31.7 C
Rome
venerdì, Settembre 11, 2026
Home Blog Page 19

Amianto, morte per mesotelioma: confermato risarcimento famigliari

Avv. Ezio Bonanni, amianto risarcimento
ONA, Presidente Avv. Ezio Bonanni

Si è conclusa con una sentenza definitiva della Corte di Cassazione la lunga vicenda giudiziaria legata alla morte per amianto di un ex lavoratore di Foggia. I giudici hanno confermato il riconoscimento del risarcimento in favore dei familiari dell’uomo, deceduto nel 2009 dopo una diagnosi di mesotelioma, patologia asbesto-correlata.

La decisione arriva a distanza di diciassette anni dall’avvio della vicenda e dopo un articolato percorso processuale durato oltre un decennio.

La storia del lavoratore

Secondo quanto emerso nel corso dei procedimenti giudiziari, il ferroviere, originario di Orta Nova e residente a Foggia, aveva svolto attività lavorativa tra il 1969 e il 1971 occupandosi della manutenzione di rotabili ferroviari.

Le mansioni comprendevano interventi su motori, impianti e componenti tecnici che, all’epoca, potevano contenere materiali a base di amianto. Gli accertamenti effettuati nei diversi gradi di giudizio hanno esaminato le condizioni di lavoro e l’esposizione professionale del dipendente durante quel periodo.

I primi sintomi della malattia sarebbero comparsi nel 2006. Dopo la diagnosi di mesotelioma, il quadro clinico si è progressivamente aggravato fino al decesso, avvenuto il 28 marzo 2009 all’età di 68 anni.

Risarcimento ai familiari dopo anni di contenzioso

Dopo la scomparsa del lavoratore, i familiari hanno intrapreso un’azione giudiziaria per ottenere il riconoscimento dei danni subiti.

Nel corso degli anni, le varie pronunce hanno riconosciuto sia il danno riferibile alla vittima sia il danno subito dai congiunti a seguito della perdita del familiare.

Nel frattempo, la moglie del ferroviere è venuta a mancare senza poter assistere alla conclusione definitiva della vicenda processuale. Sono stati i figli a proseguire l’azione legale fino alla pronuncia definitiva della Corte di Cassazione.

Amianto e tutela dei lavoratori: il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Sulla decisione è intervenuto l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore dei familiari.

Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che ha atteso troppo tempo per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilità legate all’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro.

La vicenda si inserisce nel più ampio contesto dei procedimenti giudiziari riguardanti l’esposizione professionale all’amianto in diversi comparti produttivi italiani dove negli anni sono state avviate numerose azioni per l’accertamento delle responsabilità e il riconoscimento dei danni subiti dai lavoratori e dalle loro famiglie.

Campania, a Pagani bonifica amianto al cimitero comunale

cartina d'Italia evidenziata sud campania
Regione Marche (Foto free di Gustavo La Pizza da Wikimedia Commons)

Nella città di Pagani, in Campania, arriva il via libera agli interventi per la rimozione dell’amianto individuato in Vicoletto Tronato e all’interno del cimitero comunale. Con la determina n. 196 del 15 giugno 2026, il Comune ha ufficializzato l’affidamento delle operazioni di bonifica, trasporto e smaltimento dei materiali contenenti fibre di amianto, considerati potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

“La bonifica rappresenta la vera arma contro l’amianto, noto per provocare patologie asbesto correlate come mesotelioma, asbestosi e vari tipi di cancro.” Ha commentato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’evento che ha reso inevitabile la decisione

Il provvedimento giunge a seguito dell’episodio verificatosi nelle scorse settimane in Vicoletto Tronato, dove una vecchia tubazione in cemento-amianto si è staccata dalla facciata di un’abitazione, finendo sulla carreggiata e rompendosi in diversi frammenti. L’accaduto aveva immediatamente destato preoccupazione tra i residenti della zona, soprattutto per la possibile dispersione di fibre nell’ambiente.

Nonostante la rimozione dei detriti effettuata nelle ore successive all’evento, i cittadini hanno continuato a segnalare la presenza di ulteriori parti della condotta ancora fissate all’edificio. Una situazione che, secondo quanto evidenziato dagli abitanti, potrebbe rappresentare un rischio sia dal punto di vista strutturale sia sotto il profilo ambientale.

L’avvio amministrativo e tecnico

L’atto è stato firmato dal responsabile del Settore Lavori Pubblici e Tutela Ambientale, l’ingegnere Gerardo Califano, e prende origine dalle comunicazioni trasmesse dalla Polizia Locale il 18 e il 20 maggio scorso. Le verifiche effettuate avevano infatti accertato la presenza di manufatti in Eternit non solo nell’area di Vicoletto Tronato, ma anche in alcune zone del cimitero cittadino.

Considerata la natura del materiale e la necessità di intervenire rapidamente, l’amministrazione comunale ha disposto l’esecuzione urgente dei lavori, affidando il servizio ad una società specializzata.

Il piano di intervento

Previste una serie di operazioni tecniche finalizzate alla messa in sicurezza delle aree interessate.

Tra queste figurano la predisposizione del piano di lavoro, l’analisi dei materiali per la corretta classificazione dei rifiuti e il monitoraggio delle fibre aerodisperse durante tutte le fasi della bonifica.

Le procedure includeranno inoltre il trattamento dei manufatti con prodotti specifici per l’incapsulamento dell’amianto, il successivo confezionamento secondo le norme previste per i rifiuti pericolosi e il trasporto presso impianti autorizzati allo smaltimento. Al termine delle operazioni saranno effettuati ulteriori controlli ambientali per verificare il ripristino delle condizioni di sicurezza e la salubrità delle aree interessate.

L’intervento rappresenta un passo concreto verso la risoluzione di una criticità segnalata da tempo e punta a garantire maggiori tutele per residenti e visitatori delle zone coinvolte.

Fonte: MediaNews24

Campania, discarica abusiva in casolare : rifiuti speciali e amianto

discarica, articolo su amianto
discarica, immagine generica (Foto free di Pexels da Pixabay)

Prosegue l’attività di controllo del territorio portata avanti dai volontari della Difesa Eco Ambientale (D.E.A.), impegnati nel monitoraggio delle aree maggiormente esposte al fenomeno dell’abbandono illecito di rifiuti, tra cui possibile amianto.

L’Associazione Difesa Eco Ambientale (D.E.A.) è un’organizzazione di volontariato attiva in Campania. Particolarmente famosa per il monitoraggio del territorio nella “Terra dei Fuochi” e nel Casertano. Il gruppo si occupa infatti di segnalare discariche abusive, roghi tossici e abbandono di rifiuti speciali e pericolosi.

Il ritrovamento nell’area rurale di Cancello ed Arnone

Nel corso di un sopralluogo effettuato domenica 14 giugno, i volontari hanno individuato una situazione di forte degrado ambientale nelle campagne di Cancello ed Arnone in provincia di Caserta. Durante le verifiche è stato ispezionato un vecchio casolare in stato di abbandono. Secondo quanto accertato era trasformato in una discarica non autorizzata.

L’edificio si presentava privo di protezioni e completamente accessibile dall’esterno. Circostanza che avrebbe favorito il deposito incontrollato di materiali di scarto.

All’interno accumulati rifiuti di diversa natura

Nel fabbricato rinvenuti numerosi rifiuti, sia speciali che urbani. Tra i materiali presenti figuravano pannelli di cartongesso danneggiati, vecchi materassi, pedane in legno, porte dismesse, polistirolo e diversi residui plastici.

Riservata particolare attenzione alla presenza di alcune lastre ondulate deteriorate che potrebbero contenere eternit amianto.
“Il materiale, se confermata la presenza di amianto, è fortemente pericoloso per la salute e per l’ambiente.” Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Segnalazione alle autorità competenti

Dopo aver documentato lo stato dei luoghi, i volontari hanno provveduto a segnalare il caso agli enti competenti affinché vengano effettuati gli accertamenti necessari e predisposti eventuali interventi di bonifica.

L’episodio riporta l’attenzione sul problema delle discariche abusive nelle aree periferiche e rurali, fenomeno che continua a rappresentare una criticità per la tutela ambientale del territorio.

Fonte: Caserta News

Ex Circolo degli Artisti a Roma, slitta di qualche settimana la riapertura

(Foto free di Spudaitis da Pixabay)
(Foto free di Spudaitis da Pixabay)

L’ex Circolo degli Artisti, spazio culturale di via Casilina Vecchia, casa performativa della scena underground romana è stato chiuso per anni.  Al centro di un lungo percorso di recupero, l’attesa riapertura dovrà attendere ancora qualche settimana.

A fare il punto della situazione è stato l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, Tobia Zevi, intervenuto al podcast della fonte “RomaToday Incontra”. L’esponente della giunta ha  illustrato il progetto destinato a ridare vita a una delle aree più conosciute tra San Giovanni e il Pigneto.

Perché l’apertura è stata rinviata

A marzo era stata indicata come possibile data di apertura l’11 giugno, in concomitanza con l’inizio dei Mondiali per Club. Tuttavia, il cronoprogramma ha subito una modifica.

Secondo quanto spiegato dall’assessore, il presunto rinvenimento di amianto avrebbe reso necessario un intervento aggiuntivo prima della consegna dell’area alla cittadinanza.

Un progetto diverso dal passato

Il nuovo Circolo degli Artisti, nelle intenzioni del Campidoglio, avrà caratteristiche differenti rispetto a quelle che lo hanno reso celebre negli anni passati come punto di riferimento della vita notturna romana.

“Il luogo sarà molto diverso dal passato:  ora è un’area verde di 4.000 metri quadrati tra le rovine romane di via Casilina Vecchia, tra San Giovanni e il Pigneto”.

L’obiettivo dell’amministrazione è valorizzare il giardino e gli spazi aperti, inserendoli in un contesto culturale e aggregativo rivolto al quartiere.

Estate dedicata alla cultura, poi il bando

Nella fase iniziale, la gestione sarà affidata a Zètema, che curerà una programmazione prevalentemente estiva e all’aperto.

“Inizialmente ci sarà una stagione estiva prevalentemente culturale all’aperto gestita da Zétema, con anche un po’ di somministrazione”.

Successivamente il Campidoglio punta a individuare un gestore attraverso una procedura pubblica.

La prospettiva delineata dall’assessore è quella di uno spazio destinato soprattutto ad attività culturali, sociali e di aggregazione, con una particolare attenzione alle richieste avanzate dai residenti della zona.

Fonte: Roma Today

Incendio area Modena, Alampi (Ona): «Servono monitoraggi e interventi rapidi sul rischio amianto»

incendio
incendio

L’incendio che ha interessato l’ex autosalone nella zona di Modena, a Reggio Calabria, riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza ambientale e della gestione dei siti che potrebbero contenere materiali pericolosi. A intervenire è Massimo Alampi, coordinatore cittadino dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, che sottolinea la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e monitoraggio sul territorio.

Secondo Alampi, l’episodio rappresenta un’occasione per riflettere sulla presenza di strutture degradate e sulla gestione delle situazioni post-emergenza, soprattutto quando vi è il sospetto della presenza di amianto.

Il ruolo dello Sportello Amianto

Alampi ricorda inoltre l’attività dello Sportello Amianto avviato dall’Ona a Reggio Calabria, nato con l’obiettivo di offrire supporto informativo ai cittadini e favorire una maggiore conoscenza dei rischi legati alla presenza di materiali contenenti amianto.

«Lo sportello – spiega – vuole essere un punto di riferimento per chi necessita di informazioni, segnalazioni o orientamento sulle procedure di bonifica e sicurezza ambientale».

Le richieste all’amministrazione comunale

Tra le proposte avanzate dall’Osservatorio Nazionale Amianto vi è la creazione di un tavolo permanente di coordinamento tra Comune, Asp e Arpa, finalizzato alla gestione delle emergenze ambientali e al monitoraggio delle aree interessate da incendi o da possibili contaminazioni.

Secondo Alampi, sarebbe inoltre opportuno procedere con una mappatura aggiornata e digitalizzata dei siti che presentano materiali contenenti amianto, con particolare attenzione agli edifici pubblici, alle strutture industriali dismesse e alle aree periferiche della città.

L’associazione auspica anche l’individuazione di risorse economiche dedicate alle bonifiche e il rafforzamento delle attività di controllo contro l’abbandono illecito di rifiuti pericolosi.

Gestione delle emergenze e sicurezza

L’Ona evidenzia come, in presenza di incendi che coinvolgono strutture potenzialmente contenenti amianto, sia fondamentale il rispetto delle procedure previste dagli enti competenti.

Tra gli aspetti considerati prioritari figurano la messa in sicurezza dell’area interessata, il monitoraggio della qualità dell’aria, gli eventuali provvedimenti di protezione della popolazione e, successivamente, gli interventi di bonifica e smaltimento dei materiali secondo la normativa vigente.

L’associazione sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione tra istituzioni, organismi tecnici e cittadini per garantire la massima efficacia delle attività di prevenzione e controllo.

L’invito ai cittadini

Nel suo intervento, Alampi richiama anche il ruolo della cittadinanza attiva nella segnalazione di situazioni potenzialmente a rischio.

«La prevenzione passa anche dalla collaborazione dei residenti – afferma –. Segnalare strutture in stato di abbandono o possibili situazioni di degrado può contribuire a ridurre i rischi e favorire interventi tempestivi».

L’Ona invita inoltre a non effettuare interventi autonomi su manufatti sospettati di contenere amianto, ricordando che le operazioni di rimozione e smaltimento devono essere affidate esclusivamente a soggetti autorizzati e specializzati.

Ambiente e salute pubblica

Per l’Osservatorio Nazionale Amianto, il tema della sicurezza ambientale richiede una strategia di lungo periodo basata su prevenzione, monitoraggio e informazione. L’auspicio dell’associazione è che l’episodio registrato nella zona di Modena possa contribuire ad accelerare il confronto tra istituzioni e territorio, favorendo iniziative concrete per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.