, sono state distrutte tante famiglie ed il danno subito non può passare inosservato e sotto silenzio. Spero tanto che qualcuno intervenga anche sulla regione siciliana dove, purtroppo, il Governo è assente da diversi anni e nulla ha fatto e sta facendo per tentare di dare una risposta a chi muore, specialmente nel cosiddetto triangolo industriale o triangolo della morte di Gela Priolo Milazzo e nel restoAmianto dell’isola. Per anni abbiamo dato migliaia di miliardi di vecchie lire come prelievo fiscale al Governo nazionale, allo Stato. Oggi, lo Stato ed il Presidente della Regione Sicilia, On.le Rosario Crocetta, visto che siamo una regione a Statuto Speciale, devono dare una risposta seria e certa ai familiari delle vittime dell’amianto, agli operai ex esposti, a quelli che sono già malati – asbesto correlati”.

On.le Pippo Gianni, Componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA, “Da quando mi hanno cacciato fuori dalla Regione Sicilia, l’assemblea regionale ha cambiato la legge che io avevo fatto. Hanno tolto il cronoprogramma, perché era l’unica legge basata sulla sorveglianza sanitaria e fatta con il cronoprogramma, una legge con 21 milione di euro e quando mi hanno cacciato hanno tolto i 21 milioni di euro, il cronoprogramma e hanno disatteso l’istituzione ad Augusta del Centro di Riferimento Regionale per l’Amianto.

Di fatto hanno reso vuota la legge e questo con un senso di ignoranza, malafede e arroganza del potere stupido che ha portato a fare quest’operazione senza che questi capiscono che l’amianto è come la dea Fortuna, “bendato”.

Il rischio alla salute causato dall’amianto

Purtroppo, l’amianto che viene respirato provoca una malattia grave strisciante e pericolosa. L’abbiamo fatto emergere, lo abbiamo dichiarato, abbiamo detto di che cosa si trattava, abbiamo fatto la legge, abbiamo messo i soldi per la legge purtroppo non c’è peggio di un’ignoranza e forte grassa che non fa altro che procurare danni a questa regione e a questo paese. Come dicevo qualche tempo fa abbiamo lavorato per 50 anni inquinando di tutto e di più, speriamo che i prossimi 50, visto tra l’altro che manca il lavoro possiamo lavorare per disinquinare ed evitare che continua a morire gente tra lo strazio più totale perché la malattia, il mesotelioma, non è una malattia che si può curare è una malattia grave terribile che fa un danno enorme che costa un mare di soldi e che alla fine fa morire tra i dolori e lo strazio, chi la prende”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue nell’assistenza dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto nella città di Gela, i quali possono rivolgersi al Sig. Salvatore Granvillano (349/4205442) e anche al presidente nazionale, Avv. Ezio Bonanni (335/8304686).

Siracusa: l’ONA torna a chiedere misure incisive

Amianto Siracusa
Amianto Siracusa

Siracusa: amianto vicino il Centro di raccolta per la differenziata

È un paradosso incredibile, una anomalia che conferma la regola: in barba alla salute dei cittadini di Siracusa e dei dipendenti che vi lavorano, avere organizzato un Centro di raccolta differenziata dei rifiuti proprio accanto al vecchio bruciatore comunale, oggi in disuso, che ha l’intera copertura del tetto in amianto, ovvero in materiali contenenti amianto o almeno così si sospetta. È quello che succede a Siracusa, la città di Archimede, ma neanche lo scienziato greco avrebbe potuto architettare quanto successo, e cioè che lì, nel Centro Arenaura di via Elorina n. 170, ci sia la pericolosa presenza dell’agente killer dopo che la città ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane per l’altissima incidenza di casi di mesotelioma e asbestosi e tutte le altre patologie asbesto correlate.

“Non riesco a comprendere come si possa continuare a fare finta di nulla. Mi riferisco a Rosario Crocetta, presidente della Regione, che non ha ancora istituito il centro di riferimento regionale per la terapia e cura delle patologie asbesto correlate, che la legge impone di realizzare presso l’ospedale Muscatello di Augusta, e penso ai lavoratori di uno dei più grossi poli petrolchimici europei, quello che ha centro a Priolo Gargallo, originariamente un borgo della città di Siracusa e poi assunto alla dignità di città industriale, ai quali l’INPS e l’INAIL hanno negato i benefici amianto, tranne le poche eccezioni di quei lavoratori che, attraverso l’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno potuto ottenere il prepensionamento. È uno stato di cose che intendiamo continuare a denunciare, eppure arriverà il momento in cui chi viola la legge dovrà pagare. C’è una violazione del precetto costituzionale, di tutela della salute ma anche di applicazione delle leggi dello Stato in materia di rendite e benefici contributivi”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Intervento Osservatorio Nazionale Amianto

Interviene anche Carmen Perricone, Corrispondente ONA Sicilia, che leva forte la voce di libertà e giustizia come anelito che dalla terra frantuma quello stato di sonnolente illegalità per giungere alla tutela effettiva della dignità della persona umana: “Non è ammissibile questa indifferenza, delle istituzioni prima di tutto e poi delle forze politiche. Riferito al caso che qui ci occupa, dobbiamo dire che giorno dopo giorno ignari cittadini si recano per conferire nel centro di raccolta differenziata, nel rispetto dell’ordinanza dell’agosto 2016 che li obbliga in tal senso, però non sanno che nell’ubbidire all’ordinanza si espongono all’amianto, che è un killer, e poi c’è ancora un altro paradosso, e cioè la misura premiale per chi produce più di 100 kg di differenziata. Questo premio in realtà uccide, perché per raggiungerlo il cittadino deve recarsi più volte nel centro di raccolta dove c’è amianto, respira più fibre e ha più probabilità di contrarre mesotelioma e altre gravissime patologie. Chiediamo che il sindaco di Siracusa si svegli dal letargo e cominci ad usare i suoi poteri sulla sanità pubblica disponendo l’immediata bonifica e deamiantizzazione della città, dai centri produttivi alle scuole e a continuare con il comune, come per esempio l’ufficio elettorale in cui ha respirato le fibre di amianto il Sig. Michelangelo Blanco, morto per mesotelioma”.

Nell’isola l’azione dell’ONA è forte grazie alla mobilitazione generale di lavoratori e cittadini e all’instancabile attività del Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia e del Dott. On.le Pippo Gianni, componente del comitato tecnico scientifico ONA.

Regione Lazio: ONA richiede la sorveglianza sanitaria

On.le Fabrizio Santori
On.le Fabrizio Santori

L’ONA chiede alla Regione Lazio sostegno per le vittime amianto

L’On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio, che a suo tempo aveva promosso una proposta di legge regionale amianto, che mirava a rendere funzionali e operative le indicazioni di ONA, circa la prevenzione primaria attraverso l’integrale bonifica, e la sorveglianza sanitaria per coloro che erano stati già esposti alla terribile fibra killer, lo scorso 04.07.2017 ha interrogato il Presidente Zingaretti.

La Regione, ha risposto all’interrogazione con atto del 28.07.2017, sostenendo di aver costituito ‘un gruppo di lavoro (che opererà fino alla vigenza del piano). Coordinato dal Dirigente dell’Ufficio regionale Sicurezza nei luoghi di lavoro e composto da medici del lavoro operanti nei Servizi PreSAL della ASL del Lazio, da rappresentanti della Direzione regionale INAIL e del Dipartimento di Epidemiologia del SSR’.

Il gruppo di lavoro della Regione Lazio ha elaborato il documento ‘Linee di indirizzo per un programma regionale di assistenza e sorveglianza sanitaria agli ex esposti ad amianto’, il quale prevede: ‘– l’informazione agli ex esposti sui rischi connessi all’amianto e sugli accertamenti sanitari più corretti da effettuare nell’ambito delle prestazioni del SSR anche sulla base della stima della pregressa esposizione; – promozione della cessazione dell’abitudine al fumo attraverso il counselling; – prevenzione delle complicanze delle patologie respiratorie; – identificazione di patologie da pregressa esposizione lavorativa ad amianto; – assistenza medico-legale per l’istanza dell’Istituto assicurativo ai fini del riconoscimento delle patologie professionali’.

Le conclusioni e la posizione dell’ONA

Tutto però sulla carta, in quanto il Dipartimento di Epidemiologia ‘si sta procedendo alla quantificazione stimata dei possibili fruitori del servizio al fine di una adeguata gestione delle attività e della definizione delle risorse’.

Questo vuol dire che nulla è fatto, che è ancora tutto sulla carta, e che dunque è violato il diritto, sacrosanto delle vittime, di poter fruire di un servizio di sorveglianza sanitaria, tutela, assistenza e cura. Anche quando si pone il terzo punto si afferma che il medico del lavoro ‘fornirà supporto … al medico di medicina generale per l’avvio dell’iter INAIL …’, un’affermazione tautologica rispetto ad obblighi già stabiliti dall’art. 139 del DPR 1124/65 e del referto ex art. 365 c.p., che segna dunque la totale assenza di una diversa e più specifica operatività ed efficacia di obblighi di tutela della salute rispetto al rischio amianto. In buona sostanza, un impegno solo apparente e per nulla concreto, quello della Regione Lazio, del tutto insufficiente, rispetto al rischio amianto. È per questo che l’ONA torna a chiedere con forza una efficace attività di sorveglianza sanitaria.

Santori (fdi) “nessuna applicazione norme a tutela cittadini esposti”

Dalla Regione Lazio abbiamo ricevuto solo risposte evasive e deludenti alla nostra interrogazione. Sull’applicazione delle norme sulla tutela dei cittadini esposti all’amianto contenute nella legge di stabilità regionale 2017. Risposte che confermano l’immobilismo del presidente Zingaretti su una materia di sanità pubblica. Rispetto alla quale la Regione si è limitata praticamente solo alla stesura di un documento rimasto però in un cassetto. Addirittura, in un particolare passaggio della risposta inviata, si fa riferimento al testo di norme di legge e obblighi. Come quello di denuncia di malattia e di referto da parte della Asl e dei medici.

Già operativi dalla metà del 1900, tenendo conto che la prima legge in materia fu la 455/1943. Una presa in giro sulla pelle dei cittadini esposti o ex esposti ad amianto. Che speravano di trovare nel provvedimento regionale un ausilio a tutela della loro condizione di salute. Invece si vedono per l’ennesima volta ingannati e illusi da Zingaretti e dalla sua maggioranza. Continueremo la nostra azione politica di denuncia e di vicinanza ai cittadini e alle realtà associative. Che chiedono da anni lo smaltimento dell’amianto inviando tutte le nostre segnalazioni all’Osservatorio Nazionale Amianto. Continua ad essere una garanzia di professionalità e serietà per tanti cittadini italiani.

E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

Incendio di San Martino: il tetto era di amianto

Incendio San Martino Grosseto
Incendio San Martino Grosseto

Istituita l’unità di crisi ONA per le segnalazioni di incendi

Continuano a divampare in tutta Italia incendi, purtroppo con esito in alcuni casi luttuoso, come si è verificato, tra l’altro, anche nella città di Latina nella giornata del 2 agosto e questi fenomeni non risparmiano la Toscana, ed in particolare la Maremma, dopo che un altro incendio che si è sprigionato sempre il 2 agosto presso la discarica in Scapigliato, nei pressi di Cecina. È allarme quindi in provincia di Livorno, ma anche a Grosseto per via dell’incendio che è divampato in località San Martino, alle porte della città, con un incipiente rischio amianto e altre sostanze cancerogene che si sono generate dalla combustione dei diversi materiali.

Le fiamme sono state domate grazie all’intervento di 9 mezzi dei Vigili del Fuoco, provenienti anche dalla vicina Piombino.

“Ancora una volta ci poteva essere maggiore prevenzione, sia rispetto al rischio, sia soprattutto al rischio cancerogeno da esposizione ad amianto dei Vigili del Fuoco intervenuti massicciamente sui luoghi dell’incendio, e questo dimostra che purtroppo non c’è quella necessaria attenzione che dovrebbe essere riservata alla tutela della salute di questi fondamentali operatori, come tutti gli altri che operano nel comparto sicurezza” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Unità di crisi dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’associazione ha ricevuto numerose chiamate da cittadini preoccupati per la possibile propagazione di polveri e fibre di amianto nell’abitato di Grosseto, per cui è stata costituita una unità di crisi attraverso il coordinamento e disponibilità del Sig. Antonio Dal Cin (che può essere contattato al numero 0773/511463). L’unità di crisi è supportata dall’attività professionale del Dott. Ugo Corrieri, medico psichiatra, che attraverso l’Osservatorio Nazionale Amianto si è posto a disposizione di tutti i cittadini.

In una nota congiunta a firma del Sig. Antonio Dal Cin e della Sig.ra Antonella Franchi, l’Osservatorio Nazionale Amianto reitera le sue richieste al governo nazionale e a tutte le autorità: “È necessario che siano impiegati tutti gli uomini a disposizione, ivi quelli che appartengono alle Forze Armate che, con i loro mezzi e tecnologie all’avanguardia, possono non solo controllare il territorio, ma anche intervenire massicciamente e tempestamene per poter arginare questi fuochi che costituiscono un gigantesco rogo che sta mandando in fumo quasi tutta Italia, una terra dei fuochi che si estende ormai dalla Val D’Aosta alla Puglia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, e non risparmia nessun angolo della nostra amata Italia. Intanto l’Osservatorio Nazionale Amianto ha allertato tutte le strutture territoriali, e quindi anche le c.d. Guardie Nazionali, per rendere supporto all’attività delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco”.

Sul fatto che i Vigili del Fuoco saranno sottoposti a screening sanitario e la richiesta di estendere tali controlli anche alla popolazione.

Anche perché l’ONA ricorda che non si muore solo di amianto. Anche la combustione di materiale plastico (PVC) provoca la formazione di diossine, che sono cancerogene, e provocano diversi cancri (tanto è vero che è inserita dallo IARC nel Gruppo I dei cancerogeni), come Seveso insegna.

Quindi l’Osservatorio Nazionale Amianto lancia l’allarme anche per quanto riguarda le diossine e gli effetti sulla salute umana che si sommano a quelli dell’asbesto e degli altri agenti patogeni e cancerogeni che si sono diffusi nell’ambiente in seguito all’incendio.

Conseguenze dell’esposizione ad amianto.

L’amianto provoca patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) e cancerogene (mesotelioma, tumore polmonare, cancri degli altri organi delle vie aeree e gastrointestinali) con tempi di latenza che possono arrivare fino a 40 anni.

Non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie.

L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6.000 persone per esposizione ad amianto.

Conseguenze dell’esposizione e ingestione di diossine.

Le diossine hanno un effetto cancerogeno ritenuto causa di linfomi e tumori ai tessuti molli data la tendenza ad accumularsi nelle cellule adipose e determinano alterazioni epatiche, neurologiche e polmonari.

Molto diffusi sono anche i rischi cutanei.

Determinano interferenze con il funzionamento cellulare provocando l’alterazione delle ghiandole endocrine, soprattutto tiroide, timo e ipofisi, con un’azione pre-cancerogena, con squilibrio ormonale, rischio di malformazioni genetiche fetali. Possono causare disturbi della crescita e dello sviluppo psicomotorio e determinare sterilità e scarso sviluppo dell’apparato riproduttivo.