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Eternit bis: aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria

Eternit Bis, Luigi Abbate intervista Ezio Bonanni
Eternit Bis, Luigi Abbate intervista Ezio Bonanni

La vicenda giudiziaria Eternit bis continua a essere al centro dell’attenzione per la sua complessità e per i numerosi passaggi processuali che la caratterizzano.

Nel corso di un’intervista del giornalista Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni ha fatto il punto sugli sviluppi più recenti.

Origine del procedimento Eternit bis

Per comprendere la situazione attuale, è utile partire dal primo processo. Nel 2014, la Corte di Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale nel cosiddetto “Eternit 1”.

Successivamente, sono stati avviati nuovi procedimenti, riuniti sotto il nome di Eternit bis. In questa fase, le contestazioni sono state riformulate e suddivise in più filoni, rendendo il quadro giudiziario particolarmente articolato.

I diversi filoni del processo

Uno degli aspetti più rilevanti di Eternit bis è la presenza di più procedimenti distinti.

Tra questi, il filone di Torino ha già attraversato due passaggi davanti alla Corte di Cassazione. In entrambi i casi, le decisioni precedenti sono state annullate, determinando la necessità di nuovi esami.

Questa struttura “a più livelli” rende il procedimento lungo e complesso, con sviluppi che possono differire da un filone all’altro.

L’ultimo aggiornamento dalla Cassazione

Secondo quanto riportato nell’intervista, un recente provvedimento della Corte di Cassazione ha disposto un annullamento con rinvio. La decisione è legata a una questione procedurale: la mancata traduzione degli atti in lingua tedesca per una delle parti coinvolte.

Di conseguenza, il procedimento dovrà essere nuovamente esaminato dopo l’adempimento di questo requisito formale.

Cosa succede adesso

Dopo questo passaggio, il processo seguirà un iter preciso. Innanzitutto la traduzione degli atti processuali, un nuovo esame da parte della Cassazione e la decisione finale sul filone interessato.

Al momento, non è possibile stabilire tempi certi per la conclusione, poiché il procedimento dipende dalle valutazioni della Corte.

Una vicenda ancora aperta

Come evidenziato dall’avvocato Bonanni, l’auspicio è che si possa arrivare a una decisione definitiva nel rispetto delle regole processuali e delle garanzie previste dall’ordinamento.
Tra annullamenti, rinvii e nuove valutazioni, il percorso giudiziario è ancora in evoluzione. Per questo motivo, è importante seguire gli aggiornamenti attraverso fonti affidabili e attenersi ai fatti accertati dalle autorità competenti.

La testimonianza di Maria Grazia Calandrone nel suo romanzo: “Dimmi che sei stata felice”

“Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia. Mi sono accorta che il problema è devastante. C’è una zona di due km quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto. Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessanta anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto. In questa zona, vivono moltissime famiglie. Per questo, ho fatto denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno. Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto. L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo Mauro Dimitri. Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto. Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.
“Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia. Mi sono accorta che il problema è devastante. C’è una zona di due km quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto. Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessanta anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto. In questa zona, vivono moltissime famiglie. Per questo, ho fatto denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno. Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto. L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo Mauro Dimitri. Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto. Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.

La preziosa nota autobiografica e al contempo denuncia della scrittrice Maria Grazia Calandrone

L’importanza della testimonianza autobiografica della poetessa Maria Grazia Calandrone, conferisce sicuramente l’immagine stampata ed impressa nel tempo, di un contesto urbano e sociale del litorale romano ancora vivo.

Anche durante il Convegno, tenutosi presso la Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio il 30.03.26, l’intervento dell’autrice del libro “Dimmi che sei stata felice, ha reso una profonda possibilità di riflessione.

Sicuramente, come descritto è avvicinato ad una cruda e dura realtà, vittima delle problematicità del post conflitto bellico, calate in un contesto sociale provato.

Il Romanzo, riesce a rendere ancor meglio l’idea del suo vissuto personale. E cosa ancora rappresenta di questa realtà, il suo ricordo ed al contempo la richiesta umana più vera e concreta.

Sarebbe importante, saper cogliere dalla sua preziosa testimonianza, tradotta in uno splendido testo romanzato, le sfaccettature umane in cui molti problemi sociali si posano.

Intervento della scrittrice Maria Grazia Calandrone al Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio - Palazzo Senatorio
Intervento della scrittrice Maria Grazia Calandrone al Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio – Palazzo Senatorio

Maria Grazia Calandrone:

Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia.

Mi sono accorta che il problema è devastante.

C’è una zona di due chilometri quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto.

Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessanta anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto.

Essendo presenti moltissime famiglie, ho deciso di fare denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno.

Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto.

L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo, Mauro Dimitri.

Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto.

Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.

“Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia.Mi sono accorta che il problema è devastante. C’è una zona di due km quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto. Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessanta anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto. In questa zona, vivono moltissime famiglie. Per questo, ho fatto denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno. Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto. L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo Mauro Dimitri. Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto. Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.

Estratto dalla pg.163 del Libro di Maria Grazia Calandrone “Dimmi che sei stata felice”

La realtà di Ostia tra incuria, indifferenza e disattenzione

La Scrittrice:

Purtroppo, sappiamo bene come l’ignoranza e la disattenzione verso tanti problemi della persona, lascino il tempo che trovano.

E le vite umane, la salute ed i concetti più alti legati alla dignità della persona, finiscano per essere logorati e dimenticati in un oblio senza precedenti.

Quindi, credo sia manifestamente opportuno, utile ed importante ritrarre e portare in luce le sensazioni e le dirette impressioni sul contesto sociale, ed un mondo forse troppo dimenticato.

Contestualizzare anche ai giorni nostri, cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale.

Dove l’uomo non si è avvicinato a comprendere l’altro, per una crescita condivisa anche sullo stesso territorio”.

Quanto è stato frutto di un appannaggio politico, oppure di una rimostranza radicata nell’ignoranza dell’epoca.

Se le leggi del tempo non hanno permesso un’apertura dei cittadini, e tante vittime potevano essere salvate.

Se sono stati ignorati tanti fenomeni legati alla pericolosità e l’indigenza delle persone. Se non sono stati accolti sicuramente degli allarmi e delle grida da parte del “popolo”.

Scrivere per evocare, sensibilizzare e trovare una soluzione

Affrontare delle tematiche sociali e legate all’importanza della persona, la salute, ed il territorio attraverso la sua lente è davvero un bene inestimabile.

Uno strumento direi profondo per cogliere ogni saliente aspetto ed approfondimento sul tema.

Vogliamo approfondire e quindi cogliere anche dei suggerimenti in base ai ricordi e la sua esperienza.

Comprendere la realtà, i fattori e le reali conseguenze patite dalle persone è fondamentale.

Sono gli strumenti migliori, da cui poter risalire alle origini del problema, e capire le falle del sistema.

ruoli sociali che hanno inciso oppure limitato l’evolvere della società, marginalizzato e sottovalutato molte questioni.

Parlarne attraverso una luce attenta ai sentimenti umani, è la migliore soluzione, la più umana.

Alla fine, ciò di cui ci interessiamo nella cura dell’ambiente e per un uso corretto dei materiali pericolosi come l’amianto per la salute delle persone, è per la persona.

Per la sua dignità, per la qualità di vita, per un pieno riconoscimento di una vita degna di essere vissuta.

Il dramma riportato nel suo libro, traslato nella sua storia autobiografica rende pienamente l’idea di cosa comporti la non curanza e l’abbandono.

Le persone meritano molto di più

La sua penna, rende davvero una lodevole nota di plauso e condivisione.

Riuscendo a cogliere il senso più umano del dramma, della dimenticanza, suscitando quella voglia di riconoscimento e nuova speranza.

Riflettendo sull’impulso significativo del libro

Il personale impegno da parte della poetessa Maria Grazia Calandrone, si è dimostrato con la denuncia alla Asl.

Lo sconforto e il disarmo della poetessa, difronte al degrado sociale ha generato un allarme.

E proprio per la salute dei residenti la stessa ha agito denunciando, ma avendo solo a distanza  una risposta non esaustiva.

La posizione e l’attivismo della Calandrone, rappresenta l’esemplare attenzione al territorio e di risolutezza.

Contro l’indifferenza, difronte ad emergenze sociali che toccano direttamente la salute delle persone.

La sensibilizzazione sul tema è stata pregnante, all’interno del Convegno stesso all’interno del Palazzo Senatorio, ha stretto assieme alla poetessa tutti i relatori presenti e le testimonianze dirette dei coniugi e familiari delle vittime dell’amianto.

L’attenzione al territorio, ai residenti, a dei fenomeni che non sono solo “degli altri”, ma ci appartengono.

Iniziando a pensare, in una dimensione collettiva di condivisione, di consapevolezza e ricerca di plausibili soluzioni al problema.

L’esempio della poetessa, è quello di una donna innanzitutto e poi scrittrice che si trovava per i sopralluoghi destinati alla stesura del suo libro, proprio ad Ostia.

La nascita del personaggio Rocco e l’interesse per Ostia

La Poetessa:

Quando ho visto Ostia per la prima volta, con il suo mare e litorale me ne sono innamorata.

L’immagine delle palazzine che cadevano a pezzi ricoperte dall’amianto. Tutto ciò mi ha turbata ed ho indagato a fondo la questione, anche storicamente.

Così, ho costruito il personaggio di Rocco Illuminati, anestesista ossessionato dall’amianto che in parte sono io, mi impersona.

Il periodo degli Anni ’60, sono quelli di costruzione delle palazzine privi della totale conoscenza del problema da parte soprattutto dei residenti.

A seguito della conoscenza di tali problematiche, subito il mio attivismo sul fenomeno amianto si è associato a quello di Mauro Dimitri (come introdotto).

Questi interventi hanno avuto delle risposte solo dopo un anno dai sopralluoghi. Ma non hanno imposto alcuna rimozione.

Abusivismo, ed uso di tagli di amianto. Nonostante le istituzioni lo sanno, ed anche la Asl.

Infatti alcune palazzine sono state bonificate, ma tante ancora no.

La dimostrazione e la sensibilizzazione sul fenomeno amianto è andata avanti con il coinvolgimento del tessuto sociale per una informazione corretta. Infatti, si è tenuta proprio sul posto la presentazione al Municipio di Ostia del libro, davanti ad una platea consapevole.

L’occasione è stata anche quella in cui ho preso insulti e l’ho fatto per difendere la verità, soprattutto sui social”.

“Ci vuole coraggio a far uscire tanti fatti“

“Omertà, tutti sanno ma nessuno parla.

Aiuta questa indagine, a non avere fiducia nell’umanità ma in quella che si salva.

Il personaggio è esasperato ed ossessionato, cambiando mestiere ne fa qualcosa di concreto con estrema generosità. Si tratta di un personaggio positivo.

Accanto, due figure femminili nella seconda parte del libro, di cui una impalcata che ha bisogno della logica, l’altra diversa istintiva, artista e persona libera.

Il Neuropsichiatra infantile, svolge il lavoro nella scuola e negli ospedali. Riesce a spiegare un piccolo campionario di problemi adolescenziali, molto forti.

Il Romanzo, in particolare, risalta il valore del riscatto della bellezza del posto. Parlando del teatro e piazza Gasparri in piena commozione ritraendo la povera gente.

Va denunciata la pericolosità presente sul territorio. Ma Ostia, è bella perchè piena anche di umanità e di un mare bello, libero ed incontaminato.

Il senso del libro,  trapela uno spaccato su un luogo abbandonato dalla incuria delle istituzioni. E logorato anche da disagi e problematiche sociali molto forti, dallo spaccio, alla violenza domestica.

Il fenomeno dell’abusivismo, si colloca all’interno dell’ottica di abbandono appena introdotta. 

In cui l’autrice, per mezzo dei suoi personaggi cerca di rappresentare delle intenzioni di riscatto ed apertura per una nuova umanità riconosciuta. 

La bellezza del personaggio di Rocco, del suo coraggio ed impegno sociale di lotta contro l’amianto e le cause di morte involte.

La testimonianza stessa di quelle persone, di quella umanità che vince sull’indifferenza“.

 

 

Amianto nelle scuole di Roma: intervista all’Avv. Ezio Bonanni (VIDEO)

Amianto, Abbate e Bonanni
Amianto, Abbate e Bonanni

L’amianto nelle scuole rappresenta ancora oggi una delle emergenze ambientali e sanitarie più rilevanti in Italia. Il tema è stato al centro di un importante convegno tenutosi a Roma, presso il Campidoglio, nella sala del Carroccio, promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Durante l’incontro, l’avvocato Ezio Bonanni è stato intervistato da Luigi Abbate ha fatto il punto sulla situazione delle bonifiche e sui rischi legati alla presenza di questo materiale pericoloso in alcuni edifici scolastici.

Il ruolo dell’ONA nella lotta all’amianto

“La presenza di amianto in alcuni edifici scolastici costituisce un potenziale rischio per la salute e nonostante gli interventi effettuati negli ultimi anni, molte strutture necessitano ancora di bonifica o messa in sicurezza.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato dal 2008 nella tutela della salute e nella prevenzione dei rischi legati all’esposizione all’amianto.

Grazie alla collaborazione con le istituzioni, sono stati raggiunti risultati importanti, soprattutto negli ultimi anni. In particolare, è stato sottolineato il ruolo delle amministrazioni comunali e il supporto del ministero dell’Ambiente, che nel 2019 ha stanziato fondi significativi per le attività di bonifica.

Bonifiche a Roma: risultati e criticità

Diverse scuole sono già state bonificate, mentre altre sono in fase di intervento o lo saranno a breve. Questo rappresenta un segnale positivo.

Tuttavia il completamento delle bonifiche richiede un impegno continuo e coordinato tra istituzioni, enti locali e società civile. Solo attraverso un’azione congiunta sarà possibile eliminare definitivamente il rischio amianto dagli edifici scolastici.

Prevenzione e sicurezza: le priorità

Uno dei punti centrali emersi dal convegno riguarda l’importanza della prevenzione primaria. Le azioni fondamentali includono rimozione dell’amianto, confinamento dei materiali pericolosi e il monitoraggio costante degli edifici. Oltre agli interventi di messa in sicurezza.

“Continuare a investire nella bonifica e nella prevenzione rappresenta l’unica soluzione per garantire ambienti scolastici sicuri e tutelare la salute delle future generazioni.” – Ha aggiunto Bonanni.

Invitiamo pertanto a visionare l’intervista all’Avv. Ezio Bonanni di Luigi Abbate su Ona News.

Amianto nelle scuole di Roma, il convegno al Campidoglio (VIDEO)

Amianto nelle scuole, convegno
Amianto nelle scuole, convegno

L’amianto nelle scuole di Roma non risulta ancora sotto controllo. A evidenziarlo l’Osservatorio Nazionale Amianto. Il quale ha presentato un aggiornamento durante il convegno tenuto il 30 marzo in Campidoglio, nella Sala del Carroccio.

Secondo quanto emerso, nonostante gli interventi di bonifica avviati negli ultimi anni, la situazione è rimasta frammentaria. I dati disponibili hanno riguardato solo una parte degli edifici scolastici. Rendendo impossibile una mappatura completa senza una collaborazione più ampia tra le istituzioni.

A moderare l’iniziativa la giornalista Elisa Mariani.

Circa 140 scuole con amianto o sospetti

Il punto di partenza il dato del 2024. Tra il Comune di Roma e Città Metropolitana sono stati individuati circa 140 edifici scolastici con presenza accertata o sospetta di amianto.

Un numero che ha confermato come il problema sia ancora attuale e rappresenti un rischio concreto per la salute di studenti, docenti e personale scolastico.

Mappatura incompleta e scoperte casuali

Uno degli aspetti più critici ha riguardato l’assenza di una mappatura completa. In diversi casi, infatti, la presenza di amianto è stata scoperta solo durante lavori di manutenzione.

Un dato che ha evidenziato un problema strutturale. Invece di essere individuato attraverso controlli sistematici, l’amianto è emerso spesso in modo accidentale.

L’indagine su tutta la Capitale

L’indagine è stata condotta dall’ONA tramite accesso agli atti amministrativi, coinvolgendo tutti i 15 municipi di Roma e la Città Metropolitana.

Il quadro emerso è però solo parziale. Non tutte le amministrazioni hanno infatti fornito la documentazione richiesta, lasciando zone d’ombra nella ricostruzione complessiva. A volte la stessa è risultata incompleta o dispersa.

Bonifiche presenti, ma senza programmazione

Dai dati raccolti è emerso che gli interventi di bonifica sono stati avviati in diversi territori, ma senza una strategia unitaria.

A livello metropolitano, sono stati attivati anche interventi finanziati dal PNRR, con oltre 129 milioni di euro destinati alla sicurezza degli edifici scolastici.

Le principali criticità emerse

Oltre al problema di una mancata mappatura completa, rimane centrale il problema della carenza di risorse per verifiche tecniche. Oltre al fatto che spesso il problema rimane la scoperta casuale dell’amianto durante i lavori.

Nel complesso, è emersa l’immagine di una città in cui le bonifiche sono andate avanti, ma senza una regia coordinata.

On. Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica e del sindaco della Città Metropolitana di Roma (scuole superiori)

Durante il convegno è intervenuto anche Daniele Parrucci,  che ha tracciato un quadro critico ma anche degli interventi in corso.

«Abbiamo trovato una situazione devastante». Ha spiegato, sottolineando come per oltre vent’anni siano mancati investimenti adeguati sull’edilizia scolastica. «Molte scuole non si stavano semplicemente deteriorando, ma stavano implodendo».

Parrucci ha ricordato che la Città Metropolitana gestisce centinaia di istituti e che il fabbisogno complessivo per riportare il sistema a condizioni ordinarie era stimato in circa un miliardo di euro.

Sul tema amianto, ha evidenziato come sia stata avviata una prima attività di censimento. «Abbiamo individuato la presenza di amianto in 111 scuole superiori. Nella maggior parte dei casi si tratta di materiali non immediatamente pericolosi. Ma comunque da monitorare e gestire».

Il problema principale, ha aggiunto, è legato alla scoperta progressiva del materiale durante i lavori. «Andando avanti con gli interventi ci siamo accorti che emergeva altro amianto di cui non eravamo a conoscenza».

Importante anche il nodo delle risorse. «Abbiamo avuto a disposizione circa 10 milioni di euro, una cifra insufficiente rispetto all’ampiezza del problema». Solo su pochi istituti, ha spiegato, sono stati necessari milioni di euro per interventi di messa in sicurezza.

Parrucci ha quindi ribadito la necessità di un intervento nazionale. «L’unica soluzione reale è una campagna nazionale di bonifica, con fondi adeguati. Non si può scaricare tutto sugli enti locali».

Infine, ha lanciato un appello alla collaborazione istituzionale. «Siamo a completa disposizione per fornire tutti i dati e lavorare insieme. Ma senza un sostegno concreto sarà difficile risolvere il problema in modo definitivo».

Bonanni: “Serve un cambio di passo immediato”

«Il dato più preoccupante è che l’amianto nelle scuole di Roma troppo spesso non viene individuato attraverso controlli sistematici. Ma scoperto in modo casuale durante lavori di manutenzione. Questo non solo conferma la mancanza di una mappatura completa, ma apre una questione ancora più grave. Ossia quella della sicurezza degli stessi lavoratori», ha dichiarato  l‘Avv.Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.

«Non possiamo accettare che la prevenzione venga sostituita dal caso. È necessario un cambio di passo immediato, con censimenti completi, controlli periodici e programmi strutturati di bonifica. La tutela della salute deve riguardare tutti. Ossia studenti, personale scolastico e operatori impegnati nei cantieri», ha aggiunto.

L’avv. Ezio Bonanni ha presentato contestualmente all’iniziativa la pubblicazione “Amianto, dalla prevenzione alla bonifica”. Nel testo Bonanni affronta i gravi rischi sanitari legati all’amianto e l’importanza di evitarne l’esposizione.
Sottolinea il ruolo centrale della prevenzione e della diagnosi precoce per tutelare la salute delle persone esposte.
Oltre a evidenziare la necessità di bonificare i siti contaminati e garantire tutela legale e risarcimenti alle vittime.

Contestualmente all’evento, la presentazione della pubblicazione di Bonanni: Amianto, dalla prevenzione alla bonifica.” – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche.

Multidisciplinarità degli interventi verso un obiettivo comune

Presente anche Maria Grazia Calandrone, poeta, scrittrice, drammaturga ha dedicato Presente anche Maria Grazia Calandrone, che ha dedicato un intervento al tema dell’amianto  (oggetto di uno dei suoi libri) mettendo al centro la dimensione umana e il dolore delle vittime.

A supporto dell’iniziativa anche Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP- Comitato Nazionale Italiano Fair Play. Il quale ha patrocinato l’iniziativa insieme all’Ordine degli Avvocati di Roma.

Riflessioni per la prevenzione del rischio

Antonio Caiafa, Università LUM e Consigliere Ordine Avvocati di Roma ha richiamato l’attenzione sul ruolo della competenza e sulle responsabilità giuridiche nella gestione del rischio amianto, sottolineando come una maggiore preparazione avrebbe potuto prevenire molte criticità emerse.

Il giurista ha evidenziato la complessità nell’attribuzione delle responsabilità, soprattutto nei casi in cui un immobile scolastico appartenga a un soggetto, ma sia utilizzato da un altro, ponendo interrogativi su chi debba rispondere tra costruttori, proprietari e utilizzatori.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della prevenzione nei bilanci aziendali. Caiafa ha ricordato che le norme prevedono l’obbligo di accantonare fondi adeguati per coprire i rischi, sottolineando come tali previsioni non debbano essere solo formali, ma basate su valutazioni concrete e realistiche.

Infine, ha ribadito il ruolo centrale degli organi di controllo, come revisori e collegi sindacali, che devono operare in piena autonomia e rigore, senza condizionamenti, per garantire trasparenza e reale tutela rispetto a rischi gravi come quelli legati all’amianto.

Giampiero Cardillo, del Comitato Tecnico Scientifico ONA ha sottolineato la ncessità di rendere appetibile la bonifica dell’amianto. evidenziando òa necessità di rendere la bonifica dell’amianto più conveniente e sostenibile anche dal punto di vista economico, evidenziando come senza adeguati incentivi difficilmente si possano ottenere risultati concreti.

E’ infatti  fondamentale coinvolgere imprese e istituzioni, creando meccanismi che trasformino la rimozione dell’amianto in un’opportunità e non solo in un obbligo.
Solo attraverso politiche mirate e investimenti strutturali si può accelerare davvero il processo di bonifica e tutela della salute pubblica.

Amianto e risvolti giudiziari

È intervenuto anche Fabio Massimo Gallo, già presidente F.F. della Corte di Appello di Roma, che ha analizzato il tema sotto il profilo giuridico.

«Il problema dell’amianto, oltre ad avere enormi risvolti sociali e umani, si ripercuote inevitabilmente negli ambienti giudiziari», ha spiegato, sottolineando come i tribunali diventino spesso «la cassa di risonanza di problematiche che non trovano una soluzione preventiva».

Gallo ha evidenziato la complessità delle responsabilità: «Si tratta di una materia che coinvolge profili penali, civili, previdenziali e risarcitori». In particolare, ha chiarito che «la responsabilità penale è personale, mentre quella civile riguarda una pluralità di comportamenti e soggetti».

Un passaggio centrale ha riguardato la prevenzione: «Non dobbiamo limitarci all’aspetto risarcitorio, ma puntare soprattutto sulla prevenzione». Richiamando l’articolo 2087 del Codice civile, ha ricordato che «il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la sicurezza e la tutela del lavoratore».

Sul piano processuale, ha sottolineato un principio chiave: «Il lavoratore deve dimostrare l’attività svolta e il danno subito, mentre spetta al datore di lavoro provare di aver adottato tutte le misure necessarie per evitare il rischio».

Gallo ha poi chiarito che il rispetto formale delle norme non è sufficiente: «Il datore di lavoro deve aggiornarsi costantemente allo stato della scienza. Non basta attenersi ai limiti di legge se questi non garantiscono una reale sicurezza».

Infine, ha ribadito la necessità di un cambio culturale: «Servono controlli più efficaci, ma soprattutto una vera cultura della prevenzione e della sicurezza». E ha concluso: «Meno si arriverà in tribunale, meglio sarà per tutti».

Nicola De Marinis, Consigliere della Corte di Cassazione ha evidenziato come il tema dell’amianto si inserisca oggi in un contesto giuridico evoluto, in cui la tutela di salute, ambiente e sicurezza ha assunto un ruolo centrale anche nella Costituzione.
Ha inoltre spiegato che, accanto al principio di prevenzione, emerge quello di precauzione, che impone interventi anche di fronte a rischi non completamente certi ma potenzialmente gravi.
Infine ha argomentato sul fatto che il diritto alla salute e a un ambiente sano prevale sull’iniziativa economica, rendendo indispensabile garantire condizioni di lavoro sicure e sostenibili.

Il delicato ruolo della formazione

È intervenuto anche Guerrino Petillo, Docente A.F. Unint e Consigliere Camera degli Avvocati Tributaristi di Roma, che ha posto l’attenzione sul ruolo della formazione e sugli strumenti economici per affrontare il problema amianto.

Petillo ha spiegato di aver orientato le attività accademiche proprio su questo tema: «Abbiamo ritenuto fondamentale inserire la questione amianto nei percorsi formativi destinati ai funzionari pubblici, per aumentare la consapevolezza su un rischio ancora sottovalutato».

Ha sottolineato la complessità dei casi legati all’amianto, caratterizzati da tempi lunghi: «Non si tratta di eventi immediati, ma di patologie che si sviluppano anche dopo 20 o 30 anni, rendendo più difficile l’accertamento delle responsabilità e l’ottenimento della giustizia».

Ampio spazio dedicato al tema delle risorse: «Il nodo centrale resta quello economico: senza finanziamenti adeguati e una chiara volontà politica, il problema è destinato a protrarsi nel tempo».

Petillo ha poi evidenziato i limiti degli attuali incentivi fiscali, ma anche alcune opportunità: «Esistono strumenti come il conto termico che possono finanziare interventi fino al 65%, ma risultano ancora poco utilizzati e insufficientemente finanziati».

Infine, ha ribadito la necessità di una maggiore informazione e accesso agli strumenti disponibili: «Le amministrazioni devono essere messe nelle condizioni di conoscere e utilizzare queste agevolazioni, altrimenti anche le misure esistenti rischiano di rimanere inutilizzate».

Pasquale Trabucco, il ricordo per le forze armate

Pasquale Trabucco è Capitano dell’Esercito italiano, presidente del comitato per il ripristino della Festa del 4 novembre e vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale del Fante. Ha lavorato per anni nel comparto sicurezza della Presidenza del Consiglio e si è distinto per iniziative simboliche, come lunghi cammini a piedi per commemorare i caduti. L’ultima, lo ha visto reduce dell’impresa  con anche il logo dell’ONA sul petto. Trabucco ha attraversato a piedi un lunghissimo percorso da Roma al confine dell’Inghilterra.  È anche autore del libro “L’ombra della vittoria. Il fante tradito” e promotore di attività civiche legate alla memoria storica e alle vittime del dovere.

«L’amianto non riguarda solo le scuole, ma è stato ampiamente presente anche nelle forze armate», ha spiegato, ricordando come il materiale fosse utilizzato in numerosi mezzi e dotazioni: «Sommergibili, aeroplani, elicotteri, carri armati e persino nelle tute utilizzate dai soldati».

Trabucco ha evidenziato come molti militari siano stati esposti senza consapevolezza, sia in missioni all’estero sia sul territorio nazionale: «Spesso non si sapeva nemmeno di essere a contatto con un materiale così pericoloso».

Infine, ha collegato il tema alla tutela più ampia della salute: «È una questione che riguarda tutti, non solo i militari, ma l’intera società, e richiede attenzione e impegno continuo».

Giorgio Trabucco, Consigliere dell’Assemblea Capitolina – necessario un pinao Marshall per l’amianto

Trabucco, Consigliere dell’Assemblea capitolina ha ribadito il ruolo delle istituzioni locali nella gestione dell’emergenza amianto, con un intervento focalizzato soprattutto sulle difficoltà operative ed economiche.

«Roma è probabilmente più avanti rispetto ad altri territori, ma il problema resta enorme», è stato sottolineato, evidenziando come la presenza di amianto riguardi scuole di ogni ordine e grado, dagli asili alle superiori.

Particolare attenzione è stata posta sulla mancanza di una mappatura completa: «Spesso ci si accorge della presenza di amianto solo quando si aprono i cantieri, perché non esiste una ricognizione sistematica dei materiali utilizzati in fase di costruzione».

Sul fronte degli interventi, ricordato che «sono stati avviati decine di lavori, ma i costi restano molto elevati e difficili da sostenere nel lungo periodo», anche perché nuove criticità emergono durante i lavori.

Da qui la richiesta di un intervento strutturale: «Serve un piano nazionale straordinario, un vero e proprio “piano Marshall”, con risorse adeguate per affrontare il problema in modo definitivo».

Infine, Trabucco ha ribadito il valore della collaborazione: «Le istituzioni stanno facendo la loro parte, ma è fondamentale il contributo di realtà come l’ONA per mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda la salute di tutti».

Paola Vegliantei, legalità al centro

Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità, ha sottolineato il ruolo dell’associazione nel dare voce alle “sentinelle della legalità” e nel promuovere consapevolezza sul tema amianto. “Accademia oggi porta la voce naturalmente di tutti quelli che sono le sentinelle della legalità che ci sono in tutta Italia”.

Evidenzia come il problema sia ancora gravemente sottovalutato: “l’amianto se uccide e continua ad uccidere non solo è pericoloso, ma dovrebbe mettere paura a tutti”, essendo ancorapresente in scuole, caserme e edifici pubblici come gli ATER. “Gli ATER hanno rivestimenti delle finestre con l’amianto, hanno le cantine piene di amianto”. Denuncia una diffusa negligenza e una tendenza a delegare la responsabilità: “deleghiamo sempre a qualcun altro che dovrà prendersi l’onere e gli onori di non vedere morto nessun altro”.

Critica l’insufficienza delle sole misure normative: “non ci deve essere soltanto un obbligo normativo, ma deve essere proprio una scelta, quindi quella di assicurare la salute alle persone”, e richiama la necessità di una cultura della prevenzione e della salute pubblica: “qui si tratta di salute, salute pubblica di tutti, di tutti, non solo la tutela, ma diffusione di una cultura anche che deve essere la cultura del genere che bene che genera bene”.

Infine, propone una riflessione forte sul paragone con la criminalità, ricordando una citazione “l’amianto uccide più della mafia”, ricordando anche discariche e gestione illecita dei rifiuti. Conclude ribadendo l’importanza di continuare la lotta e ringraziando per l’importante lavoro svolto da ONA.

La testimonianza dei figli delle vittime dell’amianto

Ennio Pietrangeli

Un passaggio commovente ha riguardato gli interventi di alcune vittime dell’amianto e i loro famigliari. toccanti testimonianza come quelle di Ennio Pietrangeli. Il cui papà lavorava in una scuola ed è morto di terribili patologie asbesto correlate, manifestatasi molto tempo il periodo dell’esposizione.

Mara Sabbioni

Oppure quella di Mara Sabbioni, il cui papà era motorista nella Marina Militare e la cui morte fu causata dall’inalazione di fibre di amianto durante il servizio. Dopo 11 mesi di sofferenza, il padre muore a 57 anni, lasciando un forte senso di rabbia e impotenza in Mara, che all’epoca aveva 23 anni.
Essendo biologa, studia approfonditamente il tema dell’amianto e analizza la divisa conservata dalla madre (che continuava ad abbracciarla inconsapevolmente anche dopo la morte). Scoprendo la presenza di fibre che costituiscono una prova decisiva contro lo Stato. La battaglia legale con l’Avv. Ezio Bonanni porta alla condanna del Ministero della Difesa, con una sentenza di primo grado non impugnata.

Nonostante la vittoria legale non restituisca il padre, l’esperienza le dà la forza di contribuire a sensibilizzare e sostenere altre famiglie colpite dall’amianto, valorizzando la memoria delle vittime e l’importanza della prova scientifica nelle azioni legali.

Silvana Zambonini

Silvana Zambonini ha sottolineato come la scienza e le leggi non riescano a catturare il dolore reale delle famiglie: suo marito è morto in soli cinque mesi a causa dell’amianto e lei stessa è malata per esposizione prolungata sul lavoro. La sua testimonianza mette in luce quanto sia fondamentale informare i giovani e promuovere la prevenzione, perché la conoscenza salva vite. Ringrazia l’avvocato Ezio Bonanni, ricordando la sua professionalità e il sostegno legale nella battaglia personale che ha affrontato dopo la perdita del marito, e denuncia come il dolore dei familiari spesso non venga riconosciuto.

Luigi Abbate

Subito dopo, è intervenuto Luigi Abbate, ottimo giornalista e orfano di una vittima del dovere. Racconta la tragica esperienza della perdita del padre, sottufficiale della Marina morta di asbestosi, fibrosi polmonare e sarcoma, causati dall’esposizione all’amianto.

Ha evidenziato quanto sia difficile per i figli delle vittime ottenere riconoscimenti e benefici. Sottolineando l’assurdità di approcci giuridici che trattano il dolore come se fosse un semplice risarcimento economico. Racconta anche la situazione ambientale di Taranto, con l’Arsenale e strutture fatiscenti contaminate da amianto stratificato per decenni. E denuncia interventi insufficienti di isolamento.

Un cammino necessario

Infine, il dibattito si allarga, ricordando che il caso di Taranto è emblematico ma non unico. Anche altre zone, come la Valle del Sacco nel Lazio, rappresentano vere e proprie bombe ecologiche.

L’attenzione alla sicurezza, alla prevenzione e alla tutela delle vittime rimane centrale, perché la battaglia contro l’amianto non è solo legale, ma profondamente umana.

 

Amianto nelle scuole di Roma: il convegno del 30 marzo in Campidoglio

amianto nelle scuole, locandina convegno png
amianto nelle scuole, locandina convegno png

Il tema dell’amianto torna al centro del dibattito pubblico con un importante appuntamento istituzionale in programma a Roma. Il prossimo 30 marzo, dalle ore 9 alle 14, presso la sala del Carroccio in Campidoglio, si terrà un convegno dedicato a una questione tanto delicata quanto urgente: la presenza di amianto nelle scuole della Capitale e lo stato delle bonifiche.

A promuovere l’iniziativa è l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, da anni impegnato nella tutela della salute pubblica e nella lotta contro i rischi legati all’esposizione all’amianto.

Un problema ancora attuale per studenti e lavoratori

Nonostante siano trascorsi anni dalla messa al bando dell’amianto, il problema è tutt’altro che risolto. La sua diffusione capillare nel passato, con oltre 3000 applicazioni in ambito edilizio e industriale, ha lasciato uno strascico pesante, soprattutto in alcuni edifici pubblici.

Secondo quanto emerso, la presenza di amianto  in alcuni istituti scolastici costituisce un problema ancora da risolvere, che coinvolge studenti, docenti e personale amministrativo.  Materiali deteriorati possono rilasciare fibre pericolose nell’aria, con conseguenze gravi per la salute nel lungo periodo.

Stato delle bonifiche: tra progressi e criticità

Uno dei punti centrali del convegno sarà la presentazione di un report aggiornato sulla situazione delle scuole di Roma. In passato, un censimento realizzato dall’amministrazione capitolina aveva individuato oltre 100 edifici con presenza di amianto. Tuttavia, le rilevazioni dell’ONA hanno ampliato questo numero.

Durante l’evento verrà fatto il punto su interventi di bonifica, rimozione e messa in sicurezza, evidenziando i progressi compiuti ma anche le criticità ancora esistenti. Il tema non riguarda solo la Capitale, ma rappresenta un problema diffuso a livello nazionale, che richiede interventi strutturali e una pianificazione efficace.

La prevenzione come chiave per la tutela della salute

Parallelamente all’analisi dello stato attuale, il convegno offrirà un momento di approfondimento scientifico e giuridico. Sarà infatti presentato il nuovo libro di Ezio Bonanni, intitolato “Amianto: dalla prevenzione alla bonifica, tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche”.

L’opera affronta in modo sistematico il tema dell’amianto, sottolineando come la prevenzione rappresenti il primo e più importante strumento per ridurre i rischi. Intervenire prima che il danno si manifesti è fondamentale, sia per proteggere la salute dei cittadini sia per evitare conseguenze legali e responsabilità istituzionali.

Un confronto tra esperti di alto livello

Il convegno vedrà la partecipazione di giuristi e accademici di primo piano, chiamati a confrontarsi su un tema complesso che coinvolge diritto, sanità e ambiente. Tra i relatori figurano esperti del mondo giuridico e rappresentanti delle istituzioni, che contribuiranno ad arricchire il dibattito con competenze multidisciplinari.

Lo scopo è quello di promuovere una maggiore consapevolezza e stimolare azioni concrete, sia sul piano normativo sia su quello operativo. La presenza di figure autorevoli sottolinea l’importanza dell’iniziativa e la necessità di affrontare il problema con un approccio rigoroso e coordinato.

Tra saluti istituzionali, partecipanti e relatori:

  • Ezio Bonanni, presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto
  • Maria Grazia Calandrone, poeta, scrittrice, drammaturga
  • Antonio Caiafa, Università LUM e Consigliere Ordine Avvocati di Roma
  • Giampiero Cardillo, Comitato Tecnico Scientifico ONA
  • Nicola De Marinis, Consigliere della Corte di Cassazione
  • Fabio Massimo Gallo, già  Presidente F.F. della Corte di Appello di Roma
  • Daniele Parrucci, Consigliere capitolino e delegato del Sindaco per l’Edilizia Scolastica
  • Guerrino Petillo, Docente A.F. Unint e Consigliere Camera degli Avvocati Tributaristi di Roma
  • Fabrizio Santori, Consigliere comunale di Roma
  • Giorgio Trabucco, Consigliere dell’Assemblea Capitolina
  • Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della legalità
  • Modera la giornalista Eliisa Mariani

L’impegno dell’ONA per ambiente e sicurezza

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a svolgere un ruolo fondamentale nella lotta contro i rischi legati all’amianto. Attraverso attività di monitoraggio, assistenza legale e divulgazione, l’associazione si pone come punto di riferimento per cittadini e istituzioni.

La bonifica delle scuole, degli ospedali e degli edifici pubblici rappresenta una priorità assoluta, ma non è l’unico ambito di intervento. Anche i siti industriali e i luoghi di lavoro richiedono attenzione, in un’ottica di tutela globale della salute e dell’ambiente.

Un obiettivo che riguarda tutti

Il convegno del 30 marzo non è solo un momento di confronto tra esperti, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema ancora troppo sottovalutato. La presenza di amianto nelle scuole non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma una sfida che coinvolge l’intera società.

Garantire ambienti sicuri per le nuove generazioni è un dovere collettivo, che richiede impegno, trasparenza e responsabilità. Eventi come questo rappresentano un passo importante verso una maggiore consapevolezza e, soprattutto, verso soluzioni concrete e durature.