27.5 C
Rome
venerdì, Luglio 31, 2026
Home Blog Page 107

News e amianto dall’Italia: le novità odierne sul tema

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

Nel pensiero contemporaneo, l’amianto potrebbe essere considerato un “oggetto transizionale della modernità”. Incarna infatti il passaggio da una visione positivista della scienza ad una prospettiva critica, ecologica ed umanistica.
La pubblicazione quotidiana di notizie relative questa pericolosa sostanza è fondamentale, perché la salute è un diritto collettivo ed un indice di giustizia della società.

Bonifiche in provincia di Cremona

Sono in corso i lavori di rimozione amianto a Castelleone, in provincia di Cremona. Si sta realizzando  il nuovo tetto del municipio con la rimozione dell’asbesto oltre alla sistemazione di alcune infiltrazioni negli uffici comunali.

Piemonte, sorveglianza sanitaria

La Regione Piemonte ha lanciato a partire da marzo la sorveglianza sanitaria agli ex esposti all’amianto relativamente al territorio di competenza dell’ASL Cn1. Da maggio verranno infatti coinvolti gli ex esposti di diverse aziende. Qui il link per iscriversi: https://sansol.isan.csi.it/la-mia-salute/preadesione-amianto/#/
Il progetto prevede un colloquio e la spirometria, test che analizza la capacità respiratoria dei polmoni. Secondo la fonte seguirà a giudizio, la radiografia polmonare presso un ospedale concordato.
Venerdì 16 maggio alle 15 nella sala comunale  è previsto un incontro nella sala delle conferenze “Luigi Scimè” a Mondovì.

Palermo, il triste primato della città siciliana 

Palermo è la prima della Sicilia per casi di tumori “asbesto correlati” come mesotelioma e cancro al polmone. Considerato il degrado degli edifici, il problema potrebbe aggravarsi nel tempo. 4.620 chili di amianto sono stati rinvenuti a Borgo Nuovo e nel Parco Cassarà.

Asti, presentazione del libro “Mezzo litro di latte”

Sabato 17 maggio alle 17.30, al centro culturale FuoriLuogo di Asti, in via Govone 15, si terrà la presentazione del libro “Mezzo litro di latte” di Giacinto Bevilacqua. Un’ iniziativa organizzata dall’Associazione culturale Cuba Libri per affrontare il tema dell’amianto, delle sue conseguenze sanitarie, legali e sociali.
La sinossi del testo: “Mezzo litro di latte al giorno era l’antidoto somministrato agli operai che, nello svolgere la propria mansione, venivano a contatto continuo con la polvere di amianto. Generazioni di lavoratori hanno maneggiato l’amianto, materiale comune tanto apprezzato per la sua resistenza al calore quanto nocivo per la salute. Se respirate, infatti, le polveri contenenti fibre d’amianto possono causare patologie mortali quali l’asbestosi e tumori della pleura. Nel 1992 l’amianto è stato dichiarato fuorilegge in Italia. Tuttavia l’ambiente ne è ancora pieno tanto è vero che le cause di infezione non vanno più cercate solamente nell’ambito lavorativo, ma nella sfera in cui si vive e la percentuale di persone che si ammalano è costante dal 2010. Prima il profitto, oggi l’indifferenza culturale, anche da parte delle istituzioni e della politica, rallentano la battaglia di civiltà contro l’amianto.”

Il ruolo sociale di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

Attraverso la divulgazione, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, si posizionano nel contesto teorico di una filosofia che, da Platone a Foucault, ha denunciato l’asimmetria tra sapere e potere. Le sue inchieste, i suoi rapporti, le sue denunce legali sono gesti di resistenza epistemica.

ONA con Trabucco in territorio gallico: il 4 novembre contro l’amianto

Trabucco
Trabucco

 “Camminare è pensare con i piedi” scriveva Paul Valéry. Ed il Capitano Pasquale Trabucco, pellegrino contemporaneo, artista situazionista del gesto simbolico, questo lo sa bene. Il suo arrivo in Francia rappresenta una tappa cruciale del lungo percorso che lo conduce da Roma a Castel Sant’Angelo fino ai confini della Scozia, al leggendario Vallo di Adriano. 
Una marcia di 75 tappe, una performance esistenziale che fonde il viaggio con l’impegno, con la memoria.

Oggi Pasquale Trabucco è arrivato in Francia.

Il logo dell’ONA sul cuore

Sul petto di Trabucco, impressa sulla maglietta sbiadita dalla fatica e dal sole, campeggia con orgoglio l’emblema dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Non è solo un logo: è il simbolo dove ogni suo passo diviene un atto di denuncia, una richiesta di giustizia per le vittime dell’amianto, una testimonianza civile che attraversa confini e coscienze. La maglia diventa una bandiera discreta ma inesorabile, una voce per chi non ha più fiato per parlare. La polvere invisibile dell’amianto si scontra con la visibilità di un uomo che decide di farsi portavoce attraverso la sua stessa presenza fisica. L’arte del cammino, in questo caso, è arte del ricordo e della resistenza. Dentro il petto la necessità di sensibilizzare sull’importanza del 4 Novembre, una ricorrenza che desidera venga nuovamente riconosciuta come festività nazionale.
“Auguriamo a Pasquale Trabucco di continuare il suo percorso simbolico con la stessa forza e tenacia che sta portando avanti finora”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

La data del 4 novembre come messaggio di pace

La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita nel 1919, celebra non solo la vittoria militare, ma anche il coraggio e il sacrificio di oltre 650.000 soldati italiani che persero la vita durante il conflitto. In tutta Italia, cerimonie e commemorazioni si svolgono per rendere omaggio a questi eroi, con deposizioni di corone ai monumenti ai caduti e momenti di riflessione collettiva . Il 4 novembre rappresenta quindi un’occasione per rinnovare l’impegno verso la pace e per ricordare il prezzo della libertà, mantenendo viva la memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita per l’unità e l’indipendenza dell’Italia.

L’importanza dell’equiparazione tra vittime del dovere e vittime del terrorismo

L’equiparazione tra vittime del dovere e vittime del terrorismo rappresenta un principio fondamentale di giustizia, equità e riconoscimento del sacrificio compiuto da coloro che hanno servito lo Stato e la collettività con dedizione, fino alle estreme conseguenze.

Pasquale Trabucco è in cammino anche per questo: le vittime del dovere, come appartenenti alle Forze Armate, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, magistrati o funzionari pubblici, spesso subiscono gravi conseguenze fisiche o perdono la vita nello svolgimento del proprio servizio, in contesti di rischio elevato. Il loro sacrificio, tuttavia, è  riconosciuto in misura diversa rispetto a quello delle vittime del terrorismo. L’equiparazione normativa è essenziale per garantire che non vi siano disparità di trattamento in base alla tipologia dell’evento tragico, ma che si riconosca il comune denominatore: l’aver subito un danno irreparabile per aver servito lo Stato.

Oltre ogni confine

Trabucco non corre, non urla, non cerca platee. Cammina. E nel camminare scolpisce nel paesaggio un pensiero: che ogni terra attraversata porta con sé il peso della Storia e la speranza del cambiamento. Il suo silenzio è eloquente, e il suo passo è lento come i processi della giustizia, ma determinato come chi non si rassegna. Sotto cieli francesi, tra il vento delle colline e il brusio dei villaggi, Pasquale è diventato un punto interrogativo vivente. Chi lo guarda si chiede chi sia, cosa stia facendo, e soprattutto perché. E in quel “perché” si trova il riflesso delle urgenze, dei dolori taciuti.

L’omaggio di Trabucco ai caduti

“Una volta arrivato a La Turbie, la prima cosa che ho fatto è stata rendere omaggio al monumento ai caduti e salutare i fanti francesi. Poi ho trovato un alloggio con una vista incredibile sul Trofeo di Augusto, una vista che ripaga di tutte le fatiche.” Ha affermato il Capitano Pasquale Trabucco.

 

Lecce, possibile amianto e allerta tra i residenti di una via

Salento
Salento immagine del Salento in una cartina (ph: Wikipedia)

In un’area densamente abitata di Lecce, la presenza di due strutture industriali in stato di abbandono ha sollevato preoccupazioni. In particolare, è l’area di via Dalmazio Birago che sarebbe finita sotto osservazione da parte della sezione Sud Salento di Italia Nostra, la quale avrebbe formalmente sollecitato l’attenzione dell’amministrazione locale. La paura è che le coperture dei capannoni contengano cemento-amianto, sostanza nota per la sua pericolosità sanitaria. Secondo quanto riportato dalla fonte, l’associazione avrebbe segnalato che gli edifici verserebbero in uno stato di incuria avanzata. Ciò accrescerebbe il rischio legato alla possibile dispersione di fibre di amianto nell’ambiente.

L’eredità tossica dell’amianto

L’utilizzo estensivo dell’amianto in Italia e nel mondo, ha lasciato un’impronta profonda anche sul Salento. Con il passare del tempo è molto probabile che l’integrità del materiale si comprometta. Di conseguenza le sue microfibre diventano una minaccia concreta. Inalate, infatti, possono causare gravi patologie.
“Il mesotelioma pleurico, malattia asbesto correlata, è un tumore dalla prognosi spesso infausta” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di Ona – Osservatorio Nazionale Amianto. 

L’amianto come traccia del passato e sfida per il presente

Questo caso, qualora fosse confermato, rappresenterebbe solo uno dei tantissimi esempi di un’eredità materiale e morale che la modernità ha lasciato dietro di sé nella corsa al progresso. L‘amianto porta con sé il paradosso di un materiale costruito per durare, che invece oggi deve essere rimosso per poter continuare a vivere in sicurezza. Questa sfida è anche una forma di responsabilità collettiva: riconoscere gli errori, intervenire per riparare e, soprattutto, pensare a una progettualità urbana che non sacrifichi la salute in nome dell’efficienza.

L’importanza delle segnalazioni

E’ fondamentale la partecipazione collettiva, per questo è utilissimo che i cittadini segnalino i casi di sospetto amianto sul territorio. Questo anche in caso di dubbio. Ad occhio nudo è quasi impossibile confermare la presenza di amianto e la certezza definitiva può essere data solo dopo le opportune analisi. Tuttavia, qualora i sospetti fossero confermati, cruciale è intervenire con la bonifica, lo smaltimento e la messa in sicurezza.

Amianto a Brescia: 1200 ettari da bonificare, termine UE imminente

Brescia, amianto
Provincia di Brescia (ph Wikipedia)

La bonifica dell’amianto a Brescia continua, ma le informazioni non lasciano margine: con 700 mila metri quadrati rimossi ogni anno, serviranno almeno 20 anni per togliere di mezzo tutte le coperture contaminate. Tempi lontanissimi con la deadline imposta dall’Unione Europea, che ha fissato al 2028 il termine ultimo per completare la rimozione in tutti gli Stati membri.

I dati ufficiali: milioni di metri quadri di amianto

Secondo quanto riportato dalla fonte,  per i dati ATS Brescia (Agenzia di Tutela della Salute), nel territorio provinciale resterebbero da smaltire circa 12 milioni di metri quadrati di amianto. Un’estensione pari a 1.200 ettari, simile a quella del lago d’Idro.
In tutta la Lombardia si stima la presenza residua di 2 milioni di tonnellate di rifiuti contenenti asbesto, di cui circa 200 mila solo nel Bresciano.

La mancanza di discariche in tutta Italia

Come segnalato più volte anche dall’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto, in tutta Italia c’è carenza di discariche dedicate:
E nel Bresciano ne resta una, quasi esaurita. Per questo motivo, molti materiali devono essere trasportati all’estero, soprattutto in Germania e nei Paesi dell’Est, con conseguente incremento dei costi.

Bonifica amianto a Brescia: i numeri del problema

Sarebbero 127mila i manufatti contenenti la sostanza nociva registrati tra il 2006 e il 2023 a Brescia. Alcuni sono già stati bonificati, ma molti altri necessitano ancora di interventi. Il sito di ATS pubblica l’elenco completo, aggiornato parzialmente, che comprende anche siti ad alto rischio, dove l’amianto è friabile e quindi facilmente inalabile.

Come funziona la normativa sulla rimozione dell’amianto

La legge impone ai proprietari di strutture con amianto l’obbligo di autovalutare lo stato di conservazione. Se il materiale è friabile o danneggiato, la rimozione deve avvenire entro 12 mesi, attraverso ditte specializzate. In caso di degrado lieve, i tempi si estendono a tre anni. Se invece le lastre sono ben conservate, si può procedere con monitoraggi biennali.

Le prospettive per il futuro

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia potrebbero esserci più di 40 milioni di tonnellate di amianto.
Il completamento della bonifica richiede investimenti, discariche adeguate e incentivi ai privati. Solo così sarà possibile affrontare un’emergenza ambientale che, nonostante i passi avanti, resta una minaccia concreta per la salute dei cittadini.

Amianto a Porto d’Ascoli (MAR): bonifica obbligatoria entro due mesi

Eternit
Immagine esclusivamente decorativa

Un’ordinanza con effetto immediato è stata firmata il 5 maggio 2025 dal sindaco di San Benedetto del Tronto in risposta alla conferma della presenza di amianto in un edificio e in una struttura vicina, situati nell’area di Porto d’Ascoli. Il provvedimento impone azioni urgenti per contenere la dispersione delle fibre e un intervento di bonifica completo entro sessanta giorni.

La segnalazione all’AST

L’intera vicenda ha avuto origine da una segnalazione pervenuta all’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) il 25 marzo, in cui si ipotizzava la presenza di materiali contenenti amianto.  L’analisi effettuata nei laboratori dell’ARPAM ha la presenza di amianto, nelle forme di crisotilo e crocidolite, entrambe note per la loro pericolosità.

Condizioni critiche

Secondo la fonte, i materiali sarebbero in condizioni deteriorate, con un elevato rischio di rilascio di fibre nell’ambiente, rendendo l’area un potenziale pericolo per la salute pubblica.  Una situazione che quindi richiederebbe misure tempestive. L’ordinanza stabilisce che già entro le 24 ore successive alla notifica debbano essere adottate misure di contenimento atte a impedire la dispersione delle fibre. Il processo di bonifica dovrà essere completato entro 60 giorni attraverso tecniche autorizzate di messa in sicurezza per opera esclusivamente da imprese qualificate e iscritte negli appositi registri.

Obblighi con l’ordinanza

Il documento imporrebbe l’obbligo per l’amministratore condominiale di presentare entro 20 giorni il piano di intervento all’AST e al Comune, oltre a trasmettere la documentazione di avvenuto smaltimento entro cinque giorni dalla conclusione dei lavori. In caso di mancato rispetto delle tempistiche o delle modalità operative previste sono possibili sanzioni amministrative anche oltre i 50.000 euro e, il rischio di denuncia ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale. È comunque possibile presentare ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale o il Presidente della Repubblica.