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Rischio amianto a Cison di Valmarino (TV): chiesto intervento urgente

settore edilizio, processo Cemater amianto
settore edilizio, processo Cemater amianto

A Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, è emersa una nuova preoccupazione ambientale. E’ stata infatti segnalata la possibile presenza di amianto in stato di degrado all’interno di un ex complesso industriale dismesso. Si tratta di un’area occupata in passato da una ditta che si estende per oltre 5.000 metri quadrati. La zona si trova al confine tra residenze e attività produttive.

Per il consigliere regionale di Europa Verde, Andrea Zanoni, la situazione desterebbe particolare preoccupazione a causa dello stato visibilmente compromesso della copertura.

La segnalazione iniziale sarebbe partita dal consigliere comunale Dante Pilat. Quest’ultimo avrebbe inoltrato una comunicazione formale al sindaco e all’Azienda ULSS 2. Il Dipartimento di Prevenzione avrebbe eseguito un sopralluogo tecnico. Evidenziando la presenza probabile di materiali contenenti amianto in stato di deterioramento, che potrebbero liberare fibre pericolose.

Zanoni: servono censimento e bonifiche sistematiche

Oltre alla specifica situazione dell’ex sito industriale, Zanoni ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un approccio più ampio e strutturato alla gestione del rischio amianto nel territorio regionale.

Per questo ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale del Veneto, chiedendo chiarimenti sullo stato attuale del censimento delle coperture, sulle risorse stanziate per le bonifiche – con particolare attenzione ai siti dismessi – e sull’incidenza delle patologie asbesto-correlate negli ultimi dieci anni, incluso l’andamento dei mesoteliomi pleurici.

Accesso agli atti e richiesta di trasparenza

Intanto, a livello locale, il consigliere Pilat ha chiesto l’accesso agli atti per visionare la valutazione tecnica del rischio condotta da un professionista incaricato, come previsto dalla normativa vigente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce che casi come questo devono essere affrontati con tempestività e rigore, nell’interesse della tutela ambientale e della salute collettiva. La trasparenza, la sorveglianza sanitaria e le bonifiche ambientali sono strumenti indispensabili per evitare esposizioni al rischio.
Solo una valutazione tecnica adeguata può stabilire se effettivamente nella struttura vi è davvero amianto, ma è opportuno che si proceda per ogni caso sospetto con rigore ed in maniera celere.

Amianto e Marina Militare: Luigi Abbate intervista l’Avv. Ezio Bonanni

Il giornalista Luigi Abbate intervista l'Avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate intervista l'Avv. Ezio Bonanni

L’esposizione ad amianto nel contesto militare resta una questione rilevante sul piano della salute pubblica e della tutela previdenziale. Nell’intervista con il giornalista Luigi Abbate, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha fatto il punto sull’evoluzione giurisprudenziale relativa ad alcuni casi di patologie tra il personale della Marina Militare, tra cui motoristi navali,  macchinisti e operai civili impiegati negli arsenali.

Secondo quanto riportato, varie pronunce giudiziarie hanno riconosciuto, in casi specifici, un nesso tra le patologie sviluppate da alcuni lavoratori e l’esposizione ad amianto in ambienti navali o arsenali militari. Bonanni ha richiamato i dati contenuti nell’ottavo rapporto RENAM (Registro Nazionale Mesoteliomi), i quali evidenziano una maggiore incidenza di mesotelioma, in particolare tra gli anni Sessanta e Novanta.

“Le evidenze epidemiologiche oggi disponibili – ha dichiarato Bonanni – rafforzano la necessità di un’attenzione istituzionale continua per il riconoscimento dei diritti previdenziali e assistenziali delle persone coinvolte, siano esse militari o civili”.

Il quadro normativo e procedurale

In base alla normativa vigente, i militari possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e successivamente lo status di vittima del dovere tramite procedimenti amministrativi e contenziosi presso il TAR. Per i lavoratori civili, invece, la procedura prevede il ricorso all’INAIL e, in caso di contenzioso, l’azione presso il giudice del lavoro.

L’ONA, che offre consulenza e supporto legale, segnala che in alcuni casi si riscontrano differenze nei riconoscimenti, soprattutto tra personale militare e civile, e sottolinea l’importanza di documentare con precisione le condizioni di esposizione, anche alla luce delle bonifiche tuttora in corso in alcune strutture.

La posizione dell’ONA

L’associazione ribadisce la necessità di percorsi chiari e uniformi per garantire tutele a tutti coloro che, in ragione del servizio prestato, abbiano contratto patologie riconducibili all’amianto. “Il nostro obiettivo è fornire strumenti di tutela e informazione – ha spiegato Bonanni – nel rispetto della legge e della dignità delle persone coinvolte”.

La questione resta aperta e oggetto di confronto tra le parti istituzionali, sindacali e associative, in un contesto in cui prevenzione, bonifica e riconoscimento delle patologie asbesto-correlate continuano ad avere un ruolo centrale nel dibattito pubblico e giuridico.
Qui di seguito la puntata su Ona News:

Latina, alla mostra “Cimeli del Calcio” i valori del FairPlay (VIDEO)

Bonanni alla mostra Cimeli del Calcio
Bonanni alla mostra Cimeli del Calcio

Si è conclusa a Latina, presso il Museo Giannini, l’edizione 2025 della mostra “Cimeli del Calcio”, rassegna organizzata dal 18 al 25 giugno per celebrare la storia dello sport più amato dagli italiani. L’evento ha visto l’importante partecipazione dell’ONA –Osservatorio Nazionale Amianto da sempre impegnata nel promuovere la salute e i diritti dei cittadini anche attraverso i valori educativi dello sport.

L’iniziativa è stata promossa da International Football Museum, Libertas Provinciale Roma e Panathlon International Club Latina, con il coinvolgimento attivo del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e il supporto istituzionale del CONI. Al centro della manifestazione, oggetti storici come palloni e scarpini utilizzati in partite memorabili, ma anche momenti di riflessione sulla funzione sociale dello sport.

L’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni

Protagonista della giornata conclusiva è stato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA e membro del Direttivo nazionale del Comitato Fair Play, che ha ricordato quanto il mondo dello sport sia oggi uno dei principali strumenti per promuovere cultura della legalità, prevenzione e diritti fondamentali:

“L’esposizione “Cimeli dal calcio” è una mostra necessaria, legata ad uno sport tanto amato dagli italiani. Un’occasione ulteriore per portare avanti i valori del Fair Play, di lealtà, etica e rispetto. Lo sport – soprattutto quello non professionistico – esprime i veri valori. È un banco di prova per la vita e per la salute collettiva, fondamentale per la prevenzione delle malattie degenerative. Il fair play non si ferma all’agonismo, ma guarda alla valorizzazione dello sport in senso più ampio, sociale e umano.”

Parole che sintetizzano l’impegno che da sempre contraddistingue l’ONA: informare, educare e proteggere attraverso la conoscenza, la memoria storica e l’inclusione.
Valori ribaditi anche dalla criminologa di ONA Melissa Trombetta.

Etica e valori

Il Presidente dell’AIAC Latina, Giuseppe Pietrocini, ha sottolineato l’importanza di questa mostra per le nuove generazioni: “Abbiamo esposto palloni originali utilizzati nelle prime partite da tecnici oggi celebrati, proprio per raccontare l’inizio di percorsi straordinari”.

E’ intervenuto anche il Sindaco di Loreto Aprutino, Gabriele Mariotti,  collezionista e primo sindaco ad essere insignito del titolo di “Fair Play”. Presente in doppia veste – istituzionale e sportiva – Mariotti ha lanciato un appello a tutti i sindaci italiani affinché aderiscano al Comitato Nazionale Fair Play:
“Attraverso i valori etici dello sport possiamo incidere nella vita quotidiana dei nostri cittadini, a scuola, nelle aziende e nei luoghi di aggregazione”.

Lo sport come alleato della prevenzione

L’Avv. Bonanni ha anche evidenziato l’importanza dello sport quale strumento concreto di prevenzione sanitaria, in particolare per quanto riguarda le malattie degenerative, spesso aggravate dall’esposizione a sostanze tossiche come l’amianto:

“La promozione dello sport, in particolare in ambito scolastico e territoriale, deve andare di pari passo con l’educazione alla salute. Il fair play è anche rispetto della vita e dell’ambiente”.

Il coinvolgimento dell’ONA all’interno di eventi sportivi rappresenta, infatti, un’estensione naturale dell’attività dell’Osservatorio, da anni impegnato nella tutela delle vittime dell’amianto e nella lotta per una giustizia ambientale e sociale.

Un premio ai valori

Nel corso della manifestazione è stato annunciato anche il vincitore della “Panchina d’Oro 2025 – Categoria Under 14”, assegnata all’allenatore Gennaro Del Prete. La premiazione ufficiale sè stata proprio a cura dell’Avv. Bonanni, a testimonianza dell’alleanza tra formazione sportiva e formazione civica.

Un messaggio che parte dal calcio e arriva alla società

Il presidente nazionale del Comitato Fair Play, Ruggero Alcanterini, seppur assente per motivi di salute, è stato salutato dall’Avv. Bonanni che ha ricordato  l’incontro in Senato per la Giornata Mondiale del FairPlay alla presenza dei ministri Ciriani e Abodi.

La presenza dell’ONA alla rassegna “Cimeli del Calcio” conferma ancora una volta il ruolo attivo dell’Osservatorio nella promozione di un modello di società fondato su giustizia, prevenzione, cultura e memoria. L’esempio del fair play, ben radicato nello spirito sportivo, rappresenta un’estensione naturale della missione dell’ONA: mettere la persona al centro, sempre.
Lo sport è salute, educazione e diritti. E l’ONA continuerà a difenderli, anche fuori dai tribunali.

Kenya, Africa. Segretario dell’ambiente Barasa vieta tetti in amianto

Africa
Africa

Per tutelare la salute pubblica e preservare l’ambiente, il Segretario di Gabinetto per l’Ambiente Deborah Barasa ha emanato una direttiva che impone la rimozione immediata di tutte le coperture in amianto presenti sugli edifici di tutto il Kenya. Secondo la fonte, questo provvedimento, ufficializzato con un avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 2025, rappresenta un passo fondamentale nell’impegno del Paese verso un futuro più pulito e salutare.

Obbligo rimozione

L’amianto, che in passato era ampiamente utilizzato, è oggi riconosciuto come una sostanza pericolosa a causa dei gravi rischi per la salute che comporta. Quando i materiali contenenti amianto si deteriorano o vengono danneggiati, rilasciano nell’aria fibre sottilissime e nocive. L’inalazione di queste particelle può causare malattie polmonari gravissime e spesso letali. La nuova direttiva sottolinea la consapevolezza del governo riguardo ai pericoli significativi derivanti dall’esposizione prolungata all’amianto.

Il governo kenyano in azione per affrontare i rischi dell’amianto

Già lo scorso marzo,  il Consiglio dei Ministri aveva incaricato l’Autorità Nazionale per la Gestione Ambientale (NEMA) di supervisionare la rimozione dell’amianto da strutture pubbliche e private. Il Ministro Barasa ha sottolineato che questa iniziativa non solo ridurrà i pericoli per la salute, ma migliorerà anche la pulizia e la qualità ambientale del Paese, garantendo a ogni cittadino il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre. Sebbene non sia stata stabilita una scadenza specifica per completare le operazioni, questa presa di posizione è un importante segnale per il Paese.

In Africa l’amianto è stato ampiamente estratto e utilizzato

Del resto il Paese è stato uno dei maggiori produttori mondiali di asbesto. E’ qui che si trovano importanti giacimenti di crocidolite (amianto blu) e amosite (amianto bruno).
Secondo studi internazionali le miniere di amianto in Africa hanno avuto un impatto significativo sulla salute dei lavoratori e delle comunità locali.

“Questa iniziativa del Segretario Barasa è sicuramente lodevole per contribuire a garantire un ambiente più sicuro e una migliore qualità della vita per le future generazioni. Tuttavia senza una scadenza ben definitiva, il rischio è quello di entrare in un vortice di procrastinazioni difficile da tenere sotto controllo. Si auspicano quindi interventi celeri in tutto il mondo, ovviamente.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

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Misano Adriatico: proteste contro nuovo deposito di amianto

onduline di amianto
amianto, onduline - il silenzio: giustizia negata alle vittime della Fibronit

In diverse zone del territorio di Misano Adriatico, in provincia di Rimini, sono comparsi negli ultimi giorni striscioni con messaggi fortemente critici. Le proteste sono state rivolte nei confronti del progetto di realizzazione di un nuovo deposito di amianto. Frasi come “Benvenuti ad Amiantopoli”, “No deposito amianto” e “L’amianto uccide anche i nostri diritti” esprimono il disagio e le preoccupazioni di una parte della cittadinanza.
Le affissioni , secondo una delle fonti, sarebbe stata segnalata a Misano Mare, Portoverde, Misano Monte, Santa Monica, Scacciano e nei pressi della zona dove verrebbe realizzato il deposito.

Il contesto del progetto

Il progetto in questione prevede la creazione di un deposito per lo stoccaggio temporaneo di asbesto già trattato, classificato come rifiuto pericoloso. Secondo la normativa vigente, tali impianti rientrano nella categoria degli “impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi”, con procedure e controlli stabiliti da enti come ARPAE e AUSL.

La mobilitazione del comitato cittadino

A dare voce alla protesta è il comitato dei residenti della zona artigianale di Misano.  Diversi attivisti si sarebbero mobilitati nel territorio per opporsi all’iniziativa, che non avrebbe un’approvazione da parte del Comune.
La struttura consisterebbe in una zona  di circa 40 metri quadri destinata a ospitare un massimo di 50 tonnellate annue di amianto, già inertizzato e confezionato. Il materiale verrebbe poi trasportato verso altri impianti di smaltimento autorizzati.

Un contesto nazionale complesso

Il dibattito a Misano si inserisce in un quadro nazionale in cui lo smaltimento dell’amianto resta una questione critica. Proteste simili sono state registrate in questi giorni anche a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona. Qui un progetto per la realizzazione di una discarica di amianto è stato ufficialmente respinto.

“E’ comprensibile l’agitazione anche soltanto alla pronuncia della parola ‘amianto’. In questo scenario, il bilanciamento tra sicurezza ambientale e necessità di gestione dei materiali pericolosi richiede una pianificazione precisa e trasparente.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.

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