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Nuovi casi di patologie amianto nelle città Massa e Carrara

Massa Carrara
Massa Carrara

Strage amianto tra i cittadini di Massa e Carrara

È di questi giorni l’eco e il grido di dolore di Gianfranco Giannoni, giovane lavoratore affetto da asbestosi, padre di due figli. Costretto ancora a lavoro nonostante la vittoria della causa. Ma l’ONA promette di porre in esecuzione la sentenza ove i tempi dovessero continuare ad allungarsi ed ha chiesto l’individuazione del funzionario responsabile, per poter effettuare la necessaria diffida e al decorso dei 30 giorni agire nei modi e termini di legge. Si profila un’azione civile e penale per il caso Giannoni.

Intanto, nuovi casi di mesotelioma, tumori polmonari ed asbestosi segnalati all’ONA di Massa – Carrara e alla coordinatrice, Antonella Franchi, che il prossimo 9 maggio 2017 guiderà la delegazione dell’ONA in questo primo incontro interistituzionale prima che la discussione entri nel vivo, e nelle altre occasioni sarà presente anche l’Avv. Ezio Bonanni.

L’ONA intende porre gli enti previdenziali al bivio: o applicare la legge, o soccombere innanzi il Giudice. Non ci saranno altre vie d’uscita, non si tollereranno ulteriori ritardi.

Le attività di tutela dello Sportello Amianto

La Sig.ra Antonella Franchi, già il 9 maggio 2017 riceverà singolarmente gli associati ONA e i cittadini presso la sede dello Sportello Amianto messa a disposizione dal Comune, prima e dopo la riunione con gli enti.

In questo caso, le attività dello Sportello molto probabilmente si terranno presso la Casa Comunale, mentre per il proseguo, si terranno presso la Villa Cuturi in Marina di Massa.

Tutti i cittadini che vorranno richiedere l’assistenza presso lo Sportello Amianto, potranno farlo contattando la Sig.ra Antonella Franchi al n. 328/4648451, e mandando una email allo Sportello Nazionale Amianto ONA all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com.

Come già emerso nel corso delle due ultime assemblee pubbliche che si sono svolte a Massa (05.03 e 08.04 u.s.), la presenza di amianto nel Porto di Carrara era stata già accertata, poiché il Giudice del lavoro del Tribunale di Massa ha disposto degli approfondimenti così come richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni che ha difeso il gruppo dei lavoratori portuali, per i quali il Tribunale ha disposto il prepensionamento.

Il Giudice del Lavoro Dott. Augusto Lama, con sentenza n. 94 del 21.04.2017, pubblicata il 22.04.2017, ha accolto le domande di 6 lavoratori e quindi ha condannato l’INPS a rivalutare la loro posizione contributiva, con più di 5 anni di prepensionamento.

Il Sindaco del Comune di Massa e poi ancora quello di Carrara, che hanno partecipato alle ultime assemblee pubbliche dell’ONA, sempre molto affollate di vittime e di familiari di deceduti, hanno raccolto il loro grido di dolore, e a fronte di immotivati rigetti in sede amministrativa, hanno accolto la richiesta dell’Avv. Ezio Bonanni di avviare una interlocuzione istituzionale con l’INPS e con l’INAIL.

Un quesito centrale, perché portare tutto in Tribunale?

Questa è la domanda cui dovranno rispondere gli interlocutori istituzionali, auspicando che, così come richiesto, il Tavolo Interistituzionale sia integrato con il Prefetto e il Presidente della Provincia.

L’associazione ringrazia il Prof. Alessandro Volpi (Sindaco di Massa), e il Dott. Angelo Andrea Zubbani (Sindaco di Carrara), e le amministrazioni comunali, tutte, per aver sostenuto la richiesta dell’ONA e per aver dato la loro disponibilità alla creazione dello Sportello Amianto di Massa.

Come più volte sottolineato dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, attivo in prima persona sul territorio per sostenere le vittime, gli enti pubblici INPS e INAIL, molte, troppe volte, hanno negato in via amministrativa il riconoscimento dei diritti delle vittime e degli esposti all’amianto, costringendo costoro a dover ricorrere alla Magistratura.

“Ci siamo limitati a chiedere, e continuiamo a chiedere, che le leggi dello Stato siano applicate e che le vittime dell’amianto ottengano il loro riconoscimento e quanto loro dovuto senza necessità di azioni giudiziarie e che, una volta emesse le sentenze, ci sia poi la loro applicazione.

I lavoratori si sono dovuti rivolgere alla Magistratura

L’associazione e il Sig. Giannoni Gianfranco insistono affinché il Tavolo Interistituzionale sia integrato con il Presidente della Provincia e con la ASL competente, e che i lavori portino a determinare (a) il numero di lavoratori che si sono dovuti rivolgere alla Magistratura a fronte del diniego del riconoscimento dei benefici amianto utili per il prepensionamento e il numero delle condanne dell’INPS in sede giudiziaria; (b) il numero di lavoratori che hanno dovuto ricorrere giudiziariamente per mancato riconoscimento dell’origine professionale delle patologie asbesto correlate e il numero di condanne da parte della Magistratura a carico dell’INAIL; (c) l’entità del fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate tra i lavoratori del comprensorio; (d) le spese legali e gli altri oneri (spese di CTU, etc.) di INPS e INAIL per queste azioni giudiziarie, con la possibilità di valutare la trasmissione di tali atti alle competenti Autorità”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiederà che tutti i lavoratori del Porto di Carrara, dei cantieri navali e degli altri siti contaminati da amianto, siano collocati in prepensionamento così come stabilisce la legge, senza necessità di ricorrere alla Magistratura caso per caso, visto che ormai la presenza di amianto è stata accertata.

184 casi di mesotelioma nella provincia di Massa Carrara

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9% (per 197.000 abitanti rispetto alla popolazione toscana, pari a 3.743.000: quindi circa il 5% della popolazione); la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (per 160.000 abitanti circa, quindi per circa il 4% della popolazione del territorio regionale): ecco perché l’ONA insiste affinché ci sia una più stretta collaborazione tra tutti gli enti e che venga ridotto a zero, ovvero fortemente limitato il contenzioso che deve essere circoscritto ai soli casi dubbi e non può essere invece la generalità dei casi, come sta succedendo.

Esprime moderata soddisfazione anche il Sig. Gianfranco Giannoni del coordinamento ONA di Massa, lavoratore riconosciuto malato di amianto solo con sentenza del Tribunale perché l’INAIL negava addirittura la sussistenza della sua patologia, che però era stata certificata da enti ospedalieri del territorio, e che chiede a gran forza che al Tavolo Interistituzionale partecipino anche il Comandante dei Carabinieri e il Questore, oltre agli enti pubblici INAIL e INPS.

Friuli Venezia Giulia: prepensionamento dipendenti ACEGAS

Porto di Trieste, prepensionamento
Trieste

Le richieste dell’ONA per i dipendenti ACEGAS

L’ONA chiede che l’INPS applichi la misura del prepensionamento a tutti i dipendenti di queste società evitando dispendiose azioni giudiziarie

G.T e P.R, entrambi di Trieste, iscritti all’Osservatorio Nazionale Amianto Friuli Venezia Giulia, che si erano visti negare dall’INPS il diritto al prepensionamento, hanno ottenuto questo riconoscimento dalla Corte dei Conti, Sezione Regionale per il Friuli Venezia Giulia, che ha accolto le richieste formulate dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Avv. Corrado Calacione.

Non sono le prime sentenze della Corte giuliana che è chiamata a esprimersi sui provvedimenti dell’INPS di Trieste, che continua a negare a questi lavoratori esposti ad amianto il diritto ad ottenere un pensionamento anticipato in seguito all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

Trieste, emergenza amianto: ONA sollecita l’INPS

L’associazione, attraverso il suo presidente Avv. Ezio Bonanni, chiede all’INPS di Trieste di prendere atto degli accertamenti disposti dalla Corte dei Conti e delle numerose sentenze già passate in giudicato e di disporre il pensionamento di tutti i dipendenti del comparto in forza dell’art. 13, comma 8, L. 257/1992.

 “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, questo recita l’art. 1 della Costituzione, ma cosa succede quando il lavoro si mostra incompatibile con la vita?

La città di Trieste è ormai da decenni l’epicentro in Italia di un vero e proprio fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate. Infatti, dal 1993 al 2011, il ReNaM ha censito 956 casi di mesotelioma (dati aggiornati nel VII Rapporto Mesoteliomi). È solo la punta dell’iceberg perché l’amianto provoca una serie di altre patologie, dai tumori al polmone alla laringe e all’ovaio e a quelli del tratto gastrointestinale, e poi ancora le patologie fibrotiche con le complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, un vero e proprio bollettino di guerra in questa martoriata città, crocevia dell’Europa.

Migliaia di lavoratori hanno negli anni ottenuto il riconoscimento dei benefici contributivi utili al prepensionamento non senza dover prima percorrere una lunga trafila burocratica e, in moltissimi casi, anche giudiziaria.

Così ancora per i dipendenti di ACEGAS

Eppure l’INPS continua a negare la sussistenza del rischio amianto per questi lavoratori, che quindi debbono percorrere l’azione giudiziaria.

È il caso dei Sigg.ri G.T e P.R, entrambi di Trieste: ma l’Osservatorio Nazionale Amianto ha ottenuto anche per loro il prepensionamento. Ora ci sono altre due sentenze della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia, che hanno condannato l’INPS a porre in prepensionamento questi altri 2 lavoratori (sentenza emessa il 14 marzo 2017 e già posta in esecuzione).

Si è impegnato personalmente l’Avv. Ezio Bonanni, che si è avvalso della collaborazione autorevole e capace dell’Avv. Corrado Calacione, del Foro di Trieste, e ha potuto dimostrare attraverso la prova testimoniale e la CTU tecnico-ambientale che le particolari mansioni di questi due lavoratori comportavano esposizioni superiori alle 100 ff/ll e quindi il diritto a ottenere un prepensionamento pari al 50% del periodo di esposizione.

Presso ACEGAS, come dichiarato nelle 2 sentenze. Le mansioni di “manutenzione della rete aerea e sotterranea di illuminazione pubblica e di contatori elettrici” hanno comportato la diretta manipolazione di amianto. (Così si legge sia nella sentenza n. 15 che nella sentenza n. 16 del 2017 della Corte dei Conti, Sez. Giur. per il Friuli Venezia Giulia).

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede quindi che l’INPS accrediti a tutti i dipendenti di ACEGAS che abbiano svolto le mansioni per cui si è accertato il superamento della soglia, le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto in modo da ottenere per loro un prepensionamento, evitando quindi altre azioni giudiziarie.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, infatti, prima di proporre ulteriori azioni giudiziarie, intende istituire un tavolo interistituzionale con il Sindaco di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, lINPS e l’INAIL al fine di ridurre il contenzioso e le spese giudiziarie, sia per gli Enti che per i cittadini.

Infatti, la Regione è a statuto speciale e contempla all’art. 3 della L. 22/2001 il “Registro Regionale degli Esposti”, lo strumento tecnico dell’iscrizione nell’elenco degli esposti ad amianto che, coniugato coi precedenti giurisprudenziali, potrebbe permettere una deflazione del contenzione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto infatti tende una mano alle istituzioni, anche INPS e INAIL. Per questi motivi è prevista l’istituzione di una sede nella città di Trieste, in collaborazione con USB Vigili del Fuoco, che diverrà operativa nell’arco dei prossimi mesi.

Le dichiarazioni del Presidente dell’ONA

«Infatti, perché l’INAIL e l’INPS non tengono conto del Registro Regionale degli Esposti? Non capisco il motivo per il quale un accertamento effettuato dai sanitari della ASL e un inserimento in un registro pubblico, come quello di cui all’art. 3 della legge regionale 22/2001, di una regione che è a statuto speciale, non valga niente per l’INPS e l’INAIL e si debba ricorrere sempre o quasi sempre al Giudice» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

«Questi i motivi per i quali la nostra azione dovrà continuare ad essere sempre più incisiva e collaborativa con le istituzioni. In Friuli Venezia Giulia come per il resto d’Italia. Non serve fare le cause, serve applicare la legge e tutelare i diritti di questi lavoratori vittime. Che quindi debbono andare in pensione al più presto perché l’amianto colpisce a distanza di 30/40 anni, e che senso ha applicare a questi lavoratori la Legge Fornero quando sappiamo fin da ora che la maggior parte verrà colpita dalle patologie asbesto correlate prima del raggiungimento dell’età pensionabile?» continua l’Avv. Ezio Bonanni, che fin dal 2007, intervenendo alla Conferenza Regionale di Monfalcone, sollevò questo problema alle istituzioni di questa regione.

«Un ringraziamento va alla Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia, che in modo puntuale e preciso nonostante la complessità della materia ha permesso l’accertamento tecnico del superamento della soglia delle 100 ff/ll utile per il prepensionamento dei lavoratori ACEGAS» dichiara la Sig.ra Antonella Franchi, del coordinamento nazionale ONA Onlus.

Emergenza amianto a Trieste: l’ONA chiede giustizia

«Occorre tutelare la dignità della vita umana in tutte le sue forme. Preservarla dalle patologie dell’amianto con la prevenzione primaria. Evitare tutte le esposizioni e nel territorio di Trieste anche i finanzieri sono stati esposti all’amianto, lo ricordo perfettamente, e quindi tale riconoscimento del prepensionamento deve essere oggetto di un provvedimento esteso anche ai finanzieri» aggiunge Antonio Dal Cin, del Dipartimento Guardia di Finanza dell’ONA.

“L’Osservatorio Nazionale Amianto, in Friuli Venezia Giulia, e a Trieste in particolare, ha sostenuto le istanze di giustizia di lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro familiari, nella loro sete di legalità e giustizia. Anche a voler accogliere le stime dell’INAIL/RENAM, e circoscrivere i dati dell’epidemia ai soli casi di mesotelioma (più di 1.000 censiti tra il 2005 e il 2013). Siamo di fronte ad una emergenza che non è soltanto sanitaria e giudiziaria, ma è prima di tutto sociale. Oserei dire morale – dichiara il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -.

Purtroppo i dati epidemiologici acquisiti dall’Associazione, testimoniano una più alta incidenza di casi di patologie asbesto correlate. Che impongono quindi una maggiore attenzione per la prevenzione primaria (evitare ogni forma di esposizione), per la prevenzione secondaria (diagnosi precoce attraverso la sorveglianza sanitaria e potenziamento delle strutture, eccellenti, che ci sono sul territorio della regione) e poi non ultimo il prepensionamento e il risarcimento dei danni”.

Il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è l’epicentro di una epidemia di patologie asbesto correlate. Secondo il dipartimento di prevenzione dell’Azienda per l’assistenza sanitaria Triestina, nel 2014, sono state 107 le segnalazioni pervenute per patologie asbesto correlate. Un dato preoccupante, e in costate aumento, soprattutto se paragonato all’anno precedente in cui i casi segnalati sono stati 69.

I numeri della strage: 442 casi di patologie asbesto correlate in 5 anni a Trieste

  • anno 2010 – 127 casi di patologie asbesto correlate (nel dettaglio: 27 casi di mesotelioma, 15 tumori polmonari e 85 placche, ispessimenti pleurici, fibrosi polmonare)
  • anno 2011 – 82 casi di patologie asbesto correlate (nel dettaglio: 24 casi di mesotelioma, 17 tumori polmonari e 41 placche, ispessimenti pleurici, fibrosi polmonare)
  • anno 2012 – 57 casi di patologie asbesto correlate (nel dettaglio: 23 casi di mesotelioma, 11 tumori polmonari e 23 placche, ispessimenti pleurici, fibrosi polmonare)
  • anno 2013 – 69 casi di patologie asbesto correlate (nel dettaglio: 28 casi di mesotelioma, 11 tumori polmonari e 30 placche, ispessimenti pleurici, fibrosi polmonare)
  • anno 2014 – 107 casi di patologie asbesto correlate (nel dettaglio: 23 casi di mesotelioma, 38 tumori polmonari e 46 placche, ispessimenti pleurici, fibrosi polmonare)

* Fonte: segnalazioni delle patologie da amianto pervenute a tutto il 2014 alla S.C.S.P.S.A.L. (Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro).

Tutela Fondo Vittime Amianto: il successo dell’ONA

Amianto
Amianto

Tutela Fondo Vittime Amianto dell’ONA

Nel nostro paese un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi e che continua a mietere vittime.

Tenendo conto di tutte le patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale. Più di 6.000 decessi ogni anno. in Italia, e sono oltre 107.000 le persone nel mondo che ogni anno muoiono per malattie collegate all’amianto. Come è stato accertato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e confermato dalle monografie IARC. Eppure non si riesce a ottenere il bando totale di questo materiale.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni da anni lottano contro questo nemico. Assistono le vittime esposte a questo pericoloso cancerogeno fornendo un servizio di consulenza gratuita legale e medica.

consulenza tutela fondo vittime amianto
Indice

  • L’impegno dell’ONA nella tutela Fondo Vittime Amianto

  • La storia del Fondo Vittime Amianto

  • Aggiornamenti

  • Tempo di lettura: 5 minuti

    L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni

    Il Governo italiano ha istituito il Fondo Vittime per l’Amianto anche grazie alle associazioni che ne hanno sottolineato la necessità. Tra queste, vi è proprio l’Osservatorio Nazionale Amianto che, attraverso le parole del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni dichiara:

    Grazie all’impegno dell’ONA c’è stato un aumento delle prestazioni del Fondo Vittime Amianto. Infatti, il Fondo Vittime Amianto per i titolari di rendita, è ora pari al 20% della prestazione. In caso di mesotelioma per esposizione ambientale o anche domestica, c’è il diritto all’importo di €10.000,00. Naturalmente non si risolve così il problema amianto, le cui fibre sono sempre cancerogene”. 

    La cancerogenicità dell’amianto è, ulteriormente, confermata dall’ultima monografia IARC amianto.

    “Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria. Questa si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni oltre che all’amianto. L’unico sistema per evitare nuove malattie e, quindi, nuovi decessi, è quello di evitare ogni forma di esposizione a queste fibre killer, e ciò attraverso la bonifica. Risarcire non è sufficiente. Non c’è prezzo alla vita umana e alla sofferenza che le vittime e i familiari sono costretti a subire”.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto rende pubblica la proroga della normativa in materia di prestazioni dal Fondo Vittime Amianto. Il tutto, in favore di coloro che risultano affetti da mesotelioma per i periodi dal 2015 al 2017. Dal 2020, c’è stato un aumento della prestazione, oggi prevista nella misura del 20% della rendita INAIL.

    ONA e prestazioni del Fondo Vittime Amianto

    Si tratta di una prestazione per un importo, che prima era pari ad €5.600,00. Poi c’è stato l’impegno di tutte le associazioni, tra cui l’ONA. Nel maggio del 2017, questo notiziario amianto news, ha intervistato il Dott. Giuseppe D’Ercole, presidente del Fondo Vittime Amianto.

    L’intervista è stata rilasciata dal Dott. Giuseppe D’Ercole e ripercorre la storia del Fondo Vittime Amianto. Sono riportate le dichiarazioni che lo stesso Dott. Giuseppe D’Ercole, svolto presso INAIL lo scorso 01.03.2017.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto intende, quindi, da una parte, permettere a tutti i cittadini vittime dell’amianto affetti da mesotelioma, di ottenere tale indennizzo. Ma, al tempo stesso, non rinuncia al giudizio critico per l’importo esiguo riservato ad ogni singola vittima, e soprattutto la sua limitazione alla sola patologia del mesotelioma.

    Sappiamo, difatti, che l’amianto provoca anche ulteriori patologie, come asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: polmonare, alla laringe e all’ovaio. Poi ci sono tumori della faringe, stomaco e colon.

    Da sempre, e sempre con maggior vigore, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sottolineano l’importanza della prevenzione delle malattie asbesto correlate. Prima fra tutte, quella primaria: è fondamentale evitare ogni tipo di esposizione ad amianto.

    Ovviamente, alla prevenzione primaria, si aggiungono la secondaria (diagnosi tempestiva e precoce), e terziaria (studio dell’epidemiologia).

    In seguito al costante e tenace impegno dell’ONA e delle altre associazione a tutela delle vittime dell’amianto, sono stati raggiunti importanti risultati.

    Le dichiarazioni del presidente ONA

    Riteniamo, quindi, che il Fondo Vittime Amianto debba essere, innanzitutto, integrato per coloro che sono vittime professionali. Che sia dignitoso anche per le vittime di esposizione ambientale e familiare, e non limitato ai soli casi di mesotelioma. Quindi, che si estenda a tutti i casi di patologie asbesto correlate e, soprattutto, senza che un’eventuale liquidazione di questo importo possa presupporre il venir meno del diritto alla rendita e/o al risarcimento dei danni”, dichiara il Presidente dell’ONA.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ringrazia il Presidente del Fondo Vittime Amianto, Dott. Giuseppe D’Ercole, per l’impegno assunto in materia di sensibilizzazione e di informazione. Inoltre, per permettere la liquidazione di importi residui, rispetto alla dotazione, in ragione dell’esiguità dei singoli indennizzi.

    Fondo Vittime Amianto: aggiornamenti 2022

    In base alla Finanziaria 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178 punto 356 e ss), l’INAIL dovrà erogare la prestazione del Fondo Vittime Amianto nella misura percentuale del 15% della rendita in godimento, unitamente al rateo di rendita corrisposto mensilmente. Sarà cumulabile con altri indennizzi spettanti alla vittima.

    Inoltre la Circolare INAIL n. 25 del 27 settembre 2021 stabilisce:

    • prestazione una tantum di 10.000 euro per i malati di mesotelioma non di origine professionale;
    • estensione delle prestazioni anche alle Unioni Civili;
    • maggiorazione contributiva utile ai fini pensionistici per i lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario.

    Tutela Fondo Vittime Amianto: consulenza gratuita

    È possibile richiedere la propria consulenza per ottenere l’assistenza medica e legale chiamando il numero verde o compilando il form.

    Numero tutela fondo vittime amianto
    Whatsapp tutela fondo vittime amianto

    Parla il Presidente del Comitato Fondo Vittime dell’Amianto

    Fondo Vittime Amianto
    Fondo Vittime Amianto

    Inail promuove un opuscolo informativo sul Fondo Vittime Amianto

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe D’Ercole, Presidente del Comitato Amministratore del Fondo Vittime dell’Amianto.

    “L’istituzione del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA) con la legge finanziaria del 2007 è stata una decisione di grande valore morale e di solidarietà  sociale. La prima formulazione limitava le prestazioni solo alle vittime professionali, cioè ai malati per esposizione lavorativa. La prima legge di stabilità del governo Renzi , la legge n.190 del 23 dicembre 2014, al comma 116 dell’art.1  ha poi sancito lestensione della  prestazione erogata dal Fondo per le vittime dell’amianto ai malati di mesotelioma  riconducibile a esposizione non professionale all’amianto stabilendo che gli aventi diritto alla prestazione sono tutti i soggetti che nel periodo 2015-2017 risultino affetti da mesotelioma contratto “o per esposizione familiare a lavoratori impiegati in Italia  nella lavorazione dell’amianto, ovvero per esposizione ambientale comprovata”,  avvenuta sul territorio nazionale.

    I diritti delle vittime amianto e dei loro familiari

    Il risarcimento previsto, ad oggi, non è ancora paragonabile alla sofferenza e ai disagi che queste persone e i loro familiari sono costretti ad affrontare: parliamo di 5.600€. Una cifra impostata in termini prudenziali per far fronte agli alti numeri stimati di coloro che ne avrebbero avuto diritto. Non si aveva una effettiva cognizione del corretto e totale esborso e per questo si aveva un approccio prudenziale rispetto alla capacità di far fronte alle richieste con un valore dell’una tantum più alto.

    Ad oggi considerando il numero delle domande pervenute circa 420, fortemente al di sotto delle domande attese. Circa 4.200 , in riferimento al biennio 2015-2016 , possiamo agire in due direzioni. La prima è una forte campagna di informazione sulle prestazioni del FVA. Per questo mi sento di ringraziare la Direzione delll’Inail per la prontezza e disponibilità a dare un contributo diretto ad una campagna di informazione sulle prestazioni del FVA. Realizzando un opuscolo anche in modalità Pdf che a partire dal 28 Aprile , Giornata mondiale di lotta all’amianto e alle morti per lavoro, sarà disponibile sul sito dell’istituto. La seconda considerazione è che molto probabilmente possiamo anche valutare sia la possibilità di rendere stabile il trattamento del FVA oltre il periodo sperimentale che la legge limita al triennio 2015 – 2017 e sia la possibilità di incrementare il valore economico della prestazione dell’una tantum.

    Presentazione domanda all’INAIL

    Comunichiamo, intanto, a tutti coloro che volessero presentare la domanda che è possibile rivolgersi presso gli sportelli Inail e gli uffici del patronato. E di non considerare le date indicate nelle circolari dell’Inail come date perentorie. A partire dal 2015, i malati di mesotelioma avranno diritto al risarcimento sopra indicato, richiedendo e compilando il modulo 190 new. Anche gli eredi, hanno la possibilità di far richiesta di risarcimento, attraverso il modulo 190/Enew.

    Quindi a tutti coloro che al 1 gennaio 2015 erano in vita con diagnosi di mesotelioma, in caso di decesso dal 1 gennaio 2015 i loro eredi, e a tutti coloro che nel periodo dal 1 gennaio 2015 ad oggi e fino al 31 dicembre 2017 abbiano avuto o avranno una diagnosi di mesotelioma, e in caso di decesso i loro eredi, consigliamo di avanzare comunque la domanda all’Inail per  avere accesso alle prestazioni del FVA.  La segreteria della presidenza del Comitato amministratore del FVA , fermo restando il rispetto delle  normali procedure previste dall’Istituto e dalle attività di tutela dei patronati, per casi particolari ,   è disponibile a fornire eventuali ulteriori informazioni. Pertanto sono a disposizione il recapito email :

    presidentefondovittimeamianto@inail.it , ed anche un primo contato telefonico allo 06 54875565.

    Prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto

    Per i  malati “professionali” che usufruiscono già di una rendita da parte dell’Inail per patologie asbesto correlate, il FVA eroga dal 2008 una prestazione economica aggiuntiva in percentuale rispetto all’indennità Inail.

    Questa prestazione economica è partita con un incremento del 20% dell’indennità Inail nel 2008 e nel 2009. Poi si è andata riducendo fino al 13,8% del 2015.

    Questa riduzione avviene in quanto le entrate al FVA sono costanti ogni anno pari a 22 milioni di euro a carico dello Stato. 7,3 milioni a carico delle imprese . Mentre il numero di coloro che ne hanno diritto aumenta. In quanto ai titolari che vengono a mancare subentrano gli eredi e i nuovi malati per malattie asbesto correlati indennizzati dall’Inail che ogni anno si aggiungono a quelli precedenti. Pertanto bisognerà trovare una soluzione per non erogare ai prossimi malati professionali un’indennità aggiuntiva fortemente inferiore ai primi ma anche rispetto a quelli attuali.

    Inoltre bisognerà anche procedere ad una scadenza temporale stabile e ad una maggiore tempestività delle erogazioni del FVA. Bisognerà senz’altro riformulare il Regolamento dopo dieci anni di esperienza della sua funzionalità. Su questi aspetti il Comitato amministratore sta già cercando di sviluppare una riflessione per avanzare delle ipotesi di soluzione delle problematiche che stanno emergendo.

    Tutto questo comunque è ben documentato e rappresentato dall’opuscolo sulle prestazioni del Fondo per le Vittime dell’Amianto. L’Inail rende disponibile sul sito dell’Istituto dal 28 aprile di quest’anno.

    Grazie per la vostra attenzione e sensibilità”.

    28 aprile 2017, XII Giornata Mondiale Vittime Amianto

    Messa, vittime
    Messa

    Venerdì, 28 aprile, in occasione della XII Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, Don Palmiro Prisutto durante la consueta messa per la vita, presso la Chiesa Madre di Augusta, in provincia di Siracusa, ha rivolto una preghiera a tutte le vittime colpite da malattie derivanti dall’esposizione all’amianto.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, insieme al comitato tecnico scientifico, rappresentato dall’Onorevole, Dott. Pippo Gianni e Calogero Vicario (Coord. Regionale Ona Sicilia), ringrazia, pubblicamente, Don Palmiro Prisutto. Per la sensibilità che ha dimostrato nei confronti di tutti coloro che ogni giorno combattono per ottenere la giustizia che gli spetta.

    L’ONA sostiene l’opera di Don Palmiro

    L’ONA rinnova a Don Palmiro il proprio sostegno per tutte le future iniziative a tutela della vita e dell’ambiente e conferma che è dato corso alla presentazione della legge di INIZIATIVA POPOLARE per una tutela effettiva e preventiva delle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni, elaborata unitamente al Sacerdote di Augusta.

    Per leggere l’articolo pubblicato su La Gazzetta Augustana.