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UK, oltre 7.000 richieste risarcimento per il talco

borotalco, in passato conteneva in alcuni casi amianto (foto free da Pexels)
borotalco, in passato conteneva in alcuni casi amianto (foto free da Pexels)

Il procedimento legale contro Johnson & Johnson nel Regno Unito continua ad ampliarsi : i partecipanti sostengono che il talco commercializzato dall’azienda fosse contaminato da amianto. Le persone coinvolte nella causa sul talco sono salite a più di 7.000, rendendo questa azione collettiva una delle più rilevanti nel Paese in materia di responsabilità da prodotto.

Un contenzioso in forte crescita

La causa, avviata presso l’Alta Corte britannica, ha registrato un aumento significativo dei ricorrenti: inizialmente erano circa 3.000, ma oggi superano quota 7.100.

Se confermato, l’amianto avrebbe contribuito allo sviluppo di gravi patologie, tra cui figurano tumori ovarici e mesotelioma.

Dal canto suo, Johnson & Johnson respinge tutte le accuse, affermando che i propri prodotti rispettavano gli standard normativi e non contenevano sostanze cancerogene.

Il nodo della gestione della causa

In questa fase, il tribunale sta valutando come organizzare il procedimento. Le parti concordano sulla necessità di una gestione collettiva, ma restano divergenze su alcuni aspetti pratici.

I legali dei ricorrenti ritengono eccessive alcune richieste di documentazione avanzate dalla difesa, sostenendo che potrebbero rallentare il processo. Gli avvocati dell’azienda, invece, considerano tali richieste legittime e necessarie per una valutazione equa di ogni singolo caso.

Le storie dietro i numeri

Dietro le cifre ci sono storie personali molto dure. Tra queste, quella di una donna, entrata in causa nel 2024 e scomparsa l’anno successivo a causa di un tumore ovarico.

Secondo la sua testimonianza, avrebbe utilizzato il talco per tutta la vita, fin dall’infanzia. Il suo caso rappresenta una delle numerose vicende simili emerse nel corso del procedimento.

I legali dei ricorrenti sottolineano l’urgenza di accelerare i tempi, evidenziando come molti pazienti si trovino in condizioni critiche.

Stop al talco nel Regno Unito

Un elemento importante riguarda il mercato: la vendita di talco a base di minerali è stata interrotta nel Regno Unito nel 2023. Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso la sicurezza dei prodotti per la cura personale.

Una causa destinata a durare anni

L’udienza attuale rappresenta solo una fase preliminare. Il verdetto su come proseguirà il procedimento arriverà in seguito, mentre la conclusione definitiva della causa potrebbe richiedere diversi anni.

Nel frattempo, il caso continua a sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza dei prodotti e sulla responsabilità delle aziende nei confronti dei consumatori.
In Italia l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall‘Avv. Ezio Bonanni è da sempre in prima fila per difendere le vittime dell’amianto e i suoi famigliari.

Secondo l’Istituto oncologico romagnolo “l’International Agency for Research on Cancer (IARC) classifica come carcerogeno per gli esseri umani il talco contenente amianto (non più in commercio per legge), mentre come “non classificabile tra i carcinogeni umani” il talco non contenente amianto, ovvero quello in commercio e ha inserito invece l’uso di talco a livello perineale, cioè genitale e vaginale come “possibile cancerogeno” per il tumore ovarico.”

In pratica gli studi scientifici non  indicato il talco odierno tra i possibili fattori di rischio per il tumore dell’ovaio ma per ragioni di precauzione gli esperti consigliano di evitarne l’uso a livello inguinale o genitale, non rilevando rischi legati al contatto cutaneo per altre parti del corpo.

Guida INAIL 2026: gestione del rischio amianto negli edifici

Guida 2026 Amianto INAIL
Guida 2026 Amianto INAIL

La Guida INAIL 2026 sulla gestione del rischio amianto negli edifici affronta il tema della prevenzione e della sicurezza, indicando le procedure necessarie per individuare, controllare e gestire i materiali contenenti amianto.

“L’amianto o asbesto continua a essere una delle principali emergenze ambientali e sanitarie presenti sul territorio italiano. Nonostante il divieto imposto dalla legge nel 1992, molti edifici pubblici e privati contengono ancora materiali realizzati con questa sostanza altamente pericolosa.” Afferma da sempre l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il legale accompagna le vittime di malattia nell’iter per il riconoscimento di malattia professionale e nell’ottenimento di tutti i benefici previdenziali previsti dalla legge.

Il documento rappresenta uno strumento importante per amministratori di condominio, enti pubblici, tecnici e proprietari di immobili che devono affrontare il problema della presenza di amianto negli edifici costruiti prima degli anni Novanta.

La prefazione del testo è del presidente INAIL Fabrizio D’Ascenzo

Dove si trova l’amianto negli immobili

Per molti decenni l’amianto è stato utilizzato nell’edilizia grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al fuoco.

Secondo la guida INAIL, i materiali contenenti amianto possono essere presenti in numerosi elementi strutturali degli edifici.

Le coperture in eternit rappresentano uno dei casi più comuni, ma la sostanza può trovarsi anche in pannelli isolanti, pavimenti vinilici, canne fumarie, serbatoi, tubazioni e controsoffitti. La presenza di amianto interessa ancora scuole, ospedali, condomini, fabbriche e uffici pubblici costruiti prima del bando definitivo del materiale.

La guida sottolinea come sia fondamentale effettuare verifiche accurate per identificare i manufatti contenenti amianto e valutare il loro stato di conservazione.

Quando l’amianto diventa pericoloso

Uno degli aspetti centrali del documento riguarda il rischio legato alla dispersione delle fibre di amianto nell’aria. Secondo le linee guida generali l’amianto non è sempre immediatamente pericoloso quando si trova in buone condizioni. Il problema nasce quando il materiale si deteriora oppure viene danneggiato durante lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione.

Le fibre rilasciate possono essere inalate e provocare gravi patologie respiratorie e oncologiche. Tra le malattie correlate all’esposizione all’amianto ci sono il mesotelioma, l’asbestosi e il tumore del polmone.

Per questo motivo la prevenzione e il monitoraggio costante sono considerati strumenti fondamentali per la tutela della salute pubblica.

La valutazione del rischio amianto negli edifici

La Guida INAIL 2026 dedica ampio spazio alla valutazione del rischio. Secondo il documento, ogni edificio con possibile presenza di amianto dovrebbe essere sottoposto a controlli specifici per verificare le condizioni dei materiali e il livello di pericolo.

Le verifiche vengono effettuate da personale qualificato attraverso sopralluoghi, campionamenti e analisi tecniche. L’obiettivo è capire se il materiale sia stabile oppure deteriorato e se possa rilasciare fibre nocive nell’ambiente.

La guida evidenzia inoltre l’importanza della mappatura dei materiali contenenti amianto presenti negli immobili. Disporre di un censimento aggiornato permette di programmare interventi di controllo e bonifica in modo efficace.

Materiali Contenenti Amianto

Per approfondire le classificazioni invitiamo pertanto a scaricare la guida dal sito dell’INAIL. Per praticità l’abbiamo allegata anche in fondo al presente articolo.

Controllo e monitoraggio dei materiali contenenti amianto

Secondo l’INAIL, la presenza di amianto non comporta automaticamente la necessità di rimuovere il materiale. Quando i manufatti sono integri e non danneggiati, è possibile adottare misure di controllo e monitoraggio periodico.

Il documento raccomanda di effettuare ispezioni regolari per verificare eventuali segni di deterioramento. Inoltre, è necessario registrare gli interventi eseguiti e monitorare costantemente le aree a rischio.

La corretta gestione dei materiali contenenti amianto consente di ridurre il rischio di esposizione e di prevenire situazioni di emergenza sanitaria.

L’ONA auspica interventi di bonifica immediati in ogni caso per evitare qualsiasi possibilità, anche remota, di potenziale esposizione.

Quadro Normativo

Ampio spazio viene dato alla guida al quadro normativo europeo, nazionale e regionale.

Bonifica amianto: le soluzioni previste dalla normativa

La guida INAIL illustra le principali tecniche utilizzate per mettere in sicurezza gli edifici contaminati.

La rimozione consiste nell’eliminazione definitiva del materiale contenente amianto ed è considerata la soluzione più efficace. Tuttavia, richiede procedure rigorose e l’intervento di aziende specializzate autorizzate.

Un’altra possibilità è rappresentata dall’incapsulamento, che prevede il trattamento del materiale con prodotti specifici in grado di impedire il rilascio delle fibre. In alcuni casi viene adottato anche il confinamento, cioè l’isolamento dell’area contaminata attraverso barriere protettive.

Ogni intervento deve essere eseguito nel rispetto delle norme di sicurezza ambientale e sanitaria.

Sicurezza durante i lavori di bonifica

La gestione del rischio amianto richiede particolare attenzione durante le operazioni di bonifica. Gli operatori devono utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati e seguire procedure precise per evitare la dispersione delle fibre nell’aria.

La guida INAIL ricorda che anche lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto deve avvenire secondo protocolli specifici previsti dalla normativa ambientale.

La sicurezza dei lavoratori e dei cittadini rappresenta uno degli elementi centrali delle attività di bonifica e prevenzione.

Gli obblighi dei proprietari degli edifici

La normativa italiana attribuisce precise responsabilità ai proprietari degli immobili e ai responsabili delle strutture. Chi gestisce un edificio deve verificare la presenza della sostanza, controllarne lo stato di conservazione e programmare eventuali interventi di manutenzione o bonifica.

È inoltre necessario informare occupanti e lavoratori sui possibili rischi presenti negli ambienti contaminati.

La mancata gestione del rischio amianto può comportare conseguenze sia sul piano sanitario sia su quello legale.

Prevenzione e tutela della salute pubblica

La Guida INAIL 2026 evidenzia quanto sia importante investire nella prevenzione e nella sicurezza ambientale.

La corretta gestione dei materiali contenenti amianto, il monitoraggio costante e gli interventi di bonifica rappresentano strumenti essenziali per ridurre il numero delle malattie asbesto correlate.

La diffusione di una maggiore cultura della prevenzione rimane fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e garantire ambienti più sicuri nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli edifici pubblici.
Tutte le informazioni sono state nel tempo ribadite negli anni dall‘Osservatorio Nazionale Amianto che da sempre è asl fianco delle vittime dell’amianto e dei suoi famigliari.
L’Avv. Ezio Bonanni offre assistenza legale per l’ottenimento del riconoscimento di malattia professionale e quindi della rendita INAIL o causa di servizio e di tutte le prestazioni socio-economiche previste dalla legge. Offre assistenza legale anche ai superstiti delle vittime di malattie professionali causate dall’amianto e da altri cancerogeni a cui spetta la rendita di reversibilità e altri benefici previsti dalla legge in qualità di eredi legittimi.

Leggi la guida completa qui di seguito

ONA alla Camera, Ilaria Fontana: più bonifiche e tutela vittime amianto

Ilaria Fontana, convegno alla Camera dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Ilaria Fontana, convegno alla Camera dell'Osservatorio Nazionale Amianto

La bonifica dei territori contaminati deve diventare una priorità politica nazionale. È questo il messaggio lanciato dall’On. Ilaria Fontana (Movimento 5 Stelle) nel corso dell’evento organizzato dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto alla Camera dei Deputati dedicato alla tutela delle vittime dell’amianto e alle emergenze ambientali.

Nel suo intervento, la deputata ha affrontato il tema delle bonifiche ambientali, del ruolo della politica e della necessità di ascoltare cittadini, tecnici e famiglie colpite dalle conseguenze dell’esposizione all’amianto e ad altri agenti contaminanti.

“La bonifica è un dovere istituzionale”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda il tema della bonifica ambientale. Fontana ha sottolineato come non debba più esistere alcun dubbio sulla necessità di intervenire nei territori contaminati. “La bonifica si deve fare. Non dobbiamo neanche porci il problema se farla o meno: è un dovere istituzionale”.

La deputata ha ricordato che l’Italia continua a convivere con numerose emergenze ambientali spesso poco visibili, dai PFAS ai siti contaminati da amianto, fino ai siti di interesse nazionale che attendono ancora interventi concreti di risanamento.

Secondo Fontana, il Paese ha un enorme bisogno di bonifiche e di una strategia chiara per affrontare i problemi ambientali accumulati negli anni.

Amianto e territori contaminati: la sfida del post bonifica

Nel corso del convegno promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto, Ilaria Fontana ha spiegato che la bonifica rappresenta soltanto il primo passo di un percorso molto più ampio.

La vera sfida, infatti, riguarda il “post bonifica”, cioè la capacità delle istituzioni di restituire sicurezza, salute e prospettive di sviluppo ai territori colpiti dall’inquinamento ambientale.

La deputata ha ricordato anche il proprio legame personale con la Valle del Sacco, uno dei territori simbolo delle problematiche ambientali italiane, spiegando come il suo impegno civico sia poi diventato un percorso politico.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’ONA

Durante l’intervento, Fontana ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto dall’avvocato Ezio Bonanni e dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto nella difesa delle vittime dell’amianto.

Secondo la deputata, il contributo dell’ONA rappresenta un punto di riferimento fondamentale anche per chi opera nelle istituzioni. “L’opera dell’avvocato Bonanni diventa indispensabile per chi fa politica”. Ha affermato.

La parlamentare ha evidenziato la necessità di trasformare le testimonianze delle famiglie colpite in azioni concrete, evitando che il dibattito politico rimanga soltanto teorico o retorico.

“La politica deve ascoltare cittadini e scienza”

Uno dei temi più forti emersi nel discorso riguarda il rapporto tra politica, scienza e cittadini.

Secondo Fontana, chi ricopre incarichi istituzionali deve partire dalle storie reali delle famiglie colpite da malattie professionali e contaminazioni ambientali. “La politica deve ascoltare la scienza e deve ascoltare i cittadini”.

Ha inoltre ribadito che l’obiettivo deve essere quello di trovare soluzioni condivise senza divisioni ideologiche o politiche.

Bonifiche ambientali e programmazione a lungo termine

Nel suo approfondimento, Ilaria Fontana ha evidenziato la necessità di costruire una programmazione seria e duratura sulle bonifiche ambientali.

Secondo la parlamentare, il problema principale non è soltanto l’assenza di norme, ma soprattutto la mancanza di pianificazione nel medio e lungo periodo.

La deputata ha spiegato che negli ultimi anni sono state presentate proposte di legge ed emendamenti sul tema dell’amianto e delle bonifiche, ma che serve una volontà politica più forte per trasformare queste iniziative in interventi concreti.

Fondo per le bonifiche e nuove proposte parlamentari

A margine dell’evento Ilaria Fontana ha rilasciato una videointervista nella quale ha illustrato i prossimi passi sul piano parlamentare.

La deputata ha annunciato l’intenzione di lavorare, in occasione della prossima legge di bilancio, alla creazione di un fondo dedicato. “Sicuramente lavoreremo su un fondo”.

Fontana ha inoltre ricordato di aver già depositato un progetto di legge dedicato alle vittime dell’amianto, insieme ad altri atti parlamentari presentati anche dal collega On. Sergio Costa, vicepresidente della Camera e già Ministro dell’Ambiente.

L’obiettivo dichiarato è continuare a portare avanti interrogazioni, proposte legislative e iniziative concrete per sostenere le famiglie colpite e accelerare gli interventi di bonifica.

Censimento amianto e norme più chiare

La deputata ha inoltre posto l’attenzione anche sulla necessità di migliorare il censimento dei siti contaminati.

Secondo Fontana servono norme più chiare, maggiore coordinamento, pianificazione, volontà politica e una mappatura precisa delle aree da bonificare.

La parlamentare ha sottolineato come sia indispensabile sapere con precisione dove intervenire e quali siano le priorità ambientali del Paese.

“Chi inquina paga”: il richiamo alla Costituzione

Un altro tema centrale dell’intervento riguarda il principio europeo “chi inquina paga”.

Fontana ha denunciato il fatto che questo principio venga spesso disatteso, con conseguenze dirette sui diritti fondamentali dei cittadini.

Secondo quanto emerso durante l’evento, la prevenzione, il censimento dei siti contaminati e gli interventi di bonifica restano strumenti indispensabili per proteggere la salute pubblica e garantire giustizia alle famiglie colpite dall’amianto.

Sportello ONA: come segnalare presenza di amianto e ottenere assistenza gratuita (VIDEO)

Avvocato Bonanni e Abbate - osservatorio nazionale amianto
Avvocato Bonanni e Abbate - osservatorio nazionale amianto

L’amianto continua a rappresentare un grave rischio per la salute pubblica e per l’ambiente. Per questo motivo, lo Sportello ONA offre supporto gratuito ai cittadini, ai lavoratori e alle famiglie che si trovano ad affrontare situazioni di esposizione o sospetta contaminazione.

Nel corso dell’intervista, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, spiega come funziona il servizio di segnalazione e quali strumenti sono a disposizione delle vittime dell’asbesto.

ONA e tutela delle vittime

L’avvocato Ezio Bonanni apre l’intervista illustrando l’impegno quotidiano dell’ONA nell’assistenza alle vittime dell’amianto. “Ci occupiamo di tanti casi giudiziari e di tutta l’attività legale finalizzata a rendere giustizia”.

L’associazione svolge un’attività che oltre a quella legale, comprende anche prevenzione, informazione e assistenza sanitaria.

Come funziona lo Sportello Amianto ONA

Secondo Bonanni, la fase operativa è fondamentale: “Parliamo della fase concreta, operativa, della segnalazione di situazioni incombenti di amianto”.

Lo sportello permette di ricevere supporto immediato in caso di sospetta presenza di materiali contenenti la pericolosa sostanza in edifici, luoghi di lavoro o aree pubbliche.

Numero verde e consulenza gratuita

L’ONA ha attivato diversi strumenti di assistenza gratuita per i cittadini.

Tra questi: un numero verde dedicato (800034294) e consulenza online tramite form sul sito ufficiale.

L’avvocato Bonanni sottolinea: Qualsiasi cittadino gratuitamente può chiedere il servizio di assistenza tecnica, assistenza medica e consulenza legale gratuita”.

Questo servizio rappresenta un punto di riferimento importante per chi teme di essere stato esposto all’amianto.

Segnalazione e supporto con la ASL

In presenza di amianto o di una possibile contaminazione, i cittadini possono effettuare una segnalazione attraverso lo sportello.

L’ONA offre anche supporto per inoltrare la documentazione alla ASL territorialmente competente. Questo passaggio è essenziale per avviare controlli ambientali, verificare il rischio sanitario ed ottenere eventuali interventi di bonifica.

Assistenza per malattie professionali da amianto

L’intervista affronta anche il tema delle patologie correlate all’esposizione professionale all’amianto.

In caso di sospetta malattia professionale, il cittadino o il lavoratore può essere indirizzato verso strutture sanitarie pubbliche per effettuare gli accertamenti necessari.

I controlli medici vengono eseguiti sotto la supervisione del medico curante per i pensionati oppure con il supporto del medico competente aziendale per chi è ancora in attività lavorativa.

L’ONA fornisce inoltre tutela legale e risarcitoria in caso di danni accertati.

Il ruolo sociale dell’ONA

Durante l’intervista, Ezio Bonanni evidenzia come l’ONA svolga anche una funzione sociale oltre che legale.  L’associazione interviene concretamente per aiutare cittadini e lavoratori esposti a sostanze cancerogene, promuovendo la prevenzione e la sicurezza ambientale.

Prevenzione primaria e bonifica

Uno degli obiettivi principali dell’Osservatorio Nazionale Amianto è la prevenzione primaria.

L’ONA sollecita le istituzioni pubbliche affinché venga effettuata bonifica dell’amianto, la messa in sicurezza dei siti contaminati, la prevenzione dell’esposizione ad agenti cancerogeni.

Bonanni ribadisce un concetto chiave: “Ambiente pulito= salute, ambiente contaminato= malattia”.

Un principio che sintetizza il legame diretto tra tutela ambientale e salute pubblica.

Mappatura amianto e App ONA

L’associazione lavora anche alla mappatura dei siti contaminati attraverso strumenti digitali e attività di monitoraggio.

Tra le iniziative rientrano:l’App ONA per la segnalazione, la raccolta dati sui siti contaminati e le attività informative sul territorio.

L’obiettivo è creare una rete di prevenzione sempre più efficace contro il rischio amianto.

L’attività dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni, continua quindi a essere un punto di riferimento nella tutela delle vittime dell’amianto e nella promozione della prevenzione ambientale.

Villar Dora (TO): parte bonifica amianto nell’ex stabilimento Mirtex

Fibre di amianto
Fibre di amianto ( ph wikipedia commons)

Importante passo avanti per la riqualificazione da amianto dell’ex area industriale Mirtex a Villar Dora, in provincia di Torino. Il progetto di messa in sicurezza dell’edificio entra nella fase operativa grazie a un accordo tra più Comuni, fondamentale per garantire i finanziamenti e avviare i lavori.

Accordo tra Comuni per salvare il progetto

Anche il Comune di Rubiana ha aderito ufficialmente alla convenzione, affiancando Villar Dora e Almese.

Questa collaborazione tra enti locali si è rivelata decisiva per evitare la perdita dei fondi pubblici destinati all’intervento. L’intesa consente infatti di portare avanti un progetto considerato strategico per tutta l’area della Val Messa.

Un sito strategico da mettere in sicurezza

L’ex stabilimento tessile, oggi utilizzato in parte come deposito comunale e sede della Protezione Civile, costituisce un punto logistico importante per il territorio.

La presenza di asbesto ha reso però necessario un intervento urgente. La bonifica permetterà di eliminare i rischi legati alla dispersione di fibre nocive, migliorando la sicurezza sia per gli operatori sia per i cittadini.

Investimento da oltre 375 mila euro

Il valore complessivo dei lavori supera i 375 mila euro. Gran parte delle risorse arriva da Regione Piemonte, che ha stanziato un contributo significativo superiore ai 250 mila euro.

Il progetto si colloca tra i più rilevanti a livello regionale, posizionandosi ai primi posti della graduatoria per importanza. La restante quota sarà coperta dai Comuni coinvolti, secondo una ripartizione basata sulle rispettive proprietà dell’immobile.

Villar Dora Comune capofila

A coordinare l’intervento sarà il Comune di Villar Dora, incaricato di gestire gli aspetti tecnici e amministrativi. Questa scelta garantisce una gestione più efficiente, anche se la quota maggiore della struttura appartiene al Comune di Almese.

L’obiettivo è rispettare le tempistiche previste dal bando regionale e completare la bonifica dall’amianto nel minor tempo possibile.

Una volta completata la messa in sicurezza, si apriranno nuove possibilità di utilizzo dell’area, con benefici per tutta la comunità locale.
Fonte: Luna Nuova, Virgilio