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Amianto, Friuli Venezia Giulia: mappatura completa entro il 2027 grazie anche all’intelligenza artificiale

Friuli-Venezia_Giulia
Friuli Venezia Giulia (ph Wikipedia)

La Regione accelera sulle bonifiche: oltre 17mila interventi completati dal 2021

Il Friuli Venezia Giulia punta a completare entro il 2027 la mappatura dei siti con presenza di amianto. Un obiettivo strategico per arrivare, nell’arco di circa dieci anni, a una regione libera dalla fibra cancerogena. A fare il punto sul piano regionale è stato l’assessore alla Difesa dell’Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro, illustrando i risultati ottenuti negli ultimi anni e le nuove iniziative avviate per rafforzare prevenzione, monitoraggio e bonifiche.

La strategia regionale si concentra sull’individuazione delle coperture in Eternit, sull’aggiornamento costante dell’Archivio regionale amianto (Aram) e sul sostegno economico destinato a cittadini, imprese e Comuni per la rimozione dei materiali contaminati.

Intelligenza artificiale e nuove tecnologie per individuare l’amianto

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per individuare le coperture contenenti amianto. La sperimentazione, avviata nel 2024 su cinque Comuni, è stata successivamente estesa ad altri 32 territori tra il 2025 e il 2026.

La Regione ha sviluppato insieme a Insiel un sistema basato sull’analisi di immagini iperspettrali tramite reti neurali. I risultati ottenuti hanno spinto l’amministrazione regionale a investire ulteriormente nella tecnologia, con uno stanziamento di 750mila euro nel triennio.

Grazie a questo sistema avanzato sarà possibile completare entro la fine del 2027 la mappatura di altri 180 Comuni del Friuli Venezia Giulia.

 

Oltre 17mila bonifiche amianto dal 2021

Il percorso verso un Friuli Venezia Giulia “amianto free” procede anche attraverso gli interventi di bonifica. Attualmente nell’Archivio regionale amianto risultano censiti 24.801 edifici con la presenza di 26.437 manufatti contenenti amianto.

Dal 2021 a oggi sono state effettuate 17.652 bonifiche, con la conseguente eliminazione dei manufatti contaminati dal registro regionale. Solo nel 2026 gli interventi conclusi sono stati 830.

L’assessore Scoccimarro ha sottolineato che dietro questi numeri ci sono famiglie, abitazioni e attività produttive che possono contare su ambienti più sicuri e salubri. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è arrivare progressivamente all’eliminazione totale dell’amianto dal territorio.

“La bonifica, del resto è la prima arma contro l’amianto.” Afferma da sempre l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fondi per cittadini, imprese e Comuni

La Regione continua a sostenere economicamente le operazioni di rimozione dell’amianto. Il bando 2026 rivolto ai cittadini dispone di oltre 4 milioni di euro e ha già raccolto centinaia di richieste. Dal 2017 al 2025 le domande presentate sono state quasi 7mila, con oltre 5.800 contributi concessi per un valore complessivo vicino ai 28 milioni di euro.

Una parte significativa dei finanziamenti ha riguardato le imprese. Nei prossimi mesi è prevista anche la riapertura del canale dedicato alle aziende, dopo la revisione del regolamento regionale.

Particolare attenzione viene riservata inoltre ai Comuni impegnati nella bonifica di edifici pubblici e aree militari dismesse contaminate dall’amianto. Per il 2026 sono state presentate nove richieste di contributo, sostenute da uno stanziamento iniziale di 750mila euro.

Monitoraggio e prevenzione al centro della strategia regionale

Per rafforzare le attività tecniche e aggiornare la mappatura regionale, Arpa Friuli Venezia Giulia ha ricevuto un finanziamento di 103mila euro. Le informazioni raccolte vengono integrate nella piattaforma georeferenziata regionale e condivise con il Ministero dell’Ambiente, la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco.

La Regione punta così a costruire un sistema sempre più efficace di prevenzione, controllo e bonifica dell’amianto, riducendo i rischi sanitari legati all’esposizione alle fibre cancerogene e accelerando il percorso verso un territorio più sicuro.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia , Il Piccolo

Amianto, intervista staff ONA post convegno alla Camera (VIDEO)

Abbate, Piredda, Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Abbate, Piredda, Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Si è svolto il 28 aprile presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati il convegno dedicato al tema “Amianto, il giorno della memoria: dalla prevenzione alla bonifica”, promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Un appuntamento che ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti dell’associazione per affrontare uno dei temi sanitari e ambientali più urgenti in Italia: la prevenzione del rischio amianto e la bonifica dei siti contaminati.

Dalla messa in sicurezza delle scuole alla ricerca sul mesotelioma: al centro del dibattito il futuro della lotta all’amianto in Italia

L’incontro ha visto la partecipazione dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali e componenti dello staff dell’associazione. Tra gli interventi più significativi anche quello dell’onorevole Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente e attuale vicepresidente della Camera dei Deputati.

Durante il convegno è emersa con forza la necessità di passare dalle denunce ai fatti concreti, accelerando gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dei luoghi ancora contaminati dall’amianto. Secondo quanto evidenziato nel dibattito, la priorità dovrebbe riguardare scuole, ospedali, unità navali, vecchi rotabili ferroviari e tutti gli edifici pubblici e privati costruiti prima della legge 257 del 1992, che ha vietato l’utilizzo dell’amianto in Italia.

L’intervista all’avvocato Bonanni

L’avvocato Bonanni ha sottolineato l’importanza di recuperare il lavoro svolto dalla Commissione Amianto nella precedente legislatura, trasformando le proposte elaborate in misure operative concrete. “Tra i punti centrali per la lotta all’amianto abbiamo il finanziamento della ricerca scientifica, medica e biomedica sul mesotelioma, una delle patologie più gravi legate all’esposizione all’asbesto”. Ha affermato Bonanni.

Secondo Bonanni, “le aziende farmaceutiche investono ancora troppo poco nella ricerca sul mesotelioma, nonostante in Italia si registrino circa 2mila casi l’anno. Per questo motivo è stato chiesto un maggiore sostegno pubblico alla ricerca e al monitoraggio epidemiologico.”

Altro tema affrontato durante l’intervista con il giornalista Luigi Abbate riguarda il potenziamento dei COR regionali, i Centri Operativi Regionali che si occupano della registrazione dei casi di mesotelioma e delle malattie asbesto correlate. L’obiettivo è ottenere dati più precisi sul numero reale delle persone colpite da patologie causate dall’amianto, così da rafforzare gli strumenti di prevenzione primaria.

Nel corso del dibattito è stato ribadito il legame tra prevenzione primaria, secondaria e terziaria

La prevenzione primaria passa attraverso la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati. La secondaria riguarda invece la sorveglianza sanitaria e la diagnosi precoce per chi è stato esposto alle fibre cancerogene. La prevenzione terziaria comprende il riconoscimento dei diritti delle vittime, i risarcimenti e le sentenze giudiziarie che contribuiscono a far emergere il fenomeno.

L’intervista a Francesca Piredda, staff ONA

Abbate ha intervistato anche Francesca Piredda, componente dello staff ONA. La quale evidenziato l’importanza del “post bonifica”, spiegando come sia necessario sviluppare progetti di recupero e valorizzazione dei luoghi risanati per restituirli alla collettività.

Dal confronto è emersa quindi la necessità di trasformare la lotta all’amianto in un impegno istituzionale permanente e condiviso, al di là delle appartenenze politiche. Un tema che continua a coinvolgere migliaia di famiglie italiane e che richiede interventi urgenti per prevenire nuove esposizioni e nuove vittime.

Vedi la videointervista completa su ONA News

WORLD FAIR PLAY DAY 2026, al Senato per la Giornata ONU dedicata ai valori del Fair Play

World Fair Play Day 2026
World Fair Play Day 2026

Il prossimo 19 maggio 2026 Roma ospiterà la seconda edizione del World Fair Play Day. Ossia la Giornata internazionale proclamata dall’ONU dedicata ai valori universali del Fair Play. La prestigiosa Sala Koch del Senato della Repubblica farà da cornice a un evento destinato a richiamare il mondo delle istituzioni, dello sport, della diplomazia, dell’impresa e della cultura. Attorno a un tema oggi più che mai centrale. Parliamo della necessità di una nuova transizione etica globale fondata sul rispetto, sul merito, sulla responsabilità e sulla correttezza.

L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play

L’evento è promossa dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) che celebra trent’anni di attività. il CNIFP è presieduto da Ruggero Alcanterini e dal vicepresidente avv. Ezio Bonanni. La manifestazione si svolgerà su iniziativa della Senatrice Francesca Tubetti e porterà al centro del dibattito nazionale il valore del Fair Play come modello sociale. Sulla qualità della vita, sulla convivenza civile e sulla costruzione di una società più equa e sostenibile.

Con lo slogan “L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play”, il World Fair Play Day 2026 vedrà la partecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Sen. Luca CIRIANI, Ministro per i rapporti con il Parlamento, dell’ On. Federico Mollicone,  presidente Settima Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, di Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, di Alberto Improda, Presidente di Overstep ONG,  di Gherardo Casini, Direttore dell’Ufficio di Roma del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, di Juri Morico, presidente OPES e membro giunta CONI, di Rossana Ciuffetti (Sport e Salute SPA), di Silvia Marrara, Consigliere d’ambasciata MAECI, Capo Ufficio Diplomazia Sportiva, di Nicola Graziano, Presidente UNICEF Italia, di Mario Virgili, presidente FVG CNIFP, di Fabrizio Fasani, Senior Advisor ICI, del Generale Federico Sepe, presidente UNUCI.

Il valore della correttezza

Sarà una giornata di riflessione e visione dedicata ai grandi temi del nostro tempo. Oltre alle regole corrette dell’informazione alla valorizzazione dei talenti femminili, dalla tutela della salute fino al ruolo dello sport come straordinario strumento di educazione, inclusione e benessere sociale.

Momento centrale della manifestazione sarà il conferimento delle onorificenze di “Cavalieri Fair Play”. Il riconoscimento andrà a tre figure di altissimo profilo che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, hanno saputo incarnare e diffondere i valori del rispetto, dell’etica e della responsabilità sociale. Ossia Beppe Dossena, Mariacristina Gribaudi e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Verrà consegnato il premio nazionale al merito etico a Don Francesco Preite, presidente nazionale Salesiani per il Sociale e a Pasquale Vessa, leader del settore energia pulita.

Le dichiarazioni di Ruggero Alcanterini

“In questo  periodo storico segnato da conflitti, tensioni sociali e crisi educativa, il Fair Play è una necessità civile”. Dichiara il Presidente Nazionale del CNIFP Ruggero Alcanterini. “Questa giornata vuole essere un segnale forte rivolto alle nuove generazioni, alle istituzioni e al mondo del lavoro. Senza rispetto delle regole, senza cultura del merito e senza responsabilità collettiva non può esistere futuro”.

L’appuntamento del 19 maggio si candida così a diventare uno dei momenti simbolo del 2026. Roma si trasforma quindi nella capitale internazionale di una nuova idea di società fondata sui valori universali del Fair Play.

Amianto e Marina, ONA: risarcimento di 200mila euro e riconoscimento vittima del dovere

amianto, avv. Ezio Bonanni
amianto, avv. Ezio Bonanni

Un ex dipendente della Marina Militare, originario de La Maddalena morto a 69 anni per un adenocarcinoma polmonare con metastasi cerebrali dopo decenni di esposizione all’amianto, è stato riconosciuto dal tribunale di Tempio Pausania come “vittima del dovere”. Con la sentenza emessa il 7 maggio, il giudice del lavoro ha stabilito il legame tra la malattia che ha causato il decesso e l’attività svolta dall’uomo a bordo delle navi.

Cosa è emerso nel procedimento

Il militare avrebe lavorato per circa vent’anni in ambienti contaminati da fibre di amianto. Operando tra sale macchine, tubazioni e aree tecniche delle unità navali. Una esposizione professionale che, secondo il tribunale, ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo del tumore ai polmoni.

La famiglia del militare è stata assistita dall’Osservatorio Nazionale Amianto e aveva chiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere. «Il tribunale ha accertato il nesso tra la morte dell’ex dipendente della Marina Militare e l’esposizione all’amianto durante il servizio», ha dichiarato Bonanni, sottolineando come la decisione rappresenti «un importante riconoscimento umano oltre che giudiziario».

Il risarcimento

Il Ministero della Difesa dovrà effettuare quindi il pagamento di un risarcimento di 200mila euro in favore dei familiari. Oltre agli assegni vitalizi previsti dalla normativa vigente per le vittime del dovere. Il giudice ha inoltre disposto l’inserimento del nominativo dell’ex militare nella graduatoria nazionale dedicata alle vittime del dovere.

Le testimonianze

Nel corso del processo sono state inoltre raccolte diverse testimonianze. Le quali hanno ricostruito le condizioni di lavoro presenti sulle navi della Marina e negli ambienti dell’Arsenale di La Maddalena negli anni in cui il militare prestava servizio come nocchiere e meccanico specializzato.

Uno dei testimoni ha riferito che all’epoca era pratica comune applicare amianto su ampie superfici.

Il tribunale ha ritenuto che proprio quella esposizione continuativa abbia contribuito in maniera decisiva all’insorgenza della patologia mortale.

«Questa sentenza restituisce dignità e giustizia alla famiglia», ha aggiunto l’avvocato Bonanni, evidenziando il lungo percorso affrontato dai parenti del militare per ottenere il riconoscimento delle responsabilità.

Il supporto giudiziario della Corte

Alla vicenda si aggiunge anche un ulteriore sviluppo giudiziario davanti alla Corte di Cassazione, che ha disposto la riapertura del procedimento relativo alla posizione di una delle figlie del militare. La Suprema Corte dovrà riesaminare il diritto dei figli economicamente autonomi ad accedere ai benefici previsti per le vittime del dovere.

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Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche ed è basato su atti giudiziari, dichiarazioni rese dalle parti coinvolte e informazioni disponibili al momento della pubblicazione nel rispetto delle fasi processuali. Eventuali responsabilità saranno accertate esclusivamente nelle sedi competenti. Gli interessati possono richiedere rettifiche o aggiornamenti ai sensi della normativa vigente.

Amianto, prevenzione e tutela delle vittime: le conclusioni del convegno ONA

Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni
Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Il 28 aprile 2026 si è svolto presso la Camera dei Deputati il convegno dedicato alla Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto. L’evento, promosso dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha acceso ancora una volta i riflettori sulla necessità di accelerare le bonifiche, rafforzare la prevenzione e garantire giustizia alle vittime dell’amianto e ai loro familiari.

Nel corso dell’intervista rilasciata all’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, sono emersi temi fondamentali come la ricerca scientifica sul mesotelioma, il censimento delle patologie asbesto correlate e gli investimenti per la bonifica di scuole e ospedali.

Il ruolo dell’ONA e il convegno alla Camera dei Deputati

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha sottolineato l’importanza dell’evento come momento di confronto istituzionale e di rilancio delle future battaglie a tutela delle vittime del dovere e delle persone esposte all’amianto.

Uno dei punti centrali dell’intervista riguarda la tutela dei diritti delle vittime e dei familiari superstiti.

L’Avv. Bonanni ribadisce la necessità di non arrendersi mai nella ricerca della verità e della giustizia. Secondo il presidente ONA, è fondamentale continuare a perseguire il riconoscimento dei diritti,la tutela sanitaria, il risarcimento dei danni e la sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

L’obiettivo resta quello di garantire protezione concreta a chi ha subito danni da esposizione all’amianto.

L’intervento dell’ex ministro Costa e la Commissione Amianto

Bonanni ha ricordato che durante il convegno è intervenuto anche l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa e attuale Vicepresidente della Camera.

L’Avv. Bonanni ricorda che proprio durante il mandato ministeriale di Costa furono conferite deleghe operative all’ONA e al generale Cardillo nell’ambito della Commissione Amianto istituita per riformare la normativa sul rischio amianto in Italia.

Tra i risultati più importanti ottenuti dalla Commissione emerge lo stanziamento di 385 milioni di euro destinati alla progettazione della bonifica di scuole e ospedali.

Secondo Bonanni, questo rappresenta un passaggio fondamentale per la prevenzione primaria e per la riduzione del rischio sanitario.

Le priorità future: sorveglianza sanitaria e ricerca sul mesotelioma

Nel corso dell’intervista, il presidente ONA spiega che il futuro passa anche attraverso interventi specifici e immediatamente applicabili.

Tra le priorità indicate ci sono la sorveglianza sanitaria degli esposti e il finanziamento della ricerca scientifica per  il miglioramento e la prevenzione delle patologie asbesto correlate.

L’Avv. Bonanni evidenzia come il numero relativamente limitato di casi di mesotelioma in Italia, circa 2.000 all’anno, renda forse meno appetibile la ricerca per le grandi aziende farmaceutiche.

Per questo motivo, secondo l’ONA, è necessario un maggiore intervento pubblico per sostenere la ricerca e garantire cure efficaci ai pazienti.

Bonifica amianto e prevenzione primaria

La prevenzione primaria resta uno degli strumenti più importanti nella lotta contro l’amianto. L’Avv. Bonanni ribadisce che la bonifica dei siti contaminati è indispensabile per evitare nuove esposizioni e nuovi casi di malattia.

Particolare attenzione viene posta sulle scuole, sugli ospedali e sugli edifici pubblici ancora contaminati.

Secondo il presidente ONA, senza un’adeguata mappatura dei casi e dei rischi non sarebbe stato possibile ottenere risultati concreti sul fronte delle bonifiche.

Il censimento delle patologie asbesto correlate

Un altro tema centrale affrontato nell’intervista riguarda il censimento dei casi di malattie asbesto correlate.

L’ONA chiede un monitoraggio completo non solo del mesotelioma, ma anche di tutte le altre patologie causate dall’esposizione all’amianto.

Per Bonanni, il censimento permette di comprendere la reale diffusione del rischio e individuare i settori maggiormente esposti. Oltre a pianificare gli interventi di bonifica e
rafforzare la prevenzione sanitaria.

L’Avv. Bonanni ricorda inoltre che circa 200 casi di mesotelioma tra personale docente e non docente hanno contribuito ad accendere l’attenzione sul problema amianto nelle scuole italiane.

La battaglia legale e civile dell’ONA

Nella parte finale dell’intervista, il presidente dell’ONA conferma la volontà di proseguire la battaglia civile e legale contro il rischio amianto.

“L’associazione continua ad agire in modo pacifico e non violento, rivolgendosi alle autorità competenti e alla magistratura per ottenere bonifiche, messa in sicurezza dei siti contaminati, tutela sanitaria e risarcimenti per vittime e familiari.” Ha dichiarato Bonanni.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore sicurezza, prevenzione e giustizia sociale.

Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni, restano aperte molte criticità. La “battaglia contro l’amianto, conclude Bonanni, deve proseguire senza fermarsi mai”.

Vedi l’intervista completa all’Avv. Ezio Bonanni