Home Blog Page 521

Morte Mariam Moustafa: l’ONA chiede giustizia e verità

Mariam Moustafa, ONA
Mariam Moustafa

Bulli assassini. Speriamo nella giustizia

Diventa sempre più aperta l’indignazione della comunità italo egiziana, e italiana tutta,  per la notizia del decesso della giovane Mariam Moustafa. La diciottenne italo egiziana nata e cresciuta ad Ostia. Deceduta il 14 marzo dopo l’aggressione subita da un gruppo di ragazze lo scorso 20 febbraio, a Nottingham, in Inghilterra, dove viveva. La giovane vittima era stata già aggredita per tre volte in circostanze diverse, ma analoghe. Ricoverata e dimessa, sino al pestaggio definitivo avvenuto alla fermata del bus all’esterno del Victoria Centre, in Parliament Street.

Era la vittima predestinata di una gang di bulle, forse perché di origine egiziana, e forse anche perché era nata e vissuta in Italia. Ciò nonostante i tabloid e la stampa inglese prendono le distanze ed escludono finora l’ipotesi di un crimine di matrice razziale.

La civile Inghilterra che pretendere di diffondere il suo verbo nell’intero globo, tanto da imporne anche la sua lingua, rimane quasi muta di fronte ad un crimine spietato. Che vede coinvolti anche medici negligenti e autorità incapaci di proteggere la salute e l’incolumità di questa giovane ragazza. Strappata alla vita all’età di 18 anni.

L’ONA, Onlus che si pone al fianco dei cittadini per la difesa di tutti i loro diritti, non solo quelli che concernono la tutela della salute e dell’ambiente. Crede che le Istituzioni italiane, mute, cieche e sorde, e animate da omuncoli interessati solo alle loro poltrone e ai loro vitalizi, debbano chiedere piena luce, anche sulle responsabilità della polizia inglese, su quello che è accaduto.

L’ONA al fianco dei cittadini per la difesa dei loro diritti

Il triste episodio ci coinvolge in prima linea e non possiamo non rivolgere un pensiero di solidarietà per la famiglia. In particolare per il padre e la madre che negli anni hanno fatto numerosi sacrifici per tirare su questa ragazza, in uno dei quartieri più difficili di Roma, quello di Ostia. Per poi trasferirsi in Inghilterra ed assicurare alle figlie un futuro prospero, certamente non ottenibile attualmente in Italia.

Oggi negli uffici della procura di Roma si terrà un vertice per fare il punto sulle indagini legate alla morte della ragazza. Ma ci chiediamo quale posizione prenderà il Ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano? Lui che non si è sottoposto al giudizio del voto popolare ed è scappato di fronte alle urne. Forse perché probabilmente, il suo risultato elettorale sarebbe stato da prefisso telefonico. Pertanto, lo invitiamo a trovare il coraggio, almeno in questa occasione, di lottare per ottenere chiarezza e giustizia.

Questa ragazza, come tanti connazionali sparsi in ogni angolo del mondo, ha pagato anche l’incapacità dello Stato Italiano di trattenere i giovani, di dare loro un lavoro dignitoso e una speranza per il futuro. Non servono i redditi di cittadinanza, né la demagogia politica di chi specula sulla sofferenza, ma è necessario dare ai giovani un lavoro dignitoso. Perché siano veramente liberi e indipendenti. Siamo convinti che un reddito di cittadinanza sia la misura di schiavitù del politico di turno. E, soprattutto, una forma che ne calpesta la dignità e la professionalità.

L’Osservatorio Nazionale Amianto partecipa al dolore, unanime, per il vile assassinio della giovane italo egiziana Miriam Moustafa. Nel caso di opacità delle autorità britanniche, preannuncia un’azione di protesta sotto l’ambasciata inglese in Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di avere un corpus istituzionale attivo e vigile sulla tutela dei nostri connazionali nel mondo.

Licenziato per la richiesta di bonifica amianto

bonifica Ferrovie dello Stato
Ferrovie dello Stato

Antonio Pulitanò è un ex funzionario fino al 28.10.2017 presso la sede di Reggio Calabria della società Trenitalia, presso l’impianto I.M.C.C. (Impianto Manutenzione Carrozze e Corrente). Il protagonista della nostra storia ha perso il lavoro per aver chiesto la bonifica amianto.

È stato licenziato per aver combattuto una battaglia di legalità e giustizia contro l’amianto: “Gli operai – dichiara Antonino – erano ogni giorno a contatto con le fibre di amianto e tra questi operai c’era proprio Saverio mio fratello, che ha perso la vita nel 2003”.

Antonino, dopo la tragica fine del fratello, si è impegnato per ottenere la bonifica dell’amianto, essendo per altro stato nominato responsabile per la sicurezza dei lavoratori.

Antonino Pulitanò ha pagato anche un altro costo: è stato licenziato. Un licenziamento evidentemente mosso in seguito all’impegno contro l’amianto presente in F.S.: una misura ingiustificata ed ingiusta.

Un licenziamento avvenuto per giusta causa

Una storia al contrario, un’ingiustizia di un’azienda di stato che continua a negare il rischio amianto e il diritto al risarcimento dei danni alle vittime.

Antonino Pulitanò, lo scorso 2 marzo 2018, ha effettuato l’ennesima denuncia relativa alla presenza di amianto e ha chiesto che venisse effettuata la bonifica.

Lo scorso 02.03.2018, presso il C.C per la Tutela Ambientale Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, in qualità di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza contro i dirigenti locali del gruppo ferroviario: l’Ona si costituirà parte civile.

L’ONA è parte civile nel processo penale

Rimarremo in attesa delle decisioni della Procura della Repubblica. Se ci sarà il Processo penale noi ci costituiremo parte civile.

Abbracciando la causa della salute dei suoi colleghi, il Sig. Pulitanò non si rassegna e con determinazione da anni porta avanti la battaglia contro l’amianto e contro un’azienda che osserva con indifferenza la triste sorte dei suoi dipendenti.

Infatti, il battagliero rappresentante porta all’attenzione delle autorità competenti la presenza di materiali di amianto del capannone di Trenitalia, in Reggio Calabria.

In relazione all’edificio Rimessa TE sui binari 11 e 12 dell’Impianto di Manutenzione Corrente, iniziata il 22.01.2018.

Quando la salute diventa causa di licenziamento

L’ex funzionario Trenitalia ha lamentato una scarsa attenzione per la salute dei lavoratori rispetto al rischio amianto, in riferimento alle bonifiche in corso, eseguite da ditte terze, che però erano adeguatamente equipaggiate.

In data 10.02.2018, ha peraltro formalmente comunicato tali atti e circostanze anche all’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria le modalità inerenti alle azioni di bonifica del capannone di Trenitalia.

L’Ona ha reso pubblici i dati epidemiologici: n. 500, casi di mesotelioma tra i ferrovieri. Solo la punta dell’iceberg, sono migliaia i decessi per patologie asbesto correlate. Noi ci siamo e ci saremo accanto al Sig. Antonino Pulitanò e di tutti i ferrovieri vittime dell’amianto.

Decessi asbesto correlati in Sicilia

Sicilia
Sicilia

Prima di indire una manifestazione in Sicilia, Regione in cui già si stava aprendo un varco, l’ONA delega la Commissione Salute ARS a discutere di un problema che ogni anno porta alla morte di centinaia di lavoratori esposti a fibre di asbesto.

Anche nell’amianto esiste la parola “mafia”

La regione Sicilia in Italia è una delle più colpite dalle patologie asbesto correlate.

Tanto che si parla di una vera e propria mafia. Si perché è silente e uccide sotto gli occhi delle Istituzioni che ormai da troppo tempo sembrano indifferenti.

I dati dell’ONA sono preoccupanti: con un censimento che stima oltre 900 mesoteliomi soltanto nel periodo 2000-2011, i decessi causati dall’asbesto sfiorano numeri improponibili e inaccettabili.

Per questa ragione il prossimo 20 marzo 2018 verrà indetta un’audizione presieduta dalla Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Sicilia costituita dal Dott. Giovanni Giattino, coordinatore ONA della città di Palermo. Il Dott. On.le Pippo Gianni, componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA e dal Sig. Vicario Calogero (di cui abbiamo scritto già in questa occasione), coordinatore ONA della città di Siracusa.

Nel corso del programma si discuterà dell’inammissibile mancanza di ossequio nei confronti di quelli che sono o dovrebbero essere i diritti fondamentali dei lavoratori esposti all’amianto dell’intera Sicilia.

Sono 150 gli operai esposti all’asbesto, che rischiano la propria salute, abbandonati dalle istituzioni e privati della giusta sorveglianza sanitaria.

Tutto ciò accade in concomitanza ad un inverosimile ed irrazionale rifiuto da parte dell’INPS all’erogazione di un incremento contributivo come conseguenza di una legittima causa quale quella dell’esposizione a fibre di amianto.

L’ONA attraverso la voce del Presidente Nazionale, l’Avv. Ezio Bonanni, denuncia l’inottemperanza della Legge Regionale Amianto, delegando la Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, ad esaminare la persistenza di una condizione istituzionale ancora così gravosamente retrograda.

Soltanto pochi giorni fa a carico della Regione Sicilia è stato notificato il primo atto di citazione per risarcimento danni conseguente al decesso di un operaio ammalatosi di Mesotelioma.

Il lavoratore in questione, il sig. C.G. ha ricevuto una diagnosi con ben tre anni di ritardo e soltanto pochi giorni prima del suo decesso. 

Il parere dell’avv. Ezio Bonanni sulla strage in Sicilia

Ciò che l’Avv. Ezio Bonanni tende a precisare in casi simili, è la deleteria carenza di un istituzione, presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, del Centro Regionale Amianto; indispensabile ai fini di una corretta e precoce diagnosi nonché cura delle patologie asbesto correlate.

A tal proposito, l’Avv. Ezio Bonanni dichiara come l’amianto si configuri come prima piaga della regione Sicilia.

“Ancor più della mafia, uccide e per di più si potrebbe parlare di una mattanza di Stato, per le quali le vittime non hanno nemmeno diritto di essere definite tali, in quanto le Istituzioni continuano a confutarne la perniciosità.

Ciò che chiederemo nel corso della prossima audizione, riguarderà i tempi necessari affinché la Regione Sicilia fornisca dell’attrezzatura essenziale il Nosocomio Muscatello di Augusta.”

L’ONA chiederà inoltre che vengano concesse le pensioni contributive per i lavoratori del Centro Elettronico, ex Banco di Sicilia, divenuto in seguito Capitalia Informatica in Palermo.

“Auspico che la giornata di martedì diventi un momento di risoluzione almeno per questi operai” ha precisato il Presidente Nazionale dell’ONA.

Il coordinatore ONA di Palermo, Giovanni Giattino ha voluto ringraziare il Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni per aver sostenuto con tenacia il prosieguo delle attività volte alla risoluzione di un problema molto grave quanto attuale: “Debbo ringraziare il Presidente Ezio Bonanni per l’impegno profuso a sostegno della nostra iniziativa” ha dichiarato il coordinatore.

L’aspettativa sta nella ricezione concreta delle richieste sull’osservanza dei diritti e della sorveglianza sanitaria.

In caso contrario, è ipotizzabile la prosecuzione di una manifestazione già preannunciata e al momento sospesa.

Nella sola Regione Sicilia, l’ONA stima in più di 600, i decessi per patologie asbesto correlate nell’anno 2016. Un numero che fa riflettere sulla gravità di un problema tristemente attuale.

Anna Silvestrini

L’ONA chiede la bonifica totale dei siti ferroviari

Bonifica
Bonifica

Dati epidemiologici allarmanti sulla base delle segnalazioni

Soffiano forte i venti della guerra fredda tra i ferrovieri e Trenitalia di Reggio Calabria. In un climax che assume toni sempre più gelidi nella lotta contro l’amianto e per la tutela della salute dei lavoratori del settore rotabile e ferroviario.

La lunga battaglia legale, condotta all’interno delle aule giudiziarie e davanti le telecamere dei programmi tv, ha avuto inizio con l’impegno di Antonino Pulitanò. Ex funzionario fino al 28.10.2017 presso la sede di Reggio Calabria della società Trenitalia. In particolare presso l’impianto I.M.C.C. (Impianto Manutenzione Carrozze e Corrente), in Reggio Calabria che ha effettuato delle segnalazioni lo scorso 02.03.2018, presso il C.C per la Tutela Ambientale Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, in qualità di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza contro i dirigenti locali del gruppo ferroviario.

Abbracciando la causa della salute dei suoi colleghi, il Sig. Pulitanò non si rassegna. Con determinazione da anni porta avanti la battaglia contro l’amianto e contro un’azienda che osserva con indifferenza la triste sorte dei suoi dipendenti. Infatti, il battagliero rappresentante porta all’attenzione delle autorità competenti la presenza di materiali di amianto del capannone di Trenitalia, in Reggio Calabria. In relazione all’edificio Rimessa TE sui binari 11 e 12 dell’Impianto di Manutenzione Corrente, iniziata il 22.01.2018.

L’ex funzionario Trenitalia ha lamentato una scarsa attenzione per la salute dei lavoratori rispetto al rischio amianto. In riferimento alle bonifiche in corso, eseguite da ditte terze, che però erano adeguatamente equipaggiate, e, in data 10.02.2018.

“Solo le Ferrovie dello Stato disconoscono il rischio amianto e soprattutto la presenza di amianto nei rotabili e nei suoi siti, anche contro l’evidenza dei fatti e il drammatico bilancio in termini di vite umane”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il rischio amianto certificato dal registro mesoteliomi

Proprio il rischio amianto, certificato dal Registro ONA dei mesoteliomi, oltre che dal registro tenuto dall’INAIL (n. 500, casi di mesotelioma), induce l’associazione ad intraprendere nuove iniziative giudiziarie, con richiesta di risarcimento dei danni, per i casi di patologie asbesto correlate, e quindi, purtroppo anche per casi di decesso, tra cui anche asbestosi, cancro al polmone e tante altre patologie.

Il fatto stesso che negli ultimi 20 anni tra gli ex ferrovieri siano stati registrati circa 500 mesoteliomi, la dice lunga sul rischio amianto in FS. Pertanto la società dovrebbe essere più accorta e attenta e porsi il problema amianto.

“Ringrazio l’Osservatorio Nazionale Amianto per l’impegno profuso a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e in particolare per i ferrovieri esposti e vittime dell’amianto, e mi auguro che anche in seguito alle scoperte scientifiche, possa essere finalmente debellato il mesotelioma e le altre patologie tumorali, oltre all’asbestosi ed evitare così che molti altri ferrovieri e lavoratori in generale, perdano la vita in seguito alla fibra killer. Però occorre attenzione per la prevenzione primaria, ovvero evitare ogni forma di esposizione ad amianto e a qualsiasi altro agente patogeno e cancerogeno, perché solo così che può essere tutelata la salute. Per parte mia mi batterò fino in fondo, fino a che avrò forza per chiedere le bonifiche dei siti contaminati in FS, come in qualsiasi altro sito lavorativo, per riaffermare la sacralità della vita umana”, dichiara il Sig. Antonino Pulitanò, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Le parole di Massimo Alampi in merito alla bonifica

A fare eco alle richieste del Sign. Pulitanò arrivano le parole di Massimo Alampi, fervente protagonista nella lotta contro l’amianto e l’indifferenza delle istituzioni. Suo malgrado figlio di un lavoratore deceduto per mesotelioma, nonché coordinatore ONA Reggio Calabria. Afferma “Nei prossimi giorni, come coordinatore ONA Reggio Calabria, farò delle segnalazioni alla ASL e alla Procura della Repubblica.

Circa siti di amianto che spargono le fibre mortali e rischiano di provocare malattie e decessi, se non bonificate immediatamente. Mi appello alle Istituzioni per la bonifica, e la messa in sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro rispetto a questo killer che ha ucciso mio padre e tanti altri onesti lavoratori, e sconvolto intere famiglie, e per il caso di Reggio Calabria, l’intera comunità. Per questo motivo ho sollecitato il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, ad intraprendere azioni penali nei confronti di chi è negligente nelle bonifiche, e a sostenere l’operato del sig. Antonino Pulitanò”

Serena Console

Boom casi di mesotelioma a Taranto

Ilva Taranto, mesotelioma
Ilva Taranto

Dai dati tratti dall’ultimo Registro Mesotelioma Puglia la situazione nella città di Taranto sembra esser notevolmente peggiorata. Si contano infatti solo a Taranto 472 decessi causati da una delle patologie asbesto correlate più spaventose.

In Italia la problematica amianto è presa spesso sotto gamba. In quanto si crede che con un provvedimento legislativo emanato nel 1992 la situazione possa essere arginata. Ma non hanno fatto i conti con il mesotelioma e l’insorgenza di altre patologie asbesto correlate.

L’amianto risulta infatti tra gli agenti più nocivi in quanto la sua fibra uccide lentamente e soprattutto silenziosamente.

Numerosi sono i casi di persone che hanno lavorato a contatto con amianto e solo dopo dieci o venti anni hanno realizzato di aver contratto una malattia correlata all’esposizione professionale avuta con l’amianto.

È questa una problematica riconosciuta in tutto il Paese tricolore, tuttavia alcune regioni sembrano più esposte di altre, è il caso infatti della regione Puglia.

Dal 1993 al 1995 si sono registrati infatti solo a Taranto 472 casi di decesso per mesotelioma. Numeri allarmanti che gettano uno sguardo colmo di rabbia e veleno sull’ILVA Taranto.

L’ILVA di Taranto è infatti una delle società colosso nella produzione e trasformazione dell’acciaio. È infatti al centro di polemiche innalzate in tutto il Paese, proprio perché è stata accertata in passato una massiccia presenza di amianto e sono molti i lavoratori che tuttoggi pretendono giustizia.

Ma l’ILVA non sembrerebbe l’unica fonte di tanta morte e disperazione, bisogna infatti tener conto anche delle note attività Siderurgiche, Cantieristiche e della Marina Militare con oltre mille casi di malattia professionale denunciate nel periodo 2003-2009.

Casi di patologie palesemente correlate alla presenza di all’amianto, polveri ed altri cancerogeni.

I numeri delle vittime dell’Ilva

Proviamo insieme a dare un’occhiata più da vicino ai numeri concreti di questa strage:

Queste cifre impressionanti sono state confermate anche negli ultimi anni, grazie alla denuncia di 207 malattie professionali da amianto avvenute a Taranto e provincia. Rappresentano nel complesso il 60% dei casi regionali per la Puglia .

La presenza quindi di massicce attività siderurgiche e di cantieri navali sta dilaniando la popolazione locale e spaventando le generazioni future che guardando alle loro spalle vedono una città  ricca di storia ed elementi paesaggistici che farebbero invidia a tantissime realtà estere, ma che muore lentamente soffocata da nubi di agenti tossici che si eleva tra l’azzurro del mare e un cielo blu sempre più triste.

In Italia però la popolazione sembra essersi svegliata da questo brutto incubo ed in parte cerca di combattere la problematica, ricordiamo infatti una delle più note associazioni attiviste in questo settore: l’Osservatorio Nazionale Amianto che assiste da quasi 20 anni tutte le vittime di amianto.