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Amianto e Tav Vicenza, primi controlli Arpav non rilevano fibre nell’aria

fibre di amianto
fibre di amianto (Foto free di Jonas Allert su Unsplash)

Arrivano i primi risultati del monitoraggio ambientale eseguito dopo il sequestro dell’area di viale Verona a Vicenza: i tre campioni analizzati da Arpav non hanno evidenziato fibre di amianto nell’aria esterna al cantiere. Ne avevamo parlato in un precedente articolo.

Il dato riguarda i controlli effettuati a cantiere fermo e rappresenta, quindi, una fotografia della situazione nel momento in cui sono stati eseguiti i prelievi. Il monitoraggio, secondo quanto comunicato dalle autorità locali, è destinato a proseguire.

Amianto nel cantiere Tav: perché è scattato il sequestro

La vicenda riguarda i lavori collegati al secondo lotto funzionale della linea ferroviaria Verona-Padova, nel tratto dell’attraversamento di Vicenza.

Il caso è emerso dopo alcune segnalazioni presentate dai residenti della zona. Durante un sopralluogo effettuato il 17 agosto, i tecnici di Arpav e del Servizio prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ulss 8 Berica hanno verificato le condizioni dell’area.

Nel corso dell’ispezione è stata riscontrata la presenza di materiali contenenti asbesto su una copertura parzialmente demolita. I tecnici hanno inoltre rilevato modalità di movimentazione delle lastre considerate non conformi alle procedure previste.

L’area è stata quindi sottoposta a sequestro preventivo, successivamente convalidato.

Previsti interventi di bonifica e rimozione dell’amianto

Per il cantiere erano già stati predisposti gli atti relativi alle demolizioni e un piano di lavoro per la bonifica e la rimozione dell’amianto.

Dopo il sequestro, l’attenzione si è concentrata soprattutto su una questione: verificare se le attività svolte nell’area avessero determinato una dispersione di fibre nell’ambiente esterno.

Per questo Arpav e Ulss 8 hanno organizzato una specifica attività di monitoraggio dell’aria.

Tre campioni analizzati da Arpav

I tecnici hanno effettuato tre campionamenti dell’aria in punti esterni al cantiere.

I prelievi sono stati eseguiti nelle aree residenziali di viale Verona, nel parcheggio di un esercizio commerciale e nel parcheggio pubblico di via Alessandro Rossi.

Al momento dei controlli, il cantiere era fermo. Le condizioni meteorologiche sono state registrate durante le operazioni e il vento proveniva da est.

Gli esiti dei tre campioni non hanno evidenziato fibre di amianto rilevabili nell’aria. I valori sono risultati inferiori al limite di quantificazione previsto dal metodo analitico utilizzato dal laboratorio Arpav.

Nel campione raccolto in via Alessandro Rossi, per esempio, il risultato è stato indicato come inferiore a 0,28 fibre per litro.

I risultati sono rassicuranti, ma il monitoraggio continua

Questo risultato, tuttavia, non chiude la vicenda.

Il monitoraggio è infatti destinato a proseguire e dovranno essere completate le attività necessarie per la messa in sicurezza dell’area, la bonifica e la rimozione dei materiali contenenti amianto.

La fase successiva riguarda quindi la gestione dei materiali e il rispetto delle procedure previste per gli interventi di bonifica.

Comune, Arpav e Ulss continueranno a seguire l’evoluzione della situazione, mentre l’attività degli organi competenti proseguirà nell’ambito degli accertamenti sul cantiere.

Gli esiti disponibili al momento sono riferiti ai campioni raccolti durante una specifica giornata e con il cantiere fermo. Sarà il monitoraggio complessivo, insieme alla corretta gestione dei materiali contenenti amianto, a fornire un quadro più completo.

 

Amianto e vittime del dovere, il caso di un sottufficiale secondo l’Avv. Ezio Bonanni

Abbate e Bonanni
Abbate e Bonanni

Esposizione professionale all’amianto e malattia: l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ricostruisce nell’intervista al giornalista Luigi Abbate una vicenda giudiziaria che riguarda un sottufficiale dell’Aeronautica Militare. Al centro anche il riconoscimento del danno da lutto in favore dei figli.

Nel caso esaminato, C.M. aveva svolto mansioni di motorista aeronautico e manutentore dei velivoli, prestando servizio in diverse sedi.

Secondo la ricostruzione riportata nell’intervista, la sua storia sanitaria è stata successivamente collegata a una pregressa esposizione professionale all’amianto e il militare è stato riconosciuto Vittima del Dovere.

Il percorso giudiziario per i diritti dei figli

Dopo la morte del sottufficiale, la vicenda giudiziaria ha coinvolto anche i suoi figli.

Uno dei nodi affrontati, secondo quanto spiegato da Bonanni, riguardava il riconoscimento di alcune prestazioni in favore degli orfani, che non risultavano fiscalmente a carico del genitore.

La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione.

Secondo quanto riferito nell’intervista, la Suprema Corte ha accolto il ricorso, intervenendo sulla precedente decisione della Corte d’Appello di Napoli e riconoscendo la necessità di rivalutare la posizione degli orfani.

Il passaggio viene considerato particolarmente significativo dall’avvocato Bonanni perché riguarda il tema della tutela dei figli delle Vittime del Dovere, anche quando non risultino fiscalmente a carico del genitore.

Il danno da lutto al centro di un’altra causa

Parallelamente alla vicenda relativa ai benefici connessi allo status di Vittima del Dovere, è stata avviata anche una causa civile per il risarcimento del danno da lutto.

Secondo quanto spiegato dal presidente ONA, il Tribunale di Napoli ha accolto la domanda risarcitoria.

Nel frattempo, anche la vedova del sottufficiale è deceduta.

La conseguenza, secondo la ricostruzione fornita nell’intervista, è che le somme riconosciute nell’ambito del procedimento saranno destinate agli eredi, in particolare ai figli.

Un risarcimento di circa 420 mila euro

Nel corso dell’intervista, Bonanni riferisce di una somma complessiva stimata di circa 420 mila euro riconosciuta a titolo di danno da lutto.

L’avvocato, pur esprimendo una valutazione positiva sul principio del riconoscimento, ritiene che “l’importo non rifletta pienamente, secondo la prospettiva della parte assistita, la gravità delle conseguenze subite dalla famiglia.”

Per questo motivo, nell’intervista annuncia l’intenzione di valutare l’impugnazione della decisione, con l’obiettivo di chiedere una diversa quantificazione del risarcimento.

Vittime del Dovere e tutela degli eredi

La vicenda porta quindi nuovamente l’attenzione sui diritti delle Vittime del Dovere e dei loro familiari.

Il riconoscimento dello status può infatti aprire una serie di questioni giuridiche e amministrative che devono essere affrontate caso per caso.

Nel caso raccontato da Bonanni, il percorso è stato particolarmente lungo e ha coinvolto differenti procedimenti.

Da una parte la questione relativa ai benefici spettanti agli orfani. Dall’altra, il procedimento civile relativo al danno subito dai familiari per la perdita del proprio congiunto.

L’amianto e le malattie professionali

L’amianto è stato utilizzato per decenni in numerosi settori industriali e lavorativi, anche prima che i suoi rischi sanitari fossero pienamente affrontati dalla normativa.

Le fibre di amianto possono essere inalate e, dopo periodi di latenza anche molto lunghi, sono associate a diverse patologie asbesto correlate.

Tra queste rientrano mesotelioma, asbestosie diverse forme di tumore.

Per il personale che ha lavorato in ambienti nei quali potevano essere presenti materiali contenenti amianto, la ricostruzione delle mansioni, dei luoghi e dei periodi di servizio può quindi assumere particolare rilevanza nell’ambito degli eventuali procedimenti.

La posizione dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto segue da anni le problematiche legate all’esposizione professionale alle fibre di amianto e alla tutela delle persone che ne hanno subito le conseguenze.

Il procedimento relativo al danno da lutto non viene presentato dall’avvocato come un punto conclusivo della vicenda.

Bonanni ha infatti manifestato l’intenzione di valutare un’impugnazione sulla quantificazione del risarcimento, ritenendo che possa essere necessario un ulteriore approfondimento.

Per questo motivo, è importante distinguere tra i diritti riconosciuti nei diversi procedimenti, le decisioni già assunte e gli eventuali ulteriori passaggi giudiziari.

La storia di C.M. resta così una vicenda giudiziaria da seguire, ma anche un’occasione per riflettere sulla tutela dei militari esposti a amianto durante il servizio e sulle conseguenze che possono ricadere sulle loro famiglie.

L’intervista di Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni

Amianto nei giocattoli, non solo la carota: come verificare allerte attraverso Safety Gate

Tra i giocattoli Trendhaus contenenti amianto non compare solo la carota

Nei giorni scorsi il Ministero della Salute e diversi articoli hanno segnalato un giocattolo contenente sabbia nella quale è stata rilevata tremolite, una fibra di amianto. Il prodotto, a forma di carota e riconducibile al marchio Trendhaus, è stato classificato nella notifica europea come prodotto a rischio serio.

L’attenzione è posta su un giocattolo elastico a forma di carota, contenente sabbia.

La segnalazione è stata diffusa attraverso il sistema europeo Safety Gate, la piattaforma che consente agli Stati dell’Unione europea di condividere informazioni sui prodotti non alimentari che possono rappresentare un pericolo.

Vogliamo sottolineare che della stessa marca Trendhaus ci sono anche altri giocattoli contenenti amianto, non solo la carota. Sempre segnalati anche dal Ministero della Salute. Gli stessi potrebbero essere stati distribuiti online, quindi potrebbero potenzialmente essere finiti nel mercato italiano, anche se non ci sono effettivamente conferme ufficiali.

Tuttavia, è bene, senza allarmismi, essere consapevoli di quali giocattoli contenenti amianto sono stati messi su internet.

Il caso offre anche l’occasione per spiegare come effettuare una ricerca autonoma all’interno di Safety Gate.

Come cercare l’amianto nelle notifiche Safety Gate

Safety Gate raccoglie le segnalazioni provenienti dai Paesi europei e permette di consultare le informazioni relative ai prodotti sottoposti ad allerta.

Per cercare le notifiche relative all’amianto è possibile utilizzare il motore di ricerca della piattaforma e inserire nel campo dedicato al prodotto o alla sostanza il termine “asbestos”, cioè amianto in lingua inglese.

La ricerca permette di individuare le notifiche nelle quali compare questo termine e di consultare le informazioni disponibili.

Consulta il sistema europeo Safety Gate

Cosa si può trovare nelle notifiche

Uno degli aspetti più utili del sistema è la quantità di informazioni associate alle singole segnalazioni.

A seconda della notifica, è possibile trovare fotografie, marca, modello, numero di lotto, codice a barre, categoria del prodotto e descrizione del rischio.

Questi dati possono essere particolarmente importanti quando si vuole capire se un oggetto acquistato corrisponde effettivamente a quello oggetto di una segnalazione.

Il fatto che un prodotto compaia nel database europeo non significa automaticamente che sia stato venduto in Italia. Le notifiche riguardano infatti prodotti individuati nei diversi Paesi europei.

Tuttavia, considerando la diffusione degli acquisti attraverso le piattaforme online, controllare le allerte può rappresentare una semplice forma di attenzione da parte dei consumatori.

Le notifiche relative ai prodotti contenenti amianto

La ricerca attraverso Safety Gate restituisce diverse notifiche nelle quali viene indicata la presenza di amianto.

Tra i prodotti segnalati possono comparire categorie differenti. Non si tratta quindi esclusivamente di giocattoli.

Il sistema europeo riguarda infatti una vasta gamma di prodotti non alimentari, dai giocattoli agli articoli per l’infanzia, dai cosmetici agli apparecchi elettrici, fino all’abbigliamento e ad altri beni di consumo.

Per questo Safety Gate può essere utilizzato non soltanto quando si cerca uno specifico giocattolo, ma più in generale per verificare eventuali allerte relative a prodotti presenti sul mercato europeo.

Il caso del giocattolo con sabbia contaminata

La recente segnalazione riguarda un giocattolo elastico a forma di carota, contenente sabbia.

Secondo la notifica diffusa dalle autorità, nella sabbia è stata rilevata tremolite, una forma di amianto.

Il prodotto è stato classificato nella segnalazione come caratterizzato da un rischio serio.

Un elemento particolarmente importante riguarda l’integrità dell’involucro. Se il rivestimento si danneggia, infatti, il materiale contenuto all’interno può fuoriuscire.

Per questo motivo, in presenza di un prodotto che corrisponde esattamente a quello indicato nell’allerta, è necessario seguire le istruzioni fornite dalle autorità e dal venditore.

Cosa fare se si possiede il prodotto segnalato

Se marca, modello, lotto o codice a barre corrispondono a quelli riportati nella notifica, la prima precauzione consiste nel non utilizzare più il giocattolo e nel tenerlo lontano dai bambini.

È importante evitare di aprirlo per controllarne il contenuto.

Non bisogna quindi tagliare, forare, schiacciare o svuotare il giocattolo nel tentativo di verificare la presenza della sabbia.

Per la restituzione è opportuno contattare il venditore e seguire le modalità previste dal richiamo.

Qualora non sia possibile restituire il prodotto attraverso il normale canale di vendita, è preferibile chiedere indicazioni alle autorità sanitarie territorialmente competenti e seguire le procedure indicate per la gestione e lo smaltimento.

Se il giocattolo è già danneggiato

Maggiore attenzione è necessaria se il rivestimento è già rotto e il materiale interno è fuoriuscito.

In questa situazione è importante non disperdere ulteriormente la sabbia.

Non è consigliabile spazzarla, soffiarla o utilizzare un normale aspirapolvere per rimuoverla, perché interventi improvvisati potrebbero contribuire a disperdere il materiale nell’ambiente.

La soluzione più prudente è evitare ulteriori manipolazioni e contattare le autorità sanitarie competenti per ricevere indicazioni sulla gestione del caso.

Safety Gate non riguarda soltanto l’amianto

Il sistema europeo è molto più ampio delle sole notifiche relative all’amianto.

Nel 2025 Safety Gate ha registrato 4.671 allerte, il dato più elevato dall’avvio del sistema nel 2003.

Secondo i dati riportati dalla Commissione europea, i giocattoli hanno rappresentato il 16% delle notifiche, mentre le sostanze chimiche pericolose sono risultate la principale categoria di rischio, con il 53% delle segnalazioni.

Questo dimostra quanto sia importante considerare Safety Gate come uno strumento generale di controllo dei prodotti presenti sul mercato europeo.

Amianto nei prodotti: attenzione senza allarmismi

La presenza di amianto in un prodotto di consumo è un elemento che merita attenzione, ma è altrettanto importante evitare generalizzazioni.

Una singola notifica non significa che tutti i prodotti appartenenti alla stessa categoria siano contaminati.

Il comportamento più utile per i consumatori è quindi quello di verificare le informazioni ufficiali, confrontare con attenzione i dati del prodotto e seguire esclusivamente le indicazioni delle autorità.

Il controllo attraverso Safety Gate può essere particolarmente utile per chi acquista prodotti online o beni provenienti da mercati internazionali.

ONA, Cina e amianto

“La Cina è uno dei maggiori produttori e consumatori mondiali di amianto e, a differenza dell’Unione Europea, non ne ha vietato del tutto l’uso. Per questo è importante una attenzione particolare per alcuni oggetti d’importazione asiatica.” Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

Trendhouse, infatti è una casa di produzioone cinese.

Come proteggersi: controllare le informazioni ufficiali

La vicenda dei giocattoli contenenti amianto mostra quanto sia importante conoscere gli strumenti messi a disposizione dalle autorità.

Safety Gate permette di verificare rapidamente le notifiche sui prodotti pericolosi e di confrontare le caratteristiche di un oggetto con quelle riportate nelle allerte.

Per i consumatori, soprattutto quando acquistano online, una verifica può quindi rappresentare una precauzione semplice.

Il principio resta quello della prudenza: non bisogna creare allarmismo, ma nemmeno ignorare una segnalazione ufficiale.

Quando un prodotto risulta oggetto di richiamo, è fondamentale interromperne l’utilizzo e seguire le indicazioni fornite dalle autorità competenti.

Nota: le informazioni relative alle singole notifiche devono essere verificate direttamente sulle comunicazioni ufficiali del Ministero della Salute e sul sistema europeo Safety Gate. La presenza di una notifica non implica che il prodotto sia stato necessariamente commercializzato in Italia né che tutti i prodotti dello stesso tipo presentino un rischio.

Amianto nel cantiere Tav di Vicenza: lavori sospesi in attesa della rimozione

amianto foto generica (immagine free ai esclusivamente decorativa)
amianto foto generica (immagine free ai esclusivamente decorativa)

Aggiornamento al 27 agosto: I primi controlli Arpav non rilevano fibre nell’aria

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Stop temporaneo in un cantiere della Tav a Vicenza. Durante le attività di demolizione di un fabbricato nell’area interessata dai lavori sarebbero state individuate alcune lastre contenenti amianto.

La scoperta è avvenuta nel corso delle operazioni effettuate nell’area di viale Verona, nei pressi del cavalcavia Ferretto de Ferretti.

A seguito della segnalazione, sono stati coinvolti gli organismi competenti per le verifiche ambientali e di sicurezza. Le attività nell’area sono state quindi temporaneamente fermate.

 La scoperta delle lastre durante i lavori

Il materiale è stato individuato all’interno di uno degli edifici interessati dagli interventi.

“La presenza di amianto in manufatti e coperture di edifici datati richiede specifiche procedure di gestione, soprattutto quando vengono eseguite demolizioni o movimentazioni.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

Il principale elemento di attenzione riguarda la possibilità che le operazioni possano determinare la dispersione di fibre nell’ambiente.

Proprio per questo, dopo la segnalazione, sono state interessate Ulss e Arpav, mentre gli accertamenti sono proseguiti nell’area del cantiere.

L’intervento di Arpav e Spisal

La sospensione delle attività è stata disposta nell’ambito delle verifiche avviate dopo il ritrovamento.

L’obiettivo degli accertamenti è stabilire le modalità più sicure per la gestione del materiale e procedere, secondo le procedure previste, alla sua rimozione e allo smaltimento.

In questi casi è fondamentale evitare qualsiasi intervento improvvisato sulle lastre di asbesto. La presenza di materiali contenenti amianto richiede infatti personale qualificato e procedure specifiche.

Attesa l’ordinanza del Comune

Il passaggio successivo riguarda gli adempimenti necessari per la gestione del materiale rinvenuto.

È atteso il provvedimento dell’ufficio tecnico comunale che dovrà indicare gli interventi necessari per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, sulla base degli accertamenti effettuati dagli enti competenti.

La preoccupazione dei residenti

A suscitare attenzione è stata soprattutto la possibilità che le operazioni di demolizione e movimentazione avessero prodotto polvere.

Alcune attiviste del movimento vicentino “I boschi che resistono”, contrario alla realizzazione della Tav, hanno manifestato la propria preoccupazione indossando dispositivi di protezione nell’area interessata.

Sarà compito degli enti competenti stabilire l’eventuale presenza di fibre disperse e le condizioni di sicurezza del sito.

La posizione di Iricav Due

Iricav Due, il consorzio impegnato nella realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Verona-Padova, ha confermato la sospensione temporanea delle attività nell’area interessata.

Il consorzio ha inoltre comunicato la propria collaborazione con Arpav e Spisal, assicurando l’applicazione delle procedure previste dalla normativa vigente.

Amianto nei cantieri: perché la gestione è delicata

Le operazioni di demolizione, taglio, frantumazione o movimentazione possono aumentare il rischio di liberazione di fibre. Per questo motivo gli interventi devono essere programmati attraverso specifiche misure di sicurezza e affidati a operatori autorizzati.

 

 

 

Intervista all’Avv. Ezio Bonanni: Claudio Apicella, la battaglia per gli esposti all’amianto

Amianto, Avv. Ezio Bonanni
Amianto, Avv. Ezio Bonanni

La scomparsa di Claudio Apicella, sottufficiale motorista della Guardia di Finanza e riconosciuto vittima del dovere, accende i riflettori sul tema dei diritti dei militari e degli appartenenti alle forze dell’ordine esposti all’amianto durante il servizio.

Apicella ha combattuto per anni una difficile battaglia giudiziaria insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere il pieno riconoscimento dei propri diritti.

Il giornalista Luigi Abbate ha intervistato l’avvocato Bonanni per ripercorrere la vicenda e ricordare la sua figura.

Claudio Apicella, una vita al servizio dello Stato

«Claudio Apicella è stato un sottufficiale della Guardia di Finanza, motorista, addetto alla manutenzione delle unità navali della Guardia di Finanza anche in mare.» Ricorda l’avvocato Ezio Bonanni.

Nel corso della sua attività professionale, Apicella ha prestato servizio sulle unità impegnate nelle attività di contrasto al crimine, al contrabbando e negli altri compiti istituzionali affidati alla Guardia di Finanza.

Un servizio svolto per lo Stato che, secondo quanto ricostruito nella vicenda giudiziaria, lo ha portato anche a essere esposto all’amianto.

Successivamente gli furono diagnosticate asbestosi e placche pleuriche. Patologie riconducibili all’esposizione all’amianto.

Il riconoscimento come vittima del dovere

La vicenda  è stata caratterizzata da una lunga battaglia per il riconoscimento dei suoi diritti.

Dopo un primo riconoscimento da parte dell’autorità amministrativa, il provvedimento venne successivamente revocato. E gli fu richiesto di restituire le somme percepite a titolo di equo indennizzo.

Da quel momento iniziò un esteso percorso giudiziario.

Apicella si rivolse alla magistratura per contestare il provvedimento e ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

La sua posizione venne accolta dal Tribunale di Grosseto. Il riconoscimento fu successivamente confermato dalla Corte d’Appello di Firenze e, infine, dalla Corte di Cassazione.

Un percorso giudiziario durato circa dodici anni e che, nonostante le sentenze favorevoli, non aveva ancora portato alla completa definizione di tutti gli aspetti economici della vicenda.

La sentenza del Consiglio di Stato sull’equo indennizzo

Un ulteriore passaggio importante è arrivato all’inizio di luglio. Ossia quando anche il Consiglio di Stato si è pronunciato favorevolmente sulla questione relativa all’equo indennizzo.

«Ci stavamo preparando per agire per il risarcimento del danno – spiega Bonanni – quando purtroppo Claudio è venuto a mancare».

Il paradosso dell’impedimento

La vicenda solleva una domanda importante: perché una persona che ha servito lo Stato deve affrontare una battaglia giudiziaria così lunga per ottenere il riconoscimento di un diritto?

È una riflessione che il giornalista Luigi Abbate sottopone all’avvocato Bonanni, sottolineando il paradosso di una situazione nella quale un servitore dello Stato, dopo aver pagato con la salute, si trova costretto a combattere per vedere riconosciuti i propri diritti.

Bonanni condivide questa riflessione e parla del «rammarico» e dell’«amaro in bocca» lasciati dalla vicenda.

«Nonostante i tre gradi di giudizio per quanto riguarda le vittime del dovere – sottolinea Bonanni – a tutt’oggi si attende ancora il pagamento di quanto riconosciuto fin dalla sentenza del Tribunale di Grosseto».

L’impegno dell’ONA per le vittime dell’amianto

La storia di Claudio Apicella diventa così anche il simbolo delle difficoltà incontrate da molte persone che hanno contratto malattie a causa dell’esposizione all’amianto durante il servizio.

“L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Osservatorio Vittime del Dovere hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia. Inoltre intendono proseguire nel solco delle battaglie portate avanti da Apicella.” Ha affermato Bonanni.

Il ricordo di Claudio Apicella

Il suo impegno, secondo Bonanni, deve diventare un punto di riferimento per tutti coloro che si trovano in condizioni analoghe.

La battaglia per il riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere e dell’amianto prosegue, dunque, anche nel suo ricordo.

Vedi la videointervista di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni