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Edimburgo, amianto in 90 scuole: il Comune rassicura

amianto e scuole, Edimburgo
amianto e scuole, (Foto free di beasternchen da Pixabay)

A Edimburgo la presenza di materiali contenenti amianto è stata rilevata in 90 strutture educative tra scuole e asili nido. I dati emergono da una richiesta di accesso agli atti (FOI) presentata al Comune e riguardano 76 scuole e 14 nidi d’infanzia distribuiti sul territorio cittadino.

Secondo le informazioni rese disponibili, tra gli istituti interessati figurano in prevalenza scuole primarie: 68, pari a circa tre quarti del totale cittadino. L’elenco comprende inoltre cinque scuole secondarie e tre strutture dedicate all’educazione speciale.

Le diverse tipologie di amianto

L’amianto, vietato nel Regno Unito da oltre vent’anni, è ancora presente in numerosi edifici costruiti o ristrutturati prima del 2000. In passato era utilizzato per le sue proprietà isolanti e ignifughe.

Le tipologie principali sono l’amianto serpentino e quello anfibolo. Quest’ultimo, caratterizzato da fibre più fragili e aghiformi, è considerato più pericoloso per la salute. Tra le varianti rientra la crocidolite, nota anche come “amianto blu”.

Dai dati FOI risulta che:

  • 52 scuole e asili contengono sia amianto serpentino sia anfibolo;

  • 18 strutture presentano anche crocidolite;

  • 20 edifici risultano contenere esclusivamente amianto serpentino.

Le rassicurazioni del Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Edimburgo ha sottolineato di “riconoscere l’allarme” che il tema può generare tra famiglie e personale scolastico, ma ha ribadito che è in vigore un sistema di gestione definito “solido e completo”.

Secondo il giornale https://www.scotsman.com/ (che ha pubblicato anche l’elenco completo) un portavoce dell’amministrazione avrebbe dichiarato:
“Vogliamo rassicurare che applichiamo un sistema di gestione dell’amianto solido e completo per tutte le nostre scuole e asili nido, garantendo che tutti i nostri edifici siano sicuri per chi li utilizza.

Ciò include registri dell’amianto aggiornati monitorati da periti qualificati, con valutazioni periodiche del monitoraggio delle condizioni e piani di gestione dell’amianto specifici per ogni sito chiaramente documentati, se necessario.”

Il Comune ha inoltre precisato che i materiali considerati a rischio più elevato vengono rimossi in sicurezza oppure gestiti con monitoraggi rigorosi, nel rispetto delle linee guida dell’Health and Safety Executive (HSE).

Quando l’amianto rappresenta un rischio

Secondo l’HSE, il rischio per la salute si presenta quando i materiali vengono danneggiati o manomessi, con possibile rilascio di fibre nell’aria.

Le normative vigenti prevedono che, se i materiali sono in buone condizioni e collocati in aree non soggette a danneggiamento, possano essere lasciati in sede e costantemente monitorati.

Il Consiglio comunale ha ricordato di essere legalmente tenuto a mantenere aggiornati i registri, effettuare controlli periodici e garantire formazione adeguata a personale e appaltatori per prevenire qualsiasi disturbo accidentale dei materiali.

Il quadro scozzese e gli investimenti

Nel 2023, un’analoga richiesta FOI aveva evidenziato la presenza di amianto in circa 1.700 scuole in tutta la Scozia. Il Governo scozzese ha ribadito che la gestione e la manutenzione degli edifici scolastici competono alle autorità locali.

Allo stesso tempo, attraverso il Learning Estate Investment Programme da 2 miliardi di sterline, l’esecutivo ha sostenuto la costruzione e la riqualificazione di nuovi edifici scolastici. Secondo gli ultimi dati ufficiali, la percentuale di scuole scozzesi classificate in condizioni “buone” o “soddisfacenti” è passata dal 62% nel 2007 al 92% nel 2025.

Il dibattito sulla rimozione

Alcune organizzazioni benefiche attive sul tema hanno invitato le autorità a valutare la rimozione progressiva dei materiali contenenti amianto dagli edifici scolastici. Ritenendo la questione una priorità di salute pubblica a lungo termine.

Il confronto resta aperto tra l’esigenza di sicurezza immediata, garantita attraverso monitoraggi e protocolli, e le richieste di una bonifica completa nel tempo.

Intanto, le autorità locali ribadiscono che la priorità assoluta resta la tutela di studenti e personale, assicurando controlli costanti e interventi conformi alle normative vigenti.

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La redazione declina ogni responsabilità per eventuali inesattezze, omissioni o aggiornamenti successivi imputabili alle fonti originarie. Restiamo disponibili a pubblicare eventuali rettifiche o precisazioni qualora pervenissero chiarimenti ufficiali.

Marche, amianto e rifiuti abbandonati: tre denunce dei carabinieri

cartina d'Italia evidente regione marche, amianto
Regione Marche (Foto free di Gustavo La Pizza da Wikimedia Commons)

Proseguono i controlli contro l’abbandono illecito di rifiuti nel territorio provinciale di Fermo, tra cui amianto. Negli ultimi giorni i carabinieri hanno denunciato tre persone nell’ambito di altrettante indagini, tra costa ed entroterra, per violazioni legate alla gestione e al deposito incontrollato di rifiuti.

Il fenomeno degli scarichi abusivi continua a interessare in particolare le aree periferiche e rurali. Tutttavia l’attività di monitoraggio delle Forze dell’ordine si è intensificata, portando all’individuazione di diversi responsabili.

Amianto e inerti abbandonati a Falerone

L’episodio più grave si è verificato a Falerone, in provincia di Fermo, dove i militari della stazione locale, insieme al nucleo forestale di Montegiorgio, hanno denunciato un uomo di 56 anni.

Secondo quanto ricostruito, avrebbe abbandonato in una zona agricola onduline in amianto e circa due metri cubi di rifiuti inerti provenienti da lavori di demolizione edilizia. Si tratta di materiali potenzialmente pericolosi. Soprattutto per la presenza dell’amianto, la cui dispersione nell’ambiente rappresenta un rischio per la salute pubblica.

Sfalci e potature lasciati in area non autorizzata

Un secondo intervento ha riguardato Magliano di Tenna. Anche in questo caso è intervenuto il nucleo forestale di Montegiorgio. Il quale ha deferito un titolare di un’attività locale.

L’uomo avrebbe abbandonato circa 25 metri cubi di rifiuti non pericolosi, costituiti da sfalci e potature derivanti dalla propria attività professionale, in un’area non autorizzata.

Piazzale realizzato con rifiuti edili a Porto San Giorgio

A Porto San Giorgio, infine, è stato denunciato un altro uomo. Secondo le contestazioni, avrebbe realizzato un piazzale di circa 250 metri quadrati utilizzando rifiuti non pericolosi provenienti dalla propria attività, per un volume stimato di circa 200 metri cubi.

All’uomo è contestato il reato di deposito incontrollato di rifiuti e la violazione delle norme speciali in materia di gestione illecita.

Videosorveglianza e fototrappole contro gli abbandoni

Il comando provinciale dell’Arma ribadisce l’impegno costante nella prevenzione dei reati ambientali. Sottolineando l’importanza del rispetto delle normative per la tutela del territorio.

Nei giorni scorsi, sempre a Fermo, erano stati elevati numerosi verbali nei confronti di persone sorprese ad abbandonare sacchi e bidoni di rifiuti in zone periferiche o all’esterno delle isole ecologiche. In diversi casi si trattava di residenti nei comuni limitrofi, identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Per contrastare un fenomeno ormai diffuso, molte amministrazioni locali hanno potenziato i controlli installando fototrappole nei punti più sensibili. Affiancando così l’attività delle polizie locali e dei carabinieri forestali.

La lotta all’abbandono dei rifiuti, in particolare di materiali pericolosi come l’amianto, resta una priorità per garantire la tutela ambientale e la salute dei cittadini nel territorio fermano.

ASL Bari: unica in Puglia qualificata per analisi amianto

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Mappa Puglia

Un riconoscimento importante per la tutela della salute pubblica arriva dalla Puglia. La ASL Bari è attualmente l’unica azienda sanitaria della regione ad aver ottenuto la qualificazione ufficiale per il campionamento delle fibre aerodisperse di amianto, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 14 maggio 1996.

Un risultato che rafforza il ruolo dell’azienda sanitaria nel campo della prevenzione ambientale e della sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, in un ambito delicato come quello dell’esposizione all’asbesto.

Qualificazione amianto: il percorso di verifica

Il via libera è arrivato al termine di un’ispezione con esito positivo condotta da ARPA Puglia – dipartimento di Brindisi, struttura individuata dal ministero della Salute come referente nazionale per il programma di qualificazione.

Il programma prevede controlli rigorosi sia sui laboratori che effettuano analisi sull’amianto sia sulle strutture abilitate a eseguire il campionamento delle fibre presenti nell’aria. L’obiettivo è garantire standard tecnici elevati e uniformi su tutto il territorio nazionale.

La qualificazione ottenuta certifica quindi la capacità tecnica e organizzativa della ASL Bari di operare nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa, assicurando affidabilità nei controlli e precisione nelle attività di monitoraggio.

Campionamento fibre aerodisperse: perché è fondamentale

Il campionamento delle fibre aerodisperse di amianto è uno strumento centrale per la prevenzione dei rischi sanitari. Le fibre, se inalate, possono comportare gravi conseguenze per la salute, soprattutto in contesti industriali o in ambienti dove sono ancora presenti materiali contenenti amianto.

Monitorare la qualità dell’aria e verificare l’eventuale presenza di fibre è essenziale per tutelare i lavoratori esposti a potenziali rischi e proteggere i cittadini in aree sensibili.
Inoltre è prezioso per intervenire tempestivamente in caso di contaminazione e
garantire il rispetto delle normative vigenti.

La qualificazione consente alla ASL Bari di rafforzare ulteriormente queste attività, offrendo un presidio tecnico altamente specializzato sul territorio regionale.

Il ruolo dell’UOSVD Igiene Industriale

Determinante per il raggiungimento di questo traguardo è stato il lavoro dell’UOSVD (Unità Operativa Semplice a Valenza Dipartimentale) Igiene Industriale. Guidata dall’architetto Massimiliano Giuliano, la struttura si occupa delle attività di controllo e prevenzione legate ai rischi professionali e ambientali. Con particolare attenzione agli agenti nocivi come l’amianto.

L’esito positivo dell’ispezione conferma l’impegno costante del personale tecnico e sanitario, che opera quotidianamente per garantire elevati livelli di sicurezza. Il risultato contituisce una conferma della qualità del lavoro svolto negli ultimi anni.

Prevenzione amianto: le dichiarazioni della Direzione generale

Sull’importanza della qualificazione è intervenuto il direttore generale Luigi Fruscio, che ha evidenziato il valore strategico del traguardo raggiunto.

La certificazione permette di potenziare le attività di monitoraggio e prevenzione con controlli ancora più accurati, a beneficio di lavoratori e cittadini. In ambito di salute pubblica, soprattutto quando si affrontano temi sensibili come l’esposizione all’amianto, la precisione delle verifiche e la qualità delle analisi assumono un ruolo decisivo.

Fruscio ha inoltre ribadito l’importanza del lavoro svolto dal personale dell’azienda sanitaria, ringraziando i professionisti che contribuiscono ogni giorno alla tutela della comunità e al rafforzamento dell’immagine dell’ente.

Programma di qualificazione 2024-2025: cosa succede ora

Al termine del Programma di qualificazione 2024-2025 sarà pubblicato l’elenco ufficiale dei soggetti autorizzati a effettuare il campionamento delle fibre aerodisperse di amianto.

L’inserimento nell’elenco confermerà formalmente il ruolo della ASL Bari come punto di riferimento regionale nel settore della prevenzione ambientale e sanitaria. Un passaggio importante che consolida la posizione dell’azienda sanitaria nel panorama pugliese.

Essere l’unica struttura qualificata in Puglia significa assumere una responsabilità significativa, soprattutto in un territorio in cui il tema dell’amianto resta attuale in diversi contesti produttivi e ambientali.

Amianto e salute pubblica: un impegno che continua

“L’amianto rappresenta ancora oggi un potenziale rischio per la salute. La presenza di edifici e strutture realizzati in passato con materiali contenenti fibre di amianto rende fondamentale un’attività costante di controllo e monitoraggio.” – afferma da anni l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La qualificazione ottenuta dalla ASL Bari rafforza la rete di prevenzione e contribuisce a garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro e degli ambienti di vita.

Un risultato che testimonia competenza, organizzazione e attenzione costante alla tutela della salute collettiva.

Bando Agrisolare 2026: 800 milioni per energia e addio amianto

Bando agrisolare, ulteriori aiuti anche per chi sostituisce l'amianto con il fotovoltaico
Bando agrisolare, ulteriori aiuti anche per chi sostituisce l'amianto con il fotovoltaico( foto free di Foto di schropferoval da Pixabay)

Il comparto agricolo italiano punta su innovazione ed energia pulita con aiuti anche per chi impianta il fotovoltaico in sostituzione a coperture di amianto.  Con un nuovo stanziamento da quasi 800 milioni di euro, il programma dedicato all’agrisolare rafforza il proprio ruolo strategico a sostegno delle imprese.

L’intervento amplia una dotazione già significativa e consolida un percorso che ha superato complessivamente i 2 miliardi di euro di risorse destinate al settore primario, coinvolgendo finora circa 24 mila imprese agricole.

Con la pubblicazione del nuovo “Bando Agrisolare” le imprese potranno ridurre la loro bolletta energetica senza sottrarre un metro quadro di suolo ad uso agricolo. Le imprese interessate potranno presentare i nuovi progetti a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo e fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026.

Nuovo bando agrisolare: cosa prevede

Il nuovo bando mette a disposizione ulteriori fondi per sostenere gli investimenti delle aziende agricole in impianti fotovoltaici. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici delle imprese e favorire la transizione ecologica del comparto.

L’iniziativa rappresenta uno strumento concreto e condiviso, capace di ottenere consenso trasversale. Sia maggioranza sia opposizione, infatti, riconoscono l’importanza di una misura che interviene su un tema centrale per la competitività delle aziende agricole: il fabbisogno energetico.

L’agrisolare consente alle imprese di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo, migliorando la sostenibilità economica e ambientale delle attività produttive.

La misura finanzia l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, ivi inclusi stalle, cantine, magazzini, serre, con un contributo a fondo perduto dell’80% su tutto il territorio nazionale. Se fossero stati installati a terra avrebbero richiesto l’uso di 3.000 ettari di terra che oggi invece può essere utilizzato a scopi agricoli.

Oltre 2 miliardi già investiti e 24 mila imprese coinvolte

Circa 24 mila imprese hanno già beneficiato dei finanziamenti. Questo dato conferma quanto il settore agricolo sia pronto a investire in innovazione e quanto la misura risponda a un’esigenza reale delle aziende.

L’iniziativa è stata sostenuta dal governo con un ruolo centrale del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha contribuito a reperire ulteriori risorse attraverso una nuova facility dedicata.

Agrisolare e bonifica dell’amianto: un’opportunità per la sicurezza

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni  presidente dell’ONA, “l’amianto è un killer, i minerali di asbesto provocano, infatti, prima fibrosi e poi cancro.”

Per questo uno degli aspetti più rilevanti del bando riguarda la possibilità di abbinare l’installazione degli impianti fotovoltaici alla rimozione dell’amianto dalle strutture aziendali.

Un’azione di messa in sicurezza degli edifici agricoli: la bonifica dell’asbesto, infatti, rappresenta un passaggio fondamentale per tutelare la salute degli operatori e migliorare la qualità degli ambienti di lavoro.

Secondo il ministero dell’Agricoltura, la misura “con i progetti finanziati ad oggi si consentirebbe di smaltire oltre 3,6 milioni di mq di amianto pari al 2,4% del totale dei siti mappati a livello nazionale dal ministero dell’Ambiente.”

I risultati ottenuti finora su questo fronte sono stati definiti “straordinari”. La misura consente dunque di coniugare sostenibilità ambientale, efficienza energetica e sicurezza strutturale, offrendo alle imprese un sostegno concreto.

Consumo di suolo zero: tutela della superficie agricola

Un altro elemento qualificante del programma agrisolare è il rispetto del principio del consumo di suolo zero. Gli impianti finanziati non sottraggono terreno alla produzione agricola, poiché vengono installati sulle coperture degli edifici aziendali.

Questo approccio consente di preservare integralmente la superficie coltivabile, evitando di ridurre neppure di un centimetro i terreni destinati alle colture. Essendo la tutela del suolo una priorità, la scelta di puntare sulle strutture esistenti rappresenta un valore aggiunto.

L’agrisolare, quindi, non entra in conflitto con la vocazione produttiva dei terreni agricoli, ma si integra con essa, rafforzando la sostenibilità complessiva delle aziende.

Un sostegno strategico per il futuro dell’agricoltura

La riduzione dei costi legati all’energia rappresenta un fattore decisivo per la competitività, soprattutto in una fase caratterizzata da forti oscillazioni dei prezzi.

Il nuovo bando da 800 milioni si inserisce in questa strategia: rafforzare la resistenza delle imprese accompagnandole il settore primario nel percorso di transizione ecologica.

Agrisolare 2026: perché il bando è centrale per le imprese

L’agricoltura italiana si trova davanti a problematiche complesse: aumento dei costi di produzione, necessità di ridurre l’impatto ambientale, richiesta di maggiore sicurezza. In questo scenario, quindi, strumenti come l’agrisolare diventano fondamentali.

Il nuovo stanziamento amplia le opportunità per le imprese che non hanno ancora partecipato ai precedenti bandi e offre ulteriori risorse a un comparto strategico per l’economia nazionale.

Con oltre 2 miliardi già mobilitati e 24 mila aziende coinvolte, il programma si conferma uno degli interventi più rilevanti a sostegno del settore agricolo negli ultimi anni.

Per le imprese del settore, si tratta di un’opportunità concreta per investire, innovare e crescere nel segno della transizione ecologica.

Gli avvisi pubblici e gli allegati

Fonte: Ministero Agricoltura, agricolae.eu

Amianto nei giocattoli Stretch Squad: richiamo da Action

amianto, avviso di sicurezza che circola in rete
amianto, avviso di sicurezza che circola in rete

Alcuni giocattoli destinati ai bambini sarebbero ritirati dal mercato italiano per la possibile presenza di amianto all’interno dell’imbottitura in sabbia. Circola infatti in rete un avviso secondo il quale alcuni prodotti venduti negli ultimi due anni nei punti vendita di un’azienda britannica, presente con numerosi store su tutto il territorio nazionale. La stessa notizia è condivisa anche da Altroconsumo e dal Governo britannico.

La comunicazione ufficiale invita i consumatori a sospendere precauzionalmente l’utilizzo degli articoli coinvolti e a riportarli in negozio per ottenere il rimborso. La misura è stata adottata in via precauzionale per tutelare la salute dei più piccoli.

Quali sono i giocattoli ritirati

I prodotti interessati dal richiamo sono i personaggi elastici “Stretch Squad” e il set “Stretch Squad 4 pezzi”. Si tratta di giochi molto popolari tra i bambini perché possono essere allungati, piegati e manipolati con facilità.

Secondo quanto compare nella comunicazione, gli articoli sarebbero stati commercializzati tra il 22 aprile 2024 e il 13 febbraio 2026.

In questo  comunicato pubblicato online dove vengono specificati i dettagli utili per riconoscere i prodotti, incluse le immagini che consentirebbe ai genitori di verificare con precisione se i giocattoli presenti in casa rientrano tra quelli oggetto del richiamo.

Perché, se confermata la presenza di amianto è preoccupante

Come ricordano la Fondazione Umberto Veronesi, e l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, l’asbesto è formato da fibre microscopiche invisibili a occhio nudo.

La presenza di amianto in un prodotto destinato ai bambini rappresenta un elemento di preoccupazione.

“Questo materiale, utilizzato in passato in diversi settori industriali, è oggi riconosciuto come altamente pericoloso per la salute umana.” – ha sottolineato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Senza allarmismi, bisogna sottolineare che quando un oggetto che contiene amianto è danneggiato o si deteriora, queste fibre potrebbero potenzialmente disperdersi nell’aria e venire inalate.

Una volta respirate, le particelle possono potenzialmente depositarsi nei polmoni e rimanere nell’organismo per molti anni. L’esposizione è associata a patologie gravi come asbestosi, mesotelioma pleurico e tumore polmonare. Uno degli aspetti più critici è il lungo periodo di latenza: le malattie legate all’amianto possono manifestarsi anche a distanza di decenni dall’esposizione.

Nel caso dei giocattoli ritirati, il rischio è indicato come potenziale e legato soprattutto all’eventuale rottura del prodotto. Se confermato, qualora l’imbottitura interna dovesse fuoriuscire, qualora ci fossero fibre queste potrebbero disperdersi.

Cosa devono fare i consumatori

In ogni caso, senza provocare allarmismi,  i genitori che hanno acquistato uno dei prodotti coinvolti sono invitati a non utilizzarlo e a riportarlo presso il punto vendita Action più vicino. Secondo la comunicazione disponibile online è rimborsato l’intero importo pagato, anche in assenza dello scontrino.

Non è quindi necessario presentare la prova d’acquisto per ottenere la restituzione del denaro. Questa scelta punta a semplificare la procedura e a favorire la massima collaborazione da parte dei clienti.

Il richiamo è disposto proprio per evitare qualsiasi rischio per la salute dei bambini. Anche se la probabilità di esposizione è legata alla rottura del giocattolo (e se questa dovesse contenere effettivamente amianto) la raccomandazione è quella di non sottovalutare la situazione.

Cosa succede se il bambino ha già giocato con questi articoli

Molti genitori si stanno chiedendo quali possano essere le conseguenze nel caso in cui il bambino abbia già utilizzato uno dei giochi segnalati. È importante mantenere la calma e valutare la situazione con lucidità.

Se il giocattolo è rimasto integro e non presenta lacerazioni o fuoriuscite di materiale interno, il rischio di esposizione risulta estremamente basso. La criticità emerge infatti quando l’imbottitura viene a contatto con l’ambiente esterno.

Nel caso in cui il prodotto sia danneggiato, è consigliabile evitare di manipolarlo ulteriormente, riporlo in un contenitore chiuso e aerare l’ambiente. In presenza di dubbi o preoccupazioni, può essere utile consultare il pediatra per un parere professionale.

Un richiamo a scopo precauzionale

L’episodio rientra nelle procedure di sicurezza previste per la tutela dei consumatori. Quando individuata una possibile criticità, anche solo potenziale, le aziende sono tenute ad attivare immediatamente il richiamo.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei prodotti per l’infanzia. I controlli di qualità e la trasparenza nelle comunicazioni rappresentano strumenti fondamentali per garantire la protezione dei più piccoli.

Controlli e prevenzione in casa

Questo episodio può diventare anche un’occasione per ricordare quanto sia importante verificare periodicamente lo stato dei giocattoli presenti in casa. Con l’uso quotidiano, molti articoli possono usurarsi o rompersi, aumentando eventuali rischi.

Monitorare le comunicazioni ufficiali sui richiami e conservare le informazioni relative agli acquisti può aiutare a intervenire tempestivamente in caso di necessità. La prevenzione, soprattutto quando si parla di bambini, resta sempre la prima forma di tutela.

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Si invita chi legge a verificare sempre le informazioni direttamente con i canali ufficiali delle aziende o delle autorità competenti prima di prendere qualsiasi decisione.

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