17.4 C
Rome
giovedì, Aprile 2, 2026
Home Blog Page 535

EcoX: l’ONA lascia la parola ai cittadini di Pomezia

EcoX incendio Pomezia cittadini
EcoX incendio Pomezia

Conferenza stampa: i tecnici risponderanno alle domande dei cittadini

Ad esempio, ad oltre 10 giorni dall’incendio dell’EcoX, tuttavia, si continua a parlare della colonna di fumo che ha messo in allarme i cittadini della città di Pomezia e dintorni.

Sono oltre 1.000 le segnalazioni pervenute all’unità di crisi costituita dall’ONA, a partire dal giorno successivo al disastro, e tante continuano ancora ad arrivare.

“Da venerdì – dichiara una signora – ho dei gravi problemi respiratori ed ho già mio nonno che è morto per l’amianto. Sinceramente non vorrei fare questa fine. Ho deciso di denunciare chi ha procurato questo disastro ambientale”. “Mi sono uscite sulla pelle delle macchie rosse ed entrambi gli occhi irritati” comunica preoccupato un residente.
Molte anche le mamme preoccupate per la salute dei propri figli: “Sono la mamma di un bambino di 5 anni che risiede nel comune di Pomezia. Vista l’aria irrespirabile di questi giorni ho preferito tenerlo a casa e non mandarlo a scuola. Non capisco come si sia potuta permettere la riapertura di alcuni istituti scolastici”.

Le domande irrisolte dei cittadini sul disastro dell’EcoX

Quante domande queste cittadini dovranno ancora porsi prima di avere un riscontro anche dalle istituzioni? Il Ministro Lorenzin che nella giornata di ieri (16 maggio 2017) si è recata sul luogo del disastro continua a rassicurareFortunatamente i dati dei campionamenti sui terreni e sugli alimenti ci dicono che le cose sono molto positive. Non abbiamo riscontri negativi. Anche il picco di diossina che c’è stato durante l’incendio è un picco prevedibile e ci aspettiamo che gli esami fatti nei giorni seguenti ci diranno che la situazione è tornata alla normalità. L’altro dato veramente molto positivo è che dalla centralina dell’Arpa messa sul comune di Pomezia non è stata rilevata la presenza di diossina, quindi possiamo stare abbastanza certi che i cittadini non abbiano avuto nessuna esposizione diretta né indiretta attraverso gli elementi”.

La necessità della prevenzione primaria

“Le segnalazioni continuano a pervenire insistentemente alla nostra unità di crisi. Riteniamo quindi opportuno incontrare anche personalmente i cittadini, in un’assemblea pubblica in cui si lascia loro la parola, al fine di toccare con mano, in contraddittorio anche con gli esperti, per rendere sempre più efficace la nostra attività sussidiaria. Fermo restando che ci costituiremo parte civile in un eventuale procedimento penale per chiedere il risarcimento dei danni, nel caso in cui la Procura della Repubblica di Velletri ritenesse ravvisabili ipotesi di reato ed, evidentemente, con la responsabilità anche dello Stato, del Ministero della Salute, la Regione Lazio, la ASL, il Comune.

Cioè tutte quelle istituzioni che a qualsiasi titolo erano costituiti titolari delle posizioni di garanzia. Proprio per questo noi dell’ONA abbiamo deciso di incontrare i cittadini per fornire una risposta a tutte le loro domande. Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Conferenza stampa aperta al pubblico

Sabato 20 maggio 2017, presso l’Hotel Enea, in via del Mare 83 a Pomezia, a partire dalle ore 16, si terrà una conferenza stampa aperta al pubblico, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto. Durante l’evento, infatti, verranno forniti tutti gli aggiornamenti sulla questione Pomezia e, di conseguenza, la popolazione avrà l’opportunità di rivolgere domande ai tecnici messi a disposizione dall’ONA. Inoltre, sarà possibile interagire direttamente con gli esperti per chiarimenti individuali.

L’evento verrà trasmesso in diretta streaming.

Parteciperanno all’incontro:

  • – Avv. Ezio Bonanni: Presidente Osservatorio Nazionale Amianto ONA ONLUS
  • – Sig.ra Antonella Franchi: Coordinatore Osservatorio Nazionale Amianto ONA ONLUS
  • – Dr. Pietro Giannone: Tecnico della prevenzione
  • – Sig. Franco Cucinieri: Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS
  • – Dr. Arturo Cianciosi: Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS
  • -Prof. Francesco Pesce: Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS

L’ONA e i suoi esperti risponderanno a tutte le domande dei cittadini.

Gli esperti sono disponibili a rispondere singolarmente a tutti coloro che faranno richiesta per email, in modo tale da poter programmare un ordine di ricevimento.

Nel caso di difficoltà nell’inoltro dell’email, potrà essere contattata l’unità di crisi dell’ONA al n. 0773-511463.

Strage di amianto in Sicilia e malasanità: il caso Fincantieri

Strage di amianto in Sicilia
Strage di amianto in Sicilia

Strage di amianto in SiciliaStrage di amianto in Sicilia. Terra flagellata dall’amianto che continua a mietere vittime, come denunciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto fin dall’autunno del 2008, e grazie all’impegno del Parlamentare Nazionale Regionale Dott. On.le Pippo Gianni (componente Comitato Tecnico Scientifico ONA), del Presidente Avv. Ezio Bonanni, e del Sig. Calogero Vicario (Coordinatore Regionale ONA), l’assemblea regionale siciliana si è dotata di uno strumento legislativo all’avanguardia: la legge regionale 10 del 29.04.2014.

Fincantieri news: 1 milione alla famiglia dell’operaio morto (2022)

Il rischio amianto Fincantieri è ormai stao riconosciuto in diverse sentenze. L’ultima è quella del 30/12/2021 del Tribunale di Torre Annunziata n. 2030.

Grazie alla tutela legale dell’ONA, attravesro il suo presidente, avvocato Ezio Bonanni, la famiglia di un 74enne morto per mesotelioma riesce ad ottenere un risarcimento di quasi un milione di euro.

L’Inail aveva concesso soltanto un’indennità di 30mila euro in totale alla moglie e ai figli dell’ex dipendente Sait, impiegato in Fincantieri per la coibentazione delle navi.

Si tratta di un provvedimento (leggi la sentenza a questo link) importante che ribadisce i diritti dei lavoratori esposti ad amianto.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano da sempre i lavorati esposti all’amianto nei cantieri navali, tra i quali quello di Casetllammare si Stabia, dove era impiegato il 73enne, ma anche di Palermo e di tutti gli altri cantieri in tutta Italia.

Sono state tantissime, infatti, le patologie asbesto correlate nel settore della cantieristica navale, dovute proprio all’impiego della fibra killer sulle imbarcazioni.

I dati si possono leggere nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail e quelli più aggiornati nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2021”.

Muscatello di Augusta: un’attesa infinita

La legge regionale 10/2014, all’articolo 8 stabiliva anche la creazione di un centro regionale per la terapia e cura presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, e prevedeva la costituzione di un cronoprogramma che, se rispettato, avrebbe potuto salvare molte vite umane.

Nel convegno di Siracusa del 18.02.2017 organizzato dall’ONA, l’Avv. Ezio Bonanni, il Dott. On.le Pippo Gianni, il Sig. Calogero Vicario e Don Palmiro Prisutto, hanno denunciato la mancata istituzione del centro di riferimento per la diagnosi e cura delle patologie asbesto correlate.

Per questi motivi Don Palmiro Prisutto aveva auspicato un intervento più rigoroso dell’ONA e aveva descritto queste condotte chiamandole ‘vigliacche’.

L’ONA ha sollecitato Sua Eccellenza On.le Rosario Crocetta a dare esecuzione alla legge regionale, ovvero all’obbligo di tutela della salute nei termini di cui alla legge regionale 10/2014.

Strage di amianto in Sicilia, vittima di mesotelioma in Fincantieri

Il Sig. G.C., lavoratore/scoibentatore nel cantiere navale Fincantieri, lamentando i sintomi propri del mesotelioma e si rivolge alle strutture sanitarie palermitane in particolare l’Azienda Ospedaliera di Palermo.

Il mesotelioma non viene diagnosticato se non qualche giorno prima della morte, dopo una lunga agonia da ottobre 2013 a giugno 2015.

Questa condotta è stata denunciata dai familiari della vittima, con richiesta di risarcimento dei danni, nella misura che non sarà inferiore ai €5.000.000.

La strage di amianto in Silcilia ha costretto decine di lavoratori privi di sorveglianza sanitaria a dei pellegrinaggi in altre regioni d’Italia, e in ogni caso soltanto con il sostegno dei medici volontari dell’ONA, e dello stesso On.le Pippo Gianni.

Strage di amianto in Sicilia: dichiarazione avvocato Bonanni

Continueremo ad essere presenti nella regione Sicilia: non possiamo tollerare che un territorio magnifico, continui ad essere sventrato da una attività industriale che non rispetta l’ambiente e la dignità della persona umana: ci riferiamo al triangolo della morte – Gela, Ragusa e Priolo/Augusta – ma anche a Palermo e alla Valle del Mela.

Rendo omaggio ai lavoratori siciliani caduti a migliaia per via dell’amianto: dovrebbero essere ricordati e gli altri salvati.

Non la pensa così però il Presidente della Regione, sempre assente alle nostre assemblee. Confido nell’auspicato intervento del Presidente della Regione anche per velocizzare le pratiche burocratiche per il risarcimento dei danni sofferti dai familiari di C.G. oltre che per istituire il centro regionale amianto di Augusta” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

Il sostegno dell’Onorevole Pippo Gianni

Interviene anche l’On.le Pippo Gianni “Sono molto amareggiato per tutta questa situazione. La gente continua a morire e chi dovrebbe tutelarci non lo fa. L’amianto è come la Dea Fortuna, Bendata, e può colpire chiunque.

L’unico strumento a nostra disposizione è la prevenzione primaria che può esser fatta grazie alla Legge 10 del 2014, da me ideata predisposta e fatta approvare in Assemblea Regionale Siciliana, che prevede il coinvolgimento dei comuni, per monitorare e raccogliere l’amianto per portarlo a discarica per essere inertizzato.

I comuni più attivi, attraverso la Legge, hanno una premialità. La legge prevede, inoltre, che l’ospedale Muscatello di Augusta diventi centro di riferimento regionale per il monitoraggio, prevenzione, diagnosi e cura per le malattie amianto e asbesto correlate“.

Il racconto dell’On. Gianni

L’On. Le sostiene l’iniziativa dell’Avv. Ezio Bonanni e del Coordinatore Regionale Sig. Calogero Vicario che interviene energicamente: “Non possiamo più tollerare che in Sicilia non venga istituita la sorveglianza sanitaria.

Io sono un ex lavoratore dell’ Industrie Meccaniche Siciliane Siteco, Aziende metalmeccaniche, che si sono succedute nello stesso sito operativo, mai sottoposto a nessun tipo di bonifica di Priolo Gargallo, all’interno  del polo petrolchimico più grande d’Europa, Io sono un lavoratore metalmeccanico, ho la patologia riconosciuta, ma mi è stata diagnosticata presso il Policlinico di Siena, presso cui è in essere una unità operativa specializzata per la sorveglianza.

L’On.le Pippo Gianni era riuscito a trovare l’unanime consenso per portare la Sicilia all’avanguardia. Invece nulla, la legge non è stata attuata. I miei colleghi continuano a morire e le istituzioni rimangono ferme. Lotterò fino alla morte per portare nella nostra amata Sicilia la legalità. In particolare contro quelle aziende del nord che ci hanno colonizzato, che hanno sventrato la nostra Regione con produzioni inquinanti e dannose e facendo risultare il PIL in Lombardia, tutto con il nostro sangue.

Dobbiamo lottare e vincere per la vita, quella nostra e quella dei nostri figli. Ecco perché rivolgo un appello al Presidente della Regione, Sua Eccellenza, On.le Crocetta perché disponga la bonifica, la sorveglianza e anche l’applicazione dei benefici amianto per il prepensionamento, secondo la piattaforma rivendicativa dell’ONA già da tempo formalizzata presso le Autorità competenti”.

Strage di amianto in Sicilia: i numeri

In Sicilia l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” , si calcolano ogni anno complessivamente non meno di 600 decessi nella sola Sicilia.

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale.

Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.

Per ulteriori fonti:

– Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);

– Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa;

– Studio epidemiologico Sentieri – Priolo Gela –Milazzo

L’ONA diffonde il Bando Inail per lo smaltimento amianto

Bonifica Amianto
Bonifica Amianto

Cosa è successo dopo la legge del 1992?

A 25 anni dalla legge 257/1992 che prevede la cessazione dell’utilizzazione dei prodotti contenenti amianto, in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiale contaminato, un rischio reale e concreto per tutta la popolazione. Serve la bonifica.

L’amianto è presente ovunque, dagli edifici pubblici a quelli privati, dagli ospedali alle tubature degli acquedotti. Soprattutto ad oggi sono ancora 2400 le scuole che pongono a rischio circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non docenti.

In Italia sono oltre 6000, e 107.000 nel mondo, i decessi per via delle diverse patologie che l’amianto provoca (mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed inspessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari). Un bollettino di guerra che miete vittime più dei terroristi.

Le parole del presidente ONA

“L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a rivolgersi alle istituzioni e ai sindaci dei comuni d’Italia affinché si proceda con la bonifica di tutti i siti pericolosi. Non si può continuare a giocare con la vita delle persone”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA. “Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo.

Vorremmo che venisse seguito l’esempio del Comune di Napoli, che in modo virtuoso, come sostenuto da ONA, prevede la possibilità di impiegare lavoratori in mobilità, prevedendo un’integrazione dello stipendio, per lo smaltimento dell’amianto. Ovviamente si tratterebbe di persone precedentemente formate e non improvvisate che, attraverso l’utilizzo di una struttura mobile, provvederebbero a rimuovere l’amianto e a portarlo direttamente in discarica a costo zero. Tutto questo porterebbe ad un sostanziale risparmio per l’intera società, in quanto un minor numero di malati porta ad un minor costo di spese sanitarie e sociali”.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’INAIL per la bonifica

L’Osservatorio Nazionale Amianto, sostiene e diffonde il Bando Inail, con scadenza 5 giugno 2017, relativo allo smaltimento e alla bonifica dell’amianto.

L’Inail, tramite il Bando Isi 2016, valido fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017, rende disponibili complessivamente 244.507.756€.

I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Le tipologie di progetto finanziabili sono:

  • Progetti di investimento
  • Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

Il contributo pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130.000€.

Prima fase: domanda online e download del codice identificativo

Per accedere alla procedura di compilazione della domanda l’impresa deve essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online (nome Utente e Password). Per ottenere le credenziali sarà necessario effettuare la registrazione sul portale Inail. Nella sezione “Accedi ai servizi online”, entro e non oltre le ore 18.00 del 3 giugno 2017.

Dal 12 giugno 2017 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda. Effettuandone la registrazione attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”. Potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca.

Seconda fase:invio del codice identificativo (click-day)

Le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al finanziamento. Utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda e ottenuto mediante la procedura di download.

Le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 12 giugno 2017.

Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità al finanziamento, saranno pubblicati entro sette giorni dal giorno di ultimazione della fasi di invio del codice identificativo.

Terza fase: invio della documentazione a completamento della domanda

Le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

Per accedere alla domanda completa e avere tutte le informazioni dettagliate potete seguire il seguente link.

Home- Attività – Prevenzione e sicurezza – Agevolazioni e finanziamenti – Incentivi alle imprese – Bando Isi 2016

Terremoto: evento ineludibile

Terremoto
Terremoto

L’ONA vi invita al prossimo appuntamento a Montalto Uffugo (CS)

Il Comitato dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Cosenza, di intesa con ONA Nazionale e con il Presidente, Avv. Ezio Bonanni, continua nell’intrapreso percorso formativo di educazione ambientale denominato “Conoscenza e Tutela della Salute Ambientale” su diversi temi che possono contribuire alla crescita culturale e sociale degli studenti frequentanti le scuole superiori del territorio. Questa iniziativa è stata promossa per fare luce sul rischio terremoto.

L’incontro del 19 maggio, che è il secondo del percorso, verterà sul pericolo sismico con particolare attenzione al territorio calabrese, classificato ad alto rischio.

Terremoto tra gli argomenti trattati

Affrontati diversi temi, tra i quali segnaliamo: come hanno origine i terremoti; le forme di prevenzione possibili per ridurre le conseguenze del sisma, evento purtroppo ineludibile; l’analisi del comportamento delle strutture alle sollecitazioni sismiche; l’evoluzione della normativa tecnica.

Le relazioni saranno tenute dal geologo Francesco Falco, già dirigente del Centro Geologia e Amianto dell’ArpaCal e membro del Comitato Scientifico dell’ONA, e dall’ing. Giuseppe Infusini, Coordinatore ONA Cosenza; i lavori saranno moderati dall’avv. Patrizia Coschignano. Il Sindaco di Montalto Uffugo, avv. Pietro Caracciolo, concluderà i lavori.

Per info: onacosenza@gmail.com.

USL Toscana Nord Ovest e malasanità

Amianto a Rosignano, Posarelli
Giustizia per Romano Posarelli: una sentenza contro l’Asl Toscana e un passo avanti nella tutela dei lavoratori esposti all’amianto

Posarelli Romano, un’altra vittima dello stabilimento chimico Solvay

Il tumore non era diagnosticato. Il medico curante del Sig. Posarelli Romano, dipendente dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, ritenne anche quando i sintomi erano imponenti di somministrare al paziente una terapia antibiotica. Trascurando completamente l’anamnesi lavorativa. Siamo dunque di fronte all’ennesimo caso di malasanità.

ausl toscana

Fu in seguito alla presenza in Rosignano dell’Avv. Ezio Bonanni, nell’ottobre 2010, ad accendere i riflettori e il sospetto che potesse trattarsi di un tumore polmonare da esposizione ad amianto, tanto che il figlio, Sig. Posarelli Massimiliano, recatosi dal medico curante, sollecitò degli accertamenti strumentali specifici, eseguiti i quali ormai non c’era più tempo. Il cancro aveva invaso tutto l’organismo e il lavoratore è deceduto il successivo 18.11.2010, anche per negligenza e malasanità.

Particolarmente toccante è il momento della morte. Era la sera del 17.11.2010 e Romano disse alla moglie Maria Luisa: “vado a distendermi sul divano, ora devo andare”.

Maria Luisa prese sonno e al suo risveglio Romano era deceduto, disteso sul divano.

L’importanza della sorveglianza sanitaria

Romano si poteva salvare, se fosse stato sottoposto a una sorveglianza sanitaria. Che, dopo il pensionamento, è a carico delle ASL, e nel nostro caso tale sorveglianza è mancata totalmente. Nonostante in Solvay in quel periodo e per quelle mansioni ci fosse esposizione ad amianto.

L’INAIL ha riconosciuto l’origine professionale della patologia del Sig. Posarelli Romano. Attivata la procedura di mediazione, la medesima, in data 15.05.2017, è naufragata.

A questo punto il Sig. Massimiliano Posarelli procederà per vie giudiziarie con una causa di risarcimento danni che verrà affidata all’Avv. Ezio Bonanni e che porterà alla richiesta di risarcimento dei danni. Prima di tutto per la tardiva diagnosi e l’errata somministrazione di antibiotici, e poi per la carenza di sorveglianza sanitaria. Avrebbe permesso una diagnosi precoce e quindi una tempestiva cura del tumore.

I diritti della famiglia e l’azione dell’ONA

Non posso accettare che mio padre sia morto invano. Trovo incredibile che la USL Toscana Nord Ovest abbia violato precise norme di diritto comunitario. Che impongono la sorveglianza sanitaria a carico delle ASL dopo la risoluzione del rapporto di lavoro. Solo ora la Regione Toscana si è convinta e infatti è di circa un mese fa l’annuncio dell’avvio della sorveglianza sanitaria, e allora perché non è stata fatta prima?” dichiara il Sig. Massimiliano Posarelli, figlio della vittima, esso stesso affetto da patologia asbesto correlata e coordinatore regionale ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già attivato numerose azioni giudiziarie a carico delle ASL per la violazione degli obblighi di sorveglianza sanitaria in varie regioni d’Italia, dalla Campania come alla Liguria, dalla Sicilia fino al Friuli Venezia Giulia, e ora anche la Toscana, anche se questa regione si è ora avviata ad effettuare questi servizi. Speriamo che gli esami siano quelli prescritti dal protocollo ONA, altrimenti ci sarà materia per gli avvocati, però noi auspichiamo che non siano necessari i tribunali perché sono vite umane che vengono sacrificate ancora e sempre sull’altare del profitto” dichiara la Sig.ra Antonella Franchi, del coordinamento nazionale ONA.

Non ne possiamo più di queste lesioni alla sacralità della vita umana” dichiara il Sig. Antonio Dal Cin, del coordinamento nazionale ONA, un vero e proprio leone che ora ha dismesso la divisa da finanziere perché malato di asbestosi e divenuto un vero guerriero dei diritti civili e della sacralità della vita umana, coordinatore anche dello sportello SOS Amianto – Pronto Soccorso Amianto.

Nota di approfondimento

Normativa e giurisprudenza in materia di sorveglianza sanitaria per esposti e vittime dell’amianto.

La responsabilità della ASL discende anche dalla violazione dell’obbligo dello screening sanitario. “Si allargano le maglie della colpa medica fino a ricomprendere gli esami non obbligatori. L’omissione di uno screening di massa da parte del “camice bianco” poco scrupoloso, anche se non previsto dalla legge, fa infatti scattare la responsabilità del medico e, di conseguenza, dell’ente ospedaliero per i relativi danni riportati dal paziente per detta omissione” (Cassazione Civile, Sez. III, 02.02.2005, n. 2042).

La ASL convenuta ha violato l’obbligo giuridico di sottoporre i lavoratori esposti professionalmente ad amianto ad una serie di controlli e verifiche per il tempo successivo alla risoluzione del rapporto lavorativo: D.P.R. n°1124/65 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) che disponeva la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti all’amianto tramite visita medica preventiva (art.157) e, ad integrazione della stessa, radiografia del torace (art.160); il D.M. 21.1.1987 (recante Norme tecniche per l’esecuzione di visite mediche periodiche ai lavoratori esposti al rischio di asbestosi), che modificava tale protocollo sanitario, sostituendo la radiografia del torace con la ricerca di almeno tre dei seguenti indicatori, a scelta, a seconda della concentrazione delle fibre inalate:

– corpuscoli dell’asbesto nell’espettorato;

– siderociti nell’espettorato;

– crepitii basilari molto fini e persistenti nel tempo;

– insufficienza ventilatoria restrittiva;

– compromissione della diffusione alveolo-capillare dei gas.

Sorveglianza sanitaria: cosa prevede la legge?

Il D.Lgs. 277/91 all’art.4 comma1 lett. p (misure di tutela) prevedeva, in caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, il prolungamento del controllo sanitario dopo la cessazione dell’attività comportante l’esposizione stessa. Il medesimo decreto, all’art.29 comma 4 (controllo sanitario) prevedeva l’obbligo per il medico competente di fornire ai lavoratori adeguate informazioni circa la necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comportava l’esposizione all’amianto o a materiali contenenti amianto. Tale obbligo era ribadito dall’art.17 comma 1 lett. e e dall’art. 69 comma 6 del D.Lgs. n°626/94, ora abrogato e sostituito dal D.Lgs. n°81/2008 il quale conferma, all’art.259 comma 2, l’obbligo di un controllo sanitario, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, nel rispetto delle norme comunitarie.

La Direttiva 477/83/CEE (sesto considerando), cui ha fatto seguito la Direttiva 148/2009/CE, che all’art. 18, 2° comma, fa riferimento agli esami specifici del torace cui il lavoratore deve essere sottoposto almeno ogni 3 anni (e nella legislazione interna a carico della ASL) e nel 4° comma, stabilisce espressamente che “ai lavoratori devono essere forniti informazioni e consigli relativi a qualsiasi accertamento della loro salute cui essi possono sottoporsi dopo la fine dell’esposizione. Il medico o l’autorità preposta alla sorveglianza medica dei lavoratori possono segnalare la necessità di proseguire la sorveglianza medica dopo la fine dell’esposizione per il periodo di tempo da essi ritenuto necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato.

Tale sorveglianza prolungata avviene in conformità delle legislazioni e/o delle prassi nazionali”, con un obbligo di sorveglianza che è ancorato sul quinto considerando “misure preventivi ai fini della protezione della salute dei lavoratori esposti all’amianto e del impegno previsto dagli Stati Membri in materia di sorveglianza della salute di detti lavoratori sono importanti” e ancora al quindicesimo considerando “ai fini di un’individuazione precoce delle patologie dovute all’amianto è opportuno prevedere, alla luce delle conoscenze mediche più recenti, raccomandazioni pratiche per la sorveglianza clinica die lavoratori esposti”.