26.3 C
Rome
domenica, Luglio 26, 2026
Home Blog Page 20

Cultura della prevenzione: il contesto delle patologie amianto correlate

Photo da Pixabay gratuita
Photo da Pixabay gratuita

Prevenzione sull’esposizione ad amianto e conseguenze da esposizione sulla salute dei lavoratori

Affrontiamo, all’interno del drammatico contesto delle morti da amianto, il tema della prevenzione mirato ad una comprensione del fenomeno approfondita.

Infatti, l’importanza di maturare una consapevolezza allargata verso una conoscenza del fenomeno amianto è necessariamente opportuna.

L’ultimo ventennio, è stato la dimostrazione di un’evoluzione nel trattamento della materia.

Ma ciò non basta, di fronte alle conseguenze generate da un periodo precedente di uso massiccio dell’amianto, in plurimi contesti e non solo lavorativi.

La sfida odierna, nel contenimento dei danni alla salute provocati dall’amianto è ardua.

Non si combatte soltanto per la rimozione e il contenimento della sostanza nelle strutture di vecchia costruzione.

Ma, si sta cercando di trovare una soluzione definitiva per rendere un sistema di eliminazione e bonifica integrale su tutto il territorio italiano.

Cercando al pari di altri stati in Europa, di consentire uno smaltimento sistematico, supportato ed incardinato in siti e discariche specializzate.

Attualmente, la situazione in questa direzione è precaria.

Quindi, si conosce il problema ma non fino in fondo.

L’emergenza e l’emersione di problematiche relative alla rimozione, si riscontra durante i lavori di bonifica. E ne sono le stesse testimonianze relative alle incombenti criticità.

Sommato a tale condizione, si associa la perdurante richiesta di fondi, in continuo aumento per poter rendere un servizio efficiente nell’esecuzione di una bonifica integrale.

Considerati tali aspetti fondamentali e basilari per parlare di prevenzione, passiamo ora agli aspetti più scientifici e legati alla ricerca medica: sulle patologie insorte dall’esposizione ad amianto negli ultimi anni.

I danni alla persona e la salute, sono davvero evidenti.

Tutto ciò merita, sotto la lente di un esperto in medicina del settore una maggiore comprensione. L’informazione, sicuramente, oggi rappresenta un volano per la creazione ed alimentazione di una cultura per la prevenzione, al rispetto dell’ambiente e la salute.

Innanzitutto, conoscere il mondo circostante, non può che favorire l’incontro della persona stessa nel suo habitat “primordiale”.

Imparando a distinguere e scegliere per sé stesso, capire le basi di ogni potenziale fattore di pericolo per la propria salute e dei propri cari accanto.

Partendo nella consapevolezza di regole basilari e fondamentali “di vita”, si può animare l’inserimento della persona in una dimensione reale del contesto.

Dove la salute, può essere sempre posta al primo posto.

Quindi, non potranno essere ignorati, trattati in un secondo momento oppure con estrema superficialità degli argomenti incidenti sulla vita delle persone.

Attraverso l’analisi esperta del Dott. Cianciosi, specializzato in medicina legale e medico competente in medicina del lavoro, ne scopriamo in profondità; i contesti, i fattori e le reali conseguenze del fenomeno amianto.

Photo da Pixabay gratuita
Photo da Pixabay gratuita

Uno sguardo medico sulla pericolosità dell’amianto

Le principali cause delle patologie correlate all’esposizione ad amianto, i contesti nella evoluzione storica e sociale.

Il Dott. Cianciosi:

Dal punto di vista tecnico, l’esposizione all’amianto espone l’individuo ad una molteplicità di malattie.

Le più esposte sono legate all’apparato respiratorio: il mesotelioma, la patologia asbesto correlata, appunto, è l’unica forma a provare tale patologia da inalazione delle fibre di amianto da lunga esposizione.

Dipende dalla quantità di fibre inalate, anche 1 sola fibra può provocare danni irreversibili.

Più elevata è l’esposizione più aumenta l’insorgenza delle patologie correlate.

Esplicativo gli attentati alle Torri Gemelle a New York City dell’11 settembre 2001. Le costruzioni cedute a seguito dell’attacco ed esplosione erano piene di amianto, essendo state costruite negli anni settanta. Periodo in cui l’amianto era utilizzato massivamente, sia per ridurre le variazioni termiche che posto per ridurre l’esposizione ai rumori nelle coibentazioni da una stanza all’altra.

Durante l’attentato ci sono state quantità mostruose nella polvere diffusa dall’esplosione.

La catastrofica esposizione, colpì specialmente i vigili del fuoco e soltanto a distanza di tre mesi dall’evento,  hanno contratto il mesotelioma.

Però, l’esposizione provoca danni anche ultradecennali.

Vorrei ricordare, come circa sei mesi fa, in qualità di Presidente Commissione Medici Civili, ho ascoltato una persona affetta da mesotelioma di settanta anni. L’uomo, non riusciva a riconoscere nella sua vita professionale momenti di esposizione ad amianto.

Ma indagando ho chiesto se aveva fatto il militare. Allora, sono arrivato alla conclusione seppure a distanza di cinquanta anni, in effetti, quella singolare esperienza poteva aver provocato dopo molti anni la patologia.

Il problema, dunque, non è stato nel tempo solo italiano ma ha coinvolto tutto il mondo. Alcune zone sono state più afflitte da altre sia per impianti e uso materiali come il cemento. Ricordiamo anche la diffusione secondaria delle patologie ai congiunti dei lavoratori esposti ad amianto.

Dal punto di vista clinico c’è una situazione emergenziale.

Se negli ultimi cinque anni il numero è aumentato, superando quello delle morti della strada.

Pensiamo al solo freno a disco per le auto usato ai dini  dell’insonorizzazione, composto da amianto. Verificai un primo caso sulla conseguenza dell’uso di un mezzo con tale strumentazione- a paziente affetto da mesotelioma.

 

Le zone di guerra e le strumentazioni utilizzate

 Dott. Cianciosi:

“La marina, ha avuto esposizione più elevata rispetto agi altri contesti.

Nei siti bellici dove hanno lavorato i militari americani, abbiamo riscontrato un alto tasso di amianto.

Nelle navi che abbiamo comprato dopo la guerra dagli americani era presente l’amianto.

 Gli impianti motore, isolamenti cabine, isolamenti ambiente motoristico e anche della cucina, cuccette abitabili, era ovunque.

Rilevante la mancanza dell’uso dei DPI – per cui i ragazzi lavoravano allo sbaraglio.

La prima legge del 1944 parlava di pericolosità di amianto, ma non fu presa in considerazione fattivamente.

Alla fine dell’800 c’era un decreto regio che chiedeva di non esporre bambini e donne in gravidanza all’amianto.

Abbiamo individuato anche un fucile a canna smontata e rimontata (mitragliatore) per elevato utilizzo di proiettili, andava ad incandescenza e si usava un panno ricco di amianto.

Quindi presente oltre che sui campi di guerra anche sui carri armati, impianti di spostamento e altro”.

 

Tra prevenzione, rischi potenziali e reali per esposizione ad amianto

Dott. Cianciosi:

L’assenza di una conoscenza e l’evoluzione della ricerca scientifica, dimostra un avanzamento nella ricerca ma siamo in alcuni casi soltanto nelle fasi iniziali. Anche in campo medico, la comprensione del fenomeno e soprattutto delle possibilità di cura non sono arrivate ad una soluzione e definitiva.

La gravità delle patologie correlate all’amianto, l’aggressività e in molti casi la velocità stessa della patologia di evolvere e consumare la vita della persona, porta a delle drammatiche conseguenze, in cui non si riesce ad intervenire con una cura purtroppo efficace.

Nonostante, si debba distinguere caso per caso, sicuramente siamo di fonte a patologie accomunate dalla gravità di manifestazione dei sintomi, e la velocità di evoluzione del decorso clinico, nonostante la manifestazione delle patologie sia silente e si mostri anche dopo moltissimi anni“.

Dott. Cianciosi:

“I rischi sono molti e chiaramente legati all’insorgenza dei tumori dell’apparato respiratorio.

Accanto al  mesotelioma, si possono accostare, principalmente: il carcinoma polmonare, l’apparato laringeo e faringeo e raramente i tumori a livello del sistema immunitario, le leucemie ed i  linfomi.

Ampiamente sottovalutato, come l’amianto provochi malattie degenerative, dal punto di vista delle fibrosi polmonari.

L’Asbestosi, infatti, è l’unica patologia polmonare correlata all’esposizione all’amianto, di cui se ne conosce l’origine: consiste nella connettivizzazione della parete polmonare. Infatti, il tessuto polmonare perde la sua specificità e diventa connettivo con un’alterazione conseguente irreversibile.

La patologia, si presenta con difficoltà terapeutiche. Sicuramente, mostra un quadro non drammatico in evoluzione come i tumori ma è in ogni caso degenerativa.

Si tratta di una patologia non trattabile ed ora in fase sperimentale ed iniziale in centri di ricerca specializzati.

Inoltre, non dobbiamo anche sottovalutare le stesse alterazioni, provocate a livello cardiologico e per altre funzioni organiche.

La medicina legata alla scoperta delle patologie correlate all’esposizione per l’amianto, risale agli anni’90.

E non si tratta solo di tumori. Per quanto riguarda le terapie e le cure, si provano le terapie immuno-terapiche”.

 

La necessaria consapevolezza del fenomeno amianto per la salute

La gravità delle patologie (tumorali) rispetto ad altre forme insorte per cause differenti dall’esposizione ad amianto. E le prospettive di guarigione, cura e sopravvivenza.

Dott. Cianciosi:

Le forme tumorali nei casi correlati all’esposizione all’amianto sono molto aggressive e di difficile trattamento clinico. Dipende dal tumore come è stato preso e trattato. Il carcinoma tumorale, è forse quello più curabile, in cui terapie specifiche possono essere a volte se circoscritta portare alla stabilizzazione.

Le terapie e le cure, vanno analizzate per caso singolare e secondo caratteristiche. La maggior parte ha un andamento molto rapido.

La ricerca, si sta muovendo per trovare delle soluzioni. Sia per le neoplastiche tumorali e linfomi sono quelle manifestazioni più curabili.

Individuare i fattori di rischio, e vedere dove intervenire con tutti gli strumenti a disposizione”.

I fattori di inquinamento, la diffusione della sostanza oltre al contatto diretto. Le modalità di prevenzione e approccio al potenziale pericolo

Dott. Cianciosi:

“Nonostante, si possano considerare i fattori predisponenti fisiologici ed anche di natura genica che sicuramente possono influire sul rischio all’insorgenza patologia correlata alla inalazione delle fibre di amianto -i problemi reali sono altri per combattere all’origine il fenomeno.

Sicuramente, la medicina del lavora opera proprio per la prevenzione. Questo è l’obiettivo primario, la prevenzione per evitare l’insorgenza delle gravissime conseguenze e letali dell’inalazione ed esposizione all’amianto.

Quindi, serve soprattutto a far capire al datore e lavoratore dove è il pericolo e dove esistono eventuali opportunità per evitarlo. Prima di tutto sottolineare il non utilizzo dell’amianto a priori, come prassi consolidata.

Poi, in caso di rischi potenziali o concreti, occorre agire in prevenzione mediante un uso effettivo di ogni dispositivo di protezione.

Si tratta di far capire che esistono strumenti “salva vita”: dai sistemi di aspirazione alle mascherine specifiche per la protezione.

Spesso, c’è ignoranza e poca predisposizione alle misure stesse da adottare in prevenzione.

Altre volte, purtroppo, anche i sistemi di aspirazione non funzionano come dovrebbero. E questo non è un aspetto secondario e ignorabile sul piano della prevenzione. Nessun aspetto lo è.

Quindi, analizzata e dimostrata la scarsa probabilità di cura – dalla serie di patologie oncologiche correlate all’amianto e per la maggior parte legate all’apparato respiratorio – non si può che concludere invocando un monito rivolto non solo ai lavoratori e i datori di lavoro, coinvolti in prima linea nel fenomeno della pericolosità dell’amianto.

Ma l’appello è verso tutti, per una consapevolezza sul pericolo, sulla gravità e rischi prevedibili ed eliminabili legati all’amianto.

La possibilità di salvarsi risiede proprio nel prevenire.

Per cui l’adozione e l’adeguamento a quelle che sono le misure di sicurezza e prevenzione, l’uso dei dispositivi di prevenzione e l’efficientamento delle strutture e luoghi di lavoro non può che essere la reale ed attuale soluzione”.

Dott.re Arturo Cianciosi, specializzato in medicina legale e medico competente in medicina del lavoroBiografia Dott. Arturo Cianciosi

Il Dott. Arturo Cianciosi è un medico del lavoro legale,  specializzato in medicina legale prevenzione delle malattie legate all’amianto.

È anche un fondatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nella lotta contro le malattie legate all’amianto.

 

Amianto, interviste a margine del convegno ONA alla Camera dei Deputati (VIDEO)

Amianto, videointerviste a margine
Amianto, videointerviste a margine

L’amianto continua a provocare migliaia di morti ogni anno in Italia. Nel corso del convegno organizzato alla Camera dei Deputati dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), esperti, familiari delle vittime, rappresentanti istituzionali e lavoratori esposti hanno ribadito la necessità di accelerare le bonifiche, aumentare i controlli e sostenere le famiglie colpite dalle malattie asbesto correlate.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, in Italia si registrano ancora circa 7.000 morti l’anno e oltre 10.000 casi di patologie legate all’amianto. Numeri che confermano come l’emergenza sia ancora in corso.

Ezio Bonanni: “La bonifica è l’unico strumento per fermare la strage”

Intervistato da Luigi Abbate e da Rita Chessa, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha ricordato il lungo impegno dell’associazione nella tutela delle vittime dell’amianto. “Mi occupo di amianto dal 2000, l’ONA è stata costituita nel 2008 e l’attività prosegue a distanza di decenni”.

Bonanni ha sottolineato che la bonifica rappresenta l’unica vera soluzione per interrompere la strage causata dall’esposizione alle fibre di amianto.

Il presidente dell’ONA ha evidenziato l’importanza di affrontare il problema anche dal punto di vista normativo e costituzionale. “L’articolo 41 della Costituzione rafforza la tutela della salute, dell’ambiente e dei lavoratori” 

L’avvocato ha inoltre sottolineato l’urgenza di più bonifiche nelle scuole e negli ospedali, maggiori investimenti nella ricerca sul mesotelioma e accelerazione dei processi per le vittime dell’amianto. Oltre a una strategia nazionale più efficace.

Vedi la videointervista all’Avvocato Ezio Bonanni di Luigi Abbate

La testimonianza di Mara Sabbioni: “Restituire dignità alle vittime dell’amianto”

Una delle interviste più significative è stata quella a Mara Sabbioni, figlia di Domenico, vittima dell’amianto. “Mio padre è stato riconosciuto vittima del dovere per aver contratto il mesotelioma pleurico durante il servizio di leva nella Marina”.

Sabbioni ha raccontato il lungo percorso giudiziario affrontato insieme a Bonanni dalla famiglia dopo la morte del padre, avvenuta nel 2012. “Dal punto di vista civico ed etico questi risultati restituiscono dignità alla vita di mio padre” 

La donna ha spiegato come il dolore per la perdita abbia segnato profondamente tutta la famiglia, lasciando conseguenze psicologiche e fisiche. “Ci troviamo dal 2012 a dover combattere e sopportare una tragedia interiore”.

Ha inoltre invitato tutte le famiglie colpite da malattie asbesto correlate a rivolgersi alle associazioni che offrono tutela legale e supporto umano. “È importantissimo rivolgersi a questa associazione per poter essere tutelati”.

Il racconto dell’operaio: “L’amianto era una nuvola intorno a noi”

Tra le testimonianze più forti anche quella di Carlo Ruggiero, un ex operaio delle ferrovie. L’uomo ha descritto le condizioni di lavoro vissute per anni a stretto contatto con l’amianto. “Tra noi operai era tutta una nuvola intorno, non ci vedevamo in faccia”.

L’ex lavoratore ha spiegato di convivere ancora oggi con la paura delle conseguenze dell’esposizione. “Ho 85 anni, però la paura è tanta”.

Le sue parole hanno riportato l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro del passato.

Emergenza amianto in Italia: 300mila siti ancora da bonificare

Nel corso del dibattito è stato evidenziato come in Italia siano ancora presenti circa 300.000 siti con amianto.

Secondo il Generale Giampiero Cardillo il problema richiede un grande piano nazionale di bonifica supportato sia dal settore pubblico sia da investimenti privati. “La grande bonifica da quasi 300.000 posti dove si può trovare amianto deve essere affrontata attraverso un sistema pubblico-privato”.

Ha inoltre ribadito che le bonifiche non possono essere considerate soltanto un costo. “Bisogna creare interesse economico attorno a questo tipo di operazioni”.
Tra le priorità indicate la mappatura completa del territorio, l’aumento dei controlli

Il giurista Fabio Massimo Gallo ha evidenziato la necessità di creazione di nuovi siti di smaltimento, incentivi fiscali per la rimozione dell’amianto e la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli fotovoltaici.

Politica e amianto: le proposte emerse alla Camera

L’On. le Ilaria Fontana (M5S) ha annunciato che verrà data attenzione anche all’amianto a partire dalla prossima legge di Bilancio.

Mentre l’On.le Sergio Costa, vicepresidente della Camera ed ex Ministro dell’Ambiente ha illustrato alcune proposte qualora il M5S dovesse tornare al Governo. La prospettiva  è quella di dare continuità delle bonifiche avviate negli anni precedenti con particolare attenzione alla necessità di intervenire in scuole e ospedali, la sostituzione dei tetti in eternit con il fotovoltaico. Oltre a dare vantaggi fiscali ai cittadini che decidono di bonificare e mappare il territorio. “La nostra politica è amianto mai più, non vogliamo esporre più nessuno all’ingiuria dell’amianto.”

Amianto e salute: perché il problema è ancora attuale

Il convegno organizzato alla Camera dei Deputati ha acceso nuovamente i riflettori sull’emergenza amianto in Italia.

Le testimonianze dei familiari delle vittime, degli ex lavoratori esposti e dei rappresentanti istituzionali hanno evidenziato un dato chiaro: il problema non appartiene al passato.

Bonifiche, prevenzione, ricerca scientifica e sostegno alle famiglie restano le priorità per evitare nuove esposizioni e nuove vittime.

Come ricordato da Bonanni durante l’incontro: “La bonifica è l’unico strumento per fermare la strage dei morti di amianto”.

Vedi le videointerviste di Rita Chessa ai relatori del convegno

Amianto, alla Camera con ONA si torna a parlare di prevenzione e bonifica

Convegno - Evento-Amianto-il-giorno-della-Memoria
Convegno - Evento-Amianto-il-giorno-della-Memoria

Il 28 aprile 2026, alle ore 15, presso la Camera dei Deputati, si è celebrata la Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto. Un appuntamento importante per ricordare chi ha perso la vita e per rilanciare l’impegno su prevenzione, bonifica e tutela della salute.

L’evento ha ospita la presentazione del libro dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
“Amianto dalla prevenzione alla bonifica – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche”. Un testo che affronta il problema amianto in modo completo, con un focus su rischi sanitari, norme e strategie di intervento.

A guidare il dibattito è stata la giornalista ambientale Stefania Divertito.

Amianto: un’emergenza ancora attuale

L’amianto resta una delle principali emergenze ambientali e sanitarie in Italia.
Nonostante i divieti, sono ancora molti i siti contaminati.

Le fibre di amianto causano gravi malattie asbesto correlate. Tra queste mesotelioma, asbestosi e vari tipidi tumore.

La prevenzione è quindi essenziale. Allo stesso tempo, serve accelerare la bonifica dell’amianto su tutto il territorio.

I saluti istituzionali

On. Sergio Costa

Ad aprire l’incontro è stat l’On.le Generale Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex ministro dell’Ambiente.

Durante l’iniziativa ha ricordato l’importante contributo portato avanti con l’Avv. Ezio Bonanni. Tra cui la promozione di un piano da 385 milioni di euro per la rimozione dell’amianto da scuole e ospedali. Le risorse sono state distribuite alle Regioni per interventi su edifici pubblici e siti sensibili (ma ancora troppi edifici sono da modificare).
Una ulteriore misura è riguardato lo stanziamento di 105 milioni di euro per la bonifica dei “siti orfani”. Ossia le aree contaminate senza responsabile individuabile

“Ricordare le vittime dell’amianto è un dovere civile. Ma non basta. Dobbiamo rafforzare le politiche ambientali e garantire bonifiche rapide e sicure”, ha dichiarato.

Con la modifica all’art. 41, la Costituzione ora sancisce esplicitamente che l’attività economica non può danneggiare la salute e l’ambiente. La legge deve indirizzare l’attività economica verso fini ambientali. Come ministro e successivamente, Costa ha spinto per l’inserimento della tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali, definendola una svolta storica.

Gli interventi: esperti a confronto

Ezio Bonanni ONA
Ezio Bonanni

Avv. Ezio Bonanni – Presidente ONA

L’Avv. Ezio Bonanni, da anni in prima linea nella tutela delle vittime e nella lotta contro l’amianto, ha ribadito con forza come “l’amianto continui, ancora oggi, a mietere vittime in modo  costante, configurando una vera e propria emergenza sanitaria e ambientale che non può più essere sottovalutata”. Secondo il Presidente dell’ONA, non è più rinviabile un cambio di passo deciso, fondato su un rafforzamento strutturale dei controlli, su una capillare attività di informazione e prevenzione e su un sistema di assistenza che garantisca piena tutela alle vittime e ai loro familiari.

Bonanni ha ricordato che sul territorio nazionale persistono ancora circa 40 milioni di tonnellate di amianto, disseminate tra edifici pubblici e privati, infrastrutture e siti industriali dismessi, rappresentando un rischio concreto e diffuso per la salute collettiva. In tale contesto, ha evidenziato come i costi sanitari e sociali delle patologie asbesto-correlate, risultino di gran lunga superiori rispetto agli investimenti necessari per un piano organico e sistematico di bonifica.

Nel suo intervento, ha inoltre sottolineato che la bonifica non costituisce soltanto un’opzione, ma rappresenta “l’unica vera soluzione definitiva”, in grado di interrompere la catena dell’esposizione e prevenire nuove diagnosi nei decenni futuri. Ha quindi richiamato le istituzioni a un’assunzione piena di responsabilità, affinché vengano adottate misure tempestive, efficaci e coordinate su scala nazionale.

Particolare attenzione è stata posta anche sulla necessità di accelerare le procedure amministrative e superare gli ostacoli burocratici che, troppo spesso, rallentano gli interventi di messa in sicurezza e rimozione dei materiali contenenti amianto. Bonanni ha infine ribadito l’urgenza di un piano straordinario, sostenuto da adeguate risorse economiche e da una governance chiara, capace di coniugare tutela della salute, sicurezza sul lavoro e giustizia per le vittime.

Un impegno che, secondo il Presidente ONA, non può più essere differito, ma deve tradursi in azioni concrete e immediate, nel rispetto del diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione.

Fabio Massimo Gallo e Ilaria Fontana
Fabio Massimo Gallo e Ilaria Fontana

Fabio Massimo Gallo – Magistrato

Il tema della giustizia è stato centrale. “Le responsabilità giuridiche devono essere chiare. Le vittime hanno diritto a verità e risarcimento. La giustizia deve essere tempestiva”, ha evidenziato.

On.le Ilaria Fontana – Commissione Ambiente

Focus sulle politiche ambientali da parte dell’On. Ilaria Fontana la quale ha ribadito che la bonifica dell’amianto è una priorità per la salute pubblica e per l’ambiente”.

Giampiero Cardillo
Giampiero Cardillo

Giampiero Cardillo – Generale, Comitato tecnico ONA

Attenzione anche agli aspetti operativi. Il Generale ha ricordato lche uno dei modi più efficaci per combattere l’amianto è scorgere delle possibilità  di vantaggio economico nel lungo termine.

La testimonianza della figlia di una vittima dell’amianto

Mara Sabbioni CREDIT
Mara Sabbioni

La memoria passa anche dalle storie personali. “Mio padre è deceduto lasciando immenso dolore alla sua famiglia. Per questo oggi è importante continuare a dare voce alle vittime e alle loro famiglie”, ha affermato Mara Sabbioni. La donna ha ricordato il papà Domenico Sabbioni, protagonista di  una delle tante tragedie legate all’amianto nella Marina Militare. Motorista imbarcato sulle navi Mincio e Brenta, si è ammalato anni dopo di mesotelioma pleurico a causa dell’esposizione alle fibre presenti a bordo, morendo dopo undici mesi di sofferenza.  Dopo la sua morte, il dolore familiare si è trasformato in una lunga battaglia legale portata avanti con l’Avv. Ezio Bonanni.  Nove anni e cinque processi per ottenere il riconoscimento dei diritti.

Una giornata che ci dà l’ occasione per guardare avanti con il solo obiettivo di un mondo libero dall’amianto.

Amianto, sentenza della Cassazione: Apicella riconosciuto “vittima del dovere”

amianto e giustizia (Foto free di Sang Hyun Cho da Pixabay)
amianto e giustizia (Foto free di Sang Hyun Cho da Pixabay)

Una decisione destinata a fare giurisprudenza nel campo delle patologie legate all’amianto. La Corte di Cassazione ha riconosciuto in via definitiva lo status di “vittima del dovere” a Claudio Apicella, ex finanziere di mare di 78 anni, residente a Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto.

La notizia è stata diffusa dallOsservatorio Nazionale Amianto (ONA), che ha seguito il caso.

Esposizione all’amianto durante il servizio

Secondo l’Avv. Ezio Bonanni, Apicella ha prestato servizio per oltre trent’anni nella Guardia di Finanza, operando su diverse unità navali tra Taranto, Palermo e la Toscana.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli tecnici come motorista e direttore di macchina.

Le patologie riconosciute dai giudici

Secondo quanto accertato nei procedimenti giudiziari, Apicella ha sviluppato patologie tipiche dell’esposizione alle fibre di amianto, tra cui placche pleuriche e  asbestosi

Le perizie tecniche, ritenute affidabili dai giudici, hanno confermato il nesso causale tra malattia e attività lavorativa, in particolare durante il servizio svolto in Toscana.

Cassazione: respinto il ricorso dei Ministeri

La sentenza della Cassazione chiude definitivamente un lungo iter giudiziario.

La Suprema Corte ha infatti rigettato il ricorso presentato dai Ministeri competenti.  Confermando le decisioni già adottate dal Tribunale di Grosseto e dalla Corte d’Appello di Firenze.

Questo passaggio rende definitivo il riconoscimento dei diritti dell’ex militare.

Risarcimento e benefici economici

Con il riconoscimento dello status di “vittima del dovere”, Apicella ha diritto ai benefici previsti dalla normativa.

Tra assegni e arretrati maturati a partire dal 2015, l’importo complessivo supera i 390mila euro.

Un risultato significativo, che rappresenta anche un precedente importante per casi simili.

Un precedente storico nel settore

A sottolineare la portata della sentenza è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale di Apicella: “Un precedente di valore storico: è il primo caso di un finanziere di mare riconosciuto vittima del dovere per esposizione all’amianto”.

La pronuncia della Cassazione potrebbe infatti aprire la strada ad altri riconoscimenti per lavoratori e militari esposti all’amianto durante il servizio.

Amianto e forze armate: un problema ancora aperto

Il caso Apicella riporta al centro dell’attenzione il tema dell’amianto nelle forze armate e nei corpi dello Stato.

Per decenni, molti operatori hanno lavorato in ambienti contaminati senza adeguate protezioni, sviluppando patologie anche a distanza di anni.

Questa sentenza rappresenta quindi non solo un traguardo personale, ma anche un passo avanti nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto.

La decisione della Cassazione segna un punto fermo nella giurisprudenza italiana.

Il riconoscimento di Claudio Apicella come “vittima del dovere” dimostra che è possibile ottenere giustizia, anche dopo anni di battaglie legali.

Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di continuare a investire in prevenzione, bonifica e tutela della salute, per evitare che tragedie simili si ripetano in futuro.

Il valore delle testimonianze dei familiari delle vittime dell’amianto

Sig.ra Mara Sabbioni, figlia di una vittima dell'amianto
Sig.ra Mara Sabbioni, figlia di una vittima dell'amianto

Ascoltare per comprendere il valore della sofferenza

Durante il Convegno del 30.03.2026 alla Sala del Carroccio al Campidoglio, l’occasione si è prestata anche all’ascolto delle preziose testimonianze dei familiari delle vittime dell’amianto.

Le testimonianze, rappresentano pienamente la portata devastante della pericolosità dell’amianto. Quali siano le concrete e dirette conseguenze per la vita, la salute e la dignità della persona e di interi nuclei familiari.

In apertura degli interventi sulle testimonianze riguardo le vittime dell’amianto, il Sig.re Ennio Pietrangeli.

Figlio di un docente e assistente tecnico agli per i laboratori di studi scolastici, vittima dell’amianto, la storia personale e la lotta con suo padre contro l’amianto di cui ne è stato poi vittima.

La testimonianza, rappresenta come segue al contempo un grido di dolore e una profonda richiesta verso la politica.

Ennio Pietrangeli:

Sig.re Ennio Pietrangeli, figlio di una vittima dell'amianto
Sig.re Ennio Pietrangeli, figlio di una vittima dell’amianto

Vedi il Video

“I laboratori dell’istituto romano dove ha lavorato mio padre, sono ancora esistenti. La polvere di amianto era presente assieme a mio padre ed i ragazzi nella scuola.

Erano i primi anni ‘90, quando mio padre fu messo alla gogna contro un sistema consolidato.

A cinquant’anni il killer invisibile ha presentato a mio padre il conto. Cercando di capire il perché di tutto questo, mio padre ha iniziato a leggere la dottrina sul tema amianto.

Dopo la morte di mio padre ed i tre anni di malattia dove è lui stesso morto un pezzo per volta, sono entrato in in contatto con l’Avv.to Ezio Bonanni.

Purtroppo, le conseguenze asbesto correlate, sono state provate proprio tutte da mio padre.

Purtroppo, si fa finta di non vedere davvero il problema.

Anche io ero studente, come tanti altri che hanno studiato in queste scuole. E pensiamo purtroppo che tutti si potranno ammalare.

Sono arrabbiato con parte della giustizia, non includendo gli esponenti della giustizia che cercano anche di riflettere sul tema.

L’interpretazione della legge, è influenzata anche dal pensiero personale.

Mentre la politica può agire con le menti adatte e il loro background per trovare delle soluzioni.

Non andiamo da nessuna parte, e continuiamo a contare solo morti. Ed i morti fanno male.

Assistere il calvario di mio padre e vederlo morire giorno per giorno, è inspiegabile.

Ma i politici insieme ai professionisti possono trovare la vera chiave di volta”.

La ricerca della prova scientifica inconfutabile

La partecipazione dei congiunti e familiari delle vittime dell’amianto ha proseguito nel corso dell’evento dedicato ai temi della bonifica dell’amianto, sostenendo l’importanza di ogni suo contenuto sulla base di vere esperienza di vita e dolore.

Anche la Sig.ra Mara Sabbioni,  è figlia di una vittima di gravissima patologia correlata alla esposizione all’amianto.

In questo caso, la comparsa della malattia è stata improvvisa e silente per anni. Non preannunciata da sintomi fisici e per questo davvero traumatica per gli stessi familiari coinvolti nella grande perdita.

L’importanza delle testimonianze, risiede nella forza delle stesse persone che hanno provato lo stesso calvario della vittima dell’amianto. Entrando in una dimensione d’impatto, sconosciuta, in un contesto da comprendere e combattere.

Sig.ra Mara Sabbioni, figlia di una vittima dell'amianto
Sig.ra Mara Sabbioni, figlia di una vittima dell’amianto

Vedi il video

Mara Sabbioni:

“Dopo undici mesi di terribile calvario nel 2013, quando mio padre è morto per un mesotelioma pleurico ho conosciuto l’Avv.to Ezio Bonanni.

Poi, abbiamo scoperto causalmente che la causa della patologia di cui era affetto mio padre fosse nelle fibre di amianto. Infatti, mio padre, quotidianamente le respirava, proprio per il suo ruolo di motorista navale, nella Marina Militare. Nell’incarico dal Porto di Messina alle Isole Eolie del trasporto dell’acqua.

Per noi, è stata una scoperta terrificante, sopraggiunta quando mio padre tra l’altro era giovane, aveva cinquantasette anni ed io ventitre. Devastante vedere la sua sofferenza.

Da figlia, riconosco il sentimento della rabbia, non solo sentimento distruttivo. Ma quel sentimento che mi ha permesso di costruire anche grazie all’Avv.to Bonanni.

Mi ha permesso di rendere concreto questo sentimento che mi stava facendo implodere. Non potendo aiutare e salvare mio padre.

Scoprire la responsabilità dello Stato e il fatto di averlo sottratto negli anni della sua gioventù da anni di vita, mentre lavorava e poi strapparcelo nel fiore del suo ruolo come: padre, marito, amico, lavoratore.

Sono grata all’Avv.to Bonanni per tutta la sua forza.

Ho assistito molto mio padre, dal momento di apprensione della sua malattia fino al decesso. E proprio per indole personale, di figlia in cerca di salvezza per il proprio genitore, ma anche per il mio ruolo lavorativo di biologa, ho studiato tutto lo scibile sull’amianto.

La divisa di mio padre, conservata da sempre e a contatto degli abbracci di mia madre a mio padre di ritorno dal lavoro, costituisce tutt’ora un rischio.

Analizzandola presso l’Asl e l’Istituto Superiore di Sanità dove lavoro, si è certificato con documentazione fotografica e relazionale la prova vincente della presenza di amianto sulla divisa a distanza di molti anni.

Lo Stato non ha potuto più opporre resistenza.

Le famiglie si trovano a vivere questa immane tragedia, il killer silenzioso dell’amianto che coinvolge ed uccide l’intera famiglia. Noi, abbiamo combattuto contro la malattia e lo Stato.

I tentativi e la lotta contro il riconoscimento della colpevolezza, è stata dura.

Dopo trenta anni, è agghiacciante riconoscere il rischio e il danno subito. Mio padre non ha avuto prima nessun sintomo ed era una persona molto forte. Ma è stato un calvario enorme.

Alla fine abbiamo creduto in questa battaglia, dove hanno provato a dire di tutto. E soltanto davanti all’evidenza scientifica trovando le fibre di amianto nel cappello e la divisa si sono arresi.

I risultati ottenuti non mi ridaranno indietro mio padre, la ferita e la cicatrice resteranno.

Ma sono sempre contenta di sapere che il nostro impegno con l’Associazione possa aiutare i familiari a sentirsi capiti e supportati in azioni legali. Constatando che da privati cittadini non sapremmo condurre.

Sottolineo l’importanza di ogni parola detta, in quanto non dobbiamo mai dimenticare nessuna delle vittime”.

L’importanza di informazione e la comprensione per le nuove generazioni

Infine e sempre con grande attenzione, all’ascolto di una donna che ha perso suo marito in un tempo velocissimo senza alcun evidente riconoscimento degno e pari alla perdita subita.

La Sig.ra Silvana Zambonini, offre uno spunto di riflessione rivolto soprattutto per i giovani.

Sottolineando l’importanza di una informazione destinata a tutti e che sia soprattutto “dei giovani”. Gli stessi giovani che si trovano coinvolti nella questione della pericolosità dell’amianto.

Come sfuggire a delle domande legittime e tacere di fronte alla gravità e il pericolo in cui incorrono proprio i minori agli albori della loro esistenza.

Sig,ra Mara Sabbioni moglie di una vittima dell'amianto
Sig,ra Silvana Zambonini, moglie di una vittima dell’amianto

Vedi il video

Silvana Zambonini:

“Non sono preparata sull’amianto ed ho solo immaginato di essere una dei ragazzi presenti nella scuola dove c’è amianto. Curiosa di sapere cos’è l’amianto.

Se uso l’intelligenza artificiale vedo che è un minerale che conosceva Marco Polo.

Ma del dolore vissuto non se ne parla.

Mio marito in cinque mesi se ne è andato per amianto.

Ma anche io sono malata di amianto e per la prima volta mi sono occupata di amianto. Ne ho sentito parlare dal 1995, ed ho respirato per trentatre anni una fibra di amianto al giorno.

L’umanità dov’è e dove stiamo andando?

Continuiamo a parlare di bonifica e sappiamo che nella “Terra dei Fuochi” sono morti bambini dove è stato interrato amianto ad altri materiali.

La sofferenza di chi rimane quando una persona se ne va.

E allora cosa dobbiamo fare per i bambini, per i ragazzi che vogliono sapere di più sull’amianto?

Informare è prevenzione al contempo. Per questo, ringrazio oggi l’Avv.to Ezio Bonanni oggi mio legale, con il quale cerco di far riconoscere il dolore dalla perdita di mio marito. Cercando un degno riconoscimento a ciò che non può essere definito un “lutto naturale””.

In conclusione

Possiamo cogliere ogni aspetto umano e il dramma che si esprime nella memoria del dolore profondo, conservato dai familiari delle vittime dell’amianto. Persone provate da veri e propri calvari, molto spesso inaspettati e in momenti importanti della propria vita personale e familiare.

Parlarne del dolore, dell’inaspettato, dell’immediatezza di una perdita cara, della gravità e la superficialità di non saper rimediare e soprattutto riconoscere, ha un significato preciso.

Rendere le preziose testimonianze, un valore aggiunto all’opera intrapresa di prevenzione, dimostra pienamente quanto essa contenga un altissimo valore.

Come detto durante gli interventi e i racconti dei familiari delle vittime, nonostante nulla possa restituire la perdita di una persona cara sussiste però una luce di umanità. L’importanza di saper riconoscere il dolore, dare un nome e una risposta dove c’è stata una responsabilità grave e palese, è necessario.

Ringraziando i presenti con ogni testimonianza resa, essendosi associati al lavoro quotidiano di ONA per la lotta all’amianto, auspichiamo che la battaglia per l’amianto possa sempre più diventare un faro di speranza.

Riuscendo a sostenere le vittime, purtroppo, delle morti da amianto. Ma al contempo puntare alla prevenzione, non permettendo a questa carneficina da tempo in atto di continuare a seminare vittime.