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mercoledì, Aprile 1, 2026
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Amianto e Marina Militare: maresciallo riconosciuto vittima del dovere dal Tribunale di Bari

Risarcimento amianto - Avvocato Ezio Bonanni, vittime del dovere
Avvocato Ezio Bonanni

Un importante riconoscimento arriva dalla giustizia per un caso di esposizione all’amianto nella Marina Militare. Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza definitiva che riconosce il maresciallo Francesco Pantaleo come vittima del dovere, accogliendo le istanze portate avanti dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

Una decisione che rappresenta un punto fermo sul piano giuridico, ma che arriva dopo anni di sofferenza e solo dopo la scomparsa del militare.

Esposizione all’amianto sulle navi: una tragedia silenziosa

Per oltre trent’anni, dal 1977 al 2009, il maresciallo Pantaleo ha lavorato come meccanico navale. Secondo l’ONA, durante il servizio, sarebbe stato esposto alle fibre di amianto, presenti soprattutto nelle sale macchine. “Un’esposizione prolungata e inconsapevole che, nel tempo, ha avuto conseguenze.” – Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Nel 2021 è arrivata la diagnosi di mesotelioma pleurico, una patologia strettamente legata all’amianto. Dopo tre anni di malattia, il maresciallo è morto nel 2024.

Sentenza definitiva: condannato il ministero della Difesa

La sentenza del Tribunale di Bari è ormai passata in giudicato e il giudice ha stabilito che esiste un nesso tra attività lavorativa e malattia.
Gli eredi quindi hanno diritto ai benefici maturati dal militare.
Inoltre il riconoscimento di “vittima del dovere” consente quindi ai familiari di ottenere quanto spettava al maresciallo.

La battaglia legale portata avanti dalla famiglia

Il militare non ha potuto vedere riconosciuti i propri diritti in vita. Dopo la sua scomparsa, sono stati i familiari a proseguire il percorso giudiziario fino alla sentenza definitiva.

Determinante è stato il lavoro del team legale guidato dall’avvocato Ezio Bonanni, da anni impegnato nella tutela delle vittime dell’amianto.

Il servizio si avvale di una squadra di professionisti, tra cui Veronica Scigliano, Lidiana Belfiore, Giorgia Cicconi, Federica Pacca.

“Questa sentenza conferma una realtà che purtroppo si ripete spesso: la giustizia arriva dopo troppo tempo”, ha dichiarato Bonanni.
“Sono i familiari a sostenere lunghi procedimenti per ottenere diritti che dovrebbero essere riconosciuti rapidamente”.

Amianto nelle Forze Armate

A sottolineare l’importanza della decisione è intervenuta anche Francesca Piredda, che ha evidenziato come casi simili continuino a emergere. “L’esposizione all’amianto, soprattutto in ambito militare, deve essere riconosciuta senza costringere le famiglie a lunghi contenziosi”. – ha affermato.

Nonostante la sentenza definitiva, il percorso giudiziario non si è concluso del tutto. Restano aperti un procedimento davanti al TAR Puglia e una causa civile presso il Tribunale di Roma per il risarcimento ai familiari.
Un percorso che mira a ottenere ulteriori riconoscimenti per i danni subiti.

 

Fase Prodromica, cause esposti amianto, approccio legale (VIDEO)

avv. Cicconi - amianto
avv. Cicconi - amianto

La fase prodromica, ovvero quella preliminare di acquisizione degli atti e documenti, è cruciale nel trattamento di casi legati all’esposizione all’amianto. In un incontro recente con l’Avv. Giorgia Cicconi, membro del team dell‘Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), è stato approfondito come questa fase sia determinante per la costruzione di un caso solido, utile alla difesa dei diritti delle vittime e delle loro famiglie.

La fase di ricerca: fondamentale per la ricostruzione del caso

La ricerca iniziale, spesso sottovalutata, è il passo fondamentale in qualsiasi causa legale legata all’esposizione all’amianto. Sebbene molti si concentrino solo sugli aspetti del processo, l’Avv. Cicconi ha spiegato che il lavoro svolto nella fase prodromica è essenziale per comprendere appieno la storia di ciascun caso.

In particolare, l’acquisizione di documenti, come le memorie o gli atti legali è un momento in cui si ricostruisce minuziosamente la storia lavorativa e familiare delle persone coinvolte. Spesso, i familiari non ricordano dettagli cruciali o non sono a conoscenza delle dinamiche lavorative passate. Specialmente in contesti in cui le persone interessate sono anziane o non più in grado di fornire testimonianze dirette.

L’intervento dell’avvocato in questa fase è decisivo: “Il nostro compito è ricostruire passo dopo passo la storia, cercando ogni documento utile che possa far luce sul percorso lavorativo e familiare”, afferma l’Avv. Cicconi.

L’importanza degli accessi agli atti e della collaborazione con esperti

Un altro aspetto fondamentale di questa fase è l’accesso agli atti. Gli avvocati lavorano con esperti, come ingegneri e medici legali, per analizzare tutte le evidenze che possano supportare il caso. La collaborazione tra professionisti, insieme alla ricerca dei documenti giusti, permette di ricostruire con precisione l’esposizione all’amianto e di stabilire un legame diretto con la malattia o i danni subiti.

Le famiglie delle vittime hanno un ruolo cruciale in questo processo. Le testimonianze dirette e anche semplici ricordi, come fotografie, scritti e altri materiali evocativi, possono rivelarsi estremamente utili per ricostruire la realtà dei fatti. In alcuni casi, anche i ricordi più piccoli possono rappresentare un pezzo fondamentale per completare il puzzle della verità legale.

L’importanza della ricostruzione dettagliata: un lavoro certosino

Come sottolineato dall’Avv. Cicconi, la fase di acquisizione è un lavoro minuzioso che richiede pazienza e attenzione ai dettagli. “Anche le testimonianze dei colleghi di lavoro e dei familiari, che forniscono informazioni apparentemente insignificanti, possono essere determinanti”, afferma l’avvocatessa.

Una volta ottenuta tutta la documentazione necessaria, il team legale inizia a preparare il caso per il tribunale, cercando di rappresentare al meglio le circostanze reali che hanno portato alla malattia o ai danni subiti dalla persona esposta all’amianto. Il lavoro meticoloso svolto in questa fase consente di affrontare con maggiore efficacia i tribunali, le corti d’appello e la cassazione, presentando prove solide e ben documentate.

Proteggere chi protegge: le proposte ONA per i pompieri

Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate
Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate

Le considerazioni dell‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervistato dal giornalista Luigi Abbate, riguardo al convegno che si è tenuto presso l’Auditorium del Palazzo dello Sport CONI. Un appuntamento dedicato a un tema centrale: salute e sicurezza, con un obiettivo chiaro, “proteggere chi protegge”.

L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, associazioni e professionisti, con l’intento di fare il punto sulle tutele dei Vigili del Fuoco e rilanciare nuove proposte per il futuro.

Proteggere chi protegge: il significato del convegno

Il convegno nasce con una missione precisa: riconoscere il valore del lavoro svolto dai Vigili del Fuoco e rafforzarne la tutela.

Come emerso durante l’incontro, si tratta di un evento che “vuole rendere giustizia, vuole omaggiare, vuole esprimere gratitudine, ma anche tutela anche legale della salute e per i danni subiti, il corpo dei vigili del fuoco”. – Ha affermato Bonanni.

Un impegno concreto sul piano giuridico e sanitario.

Il bilancio dell’avvocato Ezio Bonanni

Secondo Bonanni, uno degli elementi più importanti emersi è “quello di una più ampia collaborazione tra le diverse associazioni e forze sindacali che hanno a cuore la tutela della salute dei Vigili del Fuoco e di tutti i lavoratori e cittadini”.

Un punto fondamentale per costruire un sistema di tutela più efficace e coordinato.

Un tema centrale riguarda le proposte avanzate dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Tra queste, spicca la richiesta di estendere le tutele INAIL anche ai Vigili del Fuoco.

In particolare, è stata avanzata “quella di ampliare la tutela INAIL anche ai Vigili del Fuoco, senza venir meno rispetto alle tutele già in essere e della tabellazione delle malattie professionali propria del regime INAIL”. – continua Bonanni.

“Questa disparità affonda le sue radici nella storia del Corpo. In passato, i Vigili del Fuoco erano considerati personale militare; successivamente sono stati inquadrati come personale civile della pubblica amministrazione Con la smilitarizzazione, infatti, non sono state pienamente riconosciute le stesse garanzie previdenziali previste per altri lavoratori pubblici.” – Ha specificato il legale.

Diritti previdenziali e criticità attuali

Il convegno di Roma ha rappresentato un importante punto di partenza per rafforzare la tutela dei Vigili del Fuoco.

Dalla necessità di maggiore collaborazione tra le parti sociali, fino alla proposta di estendere le tutele INAIL, emerge un messaggio chiaro: è necessario intervenire per garantire diritti più equi e adeguati.

Proteggere chi protegge è una responsabilità concreta che richiede azioni immediate, sia sul piano normativo sia su quello operativo.

Salute e Sicurezza, interviste dal convegno (VIDEO)

sicurezza (videointerviste)
sicurezza (videointerviste)

Interviste al margine dell’evento “Salute e sicurezza, proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”. Svoltasi presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni del CONI, in Viale Tiziano 74.  L’occasione per un confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo del lavoro sulla protezione di chi opera quotidianamente per la sicurezza della collettività.

Iniziativa promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del FuocoOsservatorio Nazionale Amianto(ONA) e Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

A moderare il tutto il giornalista Massimo Maria Amorosini.

La videointervista a Ruggero Alcanterini

La prima videointervista è stata quella a Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

La sicurezza negli eventi sportivi è un tema centrale e sempre più attuale. Non riguarda solo le strutture, ma anche la gestione delle folle e la preparazione degli operatori.“la sicurezza è una questione da mettere al centro perché chiaramente la tranquillità e il modo di affrontare le situazioni richiede prevenzione, richiede responsabilità, richiede un atteggiamento positivo. Sempre il momento dell’evento è la conclusione di un percorso.” – ha affermato Alcanterini

Nel corso della storia, lo sport ha conosciuto anche tragedie legate alla mancanza di adeguate misure di sicurezza. “in ambito sportivo alcune volte si sono verificati degli eventi disastrosi dal punto di vista di perdite di vite umane. Anche in tempi più recenti non sono mancati episodi drammatici. Molti ricorderanno il grave eventoche si verificò a Bruxelles in occasione di una partita internazionale in cui era presente una rappresentativa italiana e dove molti decine di persone furono vittime di un problema di sicurezza legata alla gestione dell’evento, ma legata anche alla struttura ad impiantistica.” – ha aggiunto Alcanterini.

Questi eventi evidenziano quanto sia fondamentale pianificare ogni dettaglio, prima e durante le manifestazioni.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto nella sicurezza

Un contributo fondamentale arriva dall’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare delle categorie più esposte.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA e vicepresidente CNIFP ha dichiarato: 
“Come Osservatorio Nazionale Amianto, ma anche come Comitato Nazionale Italiano Fairplay, siamo vicini  ai Vigili del fuoco che garantiscono la sicurezza delle nostre città e della nostra società rispetto non solo a calamità naturali, ma anche a eventi che, seppur banali, possono essere disastrosi senza interventi qualificati.”

Un impegno concreto:
“Per questi motivi intendiamo supportare l’azione del CONAPO e di tutti gli altri sindacati dei Vigili del Fuoco perché possano avere le migliori tutele previdenziali e risarcitorie, ma soprattutto preventive per la tutela della loro salute.”

Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri,

Tra gli interventi istituzionali di rilievo, quello di Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri, che ha evidenziato il ruolo delle istituzioni nella tutela della sicurezza sul lavoro.

“Sono Gabriella Ancora, sono il presidente nazionale della confederazione CONION quadri. Siamo presenti al Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro da molti anni. Dall’89 portiamo in particolare le tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro dei nostri lavoratori.” – ha sottolineato Ancora.

Un tema cruciale riguarda proprio la difficoltà di riconoscere le patologie per i Vigili del FUoco.
“La malattia si manifesta spesso purtroppo anni successivi, quindi è molto difficile dimostrare causa effetto.” – ha aggiunto.

Francesco Riva, consigliere CNEL e vicepresidente CIU Unionquadri

Importante anche il contributo di Francesco Riva, consigliere CNEL e vicepresidente CIU Unionquadri, che ha posto l’accento sul valore della prevenzione e della conoscenza dei rischi professionali. “Questa giornata è una giornata importante. Io sono anche un medico, per cui importante far conoscere quelli che sono i rischi del mondo del lavoro e non affrontarli dopo che il rischio è avvenuto.”

Un messaggio chiaro: agire prima che sia troppo tardi.
“Quindi bisogna fare prevenzione, bisogna riconoscere che questa categoria è una categoria che agisce nell’emergenza.”

I Vigili del Fuoco operano infatti in condizioni estreme e spesso sconosciute:
“si trova in situazioni che non conoscono, situazioni in cui non sanno cosa c’è e cosa è stato fatto prima, ma vengono chiamati per aiutare le persone, per evitare che queste persone muoio.”

Infine, l’impegno personale e istituzionale:
“Come medico affermo che è importante portare avanti le loro istanze perché è giusto che questa categoria venga supportata a livello istituzionale.”

Tutela della salute: rischi e malattie professionali

Un aspetto cruciale riguarda la salute degli operatori. “Nel giugno del 2002 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha emesso proprio una sentenza che è quella che la professione del vigil del Fuoco è una professione esposta all’insorgere di patologie tumorali.” -ha affermato Marco Piergallini, segretario generale CONAPO.

La testimonianza: il sacrificio dei Vigili del Fuoco

Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di Angelica Galatola, figlia del vigile del fuoco e vittima del dovere Umberto Galatola. “papà è morto in servizio nel 2000 quando avevo 9 anni. Ad un certo punto, mentre lui guidava il mezzo, è scoppiata la ruota. Il mezzo ha perso controllo e si sono rotti tutti i vari dispositivi che tenevano la benzina all’interno. La benzina poi ha trovato un innesco che ha preso fuoco. Mio padre purtroppo non ce l’ha fatta.”

Nonostante tutto, il coraggio ha fatto la differenza:
“ha fatto in modo di salvare sia le persone che passavano di lì e soprattutto si è salvato il suo collega di 21 anni.”

La testimonianza evidenzia anche le difficoltà burocratiche e psicologiche:
“ho dovuto contattare l’avvocato Ezio Bonanni per il riconoscimento dello status di vittima del dovere.”

Non basta il sostegno economico:
“quello che secondo me preme dal punto di vista politico, burocratico, amministrativo è che ci sia un intervento tempestivo da parte delle istituzioni per la famiglia.” un beneficio economico magari non va a colmare quel gap distruttivo che una famiglia vive.”

On. Cesare Damiano: tutele e riconoscimento delle malattie professionali

Tra gli interventi più autorevoli, quello dell’On. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, che ha posto l’attenzione sulla necessità di rafforzare le tutele per i Vigili del Fuoco, soprattutto in relazione alle malattie professionali.
“Quella del Vigile del Fuoco è particolarmente esposta per gli interventi a favore della comunità che si debbono svolgere.” – Ha spiegato Damiano evidenziando anche la necessità di un lavoro tecnico e normativo più approfondito sul tema del riconoscimento delle malattie professionali.

E aggiunge:
“Bisognerà studiare i dossier e vedere quali sono le condizioni per armonizzare le attuali tutele di legge con le tutele che potrebbe fornire l’INAIL .”

Infine, una riflessione importante sulla natura di queste patologie:
“sapendo che la malattia professionale non si manifesta immediatamente come può essere l’incidente, l’infortunio sul lavoro, ma agisce gradualmente. È una modalità subdola, molte volte colpisce dopo tantissimi anni di esposizione quando una persona non è più al lavoro e magari in pensione.”

Preparazione fisica e parallelismi

Tra gli interventi tecnici, quello di Lamberto Cignitti, vicepresidente del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse, che ha evidenziato un aspetto spesso sottovalutato: la preparazione fisica come primo strumento di sicurezza.

Tra gli interventi più strategici, quello del Generale Giampiero Cardillo, membro del comitato tecnico ONA, che ha offerto una riflessione approfondita sul concetto di protezione e sull’evoluzione degli strumenti di sicurezza.

Il Generale Cardillo è intervenuto facendo un parallelismo bellico. “la protezione di chi si occupa della sicurezza collettiva deve essere considerata come l’equipaggiamento di un soldato, che non può essere mandato in guerra senza armi adeguate o senza una preparazione commisurata a ciò che dovrà affrontare.”

Ha quindi fatto presente che non si può fare affidamento esclusivamente sul coraggio di Vigili del Fuoco e personale sanitario, perché l’eroismo, pur essendo un valore importante e riconosciuto, non è sufficiente a risolvere i problemi strutturali della sicurezza.

Secondo Cardillo, è invece fondamentale investire in ricerca, innovazione e sviluppo di mezzi e procedure sempre più efficaci, capaci di garantire interventi sicuri e risultati concreti.

Ha infine ribadito che il vero successo non si misura solo nell’efficacia dell’intervento, ma anche nella capacità di prevenire i rischi e di tutelare la vita e la salute degli operatori che ogni giorno si occupano della sicurezza collettiva.

Vedi le videointerviste a cura di Rita Chessa

Taggia (IM) completata bonifica amianto alloggi pubblici

Taggia, rimosso l'amianto negli edifici pubblici( Foto di graph76 da Pixabay)
Taggia, rimosso l'amianto negli edifici pubblici( Foto di graph76 da Pixabay)

Nel comune di Taggia, in provincia di Imperia in Liguria, è stata completata la rimozione dell’amianto dagli alloggi pubblici.  L’ultimo intervento si è concluso in uno stabile di via Borghi che rappresentava l’ultima struttura del patrimonio pubblico cittadino in cui era ancora presente questo materiale nella copertura.  Ne ha dato notizia Arte Imperia, che ne gestiva gli immobili.

La scorsa settimana anche sopralluogo istituzionale a cui hanno preso parte l’assessore regionale Marco Scajola, il sindaco Mario Conio e l’amministratore unico di Arte Imperia Antonio Parolini.

Intervento da 190 mila euro per tetto e facciate

L’operazione di riqualificazione avrebbe comportato un investimento complessivo di circa 190 mila euro. I lavori hanno riguardato principalmente la sostituzione della copertura contenente amianto e il risanamento delle facciate deteriorate dell’edificio.

Lo stabile interessato dall’intervento ospita sei alloggi di edilizia residenziale pubblica. Con la conclusione del cantiere si completa un percorso di bonifica e riqualificazione avviato diversi anni fa sul territorio comunale.

Sei cantieri dal 2018 per migliorare il patrimonio pubblico

L’intervento di via Borghi rappresenta infatti l’ultimo tassello di un programma più ampio avviato nel 2018. In questi anni sono stati aperti sei cantieri nel comune di Taggia. Con lavori che hanno interessato complessivamente 81 abitazioni di edilizia pubblica.

Il valore totale degli interventi realizzati ammonta a circa 1,4 milioni di euro, destinati alla manutenzione straordinaria e al miglioramento delle condizioni degli immobili.

Secondo quanto evidenziato dall’assessore regionale Marco Scajola, la conclusione dei lavori ha un duplice significato. Da un lato consente di eliminare definitivamente l’amianto dagli edifici pubblici della città, dall’altro contribuisce alla valorizzazione del patrimonio abitativo gestito da Arte Imperia.

Miglioramento degli edifici e della qualità abitativa

Nel corso degli ultimi anni gli interventi hanno permesso non solo la rimozione delle coperture contenenti asbesto, ma anche una riqualificazione complessiva degli immobili.

Le opere hanno interessato diversi elementi strutturali degli edifici, tra cui rifacimento delle coperture, sistemazione delle facciate e sostituzione dei serramenti. Oltre a interventi sugli impianti.

Secondo quanto evidenziato durante il sopralluogo, questi lavori hanno contribuito a migliorare le condizioni abitative degli alloggi e a rafforzare la qualità del patrimonio pubblico destinato alle famiglie assegnatarie.

L’assessore Scajola ha ricordato che solo nel territorio di Taggia sono stati investiti 1,4 milioni di euro dal 2018, con interventi che hanno interessato oltre 80 appartamenti. L’obiettivo, ha spiegato, è continuare a sostenere programmi di riqualificazione dell’edilizia pubblica sia per chi già vive negli alloggi sia per chi ha necessità di una casa.

Il commento del sindaco di Taggia

Soddisfazione per la conclusione dell’intervento espressa anche dal sindaco di Taggia, Mario Conio. Secondo il primo cittadino, la rimozione dell’amianto dagli edifici di edilizia residenziale pubblica rappresenta un passo significativo per il benessere e la sicurezza della comunità locale.

Il sindaco ha sottolineato che la bonifica completa degli immobili pubblici presenti sul territorio comunale è il risultato di un percorso avviato negli anni passati grazie alla collaborazione tra enti locali e istituzioni regionali.

Conio ha inoltre ringraziato la Regione Liguria per il sostegno economico garantito attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, oltre ad Arte Imperia per il contributo finanziario e l’impegno nella realizzazione degli interventi.

Il ruolo di Arte Imperia nella bonifica dell’amianto

Anche l’amministratore unico di Arte Imperia, Antonio Parolini, ha evidenziato l’importanza degli interventi portati a termine. Secondo Parolini, la rimozione dell’amianto e la sostituzione delle coperture rappresentano operazioni fondamentali per assicurare ambienti abitativi più sicuri e salubri.

L’ente sta portando avanti un programma mirato non solo alla manutenzione straordinaria degli edifici, ma anche alla progressiva eliminazione dei materiali potenzialmente pericolosi presenti negli immobili più datati.

Riqualificazione urbana e nuovi progetti

Il completamento della bonifica dell’amianto negli alloggi pubblici di Taggia si inserisce quindi in un percorso più ampio di riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico.

L’obiettivo dichiarato è continuare a programmare nuovi interventi per migliorare la qualità degli edifici e garantire condizioni abitative adeguate agli assegnatari.

In prospettiva, la collaborazione tra Regione, enti gestori e amministrazioni locali dovrebbe consentire di proseguire con ulteriori opere di manutenzione e riqualificazione, contribuendo così a migliorare la qualità della vita dei residenti e a valorizzare il patrimonio pubblico del territorio.