Interviste al margine dell’evento “Salute e sicurezza, proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”. Svoltasi presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni del CONI, in Viale Tiziano 74. L’occasione per un confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo del lavoro sulla protezione di chi opera quotidianamente per la sicurezza della collettività.
Iniziativa promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, Osservatorio Nazionale Amianto(ONA) e Comitato Nazionale Italiano Fair Play.
A moderare il tutto il giornalista Massimo Maria Amorosini.
La videointervista a Ruggero Alcanterini
La prima videointervista è stata quella a Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play.
La sicurezza negli eventi sportivi è un tema centrale e sempre più attuale. Non riguarda solo le strutture, ma anche la gestione delle folle e la preparazione degli operatori.“la sicurezza è una questione da mettere al centro perché chiaramente la tranquillità e il modo di affrontare le situazioni richiede prevenzione, richiede responsabilità, richiede un atteggiamento positivo. Sempre il momento dell’evento è la conclusione di un percorso.” – ha affermato Alcanterini
Nel corso della storia, lo sport ha conosciuto anche tragedie legate alla mancanza di adeguate misure di sicurezza. “in ambito sportivo alcune volte si sono verificati degli eventi disastrosi dal punto di vista di perdite di vite umane. Anche in tempi più recenti non sono mancati episodi drammatici. Molti ricorderanno il grave eventoche si verificò a Bruxelles in occasione di una partita internazionale in cui era presente una rappresentativa italiana e dove molti decine di persone furono vittime di un problema di sicurezza legata alla gestione dell’evento, ma legata anche alla struttura ad impiantistica.” – ha aggiunto Alcanterini.
Questi eventi evidenziano quanto sia fondamentale pianificare ogni dettaglio, prima e durante le manifestazioni.
Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto nella sicurezza
Un contributo fondamentale arriva dall’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare delle categorie più esposte.
L’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA e vicepresidente CNIFP ha dichiarato:
“Come Osservatorio Nazionale Amianto, ma anche come Comitato Nazionale Italiano Fairplay, siamo vicini ai Vigili del fuoco che garantiscono la sicurezza delle nostre città e della nostra società rispetto non solo a calamità naturali, ma anche a eventi che, seppur banali, possono essere disastrosi senza interventi qualificati.”
Un impegno concreto:
“Per questi motivi intendiamo supportare l’azione del CONAPO e di tutti gli altri sindacati dei Vigili del Fuoco perché possano avere le migliori tutele previdenziali e risarcitorie, ma soprattutto preventive per la tutela della loro salute.”
Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri,
Tra gli interventi istituzionali di rilievo, quello di Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri, che ha evidenziato il ruolo delle istituzioni nella tutela della sicurezza sul lavoro.
“Sono Gabriella Ancora, sono il presidente nazionale della confederazione CONION quadri. Siamo presenti al Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro da molti anni. Dall’89 portiamo in particolare le tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro dei nostri lavoratori.” – ha sottolineato Ancora.
Un tema cruciale riguarda proprio la difficoltà di riconoscere le patologie per i Vigili del FUoco.
“La malattia si manifesta spesso purtroppo anni successivi, quindi è molto difficile dimostrare causa effetto.” – ha aggiunto.
Francesco Riva, consigliere CNEL e vicepresidente CIU Unionquadri
Importante anche il contributo di Francesco Riva, consigliere CNEL e vicepresidente CIU Unionquadri, che ha posto l’accento sul valore della prevenzione e della conoscenza dei rischi professionali. “Questa giornata è una giornata importante. Io sono anche un medico, per cui importante far conoscere quelli che sono i rischi del mondo del lavoro e non affrontarli dopo che il rischio è avvenuto.”
Un messaggio chiaro: agire prima che sia troppo tardi.
“Quindi bisogna fare prevenzione, bisogna riconoscere che questa categoria è una categoria che agisce nell’emergenza.”
I Vigili del Fuoco operano infatti in condizioni estreme e spesso sconosciute:
“si trova in situazioni che non conoscono, situazioni in cui non sanno cosa c’è e cosa è stato fatto prima, ma vengono chiamati per aiutare le persone, per evitare che queste persone muoio.”
Infine, l’impegno personale e istituzionale:
“Come medico affermo che è importante portare avanti le loro istanze perché è giusto che questa categoria venga supportata a livello istituzionale.”
Tutela della salute: rischi e malattie professionali
Un aspetto cruciale riguarda la salute degli operatori. “Nel giugno del 2002 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha emesso proprio una sentenza che è quella che la professione del vigil del Fuoco è una professione esposta all’insorgere di patologie tumorali.” -ha affermato Marco Piergallini, segretario generale CONAPO.
La testimonianza: il sacrificio dei Vigili del Fuoco
Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di Angelica Galatola, figlia del vigile del fuoco e vittima del dovere Umberto Galatola. “papà è morto in servizio nel 2000 quando avevo 9 anni. Ad un certo punto, mentre lui guidava il mezzo, è scoppiata la ruota. Il mezzo ha perso controllo e si sono rotti tutti i vari dispositivi che tenevano la benzina all’interno. La benzina poi ha trovato un innesco che ha preso fuoco. Mio padre purtroppo non ce l’ha fatta.”
Nonostante tutto, il coraggio ha fatto la differenza:
“ha fatto in modo di salvare sia le persone che passavano di lì e soprattutto si è salvato il suo collega di 21 anni.”
La testimonianza evidenzia anche le difficoltà burocratiche e psicologiche:
“ho dovuto contattare l’avvocato Ezio Bonanni per il riconoscimento dello status di vittima del dovere.”
Non basta il sostegno economico:
“quello che secondo me preme dal punto di vista politico, burocratico, amministrativo è che ci sia un intervento tempestivo da parte delle istituzioni per la famiglia.” un beneficio economico magari non va a colmare quel gap distruttivo che una famiglia vive.”
On. Cesare Damiano: tutele e riconoscimento delle malattie professionali
Tra gli interventi più autorevoli, quello dell’On. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, che ha posto l’attenzione sulla necessità di rafforzare le tutele per i Vigili del Fuoco, soprattutto in relazione alle malattie professionali.
“Quella del Vigile del Fuoco è particolarmente esposta per gli interventi a favore della comunità che si debbono svolgere.” – Ha spiegato Damiano evidenziando anche la necessità di un lavoro tecnico e normativo più approfondito sul tema del riconoscimento delle malattie professionali.
E aggiunge:
“Bisognerà studiare i dossier e vedere quali sono le condizioni per armonizzare le attuali tutele di legge con le tutele che potrebbe fornire l’INAIL .”
Infine, una riflessione importante sulla natura di queste patologie:
“sapendo che la malattia professionale non si manifesta immediatamente come può essere l’incidente, l’infortunio sul lavoro, ma agisce gradualmente. È una modalità subdola, molte volte colpisce dopo tantissimi anni di esposizione quando una persona non è più al lavoro e magari in pensione.”
Preparazione fisica e parallelismi
Tra gli interventi tecnici, quello di Lamberto Cignitti, vicepresidente del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse, che ha evidenziato un aspetto spesso sottovalutato: la preparazione fisica come primo strumento di sicurezza.
Tra gli interventi più strategici, quello del Generale Giampiero Cardillo, membro del comitato tecnico ONA, che ha offerto una riflessione approfondita sul concetto di protezione e sull’evoluzione degli strumenti di sicurezza.
Il Generale Cardillo è intervenuto facendo un parallelismo bellico. “la protezione di chi si occupa della sicurezza collettiva deve essere considerata come l’equipaggiamento di un soldato, che non può essere mandato in guerra senza armi adeguate o senza una preparazione commisurata a ciò che dovrà affrontare.”
Ha quindi fatto presente che non si può fare affidamento esclusivamente sul coraggio di Vigili del Fuoco e personale sanitario, perché l’eroismo, pur essendo un valore importante e riconosciuto, non è sufficiente a risolvere i problemi strutturali della sicurezza.
Secondo Cardillo, è invece fondamentale investire in ricerca, innovazione e sviluppo di mezzi e procedure sempre più efficaci, capaci di garantire interventi sicuri e risultati concreti.
Ha infine ribadito che il vero successo non si misura solo nell’efficacia dell’intervento, ma anche nella capacità di prevenire i rischi e di tutelare la vita e la salute degli operatori che ogni giorno si occupano della sicurezza collettiva.
Vedi le videointerviste a cura di Rita Chessa



