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Amianto, news italiane di rischio ambientale

Foto di Drew Beamer su Unsplash
Foto di Drew Beamer su Unsplash

Con decine di milioni di tonnellate di amianto ancora in circolazione, è purtroppo facile e frequente incappare in storie di abbandono di rifiuti pericolosi. Oltre alle notizie di bonifica che interessano costantemente diverse regioni del Paese, non mancano anche racconti di tutt’altro segno che parlano di inciviltà e rischio ambientale.

Aiello del Sabato, amianto nel cuore dell’Irpinia

In una zona del comune è stato rinvenuto un deposito illecito di rifiuti speciali, tra cui pericoloso amianto. A scoprire l’accaduto la Guardia Agroforestale Italiana, che ha immediatamente avviato le procedure investigative. Andrea Palmese, Dirigente Regionale della G.a.i. ha coordinato l’iniziativa. Dopo aver effettuato un sopralluogo ha deciso di procedere con una formale denuncia inoltrata al Sindaco di Aiello del Sabato, alla Polizia Municipale, alla Procura di Avellino e ad altri enti incaricati della protezione ambientale e della salute pubblica, come ARPA Campania e ASL Avellino.
Sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri Forestali per individuare i responsabili dell’illecito. Gli accertamenti si stanno concentrando su eventuali movimenti sospetti registrati in zona, la presenza di telecamere di sorveglianza, nonché sulle caratteristiche dei rifiuti stessi.

Ex Firsat a Moncalieri, ora scatta la messa in sicurezza definitiva

Notizia positiva invece a Moncalieri, dove si chiude una fase lunga e complessa con il massiccio intervento di bonifica all’interno dell’area dismessa dell’ex stabilimento Firsat. In totale, rimosse oltre mille tonnellate di rifiuti, molti dei quali classificati come pericolosi. Ora il Comune è pronto ad avviare una nuova fase: bloccare gli accessi alla struttura per impedire ulteriori occupazioni abusive e scongiurare nuovi scarichi illeciti. Il costo complessivo delle operazioni, tra risorse già spese e fondi in via di stanziamento, arriva a circa 750 mila euro.

Ex colonia Torino: 70 giorni per contenere i rischi ambientali

Avviati gli interventi per mettere in sicurezza l’area situata di fronte all’ex colonia Torino, nel comprensorio SIN/SIR apuano. Dopo anni di attese e rallentamenti, siamo finalmente alla svolta operativa: mercoledì Sogesid Spa ha formalmente affidato i lavori alla ditta Gsc General Service and Constructions. Il cantiere avrà una durata prevista di 70 giorni e si concentrerà sulla realizzazione di una scogliera e sulla copertura del terrapieno, con l’obiettivo di limitare i rischi derivanti sia dalla presenza di amianto, sia dai frequenti fenomeni erosivi e meteomarini che interessano l’area. Il tutto verrà eseguito cercando di non interferire con l’attività turistica della zona. Urgenza dell’intervento dovuta proprio al ritrovamento di frammenti di asbesto e alla pericolosità ambientale dell’area, soggetta all’azione delle mareggiate. Secondo quanto dichiarato dalla fonte, nonostante la presenza del materiale pericoloso fosse già segnalata nei documenti tecnici da tempo, solo ora si è riusciti ad avviare concretamente l’opera, anche a causa di diversi stop e rinvii. Interrotto un precedente tentativo quando, durante i lavori preliminari, erano emersi nuovi pezzi contaminati.

Rifiuti bloccano lo svincolo a Palermo, il Comune accelera per la riapertura

La bretella di Brancaccio, a Palermo, resta ancora chiusa per un accumulo di rifiuti, tra cui materiali sospetti contenenti amianto.
Secondo la fonte, l’assessore all’Ambiente Pietro Alongi ha assicurato che l’intervento è prioritario: «Non ci vorrà molto per sbloccare la situazione. Abbiamo già impegnato 100 mila euro e, se dovessero servire ulteriori fondi, li reperiremo. Si tratta di un intervento di somma urgenza.
La prossima settimana è atteso l’esito delle analisi effettuate dall’Asp 6, che dovranno stabilire la natura dei materiali rinvenuti.
“Se si confermerà che l’amianto è in forma compatta – continua Alongi – potremo procedere subito. I fondi per la Rap sono già pronti e serviranno a effettuare un intervento straordinario per la rimozione“.
Il quadro cambierebbe, però, se i campioni prelevati rivelassero la presenza di amianto friabile. In quel caso, tutta la massa di rifiuti sarebbe da trattare come materiale pericoloso, con un conseguente aumento dei costi: circa 500 mila euro. “Ma anche in quel caso, precisa l’assessore – l’amministrazione è pronta a muoversi rapidamente. Il sindaco è pienamente coinvolto e troveremo i fondi necessari senza ritardi”.

ONA: l’Italia che cambia

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Ezio Bonanni stanno trasformando un pezzo alla volta la situazione italiana in merito alla gestione dell’amianto e alle conseguenze legali e sanitarie che derivano dalla sua esposizione. Grazie al suo impegno da almeno 30 anni, tanti cittadini civili e militari sono riusciti a ottenere giustizia, mentre la lotta contro le discariche abusive e l’inquinamento ambientale da amianto è diventata una battaglia di rilevanza internazionale.

Amianto, la battaglia che continua anche dopo l’ultimo respiro

immagine polmoni
immagine polmoni

La lotta all’amianto non è solo una questione sanitaria o ambientale: è un confronto con la morte stessa, nella sua forma più subdola e silenziosa. E’ una scelta (a)morale e politica, un’eredità tossica di un progresso che ha dimenticato il bene comune.  

Hybris dell’uomo moderno

Presso gli antichi Greci, con “Hybris” veniva identificata “l’orgogliosa tracotanza che porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna e a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano, immancabilmente seguita dalla vendetta o punizione divina.”
L’amianto quindi è una perfetta hybris della società contemporanea, della sua arroganza tecnica, che supera il limite dell’accettabile, fino a colonizzare la morte.

La banalità del male

L’amianto uccide prendendosi tempi lunghissimi: è una bomba a orologeria nascosta nei muri, nei luoghi di lavoro, nei tetti delle case e delle scuole. Morti a causa di quella banalità del male, di cui parlava Hannah Arendt, provocata da scelte industriali, orecchie da mercante istituzionali e ignoranza sociale.

Come sancito dalla Costituzione, dal Leviatano di Hobbes, lo Stato dovrebbe farsi garante della vita, della sicurezza, della salute. Ma per decenni la presenza del cancerogeno è stata taciuta, negata, minimizzata. Chi è quindi il responsabile della morte di migliaia di lavoratori e cittadini?

Abbiamo raccolto alcune delle posizioni più significative in ambito internazionale sull’amianto.

OMS – 200.000 decessi a causa dell’amianto ogni anno

L’uso dell’amianto è stato vietato in più di 50 Stati membri dell’OMS.

Tutte le forme di amianto, compreso il crisotilo, sono cancerogene per l’uomo. A livello planetario, una percentuale significativa di operai impiegati nel settore edile è esposta a questo pericoloso materiale. A causa del suo utilizzo massiccio in passato nei materiali da costruzione, chiunque si occupi di costruzione, manutenzione e demolizione di edifici in cui è stato utilizzato è potenzialmente a rischio, anche molti anni o decenni dopo la sua installazione.

In tutto il mondo, si stima che oltre 200.000 decessi siano causati dall’esposizione professionale, ossia più del 70% di tutti i decessi per tumori correlati al lavoro.

Passaggi necessari da ribadire

Come segnalato dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, l’OMS ha da tempo riconosciuto l’asbesto come causa diretta di diversi tipi di cancro. Tra questi mesotelioma, cancro ai polmoni, alla laringe, alle ovaie. Provoca anche malattie respiratorie croniche come l’asbestosi (fibrosi polmonare) e altri effetti avversi sui polmoni.

Il modo più efficace per interrompere nuove patologie asbesto correlate è mettere al bando l’amianto, come hanno già fatto oltre 50 Stati membri dell’OMS. E’ inoltre fondamentale proteggere i lavoratori che si occupano di bonifiche e di dotarli di strumentazione tecnica necessaria in caso di lavori in vecchi edifici.

Gravi malattie correlate ancora per diversi anni

A causa del lungo periodo che intercorre tra l’esposizione e lo sviluppo di malattie correlate, i decessi e le malattie causate dall’amianto continueranno per molti anni dopo che un Paese ne avrà vietato tutti gli usi. Cancro al polmone e mesotelioma possono verificarsi anche molti anni dopo l’esposizione.

La via da percorrere

L’OMS invita quindi le istituzioni mediche migliorare i servizi di diagnosi precoce, trattamento e riabilitazione delle malattie legate al cancerogeno. Inoltre, dichiara che è fondamentale istituire registri delle persone con esposizioni passate e/o attuali al pericoloso materiale e organizzare la sorveglianza medica dei lavoratori esposti. Deve inoltre essere costante il lavoro di informazione e sensibilizzazione rispetto alla pericolosità dei materiali contenenti la sostanza. Cruciale è il trattamento degli stessi come rifiuti pericolosi, purtroppo spesso abbandonati.
Tutte attività per le quali ONA si batte in prima linea offrendo assistenza medica tecnica e legale.

Fondazione Umberto Veronesi: esposizione ambientale anche in età pediatrica

A proposito di malattie asbesto correlate, la Fondazione Umberto Veronesi ha evidenziato una realtà inquietante: ossia l’esposizione ambientale all’amianto avvenuta a in età pediatrica potrebbe essere stata causa della mortalità precoce per tumore maligno della pleura in Italia nei giovani adulti con meno di 50 anni. Uno studio dell’ISS ha analizzato la mortalità per questo genere di cancro tra il 1980-2010, in tutti i comuni italiani. La ricerca ha rivelato 1.594 decessi per tumore maligno della pleura prima dei 50 anni. inoltre ha evidenziato le regioni con gli eccessi di rischio più elevati, ossia Liguria, Piemonte, Lombardia e Friuli, luoghi dove si sono concentrate le attività produttive legate all’amianto.

Ministero della Salute – i piani nazionali

Nel 2013 il Ministero della Salute redasse il Piano Nazionale amianto, integrato nel 2020 dal Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025

Quest’ultimo ha previsto misure per eliminare la sua presenza e contribuire alla conoscenza del suo impatto ambientale e sanitario. Inoltre ha incoraggiato le regioni a formalizzare piani specifici per la prevenzione del rischio.

Nel testo leggiamo: “Importanti fattori di insorgenza di malattie professionali sono, infine, l’esposizione ad agenti fisici, chimici, biologici e cancerogeni, compresa l’esposizione professionale. È necessario mantenere alta l’attenzione sulle malattie asbesto-correlate anche in correlazione all’utilizzo indiretto, implementare l’informatizzazione degli adempimenti previsti dall’articolo 9 della legge 257/1992, adottare a livello regionale specifici Piani finalizzati a raggiungere l’eliminazione dell’esposizione ad amianto e promuovere processi di comunicazione e informazione.”

In un ulteriore passaggio tra gli obiettivi quello di “ottenere il trend su scala nazionale dei quantitativi rimossi rispetto a quanto ancora presente sul territorio nazionale e quanti operatori sono ancora impegnati nelle attività di rimozione o addetti agli impianti coibentati con amianto.”

Questo nel contesto di un Paese, l’Italia, dove nonostante piani e progetti di soluzione abbiamo ancora da bonificare decine di milioni di tonnellate di amianto.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto: lottare contro il carico di morte finché si avrà forza

“La nostra via per vincere contro l’amianto a favore della vita e della dignità della persona umana, deve prescindere dal fronte giudiziario, del tutto inutile. Smettiamola di intasare i tribunali costringendo le vittime a lunghe diatribe giudiziarie spesso contro apparati dello Stato. Confidiamo che anche gli imprenditori abbandonino la trincea del negare a tutti i costi. La mia battaglia contro questa ipocrisia vigliacca che si accanisce verso chi ha già perso la vita, andrà avanti anche nelle aule dei tribunali, finché sarà necessario e ne avrò la forza.” Afferma in ogni convegno, comunicazione l’Avv. Ezio Bonanni.

Questa guerra diventa quindi un gesto politico ed esistenziale: è la scelta di prendersi cura degli altri, dei luoghi, della memoria. È il tentativo di rimediare al male attraverso la responsabilità, la trasparenza, l’impegno civile.
Si configura quindi inevitabilmente l’imperativo etico categorico: bonificare, risarcire, ricordare.
Perché la morte, da evento nascosto, torni ad essere oggetto di coscienza collettiva.

Dopo l’ultimo respiro

Nel mesotelioma pleurico il liquido si accumula tra i foglietti pleurici, le sottili membrane che compongono la pleura, struttura che avvolge i polmoni e li separa dalla parete interna del torace. Questo versamento comprime i polmoni, ne riduce l’espansione, li schiaccia lentamente. Il malato ha fame d’aria, sente che l’ossigeno non basta mai, anche da fermo, anche a letto. E il dolore si moltiplica con la sensazione di asfissia. Il tumore al polmone può ostruire, provocare infezioni ricorrenti, o emorragie interne. L’atto respiratorio diventa quindi un’azione patologica, alterata, meccanica, spesso accompagnata da tosse, rantoli, affanno.

Quando il corpo cede alla malattia, il respiro del singolo si spegne. Ma resta quello collettivo: è il fiato dei familiari che rimangono a lottare con i compagni di lavoro e gli avvocati. È il respiro della giustizia, della memoria, della verità.

 

 

Amianto, storie di bonifica prima di Pasqua

Amianto
Amianto

Oltre alla bonifica dell’amianto in via Redaelli a Milano avvenuto giovedì, ecco alcune delle ultime notizie che hanno riguardato la messa in sicurezza dal pericoloso materiale.

Cellina Meduna, bonifica del consorzio

Nel greto del Maniaghese, si è conclusa dopo tre mesi la bonifica dall’amianto da parte del consorzio di Cellina Meduna che ha seguito gli interventi per conto della Regione. Questa area del Cellina, negli anni ’70, era stata contaminata dall’asbesto industriale. Pratica diffusa l’interramento dell’amianto nei terreni e lungo i fiumi. La riqualificazione ha interessato un’ansa del comune di Maniago. L’amianto recuperato dal fiume è stato inertizzato ed inviato all’estero.

Bellinzona, verrà demolito il prefabbricato di via Lavizzari

Disposta la decione di abbattimento dello stabile prefabbricato di via Lavizzari a Bellinzona costruito nel 1968. Successivamente si procederà con una nuova costruzione che diverrà sede nel 2027 del Settore opere pubbliche.

Muraglia, bonifica della fabbrica Carloni

Iniziata l’attività di messa in sicurezza e rimozione delle coperture di eternit, il 10 febbraio. Ben 1800 i metri quadrati di lastre in cemento-amianto eliminate per essere destinate alla discarica autorizzata di Pavia.
Il sindaco Biancani e l’assessora Conti hanno definito il raggiungimento dell’obiettivo come un risultato importante per la tutela della salute di lavoratori, residenti e di coloro che vivono non solo il quartiere ma anche per l’intera città.”

Mantova, al via i lavori per la scuola edili

Per quanto riguarda la scuola edili di Mantova, i lavori di bonifica inizieranno entro il mese di maggio. L’edificio era stato abbandonato da diversi anni e le proteste dei cittadini cominciarono nel 2018.

Più storie come queste per un mondo libero dall’amianto

Immaginare un mondo libero dall’amianto significa non solo tutelare la salute delle persone, ma è un modo per rieducare il nostro sguardo sul mondo. Il filosofo tedesco Hans Jonas parlava di “principio di responsabilità”, attraverso cui ogni gesto dell’uomo deve prendere in considerazione le conseguenze future delle sue scelte e dei suoi atti. Per questo sono preziose le segnalazioni dei cittadini, la partecipazione collettiva, gli interventi delle istituzioni, il lavoro della politica e delle associazioni.

In questo contesto, l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, si configura come un faro fondamentale nella lotta contro le fibre killer. In prima linea nella prevenzione primaria, la tutela delle vittime, promuove la giustizia ambientale e sociale. Attraverso un impegno costante che si spende non solo nelle aule dei tribunali, ma con attività cruciali di informazione culturale.

Amianto a Milano, bonificata area in via Redaelli

Amianto, ARPAT Toscana
Amianto

Da qualche settimana i cittadini avevano segnalato la presenza di materiale contenente amianto in via Redaelli a Milano. Ieri, giovedì 17 aprile, è stata effettuata la bonifica presso la zona Bande Nere a Lorenteggio, vicino al Liceo scientifico Vittorini.
 Secondo quanto comunicato da Milano Today, le segnalazioni sono state effettuate oltre che dai cittadini, anche dalla polizia locale e dal consigliere del Municipio 7 di Fratelli d’Italia Stefano Gorgoglione. 

L’intervento di Amsa effettuato già in precedenza

La società preposta ai rifiuti di Milano Amsa, ha fatto presente di avere effettuato con impegno dei sopralluoghi tecnici in precedenza. Tuttavia l’intervento in sicurezza è stato possibile solo giovedì in quanto ci sarebbero state, costantemente nei pressi del posto, delle auto in sosta. Ciò avrebbe impedito la liberazione dello spazio dal pericoloso materiale.

Cosa fare in caso di individuazione di amianto

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, è al fianco dei cittadini per la segnalazione gratuita dei siti contaminati. Ha inoltre istituito la Guardia Nazionale Amianto, avente la funzione di guardia ambientale nazionale. L’Associazione si erge come coscienza vigile, presidio etico e civile, impegnata nella difesa di valori come la salute, la dignità della persona e la tutela dell’ambiente. Questi non possono essere barattati con nessun interesse economico. La sua missione è quindi un’opera di resistenza morale, il punto di equilibrio dove si intersecano verità scientifica, giustizia giuridica e sociale.

Una delle più grandi tragedie del nostro tempo

Simbolo dell’avidità cieca e del progresso incosciente, l’amianto ha segnato con la malattia e con la morte il corpo vivo della nostra società.
La salute, secondo la filosofia greca antica di Ippocrate e Galeno, non è semplice assenza di malattia, ma armonia dell’essere umano con l’universo.
Dietro ogni malato di mesotelioma, ogni famiglia distrutta, c’è la violazione della sacralità dell’essere umano.
Tuttavia in un mondo che dimentica in fretta, l’occhio che osserva di ONA rappresenta un luogo etico in cui si difende la vita.

“Le informazioni riportate in questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono accuse o giudizi verso persone o aziende.”

Guerra contro l’amianto: Vittoria per ex militare morto di mesotelioma

Avv. Ezio Bonanni, amianto
Avv. Ezio Bonanni

Un killer che non lascia scampo, un assassino che non impugna coltelli, non spara, non urla. Discreto come la polvere, senza ritegno non chiede permesso, non si fa notare. L’amianto è capace di aspettare decenni prima di uccidere, una volta che ti è entrato dentro indossando la maschera composta dalle fibre tragiche del progresso, un dono avvelenato che si insidia nell’espressione esistenziale per eccellenza: il respiro.

Soldato in prima linea contro questa “metafora del male moderno” come da lui stesso è definita, è l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Una guerra che sta vincendo conquistando sempre più battaglie contro l’asbesto e per le vittime del dovere, per le quali è impegnato da oltre trent’anni.
Vittorie che avvengono nel contesto delle aule dei Tribunali, ma “non si dovrebbe arrivare a far causa per il riconoscimento della dignità umana”, afferma Bonanni.

Giustizia per il marinaio ucciso dall’amianto

Numerosi sono i cantieri navali e le basi arsenalizie e le navi di vecchia generazione, contaminati dall’amianto. Ciò ha provocato una tragedia di malattie asbesto correlate. Una di queste storie riguarda un ex militare di origini pugliesi, morto per mesotelioma nel 2020. Ora la sentenza del Tribunale di Trani risuona come il Bollettino della Vittoria di Diazana memoria contro la morte.

L’uomo ha prestato servizio nella Marina Militare come radiotelegrafista, dal 13 luglio 1962 al 31 luglio 1964, a bordo di navi di vecchia generazione. Esposto alle fibre cancerogene, avrebbe respirato fibre di amianto 24 ore al giorno e nel 2013 si ammalò del “cancro dell’amianto” contro cui ha combattuto fino alla morte, nel febbraio 2020.

Importanti traguardi ottenuti, ma non finisce qui

Dopo aver ricevuto la terribile diagnosi, il militare ha chiesto il riconoscimento della causa di servizio e dello status di “Equiparato a vittima del dovere”, con i conseguenti benefici di legge. Solo dopo il decesso, grazie all’operato dell’avv. Ezio Bonanni e il supporto dell’ONA, la vedova e i figli orfani hanno ottenuto il riconoscimento con la sentenza del Tribunale di Trani. Secondo quanto dichiarato, il ministero della Difesa dovrà corrispondere alla vedova la speciale elargizione e i ratei arretrati, per un totale di circa 400mila euro, oltre al vitalizio mensile di circa 2.400 euro.

“A circa 5 anni dalla scomparsa del militare, abbiamo ottenuto giustizia. Oltre al riconoscimento di vittime del dovere, ora che la sentenza è passata in giudicato, possiamo procedere ad un ulteriore giudizio di risarcimento del danno. In ogni caso continuiamo il nostro impegno in favore delle vittime dell’amianto e delle vittime del dovere”, ha affermato Ezio Bonanni.

Una vicenda non ancora conclusa

Agli orfani è stato negato il diritto al risarcimento in quanto non nel carico fiscale al momento del decesso del padre e adesso dovranno rivolgersi al Tribunale Civile per ottenere l’integrale ristoro dei danni. Sia riguardanti la perdita parentale sia quelli da lutto.

Il vero orrore dell’amianto

In Italia, secondo quanto dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni di Ona, ci sarebbero ancora 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare.

Quanto vale un respiro?