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Pavia, al via bonifica amianto al comando della Polizia Locale: intervento da 270 mila euro

Amianto abbandonato, Pomezia, Messina
copertura amianto eternit (foto free esclusivamente descrittiva)

Il Comune di Pavia ha avviato l’iter per la bonifica delle coperture contenenti amianto presenti nell’area del comando della Polizia Locale di viale Resistenza. L’intervento, inserito nella programmazione dei lavori pubblici, prevede un investimento di circa 270 mila euro.

L’obiettivo è eliminare le strutture in eternit ancora presenti nel cortile interno dell’edificio e sostituirle con nuove coperture conformi agli standard di sicurezza.

Il progetto di riqualificazione

L’intervento è contenuto nel Documento di indirizzo alla progettazione (DIP), predisposto dal settore Lavori Pubblici del Comune.

Secondo quanto previsto dal progetto, le vecchie tettoie saranno rimosse seguendo le procedure tecniche indicate dagli enti competenti in materia di tutela sanitaria. Al termine della bonifica saranno installate nuove coperture termoisolanti, comprensive delle opere accessorie necessarie.

La finalità dell’opera è migliorare le condizioni di sicurezza degli spazi utilizzati quotidianamente dal personale e dagli utenti che accedono alla struttura.

La presenza di materiali contenenti amianto richiede interventi specifici quando le strutture risultano deteriorate o necessitano di sostituzione.

Con questo progetto il Comune punta a eliminare una criticità presente nel complesso, riducendo i potenziali rischi e adeguando gli immobili agli attuali requisiti di sicurezza.

La storia dell’edificio

L’attuale sede della Polizia Locale si trova nell’ex caserma, edificio appartenente al patrimonio comunale.

Il complesso venne realizzato negli anni Trenta dopo la dismissione del precedente poligono di tiro e presenta caratteristiche riconducibili all’architettura razionalista dell’epoca. Nel corso degli anni ha ospitato anche la sede della Polizia Stradale.

Oggi la struttura comprende il corpo principale, dove si trovano il comando e la centrale operativa, oltre ad altri edifici destinati agli uffici amministrativi, al Servizio Mobilità e agli spazi riservati al personale.

Investimento per la sicurezza

La bonifica dell’amianto costituisce uno degli interventi programmati dal Comune per la manutenzione straordinaria del patrimonio pubblico.

Con la sostituzione delle coperture in eternit, l’amministrazione intende migliorare la sicurezza dell’immobile e garantire ambienti più idonei sia ai dipendenti della Polizia Locale sia ai cittadini che ogni giorno usufruiscono dei servizi comunali.

Fonte: La Provincia Pavese

Ci lascia l’avvocato Giuseppe Angeloni, principe del Foro di Latina

foto fornita da Paola Vegliantei
Avv. Angeloni

Scompare a 100 anni uno dei decani dell’avvocatura pontina: oltre settant’anni di professione, cultura giuridica e impegno civile.

Il Foro di Latina piange la scomparsa dell’avvocato Giuseppe Angeloni, figura storica dell’avvocatura pontina e professionista che ha dedicato gran parte della sua vita al diritto e alla giustizia.

A ricordarne il percorso umano e professionale sono colleghi, rappresentanti delle istituzioni e del mondo forense, che ne sottolineano la lunga attività, la competenza e le qualità personali.

Tra i messaggi di vicinanza alla famiglia arriva anche quello dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Con la sua scomparsa si chiude un importante capitolo della storia dell’avvocatura locale: Angeloni aveva compiuto 100 anni e aveva dedicato 71 anni alla professione forense, diventando un punto di riferimento per più generazioni di avvocati.

Il cordoglio dell’avvocato Ezio Bonanni

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha ricordato Angeloni come un esempio di professionalità e umanità.

Oggi il Foro di Latina perde una delle sue figure più illustri. Con la scomparsa dell’Avvocato Giuseppe Angeloni ci lascia un decano esemplare, un uomo di straordinaria cultura e rara umanità che per oltre sessant’anni ha onorato la nostra professione. Un esempio di rettitudine e dedizione per tutti noi. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

Un ricordo che evidenzia il valore di una carriera costruita attraverso competenza, impegno e senso del dovere.

Giuseppe Angeloni, una vita al servizio del diritto

L’avvocato Giuseppe Angeloni ha rappresentato una generazione di professionisti profondamente legata ai principi dell’avvocatura: studio, responsabilità e tutela dei cittadini.

Nel corso di oltre settant’anni di attività ha attraversato diverse trasformazioni del sistema giudiziario italiano, mantenendo sempre un forte legame con il territorio e con il Foro di Latina.

La sua figura è stata associata non soltanto alla preparazione giuridica, ma anche a qualità umane come equilibrio, disponibilità e capacità di dialogo.

Il riconoscimento “Toga per sempre” nel 2023

Nel 2023 il Tribunale di Latina e l’Ordine degli Avvocati di Latina avevano voluto rendere omaggio alla sua straordinaria carriera con il riconoscimento “Toga per sempre”.

Il premio aveva rappresentato un tributo a una vita interamente dedicata alla professione forense e ai valori dell’avvocatura.

Un riconoscimento che aveva celebrato il percorso di un professionista capace di lasciare un segno nella comunità giuridica pontina.

Il ricordo di Vincenzo Zaccheo

Anche Vincenzo Zaccheo ha espresso il proprio cordoglio, ricordando Angeloni come una delle figure più autorevoli della storia del Foro di Latina.

“Con la scomparsa dell’Avvocato Giuseppe Angeloni, Latina perde uno dei protagonisti della propria storia civile e giudiziaria.”

Nel suo messaggio Zaccheo ha evidenziato non solo le capacità professionali dell’avvocato, ma anche le sue qualità personali: equilibrio, saggezza, garbo e una particolare capacità di affrontare anche le situazioni più complesse con intelligenza e sensibilità.

Secondo Zaccheo, Angeloni apparteneva a quella generazione di professionisti che hanno contribuito alla crescita della comunità pontina attraverso l’esempio quotidiano e la dedizione al proprio ruolo.

Il saluto alla famiglia

Nel momento del lutto, il Foro di Latina si stringe attorno alla moglie, ai figli, alla sorella, al fratello Pierluigi e a tutti i familiari dell’avvocato Giuseppe Angeloni.

Resta il ricordo di un uomo che ha accompagnato la storia dell’avvocatura pontina per oltre settant’anni, lasciando una testimonianza fatta di cultura giuridica, rigore professionale e attenzione verso gli altri.

Una vita lunga un secolo, dedicata alla giustizia e ai valori della professione forense.

Ex scuola via Baltimora a Torino: provvedimento per criticità amianto

banchi di scuola, amianto
Scuola, (Foto free di Jorge Kavicki Jkavicki da Pixabay)

Sono iniziati i primi interventi nell’ex edificio scolastico di via Baltimora a Torino. Al via la manutenzione del verde nell’area dismessa mentre resta alta l’attenzione sulla presenza di materiali contenenti amianto.

Il sito, inutilizzato da diversi anni e successivamente passato a proprietà privata, è stato oggetto nel tempo di segnalazioni da parte di alcuni residenti per le condizioni di abbandono e per le problematiche ambientali legate alla struttura.

Tra gli interventi programmati figura ora la gestione della vegetazione interna all’area. Mentre rimane aperto il tema della bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nell’edificio.

“L’amianto nelle scuole è un problema che riguarda non solo il Piemonte, ma l’Italia e il mondo intero. L’Osservatorio Nazionale Amianto organizza da anni battaglie e convegni sul tema”, ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA commentando la notizia.

Manutenzione del verde nell’area dell’ex scuola

La situazione è stata recentemente aggiornata dopo una comunicazione indirizzata al consigliere della Circoscrizione 2 Alessandro Nucera.

La società proprietaria dell’area avrebbe confermato l’intenzione di procedere con un primo intervento dedicato alla cura del verde. L’operazione riguarda principalmente la rimozione della vegetazione cresciuta senza controllo. Oltre una prima attività di sistemazione degli spazi esterni.

Si tratta di un intervento preliminare finalizzato a migliorare le condizioni dell’area e a garantire una maggiore gestione del sito in attesa degli ulteriori passaggi previsti.

Amianto nell’ex scuola di via Baltimora: la situazione resta sotto osservazione

La principale criticità ambientale riguarda la presenza di materiali contenenti amianto nella copertura dell’edificio.

Secondo quanto riportato nelle precedenti verifiche tecniche effettuate dallArpa Piemonte, alcune parti della struttura presenterebbero condizioni di deterioramento. Queste avrebbero richiesto ulteriori valutazioni e interventi di messa in sicurezza.

La problematica riguarda in particolare la presenza di amianto crisotilo. Un materiale il cui utilizzo è stato vietato in Italia dalla legge 257 del 1992 per i rischi associati all’esposizione alle fibre.

Ordinanza per la bonifica della copertura

Per l’ex scuola di via Baltimora la Città di Torino ha adottato un provvedimento amministrativo, indicato come Atto n. 2364, con cui vengono richiesti interventi sulla struttura e sulla copertura contenente amianto.

Il provvedimento prevede attività di bonifica e rimozione dei materiali interessati, oltre ad altri interventi di manutenzione dell’immobile. Il termine indicato per l’esecuzione dei lavori è fissato al 2 febbraio 2027.

Un’area urbana al centro delle richieste dei residenti

L’ex scuola si trova in una zona densamente abitata di Torino, vicino a servizi pubblici, attività commerciali e altre strutture frequentate quotidianamente dai cittadini.

Proprio il contesto urbano ha contribuito negli anni a mantenere alta l’attenzione sulla necessità di una corretta gestione dell’area, sia dal punto di vista della manutenzione ordinaria sia per quanto riguarda gli interventi ambientali programmati.

Le condizioni dell’edificio sono state oggetto di valutazioni tecniche che hanno evidenziato la necessità di procedere con interventi specifici per la gestione dei materiali deteriorati presenti nella struttura.

Fonte: Torino Oggi

Amianto a Campogalliano: ONA Carpi attende sviluppi

amianto foro generico (immagine free ai esclusivamente decorativa)
amianto foro generico (immagine free ai esclusivamente decorativa)

LOsservatorio Nazionale Amianto (ONA) – Carpi continua ad attende sviluppi sul percorso avviato dal Comune di Campogalliano in merito alle verifiche sulle coperture contenenti amianto presenti nell’area compresa tra via Zucchini e via Rubiera.

La vicenda nasce dalla richiesta di accesso agli atti e di informazioni ambientali presentata dall’ONA Carpi. Finalizzata ad acquisire elementi conoscitivi sulla presenza di materiali contenenti amianto e sulle eventuali valutazioni tecniche disponibili.

Ad aprile l’Amministrazione comunale aveva fornito un riscontro alla richiesta. Comunicando l’avvio di un’attività istruttoria per raccogliere informazioni aggiornate sugli immobili interessati.

Alla data odierna, Mirco Zanoli di ONA Carpi comunica di essere in attesa di ulteriori aggiornamenti relativi agli sviluppi del procedimento. E agli eventuali esiti delle verifiche avviate.

La risposta del Comune sulle coperture contenenti amianto

Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale ricevuta dall’ONA Carpi e firmata dal responsabile del Settore Servizi al Territorio, il Comune aveva confermato la conoscenza della presenza di edifici per i quali, in passato, erano state effettuate valutazioni sulla possibile presenza di materiali contenenti amianto.

Nella stessa comunicazione l’Amministrazione aveva precisato che, agli atti degli uffici competenti, non risultavano disponibili valutazioni recenti relative allo stato di conservazione delle coperture oggetto della segnalazione.

Per questo motivo era stato avviato un percorso amministrativo finalizzato all’acquisizione di ulteriori elementi tecnici.

Le verifiche richieste ai proprietari degli immobili

Nell’ambito dell’istruttoria, il Comune aveva comunicato l’intenzione di acquisire dai proprietari degli immobili interessati la documentazione prevista dalla normativa vigente.

Tra gli elementi richiesti rientravano:

  • l’individuazione del responsabile per il controllo e la manutenzione dei materiali contenenti amianto;
  • una valutazione aggiornata dello stato di conservazione delle coperture, redatta da un tecnico qualificato secondo i criteri previsti dalla normativa regionale.

L’acquisizione di tali informazioni avrebbe consentito agli uffici competenti di valutare eventuali ulteriori iniziative di propria competenza.

ONA Carpi: monitoraggio e attenzione alla prevenzione

L’ONA Carpi prosegue la propria attività di monitoraggio sul territorio. Con l’obiettivo di favorire la conoscenza delle situazioni potenzialmente rilevanti sotto il profilo ambientale e della tutela della salute.

La presenza di materiali contenenti amianto richiede infatti una corretta gestione e un controllo periodico delle condizioni dei manufatti, secondo quanto previsto dalla normativa.

ONA Carpi resta in attesa di eventuali comunicazioni, avendo Zanoli dichiarato di aver inoltrato ulteriori solleciti, relative agli sviluppi del procedimento amministrativo avviato dal Comune di Campogalliano.

Un percorso ancora in fase di acquisizione delle informazioni

Eventuali aggiornamenti saranno valutati sulla base delle informazioni ufficiali che saranno rese disponibili dagli enti competenti e dai soggetti coinvolti.

L’attenzione dell’ONA Carpi rimane rivolta alla promozione della corretta gestione dell’amianto e alla diffusione di informazioni utili per la prevenzione dei rischi connessi alla presenza di materiali contenenti fibre di amianto.

Mirco Zanoli, Osservatorio Nazionale Amianto Carpi
Mirco Zanoli, Osservatorio Nazionale Amianto Carpi

 

Amianto, Carabiniere morto per mesotelioma: il Tribunale di Pesaro riconosce la vittima del dovere

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Sentenza definitiva: riconosciuto il nesso tra esposizione all’amianto durante il servizio e decesso del maresciallo dei Carabinieri

Il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto come vittima del dovere un maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri di Fano. Deceduto nel 2013 all’età di 56 anni a causa di un mesotelioma pleurico. Il giudice della Sezione Lavoro ha stabilito che la malattia è collegata all’esposizione all’amianto durante il servizio. Ha quindi condannato il Ministero dell’Interno a corrispondere agli eredi i benefici economici previsti dalla normativa per le vittime del dovere.

La carriera del militare e l’esposizione all’amianto

Secondo quanto ricostruito nel procedimento giudiziario, il sottufficiale era entrato nell’Arma dei Carabinieri nel 1975, prestando servizio fino al 2002.

Durante la sua attività aveva operato come addetto alle trasmissioni nelle centrali operative. Nel corso del giudizio è stato ricostruito che alcune mansioni svolte comportavano il contatto con materiali contenenti amianto. Utilizzati, tra l’altro, per la manutenzione delle armi e dei mezzi meccanici, sia blindati sia ruotati.

Tra gli episodi richiamati nella sentenza figura anche l’intervento di soccorso effettuato nella notte del 27 maggio 1993 dopo la strage di via dei Georgofili a Firenze. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, in quel contesto erano presenti materiali contenenti amianto dispersi nell’ambiente.

La consulenza tecnica conferma il nesso causale

Nel corso della causa è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio che ha concluso per l’esistenza di un rapporto causale tra il mesotelioma pleurico epiteliale maligno e l’attività lavorativa svolta dal militare.

La consulenza ha inoltre accertato un’inabilità lavorativa totale e il collegamento diretto tra la patologia e il decesso, avvenuto il 24 febbraio 2013.

Il Tribunale condanna il Ministero dell’Interno

Con la decisione, il Tribunale di Pesaro ha ritenuto non sufficienti gli elementi presentati dall’Amministrazione per escludere la presenza di amianto nelle attività indicate durante il processo. Respinta inoltre l’eccezione di prescrizione sollevata dalla difesa del Ministero.

Il giudice ha riconosciuto un’invalidità pari al 100% connessa alla patologia che ha causato il decesso e ha disposto che il Ministero dell’Interno corrisponda agli eredi i benefici economici maturati e non percepiti dal militare, oltre agli interessi e alle spese processuali.

La sentenza non impugnata ed è pertanto definitiva.

Le dichiarazioni del legale della famiglia

L’avvocato Ezio Bonanni, difensore degli eredi e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale.

Secondo il legale, il provvedimento «restituisce dignità alla memoria del maresciallo» e rappresenta un importante riconoscimento per chi ha svolto il proprio servizio a favore dello Stato. Bonanni ha inoltre auspicato che “questa pronuncia possa costituire un precedente significativo per coloro che attendono il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge in casi analoghi.”