4 Novembre 2026, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: memoria, legalità e impegno civile

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Il 4 novembre l’Italia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. In questa ricorrenza della storia del Paese e  del sacrificio di quanti hanno perso la vita nei conflitti abbiamo il dovere di fare una riflessione sulle vittime del dovere.

“La data coincide con l’anniversario dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, nel 1918, che pose fine alle ostilità sul fronte italiano della Prima guerra mondiale. Un passaggio decisivo nella storia nazionale, legato al completamento del processo di unificazione del Paese.” Afferma la storica Mariaelena Rossi.

Il 4 novembre è un’occasione per ricordare il significato della libertà, della responsabilità collettiva, della pace e del rispetto delle istituzioni democratiche.

La ricorrenza è stata riconosciuta dalla legge 1° marzo 2024, n. 27, che ha istituito formalmente la Giornata.

Il significato del 4 novembre

Il ricordo dei Caduti costituisce il cuore della giornata. La figura del Milite Ignoto, custodita presso l’Altare della Patria a Roma, rappresenta simbolicamente tutti coloro che hanno perso la vita durante le guerre e i cui nomi non sono stati riconosciuti.

Le celebrazioni istituzionali del 2026 coinvolgono Roma e altre città italiane. Nella Capitale è prevista la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle principali autorità dello Stato. Le celebrazioni proseguono a Firenze, città scelta anche per ricordare il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966 e il contributo delle Forze Armate nei soccorsi alla popolazione.

Il tema scelto quest’anno dal Ministero della Difesa è «Forze Armate a difesa della nostra libertà». Un messaggio che evidenzia il valore della sicurezza nazionale, della tutela delle istituzioni e dell’impegno quotidiano del personale militare.

Vittime del dovere: amianto e uranio impoverito, il sacrificio dei militari che si sono ammalati durante il servizio

Come possiamo non ricordare le vittime del dovere durante questa ricorrenza? Tra i caduti annoveriamo militari e appartenenti al comparto sicurezza che hanno contratto gravi patologie in conseguenza delle condizioni ambientali e operative nelle quali hanno prestato la propria attività.

“Tra i fattori di rischio figura l’amianto, utilizzato per decenni in numerosi contesti militari. La fibra era presente nelle navi, nelle installazioni a terra, negli edifici, nei mezzi e in diversi sistemi e componenti destinati all’isolamento termico e alla protezione dal calore. La diffusione di questo materiale ha interessato anche il personale della Marina Militare, dell’Esercito, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri, oltre agli appartenenti agli altri corpi del comparto sicurezza.” Ricorda il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avv. Ezio Bonanni.

Un altro tema riguarda l’esposizione all’uranio impoverito e alle polveri generate dalle esplosioni di munizionamenti che lo contengono, soprattutto nei contesti operativi internazionali. Le possibili esposizioni a metalli pesanti e particolato hanno alimentato negli anni un importante dibattito istituzionale e scientifico sulla tutela sanitaria del personale impiegato nelle missioni, in particolare nei Balcani.

Particolare attenzione merita anche la condizione dei familiari, soprattutto degli orfani, per i quali l’ONA chiedono da tempo una tutela effettiva, senza discriminazioni e senza dimenticare anche le vittime di esposizione indiretta.

Onorare le Forze Armate significa anche non dimenticare chi ha pagato con la propria salute il servizio prestato al Paese. La memoria del 4 novembre deve comprendere anche queste storie, perché il riconoscimento del sacrificio, la protezione della salute e la giustizia per le famiglie sono parte integrante del rispetto dovuto a chi ha servito l’Italia.

Il Corpo simbolo

I caduti, i feriti, i contaminati e i mutilati di guerra rappresentano, attraverso il loro corpi, l’inno supremo contro i conflitti. La loro condizione costituisce il significante paradigmatico di una condizione che, se osservata con luce oggettiva, si rivela: siamo parte di miliardi di galassie, la nostra esistenza è davvero breve e corpi in salute sono mandati a morire.

Del resto la libertà, la pace e la democrazia non sono conquiste definitivamente acquisite. Richiedono attenzione, partecipazione e rispetto delle regole condivise. E, soprattutto, conoscenza della Storia.

 

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