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Papa Francesco: sempre dalla parte degli ultimi

Papa Francesco, piazza san pietro
Papa Francesco piazza san pietro

Un uomo che ha dedicato la sua intera vita al servizio degli ultimi, dei poveri, di coloro invisibili. Non si è mai risparmiato nella denuncia dei mali che affliggono la società, e più in generale l’intera umanità. Papa Francesco, dallo stile sobrio e concreto, anche per i suoi modi di fare è riuscito a parlare anche alle nuove generazioni, rimanendo impresso nella mente di molti.

Sono migliaia i fedeli che si sono radunati in Piazza San Pietro oggi, 26 aprile 2025, per partecipare ai funerali di Papa Francesco. L’evento vede la partecipazione di capi di Stato e delegazioni internazionali. A presidiare le esequie è il decano del Collegio cardinalizio, il cardinale Giovanni Battista Re. I concelebranti sono 980, fra cardinali, vescovi e sacerdoti, ci sono poi 200 ministri della Comunione e oltre 4 mila presbiteri. Dopo la messa esequiale ci sarà la traslazione della salma nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Il feretro sarà tumulato in una tomba semplice tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza, nel rispetto delle volontà espresse da Bergoglio.

Grande afflusso per i funerali di Papa Francesco

Non solo in Piazza San Pietro, migliaia di persone si sono radunate anche davanti a Santa Maria Maggiore, dove il feretro arriverà per le 12 circa. Si tratta della tappa finale del percorso che effettuerà Papa Francesco, con un copioso corteo, a seguito della cerimonia funebre. Pellegrini, gruppi di scout, gente comune, sono già dietro le transenne per aspettare il carro. Il pontefice sarà tumulato proprio a Santa Maria Maggiore. Imponenti le misure di sicurezza, presenti forze dell’ordine e volontari della Protezione civile. La piazza è blindata e anche i numerosi giornalisti, di tutte le parti del mondo, sono in un’apposita area allestita per l’occasione. 

Le dichiarazioni di Ezio Bonanni, presidente ONA

Anche il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS ha ricordato il Pontefice e il suo messaggio pastorale espresso in modo particolare con la Laudato Sì. Il concetto di ecologia integrale è giustizia sociale, senso etico e morale. Si affronta il tema della cura della casa comune, cioè del nostro pianeta.

Questa enciclica si ispira al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. L’ecologia ha la sua dimensione ambientale, economica, spirituale e sociale. Il Papa denuncia con chiarezza l’inquinamento, il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità e l’ingiustizia sociale che spesso colpisce i più poveri, che sono i primi a subire le conseguenze del degrado ambientale. La novità dell’approccio è l’invito a un’“ecologia integrale”, che supera la separazione tra uomo e natura e sottolinea la connessione tra le crisi ambientali e le crisi etiche e spirituali del nostro tempo.

Papa Francesco invita tutti – credenti e non credenti – a un cambiamento radicale dello stile di vita e a una conversione ecologica, fondata sulla sobrietà, la solidarietà e la responsabilità verso le generazioni future. La Laudato Sì è un documento profetico che unisce fede, scienza e impegno civile, diventando una voce autorevole nel dibattito globale sulla sostenibilità e sul futuro del pianeta. È un richiamo urgente ad agire, prima che sia troppo tardi.

https://www.youtube.com/watch?v=S7OND5MzNZs&ab_channel=ONANews-OsservatorioAmianto%3Asaluteeambiente

Amianto e crisi d’impresa: iniziative per abbattere lo stigma

conferenza, bonanni
Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza

“Lo stigma legato al fallimento imprenditoriale è stato, per lungo tempo, vissuto come una terribile  condizione colpevolizzante. È grazie al superamento di questo paradigma attraverso il significante giuridico (e significato) di “liquidazione” in ambito aziendale che è stato possibile un cambiamento significativo nelle percezioni culturali, legali e sociali.” E’ uno degli argomenti affrontati nel cuore dell’Antica Biblioteca dell’Università degli Studi Link, lo scorso 23 aprile 2025. Al centro dell’incontro il suo libro dal titolo il Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza, curato dall’Avv. Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno, edito da Duepuntozero Edizioni, con il sostegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS e dell’Avv. Ezio Bonanni.

Il libro: un punto di riferimento per i professionisti

L’opera di Bonanni Saraceno presenta una disamina completa sui principi regolatori e sulla normativa contenuta nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza alla luce delle novità introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2024, n. 136 (c.d. correttivo ter). Uno strumento completo per i professionisti con un’approfondita trattazione sulle singole norme, necessaria per orientarsi tra i vari istituti, le fattispecie sostanziali e processuali, oltreché sulla complessa e variegata casistica relativa alla crisi d’impresa.

Il sapere come responsabilità

Giuseppe Daloiso, CEO di Duepuntozero Edizioni, ha ricordato che anche l’editoria specialistica partecipa alla costruzione del sapere: un sapere che sostiene il lavoro dei professionisti e la diffusione della cultura giuridica.
Illuminante il punto di vista di del Dott. Francesco Bonanni docente all’Università Sapienza di Roma ha effettuato una introduzione sulla nascita del capitalismo e sulla necessità di rivedere l’attendibilità delle posizioni del sociologo Max Weber.

Crisi come processo

Non si è trattato soltanto di un evento giuridico, ma di un vero e proprio momento di riflessione collettiva sulla funzione dell’impresa e sul valore umano e sociale della giustizia. La presenza di avvocati, magistrati, economisti e rappresentanti delle istituzioni ha dato voce a una molteplicità di sguardi che hanno attraversato la complessità della crisi d’impresa.

L’Avv. Gianni Di Matteo ha chiarito che la crisi va affrontata riconoscendo limiti e possibilità, promuovendo soluzioni che portino a nuova vitalità, anche fiscale, grazie alla ripresa dell’attività produttiva.

Un passaggio epocale per il superamento dello stigma

“Il cambio della terminologia da fallimento e liquidazione è fondamentale nel senso del superamento dello stigma del fallimento derivante da una situazione che può essere fisiologica nello svolgimento di un’attività imprenditoriale.” ha affermato il Prof. Avv. Vincenzo Sanasi d’Arpe, esperto in amministrazione straordinaria e amministratore delegato della CONSAP, nonché attuale amministratore delegato della CONSAP

Un testo prezioso e necessario

Il Dott. Enea Franza (CONSOB) ha riconosciuto nel libro “un punto di riferimento degli operatori del diritto pur nel carattere interdisciplinare”, mentre il Dott. Giancarlo Sestini (Mediterranea S.p.A.) ha posto l’accento sugli strumenti concreti offerti dal nuovo Codice per la gestione della crisi.

La voce delle istituzioni

Il Senatore Pierantonio Zanettin, intervenuto da remoto, ha annunciato una proposta normativa che prevede l’autorizzazione preventiva del Tribunale per le ispezioni della Guardia di Finanza, segno di una volontà di equilibrio tra garanzie e controlli.
Il Dott. Renato Loiero ha ribadito “il ruolo centrale delle istituzioni e l’evoluzione della normativa in rapporto alla giurisprudenza”.
L’Avv. Alessandro Graziani, Consigliere Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Roma, ha rimarcato “il ruolo centrale dell’Avvocatura nella gestione della crisi d’impresa”.

Il messaggio dell’Avv. Ezio Bonanni: impresa e funzione sociale

L’Avvocato Ezio Bonanni, instancabile nella lotta alle ingiustizie, ha scritto la storia della giurisprudenza con la vittoria di sentenze di valenza mondiale nella lotta all’amianto. In un passaggio carico di significato ha affermato:
“ Fare impresa non può essere contrapposta ad un’idea di ecologia, rispetto dell’ambiente e della dignità della persona umana come anche sancito dalla Costituzione. E’ importante superare vecchi concetti come lo scontro della lotta di classe tra lavoratore e padrone che si rifanno a ideologie ottocentesche. Dovremmo trovare dei parametri anche per la crisi d’impresa che debba tener conto anche di concetti etici coerenti con la nostra tradizione giudaico-cristiana. Vanno tutelati i posti di lavoro, come nel caso Parmalat, e l’aiuto agli imprenditori per risolvere momenti di crisi. Rimane fondamentale il diritto alla salute, anch’esso tutelato dalla Costituzione.“
Attraverso le sue parole, l’amianto diventa simulacro del male assoluto da combattere.
“Abbiamo portato avanti le nostre battaglie coerentemente con questi valori che tutelano sia le imprese che i lavoratori. Il testo di Bonanni Saraceno segna un decisivo punto di svolta.” Ha dichiarato ‘Avvocato che ha inoltre indicato come modello di riferimento valoriale Papa Francesco, venuto dolorosamente mancare due giorni prima.

Tra il pubblico anche la cantante lirica Lucia Rubedo supporto di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Ezio Bonanni – ONA

Il punto di vista di Matteo Villanova, Università Roma Tre

Il Professore Matteo Villanova ha evidenziato l’importanza di modelli identitari valoriali e del ruolo primario dell’educazione tramite l’esempio. Un intervento significativo sull’etica della comunicazione e l’importanza della formazione dell’individuo, cellula di uno Stato che non dovrebbe essere orientato al profitto ma alle singole identità. “Il fallimento dell’educazione è il fallimento della politica interna e quando quest’ultima fallisce nel rapporto con altri Stati si arriva alla Guerra. La trasmissione televisiva che enfatizza il furbo ha una responsabilità. Vorrei una comunicazione dove chi non paga il biglietto non teme la multa, ma perché vuole contribuire al funzionamento dello Stato”.

Dott. Fabio Massimo Gallo: c’era una volta l’art. 18

L’abolizione dell’articolo 18 e l’introduzione del Jobs Act sono stati spesso presentati come mezzi verso una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, ma sono stati passaggi volti allo smantellamento dei diritti dei lavoratori. L’articolo 18, che garantiva la reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, rappresentava un’importante forma di tutela per i dipendenti, specialmente contro i licenziamenti arbitrari o discriminatori. La sua eliminazione ha reso più semplice il licenziamento e ha limitato le garanzie in particolare per i lavoratori con contratti precari o a termine. Nel ha parlato il Magistrato e Presidente di Sezione Lavoro presso la Corte d’Appello di Roma Fabio Massimo Gallo.

Fabio Massimo Gallo

Melissa Trombetta, riflessioni su Criminologia e crisi d’impresa

“Parlando di crisi d’impresa, il mio compito all’interno dell’Osservatorio Nazionale Amianto riguarda principalmente reati ambientali. Ciò che mi ha colpito oggi è stato il grande spazio dato alla didattica” ha affermato la criminologa Melissa Trombetta.

Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno, l’autore della necessità del superamento

“Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno dimostra non solo una straordinaria competenza giuridica, ma anche una rara sensibilità umana.” Ha affermato ’Avv. Alessandra Finocchio (TIF) sottolineando la necessità e l’importanza di quest’opera didattica.

Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno


Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno è un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati di Roma. E’ gestore della crisi di impresa e da sovraindebitamento, oltre che legal advisor nelle procedure di risanamento aziendale. Ha inoltre, maturato significative esperienze professionali come consulente per diverse società finanziarie di rilievo nazionale e multinazionali. Attualmente svolge la sua attività legale nell’ambito del diritto societario, bancario e assicurativo, altresì specializzato nell’attività giudiziale a tutela delle vittime di amianto e del dovere per il riconoscimento del risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

Il fallimento come possibilità

Saraceno Bonanni attraverso un’analisi lucida e appassionata, ha guidato i presenti nel riconoscere come il fallimento non debba essere considerato un marchio d’infamia, bensì una tappa possibile e a volte necessaria nel percorso di chi osa innovare, rischiare e costruire. con coraggio e visione, ha saputo trasformare l’esperienza dell’insuccesso in un punto di partenza per riflettere su un sistema economico e culturale che troppo spesso punisce chi cade, anziché valorizzare chi ha il coraggio di rialzarsi. Il suo contributo è un invito potente a cambiare gli stereotipi: a vedere nell’imprenditore non un colpevole, ma un protagonista resiliente del progresso.

“L’uomo nasce dal verbo e già dal punto di vista biblico e religioso abbiamo ben chiaro quanto sia importante la parola. I latini dicevano “Verba Volant Scripta Manent” La forma è connessa alla sostanza. Oscar Wilde diceva che la forma è tutto, è il segreto della vita. Dietro ogni termine c’è un concetto, il significato. Oggi che non si usa più il termine fallire, ma liquidare porta a pensare che errare umanum est. Quando un cittadino muore dal punto di vista imprenditoriale, muore anche da un punto di vista esistenziale.” ha dichiarato Fabrizio Saraceno Bonanni durante l’intervista post evento.

Il linguaggio, come teorizzato da Malinowsky e Sapir-Worf, non descrive soltanto la realtà, la plasma. Se cambiamo il modo in cui chiamiamo un evento, cambiamo anche il modo in cui lo pensiamo, lo sentiamo e lo viviamo. Pensiamo ad esempio a quanti imprenditori si sono suicidati in seguito ad un fallimento d’impresa: questo testo diviene quindi importante testimone di una rivoluzionaria trasformazione salvifica.

 

Proteggere la Terra, salvare la vita: Papa Francesco sempre nel cuore

Papa Francesco
Papa Francesco e un bambino

In un periodo storico che sembrava aver smarrito la bussola spirituale, arrivò un uomo semplice, con il nome di un Santo povero e la voce ferma di chi ha camminato nel dolore del mondo. Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936 a Buenos Aires da una famiglia di emigrati piemontesi, divenne Papa Francesco per ricordarci che la Chiesa può parlare con umiltà e farsi ascoltare come un padre amorevole.

Scelse la misericordia come vessillo, la Terra come maestra, utilizzando la poesia e la sacralità del Vangelo da vivere con le scarpe impolverate e le mani tese verso gli emarginati. Diede voce agli ultimi silenzi, accarezzando la sofferenza e sfidando il potere.

Ha promosso il dialogo tra le religioni e ha cercato di costruire ponti con altre fedi per affrontare insieme le sfide globali, parlava agli uomini ma anche al Creato con compassione.

Ora che il suo corpo riposa, Papa Francesco è tornato a camminare a piedi nudi, lasciando l’idea di una “Chiesa povera per i poveri”, ed ha saputo enfatizzare la misericordia e l’inclusione. ​

Coerente con ciò che amava ripetere: “la mia gente è povera e io sono uno di loro”.

Una vita intera dedicata alla crescita culturale e spirituale

Già a soli 22 anni, entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù per poi laurearsi in filosofia presso il Collegio San Giuseppe di San Miguel, in Argentina. Successivamente, dal 1964 al 1965, ha insegnato letteratura e psicologia in due scuole, prima a Santa Fé e poi a Buenos Aires. La seconda laurea arriva nel 1970 in teologia e ne diventa professore e fondamentale il suo impegno nella formazione spirituale e accademica dei giovani gesuiti. Diviene vescovo nel 1992, nominato da Papa Giovanni Paolo, nel 1998 arcivescovo di Buenos Aires e cardinale nel 2001. Nel 2005, partecipa al Conclave che elegge Benedetto XVI. Ma è nel 2013, che Bergoglio viene eletto Papa lasciando un’impronta profonda nel cuore dei fedeli di tutto il mondo.

Quei ricordi struggenti passati alla Storia

Fin dal primo saluto dopo la sua elezione avvenuta il 13 marzo 2013, da Piazza San Pietro: “Buonasera!” si capì che qualcosa era cambiato. Papa Francesco rifiutava molte formalità: indossava scarpe semplici, scelse di vivere nella residenza di Casa Santa Marta anziché nei sontuosi appartamenti papali, e chiese ai fedeli di pregare per lui.

Dichiarò di vedere la Chiesa come un “ospedale da campo”, vicina ai feriti, avviando importanti riforme e prendendo con forza anche posizioni nette e scomode. La cosa peggiore che possa accadere nella Chiesa, affermò in diverse occasioni, “è quella che de Lubac definisce mondanità spirituale”, che consiste nel “mettere al centro se stessi”.

Uno dei momenti più indimenticabili accadde a Roma il 27 marzo 2020 in una sera piovosa, fredda, irreale. Normalmente gremita di fedeli, Piazza San Pietro quel giorno appariva deserta, spoglia, sospesa nel tempo. Il pianeta intero, sconvolto dalla pandemia di Covid-19, guardava in diretta le immagini di un Papa solo, fragile e determinato, che camminava a passo lento sotto una pioggia insistente, davanti all’altare posizionato sotto il portico della Basilica. Accompagnato dal silenzio assordante e dalla solitudine di un’umanità smarrita, rivolse al cielo una preghiera universale, carica di dolore ma anche di speranza: “Non lasciarci da soli”.  Per gli ammalati e i loro cari, per i medici e gli infermieri che lavoravano instancabili contro una malattia che non si conosceva e che mieteva vittime. In quel momento, Francesco fu il Pastore di un mondo ferito.

 

L’amianto come terreno di riflessione per una lotta comune

La sua enciclica “Laudato si’” non parla esplicitamente di amianto, ma il suo richiamo alla “cultura dello scarto” e alla necessità di una “conversione ecologica” colpisce al cuore questa guerra. Perché l’amianto non è solo una fibra mortale: è il simulacro e paradigma di un sistema che ha anteposto l’interesse alla vita. Quando il Pontefice invitava alla responsabilità collettiva verso il Creato, indicava una strada che unisce giustizia sociale, compassione etica e coraggio civile.
La lotta contro l’amianto trova quindi eco nel messaggio di Francesco, in quella Chiesa che si sporca le mani, si china sulla sofferenza, e non ha paura di farsi ascoltare.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente di Ona – Osservatorio Nazionale Amianto ha rilasciato un messaggio video per salutare con gratitudine il Papa:
“Il Papa della fratellanza e della pace, degli emarginati, dei malati, di chi è in difficoltà. Siamo in lutto e chiediamo al pontefice di darci una benedizione dall’alto. Ci hai scaldato i cuori, con la tua enciclica Laudato Sì di chiaro stampo francescano ma profondamente ancorata alle Sacre scritture, all’ecologia integrale. Questo vuol dire non lasciare indietro nessuno. Per questo motivo, papa Francesco, noi ti avremo sempre nel nostro cuore”.

 

 

“Papa Francesco ci ha lasciato”, lettera di Ezio Bonanni al Pontefice

Papa Francesco e l'Avv. Ezio Bonanni
Papa Francesco e l'Avv. Ezio Bonanni

Papa Francesco è deceduto questa mattina, lunedì 21 aprile 2025, alle ore 7:35, nella sua residenza di Casa Santa Marta in Vaticano. L’annuncio è stato dato dal cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa.

Jorge Mario Bergoglio, nato a Buenos Aires nel 1936, è stato il primo pontefice gesuita e latinoamericano. Eletto nel 2013, ha guidato la Chiesa cattolica per oltre 12 anni, distinguendosi per il suo impegno verso gli ultimi, la riforma della Curia, la lotta contro gli abusi e la promozione di un dialogo aperto su temi sociali e ambientali. ​

Suprema attenzione alla misericordia, alla giustizia sociale e alla cura del Creato ha caratterizzato il suo Pontificato. Il Papa sarà sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in linea con il suo desiderio di semplicità. Infatti solitamente i Papi riposano a San Pietro.

Lettera in ricordo di un Papa “argine nella difesa della Madre Terra“

Riportiamo la dedica dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto al Pontefice. L’Associazione ha indicato più volte Papa Francesco come un importantissimo esempio da seguire ed inoltre, con la benedizione di Sua Santità, è partner del Comitato Amici di Papa Francesco. Le azioni di ONA, infatti, si intrecciano con il magistero di Papa Francesco in un punto essenziale: la difesa della vita umana, nella sua vulnerabilità e nella sua dignità.

“ Papa Francesco ci ha lasciato.
È tornato alla casa del padre Francesco, servitore dell’umanità e Santo.
Si, contro la guerra, per la pace, la felicità e la gioia di Dio in un mondo migliore. Niente più guerre, armi e distruzione. Aveva riaffermato con forza i valori dell’uomo, dell’essere umano.

L’amianto, l’uranio impoverito, gli altri veleni continuano ad uccidere e Papa Francesco ha rappresentato un argine fondamentale nella difesa della Nostra Madre Terra.

Laudato si’: l’ecologia e l’ambiente sono diventati il nuovo paradigma di giustizia etica e sociale.
Quell’enciclica ha segnato la svolta per un nuovo percorso, che dobbiamo continuare a sostenere.

Come persona, come famigliare di vittima dell’amianto e come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo avuto in Papa Francesco il più grande alleato e fonte di forza, luce e speranza.
Si, speranza nella vita, speranza in un mondo migliore senza guerre e sperequazioni.

Papa Francesco  sarai sempre nei nostri cuori, nelle nostre anime e nelle nostra preghiere.
Ti chiediamo di benedirci dall’alto, insieme ai nostri cari.”

Il saluto di Papa Francesco

 

Malattie autoimmuni: possibile induzione da amianto?

Un anfibolo
Un anfibolo (verde) scattato del dipartimento di Geologia dell'università di Padova, 2018, ph Wikipedia Commons

Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Autoimmunity Reviews ha acceso i riflettori su un possibile collegamento tra esposizione all’amianto di tipo anfibolo e lo sviluppo di malattie autoimmuni sistemiche, come il lupus, la sclerodermia e l’artrite reumatoide.

Tra le malattie riconosciute provocate dall’amianto vi è l’asbestosi e tumori come mesotelioma e vari tipi di cancro.

Inoltre vi sono possibili correlazioni con altre patologie che colpiscono il sistema nervoso centrale e cardiovascolare ed altre malattie.
L’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, oltre a battersi da decenni con abnegazione contro questo pericoloso materiale e per le vittime del dovere, ha effettuato numerose pubblicazioni. Queste riguardano la strage di decessi causati da questo pericoloso minerale.

Insieme al Prof. Ugazio ha affrontato, tra le varie patologie già menzionate, il tema della Sensibilità Chimica Multipla – MSC e possibili connessioni con l’amianto.

I risultati della ricerca

L’amianto anfibolo come fattore scatenante ambientale per le malattie autoimmuni sistemiche di Jean C. Pfau, Brett McLaurin, Brenda J. Buck e Frederick W. Miller

Al momento è necessario sottolineare che stiamo riportiamo semplicemente la notizia pubblicata su Science Direct, in quanto la ricerca è ancora agli inizi ed avrà bisogno di ulteriori passaggi per essere convalidata.Le attuali tabelle INAIL, non includono le malattie autoimmuni tra quelle riconosciute come causate da esposizione ad amianto.

I ricercatori hanno individuato diversi luoghi nel mondo dove l’esposizione all’amianto anfibolo è stata significativa, e dove si sarebbero registrati tassi insolitamente alti di positività ai test per malattie autoimmuni.
Secondo quanto dichiarato, queste sono le aree prese in considerazione in diverse parti del mondo:
– Libby, negli Stati Uniti, dove per anni è stata estratta una vermiculite contaminata da amianto.
– New York, dopo il crollo delle Torri Gemelle.
– Alcune aree del sud Italia, come Biancavilla in Sicilia, dove è presente la fluoroedenite, un minerale asbestiforme.
– L’Australia, per le attività minerarie legata alla crocidolite.

L’approccio scientifico

Secondo quanto riportato dalla fonte, sono stati effettuati 48 studi epidemiologici sull’uomo e 15 studi sperimentali sugli animali. In 31 di questi casi, sarebbe stato calcolato un rischio maggiore di sviluppare autoanticorpi ANA ( le spie precoci di malattia autoimmune) dopo l’avvenuta esposizione all’amianto.
Le persone esposte avrebbero quindi quasi tre volte più probabilità di sviluppare questi marcatori rispetto alla popolazione generale.
Anche gli esperimenti sui roditori avrebbero confermato l’effetto negativo sul sistema immunitario dell’anfibolo.

Le motivazioni potrebbero essere dovute allo stress ossidativo, all’infiammazione cronica e all’incapacità del corpo di eliminare scorie cellulari.  Tutti processi che potrebbero innescare una reazione autoimmune.

Il monitoraggio come ulteriore strumento di tutela

Se la correlazione dovesse essere riconosciuta, basterà un semplice test del sangue per rilevare gli ANA, un indicatore precoce della malattia. Estendere questo tipo di monitoraggio potrebbe costituire un ulteriore strumento di tutela.